Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 9 agosto 2010

ANCORA SU  FINI

Dopo dieci lunghissimi giorni di altezzoso e certamente  stizzito silenzio, interrotto dalle vaghe e contraddittorie dichiarazioni dei troppi portavoce ( ma quanti sono? Bocchino, Granata. Bongiorno, due o tre Tulliani, Barbareschi, Repubblica, Corriere della Sera, ho dimenticato qualcuno?), finalmente il Presidente della Camera On. Gianfranco Fini ha detto qualcosa, si è deciso. Ci ha comunicato di non avere alcun timore dell'inchiesta giudiziaria circa la casa di Montecarlo ( quella che la Signora Anna Maria Colleoni, aveva donato ad AN in sede ereditaria , casa che nel 2006 è finita nelle mani di una tale Timavo Ltd, una off shore caraibica, per un vaslore di 300.000,00 Euro e che poi è stata, si dice, affittata - ma questo proprio nessuno lo sa ancora -  al Signor Giancarlo Tulliani, il fratello di Elisabetta Tulliani, l'attuale - dal 2005 - compagna di vita di Fini, dopo - ed anche prima - che lo stesso divorziasse da Daniela Di Sotto, sua ex moglie ), che nulla sapeva del fatto che questa casa di  Montecarlo fosse affittata a Giancarlo Tulliani - suo cognato - e che è rimasto " molto sorpreso " di questo quando Elisabetta Tulliani glielo ha comunicato ( ma non ha spiegato " quando la Tulliani glirelo ha comunicato). Ha inoltre agggiunto, il Presidente, che contrariamente a chi strilla sempre contro i giudici comunisti, egli non teme l'inchiesta della aProcura di Roma.

Anche Scajola aveva taciuto per qualche giorno dopo che era divenuta di domini pubblico la novella che un a casa davangi al Colosseo era diventata di proprietà dello stesso Scajola e che era stata pagata con una serie di assegni circolari per Euro 900.000,00 che provenivano dalle finanze del costruttore Diego Anemone, quello della " cricca".

Anche Scajola aveva tentato dei cavalcare una difesa  , più ridicola che  stolta , affermando che " avrebbe denunciato chi si fosse caso mai permesso di pagargli 900.000,00 Euro a sua insaputa".

Dopodichè Scajola non aveva altra soluzione che dimettersi - e dicorsa - da ogni carica Governativa pubblica, perchè un Ministro che accetta da un appaltatore ( insomma un'impresa che lavora per la Protezione civile ) un cadeaux di 900.000,00 Euro non offre alcuna garanzia di correttezza, ma che poi pretenda pure di far  credere che non ne sapesse niente appare offensivo per un normale buonsenso.

La proprietà transitiva che eguaglia Scajola a Fini sta nel fatto che mentre il primo diceva che non sapesse che qualcuno gli aveva regalato 900.000 Euro, Fini " dice" che non sapeva nulla sia della vendita della casa di Montecarlo ad Euro 300.000,00 ( una sua corretta valutazione non  la si conosce, ma se indichiamo almeno un milione e mezzo di Euro non siamo lontani dal vero ), quanto poi del fatto che questa casa sia stata affittata ( alemno così si presume) al fratello della sua compagna e di essere rimasto dal faytto molto irritato.

Se dietro queste manovre da faccendieri, da Carboni da quattro soldi,  usando società non solo anonime ma addirittura  costituite in paradisi fiscali caraibici, molto chiacchierati e pericolosi e fonti di svariati reati finanziarui internazionali,  coperte da un silenzio omertoso e malmostoso, dietro questa vendita per 300.000,00 Euro di una casa che ne dovrebbe valere almeno sei volte tanto, si nasconda il solito ignobile trucchetto per rubare un  milione e più Euro da imboscare chissà dove ( e perchè no anche in Italia?)  lo posso intuire, ma non se ne hanno ovviamente le prove. Come mai, infatti, AN ha deciso di vendere a quel prezzo a dir poco ridicolo se aveva avuto proposte assai competitive da inquilini della stessa residenza? E perchè è stato preferito un acquuirente  1. la cui società era stata costituita da appen a due mesi, con un capitale ridicolo di 1.000 dollari; 2 . quali " maggiori garanzie" avrebbe fornito questa società off shore in più rispetto alle altre offerte ricevute; 3. se Giancarlo Tulliani ha agito, come sostiene Fini, quale mediatore della compravendita, dove sono i documenti, le offerte, le fatture di provvigioni, il Mandato che AN avrebbe dovuto conferirgli ?

Come se non bastasse tutto questo disastro, Fini ha fatto ancora più danni di Scajola. Perchè mentre l'uomo di Imperia si è tirato indietro appena ha realizzato d'averla fatta proprio grossa, Fini contando sulla complicità mediatica della sinistra e per ingraziarsi la Masgistratura che dovrà pur tra pocoi, almeno si spera, giudicarlo, ha pensato bene di aggiungere una sola frase: " mi fido della Magistratura al contrario di chi ogni volta strilla congtro i giudici comunisti". E' un meschino tengtativo di confondere le acque, di intorbidire la faccenda di Montecarlo mischiandola con la politica, cosa che fa chi non ha altra arla che la disperazione. Non solo, ma anche il tentativo di coinvolgere nei suoi reati Berlusconi appare il solito diversivo che gli consenta di spostare sull'antiberlusconismo il discorso per far passare le sue colpe sotto silenzio. Una semplice , immonda, ignobile vigliaccata.

Ma su Fini la Magistratura non deve solo indagare per l'ormai famosa casa di Montecarlo, ma anche e sopratutto per avere costretto un dirigente della RAI, Guido Paglia, a far concedere dalla RAI a Giancarlo Tulliani una contratto di fornitura per due milioni di euro. Fini ricatta Paglia e Giancarlo Tulliani - cognato di Fini - si prende due milioni l'anno di soldi nostri dalla RAI. Altro che cricca!

E' assolutamente necessario sapere perchè Fini abbia fatto assumere in RAI taluni suoi intellettuali: faccio il solo nome di Angelo Mellone, assunto da poco. Costui lavora per AFini, per Farefuturo e noi lo stipendiamo in RAI. Presidente, ci vuole cortesemente, anche fra dieci o quindici giorni spiegare questo mistero?

Per intanto abbia un minimo di dignità: si dimetta . Altro che Scajola !

Bergamo 9 agosto 2010

Gaetano Immè

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