Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 23 agosto 2010

PARLIAMO DI FUTURO  LIBERTA'  ITALIA, PARLIAMO DEL FINISMO

Non mi dispiacciono le quattro idee quattro, e pure  in croce,  su cui Fini cerca di costruirsi un partito: economia di mercato, ( grazie all’ottimo Benedetto della Vedova, al quale dico , torna ! " sta casa aspetta a te!"). E anche sulle intercettazioni, la posizione mi sembra più equilibrata di quella iniziale governativa. Non parliamo poi di bioetica, in cui le posizioni finiane sono decisamente più laiche rispetto a quelle della maggioranza. Il vero problema è che Fini è falso come un gettone, vuoto come una canna, anzi, come una canna a qualsiasi vento. Ha detto e sostenuto tutto e il contrario di tutto. Pratica il garantismo a giorni alterni e la libertà di mercato solo quando gli fa comodo. E' una caricatura di moralista, un moralista pupazzetto , come Alberto Sordi nel vecchio film omonimo. Si scandalizza, per dirne una, di Caliendo che parla con la banda dei disonesti della P3 e poi si tiene in casa quel Fabio Granata, che di Cuffaro (che i manettari hanno sempre considerato un ultra mafioso) è stato perfino assessore e di Lombardo, anch'esso da poco indagato per associazione mafiosa, addirittura sodale politico. Nel suo partito trovi anche un Luca Barbareschi che non sai mai perchè siede in Parlamento mentre sai benissimo che si costruisce piscina abusiva nella sua megavilletta a Filicudi; oppure trovi tale Enzo Rivellini, che a marzo scorso è stato condannato in primo grado, da un Tribunale sicialiano, per bancarotta fraudolenta, mentre è stato avvisato che la Procura di Napoli lo sta indagando per truffa e falso in atti pubblici. Conta anche su Italo Bocchino, altro moralista pupazzetto, che nel 2001 ricevette dalla Finbroker, una società finanziaria con sede nella Repubblica di San Marino ( paradiso fiscale), due miliardi e mezzo di vecchie lire per il giornale " Roma" denaro che  , fu accertato, proveniva da quel tale marchese Gianni Vitale che era stato mediatore principale nel mostruoso imbroglio,  ancora inesplorato , di Telecom Serbia; che ha ricevuto , nel gennaio del 2009, una informazione di garanzia   dalla Procura di Napoli ( insomma è indagato) per partecipazione in associazione a delinquere e turbativa d'asta nell'imbroglio della famosa Global Service Srl di Romeo; che è marito di Gabriella Buontempo, titolare della " GoodTime Enterprise"   che da secoli lavora con appalti della RAI, grazie ai buoni uffici di Guido Paglia e di Bruno Soccillo, entrambi uomini fidati ex MSI ed AN e fedelissimi di Fini.  Per non parlare, per sopravvenuto disgusto, della schifosa - altro termine non si merita - faccenda della famiglia della sua compagna, la famiglia Tulliani, la quale , da quando la loro figlia è diventata la compagna di Fini, è divenuta, grazie alle pressioni e concussioni esercitate dello stesso Fini sui suoi uomini RAI - fino al punto di far naufragare da poco  la trentennale amicizia fra lui e Guido Paglia , che non ha acconsentito a genuflettersi ai diktat corruttivi di Fini su Giancarlo Tulliani - un importante produttore su appalto della RAI. Eppoi svanverano di non ben identificati maneggioni politici. Questi sono peraltro assai ben identificati. Si scandalizza, e giustamente, delle case di Scajola, e non di quelle dei Tulliani . Non ha mosso un dito per il partito che lo ha fatto entrare in Parlamento, nelle Regionali scorse, ma pontifica a microfoni spenti " contro" questo partito, nascondendosi dietro un inesistente alibi di " terzietà " della sua carica, che è la storia da raccontare ai citrulli perchè  è così solo " dentro" il Parlamento, ma non fuori, cari azzeccagarbugli. Pare inconcepibile ed assurdo: ma questo è F L I, il partito dei moralisti. Roba da ridere.  I suoi fans, quelli fascistoni dentro, hanno trovato anche l'ultimo alibi dietro al quale nascondere la loro faccia rossa per la vergogna per cotanta oscenità: Fini ed i suoi, dicono,  hanno finalmente trovato uno scatto d'orgoglio per tornare ai valori di prima. Come dire: ho sbagliato e per sedici anni sedici non me ne sono reso conto. Bello vero? Resta il fatto: ma vi fareste governare da una simile banderuola, da un uomo che in venti anni è passato da Salò alla corte di Bersani, dalla sagrestia di chiesa allespiagge democratiche di Capalbio? Occorre poi che si metta d’accordo con se stesso. Chiede a gran voce la libertà di stampa ( dice che " non ce n'è mai abbastanza "), ma pretende zitto zitto il licenziamento di Feltri  per la faccenda della famiglia della sua compagna.   Usa la RAI per piazzare e sistemare la famiglia Tulliani, per sistemare la Signora Battizza ( moglie del suo portavoce Alfano), i vari Soccillo, Mellone, ecc, insomma uno schifo di clientelismo ma pretende di fare il moralista. Il punto resta però, il risultato finale. Fa bene tutto ciò alla vita di questo paese? Anche qui non si è può essere solo dei tifosi. Lo sa Fini che l’Italia è al centro di una crisi economica mondiale ? Lo sa Fini che l’Italia, senza riforme, sarà un Paese condannato ad essere un Paese fermo, immobile e per vecchi? Il momento scelto da Fini per la sua , diciamo, battaglia, puzza di irresponsabilità politica lontana un miglio. E come mai, poi, solo da un anno si accorge che le cose non gli vanno bene nel PdL? E prima, dove stava? O forse pensava solo a trarre vantaggio da Berlusconi? Che la riconoscenza non sia un valore politico siamo d’accordo, ma un uomo che si comporta come un misero approfittatore, anche se politicamente non ne deve render conto se non alla sua coscienza, sotto il profilo umano non è che faccia proprio una gran bella figura. Ma questa è la teoria creata dai vari Angelo Mellone, Sebastiano Rossi, FareFuturo, ecc. Stare con Berlusconi senza stare con Berlusconi, ci lavorano da tanto tempo, ma se questi sono i risultati mi cadono le braccia. Una cricca di inquisiti che fanno i moralisti ..degli altri ed un ritorno forse in braccio a Storace se non addirittura a  Fiore. Complimenti vivissimi. Solo che scoprire le magagne altrui non è " fare politica",  è fare pettegolezzo. E se tu mi accusi di qualcosa io sono costretto a tirare fuori i tuoi scheletri nell'armadio. Lapalissiano Watson, elementare. Allora, signori finiani, perchè non vi mettete su un piano squisitamente politico senza fare chiassate inutili e controproducenti da lavandaie? Mi pare che l'esordio di questo articolo sia chiaro e limpido per chi sappia leggere senza occhiali di astio, di rancore, di invidia o ideologici. Sono pronto, prego, questa è una sfida. Che certamente nessuno di voi raccoglierà. Non si deve solo fare il tifo, bisogna discutere, ma discutere senza urlare, senza offendere, senza menar le mani , senza ricorrere agli insulti, ma lo so che per voi e per quelli di sinistra la cosa  è molto difficile. Almeno provateci! Ma, devo dire alla fine,   che l’uscita dal Pdl della pattuglia dei finiani è positiva: perché  almeno ora tutto è più chiaro. Alcuni punti del “ finismo” mi sembrano proprio delle emerite sciocchezze. Non riesco a capire cosa ci sia di illiberale nel pretendere che un partito (tale è il Pdl) si fondi su principi e valori comuni. Eccessiva mi pare  invece la pretesa del Cavaliere che Fini molli la presidenza della Camera. Legittima certo,  come tutte le richieste politiche. Ma, in questo caso il Cavaliere  confonde però il piano istituzionale con quello politico. E fa male. Il Cavaliere è libero di sospendere e espellere chi gli pare dall’organizzazione politica che ha creato. Ma le istituzioni, una volta nominate, non appartengono più alla sfera “ politica” da dove provengono, ma a quella istituzionale. E quindi al di fuori della competenza dei singoli partiti. E questo è un altro vile alibi di Fini: nascondersi dietro alla carica istituzionale.


PER RINFRANCAR LO SPIRITO, FRA UNO SCEMPIO DELLA GIUSTIZIA ED UNA PRESA PER I FONDELLI

M'è venuto un gran mal di testa oggi, perchè non ho fatto altro che pensare, pensare, pensare e ripensare e ripassare tutte le lezioni che mi hanno impartito svariati  Magistrati e  Magistratoni, che so' Colombo, Di Pietro, Ingroia, Spataro, Davigo, Caselli, ecc. che, appunto, quando vi è  " sentore  "   in giro di un reato penale - capito? basta il " sentore" tenetelo a mente) ,  l'azione penale è obbligatoria, è un atto dovuto, non farla equivarrebbe ad una omissione di atti d'ufficio. E io ero sereno, perchè  credevo dicessero quello che andava detto e che quindi se qualcuno mi rubava dei soldi , loro lo avrebbero processato, che so, che se qualcun altro ha rubato soldi ad altri loro l' avrebbero subito messo sotto processo, insomma, avete capito. Ma sono dodici anni che sto dando la caccia, Tribunale di Roma, a chi m'ha fregato nel 2000,  100 milioni di vecchie lire e ancora neanche un primo grado, una miseria di sentenza, solo rinvii, rinvii, rinvii che poi, tanto, arriva anche la prescrizione. Che so, credevo che se uno vende un appartamento a Montercarlò per un decimo del suo valore, vuol dire che chi l'ha venduto s'è messo in tasca la differenza, credevo si chiamasse " appropriazione indebita"; credevo che stare culo e camicia con paradisi fiscali dove avere soldi e conti significasse " evasione fiscale" ed anche " esportazione illecita di capitali" nonchè " riciclaggio"; e credevo, me misero,  che a " notitia criminis " corrispondesse in automatico " azione penale obbligatoria." Credevo, ma sbagliavo. Le cose, mi hanno ora  spiegato gli stessi Magistratoni, stanno così: l'azione penale è sì obbligatoria, ma per la Legge del Menga - che loro conoscono molto bene, non per niente sono Magistratoni, mica ignorantoni come me e voi - Legge del Menga che loro hanno introdotto " tomi tomi, quatt' quatt' " ( vuolsi così colà dove si puote e più non dimandare!" ) nella così detta " Legge reale" ( non Reale, che è un'altra cosa. La Legge reale è quella che i Magistratoni decidono per il nostro bene di  applicare, che ti piacerebbe  fosse uguale a quella " formale" ,  cioè a quella varata dal Parlamento, ti piacerebbe, ignorantone d'uno zoticone, popolaccio stronzo che non capisci niente )  è obbligatoria - e questo dalla bellezza di diciassette anni, ma lo sanno solo loro, i Magistratoni e Scalfari, Mauro, forse anche Santoro, forse anche Calabresi, mi dicono che De Bortoli ne abbia sentito solo vagamente parlare  -  solo quella contro Silvio Berlusconi. Quelle contro gli  altri , sono come il Marchese del Grillo ( rappel? En italien " io sono io e voi non siete un c....!"). Anche una semplice petecchia del Berlusca è subito penalmente rilevante, anche se sparata in  un bagno, chiuso. E tutti quei reati elencati sopra e che sono sotto gli occhi di tutti? Bè,  questi Magistratoni,  che sono come il Sommo Padre Dante ( che " le annusava tutte quante") ,tutti  abbardizzati in ermellino, con parrucche finte , tutti mascherati da riti settecenteschi, che credi, che ti rispondano pure? Lorohanno da fare,  devono annusare ovunque Berlusconi passi ( non si sa mai lasciasse partire qualche peto, sto brigante di uno scureggione ) e mica hanno tempo da perdere con me, con voi. Per favore, lasciateli annusare. Quello è il loro lavoro, mica sono pensionati morti di fame come me e come voi. Traduzione per i tanti cretini che oggi girano in Italia: questo è una specie di articolo scritto per far ridere, ma che deve fare piangere.


Se non avete visto, recentemente,  il " grande" Corradino ( ma perchè Corradino se si chiama Corrado? Boh!) Mineo su RAI 3 ( e dove sennò?) che intervistava ( giuro che era prono come un chierichetto davanti all'altare, anzi proprio messo a pecorina) l'immenso Massimo D'Alema ( vogliamo soprannominarlo Massimo D'Astuzia?), vi siete persi un  film degno della  Napoli milionaria, Totò, Peppino. De Sica, roba forte. Due frasi ha detto il volpino di casa, ma come le ha dette!! Voi siete ignoranti come me, ma sono sicuro che nessuno saprebbe dire quelle due frasi come le ha dette Lui, con Mineo che, steso alla pecorina, registrava estasiato. Cos'ha detto? Cos'ha detto? Ignorantoni che non siete altro, ve lo dico io cos'ha detto l'aruspice. Che uno dice " che ha detto" come se chi ha parlato fosse una persona qualsiasi, che so, uno di voi, uno che si e no si lava ogni giorno, ma uno  che  certo non ha una barca da diciotto metri, che non ha  scarpe  milionarie in pelle similumana, che non è vissuto a sbafo dell'INPS per venti anni mentre incassava stipendi da favola dal PCI e dallo Stato, aho! Ma ve volete mettere in testa che sto parlando di D'Alema? Perciò, zoticoni puzzolenti e malvestiti, zitti tutti e state a sentire cosa ha detto. Vestito proprio ammodino, alla marinaretta, mica per dire,  ( sapete , tipo Agnellini vari, vestivamo alla marinara..poi evadevamo il fisco alla marinara ed alla grande....) , illuminato dalle sapienti luci di RAI3, il D'Astuzia ha dapprima occhieggiato intorno, poi con nonchalanse ha aperto la sua bancarella portatile ( tipo quella del gioco delle tre carte a Piazza Garibaldi, a Napoli), ha guardato bene bene fisso nella machina da ripresa e poi, piano piano, con gravità siderale tu senti " Berlusconi se ne deve andare!" e poi, silenzio, ghiaccio, mutismo, tutto che tace, suspence, e poi, come fosse la Sibilla Cumana, il Mago Otelma, Vanna Marchi guaritrice, con voce icastica tu senti ancora " Berlusconi.....se ...ne...deve...andare....a...casa...!". Dimmi, zoticone, ma dove mai hai sentito cose cosi? Dove ignorantone? Dove zoticone? Impara,scemo, incarta e porta a casa. E la volpe d'un botto, chiude la bancarella, si alza, se ne va.  Peccato che Mario Merola è morto!

Lunedì 23 agosto 2010

Gaetano Immè

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