Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 31 agosto 2010

CHI PER LE RIFORME , CHI PER MANTENERSI  LA POLTRONA.  IN SINTESI : UN FUTURO PER IL PAESE  CONTRO  IL  SUO PASSATO.

Ci sono giorni , come ieri ed oggi, in cui le notizie non mancano, bisogna solo legarle fra di loro per trarne il vero significato politico e sociale. Oggi è facile questo lavoro, tanto facile che mi limito a fornire le notizie  da collegare fra di loro, lasciando a chi legge le facili conclusioni. Così da un lato senti Marchionne che, da Rimini, replica per le rime a Napolitano - il quale, forse non avendo ben compreso la figuraccia che ha fatto e che sta facendo ( possibile che un Capo di Stato si abbassi a dar man forte morale a tre sabotatori che usanno l'intimidazione e la violenza per limitare la libertà degli altri operai che non volevano scioperare?), addirittura ringrazia Marchionne e si rifugia dietro un patetico " ora confrontatevi" ( avesse finalmente capito di stare zitto?) (che dovrebbe riguardare la FIAT e la FIOM, trattati come due bambini immaturi) - e ripropone di " superare le logiche retrograde ed antesecoula della contrapposizione fra lavoratori e  padroni perchè l'Italia ha bisogno di nuove relazioni sindacali come il pane non di concertazioni e di veti ", dall'altro ti trovi in TV un Epifani, ancora per poco  Segretario della CGIL, il quale, per replicare qualcosa all'invito di Marchionne per trovare questo nuovo modello, si nasconde furbescamente dietro l'alibi della sua prossima partenza per la Cina , così da  sillabare solo  un untuoso ed arrogante " Spiegherò a Marchionne dove sbaglia"( ma chi gli impediva di  dirlo subito ?). Poi si legge che la SEC americana ( la loro Consob) ha ottenuto dal Tribunale di N.Y. la sospensione di tale Juan Josè Fernandez ( un analista finanziario del Banco di Santander spagnolo)  perchè costui si era reso responsabile di un " insider trading" trafficando con le opzioni della Potash Corporation, oggetto di acquisizione con OPA da parte di BHp Billiton, con un guadagno di circa 1,1 milioni di Dollari. Poi leggi che in Italia la Consob ha applicato sanzioni per 3,5 milioni di Euro a sette soggetti per identico caso di insider trading sui titoli di CdB Web Tech. Eppoi leggi i discorsi tenuti ieri da Scaroni, Amministratore delegato dell'Eni e quello, sferzante addirittura, che Gereonzi ha tenuto a Rimini. Urge informare che la condanna da parte del Tribunale di N.Y. è arrivata dopo tre giorni, diconsi giorni tre, dalla denuncia del Banco di Santander. La condanna da parte della Consob invece è arrivata dopo cinque anni, diconsi dopo cinque anni dalla realizzazione dell'operazione illecita. Marchionne, Scaroni e Geronzi hanno sollecitato ad andare avanti il Governo per  realizzare quelle riforme delle quali l'Italia ha bisogno per tenere il passo degli altri Paesi industrializzati e democratici. Davanti a queste notizie, non abbiamo prese di posizioni da parte di Fini e dei suoi , nè tanto meno da parte del PD, nulla anche da parte dell'IDV. Aspettiamo le loro osservazioni con curiosità. Se il nostro Paese non saprà dare a tutti la " certezza delle regole (sindacali, giudiziarie, fiscali,ecc) " non avremo mai in Italia un mercato capace ed efficiente. Passato di sepolcri imbiancati perdente contro futuro di speranza senza moloch. E non c'è tempo da peredere. E voi , guardate bene chi si oppone a questa svolta!


PER  RIEMPIRE  IL  VUOTO   ASSOLUTO,  BERSANI.......

Per tentare di riempire il vuoto assoluto dell'inesistente offerta politica del PD, per tentare di chiudere a doppia mandata i cancelli di uscita dei recinti , dove lo stesso alleva, attraverso la lettura quotidiana di Repubblica ed anche dell'amico Corriere della Sera, come polli in batteria , l'esercito dei fedelissimi e degli antiberlusconisti senza se e senza ma, Bersani ha scritto una lettera per cercare di riproporre, se si dovesse arrivare a votare anticipatamente, l'Ulivo prodiano del 1996.  Bersani è dislessico forte: scrive una cosa e dice l'opposto, deve curarsi e alla svelta. Scrive: ...con l'Ulivo ..." ...creiamo le condizioni per la legislatura costituente dedicata alle riforme costituzionali necessarie ed urgenti..". Poi fa il contrario di quello che scrive, perchè cerca di coalizzare tutte quelle forze, tra loro  eterogenee e distanti, che sono unite solamente dal cieco odio per Berlusconi. Dunque, Bersani, costituente " de che"? Pensate se questa tesi vincesse ! Dovrebbero cambiare la Costituzione, ma ovviamenteb solo con la loro maggioranza, cioè a colpi di maggioranza, proprio come, indignati,  rimproverano al centrodestra ! Da ridere. Ma non basta, perchè Bersani ci vuole stupire, anche senza  effetti speciali! E ci riesce bene! Pensate e leggete cosa scrive: "...chiedere al Presidente della Repubblica di far nascere un Governo di transizione..." . Verso cosa? Non è dato saperlo. Lo sa solo lui. Bersani è anche quel Segretario politico del PD che l'altro ieri, ad un TG1, ha detto ( testuale) " ...le regole vengono prima del consenso..". Hai capito che fior di democratico, il Bersani? Siccome " le regole" le stabilisce l'oligarchia al comando, il fatto che il popolo la pensi al contrario , non gliene frega niente! Ma è giusto così:  è fin dai tempi della Rivoluzione Francese, un dato è certo, che ai comunisti di quello che desidera il popolo, non importa nulla. Quello che conta è l'oligarchia che comanda, i saggi che pensano per tutti. Non a caso di questi tempi, su Il Fatto Quotidiano c'è un rincorrere a scrivere che il populismo è la morte della democrazia....( Furio Colombo, Flores D'Arcais copyright).........Capìta l'antifona? 

SE LA POLITICA DIVENTA AVANSPETTACOLO ACCADE  ANCHE  CHE.......

Come nel caso di FLI di Fini e dei suoi seguaci. Non si parla che di lui e Fini è scomparso da più di u n mese. Fa parlare le sue " veline" , cioè i vari Briguglio ( ma chi è costui?),  i Bocchino ,i Granata, ma lui è desaparecido. Così altro che " Striscia la notizia!", ci sono i giornali e le televisioni che strombazzano ogni giorno le parole delle veline. Chissà come saranno felici le mamme e  i papà delle veline, che tanto hanno speso per far arrivare i figlioletti sui Giornali. Ma che gioia familiare! Ma ti pare a te che un Briguglio ( costui mi risulta solo aver svolto le funzioni di Vicesindaco di  Furci Siculo, paesino del messinese, per aver lavorato al giornale Roma , edito da Bocchino (!) , per aver "amminestrato" un Consorzio che prende ogni anno dalla Regione Sicilia qualcosa come 1,8 milioni di Euro e per aver pagato circa 15 mila Euro della Regione per pagare bilgietti di viaggi ad " amici") poteva avere il nome sulla prima pagine de Il Corriere della Sera?  O un Bocchino, che forse è più noto come marito della  Signora Gabriella Bontempo , nota produttrice di films per mamma RAI ( non pensare subito a male!), o come portaborse di Pinuccio Tatarella , che altro o un Fabio Granata pur assessore Regionale Siciliano ma con l'amico Presidente Cuffaro ( quello condannato per mafiosità ) ed intimo sodale con Raffaele Lombardo ( altro Presidente Siciliano mafioseggiante, si dice) poteva mai pensare di arrivare a tanta popolarità! E come potevano arrivarci se non con una compagnia di giro da avanspettacolo.....


RIFLESSIONI SUL MANDATO POLITICO DELL'ARTICOLO 67 DELLA COSTITUZIONE


L'articolo 67 della Costituzione riguarda il famoso  " ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato" , passo che in questi giorni viene spesso utilizzato da molti politologi per spiegare cosa dovrebbe fare il Presidente della Repubblica se il Governo Berlusconi, a causa della uscita dalla maggioranza dei deputati di FLI, dovesse soccombere a Montecitorio. Questa è la norma costituzionale dietro la quale ed in nome della quale, da sempre, gli italiani hanno assistito, sbigottiti, indifesi, umiliati  ed inermi, a repentite cadute di Governi ogni otto/ nove mesi,  a passaggi di parlamentari da un partito ad un altro senza concoscerne i motivi, ad accordi parlamentari per Governi ora " balneari", ora " tecnici", ora " di transizione" e mai " politici ". Si è  così formata ed incrostata, nella politica italiana ,  tutta quella zona grigia ed opaca che non consente al nostro Paese quella che si chiama  " governabilità" ,  la " stabilità di un Governo" - pratica nella quale ovviamente sono esperti quei politici che hanno vissuto in politica la così detta Prima Repubblica - governabilità ottenuta, nei dei decenni  precedenti, più ricorrendo ad accordi di corridoio , più accenntando e convivendo con ricatti e ricattini di partiti politici in forma bonsai,  che in base al Mandato del voto popolare. Il quale, una volta dato, veniva utilizzato dai Parlamentari come meglio
pareva loro. Nessun altro passo della nostra Costituzione meglio rappresenta, meglio fotografa  come la Carta tolga al popolo  quella primazia politica che , invece, a parole, la stessa Costituzione " sembra" affidargli all'articolo 1. Per eviatre dunque che un parlamentare possa essere assogettato al controllo di chi lo ha votato - sia esso rappresentato dal Collegio o dal partito politico - ecco che i Padri non hanno trovato di meglio che inserire nella Carta questo " Mandato non imperativo" che senz'altro libera il Parlamentare eletto da possibili coercizioni da parte dei Mandanti, ma il rimedio utilizzato - appunto il Mandato politico - rappresenta una vera coltellata al cuore della volontà popolare come valore primario della democrazia Italiana, sia fattualmente che storicamente. Sotto un punto di vista storico poi, il divieto del Mandato imperativo è argomento nato e cresciuto con il giacobinismo e con la Rivoluzione Francese. Il giacobinismo che non solo uccideva la nobiltà anche in assenza di reati, ma che perseguiva ed uccideva anche chicchessia sulla base di semplici delazioni non provate da alcun tribunale non poteva certo avere una grossa stima del popolo che certamente aveva contribuito a liberare dallo strapotere egemonico del sistema monarchico ma che poi relegò , come appunto un bue , in uno stretto recinto senza alcun diritto di controllo. Il giacobinismo però non si presentò come interprete della volontà popolare , spesso mal riposta, ma come interprete del Bene Supremo del  popolo. Ad un popolo bue non si possono affidare le sorti di una nazione, di una Stato democratico, consentendogli , con il mandato imperativo, la possibilità di condizionare il mandato di quell'essere superiore che è l'eletto. Pertanto i nostri Padri costituenti hanno mietuto a piene mani da questa enclave immonda per rendere il popolo dell'Italia un popolo al quale appartiene solo nominalmente ma non sostanzialemten la sovranità politica.  Non c'è dubbio che l'articolo 67 non riguarda una collettività di eletti, ma riguarda il comportamento dei singoli eletti nell'ambito, tuttavia assolutamente invalicabile, del dettato imperativo dell'articolo 1 della Costituzione (" L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione"). L'attuale sistema  elettorale voluto dalla Legge n. 270 del 2005 consente che dalle urne esca una maggioranza ed un Premier: maggioranza di governo e premier del governo sono dunque una diretta espressione della sovranità popolare esercitata con lo strumento elettorale più democratico che esista al mondo: il suffraggio universale. La conseguenza di tutto questo è che una volta aperta la legislatura quella maggioranza e quel Governo sono pura espressione della volontà popolare e divengono perciò intoccabili. Se dunque tale maggioranza e tale governo dovessero decidere di interrompere la Legislatura, non esiste nessuna Legge che autorizzi una preminenza della disposizione dell'articolo 67 su quella dell'articolo 1. Ma come si può pensare che un potere, un semplice  compito per farla breve, che la Costituzione concede ad un suo organo istituzionale ( peraltro non eletto dal popolo ) possa avere maggiore valenza della sovranità popolare?

Roma, Martedì 31 agosto 2010

martedì 24 agosto 2010

L'ELOGIO DELL'IPOCRISIA

Con la tempestività e complicità che legano fra di loro il ladruncolo (del gioco delle tre carte) al suo degno compare ( fatevi un giro a Piazza Garibaldi a Napoli, ne trovete tantissimi), anche Vito Mancuso ed Eugenio Scalfari , i due degni  cumparielli , il primo bravo a dare le carte truccate, il secondo a tenergli il bordone con il pubblico ,  hanno aperto  il loro banchettino portatile a Largo Fochetti  e, ieri l'altro il sommo teologo,  e ieri, da degno " cumpariello", il Vate, sempre su  Repubblica ( e dove sennò?) , in compagnia de Il Fatto Quotidiano,  hanno inscenato la solita " sceneggiata napoletana" degna di Mario Merola  sulla questione Mondadori. Lamentando l'ennesima legge ad aziendam, rappresentata da una sorta di " definizione agevolata delle pendenze tributarie " che, a detta loro, scandalosamente consente a Berlusconi ( cioè Mondadori) di pagare oggi 9 milioji di Euro anzichè quanto avrebbe dovutro al Fisco fino dal 1992 e cioè Lire 300 miliardi circa, ora Euro 175 milioni circa. Ovviamente si tratta di una menzogna. La Mondadori ebbe dal Fisco un accertamento, per l'anno 1989 , che stimò anche la somma che  la Mondadori, in caso avesse avuto torto, avrebbe dovuto al Fisco. La causa fiscale è ancora pendente presso la Corte di Cassazione, ultimo grado, dopo che nei primi due gradi del giudizio tributario, la Mondadori è uscita vittoriosa. Ora  il fatto che il Governo abbia pensato a varare una sorta di " condono " per i contribuenti che, dopo aver vinto i primi due gradi di giudizio, devono ancora vedere discussa la loro controversia dalla Cassazione , introducendo la possibilità di chiudere la diatriba fiscale versando allo Stato il cinque per cento, è semplicemente una legge ad aziendam, visto che la Mondadori è di Berlusconi. E si dannano, i poveretti, per dire che Berlusconi in tal modo , invece che  pagare 175 milioni di Euro,  usando il suo ruolo istituzionale,   vara una leggina  che gli consente di pagarne  solo 9 . Quindi alti lai democratici di questi  intellettualoni, quali appunto Vito Mancuso, quale Furio Colombo, quale Eugenio Scalfari, quale Massimo Giannini ed altri. Quando " ipocrisia ed ignoranza chiamano "  Mancuso , Scalfari  & Partners corrono", ormai lo sanno tutti. Spiace, per il primo,  che un teologo come lui  voglia spacciarsi per Commercialista e che  svanveri a fiato libero su cose che non conosce.  Sul secondo, discorsetto a parte, al termine. Sul teologo devo dire che il Diritto Tributario non è un testo di Teologia. Ma letta la lettera del Mancuso a Repubblica , che ricopia un articolo precedente, sempre su Repubblica ( e dove, sennò?) di quel " grande" che è il vicedirettore Massimo Giannini - al quale ho avuto l'onore di replicare  già su questo blog ,immediatamente, giorni orsono - devo dire che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e sopratutto non c'è peggiore ignorante del saccentone che parla senza sapere di che sta parlando. Per costui, forse per la sua ancor giovane età, che esista un Diritto Tributario, che esista un D.P.R. apposito , che, fin dal  lontano 1974 , regola la materia degli " accertamenti fiscali", è cosa del tutto ignota.  Se invece ne avesse anche una minima conoscenza,  saprebbe che un accertamento fiscale non è un debito, ma una semplice " pretesa del Fisco"  di applicare talune disposizioni tributarie tecniche in maniera difforme da come il  contribuente   le ha volute applicare.  Questo perchè, malauguratamente, queste disposizioni fiscali, non sono mai state e non sono del tutto pacifiche  nella loro applicazione. Proprio per questo , all'epoca di quella famosa riforma tributaria , quella che introdusse in Italia l'IVA ( era l'anno  1973), fu anche introdotto il D.P.R. apposito che regolava , appunto, tutte le controversie fiscali fra contribuente e Stato.  Lo stesso D.P.R. prevedeva poi che  tutte le  cause fiscali avessero una loro giurisdizione speciale e creò l'istituto delle Commissioni Tributarie, dividendole in tre: la prima,  di primo grado, poteva e doveva esprimersi nel merito  tributario, la seconda, quella appunto di secondo grado, qualora adita da uno dei due contendenti soccombenti in primo grado, doveva esprimersi non più sul " merito" , ma solo sul " diritto " ed infine la terza, che fu chiamata Centrale, che era l'ultimo grado di giudizio, quello definitivo, quello che era solo di legittimità. Ovvio che furono anche previste norme cautelari per garantire allo Stato l'incasso delle somme accertate  in presenza di ricorsi pretstuosi. Man mano, dunque, che la causa veniva decisa presso i vari  gradi, veniva anche riscossa , con procedura esattoriale, una parte della somma richiesta: insomma, il contribuente era poi  costretto a pagare , prima una parte ( dopo la decisione a lui sfavorevole della Commissione di Primo Grado) ,  poi un'altra parte ( dopo la decisione a lui sempre sfavorevole della Commissione di secondo grado ) ed infine a pagare la differenza finale, dopo la decisione della Commissione Centrale. Sempre che - e questo Vito Mancuso non lo sa o finge di ignorarlo - il contribuente fosse risultato soccombente nelle cause tributarie. Qualora invece il contribuente fosse risultato vincitore,  nessun pagamento doveva essere ovviamente  eseguito. Ebbene , poichè dal 1973 in poi vi fu una vera esplosione  di accertamenti fiscali che furono opposti  secondo la descritta Legge, gli arretrati delle singole Commissioni tributarie erano diventati pazzeschi. Occore spiegare poi a Vito Mancuso che se un contribuente fosse risultato vincitore sia in primo che in secondo grado, voleva significare che sia nel " merito" delle disposizioni fiscali applicate che nel " diritto" delle stesse, il contribuente aveva ragione.  Era rarissimo il caso che un contribuente, che avesse avuto due volte ragione, si ritrovasse poi perdente in Commissione Centrale.  Ma intanto dal 1974 al 1996, anno di entrata in vigore di una  riforma ( che ha sostituito la Commissione Centrale con la Cassazione), si erano accumulate milioni di pratiche , cioè milioni di accertamenti che i  contribuenti avevano impugnato presso le Commissioni Tributarie. Insomma un arretrato pazzesco. Per questo, ancora oggi , nel 2010, si devono discutere accertamenti di venticinque anni orsono ( l'anno cui si riferisce questa pendenza della Mondadori mi pare sia l'anno  1989 ), non per altre ragioni, come insinua Mancuso.  Mi piace poi rammentare che, da quel che risulta a me ,  Berlusconi divenne proprietario della Mondadori verso la fine dell'anno 1990. Credo sia facile fare a questo punto due più due.  Quanto poi alla cifra della pretesa tributaria contro la Mondadori , spero che Mancuso abbia capito di aver detto una emerita boiata , perchè l'accertamento fiscale non è un titolo esecutivo,  non rappresenta un " debito certo, liquido ed esigibile", ma è solamente una  " pretesa del fisco ", una " richiesta del fisco". Se così  non fosse,  vorrei che qualcuno dei soloni mi spiegasse allora perchè lo Stato - e via, parliamo di Mondadori che tanto  " rode l'intimo" ,  alla Totò della " Banda degli Onesti", di tanti sinceri democratici  - non ha fatto emettere dalla Magistratura un bel Decreto Ingiuntivo a carico della  Mondadori? Perchè? Tutti fessi, meno che Mancuso ,  Repubblica , Scalfari, Giannini Massimo e Colombo Furio , ILFATTOQUOTIDIANO & Partners?  Chiudo informando che se la Mondadori è riuscita a vincere i primi due rounds tributari, ottenendo la vittoria " nel merito" dell'accertamento, poi anche nel " diritto", qualcosa vorrà pure voler dire.  Certo Mancuso obietterà che allora il contribuente che si trovi in tali fortunate situazioni non va a regalare un cinque per cento inutilmente ( nel nostro caso la bellezza di quasi nove milioni di Euro)  e se lo fa è perchè ha la coscienza sporca. La risposta è semplice e cruda. Non mi fido di " questa" Magistratura. Se me lo potessi permettere, preferirei  regalare allo Stato non 9 milioni di Euro ma anche di più , piuttosto che avere a che fare ( specie la Mondadori, con il nome che porta! ci siamo capiti illustre teologo?) con questa Magistratura. Mi permetta, Vito Mancuso, di dirle francamente che ha fatto una figura semplicemente penosa . Passando al maldestro cumpariello  di Vito Mancuso, al Vate Scalfari, ho letto  la sua " lectio magistralis" inferta oggi a Mancuso, finta lezione ma utile per poter definire la Mondadori una società di disonesti e santificarasi.  A costui che impartisce lezioni di alta moralità a tutti, vorrei  semplicemente sconsigliare di piantarla di fare la verginella ingenua  e timorata di Dio circondata  da  puttanone immorali. Tanto per la precisione ricordo che è  dal lontano 1976  che Eugenio Scalfari  fa parte del gruppo  Editoriale L'Espresso ( di cui fanno parte i suoi amici , soci e sodali politico-affaristici Carlo De Benedetti, Carlo Caracciolo e  quel tale Flavio Carboni con il quale la suddetta " cricca" ha fatto affari su affari in tutta Italia e specialmente in Sardegna per quasi quaranta anni, non so se mi spiego, vero? )  e che appunto in quell'anno, grazie ad un accordo, guarda caso, proprio con la  Mondadori, venne  creato il giornale La Repubblica, di cui il Vate è sempre stato Direttore ed anche Editore. Chissà se Scalfari ricorda i begli anni  ottanta - novanta quando Ministro delle Finanze era spessissimo quel tale Bruno Visentini che era anche, contemporaneamente ,
Consigliere d'Amministrazione della Olivetti di Carlo De Benedetti , amico e socio " di cricca"  di Scalfari? Propio quel grazioso Ministro, che viaggiava con il " condono tombale" incorporato , ha graziosamente e disinteressatamente ( volete forse dubitarne?)  regalato  al suo padrone ed agli amici
 " della cricca"  non solo " condoni fiscali tombali" ( un nome, un programma!), ma anche " condoni tombali di reati penali tributari commessi", condoni che hanno salvato "anche" sia  l'Olivetti che Repubblica  , consentendo al " Duo di Ivrea  "( come allora venivano chiamati De Benedetti e Visentini)  di far scivolare sotto silenzio una serie infinita di misfatti nazionali ed internazionali di De Benedetti ( elenco lungo che posso riassumere: truffa dell'Olivetti ai danni delle Poste Italiane, concorso di De Benedetti nella bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano, e mi fermo per questione di spazio) senza che nessun sincero democratico, come Scalfari,  come Mancuso, come Furio Colombo ( costui magari a quei tempi era occupato, in tenuta rigorosamente regimental  a dar man forte ad Agnelli Gianni, in qualche Banca off shore caraibica ), come Paolo Flores D'Arcais,   si sentisse " rodere l'intimo" per la " legalità prima di tutto" o per " il conflitto di interessi "?


Per vedere bene chi sono invece questi ipocriti che oggi gemono dal disgusto di essere pubblicati da Mondadori che - ohhhh!!! - approfitta di una legge per eliminare una causa tributaria, basta pensare una cosa semplicissima. Berlusconi è divenuto proprietario della Mondadori nel 1990. Secondo i vari Giannini, Scalfari, Mancuo, Colombo, Flores D'Arcais,  ecc. costui divenne proprietario della Mondadori corrompendo giudici a più non posso - sapete la storia - . Dunque perchè a nessuno di costoro " rodeva l'intimo" per simile scempio di legalità fin dal 1990 e di corsa si sono genuflessi all'Editore Mondadori per pubblicare, pagati profumatamente, i loro libri? Strano che " l'intimo non rodeva loro" per la " legalità senza se e senza ma " fin da quando Berlusconi compì questa
" appropriazione indebita", molto strano. Per venti anni si sono pasciuti del denaro sporco  della Mondadori e solo adesso, solo oggi, dopo venti anni, dopo fortune accumulate coi soldi del corruttore,  solo ora , cresciuti e pasciuti, ai sinceri democratici " rode l'intimo"?

La rappresentazione della farsa è ultimata. Sul palco, di carta stampata ( Il Fatto, Repubblica, La Stampa, Il Corriere della Sera, ecc) , rimangono i burattini che hanno rappresentato la sceneggiata per un pubblico di poveri creduloni, ingannati in modo osceno, da questi ignobili scribi. Tutti ad inchinarsi al pubblico che paga, a raccogliere gli applausi di entusiasti  creduloni che scandiscono con una " ola" brasiliana l'apparizione dei burattini-attori: Luciano Violante, Piero Citati, Vito Mancuo, D'Alema Massimo, Rossana Rossanda, Federico Rampini, Giannini Massimo, Paolo Flores D'Arcais, Alberto Asor Rosa, Gianni Vattimo, Andrea Camilleri, Roberto Saviano, Eugenio Scalfari, ecc..


MA PERCHE' PARLARE DI ALTRO GOVERNO SE......

Se non vado errato, e non ci vado, Napolitano, nel non lontano 2008, quando cadde il Governo Prodi a causa dell'uscita dalla maggioranza dell'Udeur di Mastella, non optò per alcun governissimo, nè tecnico nè estivo nè balneare. Si andò dritti dritti alle elezioni politiche. Ora ci troviamo in una situzione opposta e speculare a quella, essendo venuto meno , o potendo venir meno ,il sostegno di FLI all'attuale maggioranza. Perchè Napolitano dovrebbe comportarsi in modo incoerente  proprio oggi?


LA STORIA DI TRE  SCIMMIETTE AMMAESTRATE

I tre operai di Melfi, licenziati dalla FIAT e poi reintegrati dalla prima decisione della Magistratura ( ci sono ancora altri due gradi di giudizio) mi fanno tenerezza. Solidarizzo con loro ma vorrei avere l'occasione per dire loro, vis a vis, " ma perchè state facendo la figura meschina di burattini  nelle mani della FIOM " ? Ma lo sanno questi  signori che stanno rischiando grosso grosso, perchè la FIAT ha presentato una denuncia penale contro di loro? Ma lo sanno costoro che davanti al giudice penale ci vanno loro, mica la FIOM? E Napolitano, lo sa che suo compito è non tifare per alcuna parte? Lo sa Napolitano che doveva stare zitto e mosca sull'argomento perchè ci sono ancora due gradi di giudizio da superare? Non pensa il Signor Presidente della Repubblica che così scrivendo e parlando - sempre troppo, disgraziatamente - ha già terrorizzato il Giudice monocratico che dovrà decidere il secondo grado? Lo sa Napolitano e lo sanno i sinceri democratici  che intimidire un Giudice, quello del secondo grado appunto,  è un reato penale? Lo sa Napolitano che l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori  , pur affermando che i lavoratori  provvisoriamente reintegrati nella loro retribuzione e nella loro qualifica , non dice che gli stessi devono " anche" essere rimessi a svolgere lo stesso lavoro che essi facevano prima del licenziamento? Lo sa Napolitano, dunque, che questa decisione ìdeve essere lasciata alla Magistratura ? Perchè non è stato zitto come doveva? Napolitano pensa , crede e sostiene che questi tre operai non solo devono essere riassunti ( ancorchè in via provvisoria, avendo la FIAT presentato sia una opposizione alla decisione di primo grado sia una denuncia penale per violenza privata in fabbrica) ma anche che siano immediatamente rimessi a svolgere l'identico lavoro che svolgevano prima del licenziamento. Napolitano dimentica che i tre sono stati licenziati perchè, durante uno sciopero indetto della FIOM, volevano impedire agli altri operai , che non volevano aderire allo sciopero, di lavorare. Pare incredibile che un Presidente della Repubblica non capisca che sono da tutelare prima di tutto le vittime della violenza dei tre, che poi significa tutelare il concetto di libertà personale . Che senso ha invocare, come fa Napolitano, che  vengano primariamente  tutelati questi tre operai , così che  essi possano anche riprendere , come hanno fatto già, ad esercitare nuove violenze e prepotenze  nei confronti degli altri operai che dissentissero dal loro credo sindacale? Perchè Napolitano si intromette dove non deve, perchè Napolitano non si preoccupa dei propri affari e  millanta  il potere di indicare ad un libero imprenditore, la FIAT,  cosa deve fare? Ma chi è Napolitano, un semplice e transitorio ( fortunatamente ) Capo dello Stato o il burattinaio del Paese? La risposta, la spiegazione è amara. Mentre l'America obamiana ringrazia e s'inchina alla FIAT  , in Italia tutti le danno addosso, anche Napolitano. Gli americani infatti ragionano avendo bene in mente solo le regole della competizione sul mercato globale, gli italiani , almeno uno buona parte, Napolitano compreso, hanno invece in testa l'acqua lurida e putrefatta della " lotta di classe", della contrapposizione fra " operai" e " padrone". Come due secoli fa. " Le sentenze si rispettino" scrive ai tre Napolitano, con svenevole codazzo di pretazzo e vescovazzo  di complemento. Non può nè deve essere un giudice, nè un politico, nè un monsignore, nè una carica istituzionale a dire quello che un'azienda deve fare  dentro la sua fabbrica. Con questa impostazione ottocentesca, sovietica, dittatoriale, addio fabbriche in Italia. Tutti in Polonia, tutti in Serbia, tutti dove c'è libertà, mano che in Italia, dove ,appunto, esiste solo una libertà limitata. Cosa vuole la FIOM? Tornare alla FIAT che obbediva al Sindacato, che assumeva i loro cocchetti, tanto poi pensavamo noi contribuenti a pagare i conti in rosso della FIAT?   Non si tratta di stare con il padrone e non con gli operai, si tratta di schiffarsi bene in testa che l'ottocento ed il novecento sono finiti, che siamo in un merctao globalizzato,  che dobbiamo creare in Italia le condizioni perchè le fabbriche aprano al lavoro e non che chiudano. La certezza del diritto è una delle principali condizioni da creare in Italia affinchè si attui la ripresa. Chi  dice, prima che un processo sia concluso, che " le sentenze si devono rispettare" dice o una cretina ovvietà - e se la poteva e doveva risparmiare - o, peggio, s'ingerisce dove non gli compete. Il guaio e che Napolitano passa - speriamo presto - ma l'Italia resta ed i suoi danni li pagheremo noi.


LA SCENEGGIATA POLITICA E LE POSSIBILI ELEZIONI

Ritengo che il teatrino della politica, quella sottospecie di politica che è fatta di supposizioni, di chiacchiere, di intrighi, di manovre di palazzo, con andirivieni da corridoi, abbia oggi un significato indiscutibile. Se Napolitano, con un minimo di coerenza rispetto alle sue stesse decisioni prese nel 2008 con Prodi, dovesse sciogliere le Camere, al voto risulterebbe un solo grande , unico vincitore: la Lega. Perchè il PdL perderebbe molto, avendo comunque dimostrato di non avere la capacità per mantenere le promesse elettorali fatte, perchè ha perso due anni di tempo con leggine idiote, inutili per tentare di mettere una pezza laddove invece ( parlo della Giustizia) doveva imporre una vera e sana riforma complessiva , perchè si è fatto praticamente irretire non solo da ragazzette o da mignottone, ma anche da compagni di viaggio. Quando si da retta ed ascolto e si risponde ad uno come Bocchino che credendosi un " politico " e non un semplice maneggione portaborse, propone formule politiche degne di istituto psichiatrico di urgenza, vuol dire che non si ha il carisma per mantenere quanto promesso. A Napoli - purtroppo non ad Arcore - si dice " chi si mette coi bambini, resta bagnato!". Verità sacrosanta. Solo che oggi, se si andasse a votare, non so dire quanto il PDL perderebbe. UDC non avrebbe scampo: nessun possibile passaggio al centrodestra dove la Lega non lo sopporta ( a ragion veduta, vita la precedente esperienza di Casini e Follini ) nè a sinistra, dove una sua collocazione con chi vuole l'aborto, chi vuole il matrimonio gay, gli affidamenti ai gay, l'eutanasia, il biotestamento, ecc farebbe praticamente scappare dal partito i cattolici osservanti, cioè tutti i votanti dell'UDC. Il PD da patetico sta diventando ridicolo: non solo sono quindici  anni che ha abdicato alla sua missione politica, rinchiudendosi nel recinto delle belve inferocite di antiberlusconismo viscerale,  senza un programma bipolare e politico degno del ruolo che dovrebbe avere, ma ora sta addirittura pensando di ripresentare gente come Veltroni, forse anche Prodi. Chi resta ? L'IDV? Nessuno la ritiene una forza di governo. Dunque non resta che una straordinaria vittoria della Lega, anche al Sud. Ecco il risultato della cecità dell'antiberlusconismo e del finismo: stanno consegnando l'Italia alla Lega. Bravissimi. Un vero capolavoro. Complimenti vivissimi. Spiegato perchè non si andrà a votare.

Roma GIOVEDì 26 agosto 2010

Gaetano Immè

lunedì 23 agosto 2010

PARLIAMO DI FUTURO  LIBERTA'  ITALIA, PARLIAMO DEL FINISMO

Non mi dispiacciono le quattro idee quattro, e pure  in croce,  su cui Fini cerca di costruirsi un partito: economia di mercato, ( grazie all’ottimo Benedetto della Vedova, al quale dico , torna ! " sta casa aspetta a te!"). E anche sulle intercettazioni, la posizione mi sembra più equilibrata di quella iniziale governativa. Non parliamo poi di bioetica, in cui le posizioni finiane sono decisamente più laiche rispetto a quelle della maggioranza. Il vero problema è che Fini è falso come un gettone, vuoto come una canna, anzi, come una canna a qualsiasi vento. Ha detto e sostenuto tutto e il contrario di tutto. Pratica il garantismo a giorni alterni e la libertà di mercato solo quando gli fa comodo. E' una caricatura di moralista, un moralista pupazzetto , come Alberto Sordi nel vecchio film omonimo. Si scandalizza, per dirne una, di Caliendo che parla con la banda dei disonesti della P3 e poi si tiene in casa quel Fabio Granata, che di Cuffaro (che i manettari hanno sempre considerato un ultra mafioso) è stato perfino assessore e di Lombardo, anch'esso da poco indagato per associazione mafiosa, addirittura sodale politico. Nel suo partito trovi anche un Luca Barbareschi che non sai mai perchè siede in Parlamento mentre sai benissimo che si costruisce piscina abusiva nella sua megavilletta a Filicudi; oppure trovi tale Enzo Rivellini, che a marzo scorso è stato condannato in primo grado, da un Tribunale sicialiano, per bancarotta fraudolenta, mentre è stato avvisato che la Procura di Napoli lo sta indagando per truffa e falso in atti pubblici. Conta anche su Italo Bocchino, altro moralista pupazzetto, che nel 2001 ricevette dalla Finbroker, una società finanziaria con sede nella Repubblica di San Marino ( paradiso fiscale), due miliardi e mezzo di vecchie lire per il giornale " Roma" denaro che  , fu accertato, proveniva da quel tale marchese Gianni Vitale che era stato mediatore principale nel mostruoso imbroglio,  ancora inesplorato , di Telecom Serbia; che ha ricevuto , nel gennaio del 2009, una informazione di garanzia   dalla Procura di Napoli ( insomma è indagato) per partecipazione in associazione a delinquere e turbativa d'asta nell'imbroglio della famosa Global Service Srl di Romeo; che è marito di Gabriella Buontempo, titolare della " GoodTime Enterprise"   che da secoli lavora con appalti della RAI, grazie ai buoni uffici di Guido Paglia e di Bruno Soccillo, entrambi uomini fidati ex MSI ed AN e fedelissimi di Fini.  Per non parlare, per sopravvenuto disgusto, della schifosa - altro termine non si merita - faccenda della famiglia della sua compagna, la famiglia Tulliani, la quale , da quando la loro figlia è diventata la compagna di Fini, è divenuta, grazie alle pressioni e concussioni esercitate dello stesso Fini sui suoi uomini RAI - fino al punto di far naufragare da poco  la trentennale amicizia fra lui e Guido Paglia , che non ha acconsentito a genuflettersi ai diktat corruttivi di Fini su Giancarlo Tulliani - un importante produttore su appalto della RAI. Eppoi svanverano di non ben identificati maneggioni politici. Questi sono peraltro assai ben identificati. Si scandalizza, e giustamente, delle case di Scajola, e non di quelle dei Tulliani . Non ha mosso un dito per il partito che lo ha fatto entrare in Parlamento, nelle Regionali scorse, ma pontifica a microfoni spenti " contro" questo partito, nascondendosi dietro un inesistente alibi di " terzietà " della sua carica, che è la storia da raccontare ai citrulli perchè  è così solo " dentro" il Parlamento, ma non fuori, cari azzeccagarbugli. Pare inconcepibile ed assurdo: ma questo è F L I, il partito dei moralisti. Roba da ridere.  I suoi fans, quelli fascistoni dentro, hanno trovato anche l'ultimo alibi dietro al quale nascondere la loro faccia rossa per la vergogna per cotanta oscenità: Fini ed i suoi, dicono,  hanno finalmente trovato uno scatto d'orgoglio per tornare ai valori di prima. Come dire: ho sbagliato e per sedici anni sedici non me ne sono reso conto. Bello vero? Resta il fatto: ma vi fareste governare da una simile banderuola, da un uomo che in venti anni è passato da Salò alla corte di Bersani, dalla sagrestia di chiesa allespiagge democratiche di Capalbio? Occorre poi che si metta d’accordo con se stesso. Chiede a gran voce la libertà di stampa ( dice che " non ce n'è mai abbastanza "), ma pretende zitto zitto il licenziamento di Feltri  per la faccenda della famiglia della sua compagna.   Usa la RAI per piazzare e sistemare la famiglia Tulliani, per sistemare la Signora Battizza ( moglie del suo portavoce Alfano), i vari Soccillo, Mellone, ecc, insomma uno schifo di clientelismo ma pretende di fare il moralista. Il punto resta però, il risultato finale. Fa bene tutto ciò alla vita di questo paese? Anche qui non si è può essere solo dei tifosi. Lo sa Fini che l’Italia è al centro di una crisi economica mondiale ? Lo sa Fini che l’Italia, senza riforme, sarà un Paese condannato ad essere un Paese fermo, immobile e per vecchi? Il momento scelto da Fini per la sua , diciamo, battaglia, puzza di irresponsabilità politica lontana un miglio. E come mai, poi, solo da un anno si accorge che le cose non gli vanno bene nel PdL? E prima, dove stava? O forse pensava solo a trarre vantaggio da Berlusconi? Che la riconoscenza non sia un valore politico siamo d’accordo, ma un uomo che si comporta come un misero approfittatore, anche se politicamente non ne deve render conto se non alla sua coscienza, sotto il profilo umano non è che faccia proprio una gran bella figura. Ma questa è la teoria creata dai vari Angelo Mellone, Sebastiano Rossi, FareFuturo, ecc. Stare con Berlusconi senza stare con Berlusconi, ci lavorano da tanto tempo, ma se questi sono i risultati mi cadono le braccia. Una cricca di inquisiti che fanno i moralisti ..degli altri ed un ritorno forse in braccio a Storace se non addirittura a  Fiore. Complimenti vivissimi. Solo che scoprire le magagne altrui non è " fare politica",  è fare pettegolezzo. E se tu mi accusi di qualcosa io sono costretto a tirare fuori i tuoi scheletri nell'armadio. Lapalissiano Watson, elementare. Allora, signori finiani, perchè non vi mettete su un piano squisitamente politico senza fare chiassate inutili e controproducenti da lavandaie? Mi pare che l'esordio di questo articolo sia chiaro e limpido per chi sappia leggere senza occhiali di astio, di rancore, di invidia o ideologici. Sono pronto, prego, questa è una sfida. Che certamente nessuno di voi raccoglierà. Non si deve solo fare il tifo, bisogna discutere, ma discutere senza urlare, senza offendere, senza menar le mani , senza ricorrere agli insulti, ma lo so che per voi e per quelli di sinistra la cosa  è molto difficile. Almeno provateci! Ma, devo dire alla fine,   che l’uscita dal Pdl della pattuglia dei finiani è positiva: perché  almeno ora tutto è più chiaro. Alcuni punti del “ finismo” mi sembrano proprio delle emerite sciocchezze. Non riesco a capire cosa ci sia di illiberale nel pretendere che un partito (tale è il Pdl) si fondi su principi e valori comuni. Eccessiva mi pare  invece la pretesa del Cavaliere che Fini molli la presidenza della Camera. Legittima certo,  come tutte le richieste politiche. Ma, in questo caso il Cavaliere  confonde però il piano istituzionale con quello politico. E fa male. Il Cavaliere è libero di sospendere e espellere chi gli pare dall’organizzazione politica che ha creato. Ma le istituzioni, una volta nominate, non appartengono più alla sfera “ politica” da dove provengono, ma a quella istituzionale. E quindi al di fuori della competenza dei singoli partiti. E questo è un altro vile alibi di Fini: nascondersi dietro alla carica istituzionale.


PER RINFRANCAR LO SPIRITO, FRA UNO SCEMPIO DELLA GIUSTIZIA ED UNA PRESA PER I FONDELLI

M'è venuto un gran mal di testa oggi, perchè non ho fatto altro che pensare, pensare, pensare e ripensare e ripassare tutte le lezioni che mi hanno impartito svariati  Magistrati e  Magistratoni, che so' Colombo, Di Pietro, Ingroia, Spataro, Davigo, Caselli, ecc. che, appunto, quando vi è  " sentore  "   in giro di un reato penale - capito? basta il " sentore" tenetelo a mente) ,  l'azione penale è obbligatoria, è un atto dovuto, non farla equivarrebbe ad una omissione di atti d'ufficio. E io ero sereno, perchè  credevo dicessero quello che andava detto e che quindi se qualcuno mi rubava dei soldi , loro lo avrebbero processato, che so, che se qualcun altro ha rubato soldi ad altri loro l' avrebbero subito messo sotto processo, insomma, avete capito. Ma sono dodici anni che sto dando la caccia, Tribunale di Roma, a chi m'ha fregato nel 2000,  100 milioni di vecchie lire e ancora neanche un primo grado, una miseria di sentenza, solo rinvii, rinvii, rinvii che poi, tanto, arriva anche la prescrizione. Che so, credevo che se uno vende un appartamento a Montercarlò per un decimo del suo valore, vuol dire che chi l'ha venduto s'è messo in tasca la differenza, credevo si chiamasse " appropriazione indebita"; credevo che stare culo e camicia con paradisi fiscali dove avere soldi e conti significasse " evasione fiscale" ed anche " esportazione illecita di capitali" nonchè " riciclaggio"; e credevo, me misero,  che a " notitia criminis " corrispondesse in automatico " azione penale obbligatoria." Credevo, ma sbagliavo. Le cose, mi hanno ora  spiegato gli stessi Magistratoni, stanno così: l'azione penale è sì obbligatoria, ma per la Legge del Menga - che loro conoscono molto bene, non per niente sono Magistratoni, mica ignorantoni come me e voi - Legge del Menga che loro hanno introdotto " tomi tomi, quatt' quatt' " ( vuolsi così colà dove si puote e più non dimandare!" ) nella così detta " Legge reale" ( non Reale, che è un'altra cosa. La Legge reale è quella che i Magistratoni decidono per il nostro bene di  applicare, che ti piacerebbe  fosse uguale a quella " formale" ,  cioè a quella varata dal Parlamento, ti piacerebbe, ignorantone d'uno zoticone, popolaccio stronzo che non capisci niente )  è obbligatoria - e questo dalla bellezza di diciassette anni, ma lo sanno solo loro, i Magistratoni e Scalfari, Mauro, forse anche Santoro, forse anche Calabresi, mi dicono che De Bortoli ne abbia sentito solo vagamente parlare  -  solo quella contro Silvio Berlusconi. Quelle contro gli  altri , sono come il Marchese del Grillo ( rappel? En italien " io sono io e voi non siete un c....!"). Anche una semplice petecchia del Berlusca è subito penalmente rilevante, anche se sparata in  un bagno, chiuso. E tutti quei reati elencati sopra e che sono sotto gli occhi di tutti? Bè,  questi Magistratoni,  che sono come il Sommo Padre Dante ( che " le annusava tutte quante") ,tutti  abbardizzati in ermellino, con parrucche finte , tutti mascherati da riti settecenteschi, che credi, che ti rispondano pure? Lorohanno da fare,  devono annusare ovunque Berlusconi passi ( non si sa mai lasciasse partire qualche peto, sto brigante di uno scureggione ) e mica hanno tempo da perdere con me, con voi. Per favore, lasciateli annusare. Quello è il loro lavoro, mica sono pensionati morti di fame come me e come voi. Traduzione per i tanti cretini che oggi girano in Italia: questo è una specie di articolo scritto per far ridere, ma che deve fare piangere.


Se non avete visto, recentemente,  il " grande" Corradino ( ma perchè Corradino se si chiama Corrado? Boh!) Mineo su RAI 3 ( e dove sennò?) che intervistava ( giuro che era prono come un chierichetto davanti all'altare, anzi proprio messo a pecorina) l'immenso Massimo D'Alema ( vogliamo soprannominarlo Massimo D'Astuzia?), vi siete persi un  film degno della  Napoli milionaria, Totò, Peppino. De Sica, roba forte. Due frasi ha detto il volpino di casa, ma come le ha dette!! Voi siete ignoranti come me, ma sono sicuro che nessuno saprebbe dire quelle due frasi come le ha dette Lui, con Mineo che, steso alla pecorina, registrava estasiato. Cos'ha detto? Cos'ha detto? Ignorantoni che non siete altro, ve lo dico io cos'ha detto l'aruspice. Che uno dice " che ha detto" come se chi ha parlato fosse una persona qualsiasi, che so, uno di voi, uno che si e no si lava ogni giorno, ma uno  che  certo non ha una barca da diciotto metri, che non ha  scarpe  milionarie in pelle similumana, che non è vissuto a sbafo dell'INPS per venti anni mentre incassava stipendi da favola dal PCI e dallo Stato, aho! Ma ve volete mettere in testa che sto parlando di D'Alema? Perciò, zoticoni puzzolenti e malvestiti, zitti tutti e state a sentire cosa ha detto. Vestito proprio ammodino, alla marinaretta, mica per dire,  ( sapete , tipo Agnellini vari, vestivamo alla marinara..poi evadevamo il fisco alla marinara ed alla grande....) , illuminato dalle sapienti luci di RAI3, il D'Astuzia ha dapprima occhieggiato intorno, poi con nonchalanse ha aperto la sua bancarella portatile ( tipo quella del gioco delle tre carte a Piazza Garibaldi, a Napoli), ha guardato bene bene fisso nella machina da ripresa e poi, piano piano, con gravità siderale tu senti " Berlusconi se ne deve andare!" e poi, silenzio, ghiaccio, mutismo, tutto che tace, suspence, e poi, come fosse la Sibilla Cumana, il Mago Otelma, Vanna Marchi guaritrice, con voce icastica tu senti ancora " Berlusconi.....se ...ne...deve...andare....a...casa...!". Dimmi, zoticone, ma dove mai hai sentito cose cosi? Dove ignorantone? Dove zoticone? Impara,scemo, incarta e porta a casa. E la volpe d'un botto, chiude la bancarella, si alza, se ne va.  Peccato che Mario Merola è morto!

Lunedì 23 agosto 2010

Gaetano Immè

domenica 22 agosto 2010

IL VATE SBAGLIA ANCORA!! MA ALLORA E' UN VIZIO!!!

Non voglio che pensiate che ce l'ho fina con Eugenio Scalfari ( ci mancherebbe altro! ) perchè non è proprio vero. Figuratevi! Lo leggo perchè " devo" leggerlo, ma, modestamente, quasi riesco ormai  ad indovinare quello che, domani o dopodomani ,il Vate tirerà fuori. Ormai!! Questo, se parliamo di politica, ovviamente. Poi quando invece ci sono morti, commemorazioni, anniversari, allora lo leggo perchè mi piace poi far constatare ai miei figli tutte le cantonate e le menzogne che spessissimo infarciscono la intorcinata narrazione del Vate. Allora facciamo le pulci, ma neanche con troppa cattiveria, all'articolessa del Vate ( su Repubblica, e dove sennò?) per la morte di Cossiga. Tra le tante cosucce, il Vate afferma " io l'ho conosciuto, gli sono stato amico, e lui a me , per molti anni, direi dal '78 al '90". Badate bene alle date: nel 1978 fu ucciso Aldo Moro, Cossiga era Ministro dell'Interno nonchè fautore del rigore contro il brigatismo. Il Vate gli era " amico" ma non vedeva " brigate rosse" ma solo " brigate nere" e di Cossiga, Ministro degli Interni, chiedeva la testa, appoggiando la ciurma che scriveva " Kossiga". Bene. Poi dice il Vate fino al 1990, quando Cossiga era ancora un Presidente della Repubblica che agiva in silenzio, prima che iniziasse l'era del Presidente Picconatore. La quale va proprio dal 1990 al 1992. Dunque amico di Cossiga, ma chiedendone la testa come Ministro ed amico di Cossiga Capo di Stato fin quando questi non iniziò a mettere a nudo tutte le magagne e le contraddizioni del nostro sistema Istituzionale. E siccome, lo sanno anche i serci, il Vate " godeva" per la mattanza di Tangentopoli, pur avendo fatto parte  come Deputato di quella schifosissima cricca che tangentava anche il Paradiso, andava ai pazzi dalla gioia vedendo come la Magistratura amica uccideva i partiti nemici ma salvava il PCI, per dire la onestà intellettuale del Vate. Lui, servo di cento padroni ( da Andreotti a Forlani, a Craxi - dal quale fu scalciato nel sedere - a De Mita, a Galloni, a Scalfaro, a Pomicino ) non fu più amico di  Cossiga quando questi cominciò a spiattellare tutte le menzogne, tutti gli altarini, tutte le porcherie istituzionali, sulle quali, il Vate, aveva sempre taciuto per comodità e per puro tornaconto. Inoltre al Vate comincia - ma non da oggi - a far difetto la memoria, confonde le date, i nomi, i fatti, insomma incasina tutto. Così nella sua articolessa dice che anche " Enrico Berlinguer ne chiese l'impeachment come Capo di Stato nel 1991". In verità Enrico Berlinguer morì nel 1984, Cossiga divenne Capo di Stato nel 1985, l'impeachment di Cossiga fu richiesto dal PCI che era guidato dal famoso "zombie coi baffi " che era Achille Occhetto. Basta così, ma chiediamo un patto di non belligeranza: Scalfari la pianti di scrivere bestialità e bugie e noi rispetteremo e comprenderemo la sua ormai labila memoria. Magari consigliandogli un po' di Memoril, magari a dosi industriali....


IL DUO LESCANO, CHE SE LA SONA E SE LA CANTA!!!

Dice il detto:" Dio li fa e poi li accoppia!". Pare tagliata, questa vox populi, per un duo al quale difetta memoria ( questo però lo scusiamo, trattandosi di ottantacinquenni ) e amore della verità. Il duo Lescano - era un Trio, ma m'è venuta così - è formato dai suonatori stonati Napolitano e Scalfari.Il Vate dice una serrie di inesattezze e di bugie su Cossiga, e si smentisce con le sue mani. Napolitano che aveva sproloquiato della sua amicizia con Cossiga, ha ricevuto un gentile regalo da Vittorio Feltri, Direttore del Giornale, che gli ha regalato la copia di una lettera di Cossiga  all'Avvocato Giuseppe Lipera - il difensore di Bruno Contrdada,  datata nel novembre 2007, nella quale Cossiga ricordava a Lipera la sua " carenza assoluta di rapporti con il Quirinale". Con tutti i milioni di Euro che il Colle spende per tutti i suoi addetti, possibile che esponiate Napolitano a tali barbine e meschine figuracce?


LA BUONA AMMINISTRAZIONE DELLA SINISTRA

Non si contano più gli scandali locali ( Regioni, Province, Comuni, ASL, ecc) che stanno travolgendo la famosa morale della sinistra. Troppo lungo fare l'elenco. Oggi aggiungiamo un'altra perla a questa lunga collezione: Vasco Errani, Governatore rosso dell'Emilia-Romagna, regalava un milione  di euro l'anno al fratelluccio, responsabile di una Cooperativa rossa. In parole povere con soldi nostri abbiamo salvato nel 2005 l'azienda vinicola del fratellino. Va bene così. Finalmente la Procura di Bologna si sta svegliando anche lei.....

PROVARE PER CREDERE

L'ultima trovata è questa. il popolo non conta nulla, il potere ai prìncipi! Furio Colombo, lo yes man che s'è fatto ricco collaborando con quel grande evasore di Gianni Agnelli, guidando anche truffaldine Banche off shore,  guida la campagna di delegittimazione della sovranità popolare, affermando che la sovranità non può spettare al popolo, perchè influenzabile. Come a dire: per sessanta anni noi del PCI e della DC abbiamo creato una scuola da deficienti ignoranti, abbiamo fatto studiare la massa, cioè nessuno, proprio per averne il controllo. Oggi a questi deficienti non possiamo dare in mano uno scettro che spetta agli eletti, cioè a loro. Leggere per credere. Non si finisce mai di imparare...


Roma domenica 22 agosto 2010

Gaetano Immè

sabato 21 agosto 2010

FINALMENTE ! ERA ORA !

Bene ha fatto il PdL, non solo il suo leader Berlusconi , a parlare finalmente chiaro, forte e limpido, in modo deciso, decisionista ( che non significa autoritario) come ora molti insinueranno, quei molti, quei troppi per i quali prendere decisioni significa, in estrema sintesi, sapersi assumere le proprie responsabilità, cosa che, questi molti, non  sanno fare ormai da tempo immemorabile. Consideravo il PdL e Berlusconi suo leader ,responsabili d'essersi fatti irretire, intrappolare  da questi tanti che , per ostacolare l'attuazione del promesso programma del Governo altro non han trovato di meglio che inondare la scena politica ora con chiacchiere e veleni, ora con mignotte e con appartamenti, ora con
 " chi sta con chi" , ora  con " chi c'era con chi", robetta degna al massimo di un settimanale di gossip più che di un Parlamento serio. E mi chiedevo: ma cosa aspettano, il PdL ed il suo leader Berlusconi , invece di perdere tempo con queste pinzellacchere, cosa aspettano a scrollarsi di dosso queste sanguisughe, questi queruli professionisti dei distinguo , questi "papponi" di quella grande mignotta che è stata fatta a bella posta diventare la politica italiana, questi tanti Giuda che si genuflettono al momento di salire sul carro dei vincitori politici e poi ,una volta okkupati( sì, certo, non " occupati" ma proprio " okkupati", avete capito bene! Fini docet)  i posti del potere, si " vergognano " a chiacchiere  di stare su quel carro sul quale siedono comodamente , ma si guardano bene dallo scenderne? E il PdL ed il leader Berlusconi ieri hanno parlato finalmente di riforme, ne hanno parlato con il necessario rigore, con la necessaria determinazione, anche di riforme , come quella della Giustizia, sacrosante anche se difficili da governare e da attuare. Finalmente un'impostazione politica, finalmente un'impostazione decisionista  ma non di sfida, posta con un tono istituzionale  non provocatorio,  una rivendicazione del potere e delle responsabilità della maggioranza ,da troppo tempo disattesi. Anche troppo tardi, a voler essere precisi, ma meglio tardi che mai. Come le vuole fare il PdL queste riforme? E' una sfida ad una evanescente opposizione , oppure una semplice e mediocre via per " cercare l'incidente" che permetta una successiva e strepitosa affermazione elettorale? Siamo insomma nel campo della propaganda, come sarebbe nel primo assunto, o siamo nel campo della vera politica, della politica che il voto popolare ha richiesto e per l'attuazione della quale il popolo ha votato il PdL ed il suo Leader ? Sono decenni che gli italiani aspettano queste riforme , ma nessuno è mai riuscito a farle, neanche il vecchio Polo, men che meno l'Ulivo prodiano. Esse sono la vera " essenza " del berlusconismo e della Lega , sono le richieste scritte sulla scheda elettorale che ha consegnato una maggioranza al PdL. Meglio tardi che mai, a settembre si vedrà, ma che tutti stiano attenti, tutti. Liberatosi finalmente dagli infingardi lacciuoli che esperti maneggioni politici, bravi nel difendere il loro ampi portamonete quanto disattenti alle necessità vere del Paese, gli avevano stretto  addosso, lacciuoli nascosti da Noemi, da escort mignottesche e ricattatorie, da foto di uomini " pisello al vento " , da minuziose descrizioni eiaculatorie  di un pene operato sfoderate da una Concita De Gregorio che in quel campo, sull'Unità - il giornale che, una volta, era di Gramsci e che oggi si occupa di eiaculazioni -  ha dato il meglio di se stessa, ecco la maggioranza tornare finalmente a fare il proprio dovere.

MA DOVE STA IL PD ?

In questa situazione politica , aperta dalla fuga dei finiani dal PdL o dalla maggioranza ( ancora, a dire la verità, ancora nessuno lo ha capito bene, visto che la diapora finiana  è più " gassosa" che " materiale", ma si vedrà a settembre, anche se le rituali parole dei vari Bocchino e Granata sono ridicole ed incomprensibili ) , non capisco proprio  il PD , che  ha fatto sentire il suo parere, la sua autorevole (?) voce solo come fan di interpretazioni costituzionali a dir poco formalistiche  ed assai poco riformiste ( ma insomma, il PD è riformista o no? O lo è a seconda di come gli conviene ? ), interpretazioni che, oltretutto, inducono a pensare che esse costituiscano il " pizzo" che il PD intende cominciare a riscuotere dal " suo" Presidente della Repubbica come  parte del corrispettivo convemuto per il di lui " deposito " sul Colle, avvenuto - è bene ricordarlo - con i soli voti del centrosinistra prodiano. Limitandosi a tale schema , il PD rinuncia alla sua missione che dovrebbe essere quella di essere il perno di una vera alternativa politica all'attuale maggioranza. Proporre poi solo una eventuale Legge elettorale basata sul maggioritario per la Camera e su un proporzionale ancora più gretto di quello dei tempi che furono al Senato, la dice anche lunga, molto lunga sulle nascoste - ma non troppo - intenzioni del PD: pescare più alleati possibile, senza che essi siano legati da alcunchè di storico o logico,ma uniti anche e sopratutto  nella sola visione del più gretto antiberlusconismo d'accatto. Ma Bersani, non aveva enunciato all'atto della sua nomina a Segretario, un percorso riformista  del PD? E dove sta questo " percorso riformista" se il PD si rinchiude con le proprie mani in un recinto, in un corral, dove scorazzano solo cornuti animali furenti di solo antiberlusconismo e di santificazione fuori tempo di norme costituzionali obsolete e superate, in tutto il mondo occidentale ? Per usare un termine molto in voga nella Scuola, l' "offerta politica" del PD mi pare deludente, povera, misera. Ma disgraziatamente ancora sufficiente per soddisfare tutti i suoi republicones: comunisti, cattolici teodem, manettari, fascistoni, repubblichini, sinistra e libertà, popolo viola, centri sociali, grillini,ecc uniti dal solito e solo rancore contro Berlusconi. Sono sedici anni che il PD naviga senza bussola. Così prima o poi arriva la spiaggiata, arriva il naufragio completo. Solo un cretino non lo capisce. E Bersani se ne sta in vacanza in Sardegna!


LA MORALITA' DEI FINIANI

Così, scava oggi e scava domani, chiedi oggi e chiedi domani, non avendo risposte dai finiani nè oggi nè domani, piano piano si stanno accumulando le prove della moralità dei finiani, a cominciare dal capo.Dopo il caso segnalato ieri, relativo all'improvvida assunzione in RAI  ed " a tempo indeterminato" di Silvia Battazza, moglie del portavoce di Fini, i muri di omertà, di soperchieria, di menzogna cominciano a mostrare le crepe. Vengono alla luce gli scheletri che sospettavamo , ma che ci auguravamo che  loro stessi, i finiani,  ci dicessero con un rigurgito, anche se tardivo,  di onestà. Ma quando mai! Così abbiamo saputo che Fini, il " grande moralista" , aveva fatto assumere la Battizza in Radio San Marino, partecipata dalla RAI. Così oggi Giudo Paglia, uomo notoriamente di Fini in RAI, è costretto ad ammettere che la Battazza, moglie del portavoce di Fini, è stata assunta in RAI perchè aveva fatto il suo apprendistato in Radio San Marino. Ma , chiediamo a Guido Paglia , a Fini, a Bruno Soccillo ( uomo di Fini in RAI), a Bocchino, a Granta , a tutti i finiani, ma  "glielo avete detto a tutti i precari della RAI che basta una bella raccomandazione di Fini per avere un posto fisso in RAI, alla faccia dei meriti ma solo per clientelismo " ? Sempre oggi siamo riusciti a sapere che anche tale  Angelo Mellone, intellettuale e direttore editoriale di Farefuturo di Fini, è stato assunto a tempo indeterminato dalla RAI, sezione Radio. Ma chi è questo Angelo Mellone? E perchè è stato assunto ad aprile scorso ( capito il grande moralistasta ?) e di nascosto in RAI? La spiegazione è semplice: Angelo Mellone è stato da più di due anni l'ideatore  del " come sostituire Berlusconi stando con Berlusconi", cioè uno che sale su un carro vincente accettandone, come pecora,  il programma e la ledearship , ma già pronto a sputare nel piatto dove mangia, un Giuda moderno ,  che poi dal carro non scende mai, se ne vergogna, ma rimane inchiodato su quel carro. Bravissimo ed onestissimo. Angelo Mellone tiene famiglia e si è sistemato. Bisogna vedere se sopporterà a lungo di guardarsi nello specchio. Si vede che la strategia melloniana è stata suggerita da qualche esperto militare!


LA CASA DELLA TULLIANI DOVE ABITA FINI. MA DI CHI E'?

Niente pettegolezzi, niente " squadrismo ", niente " dossieraggio" o " killeraggio" contro Fini o contro i Tulliani, ma solo la descrizione della situazione di fatto. Il grande moralista ( degli altri, però!)vive con la sua compagna in una casa sull'Aurelio la cui storia è questa. Alcuni, almeno due, dei vari appartamenti che risultano in " possesso" ( non in proprietà) ai Tulliani, erano della società KATAPE Srl. Questa società era la società immobiliare dell'Associazione Calcio Perugia. Prima del fallimento dell'Associazione Calcio Perugia - che possedeva anche le quote della Katape Srl -, nell'anno 2002,  quegli immobili di Valcannuta sono stati intestati al padre ed alla madre della famiglia Tulliani. Ma nel relativo atto di trasferimento dalla Katape Srl ai coniugi Tulliani, non vi è alcuna traccia del prezzo. Si tratta di un atto notarile, non di una scrittura privata, per cui la cosa si fa interessante e misteriosa. Nel contempo questo compendio immobiliare, una volta che il Tribunale Fallimentare di Roma ha dichiarato , nel  novembre del 2005, il fallimento dell'Associazione Calcio Perugia, fu posto sotto sequestro conservativo dallo stesso Tribunale, la cui intenzione era  evidentemente quella di richiedere la revoca di tali vendite, perchè effettuate in tempi sospetti ( presunzione muciana) o verso un corrispetivo inadeguato. La Curatela del Fallimento dell'Associazione Perugia Calcio sta insomma verificando la congruità, in termini di tempo e di prezzo, di tutte le cessioni immobiliari della Katape Srl onde eventualmente chiederne la revocatoria. Ma possibile che uno che va a vivere con la sua compagna ,nella casa di lei,  non chieda di chi sia quella casa? E una volta che sia venuto a conoscenza del guazzabuglio ( che puzza di concorso in bancarotta fraudolenta e di riciclaggio spinto)   come fa a far finta di niente? Tanto più che costui si erge a moralista delle azioni degli altri. Per di più dallo scranno di Presidente della Camera! Insomma, come dice il detto: dimmi con chi vai o stai e ti dirò chi sei. Ma noi lo sappiamo già. Ti conosco, mascherina!


Roma sabato 21 agosto 2010

Gaetano Immè- E-mail:>i.gaetano@email.it> Sito:wwwgaetano-lopinione.blogspot.com.

venerdì 20 agosto 2010

MASSIMO GIANNINI - UNO SCRIBA

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Un detto che si adatta a meraviglia ad un uomo sfortunato, sfigato, a quel tale Massimo Giannini che sarà pure il Vicedirettore di Repubblica ( e dove, sennò?), ma ogni due per tre racconta balle, strafalcioni e sbarella alla grande. Oggi ha fatto il compitino che gli ha ordinato il suo padrone svizzero: inventarsi uno scandalo da buttare addosso al centrodestra per sviare l'attenzione della stampa e della gente dallo scandalo Fini e per dare una mano - sai com'è, quì le elezioni sembra che si avvicinino e allora....- , così può ritirare la sua bella e panciuta busta paga. Ha scritto falsità? Poco importa, l'importante è che i Repubblicones leggano qualcosa di marcio sul solito Berlusconi e la paga è salva! Così, cotanto Vicedirettore racconta la storia di un " accertamento fiscale" su Mondadori  : dopo una fusione , relativa all'anno 1991, la Mondadori compila le sue doverose carte fiscali e applica tutte le agevolazioni fiscali che la relativa legislazione  di quell'anno le consentivano legittimamente. Troppo fuori luogo entrare nel merito fiscale, perchè non è semplice nè capire nè spiegare, ma basta quello che scrivo per rendersi conto del fatto.  Il fisco contesta alla Mondadori queste agevolazioni ed emette un atto che si chiama semplicemente " avviso di accertamento" con il quale comunica al soggetto " accertato" i motivi giuridici e di merito  dell'accertamento stesso e indica le imposte o le maggiori imposte, oltre ad interessi ed accessori, che il soggetto stesso dovrebbe pagare " se" - e sottolineo il "se"- il Fisco avesse ragione. Orbene a quei tempi il Fisco avrebbe voluto da Mondadori  circa 200 miliardi di vecchie lire. In questi casi, se si hanno motivi validi da invocare ci si oppone alle pretese del Fisco: è la prassi ordinaria, legittima e legale tanto che esiste un apposito Decreto del Presidente della Repubblica che regola tutto il così detto " contenzioso" tributario. Che segue un certo iter: il primo ricorso, in primo Grado, alla Commissione Tributaria Provinciale, in secondo grado, alla Commissione Tributaria Regionale e poi, ultima ratio, alla Corte di Cassazione. Inoltre mentre nel ricorso di " primo grado" il contribuente può opporre ancher  motivi " di merito", così non è più nel secondo grado, dove già  il ricorso deve avvenire solo per questioni " di diritto". Ovvio che così sia anche , ed a maggior ragione , per il ricorso alla Cassazione. E' dunque sintomatico che se un contribuente risulta vincitore del ricorso in primo grado, dovrà essere il Fisco ad adire la successiva Commissione Regionale. Se poi il Fisco dovesse soccombere anche in secondo grado, il Fisco  non potrebbe che adire , sempre e solo per motivi di diritto,  la Cassazione. Senza tener poi conto delle spese di mantenimento di tutte le Commissioni Tributarie, senza tener conto dell'affollamento della già eletantiaca Giustizia ordinaria 8 Cassazione) ed infine con il pericolo che, se lil Fisco dovesse soccomabere anche in Cassazione, tutto il peso delle spese di giudizio diventano a carico dello Stato. Emblematico e sintomatico che nel caso in questione, la Mondadori sia risultata sempre vittoriosa nella sua disfida tributaria, tanto che il Fisco è dovuto poi ricorrere alla sua ultima carta: la Cassazione. Ma se due Commissioni Tributarie hanno dato ragione alla Mondadori vuol dire che il contribuente  aveva ragione sia nel merito del ricorso sia nell'aspetto giuridico. Tutto è possibile, ma che la Cassazione possa rovesciare due ben  verdetti precedenti, è cosa rarissima. Tutto questo lungo discorso per dire quello che lo sfortunato  Giannini, dovendo ritirare tra poco la paga dal suo padrone, non può dire: e cioè che i 200 miliardi di lire di una volta o i 175 milioni di Euro di oggi non sono soldi che Mondadori deve dare al Fisco, come il bugiardone dice e scrive, ma sono solo  la quantificazione della pretesa del Fisco, come il bugiardone " non scrive". Ma Giannini è un uomo di un'onestà intellettuale senza limiti, per cui avendo ricevuto dal padrone l'ordine di dare in pasto ai repubblicones qualche scandalo, poveretto, s'è dato da fare. E ha pure messo in mezzo non solo il Berlusca, non solo la Mondadori, ma anche Tremonti ( il servo di Berlusca,  che era anche il consulente della Mondadori a quel tempo), e già che c'era anche Alfano - tutti miseri servi del nano di Arcore - e pure il Parlamento che ha osato introdurre una legge che porta  qualche soldo allo Stato anche nei casi in cui lo Stato non deve incassare il becco di un quattrino. Ecco perciò Giannini che spaccia come
" legge ad aziendam" la possibilità che il contribunte vittorioso per due gradi possa chiudere il contenzioso definitivamente previo pagamento del cinque per cento, introdotta da questo Governo. E il Massimo, che è veramente un massimo ( della faccia tosta, però ) giù a far di conto! Ma come, Mondadori " deve" al Fisco 175 milioni di Euro e se la cava pagando 9 milioni! Che scandalo! Che trentasettesima legge ad azienda! Oh Giannini, oh tosco che per la città del foco  vivo t'en vai, così parendo onesto!Ma quale onesto! .....Ma quale somma " dovuta"! Tutta una balla, cose da tutti i giorni per Giannini e per Repubblica. Giannini è uomo proprio sfortunato. Non può dire in santa pace  le sue bugie che subito  lo pizzico con le mani nella merduccia sua. E lo sbugiardo. Ma lui i suoi soldoni intanto se li è messi in tasca. Al padrone ed ai repubblicones  non importa un fico secco della verità , importa  solo odiare Berlusconi. E Giannini Massimo vive così: raccontando fregnacce a pagamento, a cachè!  Circenses,  per il popolo antiberlusconiano, che vive  con le viscere e  con la bile!


UNA COMMEDIA ALL'ITALIANA

L'italiano è fatto così, che vuoi farci? Se tu vai ad un matrimonio non senti che gridolini gioiosi, " che bella coppia!", " che bei giovani!", " come stanno bene insieme" e giù lacrime ( ma de che?), fiori, abbracci, vestitini " novi novi", scarpette strette, cravatta da strozzo , capelli rifatti e tinti e le gocce di sudore e....Tutte soperchierie! Tutte menzogne!!! Se tu poi vai a qualsiasi funerale, allora è una delizia, una sinfonia mozartiana, una sesta di Malher senza note ma solo con soavi parole, un susseguirsi di
" che perdita!", di " era una così brava persona!", un profluvio di " quanto ci mancherà !" condito con diversi " La nostra amicizia è stata sempre sopra ogni cosa !" o " il mondo senza di lui non sarà più come prima!". Le teste di legno, fan sempre fracasso! Le teste vuote han sempre qualcosa da dire. Gli ipocriti vivono nel loro mondo che è duale: schizofrenia acuta. Vostra eccellenza che mi sta in cagnesco per quei pochi scherzucci di dozzina e mi gabella per antitedesco perchè metto le birbe alla berlina..oh senta questa accaduta di fresco.....Così è per tutti, anche per Còssiga, anzi per lui enormemente di più. Napolitano, ancora sotto sedativi dopo l'attacco di isterismo dell'altro ieri a proposito delle sue intemerate sulla eventuale crisi di governo, ancora con la bile in bocca e nel sangue - ma anche nel cervello  evidentemente - scrive a Feltri per contestare a Feltri  di avere pubblicato quanto Còssiga aveva scritto su di lui. No! Avete capito bene! Come i cavoli a merenda! Se Còssiga ha scritto che Napolitano era quel che era, un comunista convinto ed un sostenitore di Stalin; che face da zerbino per adulare in Italia gentiluomini come Pol Pot, come Krusciov. come Castro; che scriveva su come fosse necessario e salutare che l'Italia , o quanto meno Trieste e zone limitrofe, passassero sotto le amorevoli cure del compagnuccio Tito, ecc; e  che ,  a proposito della  messa in stato di accusa di Cossiga quando costui  era Presidente della Repubblica ( Napolitano oggi dice di " non averla votata" quella carta ), Napolitano mente, perchè invitò a trovare in Parlamento una maggioranza che facesse decidere l'allora capo dello Stato a smammare di corsa  dal Colle;  insomma tutto questo non vuol dire che Còssiga e Napolitano non fossero amici e si stimassero. Sopratutto stimassero. E che chi dice cose diverse , non sa quali fossero i rapporti tra Napolitano e Còssiga ( baci in bocca ogni mattina a colazione, immagino) ed è quindi un ... Feltri. E vogliamo parlare anche di O.L. Scalfaro? Quel bravo democristiano che, quando Còssiga era Presidente della Repubblica , ne auspicava invelenito le dimissioni con gentilezze quali " Quando se ne andrà a casa sua sarà sempre troppo tardi!"; che una volta appoggiato sul Colle al posto del dimissionario Cossiga, convocò inviperito Romiti,l' allora Presidente di RCS, editore del Corriere della Sera, intimandogli di non far più scrivere su quel giornale articoli contro di lui....Un vero esempio di amore e di desiderio di libertà di stampa. L'amora per Còssiga , lampante ! E amore per la libertà di stampa, alla quale però voleva mettere il bavaglio!!!! Flaiano, oggi avrebbe da imparare!!!



QUESTI   MORALISTI !!!!!


Della serie " non fare il moralista, perchè corri il rischio che venga qualcuno più moralista di te!", ecco che lo scandalo RAI , per le pressioni e per la continua concussione di Fini sugli uomini Rai, sta esplodendo. Per ora è venuto fuori " solo" il caso di questa Gentile Signora, tale Silvia Battazza, che da poco ha ottenuto dalla RAI un (udite!udite!) un contratto a tempo indeterminato! Capite? Con tanto di precari!!!!! Ricordate Alberto Sordi e " I vitelloni"? " Lavoratori!!! E giù pernacchie....Così Fini, il moralista , il fascista manettaro. Perchè sapete chi è questa Signora Silvia Battazza? E' la moglie di Fabrizio Alfano, cioè del portavoce di Fini dal 2008. E non finisce quì, perchè ci sono ancora altri casi....

Roma 20 agosto 2010

Gaetano Immè

martedì 17 agosto 2010

FRANCE'  C'HAI  LASSATO!

Oggi 17 agosto 2010 Francesco Cossiga è spirato a Roma al Policlinico Gemelli.  Le mie più sentite condoglianze ai figli. Quello che dovevo dire di Cossiga, l'ho scritto proprio nel mio precedente articolo. Addio Francesco, sardo barbaricino, spero di non averti portato sfiga proprio io! Ti devo tanto, specie per le tue picconate che hanno disvelato le magagne istituzionali italiane! Grazie.

MA  STIA  CALMO  SIGNOR  PRESIDENTE !!!!

C'è critica e critica, ma davanti ad un " Napolitano, hai un comportamento da mafioso!" oppure ad un
" Napolitano, se firmi questa legge sei  con i mafiosi", tanto per fare due esempi fra i tantissimi, tutte nobili espressioni di uno dei peggiori ceffi del nostro tempo, quel Di Pietro Antonio  attualmente inquisito dalla Procura di Roma per vari reati quali truffa, appropriazione indebita, riciclaggio di refurtiva, ecc., Napolitano ha taciuto ed ha  incassato. E' nel suo DNA, " aduso ad obbedir, tacendo", è la sua storia, questa non è critica, questa è semplicemente " storia ". Ma davanti alla isterica reazione  di Napolitano,  tanto sproporzionata rispetto a quanto scritto su IL GIORNALE  a proposito delle possibili scelte che potrebbe fare in caso di crisi di Governo (una reazione, diciamolo pure, assolutamente  sproporzionata , una sorta di pernacchia  rivolta  non solo al PdL ma anche alla maggioranza degli italiani che  l' hanno votato , un isterico  " se tradisco la Costituzione, denunciatemi!" che tradotto in italiano volgare  equivale ad un provocatorio " quello che faccio sono affari miei. Io sono io e voi non siete un cazzo e se non vi sta bene denunciatemi!") ( ah! la sicumera dell'impunità!)  non si può non rispondere, facendo attenzione a non  cadere nella trappola della volgare provocazione che questo atteggiamento implica.  Guardi, Signor Presidente, che a Lei , mai, dico mai, nessun  italiano l'ha votata. Mai. Farebbe bene a ricordarlo sempre, a non dimenticarlo mai. Anche e sopratutto prima di parlare, prima di emettere fatwa. Lei si trova sul Colle solo perchè la casta della sua sola corrente politica l'ha imposta a suo tempo, per contare sui suoi uffici ; noi le  eravamo e le siamo ancora e sempre  francamente contrari . Lei è il prodotto tipico  del " potere dei partiti" di un tempo, ma oggi - ed anche ieri quando Lei è stato " depositato" di peso  sul Colle - i partiti non hanno più il potere che avevano prima , perchè con la nuova Legge elettorale del 1993  il popolo vota non più una schifosa , immonda ed arcaica  delega in bianco - come si usava ai suoi tempi - ma vota direttamente un premier, vota una coalizione, tra poco speriamo anche il Capo dello Stato. Vota insomma un governo, che deve quindi governare per tutta la durata della legislatura.  Perchè, con l'introduzione, nel 1993,  della Legge elettorale , del sistema elettorale  maggioritario ha visto la luce finalmente in Italia il " bipolarismo", che ha reso le nostre Istituzioni un pochino meno sovietiche e più simili a quelle democratiche occidentali. Ora anche da noi se un Governo eletto direttamente dal popolo cade, non vi è altra alternativa che nuove elezioni. Quanto poi alle svariate ipotesi apparse su varia stampa ( perchè mai Presidente Lei considera un' opinione espressa da Il Giornale come una
" indebita interferenza",  mentre quelle indicate da  La Repubblica e da Il Corriere della Sera  non lo sono?) faccia pure il suo compito. Io mi auguro, per Lei,  che lo svolgimento di tale compito sia solo farina del suo sacco,  anche se Lei sta facendo proprio di tutto per farmi credere che così non sarà. Ma come si fa a credere che sia tutta una coincidenza?  Il suo lungo silenzio sulle ripetute aggressioni ad un Premier eletto dal popolo;  il suo fare le ferie (  guarda caso !) proprio dove c'era una giornalista dell'UNITA'  ( sbaglio o era ed è il giornale del suo partito?); il concederle - cosa mai fatta da Lei prima - un'intervista lunga e complessa proprio sulla eventuale e futura crisi di governo ( mai fasciarsi la capoccia prima di spaccarsela, signor Presidente!); ritornare poi su quanto dettto,  con delle non richieste " precisazioni " sul Corriere della Sera , visto lo scalpore che avevano suscitato le sue parole;  la difesa ridicola di un impresentabile Fini, trattato da Lei con una benevolenza degna di un  bambinello che non sa difendersi!  Suvvia, signor Presidente, guardi che gli italiani sono più perspicaci  e, sopra tutto, più svegli di quanto Lei creda. Non ostante gli sforzi della sinistra e dei cattocomunisti, gli italiani si sono un tantinello " disinibiti".  Sono proprio le " sue " maldestre mosse, i suoi scatti nevrastenici a farmi credere - io penso a male e molte volte ci azzecco, come Andreotti -  che Lei sia invece d'accordo con i vari Fini, Casini, Lombardo, PD, Repubblica, Corriere della Sera, IDV, Sinistra, Grllo ecc per cercare una sola soluzione: quella di rendere la vita a questo governo (eletto dal popolo) impossibile, per farlo cadere e per trovare , quindi, un'altra maggioranza, arraffazzonata con manovre di palazzo  formalmente legittime ma sostanzialmente azioni rapinatrici della sovranità popolare. Ecco perchè Lei reagisce solo contro le opinioni del centrodestra, come morso da una tarantola,  non da Capo di Stato ma come uno colto con le mani nel sacco. Si calmi, Signor Presidente, ritrovi il suo equilibrio. Avallare la sostituzione di un Governo eletto dal popolo con un'ammucchiata brancaleonesca , offrendo il  suo fattivo " concorso " all'impiccio , seppure realizzasse  un suo intimo desiderio, o seppure fosse  il pizzo che Lei è costretto a pagare a chi l'ha depositata sul Colle, non sarà per Lei un titolo di merito, ma la fine ingloriosa della sua carriera politica. Perchè , comunque vada, qualsiasi Governo tiriate fuori, come Jucas Casellas tira fuori un coniglio, non avrà mai i numeri al Senato per la fiducia. Come scriveva Totò, nel famoso " 'A livella ", " ma tu 'n't'è fatt'ancora chistu cunto!"

Ma parliamone seriamente

Tuttavia devo rilevare che questa contrapposizione non viene buona per il  bene del Paese. E penso anche che , in mancanza ancora una vota - come sempre purtroppo -  di un atto serio  da parte della  sinistra, debba spettare al centrodestra di giocare il ruolo basilare di proponente, di faro politico del Paese,  mettersi in discussione sia per rendere omogenee norme istituzionali disomogenee, qual'è la situazione attuale , sia per invitare ancora una volta sinistra politica e stampa di sinistra a dare un contributo concreto- e non a chiacchiere - al miglioramento istituzionale di questo Paese non in funzione dell'immediato tornaconto politico ma in funzione del funzionamento istituzionale . Certo i ricordi della famosa e famigerata Commissione Bicamerale di D'Alema e Berlusconi non incoraggia a questo passo, ma credo sia venuto il momento per operare in modo da mettere tutti ed una volta per tutte  con le spalle al muro: o lavorate per il Paese o brigate solo per gli sporchi affari vostri. Decidetevi,  ma sappiate che il Paese vi guarda. Il dato di partenza è l'indiscutibile ed enorme distanza fra la Costituzione formale, cioè quella originaria ed attualmente ancora in vigore, e quella sostanziale , entrata in vigore dal 1993 in Italia, da quando cioè la legge elettorale maggioritaria  ha introdotto in Italia il bipolarismo di stile anglosassone. Vexata quaestio, problema ormai antico, al quale proprio il defunto Presidente Emerito Cossiga aveva dedicato molte delle sue picconate presidenziali per aprire la strada a quelle riforme istituzionali che erano ed ancora sono tanto necessarie per il Paese. L'evolversi del sistema politico ha portato a successive riforme del sistema elettorale,  ma è stato proprio grazie a  questo percorso, operato , sembra superfluo aggiungerlo ma repetita juvant ,  da tutti gli schieramenti politici in Parlamento, che si è creata una situazione  politica "reale" e " legale " ( visto che ciò dipende da Leggi in vigore ), la quale prevede la formazione di coalizione prima del voto e l'indicazione diretta del Presidente del Consiglio da parte degli elettori: situazione reale e legale , lo ripeto, che però confligge in tutti i sensi con quella norma costituzionale ( articolo 88) che denomino " formale" , anch'essa perfettamente  valida e giuridicamente  in vigore, che affida questi compiti  ( lo scioglimento delle Camere oppure il reperimento di " altra possibile maggioranza" in Parlamento in caso di crisi di Governo ) al Colle , addirittura come prerogativa " non duale" del Presidente della Repubblica. Questo madornale errore , tutto proprio della politica ( chi infatti, introdotto il Bipolarismo, avrebbe dovuto " sistemare" l'articolo 88 ed altri inerenti norme della Costituzione se non " la politica"?) , costituendo proprio un nervo scoperto per entrambi gli schieramenti politici ( perchè comunque la si metta farsi la guerra non ha mai sistemato gli errori, ma li ha moltiplicati) produce, al solo parlarne, una guerra punica fra le parti. Brandito come una mazza di ferro sia da una parte ( il centrodestra accusa il centrosinistra di voler conservare l'attuale conflittualità dal 1994 perchè può contare su Presidenti della Repubblica sempre tutti di sinistra - Scalfaro, Ciampi ed oggi Napolitano-) che dall'altra ( il centrosinistra finge di ignorare l'esistenza di questa conflittualità come fosse cieco  e difende questo ormai sorpassato e vetusto  potere del Capo dello Stato surrettiziamente, mentre  in effetti conta sulla complicità del Colle per avere un'occasione di scalzare, senza elezioni, l'odiato Berlusconi ) che non solo non risolve il conflitto, ma danneggia il Paese. A maggior chiarezza e con tutta franchezza dirò anche che sostenere  che valga solo la scelta che esprime direttamente la volontà popolare, considerando sempre una sorta di tradimento ogni richiamo alla prassi tradizionale del regime parlamentare, mi pare un'esagerazione. Ma altrettanto assurdo è negare l'esistenza del conflitto istituzionale come un cieco, riproponendo nei fatti un meccanismo  che annulla nei fatti la volontà degli elettori nel nome di un vacuo ed inutile formalismo. Non conosco come, ma è ormai di tutta evidenza che è assolutamente necessario, improrogabile che  le modifiche istituzionali introdotte con le leggi elettorali maggioritarie vengano coordinate con la Costituzione, che dovrà certamente essere modificata in svariati punti. Continuare a lasciare in contraddizione, in conflitto, i poteri dell' esecutivo  uscito dalle urne del maggioritario con le prerogative del Capo dello Stato sancite da norme degli anni quaranta, è pericoloso . Lasciare dunque spazio a questo processo degenerativo - già oggi vediamo le clavate in giro - espone alla reciproca delegittimazione  come una sorta di reazioni a catena. Mi auguro che il PdL trovi l'umiltà, la consapevolezza e la responsabilità di superare l'ondata degenerativa che il centrosinistra le rovescia addosso e, a a suo dispetto, si dichiari disponibile ad un accordo che elimini tale conflitto. Quanto meno servirà al duplice scopo sia di mettere la sinistra con le spalle al muro sia di far vedere agli italiani qual'è la coalizione che fugge davanti ad una intesa che avvantaggia il Paese anche se indebolisce le speranze e le ambizioni ideologiche. Forza e coraggio.



PENSIERINI  SERALI

Dura la vita per chi vive di antiberlusconismo ! La cirrosi epatica è dietro l'angolo! Loro ancora non lo sanno, perchè tutte le loro facoltà mentali - poche o tante che siano - sono impegnate a produrre la bile da un fegato ormai impresentabile, visto che ormai sono sedici anni sedici che Silvio Berlusconi domina la scena politica nazionale. Ma anche in questo frangente, anche in caso di crisi di Governo, il maledetto Silvio Berlusconi ne uscirà alla grande. Se vince avrà dimostrato a tutto il mondo che neanche mettendosi insieme destra e sinistra riescono a fregarlo. Se invece dovesse perdere,  avrà sempre dimostrato a tutto il mondo  che la destra e la sinistra, fascisti e comunisti,  si sono messi insieme  per fregare la sovranità al popolo. Altro che " avanti popolo!" E siccome settembre è vicino, invito il Ministero della Salute a rafforzare i servizi di Pronto Soccorso nei nosocomi d'Italia. Crisi di epatite acuta a bizzeffe in arrivo!!!!


QUANDO  SI  DICE  LA   COERENZA !

Sul Corriere della Sera un imbarazzante Piero Ostellino scrive " Dovere dei media è riferire i fatti ed esprime giudizi  verificabili nei fatti ( si riferisce a Fini). Il resto è militanza politica!". E cita anche Alexis de Tocqueville , l'incauto ! E perchè Piero Ostellino non cita invece tale  Signor Paolo Mieli, precedente Direttore de Il Corriere della Sera, che in occasione dell elezioni del 2006 scrisse di augurarsi la vittoria del centrosinistra?  Tutti lo ricordano, meno che lo smemorato Ostellino, lo smemorato di Collegno! Consigliamo " Memoril", in dosi industriali!


RISPOSTA A REPUBBLICA ED A MASSIMO GIANNINI


Leggendo oggi l'invettiva del Vicedirettore di Repubblica, ovviamente contro Berlusconi ( e come dubitarne!) ,devo chiedere a cotanto Vicedirettore : scusi, ma Lei nel 1993, dove viveva? Forse non in Italia. Per il Vicedirettore l'introduzione del bipolarismo, la legge elettorale maggioritaria è solo una cretinata, anzi sono solo delle  " surrettizie scuse " invocate da chi vuole solo criminalizzare la scena politica, cioè il centrodestra. Vorrei ricordare al Vicedirettore che non sta bene sottacere la verità, anche se il padrone lo comanda. Nel 1993 nessuno ha " solo" aggiunto il nome di Berlusconi sulla lista elettorale, ma è stata varata dal Parlamento italiano una Legge elettorale maggioritaria che introduceva il " bipolarismo" e seppelliva - o almeno sperava di seppellire - il sistema proporzionale che per sessanta anni aveva dominato la scena politica nazionale. Con quali bei risultati, tutta Tangentopoli sta a dimostrarlo, Primo Greganti compreso. Con questa nuova Legge elettorale maggioritaria  il potere  della politica d'antan, che Giannini tanto difende accoratamente, veniva sottratto dalle rapaci mani delle segreterie dei Partiti e , come si usa nelle Democrazie degne di questo nome, veniva affidato al popolo, alla sovranità del popolo, al voto popolare. Ma Giannini finge di ignorare tutto questo, per lui il 1993 non esiste! Qualcuno gli spieghi  che organizzare una manovra antidemocratica  per trasformare la minoranza in maggioranza, che difendere il potere della casta per togliere al popolo la sovranità popolare,  anche se formalmente possibile,  è una vera carognata. Se Napolitano è sull'orlo di una crisi di nervi, forse è perchè è costretto da qualcuno ( indivina chi è?) a sporcarsi le mani, a diventare uno zimbello in mano a chi sappiamo noi. E' solo un'offesa all'ottusità ed alla disonestà intellettuale di chi, pur di acchiappare il potere fregando il popolo, attacca il somaro dove ordina il padrone. Da vergognarsi!


SPUTTANAMENTO CONTINUO

Parlo di Denis Verdini, uno del quale non mi interessa nulla. E' solo uno dei coordinatori del PdL, ma nulla ho a che fare con lui. Come nulla ho avuto a che fare con tante altre persone seppellite di merda dai consueti moralisti da quattro soldi, adepti del club di Sputtanopoli ( copyright Giuliano Ferrara ). Non credo sia dubitabile che un'ispezione della Banca d 'Italia su una Banca , nel nostro caso il Credito Cooperativo di Firenze di cui Verdini ne era Presidente del CdA ( si è dimesso correttamente nel luglio scorso per facilitare il compito alla Magistratura con un atto di correttezza per il quale ha ricevuto, come gentile risposta, tonnellate di escrementi addosso, sia e resti tale. Cioè una questione amministrativa, una serie di riscontri contabili, amministrativi e gestionali che competono all'organo di controllo, cioè ad uno dei servizi della Banca d'Italia. Ci sarà dunque un verbale di ispezione con tutti gli appunti ( riscontri, eventuali rilievi,  insomma nulla di definitivo) come poi ci saranno, nel tempo e nei modo consentiti dalla Legge, le spiegazioni relative. Ci vuole poi l'iter necessario per arrivare ad una definita definizione dei risultati dell'Ispezione. E come mai, chiedo, un verbale così " privato", che riguarda un istituto di credito italiano, il cui contenuto, se reso noto,  potrebbe alterare la concorrenza bancaria e la trasparenza bancaria, come mai, chiedo, è volato via dalla Banca d'Italia ed è atterrato nelle redazioni di alcuni giornali i cui titoli delinquenziali e da mozzorecchi sparano merda a più non posso? Perchè? Domanda pleonastica e risposta assai ben nota. Nel solito agognato Paese civile, quale molti - ma non tutti -  sperano che prima o poi sia anche l'Italia,  dovrebbero essere gli Ispettori della Banca d'Italia ed i P.M. della Magistratura a " dimostrare" - non a " ritenere" - che la Banca di Verdini abbia:
1. elargito finanziamenti senza le opportune garanzie;
2. elargito  finanziamenti non a clienti della Banca, ma a suoi soci in affari;
3. che abbia fatto il tutto per suo tornaconto personale;
4. che abbia un grave conflitto di interessi.
Nessuno dei rilievi ha dato luogo, almeno fin'ora, ad una iscrizione nel registro degli indagati di Verdini. Ma giornali smerdatori professionali, proprietari di ventilatori potentissimi e di infinita riserva di propri escrementi da utilizzare per scopi politici, non esitano a sparare titoli da codice penale, tipo
" Così Verdini svuotava la cassaforte" che sarebbe  da carcere preventivo per il titolista se in Italia " ci fosse un Giudice", perchè potrebbe reiterare simili sputtanamenti. Verdini ha tutto il diritto di chiarire quanto rilevato dagli ispettori, ma senza che sia costretto a soccombere da minacce intimidatorie e diffamatorie a mezzo della solita stampa. Se nel 1994 è bastato un semplice " avviso a comparire " consegnato a Berlusconi avendo prima convocato anche le televisioni, oggi non bastano due cartelline di ispettori, pur amministrativo-bancari, per fare di una persona un delinquente o un mostro.


ANCORA SULLA A.S. ROMA

La Rothschild , advisor incaricato da Unicredit ed Italpetroli per mettere sul mercato la Società Sportiva Roma - asset che era di proprietà di Italpetroli SpA dei Sensi - ha terminato il suo così detto
 " Information Memorandum", una sorta di piano che serva per lo scopo. Non credo ci sia bisogno di rammentare come Franco Sensi fu appoggiato con parole e fatti concreti da Giulio Anmdreotti nell'acquisto della  A.S. Roma, ai tempi che furono, con tutto quel che questa " benevolenza andreottinana" voleva significare ed implicare. L'Advisor ha elaborato un piano strategico basato sulla realizzazione di uno stadio di proprietà della A.S.Roma su un terreno " messo a disposizione dal Comune", ben collegato alla città via terra e rotaia ( pare scartata l'ipotesi di Franco Sensi sulla zona della Massimina ) con un adiacente " Centro residenziale", oltre ad una partecipazione diretta dei tifosi al capitale sociale , sul modello Real e Barcellona. Il dossier ha suscitato l'interesse di una Società specializzata in realizzazioni di impianti sportivi ( la Sports Investment Group ) che è già simil-partner di Rothschild nella fattispecie . In queste ore, si registra la prima "dichiarazione d´interesse" ufficiale per l´acquisto della Roma, firmata dal fondo di risparmio Clessidra, per bocca del consigliere e fondatore Alessandro Grimaldi. Allo studio una joint venture "a tre" che comprenda la partecipazione di Angelini e Unicredit. L´interesse di Clessidra (emerso già a novembre) si somma alle voci di un´offerta da 130 milioni da parte del magnate egiziano di Wind, Sawiris, e ai contatti di Rothschild con il fondo Aabar di Abu Dhabi e con l´imprenditore romano Angelucci. In questo dossier , osservo, domina ancora l'aspetto speculativo puro, perchè non è stato specificato bene cosa significhi " un terreno messo a disposizione dal Comune". Se, come suppongo, vuol significare " su un terreno regalato dal Comune di Roma ", sul quale realizzare uno stadio ma anche milioni di metricubi di cemento ( abitazioni, zone commerciali, ecc), non dubito che il " piano" abbia suscitato l'interesse di tutti questi " magnati". Ma allora, mi chiedo, perchè cinque o sei anni orsono la stampa definiva  Lotito ( proprietario della Lazio ) un megalomane pazzo quando il Presidente - con cultura greca e latina - proponeva per la Lazio le stesse cose?  Perchè solo ai Sensi ed alla Italpetroli SpA è stato consentito dalla Unicredit di portare avanti un debito di quasi cinquecentomilioni di Euro per quasi cinque anni senza azioni di recupero robuste e consistenti e tempestive come avrebbe dovuto essere, visto che garanzie solide non ve ne erano? Perchè Unicredit ha consentito alla A.S. Roma di fare spallucce. per anni ed anni , davanti alle rate dei piani di  rientro mai pagate ,  mentre si precipitava  a richiedere il fallimento di altri debitori insolventi anche meno dei Sensi ? Se per il CcF di Verdini si parla di " conflitto di interessi" per un finanziamento alla Bpt SpA con la quale Verdini aveva accordi d'affari, allora come bisogna definire questo inguacchio? Perchè soldi nostri, dei nostri risparmi depositati alla Unicredit vengono elargiti in questo modo sfacciato ad amici degli amici ? Ed ora hanno anche la faccia di chiederci un terreno gratis. La verità è che nel DNA degli inglesi, la Roth schild lo è, l'Italia è ancora la terra di conquista che fu ai tempi delle privatizzazioni dell'IRI prodiana. Vigileremo perchè questo altro scempio, questo altro furto non avvenga. E se Angelini o altri vogliono salvare la squadra di calcio, facciano come fece il povero Franco Sensi: ci mettano l'animo ed il " loro " portafoglio, non il nostro. La verità vera è che in Italia l'era del " magnate" che finanziava la squadra di calcio è finita, è andata a ramengo. Chi oggi in Italia si potrebbe permettere di mantenere una squadra di calcio il cui bilancio è sempre deficitario? Moratti? Forse Berlusconi, forse Carlo De Benedetti, forse De Laurentis, forse Garrone. E poi? L'unica via d'uscita è proprio quel modello Real e Barcellona che l'advisor accenna solamente. Niente di personale contro la Roma, sia chiaro. Che resta la squadra sportivamente più derubata dello scorso campionato, quando una Federcalcio con gli occhi e la coscienza foderati di prosciutto fece finta di non vedere quell' immondo scandalo che fu la partita Lazio-Inter, che avrebbe meritato penalizzazioni secolari : non si può assistere ad una combine così evidente voltandosi dall'altra parte !. Ma la Roma società deve salvarsi con le manine sue, con i tifosi suoi, non deve più contare nè poggiare  su conflitti di interessi, su accordicchi politico-finanziari, ignobili giochetti da basso politicante da Prima Repubblica.


UNA COSA E' LA LOTTA ALLE MAFIE , UNA COSA E' IL PROFESSIONISMO DELL'ANTIMAFIA.

Ci volevano un Ministro leghista Maroni ( ma un Guardasigilli siciliano, please,  Alfano ) per ottenere lusinghieri risultati nella lotta alla criminalità organizzata ed all'immigrazione clandestina. Stupisce che leggendo la stampa in genere ( che sò, Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Piccolo, La Nuova Sradegna, ecc)  non si legge nulla di queste vittorie sulle due piaghe che il nostro Paese sta vivendo e che incidono in maniera determinante sugli assetti sociali dell'Italia. Pare insomma che ancora oggi a certa stampa interessi di più il " professionista dell'antimafia" che non la vera lotta alla mafia. L'antimafia dei fatti, degli arresti eccellenti, dei sequestri milionari , sta producendo effetti importanti che non si capisce perchè vengano sottovalutati a vantaggio della solita concezione retorica della lotta alla mafia. Si cerca ancora una volta di mistificare la realtà, accreditando l'idea che per battere la mafiosità servano più ambigui pentiti , indimostrabili insinuazioni, ridicoli teoremi piuttosto che operazioni di polizia e di Governo , il che è non solo una menzogna , ma anche un'idea controproducente. Maroni ed Alfano, a Palermo per Ferragosto, hanno dimostrato la loro strategia vincente . Sono i dietrologi dell'antimafia politicizzata  a sottrarsi al dovere della riconoscenza e della solidarietà,   non la Lega che invece  di questa strategia è la coautrice. Questa situazione dovrebbe far riflettere e molto. Perchè è la dimostrazione pratica, la prova provata,  la pistola fumante che  quel che interessa ai " professionisti dell'antimafia" - e quanti sono, signori miei! - non sono i sequestri dei beni mafiosi, non sono gli arresti di mafiosi pluriricercati, non sono i risultati concreti della lotta alla criminalità, ma la conservazione della loro cattedra di chiacchiere. Eccome aveva ragione Leonardo Sciascia, come aveva ragione!!!!!!


Roma Lunedì 17 agosto 2010

Gaetano Immè