Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 10 agosto 2010

REPUBBLICA  E  FINI

Se proprio volete, leggetevi l'articolo di Massimo Giannini , Vicedirettore di  REPUBBLICA, su Gianfranco Fini, di ieri. Giannini dichiara di ritenersi soddisfatto degli otto punti enunciati da Fini, con qualche leggerissima riserva da chiarire ulteriormente, solo su un punto. Poi, dopo questa seppur affrettata decisione, per il resto Giannini invece di affrontare un altro macigno che grava su Fini e che deve essere assolutamente chiarito inseme alla faccenda della casa di Montecarlo, Giannini dicevo, finge di ignorare lo scandalo RAI di Fini e Paglia e Tulliani e dedica il resto del suo articolo per esecrare "l'unica fabbrica di fango che non va in ferie" alludendo ovviamente ai giornali che hanno sollevato il caso Fini, cioè a Il Giornale e a Libero. Secondo la grande firma di REPUBBLICA i nemici di Fini sfornano dossier avvelenati e fanno del killeraggio mediatico. Sono d'accordo con Giannini e con Repubblica: le fabbriche di fango sono assolutamente  disdicevoli, ma lo sono sempre e comunque. Peccato che REPUBBLICA di fango non ne abbia certo risparmiato ad altri, anzi abbia pubblicato per un anno interno - mica per un giorno - testi di intercettazioni lavorati con copia ed incolla, abbia denunciato scandali veri o presunti,  abbia mandato per mesi e mesi suoi  inviati speciali  fra le lenzuola del premier. abbia demandato alla compagna Concita De Gregorio un'analisi approfondita sulle capacità erettive ed eiaculatorie di  un pene operato in fondo a destra e nel contempo abbia invocato la libertà di stampa nonchè il diritto di cronaca. Solo uno sciocco o chi è affetto da strabismo ideologico, leggendo questo ridicolo articolo e rammentando quanto era stato fatto da REPUBBLICA nell'anno scorso, non si rende conto della estrema miseria intellettuale  che esso tradisce . Si vede lontano un kilometro che  l'improvviso sdegno per il killeraggio mediatico sia imposto dalla necessità di difendere l'immagine di Fini che è il nuovo, unico e possibile eroe o utile idiota che serve al partito REPUBBLICA per cercare di scalzare il Governo democraticamente eletto.   La legge del contrappasso entra in politica e schianta la fragile bozza culturale ed ideologica di Scalfari ed Ezio Mauro: proprio a loro che avevano passato tutta la scorsa estate a rovistare fra le lenzuoila del Cavaliere, ora tocca il compito di difendere, anche co0n sommo  sprezzo del ridicolo, le assai pericolose relazioni istituzionali del futuro candidato premier della sinistra. L'accorata difesa del giornale che fu di Scalfari ( un marchio di pura jella che scarica sui suoi prescelti candidati) , delegata a Giannini, per essere letta dalla sinistra con scarpe milionarie, barche a vela e quartierini a Capalbio ed Ansedonia, è semplicemente ridicola. Non solo Fini non dice nulla sull'enorme abuso e scandalo che ha commesso in RAI epurando Guido Paglia e costrigendo la RAI a concedere a Giancarlo Tulliani ( nelle foto, questo giovanotto assume sempre, fateci caso, l'aria da bel tenebroso, forse credendo, erroneamente,  di riesumare la splendida bellezza di Alain Delon ) un contratto da due milioni di Euro l'anno e ad assumere suoi fedelissimi ( vedi il caso di Angelo Mellone, tanto per fare un solo nome) - parliamo di concussione, di abuso d'ufficio e di altri reati - ma pretende che si creda a quanto ha detto. Lui viveva dal 2005 con i Tulliani e nessuno gli aveva detto che Giancarlo aveva cambiato casa per andare a vivere a Montecarlo. Anzi lo ha saputo solo da poco da Elisabetta Tulliani - la sua donna, ma citata come nelle ordinanze o nelle caserme con cognome e nome come a dare l'impressione di una distanza che ovviamente non esiste - con suo grande " disappunto". Disqppunto????? Intanto  Fini è stato praticamente abbandonato da tutta la stampa al suo fatal destino. Anche Giuliano Ferrara, un liberal che molto si è speso per evitare la frattura fra PdL e finiani, ha mollato tristemente la presa. Anche   Mentana s'è accodato. Anche il C orriere della Sera.  Di Pietro, more solito, è un'incognita: a parte che il suo intervento alla Camera era inintellegibile, a Di Pietro interessa solo mettere in imbarazzo il PD che tacendo fa intendere di avere scelto Fini, un fascistone d'antan, come nuovo fac simile di leader politico , l'ultimo  utile idiota per tentare di abbattere Berlusconi. Come dire, dopo una mignotta, dopo un assassin o pseudopentito, dopo il mafiosissimo figlio di Ciancimino, ecco Fini. A Fini è rimasta solo REPUBBLICA: che non ha fatto una gran bella figura ignorando volutamente il caso Fini per dieci giorni dieci nè lìha fatta ieri con quell'articolo di Giannini degno di Padre Pio piuttosto che di un bricconcello falso moralista che fa la predica agli altri mentre ne combina di cotte e di crude.

ANALISI  DELLA  SCONFITTA DELLA SINISTRA

In questi giorni si parla moltissimo di elezioni anticipate. Se fate caso a quel che leggete ed ovunque voi leggiate, traspare da ogni dove la consapevolezza che la sinistra non sarò mai in grado di battere il centordestra ancorchè azzoppato dalla fuoriuscita di FLI di Fini. Nei tanti colloqui avuti in questa estate con elettori di sinistra, questa inferiorità si manifesta palese, quasi fatale.  Questa consapevolezza di perdere certamente le elezioni politiche, di soccombere ancora all'odiato Berlusconi è precisamente il liet-motiv che spinge il partito di REPUBBLICA o se si preferisce la vera attuale Segreteria politica del  PD, cioè REPUBBLICA stessa, a creare quell'ammucchiata che dovrebbe avere Fini come leader. Insomma la sinistra, consapevole della sua evanescenza politica, sa di perdere le elezioni ma, per giustificare la sua stessa esistenza,  propone una nuova ammucchiata fra fascitoni d'antan ( Fini ed i suoi), fascisti di sinistra (IDV), cattocumunisti ( PD), residui democristiani vari (MPA, UDC), sprando quanto meno , in caso di sconfitta, di poter dire " almeno ci abiamo provato". Si potrebbe obiettare che per un partito che sia veramente democratico il  cambiamento di un governo eletto dal popolo sarebbe giustificato solo se questo governo fosse messo in minoranza dalla sua stessa maggioranza per motivi politici e non per motivi diversi dalla politica, com'è il caso Italia, ma poco importa. Ognuno, partiti compresi, rispondono delle proprie azioni nei confronti del popolo, unico Giudice della politica che la Democrazia, quella con la D maiuscola, non la democrazia sotto tutela che desidera taluno, riconosce, a dispetto di certa Magistratura ideologizzata italiana.
Ma perchè esiste , nella sinistra, questa consapevolezza di inferiorità nei confronti del centrodestra? La risposta sta nelle chiacchierate fatte quet'estate con militanti di sinistra. Quando nel 1994 Silvio Berlusconi irruppe, per disgrazia del PCI, sulla scena politica italiana, lo fece non solo con un incipit assolutamente " border line" rispetto ai rituali politici che ingessavano i palazzi del potere, ma anche creando una sorta di contenitore, un " vuoto da riempire", una formula politica , giudicata eretica a quel tempo dalla sinistra, che raccolse intorno alla sua idea di Italia gli ex fascisti del MSI e la nascente Lega Nord. Da allora, la sinistra attratta anche dalla formula del bipolarismo, fu indotta a fare altrettanto, a cercare allenaze ovunque e, nella consapevole disperazione della propria inferiorità numerica, anche a cercare, a promuovere, a sopportare allenaze impossibili pur di giustificare l'esistenza stessa della politica di sinistra. Ecco quindi l'ultimo Governo Prodi, che altro non fece che copiare quel che aveva fatto Berlusconi. E come Berlusconi ha allevato nel suo seno molteplici aspidi velenosi, finiti tutti miseramente ( vedi Follini, vedi in parte Casini, vedremo fra poco anche Fini ) , così anche il centrosinistra - che doveva , secondo  Veltroni, non allearsi con nessuno e non battere più la sola pista arida del bieco antiberlusconismo - ha il suo licantropo , l'IDV e il suo aspide ( Vendola).  Così nell'elettore di centrosinistra o, meglio, antiberlusconiano, si è fatta strada l'idea transitiva che IDV sta al PD come la Lega sta al PdL. Nel senso che se dici ad un simpatizzante del PD ma ragionevole, con il quale potrebbe anche esistere possibilità di dialogo costruttivo sui temi, per esempio, della giustizia, la fatidica frase :" Bene. Approfondiamo questo discorso, ma prima liberatevi di Di Pietro", costui ribatte prontamente " E voi liberatevi della Lega". Quì risiede la cecità ideologica della sinistra: l'IDV non è una risorsa nelle mani dela PD, è invece un licantropo che si oppone alla politica dialogante del PD per poter rastrellare più voti possibili dall'area del PD. E la licantropia dell'IDV è una derivazione degli stessi numeri dei risultati elettorali: il PD  perde voti che vengono licantropizzati dall'IDV. Non è così nel centrodestra. Perchè proprio dai risultati elettorali si evince che la crescita della Lega non è avvenuta a scapito del PdL ma a scapito di quei voti che provenivano dalla classe lavoratrice d'antan che, abbandonata al suo destino da una sinistra  ormai radical schic, caviale e brut, trova nella politica territoriale della Lega una difesa del proprio credo politico e sociale. Inoltre, il tentativo di eguagliare apoditticamente la Lega all'IDV è una falsità storico-ideologica: infatti mentre l'IDV ha partecipato, con moltissimi distinguo, ad un solo Governo di centrosinistra - quello ultimo di Prodi, caduto dopo diciotto mesi - la Lega è stato un alleato continuo del centrodestra, dall 1994 in poi. Tutti i programmi innovatori proposti dal centrodestra sono stati avallati dalla Lega, la Lega ha avuto ruoli anche  di eccellenza in vari Governi del centrodestra e mai, dico mai, la Lega è stata su posizioni opposte , su qualsivoglia tema, a quelle del centrodestra. L'unica eccezione è quella del 1994, quando il Governo Berlusconi, a seguito del famoso invito a comparire che il Pool di Manipulite volle notificare a Berlusconi , graziosamente anticipato tramite il Corriere della Sera,  mentre lo stesso presiedeva una riunione internazionale. Ma è ormai storia pacifica che quell'avviso e quel processo sono stati  tutti falsità utilizzate da una Magistratura politicizzata  ai fini politici la quale Magistratura , in silenzio e vilmente tacendo, ha assistito , benchè  dopo dieci anni,  alla completa assoluzione di Berlusconi ( parlo del processo delle tangenti alla Guardia di Finanza, terminata in Cassazione con un'assoluzione totale per Berlusconi per tutte e tre le ipotesi di tangenti ) . Sicuramente in quella circostanza la Lega ruppe il patto con Berlusconi, impressionata dall'accusa, poi rivelatasi falsa, formulata dalla Magistratura. In quella circostanza, ricordo come D'Alema, si spinse a corteggiare anche la Lega definendola " una costala della sinistra". Dunque si trattò di un vero e proprio falso, sul quale fu costruita tutta una governance tecnica e di sinistra (Governi  Dini, D'alema, Prodi) che non aveva nessuna autorizzazione popolare, ma solo un incarico sottobanco da parte del peggior Presidente della Repubblica che l'Italia abbia mai avuto e che risponde al nome di Oscar Luigi Scalfaro, un ex Magistrato che - capiamo bene l'individuo beghino, mozzorecchi - non solo fu capace di schiaffeggiare in un ristorante una donna perchè dotata di un bellissimo decoltèe che giustamente dominava la scena, ma anche di condannare a morte una persona con le Leggi speciali del dopo guerra. Insomma inseguire Berlusconi dal 1994 è stata la morte per dissanguamento della sinistra. Un suicidio dovuto solo alla sete di potere della siniustra che ha privilegiato l'inseguimento a Berlusaconi per cercare di sconfiggerlo occasionalmente per accaparrarsi anche se temporaneamnte il potere, piuttosto che pensare di rifondarsi dopo il 1989 creando le premsse per una sinistra riformista e democratica, non solo a parole ed a frasi apodittiche, ma nella vera sostanza. Questo processo non  è stato minimante affrontato da chi di dovere, perchè a sinistra, dapo il 1989 è prevalso solo il " si salvi chi può ", infischiandosene delle necessità ideologiche della sinistra, ma rincorrendo solo con cieco e luciferino odio il maledetto Berlusconi, con ogni mezzo lecito e , sopratutto, illecito, che aveva sconquassato lo scenario politico italiano dal 1994.  Inseguire Berlusconi per la sinistra è scomparire. Di Pietro è un sasso al collo della sinbistra che le impedisce di affrontare con libertà intellettuale tutti i discorsi sulle necessità reali di un Paese, l'Itali, che ha bisogno, come il pane, di modifiche allo statu quo, di riforme, come quella delle pensioni, del sistema del lavoto, della Giustizia, della Sanità, scolastica ed universitaria, senza le quali il Paese resta quello che è sempre stato: terra di conquista per sindacalisti, per affaristi internazionali, debito pubblico alle stlle. Insomma l'incapacità della sinistra , anche a causa del ricatto dipietresco,  a creare " vera politica riformista" ma il suo andare supinamente e silenziosamente a rimorchio del peggior antiberlusconismo , con la complicità di editori svizzeri, di giornali-partito, di poteri forti che si fanno dettare l'agenda dell'antibverlusconismo anche da miserabili troie, da pentiti inaffidabili, da fotografi con l'obiettivo puntato sui piselli delle persone, questa è la vera causa delle sconfitte certe della sinistra. E' dunque, mi auguro, solo la disperazione più profonda per le continue sconfitte elettorali che spinge i gravosi pensatori di sinistra a tifare per la rapina della sovranità popolare. Questa, in sintesi, legittima ogni loro sconfitta e preclude loro ogn i seria possobilità di rinascita.

Roma  10 Agosto 2010

Gaetano Immè

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