Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 17 agosto 2010

FRANCE'  C'HAI  LASSATO!

Oggi 17 agosto 2010 Francesco Cossiga è spirato a Roma al Policlinico Gemelli.  Le mie più sentite condoglianze ai figli. Quello che dovevo dire di Cossiga, l'ho scritto proprio nel mio precedente articolo. Addio Francesco, sardo barbaricino, spero di non averti portato sfiga proprio io! Ti devo tanto, specie per le tue picconate che hanno disvelato le magagne istituzionali italiane! Grazie.

MA  STIA  CALMO  SIGNOR  PRESIDENTE !!!!

C'è critica e critica, ma davanti ad un " Napolitano, hai un comportamento da mafioso!" oppure ad un
" Napolitano, se firmi questa legge sei  con i mafiosi", tanto per fare due esempi fra i tantissimi, tutte nobili espressioni di uno dei peggiori ceffi del nostro tempo, quel Di Pietro Antonio  attualmente inquisito dalla Procura di Roma per vari reati quali truffa, appropriazione indebita, riciclaggio di refurtiva, ecc., Napolitano ha taciuto ed ha  incassato. E' nel suo DNA, " aduso ad obbedir, tacendo", è la sua storia, questa non è critica, questa è semplicemente " storia ". Ma davanti alla isterica reazione  di Napolitano,  tanto sproporzionata rispetto a quanto scritto su IL GIORNALE  a proposito delle possibili scelte che potrebbe fare in caso di crisi di Governo (una reazione, diciamolo pure, assolutamente  sproporzionata , una sorta di pernacchia  rivolta  non solo al PdL ma anche alla maggioranza degli italiani che  l' hanno votato , un isterico  " se tradisco la Costituzione, denunciatemi!" che tradotto in italiano volgare  equivale ad un provocatorio " quello che faccio sono affari miei. Io sono io e voi non siete un cazzo e se non vi sta bene denunciatemi!") ( ah! la sicumera dell'impunità!)  non si può non rispondere, facendo attenzione a non  cadere nella trappola della volgare provocazione che questo atteggiamento implica.  Guardi, Signor Presidente, che a Lei , mai, dico mai, nessun  italiano l'ha votata. Mai. Farebbe bene a ricordarlo sempre, a non dimenticarlo mai. Anche e sopratutto prima di parlare, prima di emettere fatwa. Lei si trova sul Colle solo perchè la casta della sua sola corrente politica l'ha imposta a suo tempo, per contare sui suoi uffici ; noi le  eravamo e le siamo ancora e sempre  francamente contrari . Lei è il prodotto tipico  del " potere dei partiti" di un tempo, ma oggi - ed anche ieri quando Lei è stato " depositato" di peso  sul Colle - i partiti non hanno più il potere che avevano prima , perchè con la nuova Legge elettorale del 1993  il popolo vota non più una schifosa , immonda ed arcaica  delega in bianco - come si usava ai suoi tempi - ma vota direttamente un premier, vota una coalizione, tra poco speriamo anche il Capo dello Stato. Vota insomma un governo, che deve quindi governare per tutta la durata della legislatura.  Perchè, con l'introduzione, nel 1993,  della Legge elettorale , del sistema elettorale  maggioritario ha visto la luce finalmente in Italia il " bipolarismo", che ha reso le nostre Istituzioni un pochino meno sovietiche e più simili a quelle democratiche occidentali. Ora anche da noi se un Governo eletto direttamente dal popolo cade, non vi è altra alternativa che nuove elezioni. Quanto poi alle svariate ipotesi apparse su varia stampa ( perchè mai Presidente Lei considera un' opinione espressa da Il Giornale come una
" indebita interferenza",  mentre quelle indicate da  La Repubblica e da Il Corriere della Sera  non lo sono?) faccia pure il suo compito. Io mi auguro, per Lei,  che lo svolgimento di tale compito sia solo farina del suo sacco,  anche se Lei sta facendo proprio di tutto per farmi credere che così non sarà. Ma come si fa a credere che sia tutta una coincidenza?  Il suo lungo silenzio sulle ripetute aggressioni ad un Premier eletto dal popolo;  il suo fare le ferie (  guarda caso !) proprio dove c'era una giornalista dell'UNITA'  ( sbaglio o era ed è il giornale del suo partito?); il concederle - cosa mai fatta da Lei prima - un'intervista lunga e complessa proprio sulla eventuale e futura crisi di governo ( mai fasciarsi la capoccia prima di spaccarsela, signor Presidente!); ritornare poi su quanto dettto,  con delle non richieste " precisazioni " sul Corriere della Sera , visto lo scalpore che avevano suscitato le sue parole;  la difesa ridicola di un impresentabile Fini, trattato da Lei con una benevolenza degna di un  bambinello che non sa difendersi!  Suvvia, signor Presidente, guardi che gli italiani sono più perspicaci  e, sopra tutto, più svegli di quanto Lei creda. Non ostante gli sforzi della sinistra e dei cattocomunisti, gli italiani si sono un tantinello " disinibiti".  Sono proprio le " sue " maldestre mosse, i suoi scatti nevrastenici a farmi credere - io penso a male e molte volte ci azzecco, come Andreotti -  che Lei sia invece d'accordo con i vari Fini, Casini, Lombardo, PD, Repubblica, Corriere della Sera, IDV, Sinistra, Grllo ecc per cercare una sola soluzione: quella di rendere la vita a questo governo (eletto dal popolo) impossibile, per farlo cadere e per trovare , quindi, un'altra maggioranza, arraffazzonata con manovre di palazzo  formalmente legittime ma sostanzialmente azioni rapinatrici della sovranità popolare. Ecco perchè Lei reagisce solo contro le opinioni del centrodestra, come morso da una tarantola,  non da Capo di Stato ma come uno colto con le mani nel sacco. Si calmi, Signor Presidente, ritrovi il suo equilibrio. Avallare la sostituzione di un Governo eletto dal popolo con un'ammucchiata brancaleonesca , offrendo il  suo fattivo " concorso " all'impiccio , seppure realizzasse  un suo intimo desiderio, o seppure fosse  il pizzo che Lei è costretto a pagare a chi l'ha depositata sul Colle, non sarà per Lei un titolo di merito, ma la fine ingloriosa della sua carriera politica. Perchè , comunque vada, qualsiasi Governo tiriate fuori, come Jucas Casellas tira fuori un coniglio, non avrà mai i numeri al Senato per la fiducia. Come scriveva Totò, nel famoso " 'A livella ", " ma tu 'n't'è fatt'ancora chistu cunto!"

Ma parliamone seriamente

Tuttavia devo rilevare che questa contrapposizione non viene buona per il  bene del Paese. E penso anche che , in mancanza ancora una vota - come sempre purtroppo -  di un atto serio  da parte della  sinistra, debba spettare al centrodestra di giocare il ruolo basilare di proponente, di faro politico del Paese,  mettersi in discussione sia per rendere omogenee norme istituzionali disomogenee, qual'è la situazione attuale , sia per invitare ancora una volta sinistra politica e stampa di sinistra a dare un contributo concreto- e non a chiacchiere - al miglioramento istituzionale di questo Paese non in funzione dell'immediato tornaconto politico ma in funzione del funzionamento istituzionale . Certo i ricordi della famosa e famigerata Commissione Bicamerale di D'Alema e Berlusconi non incoraggia a questo passo, ma credo sia venuto il momento per operare in modo da mettere tutti ed una volta per tutte  con le spalle al muro: o lavorate per il Paese o brigate solo per gli sporchi affari vostri. Decidetevi,  ma sappiate che il Paese vi guarda. Il dato di partenza è l'indiscutibile ed enorme distanza fra la Costituzione formale, cioè quella originaria ed attualmente ancora in vigore, e quella sostanziale , entrata in vigore dal 1993 in Italia, da quando cioè la legge elettorale maggioritaria  ha introdotto in Italia il bipolarismo di stile anglosassone. Vexata quaestio, problema ormai antico, al quale proprio il defunto Presidente Emerito Cossiga aveva dedicato molte delle sue picconate presidenziali per aprire la strada a quelle riforme istituzionali che erano ed ancora sono tanto necessarie per il Paese. L'evolversi del sistema politico ha portato a successive riforme del sistema elettorale,  ma è stato proprio grazie a  questo percorso, operato , sembra superfluo aggiungerlo ma repetita juvant ,  da tutti gli schieramenti politici in Parlamento, che si è creata una situazione  politica "reale" e " legale " ( visto che ciò dipende da Leggi in vigore ), la quale prevede la formazione di coalizione prima del voto e l'indicazione diretta del Presidente del Consiglio da parte degli elettori: situazione reale e legale , lo ripeto, che però confligge in tutti i sensi con quella norma costituzionale ( articolo 88) che denomino " formale" , anch'essa perfettamente  valida e giuridicamente  in vigore, che affida questi compiti  ( lo scioglimento delle Camere oppure il reperimento di " altra possibile maggioranza" in Parlamento in caso di crisi di Governo ) al Colle , addirittura come prerogativa " non duale" del Presidente della Repubblica. Questo madornale errore , tutto proprio della politica ( chi infatti, introdotto il Bipolarismo, avrebbe dovuto " sistemare" l'articolo 88 ed altri inerenti norme della Costituzione se non " la politica"?) , costituendo proprio un nervo scoperto per entrambi gli schieramenti politici ( perchè comunque la si metta farsi la guerra non ha mai sistemato gli errori, ma li ha moltiplicati) produce, al solo parlarne, una guerra punica fra le parti. Brandito come una mazza di ferro sia da una parte ( il centrodestra accusa il centrosinistra di voler conservare l'attuale conflittualità dal 1994 perchè può contare su Presidenti della Repubblica sempre tutti di sinistra - Scalfaro, Ciampi ed oggi Napolitano-) che dall'altra ( il centrosinistra finge di ignorare l'esistenza di questa conflittualità come fosse cieco  e difende questo ormai sorpassato e vetusto  potere del Capo dello Stato surrettiziamente, mentre  in effetti conta sulla complicità del Colle per avere un'occasione di scalzare, senza elezioni, l'odiato Berlusconi ) che non solo non risolve il conflitto, ma danneggia il Paese. A maggior chiarezza e con tutta franchezza dirò anche che sostenere  che valga solo la scelta che esprime direttamente la volontà popolare, considerando sempre una sorta di tradimento ogni richiamo alla prassi tradizionale del regime parlamentare, mi pare un'esagerazione. Ma altrettanto assurdo è negare l'esistenza del conflitto istituzionale come un cieco, riproponendo nei fatti un meccanismo  che annulla nei fatti la volontà degli elettori nel nome di un vacuo ed inutile formalismo. Non conosco come, ma è ormai di tutta evidenza che è assolutamente necessario, improrogabile che  le modifiche istituzionali introdotte con le leggi elettorali maggioritarie vengano coordinate con la Costituzione, che dovrà certamente essere modificata in svariati punti. Continuare a lasciare in contraddizione, in conflitto, i poteri dell' esecutivo  uscito dalle urne del maggioritario con le prerogative del Capo dello Stato sancite da norme degli anni quaranta, è pericoloso . Lasciare dunque spazio a questo processo degenerativo - già oggi vediamo le clavate in giro - espone alla reciproca delegittimazione  come una sorta di reazioni a catena. Mi auguro che il PdL trovi l'umiltà, la consapevolezza e la responsabilità di superare l'ondata degenerativa che il centrosinistra le rovescia addosso e, a a suo dispetto, si dichiari disponibile ad un accordo che elimini tale conflitto. Quanto meno servirà al duplice scopo sia di mettere la sinistra con le spalle al muro sia di far vedere agli italiani qual'è la coalizione che fugge davanti ad una intesa che avvantaggia il Paese anche se indebolisce le speranze e le ambizioni ideologiche. Forza e coraggio.



PENSIERINI  SERALI

Dura la vita per chi vive di antiberlusconismo ! La cirrosi epatica è dietro l'angolo! Loro ancora non lo sanno, perchè tutte le loro facoltà mentali - poche o tante che siano - sono impegnate a produrre la bile da un fegato ormai impresentabile, visto che ormai sono sedici anni sedici che Silvio Berlusconi domina la scena politica nazionale. Ma anche in questo frangente, anche in caso di crisi di Governo, il maledetto Silvio Berlusconi ne uscirà alla grande. Se vince avrà dimostrato a tutto il mondo che neanche mettendosi insieme destra e sinistra riescono a fregarlo. Se invece dovesse perdere,  avrà sempre dimostrato a tutto il mondo  che la destra e la sinistra, fascisti e comunisti,  si sono messi insieme  per fregare la sovranità al popolo. Altro che " avanti popolo!" E siccome settembre è vicino, invito il Ministero della Salute a rafforzare i servizi di Pronto Soccorso nei nosocomi d'Italia. Crisi di epatite acuta a bizzeffe in arrivo!!!!


QUANDO  SI  DICE  LA   COERENZA !

Sul Corriere della Sera un imbarazzante Piero Ostellino scrive " Dovere dei media è riferire i fatti ed esprime giudizi  verificabili nei fatti ( si riferisce a Fini). Il resto è militanza politica!". E cita anche Alexis de Tocqueville , l'incauto ! E perchè Piero Ostellino non cita invece tale  Signor Paolo Mieli, precedente Direttore de Il Corriere della Sera, che in occasione dell elezioni del 2006 scrisse di augurarsi la vittoria del centrosinistra?  Tutti lo ricordano, meno che lo smemorato Ostellino, lo smemorato di Collegno! Consigliamo " Memoril", in dosi industriali!


RISPOSTA A REPUBBLICA ED A MASSIMO GIANNINI


Leggendo oggi l'invettiva del Vicedirettore di Repubblica, ovviamente contro Berlusconi ( e come dubitarne!) ,devo chiedere a cotanto Vicedirettore : scusi, ma Lei nel 1993, dove viveva? Forse non in Italia. Per il Vicedirettore l'introduzione del bipolarismo, la legge elettorale maggioritaria è solo una cretinata, anzi sono solo delle  " surrettizie scuse " invocate da chi vuole solo criminalizzare la scena politica, cioè il centrodestra. Vorrei ricordare al Vicedirettore che non sta bene sottacere la verità, anche se il padrone lo comanda. Nel 1993 nessuno ha " solo" aggiunto il nome di Berlusconi sulla lista elettorale, ma è stata varata dal Parlamento italiano una Legge elettorale maggioritaria che introduceva il " bipolarismo" e seppelliva - o almeno sperava di seppellire - il sistema proporzionale che per sessanta anni aveva dominato la scena politica nazionale. Con quali bei risultati, tutta Tangentopoli sta a dimostrarlo, Primo Greganti compreso. Con questa nuova Legge elettorale maggioritaria  il potere  della politica d'antan, che Giannini tanto difende accoratamente, veniva sottratto dalle rapaci mani delle segreterie dei Partiti e , come si usa nelle Democrazie degne di questo nome, veniva affidato al popolo, alla sovranità del popolo, al voto popolare. Ma Giannini finge di ignorare tutto questo, per lui il 1993 non esiste! Qualcuno gli spieghi  che organizzare una manovra antidemocratica  per trasformare la minoranza in maggioranza, che difendere il potere della casta per togliere al popolo la sovranità popolare,  anche se formalmente possibile,  è una vera carognata. Se Napolitano è sull'orlo di una crisi di nervi, forse è perchè è costretto da qualcuno ( indivina chi è?) a sporcarsi le mani, a diventare uno zimbello in mano a chi sappiamo noi. E' solo un'offesa all'ottusità ed alla disonestà intellettuale di chi, pur di acchiappare il potere fregando il popolo, attacca il somaro dove ordina il padrone. Da vergognarsi!


SPUTTANAMENTO CONTINUO

Parlo di Denis Verdini, uno del quale non mi interessa nulla. E' solo uno dei coordinatori del PdL, ma nulla ho a che fare con lui. Come nulla ho avuto a che fare con tante altre persone seppellite di merda dai consueti moralisti da quattro soldi, adepti del club di Sputtanopoli ( copyright Giuliano Ferrara ). Non credo sia dubitabile che un'ispezione della Banca d 'Italia su una Banca , nel nostro caso il Credito Cooperativo di Firenze di cui Verdini ne era Presidente del CdA ( si è dimesso correttamente nel luglio scorso per facilitare il compito alla Magistratura con un atto di correttezza per il quale ha ricevuto, come gentile risposta, tonnellate di escrementi addosso, sia e resti tale. Cioè una questione amministrativa, una serie di riscontri contabili, amministrativi e gestionali che competono all'organo di controllo, cioè ad uno dei servizi della Banca d'Italia. Ci sarà dunque un verbale di ispezione con tutti gli appunti ( riscontri, eventuali rilievi,  insomma nulla di definitivo) come poi ci saranno, nel tempo e nei modo consentiti dalla Legge, le spiegazioni relative. Ci vuole poi l'iter necessario per arrivare ad una definita definizione dei risultati dell'Ispezione. E come mai, chiedo, un verbale così " privato", che riguarda un istituto di credito italiano, il cui contenuto, se reso noto,  potrebbe alterare la concorrenza bancaria e la trasparenza bancaria, come mai, chiedo, è volato via dalla Banca d'Italia ed è atterrato nelle redazioni di alcuni giornali i cui titoli delinquenziali e da mozzorecchi sparano merda a più non posso? Perchè? Domanda pleonastica e risposta assai ben nota. Nel solito agognato Paese civile, quale molti - ma non tutti -  sperano che prima o poi sia anche l'Italia,  dovrebbero essere gli Ispettori della Banca d'Italia ed i P.M. della Magistratura a " dimostrare" - non a " ritenere" - che la Banca di Verdini abbia:
1. elargito finanziamenti senza le opportune garanzie;
2. elargito  finanziamenti non a clienti della Banca, ma a suoi soci in affari;
3. che abbia fatto il tutto per suo tornaconto personale;
4. che abbia un grave conflitto di interessi.
Nessuno dei rilievi ha dato luogo, almeno fin'ora, ad una iscrizione nel registro degli indagati di Verdini. Ma giornali smerdatori professionali, proprietari di ventilatori potentissimi e di infinita riserva di propri escrementi da utilizzare per scopi politici, non esitano a sparare titoli da codice penale, tipo
" Così Verdini svuotava la cassaforte" che sarebbe  da carcere preventivo per il titolista se in Italia " ci fosse un Giudice", perchè potrebbe reiterare simili sputtanamenti. Verdini ha tutto il diritto di chiarire quanto rilevato dagli ispettori, ma senza che sia costretto a soccombere da minacce intimidatorie e diffamatorie a mezzo della solita stampa. Se nel 1994 è bastato un semplice " avviso a comparire " consegnato a Berlusconi avendo prima convocato anche le televisioni, oggi non bastano due cartelline di ispettori, pur amministrativo-bancari, per fare di una persona un delinquente o un mostro.


ANCORA SULLA A.S. ROMA

La Rothschild , advisor incaricato da Unicredit ed Italpetroli per mettere sul mercato la Società Sportiva Roma - asset che era di proprietà di Italpetroli SpA dei Sensi - ha terminato il suo così detto
 " Information Memorandum", una sorta di piano che serva per lo scopo. Non credo ci sia bisogno di rammentare come Franco Sensi fu appoggiato con parole e fatti concreti da Giulio Anmdreotti nell'acquisto della  A.S. Roma, ai tempi che furono, con tutto quel che questa " benevolenza andreottinana" voleva significare ed implicare. L'Advisor ha elaborato un piano strategico basato sulla realizzazione di uno stadio di proprietà della A.S.Roma su un terreno " messo a disposizione dal Comune", ben collegato alla città via terra e rotaia ( pare scartata l'ipotesi di Franco Sensi sulla zona della Massimina ) con un adiacente " Centro residenziale", oltre ad una partecipazione diretta dei tifosi al capitale sociale , sul modello Real e Barcellona. Il dossier ha suscitato l'interesse di una Società specializzata in realizzazioni di impianti sportivi ( la Sports Investment Group ) che è già simil-partner di Rothschild nella fattispecie . In queste ore, si registra la prima "dichiarazione d´interesse" ufficiale per l´acquisto della Roma, firmata dal fondo di risparmio Clessidra, per bocca del consigliere e fondatore Alessandro Grimaldi. Allo studio una joint venture "a tre" che comprenda la partecipazione di Angelini e Unicredit. L´interesse di Clessidra (emerso già a novembre) si somma alle voci di un´offerta da 130 milioni da parte del magnate egiziano di Wind, Sawiris, e ai contatti di Rothschild con il fondo Aabar di Abu Dhabi e con l´imprenditore romano Angelucci. In questo dossier , osservo, domina ancora l'aspetto speculativo puro, perchè non è stato specificato bene cosa significhi " un terreno messo a disposizione dal Comune". Se, come suppongo, vuol significare " su un terreno regalato dal Comune di Roma ", sul quale realizzare uno stadio ma anche milioni di metricubi di cemento ( abitazioni, zone commerciali, ecc), non dubito che il " piano" abbia suscitato l'interesse di tutti questi " magnati". Ma allora, mi chiedo, perchè cinque o sei anni orsono la stampa definiva  Lotito ( proprietario della Lazio ) un megalomane pazzo quando il Presidente - con cultura greca e latina - proponeva per la Lazio le stesse cose?  Perchè solo ai Sensi ed alla Italpetroli SpA è stato consentito dalla Unicredit di portare avanti un debito di quasi cinquecentomilioni di Euro per quasi cinque anni senza azioni di recupero robuste e consistenti e tempestive come avrebbe dovuto essere, visto che garanzie solide non ve ne erano? Perchè Unicredit ha consentito alla A.S. Roma di fare spallucce. per anni ed anni , davanti alle rate dei piani di  rientro mai pagate ,  mentre si precipitava  a richiedere il fallimento di altri debitori insolventi anche meno dei Sensi ? Se per il CcF di Verdini si parla di " conflitto di interessi" per un finanziamento alla Bpt SpA con la quale Verdini aveva accordi d'affari, allora come bisogna definire questo inguacchio? Perchè soldi nostri, dei nostri risparmi depositati alla Unicredit vengono elargiti in questo modo sfacciato ad amici degli amici ? Ed ora hanno anche la faccia di chiederci un terreno gratis. La verità è che nel DNA degli inglesi, la Roth schild lo è, l'Italia è ancora la terra di conquista che fu ai tempi delle privatizzazioni dell'IRI prodiana. Vigileremo perchè questo altro scempio, questo altro furto non avvenga. E se Angelini o altri vogliono salvare la squadra di calcio, facciano come fece il povero Franco Sensi: ci mettano l'animo ed il " loro " portafoglio, non il nostro. La verità vera è che in Italia l'era del " magnate" che finanziava la squadra di calcio è finita, è andata a ramengo. Chi oggi in Italia si potrebbe permettere di mantenere una squadra di calcio il cui bilancio è sempre deficitario? Moratti? Forse Berlusconi, forse Carlo De Benedetti, forse De Laurentis, forse Garrone. E poi? L'unica via d'uscita è proprio quel modello Real e Barcellona che l'advisor accenna solamente. Niente di personale contro la Roma, sia chiaro. Che resta la squadra sportivamente più derubata dello scorso campionato, quando una Federcalcio con gli occhi e la coscienza foderati di prosciutto fece finta di non vedere quell' immondo scandalo che fu la partita Lazio-Inter, che avrebbe meritato penalizzazioni secolari : non si può assistere ad una combine così evidente voltandosi dall'altra parte !. Ma la Roma società deve salvarsi con le manine sue, con i tifosi suoi, non deve più contare nè poggiare  su conflitti di interessi, su accordicchi politico-finanziari, ignobili giochetti da basso politicante da Prima Repubblica.


UNA COSA E' LA LOTTA ALLE MAFIE , UNA COSA E' IL PROFESSIONISMO DELL'ANTIMAFIA.

Ci volevano un Ministro leghista Maroni ( ma un Guardasigilli siciliano, please,  Alfano ) per ottenere lusinghieri risultati nella lotta alla criminalità organizzata ed all'immigrazione clandestina. Stupisce che leggendo la stampa in genere ( che sò, Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Piccolo, La Nuova Sradegna, ecc)  non si legge nulla di queste vittorie sulle due piaghe che il nostro Paese sta vivendo e che incidono in maniera determinante sugli assetti sociali dell'Italia. Pare insomma che ancora oggi a certa stampa interessi di più il " professionista dell'antimafia" che non la vera lotta alla mafia. L'antimafia dei fatti, degli arresti eccellenti, dei sequestri milionari , sta producendo effetti importanti che non si capisce perchè vengano sottovalutati a vantaggio della solita concezione retorica della lotta alla mafia. Si cerca ancora una volta di mistificare la realtà, accreditando l'idea che per battere la mafiosità servano più ambigui pentiti , indimostrabili insinuazioni, ridicoli teoremi piuttosto che operazioni di polizia e di Governo , il che è non solo una menzogna , ma anche un'idea controproducente. Maroni ed Alfano, a Palermo per Ferragosto, hanno dimostrato la loro strategia vincente . Sono i dietrologi dell'antimafia politicizzata  a sottrarsi al dovere della riconoscenza e della solidarietà,   non la Lega che invece  di questa strategia è la coautrice. Questa situazione dovrebbe far riflettere e molto. Perchè è la dimostrazione pratica, la prova provata,  la pistola fumante che  quel che interessa ai " professionisti dell'antimafia" - e quanti sono, signori miei! - non sono i sequestri dei beni mafiosi, non sono gli arresti di mafiosi pluriricercati, non sono i risultati concreti della lotta alla criminalità, ma la conservazione della loro cattedra di chiacchiere. Eccome aveva ragione Leonardo Sciascia, come aveva ragione!!!!!!


Roma Lunedì 17 agosto 2010

Gaetano Immè

Nessun commento:

Posta un commento