Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 4 agosto 2010

INTRODUZIONE DELLA CEDOLARE SUI CONTRATTI DI LOCAZIONE DEGLI IMMOBILI.

Nell'approvazione del quarto decreto attuativo del Federalismo Fiscale, previsto per oggi mercoledì 04 agosto 2010, è annunciata  l'introduzione della così detta " cedolare secca " sugli affitti degli  immobili. La percentuale prevista dovrebbe essere intorno al 25% ed il gettito andrebbe a totale beneficio dei Comuni. Il fenomeno dell'evasione fiscale nel settore degli affitti  degli immobili è ai massimi livelli, in Italia. Un ruolo fondamentale lo gioca la misura dell'imposta personale che colpisce tali redditi,  che, per uso esemplificativo, possiamo indicare compresa nella forbice tra il 23% per i redditi bassi fino al 45% per i possessori di immobili affittati  titolari di alti altri redditi. Si tratta di " cedolare secca" e come tale potrebbe essere il grimaldello che consenta di combattere efficacemente l'evasione fiscale di tale settore. A conti fatti, mi pare che sia buona l'idea ma che la misura tenda a far crescere la pressione fiscale comunale e personale per i redditi minori. Va benissimo il federalismo fiscale, ma occorre assolutamente evitare che esso si traduca , anche se per necessità, in un aumento della pressione fiscale. Ma non credo che questa devoluzione della tassazione dei redditi immobiliari dall'IRPEF alla cedolare secca possa costituire da sola l'unica misura per eliminare l'evasione fiscale del settore, che è enorme. Ma perchè, chiedo, non si studia la possibilità per dedurre dal reddito imponibile  dei genitori degli studenti almeno una quota della spesa dell'alloggio universitario del figlio ?


 UN SOLO GRIDO: ALLE URNE! ALLE URNE!

A prescindere dalle evanescenti speranze di un ribaltone politico, coltivate da coloro che hanno sempre perso , anche con ignominia, le loro  passate battaglie politiche, c'è un aspetto che nella situazione contingente potrebbe tornare a vantaggio del sacrosanto principio della laicità dello Stato Italiano. Se è vero che quelli di " Dio, Patria e Famiglia" se ne sono andati con Futuro e Libertà Italia  di Fini, se Casini e l'UDC è il grumo duro degli ecclesiali che privilegiano il credo cristiano alla limpidezza dell'assunto politico-popolare, se Rutelli rappresenta tutto l'opportunismo e tutta l'ipocrisia di chi si stringe intorno alla Curia vescovile dopo averne per decenni chiesto le carni, non possiamo chiudere gli occhi davanti al fatto concreto che Oltretevere, alla faccia del Concordato, conta comunque su circa 84 - uomo in più o uomo in meno - parlamentari cristiani, cristiani più che " demo"  cristiani. In tal senso il PdL si ritroverebbe con 239 parlamentari liberali e laici, la Lega Nord con 59 parlamentari, il PD  con 206 parlamentari, l'IDV con 24 parlamentari ed il gruppo Misto ( l'idiozia della politica d'accattoni) con 18 parlamentari. Fatti due conti alla serva, il centrodestra conterebbe (PdL + Lega)  su 268 parlamentari, mentre  l'ammucchiata ( PD+IDV+MISTO+gli 84 devoti, fascisti compresi) su 332 parlamentari. Stando a questi numeri - ma mai farci completo affidamento - la sfiducia al sottosegretario Caliendo non passerà perchè avremo l'annunciata astensione degli 84 chierichetti o ministranti, che dir si voglia, che porterà a 248  i sì  alla sfiducia contro i probabili 268 no. Forse il problema contingente sarà doppiato, evitato, eliminato, colpito ed affondato; resta però il fatto che il centrodestra attuale non potrà più contare su 331  parlamentari . Torniamo dunque all'ingovernabilità, ai giochetti ignobili nei quali eccellono i vecchi politicanti. Ogni Legislatura poi, dal 1994 in poi, ha sempre avuto il suo Iago. Prima Bossi, poi Follini, poi Bertinotti, pare quasi che sia la maledizione della Presidenza della Camera. Impossibile continuare così, impossibile governare se il Governo non può governare. E' questa la malattia endemica della nostra Costituzione, creata e delineata sotto  l'incubo del fascismo, con il terrore del comunismo. Cresciuta poi in un'orgia di consociativismo fra DC e PCI con la DC che sperava d'ingannare il popolo italiano e di portare al Governo quel PCI che il mondo intero  e la storia stessa avevano condannato. Poi venne Berlusconi e venne il bipolarismo; chi prendeva più voti andava la Governo. Ma non governava, non ha governato. La sinistra ha cambiato tanti Presidenti del Consiglio ( Dini, Amato, Prodi, Ciampi, ecc) ma non ha governato. La destra ha avuto un solo Presidente del Consiglio, ma non è riuscita a governare. E' sempre la solita storia.  Tornare indietro , come vogliono fare Fini, Casini, Rutelli, Bersani e Veltroni non è ammissibile. La Prima Repubblica ha avuto tanti pregi, non si discutono, ma sono stati tanti anche i difetti che ne hanno provocato la morte.  Ma non sono solo quelli che vuole fare intendere il becero giustizialismo fascistoide e alla Di Pietro. Come back forbidden. Indietro non si torna, perchè non esistono più i partiti politici radicati sul territorio, perchè le politiche sono cambiate con il maturarsi della globalizzazione e perchè è diverso anche lo scenario politico internazionale, nel quale non c'è più la guerra fredda. Insomma si deve andare avanti, si deve migliorare  adattando le Istituzioni non certo e non solo al bipolarismo ( per ora è solo un sogno di pochi e buoni) ma almeno alla necessità di rendere forte il potere degli elettori e, conseguentemente, di rendere forte anche il Governo che deve governare. Ma purtroppo la nostra Costituzione è ferma ai tempi di Checco e Nina, non prevede questa forma di ammodernamento istituzionale, non c'è stato in Italia un De Gaulle che abbia avuto il coraggio di esclamare " Signori, la ricreazione è finita!", è una carta che ingessa, che occlude, che ottunde, che limita, che schiaccia, non è una Carta che porta alla felicità, ma una Carta che condanna aprioristicamente ogni innovazione politica, istituzionale, economica, giuslavoristica, culturale. Insomma Fini e affini , tradendo il mandato di chi li aveva votati con il PdL, facendosi scudo della Chiesa, lascia al PdL la guida liberale e laica del Paese, che dovrà essere gestita con la Lega Nord, cercando di accaparrarsi tutto il beghinume italiano. Resta il fatto che contiamo sul buon senso e sull'intelligenza degli italiani, alla faccia di Repubblica , di Scalfari e del ridicolo, ormai, D'Alema. Nel senso che speriamo che  gli italiani si rendano conto che parlare ancora di Fini, di Casini, di Rutelli, di D'Alema significa parlare della peggior politica, quella che eccelle negli accordi sottobanco, negli inciuci, nei ribaltoni, quella che ha portato l'Italia sull'orlo del fallimento, quella che varava i governi estivi che duravano sessanta giorni, quella che vuole campare di sola politica, che vuole affossare il bipolarismo, che vuole insomma riportare l'Italia a quella che era negli anni grigi e bui 70/80.  Se il centrodestra deve governare, lo deve fare per riformare l'Italia, non per vivacchiare di politica e di immobilismo, tanto cari al centrosinistra. Dunque o dentro a pieno titolo o fuori a petto infuori. Non è masochismo questo, è questo il bene dell'Italia , andiamo dunque alle urne. Che venga il popolo a dire quel che preferisce. Alle urne!!! Alle urne!!! Se saremo all'opposizione resteremo all'opposizione contro ogni forma di assistenzialismo, di cattocomunismo, di statalismo, ma se il popolo lo vorrà allora questo Paese deve cambiare e dovranno anche cambiare le regole ormai superate di una Costituzione in parte da salvare, in molta parte da modificare. E noi dobbiamo cambiare quanto necessita e dove necessita, cambiare la Giustizia che non funziona, la Scuola che non ha mai funzionato, la Pubblica Amministrazione che ci ha sempre schiavizzato, la corruzione che ci ha sempre dominato, la politica politicante che ci considera come mignotte da sfruttare. Alle urne! Alle urne!

Mercoledì 4 agosto 2010, Roma.

Gaetano Immè

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