Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 20 settembre 2010

Niente di meglio, quì da Cannigione ( Porto Cervo, Sardegna ), per  riprendere le pubblicazioni - dopo un  periodo di riposo- che svelare notizie intriganti e sifgnificative, tenute tutte ben nascoste dalla stampa di sinistra ( Repubblica, Stampa, Corriere, Unità, Il Fatto,  Piccolo, ecc), alla faccia della tanto da loro sbandierata libertà di stampa e di informazione.


FURIO COLOMBO E LE SUE USUALI DIFFAMAZIONI
Furio Colombo, l'altezzoso e nevrastenico  senatore del PD , una vita da  pronovalletto di Gianni Agnelli  negli USA, aduso a trattare affari per conto dell'illustre evasore fiscale con banche caraibiche off shore, è stato condannato dalla Nona sezione del Tribunale di Roma , insieme alla  giornalista dell'Unità Maria Novella Oppo,  rispettivammente per " omesso controllo" e per " diffamazione" nei confronti del vicedirettore deTg1 Sangiuliano  e del giornalista Giovannini Masotti. Una squallida vicenda, come spesso capita con Colombo e con l'Unità,  risalente all'anno 2005, quando per l'appunto l'Unità , allora diretta  dall'incravattato e nevrastenico Colombo, definì , con un articolo a firma di Maria Novella Oppo, la trasmissione " Punto e a capo", condotta da Giovanni Masotti, come "una sorta di trasmissione riparatrice nei confnronti della mafia". I due sono stati condannati non solo a pene pecuniarie ma anche  ad un risarcimento danni di più di Euro 10.000,00. Ma siamo solo al primo grado di giudizio, quanti anni passeranno ancora per avere la sentenza inappellabile di terzo grado? Questo episodio dimostra, come una pistola fumante, la correttezza di quanto questo blog sostiene  da sempre: che in  Italia , semplicemente ,non esiste  la Giustizia.  Se un diffamatore si può inventare le peggiori diffamazioni e le può anche pubblicare, potendo contare sulla omertosa complicità di questa inetta e ridicola Magistratura (  tanto passeranno come minimo dieci anni prima che la verità venga fuori), ma dove sta la così detta Giustizia? Intanto il diffamato è stato ucciso. Mi torna sempr in mente quel ceffo ignobile di Leoluca Orlando che, complice il solito Santoro, vomitò false infamità contro Lombardo e contro Falcone - rigorosamente senza alcun contraddittorio, stile soviet insomma, secondo le auree regole superdemocratiche dei simpatizzanti di Santoro - col risultato di indurre al suicidio il primo e di fare uccidere il secondo nel modo mafioso che tutti conosciamo. Questo ignobile ceffo, ancora oggi, eletto misteriosamente con i voti del quartiere palermitano dello Zen dove domina una ben specificata famiglia mafiosa ( mai che l'ignobile abbia spiegato come abbia fatto a prendere ventimila voti da quel quartiere dove non si comprano neanche le sigarette senza il beneplacito del capo mafia!) siede ancora in Parlamento e si atteggia pure a corifeo del giustizialismo più intransigente.


UNA SINTESI DEI REATI PENALI E DELLE MALEFATTE POLITICHE DI FINI

E' passato un bel po' di tempo dall'ultima volta che  mi sono occupato di Fini. Confermo quel che avevo detto: avvenimenti recenti confermano le mie anticipazioni e conclusioni. Riepologo necessario. Per compiacere o per accaparrarsi la sua nuova donna ( non per altro, ne sono certo), Fini compie questa impressionante serie di illegalità, di  nepotismi e di cesarismi:
A. ruba, sottrae , si appropria indebitamente di una casa di AN ( soggetto giuridico a se stante del quale Fini è solo il reppresentante legale, una sorta di Amministratore Unico) sita a Montecarlo, la regala al fratello della sua nuova donna .Il cognato voltura l'immobile ad una società off shore caraibica( così sarà impossibile sapere chi sono i proprietari) il 15 luglio 2009 per 300.000,00 Euro ( valore medio di mercato Euro 1,5 milioni). Il cognato poi, onde evitare azioni di revoca per inadeguatezza del prezzo, vende la casa dopo tre mesi alla Timara Ltd, altra off shore caraibica. E' evidente che l'unico socio della Timara Ltd è proprio Giancarlo Tulliani che va ad abitare in quella casa con un contratto di locazione falso, firmato solo da Tulliani, sia come Tulliani che come Timara Ltd. Fatti denunciati dalla Destra di Storace alla Procura di Roma. Se il prezzo di 300.000,00 sarà ritenuto misero rispetto al reale prezzo di mercato, la truffa e l'appropriazione indebita saranno reati evidentissimi commessi dal Fini come Legale rappresentante del proprietario del bene ( AN) ma anche in momenti in cui era Presidente della Camera dei Deputati. Il resto degli eventuali reati commessi da questo Signor Giancarlo Tulliani, appartengono a questo Signore, non a Fini.
B. esercita sulla RAI e suoi suoi uomini in RAI (Paglia, Soccillo, ecc) incredibili ricatti e pressioni, utilizzando la sua carica istituzionale,per costringere la RAI a concedere alla mamma della sua nuova donna ( che mai aveva lavorato per la RAI) un contratto per la produzione di fictions per un importo di Euro 1,5 milioni l'anno;
C. sempre utilizzando come arma di ricatto e di pressione la sua carica istituzionale, costringe la RAI ad assumere a tempo indeterminato, solo in questo anno,  almeno due persone che fanno parte del suo staff: parlo della moglie del suo Capo Ufficio Stampa e parlo di AngeloMellone, assunto, sempre a tempo indeterminato, dalla Radio RAI da pochi mesi , senza che nessuno lo sapesse;
D. la sua segretaria alla Camera ha fatto ottenere al tristemente famoso De Vito Piscicelli ( quel costruttore che rideva la notte del terremoto all'Aquila ), inquisito con la " cricca" dei lavori pubblici, la bella sommetta di Euro 1,5 milioni per la costruzione di una piscina mai dallo stesso terminata;
E. nessuno lo sapeva, ma il senatore Di Girolamo, arrestato per vari reati compiuti insieme a simpatizzanti del MSI ( Mokbel e cosi via), era stato candidato da Fini stesso.

Davanti a tali reati penali e misfatti politici, Fini non solo non avverte neanche la minima  decenza di dimettersi immediatamente dalla carica istituzionale, ma anzichè spiegare, si rinchiude nel silenzio. Si rinchiude  in un apparentemente  altezzoso silenzio semplicemente perchè non è in grado di spiegare un bel nulla. Dovrebbe solo ammettere le sue colpe, riconoscere tutte le sue molteplici responsabilità, invocare per se stesso  il perdono e la pietà umana che tutti nutrirebbero per un uomo che si è rovinato di fatto per una gonnella. Poi dovrebbe sparire e rifugiarsi fra le gonne delle donne della sua nuova casa, casa Tulliani. Dentro la quale si è infognato, si è precipitato con troppa superficialità, con estrema faciloneria, senza forse sapere in quale crogiolo o bugliolo  andava a finire.

Il resto, i soldi di Tulliani Giancarlo a Montecarlo, la brutta storia  di Gaucci Luciano, precedente " fidanzato" di questa nuova donna di Fini,  fanno parte di questioni che appartengono a chi le compie, ai pettegolezzi e non mi interessano.

Ovvio che Fini deve andarsene dalla Presidenza della Camera: lui stesso lo pretese, a suo tempo,  dalla Pivetti, lo stesso fece anche Casini quando mise Cesa a capo dell'UDC, lo stesso Bertinotti che mise Giordano alla segreteria di Rifondazione Comunista, una volta eletto alla Presidenza della Camera. Non è, chiaramente , una violazione costituzionale esplicita, ma uno sgarro alla Costituzione sostanziale, perchè se non è incostituzionale quello che dalla Costituzione non è previsto (capito signori di Repubblica?) altrettanto è assolutamente anticostituzionale quel che confligge apertamente con la sostanza della Costituzione ( il Presidente della Camera è eletto dalla propria maggioranza politica; dal momento che egli si pone come segretario politico di un movimento politico -FLI-  contrario a quella maggioranza, perchè restare inchiodato in quel posto a dispetto dei santi? Ovviamente per rendere dura la vita della sua ex maggioranza, quindi per svolgere un ruolo politico che la Costituzione non consente proprio ).

Ma da uno nato fascista, cresciuto fascistone, pasciuto fascistissimo, che poi  mano a mano abbandona il fascismo fino a bollarlo come " il male peggiore" ( ma il comunismo, cos'è allora?), da uno che per quarant'anni resta fascista, poi rinnega il fascismo, poi diventa liberale, poi diventa addirittura di sinistra, da uno che per farsi bello con una donna ruba al partito, che si appecorona con la Magistratura per averne la complicità, ma da uno così, ma chi si farebbe governare?

Cannigione 20 settembre 2010

Gaetano Immè

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