Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 17 luglio 2010

Senatori a vita, riflessioni sparse. Prima riflessione: ma nel Parlamento democratico e repubblicano non dovrebbe entrare solo chi è stato eletto dal popolo? E come mai nessun " sincero democratico" ha mai riflettuto che questa istituzione dei " Senatori e vita" ( non escudo neanche gli ex Presidenti della Repubblica, perchè questi non sono mai nominati dal popolo, ma solo partoriti dalle camarille politiche ) è solo un arcaico, retrivo, monarcale residuo del vecchio Senato di nominale reale ? Si aspettano ( invano!!!) adeguate risposte. Chissà, forse non essendo più al Governo il Prof. Prodi che si reggeva non sui voti ( sugli eletti dal popolo) ma proprio sui " Senatori a vita" ( pensa tu dove sta di casa la così detta " democrazia"!!!!) qualcuno potrebbe risponedermi. Sperem!!!


Impegnati come sono da almeno sedici anni non a fare più politica ma a cercare e scovare cavilli contra-personam in ogni dove, i così detti sedicenti " democratici" hanno trovato e scovato una norma ad -berlusconem anche in un emendamento alla manovra finanziaria, quella  che richiede l'introduzione  della figura del " giudice ausiliario". " Vogliono aiutare Mediaset per congelare il processo Fininvest-Cir !!" hanno gridato i sinceri democratici, tipo Donatella Ferranti, peraltro anche capogruppo dei DS in Commissione giustuizia . Non chiedo poi mica tanto, diamine! Ma almeno informarsi un pochino, prima di urlare allo scempio della democrazia! Infatti si da il caso che la Finivest abbia da tempo emesso un'apposita fidejussione bancaria  a favore della Cir per la famosa sentenza del Giudice Misiano. E siccome la fidejussione di 750 milioni di Euro costa parecchi soldini, credo che la prima che voglia  discutere il procedimento sia proprio la Finivest.

 Massimo Cialente, sindaco dell'Aquila, è da oscar della faccia da tolla. Arruola pregiudicati da utilizzare per cercare lo scontro con la polizia, strilla contro il Governo non si sa cosa, ma lo fa  in perfetta grisaglia e cravatta regimental e solo per salvare se stesso. L'ipocrita fa finta di non sapere che la ricostruzione dell'Aquila è nelle mani dell'Aquila , in quelle sue , non in quelle  del governo. Perchè non si spiccia a fare quello che deve fare il Signor Cialente? O forse al Signor Cialente va bene solo affidare di nascosto appalti
miliardari ai suoi amici - appalti, poi, per fortuna revocati dalla Regione - oppure godere di sontuosi appartamenti che " amici degli amici"  gli hanno messo  gratuitamente a  diisposizione ( per la sua famiglia e per il suo entourage, circa 30 persone) ? Invece che spendere soldi per ingaggiare delinquenti abituali o pregiudicati, Cialente poteva andare a parlare con i Sindaci di altri paesi  dell'Irpinia, dell'Umbria, del Belice, tanto per dire, per vedere, come cantava  Enzo Jannacci, " l'effetto che fà"! Oppure poteva farsi un girettto dalle parti di Udine, dove i friulani trentaquattro anni fa si misero in  coda agli sportelli postali e bancari per pagare le imposte, pur dopo il terremoto e dopo una prima ed unica proroga. Gli aquilano, invece, scendono in piazza, con delinquenti abituali, per pretendere -con  la becera tracotanza  dei  mantenuti -  quello che il Governo stava già loro concedendo .......




Ciao Lelio, Maestro Luttazzi!  Hai illuminato la mia gioventù con il tuo swing, la tua musica mi ha tenuto compagnia - e che compagnia- durante quelle interminabili estati romane, quando molti amici andavano " in vacanza" e quando non c'era vacanza  per il quarto figlio di un  professore di latino come me,  anni cinquanta, altro che Celentano! La Repubblica, coraggiosa con i morti tanto quanto infame nelle sue bugie, ne ricorda " una carriera stroncata dalla condanna per spaccio di droga...". Questo becero, miserabile, schifoso giornalismo , tipico di La Repubblica, non poteva scioperare per trecentassentacinque giorni l'anno ? Le loro miserabili menzogne si commentano da sole. Maestro Lelio, una preghiera: lasciaci quì la tua musica, non portartela via, è patrimonio tuo ma anche nostro, della nostra generazione. E se per caso tu dovessi incontrare Walter, Walter Chiari , abbraccialo, anche lui era un grande, con grosse viltà, ma un grande.....E cantatevela, tutti e due, daje con lo swing, così vi allenate e sarete belli e pronti quando.....,.,..



Molto trascurata dalla stampa il caso del così detto emendamento dell'On Stefano Ceccanti del PD, un Magistrato, mica noccioline!. Il fatto: l'apposita Commissione, PD compreso - dunque -  stava studiando la possiiblità di " costituzionalizzare" il Lodo Alfano. Si vuole estendere lo scudo dai processi  anche al Capo dello Stato, ma vincolandolo  alla approvazione della maggioranza semplice del Parlamento. Ergo,  la maggioranza semplice del Parlamento potrebbe decidere l'imputabilità del Capo dello Stato. E' noto che ad oggi il Capo dello Stato ( articolo 90 della Costituzione ) non è  imputabile se non per alto tradimento ed attentato alla Costituzione. Chi non ricorda a tale proposito lo squittìo di OL Scalfaro che, investito dello scandalo Sisde ( i cento milioni al mese che OL Scxalfaro si intescava zitto zitto con la scusa dei fondi speciali...... ) nel 1993, pestava i piedi per terra urlando, come un ragazzino, il suo famoso " non ci sto!" ? Dunque davanti ad una Legge che poteva cambiare questo " squilibrio" istituzionale ( differenza di processabilità fra Capo dello Stato ed altre cariche istituzionali), l'emendamento dell'On Stefano Ceccanti del PD ( che diceva solo una cosa: il Capo dello Stato non può essere processato per violazione delle norme penali ) mirava dunque a mantenere questo  assoluto privilegio per il Capo dello Stato. Un semplice autogol? Non credo, una ragione deve esserci. E infatti ecco il Colle che invece che prendersela con il PD ( unico nresponsabile del pasticciaccio brutto del Quirinale ) si scaglia - guarda caso - solo contro Il Giornale che aveva svelato la notizia, insieme a Il Fatto. Presidente, si ricomponga, rientri in se: e chieda ai suoi  amici e sodali anzichè minacciare chi fa solo il proprio lavoro da giornalista facendo conoscere al pubblico  notizie vere.


Gaetano Immè

Cannigione 17 luglio 2010

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