Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 20 settembre 2010

Niente di meglio, quì da Cannigione ( Porto Cervo, Sardegna ), per  riprendere le pubblicazioni - dopo un  periodo di riposo- che svelare notizie intriganti e sifgnificative, tenute tutte ben nascoste dalla stampa di sinistra ( Repubblica, Stampa, Corriere, Unità, Il Fatto,  Piccolo, ecc), alla faccia della tanto da loro sbandierata libertà di stampa e di informazione.


FURIO COLOMBO E LE SUE USUALI DIFFAMAZIONI
Furio Colombo, l'altezzoso e nevrastenico  senatore del PD , una vita da  pronovalletto di Gianni Agnelli  negli USA, aduso a trattare affari per conto dell'illustre evasore fiscale con banche caraibiche off shore, è stato condannato dalla Nona sezione del Tribunale di Roma , insieme alla  giornalista dell'Unità Maria Novella Oppo,  rispettivammente per " omesso controllo" e per " diffamazione" nei confronti del vicedirettore deTg1 Sangiuliano  e del giornalista Giovannini Masotti. Una squallida vicenda, come spesso capita con Colombo e con l'Unità,  risalente all'anno 2005, quando per l'appunto l'Unità , allora diretta  dall'incravattato e nevrastenico Colombo, definì , con un articolo a firma di Maria Novella Oppo, la trasmissione " Punto e a capo", condotta da Giovanni Masotti, come "una sorta di trasmissione riparatrice nei confnronti della mafia". I due sono stati condannati non solo a pene pecuniarie ma anche  ad un risarcimento danni di più di Euro 10.000,00. Ma siamo solo al primo grado di giudizio, quanti anni passeranno ancora per avere la sentenza inappellabile di terzo grado? Questo episodio dimostra, come una pistola fumante, la correttezza di quanto questo blog sostiene  da sempre: che in  Italia , semplicemente ,non esiste  la Giustizia.  Se un diffamatore si può inventare le peggiori diffamazioni e le può anche pubblicare, potendo contare sulla omertosa complicità di questa inetta e ridicola Magistratura (  tanto passeranno come minimo dieci anni prima che la verità venga fuori), ma dove sta la così detta Giustizia? Intanto il diffamato è stato ucciso. Mi torna sempr in mente quel ceffo ignobile di Leoluca Orlando che, complice il solito Santoro, vomitò false infamità contro Lombardo e contro Falcone - rigorosamente senza alcun contraddittorio, stile soviet insomma, secondo le auree regole superdemocratiche dei simpatizzanti di Santoro - col risultato di indurre al suicidio il primo e di fare uccidere il secondo nel modo mafioso che tutti conosciamo. Questo ignobile ceffo, ancora oggi, eletto misteriosamente con i voti del quartiere palermitano dello Zen dove domina una ben specificata famiglia mafiosa ( mai che l'ignobile abbia spiegato come abbia fatto a prendere ventimila voti da quel quartiere dove non si comprano neanche le sigarette senza il beneplacito del capo mafia!) siede ancora in Parlamento e si atteggia pure a corifeo del giustizialismo più intransigente.


UNA SINTESI DEI REATI PENALI E DELLE MALEFATTE POLITICHE DI FINI

E' passato un bel po' di tempo dall'ultima volta che  mi sono occupato di Fini. Confermo quel che avevo detto: avvenimenti recenti confermano le mie anticipazioni e conclusioni. Riepologo necessario. Per compiacere o per accaparrarsi la sua nuova donna ( non per altro, ne sono certo), Fini compie questa impressionante serie di illegalità, di  nepotismi e di cesarismi:
A. ruba, sottrae , si appropria indebitamente di una casa di AN ( soggetto giuridico a se stante del quale Fini è solo il reppresentante legale, una sorta di Amministratore Unico) sita a Montecarlo, la regala al fratello della sua nuova donna .Il cognato voltura l'immobile ad una società off shore caraibica( così sarà impossibile sapere chi sono i proprietari) il 15 luglio 2009 per 300.000,00 Euro ( valore medio di mercato Euro 1,5 milioni). Il cognato poi, onde evitare azioni di revoca per inadeguatezza del prezzo, vende la casa dopo tre mesi alla Timara Ltd, altra off shore caraibica. E' evidente che l'unico socio della Timara Ltd è proprio Giancarlo Tulliani che va ad abitare in quella casa con un contratto di locazione falso, firmato solo da Tulliani, sia come Tulliani che come Timara Ltd. Fatti denunciati dalla Destra di Storace alla Procura di Roma. Se il prezzo di 300.000,00 sarà ritenuto misero rispetto al reale prezzo di mercato, la truffa e l'appropriazione indebita saranno reati evidentissimi commessi dal Fini come Legale rappresentante del proprietario del bene ( AN) ma anche in momenti in cui era Presidente della Camera dei Deputati. Il resto degli eventuali reati commessi da questo Signor Giancarlo Tulliani, appartengono a questo Signore, non a Fini.
B. esercita sulla RAI e suoi suoi uomini in RAI (Paglia, Soccillo, ecc) incredibili ricatti e pressioni, utilizzando la sua carica istituzionale,per costringere la RAI a concedere alla mamma della sua nuova donna ( che mai aveva lavorato per la RAI) un contratto per la produzione di fictions per un importo di Euro 1,5 milioni l'anno;
C. sempre utilizzando come arma di ricatto e di pressione la sua carica istituzionale, costringe la RAI ad assumere a tempo indeterminato, solo in questo anno,  almeno due persone che fanno parte del suo staff: parlo della moglie del suo Capo Ufficio Stampa e parlo di AngeloMellone, assunto, sempre a tempo indeterminato, dalla Radio RAI da pochi mesi , senza che nessuno lo sapesse;
D. la sua segretaria alla Camera ha fatto ottenere al tristemente famoso De Vito Piscicelli ( quel costruttore che rideva la notte del terremoto all'Aquila ), inquisito con la " cricca" dei lavori pubblici, la bella sommetta di Euro 1,5 milioni per la costruzione di una piscina mai dallo stesso terminata;
E. nessuno lo sapeva, ma il senatore Di Girolamo, arrestato per vari reati compiuti insieme a simpatizzanti del MSI ( Mokbel e cosi via), era stato candidato da Fini stesso.

Davanti a tali reati penali e misfatti politici, Fini non solo non avverte neanche la minima  decenza di dimettersi immediatamente dalla carica istituzionale, ma anzichè spiegare, si rinchiude nel silenzio. Si rinchiude  in un apparentemente  altezzoso silenzio semplicemente perchè non è in grado di spiegare un bel nulla. Dovrebbe solo ammettere le sue colpe, riconoscere tutte le sue molteplici responsabilità, invocare per se stesso  il perdono e la pietà umana che tutti nutrirebbero per un uomo che si è rovinato di fatto per una gonnella. Poi dovrebbe sparire e rifugiarsi fra le gonne delle donne della sua nuova casa, casa Tulliani. Dentro la quale si è infognato, si è precipitato con troppa superficialità, con estrema faciloneria, senza forse sapere in quale crogiolo o bugliolo  andava a finire.

Il resto, i soldi di Tulliani Giancarlo a Montecarlo, la brutta storia  di Gaucci Luciano, precedente " fidanzato" di questa nuova donna di Fini,  fanno parte di questioni che appartengono a chi le compie, ai pettegolezzi e non mi interessano.

Ovvio che Fini deve andarsene dalla Presidenza della Camera: lui stesso lo pretese, a suo tempo,  dalla Pivetti, lo stesso fece anche Casini quando mise Cesa a capo dell'UDC, lo stesso Bertinotti che mise Giordano alla segreteria di Rifondazione Comunista, una volta eletto alla Presidenza della Camera. Non è, chiaramente , una violazione costituzionale esplicita, ma uno sgarro alla Costituzione sostanziale, perchè se non è incostituzionale quello che dalla Costituzione non è previsto (capito signori di Repubblica?) altrettanto è assolutamente anticostituzionale quel che confligge apertamente con la sostanza della Costituzione ( il Presidente della Camera è eletto dalla propria maggioranza politica; dal momento che egli si pone come segretario politico di un movimento politico -FLI-  contrario a quella maggioranza, perchè restare inchiodato in quel posto a dispetto dei santi? Ovviamente per rendere dura la vita della sua ex maggioranza, quindi per svolgere un ruolo politico che la Costituzione non consente proprio ).

Ma da uno nato fascista, cresciuto fascistone, pasciuto fascistissimo, che poi  mano a mano abbandona il fascismo fino a bollarlo come " il male peggiore" ( ma il comunismo, cos'è allora?), da uno che per quarant'anni resta fascista, poi rinnega il fascismo, poi diventa liberale, poi diventa addirittura di sinistra, da uno che per farsi bello con una donna ruba al partito, che si appecorona con la Magistratura per averne la complicità, ma da uno così, ma chi si farebbe governare?

Cannigione 20 settembre 2010

Gaetano Immè

sabato 4 settembre 2010

DEDICATO AI SOLITI CERVELLONI DI MICROMEGA

Il sito di Micromega ha pubblicato un appello ( contateli voi tutti questi " appelli", io non ce la faccio più, nonostante l'ordinateur!) dei noti " cervelloni" del Paese ( Camilleri, Hack, Don Gallo, Flores D'Arcais, Saviano, ecc) i quali , in nome della difesa della Costituzione, auspicano che l'Italia civile faccia sentire la sua voce per eliminare Berlusconi dalla scena politica italiana. Bisogna sopra tutto compatirli ! Non avendo più alcuna speranza di sconfiggerlo con il voto popolare ,  essi auspicano che si passi dunque " all'eliminazione ", in modo spiccio e brutale ( da Bruto, fili mi!) dell'avversario politico, alla moda staliniana . Ma anche i cervelloni dovrebbero  sapere che una cosa è " l'eliminazione", altra cosa è " la vittoria elettorale". Anche una Hack, si fa per dire, dovrebbe saperlo, anche se spesso i due concetti le  si confondono in mente. Bene, agli arroganti cervelloni posso rispondere in un solo modo, quello che si meritano. In primis  che ciascuno di loro, singolarmente, presi , non conta un fico secco, conta quanto conto io, miserabile laureato professore pensionato. In secundis,  assicurando loro che leverò molto alta, ma molto molto molto alta la mia voce, di italiano civile e rispettoso della Legge,  di cittadino libero e non ammanicato e complice ( come loro e da una vita ! ) con la casta , perchè questo Governo e questo Premier  - non Berlusconi,  che nulla rileva - questo Premier e questo Governo, comunque esso si chiami , eletti direttamente dal popolo, in base all'articolo 1 della Costituzione Italiana e della Legge 270/95, continuino a governare questo Paese per l'intera Legislatura , come previsto dalla Costituzione. Nonostante , per l'appunto, la " cricca dei prìncipi arroganti " , novelli Marchesi del Grillo fuori tempo e moda, e nonostante una Costituzione  che ha urgente bisogno di indispensabili, necessari ed opportuni ritocchi. La vera vigliaccata, la vera ed unica schifezza  è la loro arrogante e fascista pretesa di trovare un qualsiasi modo per far vincere una oligarchia, chi prende meno voti, anche con artifici, anche ricorrendo all'inganno popolare, in cui sono secolari maestri. Suggerisco loro di proporre una modifica ( anche a colpi di  sola "loro" maggioranza ) della seconda parte dell'articolo 1 della Costituzione, immettendo il seguente ulteriore comma:" Si continuerà a votare fino a quando non risulterà vincitore il centrosinistra". Oppure, truccate le urne.

I QUATTRO DELLA DIGNITA' PERDUTA. ANCORA SULL'IMPRESENTABILE NAPOLITANO

Possibile che devo ancora parlare del Signor  " signorsì !", come veniva chiamato nel PCI togliattiano Paolo Napolitano? Mettiamo alcuni punti sulle i, come si dice, perchè parlare chiaro ed in faccia non è affatto offendere , non è  vilipendere il Colle, ma esercitare il sacrosanto diritto di cronaca, il sacrosanto diritto al dissenso, il sacrosanto diritto a quella libertà di stampa che ( ipse dixit ) non è mai troppa! I tre di Melfi e la loro lettera. Mi pare incredibile: scritta nel pomeriggio a Melfi, è arrivata a Napolitano in due minuti ( miracolo delle Poste dell'era berlusconiana o...altro?)  e già lo stesso pomeriggio il Colle spandeva  al vento la sua imbarazzante e tenera risposta. Da cartone animato di Heidy! Ma com'è che certe lettere non arrivano mai e invece, questa, guarda caso.....Passiamo oltre, andiamo al sodo.

Show number One - Primo tempo

Napolitano difende tre sabotatori e non si vergogna nemmeno, forse non lo capisce, viste le radici. I tre sono tre marionette nelle mani di un burattinaio agonizzante , come la FIOM , che gioca  a fare il duro  con la pelle degli altri, ma loro tre, poveretti, non lo capiscono. Loro si credono importanti, credono che Napolitano abbia scritto e risposto proprio a loro tre.  Poveretti, la mia totale comprensione per la loro pochezza culturale ( che non è certo una colpa, semmai un limite umano, peraltro comune a tanti giornalisti, politici, ecc|), ma essi restano quello che sono: tre sa-bo-ta-to-ri, tre persone che con la vio-len-za hanno impedito che altri lavoratori- che non volevano scioperare come loro e come era loro sacrosanto diritto  - svolgessero  il loro lavoro. Si chiama violenza privata ed è un reato penale, non un semplice comportamento antisindacale. Ripeto: i tre sono dei delinquenti, ameni e tronfi citrulli eterodiretti, poveri ed inermi burattini guidati da una  FIOM , burattinaia agonizzante  . Napolitano oggi difende questi tre delinquenti, ma dove stava il Signor Presidente della Repubblica  quando il Viceministro Vincenzo  Visco, senza alcuna giusta causa, destituì il Generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale? Non è Napolitano ,  anche il Capo  supremo delle Forze armate italiane? I tre poi parlano, nella lettera di " dignità" del lavoro e Napolitano  gli risponde pure? Ma di cosa cianciano? Ma di quale dignità parlano questi  quattro cumparielli da sceneggiata napoletana ? Si rammentino, i tre sabotatori ed i quarto uomo appollaiato sul Colle,  che la dignità , oggi, l'hanno persa  tutti e quattro ;  i primi tre , quando hanno costretto, con la violenza,  loro inermi colleghi a rinunciare alla loro libertà individuale,  il quarto, quando non ha capito che doveva starsene zitto e mosca e semmai doveva impartire ai primi tre una severa e bella lezione di educazione civica, non di tracotante e compiacente  violenza  sindacale.

Show number two- Secondo tempo

Vittima di un consapevole protagonismo antigovernativo ( sai com'è, sta a Venezia, red carpets, attoroni impegnati  a chiacchiere a sinistra, registi inferociti dal doversi guadagnare la pagnotta perchè la greppia di Stato è finita...)  o forse per tentare di infinocchiare ancora  gli italiani  di essere anche lui , come  il " suo grande amico"( sic!) Kossiga, un picconatore, Napolitano continua nella sua sistematica opera di violazione  e di scempio della Costituzione, nel silenzio di tutti. Capisco il silenzio da parte del centrodestra, somiglia molto al classico " vai avanti tu, cretino!, che a me viene da ridere !", ma imbarazzante quello del centrosinistra, che s'indigna a comando. Così Napolitano svanvera di giustizia - come se fosse il Parlamento - sghignazza sul Governo - chiede ironicamente  ai giornalisti se sapessero che fine avesse fatto il ddl sulle intercettazioni ( sceneggiata alla Merola)  - pretende anche - ahi!ahi! l'età  o il " richiamo della foresta" ?- di indicare la via da seguire al Governo: un vero e proprio show, con tanto di tappeto rosso , che tanto fa girare la testa delle solite teste di legno del Giusti, quelle che appena si muovono fan sempre fracasso! Magari dicono il nulla, come nle nostro caso, sfiatano il vuoto assoluto, ma muovendo la testa , che è tutta di legno, fracasso lo fanno comunque. Il solito " benaltrismo", tipico di chi  vuole che nulla si risolva e che blocca qualsiasi iniziativa inondandosi la boccuccia con il solito, melenso, ignobile ed inutile " ben altri sono i problemi degli italiani....". Napolitano, poi, è insuperabile nell'arte dell'immobilismo, nell'arte del non fare un bel nulla, non per niente di lui si ricorda solo una legge - la Turco-Napolitano ( il cui solo nome sa tanto di macchietta di Totò) - sull'immigrazione, ma per il resto, zero zero carbonella. Nato ricco e napoletano ( tanto paga mammà!)( che è un'aggravante per chi conosce la spietata arroganza dei meridionali ricchi ) ,  prima fascistone della GUF, poi uno dei più svelti a saltare sul carro dei vincitori e oplà, nel 1945 iscritto al PCI, il solito riccone che non ha mai lavorato nemmeno un giorno  in vita sua e che pretende pure  di rappresentare i lavoratori italiani, e poi  sessanta anni in Parlamento, solo a fare il signorsì nel PCI,  prima con Togliatti, poi con  Longo, poi con Berlinguer, poi con Natta, poi anche con Occhetto o a fare un Presidente della Camera ignobilmente  e servilmente prono davanti al golpe giudiziario di Borrelli, Di Pietro, Colombo del 1993, a tifare per i gulag di Stalin, per i carri armati sovietici a Budapest, per l'invasione da parte dei comunisti di stalin della Polonia, per miserabili dittatori come Castro, come Pol Pot, come Arafat : la rivincita del frustrato, che gonfia il petto per mostrarsi forzuto ai suoi sodali , felice di dimostrare come ora sia in grado di pagare loro il dovuto "pizzo" per la sua nomina al Colle,  dopo tutta una vita da signorsì. E che crede cje gli italiani siano tutti scemi. Nessuno ha dimenticato, Presidente, nessuno. Ecco perchè Lei . per me e non solo , non rappresenta il Colle. Ma la " collina del disonore".

CONTANDO  SU  QUESTA  GIUSTIZIA......

Sperando che Fini quereli tutti coloro che lo hanno criticato e poi anche sfiduciato ( per il Camerata " la libertà di stampa non è ai troppa" quando si scrive degli altri, è invece da imbavagliare quando si parla di lui)  e quindi che quereli due o trecentomila persone, me compreso, una sorta di  " class action" della casta contro il popolo, ho deciso, per non pesare  un domani sui miei figli, di mettere  da parte un centesimo al giorno in un salvadanaio. Con i tempi   di questa Giustizia e chiamandomi io di nome Gaetano e non Silvio, farò in tempo ad avere  i soldi necessari per pagarmi la parcella del difensore, quando si terrà la causa. Che i finiani siano " contro" il " processo a data certa" sarà anche per questo?


GHEDDAFI E GLI SMEMORATI DEL CENTROSINISTRA

Su Gheddafi la solita litania degli ipocriti. In primis la Chiesa che oggi strilla per le parole del Rais sull'islamizzazione dell'Europa, ma non ricorda più nulla ( sindrome di Collegno !) di come Gheddafi doveva essere eliminato dagli americani e che si salvò grazie all'Italia, con la Chiesa muta. E che dire , poi, della sinistra? Surreali le lamentazioni dei sinistri che vorrebbero sbeffeggiare Berlusconi perchè troppo prostrato nei confronti di Gheddafi. Non ricordano, i poveretti, tutti i " loro" Governi di centrosinistra con la politica filo-araba  che era un avero e proprio asservimento a favore della Libia. Il centrosinistra che per decenni e decenni ha governato per favorire nei rapporti con la Libia, l'Agip e la Fiat ( nelle quali aziende, poi, i loro sindacati comandavano ed assumevano rigorosamentre " di sotterfugio"). Ecco perchè gli ex profughi italiani dalla Libia non subitono alcun attentato grave. Nessuno ha il coraggio o la faccia tosta e da schiaffi a ricordare come, a ricevere la nave dei profughi italiani dalla Libia, a Napoli , vi era solo un Sottosegretario, che venne pure alla chetichella. Perchè, sifgnori del cenntrosinistra, a questi profughi non fu mai, dai vostri governi, riconosciuto alcun risarcimento? Lo sanno tutti, ipocriti: per non urtare la suscettibilità del Rais e dei suoi arabeggianti amici. Solo ora, con questo Governo, una " promessa" di risarcimento, c'è stata. Vedremo, se son rose fioriranno. Ma credo sia stato meglio fare affari con Gheddafi, sia stato molto meglio fermare così i negrieri dei disperati (che ora sono quasi scomparsi), credo sia stato meglio dare alla Libia 5 miliardi di dollari in venti anni( danni del colonialismo) ma prenderne una montagna costruendo, con imprese e lavoratori italiani, la bellezza di 70 miliardi di opere pubbliche libiche; meglio tutto questo, anche se fa ridere sentire il " Rais di nero tinto" svanverare di libertà delle donne, senti chi parla! Meglio lui che gli amichetti dei cervelloni Prodi e D'Alema che volevano stringere simili accordi con l'Iran.



ANCORA SUL GIUSTO PROCESSO

Questo è l'esatta denominazione che bisogna usare , processo breve è una  menzogna della solita sinistra. Il processo breve esiste già, anzi coesiste con quello lumaca. Dipende da chi sei: se ti chiami Silvio Berlusconi è una cosa, ma se hai altro nome e cognome, se sei quello cui alludeva il Marchese del Grillo ( io so' io e tu non sei un c....!) allora marcisci pure per anni . Un esempio del primo? Il processo Mills. Numeri, non ipotesi, eccoli: il primo grado del processo Mills, quarantasette udienze, tempo meno di due anni. Processo Mills, appello : un mese e mezzo, con sentenza depositata entro 15 giorni anzichè nei novanta giorni concessi dalla Legge. A Milano, statistiche alla mano, un processo civile, qual'è Mills, impiega in media dai setti ai dieci anni. Per Silvio, tempi bruciati. Non solo per lui, però. Se rivado ai tempi di Manipulite  gli esempi non mancano: c'è qualcuno che ricordai processi  Cusani,  Pillitteri, Armanini, quello dello stesso  Craxi?  Sono tutti processi arrivati a sentenza definitiva entro tre anni. Quando poi uno non si chiama Franzoni (processo chiuso in tre anni), un processo penale impiega in media sempre dieci anni per arrivare a sentenza definitiva. Se poi chiedi perchè il processo è lumaca, allora ci sono solo tre risposte: manca la carta delle fotocopie , il Cancelliere è in ferie e mancano gli organici, ed è  colpa di questo Governo che fa leggi ad personam. Uno potrebbe legittimamente obiettare: ma se Berlusconi risolvesse, insieme ai suoi problemi , anche quelli della Giustizia Italiana, che sono una marea, perchè non accettare? Nessuna risposta. Punto. Avete mai sentito una diversa spiegazione da parte dell'ANM? O da parte del CSM? O da parte della sinistra? Mai. C'è da compatirli, perchè la speranza che qualcuno dei processi addossati a Silvio Berlusconi li possa liberare dal Premier è la loro unica e sola speranza, l'unico motivo che li tiene in vita.

Il processo breve esiste già. Tutto questo  proposto da questo Governo è la copia , ma assai migliorata, del testo, datato 22 gennaio 2004, che fu presentato a firma di cinque senatori dei DS, tutti nomi insigni. Eccoli: Piero Fassino, lo conoscete, Elvio Fassone, Senatore DS ma anche Magistrato di Cassazione e Presidente della Corte d'Appello di Torino e Pinerolo, Giuseppe Ayala, noto ex  Magistrato siciliano passato alla politica,  Massimo Brutti -docente universitario e all'epoca  responsabile per la Giustizia dei Ds, , Guido Calvi, uno dei penalisti italiani più quotati e da Alberto Maritati, altro ex Magistrato ( P.M. a Bari a capo dell'inchiesta su Arcobaleno dove erano inquisiti D'Alema e Barbieri, carica poi lasciata ad altri per andare a Montecitorio, fra i DS certamente - perchè, avreste forse qualcosa da ridire?-) . Cosa prevedeva? Due anni per il primo grado, due anni per l'appello, due anni per la Cassazione. Superati i limiti, processo prescritto. Regola valida anche per i processi in corso, nel senso che se conveniva all'indagato/imputato, poteva essere invocato a sua difesa. Il titolo della Legge proposta a suo tempo era chiara: "Disposizioni in materia di prescrizione del reato alla luce del principio della ragionevole durata del processo". Non era prevista alcuna esclusione: ci sarebbero rientrati tutti i processi in corso, quello di Cragnotti, quello di Tanzi, quello della Thiessen, quelli di mafia, quelli di pedofilia, quelli di terrorismo, quelli di sequestro di persona, di stupro, di traffico di clandestini, di traffico di organi umani. Oggi, davanti ad un testo simile a questo, ma con molte più esclusioni, la stessa sinistra urla allo scandalo, alla legge ad personam, alle solite cose che non siano una seria proposta che faccia uscire la Giustizia italiana dalla fogna nella quale giace da secoli. Se non è ridicolo tutto questo, ditemi voi.....

Guido Savini è un Magistrato, si occupa di riforma della Giustizia, non è iscritto a MD, trova ospitalità per le sue idee su Il Riformista. Finalmente un Magistrato che ha il coraggio di accettare la prima sacrosanta verità senza nascondersi dietro le solite balle dell'ANM: l'estenuante lentezza dei processi è un probela grave e reale. Fa alcune proposte: ridurre a " monocratico" il processo d'Appello, per esempio, ma denuncia anche che le aule dei Tribunali sono deserte non solo il sabato ma anche il venerdì, anche il lunedì. Savini non condivide l'assurda asserzione della sinistra che pe fare un dispetto a Berlusconi è necessario fare marcire la Giustizia italiana. Possibile che Savini sia solo?

Tutti i processi che riguardano Silvio Berlusconi sono stati avviati " solo" dopo che lo stesso aveva inopinatamente vinto le elezioni politiche del 1994. Lui e le sue aziende sono state oggetto di quasi duecento perquisizioni e dall'esame di tutte queste carte sono stati avviati alcuni processi per svariati reati. Reati che, badate bene, sarebbero stati compiuti da Berlusconi " prima" della sua discesa in campo politico. Mi chiedo: chissà cosa sarebbe successo se Gianni Agnelli, Carlo De Benedetti, Carlo Caracciolo - mi limito - avesso fatto altrettanto ?  Intanto evidenzio che non vi è alcun processo su Berlusconi che sia stato attivato da una denuncia di qualcuno. Prendiamo, per esempio, Carlo De Benedetti: per il concorso nel fallimento del Banco Ambrosiano l'Ingegnere fu denunciato dal Commissario della Banca. Invece nessuno dei tanti processi su Berlusconi hanno questa origine, che è l'origine ovvia di ogni processo. Nel caso di Berlusconi è lo stesso Stato, la sua Magistratura, che ha voluto esaminare le sue carte per trovare capi d'imputazione. Cosa succederrebbe se la Magistratura facesse così con tutti coloro che scendono in politica? O con tutti coloro che sono imprenditori ? Notizia non secondaria: quell'imputazione per " tangenti alla Guardia di Finanza" che fece cadere il primo Governo Berlusconi nel 1994, nel 2004 si è rivelata falsa. Berlusconi è stato assolto per non aver commesso il fatto. Intanto il suo governo era stato sradicato con una falsità giudiziaria, complice una Magistratura che ha applicato stavolta il processo lungo. Intanto lo scopo - quello di eliminare con un golpe giudiziario un Governo eletto dal popolo - era stato raggiunto. Quando si saprà la verità, sarà sempre troppo tardi. Sicuro che vada tutto bene così, signori di sinistra?

Roma, Sabato 4 settembre 2010

Gaetano Immè