Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 20 agosto 2010

MASSIMO GIANNINI - UNO SCRIBA

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Un detto che si adatta a meraviglia ad un uomo sfortunato, sfigato, a quel tale Massimo Giannini che sarà pure il Vicedirettore di Repubblica ( e dove, sennò?), ma ogni due per tre racconta balle, strafalcioni e sbarella alla grande. Oggi ha fatto il compitino che gli ha ordinato il suo padrone svizzero: inventarsi uno scandalo da buttare addosso al centrodestra per sviare l'attenzione della stampa e della gente dallo scandalo Fini e per dare una mano - sai com'è, quì le elezioni sembra che si avvicinino e allora....- , così può ritirare la sua bella e panciuta busta paga. Ha scritto falsità? Poco importa, l'importante è che i Repubblicones leggano qualcosa di marcio sul solito Berlusconi e la paga è salva! Così, cotanto Vicedirettore racconta la storia di un " accertamento fiscale" su Mondadori  : dopo una fusione , relativa all'anno 1991, la Mondadori compila le sue doverose carte fiscali e applica tutte le agevolazioni fiscali che la relativa legislazione  di quell'anno le consentivano legittimamente. Troppo fuori luogo entrare nel merito fiscale, perchè non è semplice nè capire nè spiegare, ma basta quello che scrivo per rendersi conto del fatto.  Il fisco contesta alla Mondadori queste agevolazioni ed emette un atto che si chiama semplicemente " avviso di accertamento" con il quale comunica al soggetto " accertato" i motivi giuridici e di merito  dell'accertamento stesso e indica le imposte o le maggiori imposte, oltre ad interessi ed accessori, che il soggetto stesso dovrebbe pagare " se" - e sottolineo il "se"- il Fisco avesse ragione. Orbene a quei tempi il Fisco avrebbe voluto da Mondadori  circa 200 miliardi di vecchie lire. In questi casi, se si hanno motivi validi da invocare ci si oppone alle pretese del Fisco: è la prassi ordinaria, legittima e legale tanto che esiste un apposito Decreto del Presidente della Repubblica che regola tutto il così detto " contenzioso" tributario. Che segue un certo iter: il primo ricorso, in primo Grado, alla Commissione Tributaria Provinciale, in secondo grado, alla Commissione Tributaria Regionale e poi, ultima ratio, alla Corte di Cassazione. Inoltre mentre nel ricorso di " primo grado" il contribuente può opporre ancher  motivi " di merito", così non è più nel secondo grado, dove già  il ricorso deve avvenire solo per questioni " di diritto". Ovvio che così sia anche , ed a maggior ragione , per il ricorso alla Cassazione. E' dunque sintomatico che se un contribuente risulta vincitore del ricorso in primo grado, dovrà essere il Fisco ad adire la successiva Commissione Regionale. Se poi il Fisco dovesse soccombere anche in secondo grado, il Fisco  non potrebbe che adire , sempre e solo per motivi di diritto,  la Cassazione. Senza tener poi conto delle spese di mantenimento di tutte le Commissioni Tributarie, senza tener conto dell'affollamento della già eletantiaca Giustizia ordinaria 8 Cassazione) ed infine con il pericolo che, se lil Fisco dovesse soccomabere anche in Cassazione, tutto il peso delle spese di giudizio diventano a carico dello Stato. Emblematico e sintomatico che nel caso in questione, la Mondadori sia risultata sempre vittoriosa nella sua disfida tributaria, tanto che il Fisco è dovuto poi ricorrere alla sua ultima carta: la Cassazione. Ma se due Commissioni Tributarie hanno dato ragione alla Mondadori vuol dire che il contribuente  aveva ragione sia nel merito del ricorso sia nell'aspetto giuridico. Tutto è possibile, ma che la Cassazione possa rovesciare due ben  verdetti precedenti, è cosa rarissima. Tutto questo lungo discorso per dire quello che lo sfortunato  Giannini, dovendo ritirare tra poco la paga dal suo padrone, non può dire: e cioè che i 200 miliardi di lire di una volta o i 175 milioni di Euro di oggi non sono soldi che Mondadori deve dare al Fisco, come il bugiardone dice e scrive, ma sono solo  la quantificazione della pretesa del Fisco, come il bugiardone " non scrive". Ma Giannini è un uomo di un'onestà intellettuale senza limiti, per cui avendo ricevuto dal padrone l'ordine di dare in pasto ai repubblicones qualche scandalo, poveretto, s'è dato da fare. E ha pure messo in mezzo non solo il Berlusca, non solo la Mondadori, ma anche Tremonti ( il servo di Berlusca,  che era anche il consulente della Mondadori a quel tempo), e già che c'era anche Alfano - tutti miseri servi del nano di Arcore - e pure il Parlamento che ha osato introdurre una legge che porta  qualche soldo allo Stato anche nei casi in cui lo Stato non deve incassare il becco di un quattrino. Ecco perciò Giannini che spaccia come
" legge ad aziendam" la possibilità che il contribunte vittorioso per due gradi possa chiudere il contenzioso definitivamente previo pagamento del cinque per cento, introdotta da questo Governo. E il Massimo, che è veramente un massimo ( della faccia tosta, però ) giù a far di conto! Ma come, Mondadori " deve" al Fisco 175 milioni di Euro e se la cava pagando 9 milioni! Che scandalo! Che trentasettesima legge ad azienda! Oh Giannini, oh tosco che per la città del foco  vivo t'en vai, così parendo onesto!Ma quale onesto! .....Ma quale somma " dovuta"! Tutta una balla, cose da tutti i giorni per Giannini e per Repubblica. Giannini è uomo proprio sfortunato. Non può dire in santa pace  le sue bugie che subito  lo pizzico con le mani nella merduccia sua. E lo sbugiardo. Ma lui i suoi soldoni intanto se li è messi in tasca. Al padrone ed ai repubblicones  non importa un fico secco della verità , importa  solo odiare Berlusconi. E Giannini Massimo vive così: raccontando fregnacce a pagamento, a cachè!  Circenses,  per il popolo antiberlusconiano, che vive  con le viscere e  con la bile!


UNA COMMEDIA ALL'ITALIANA

L'italiano è fatto così, che vuoi farci? Se tu vai ad un matrimonio non senti che gridolini gioiosi, " che bella coppia!", " che bei giovani!", " come stanno bene insieme" e giù lacrime ( ma de che?), fiori, abbracci, vestitini " novi novi", scarpette strette, cravatta da strozzo , capelli rifatti e tinti e le gocce di sudore e....Tutte soperchierie! Tutte menzogne!!! Se tu poi vai a qualsiasi funerale, allora è una delizia, una sinfonia mozartiana, una sesta di Malher senza note ma solo con soavi parole, un susseguirsi di
" che perdita!", di " era una così brava persona!", un profluvio di " quanto ci mancherà !" condito con diversi " La nostra amicizia è stata sempre sopra ogni cosa !" o " il mondo senza di lui non sarà più come prima!". Le teste di legno, fan sempre fracasso! Le teste vuote han sempre qualcosa da dire. Gli ipocriti vivono nel loro mondo che è duale: schizofrenia acuta. Vostra eccellenza che mi sta in cagnesco per quei pochi scherzucci di dozzina e mi gabella per antitedesco perchè metto le birbe alla berlina..oh senta questa accaduta di fresco.....Così è per tutti, anche per Còssiga, anzi per lui enormemente di più. Napolitano, ancora sotto sedativi dopo l'attacco di isterismo dell'altro ieri a proposito delle sue intemerate sulla eventuale crisi di governo, ancora con la bile in bocca e nel sangue - ma anche nel cervello  evidentemente - scrive a Feltri per contestare a Feltri  di avere pubblicato quanto Còssiga aveva scritto su di lui. No! Avete capito bene! Come i cavoli a merenda! Se Còssiga ha scritto che Napolitano era quel che era, un comunista convinto ed un sostenitore di Stalin; che face da zerbino per adulare in Italia gentiluomini come Pol Pot, come Krusciov. come Castro; che scriveva su come fosse necessario e salutare che l'Italia , o quanto meno Trieste e zone limitrofe, passassero sotto le amorevoli cure del compagnuccio Tito, ecc; e  che ,  a proposito della  messa in stato di accusa di Cossiga quando costui  era Presidente della Repubblica ( Napolitano oggi dice di " non averla votata" quella carta ), Napolitano mente, perchè invitò a trovare in Parlamento una maggioranza che facesse decidere l'allora capo dello Stato a smammare di corsa  dal Colle;  insomma tutto questo non vuol dire che Còssiga e Napolitano non fossero amici e si stimassero. Sopratutto stimassero. E che chi dice cose diverse , non sa quali fossero i rapporti tra Napolitano e Còssiga ( baci in bocca ogni mattina a colazione, immagino) ed è quindi un ... Feltri. E vogliamo parlare anche di O.L. Scalfaro? Quel bravo democristiano che, quando Còssiga era Presidente della Repubblica , ne auspicava invelenito le dimissioni con gentilezze quali " Quando se ne andrà a casa sua sarà sempre troppo tardi!"; che una volta appoggiato sul Colle al posto del dimissionario Cossiga, convocò inviperito Romiti,l' allora Presidente di RCS, editore del Corriere della Sera, intimandogli di non far più scrivere su quel giornale articoli contro di lui....Un vero esempio di amore e di desiderio di libertà di stampa. L'amora per Còssiga , lampante ! E amore per la libertà di stampa, alla quale però voleva mettere il bavaglio!!!! Flaiano, oggi avrebbe da imparare!!!



QUESTI   MORALISTI !!!!!


Della serie " non fare il moralista, perchè corri il rischio che venga qualcuno più moralista di te!", ecco che lo scandalo RAI , per le pressioni e per la continua concussione di Fini sugli uomini Rai, sta esplodendo. Per ora è venuto fuori " solo" il caso di questa Gentile Signora, tale Silvia Battazza, che da poco ha ottenuto dalla RAI un (udite!udite!) un contratto a tempo indeterminato! Capite? Con tanto di precari!!!!! Ricordate Alberto Sordi e " I vitelloni"? " Lavoratori!!! E giù pernacchie....Così Fini, il moralista , il fascista manettaro. Perchè sapete chi è questa Signora Silvia Battazza? E' la moglie di Fabrizio Alfano, cioè del portavoce di Fini dal 2008. E non finisce quì, perchè ci sono ancora altri casi....

Roma 20 agosto 2010

Gaetano Immè

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