Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 25 ottobre 2010

ALCUNE CURIOSITA' CHE MOLTI IGNORANO SULLA SIGNORA MILENA GABANELLI , DALLA QUALE GRADIREMMO RISPOSTE CONCRETE E NON INVOCAZIONI DI MARTIRIO

C'è chi dice (  sapete com'è , ma le male lingue abbondano in Italia )  che Milena Gabanelli con il suo Report dia la caccia pervicacemente solo a personaggi del centrodestra. Dicono, questi ignorantoni e rozzi, che questo non sta bene e che la Gabanelli non è una giornalista ma una tifosa , una che fa il gioco  carta vince e carta perde ,  che la Gabanelli ignori completamente e da sempre, perchè Report è iniziato  dieci anni orsono sotto altro nome,  ogni argomento che possa mettere in crisi la sinistra italiana. Certo devo dire che la Gabanelli censura e fustiga  personaggi  politici  del centrodestra  e ne dispiega - a modo suo -  come costoro  "...di che lacrime grondino  e di che sangue...." e che non guarda in  faccia a nessuno, ma proprio a nessuno. Pertanto vorrei tanto che la Gabanelli organizzasse una bella inchiesta  su Carlo De Bendetti ,per esempio, sapete, ce ne sarebbe da dire su costui. Così, per sommi capi: svelare i segreti di Olivetti, il segreto della licenza Omnitel che Prodi gli regalò , i segreti della fornitura di computers Olivetti alle Poste Italiane , come mai De Benedetti ha potuto ottenere, tramite la Nomisma di Prodi , l'appalto per l'informatizzazione del servizio segreto sovietico, i misteri della sua condanna definitiva per concorso in bancarotta fraudolenta del Nuovo Banco Ambrosiano, il regalo che Prodi-IRI gli voleva fare con la SME  a cinque lire e senza gara, la sua Jupiter Finance SpA bloccata dalla Bancad'Italia per inchiesta su antiriciclaggio, insomma uanto ci sarebbe da dire....Dicono, ancora , che la Gabanelli  ha dedicato un solo e misero Report alla scalata della BNL
( puntata denominata " I Fazisti") nella quale però   parlava solo  di Ricucci, di Coppola, di Statuto ma non parlava  mai dell'inchiesta giudiziaria, di quella inchiesta il cui P.M. era la Clementina Forleo che voleva incriminare Fassino e D'Alema e Latorre e che , guarda caso, il CSM trasferì da Milano e le tolse l'inchiesta ! Pensate, dice la Forleo,  che per togliere l'inchiesta dalle sue mani  venne tenuta un'apposita riunione carbonara o golpistica negli uffici della Senatrice  del PD Anna Finocchiaro,  alla quale parteciparono  Vulpio, D'Alema, Latorre, Fassino-  notizia  data dall'On Vulpio presente alla riunione - per la quale  la Finocchiaro , solo dopo un anno,  ha denunciato la Forleo ma non ha denunciato Vulpio e la Forleo ha poi a sua volta querelato la Finocchiaro per diffamazione.....Zero assoluto, dicono questi rozzoni , .nessuna inchiestina sulla inchiesta giudiziaria Arcobaleno. Eppure ce ne sarebbe state di cose da dire, pensate! D'Alema e Barbieri ( Protezione Cile il secondo, Premier il primo) sembra abbiano sperperato miliardi e miliardi di soldi nostri con la missione arcobaleno la cui storia giudiziaria è molto interessante ed intrigante. Pensate, all'inizio il P.M. era Emiliano , noto uomo di D'Alema a Bari senza che nessuno parlasse di scandaloso conflitto di interessi. Non solo! Poi D'Alema , guarda un po', candida nei DS Emiliano a Sindaco di Bari e costui lascia l'inchiesta Arcobaleno ad un suo successore che si trova l'inchiesta con poco lavoro svolto e che ormai si avvia alla prescrizione..........E pensate, dicono ancora questi rozzoni e zoticoni che la Gabanelli neanche ha mai parlato di un tale Paolo Barnard , giornalista bolognese che  ha lavorato in RAI per 14 anni partendo da Samarcanda; è stato uno dei fondatori della trasmissione Report con la quale ha collaborato per dieci anni, per approdare infine a Rai Educational.Negli anni in cui ha lavorato per la trasmissione di inchiesta Report Paolo Barnard ha trattato temi poco conosciuti al pubblico televisivo, esercitando con particolare fervore il diritto di cronaca giornalistico. I suoi reportage parlano di lobby della globalizzazione ("I globalizzatori"), del terrorismo internazionale e della situazione in medio oriente ("Perché ci odiano?", "L'altro terrorismo"), della new economy ("E-conomy"), del "Fondo Monetario Internazionale" ("Un debito senza fondo"), della lobby dell'industria farmaceutica ("L'affare AIDS", "Killer AZT", "Il marketing del farmaco") e dei mangimifici italiani ("Mangimi e diossina").
Il giornalista è autore di una controversa e discussa inchiesta contro la pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l'11/10/2001 ("Little Pharma & Big Pharma") su Rai tre durante il programma televisivo Report di Milena Gabanelli. Nel filmato, Paolo Barnard denuncia la pratica attuata, secondo quanto da egli accertato, da alcune case farmaceutiche, consistente nella corruzione di medici di base al fine di ottenere prescrizioni illecite di farmaci da esse prodotti. Mediante questa procedura illegale, il comparaggio, si causano gravissime ripercussioni sull' intera comunità e sull'efficienza del servizio sanitario nazionale. Successivamente, il giornalista prosegue la sua collaborazione con Report, fino al 2003. In quel periodo realizza altre inchieste che andranno regolarmente in onda.. Il 16 aprile 2004, Paolo Barnard, RAI e Milena Gabanelli vengono citati in giudizio da un informatore farmaceutico, ritenutosi danneggiato dalle rivelazioni fatte nel servizio, presso il Tribunale Civile di Roma. Inizia così per il giornalista un'avventura giudiziaria che rischia di vederlo implicato in una possibile condanna per diffamazione e costretto al pagamento di ingenti somme per risarcimento dei danni provocati e delle spese legali sostenute.Barnard decide quindi di rendere nota la situazione in cui si trova, pubblicando nel febbraio 2008 una lettera aperta nei confronti della Rai, di Report e di Milena Gabanelli.L'accusa è quella di essere stato abbandonato due volte di fronte alla causa civile che dovrà affrontare: prima negandogli l’assistenza dei legali della tv di Stato, poi avviando formalmente una azione di "messa in mora" nei suoi confronti, sfruttando una clausola del contratto da lui sottoscritto con RAI.  Milena Gabanelli ha risposto all'appello di Barnard attraverso il forum ufficiale di Report, affermando che, in base alle istruzioni fornite dell'allora direttore generale RAI Cappon, i legali della tv di stato non avrebbero garantito assistenza legale in sede civile, ma solamente in sede penale. Ha inoltre dichiarato: « Per quel che riguarda la questione legale che lo coinvolge, sono convinta della bontà della sua inchiesta e penso che alla fine ci sarà una sentenza favorevole. Ci credo al punto tale da aver firmato a suo tempo un atto (che lui possiede e pure il suo avvocato) nel quale mi impegno a pagare di tasca mia anche la parte sua in caso di soccombenza. Non saprei che altro fare. » Ha detto la Gabanelli. Da parte sua, Barnard ha replicato, sempre attraverso il forum ufficiale di Report (in un thread oramai cancellato, chissà perchè) , formulando nuove accuse e definendo “esistente solo nella fantasia della Signora Gabanelli” la lettera nella quale ella si assumerebbe l’onere di pagare personalmente l’eventuale pena pecuniaria di risarcimento.Sul forum ufficiale di Report, prende vita una discussione tra cittadini che, oltre ad ottenere una visibilità da record (30000 visite), ospita interventi di Zanotelli, Colombo e Minoli. Dicono questi ignoranti e rozzi, che in seguito alla censura della discussione operata dalla Redazione Report e dalla Gabanelli, alle reiterate proteste da una parte degli utenti del forum ufficiale di Report e alle azioni che hanno impossibilitato un gruppo di tali utenti e lo stesso Paolo Barnard a scrivere post, un gruppo di cittadini, sostenuto anche dal giornalista, decide di redigere una lettera aperta inviata a Report, ai responsabili del sito internet della RAI, ai Presidenti di Camera e Senato. Non ottenendo alcuna risposta o attenzione dalle parti interessate, diffondono sul web una forte denuncia dell'accaduto: "Censura Legale", i fatti, la storia. Siamo sicuri che queste sono solo ignobili accuse, anzi " fango" sparso a piene mani da questi zoticoni del centrodestra, berlusconiani schizofrenici da rinchiudere in manicomio. Siamo sicuri che la Gabanelli correrà a rispondermi ed a fare puntate chiare su Report, su questi ed altri argomenti!



L'AVVENTURA PRESIDENZIALISTA E LE TROPPE DIMENTICANZE E LE TROPPE LACUNE DI  REPUBBLICA DI IERI.

Il problema è serio e " ANDREBBE "  affronato con onestà massima, cosa difficile con il giornalismo di oggi. Parlo  dei molti rumors politici , che invocano un  Governo Tecnico per sostituire quello  attuale di Berlusconi , finalizzato - dicono spesso - all'emanazione di una nuova Legge elettorale o alla gestione dell'emergenza . A parte che il problema dell'Italia non è nè la  Legge elettorale nè una fantomatica emergenza, la domanda da porre è semplicemente la seguente: atteso che le elezioni politiche scorse hanno consegnato la maggioranza alla coalizione di centrodestra ( Pdl+Lega);  che per Costituzione una Legislatura deve durare quattro anni; che l'artiolo 1 della Costituzione afferma che " al popolo spetta il potere sovrano "; che durante la Legislatura un gruppo di Parlamentari ( eletti con la coalizione vincente ) decide di creare un movimento e poi un partito politico che avversa la maggioranza uscita dalle urne; che, per effetto, di tale avvenimento,  la maggioranza della coalizione vincente potrebbe venire meno; tutto ciò premesso e posto, è lecito ed è legittimo e costituzionale che il Presidente della Repubblica conferisca ad un'altra maggioranza il Governo del Paese per il resto della Legislatura? O non è tutto ciò inusuale se non addirittura  " non confrme allo spirito costituzionale" che in tale caso privilegia lo scioglimento delle Camere e l'indizione di nuove consultazioni popolari? Tenta di affrontare questo dilemma Adriano Prosperi su La Repubblica con un articolo il cui titolo dice tutto: " L'avventura Presidenzialista". Prendendo le mosse da un libro di Sabino Cassese, l'autore esegue una godibile ricostruzione storico-politologica dei movimenti politici del secolo scorso , per arrivare a sostenere che l'Italia " sta marciando a tappe forzate ad una revisione costituzionale di tipo presidenzialista". Ma quì l'autore smarrisce malauguratamente la sua vena preziosa che eveva reso assai godibile, vero e storicamente ineccepibile  il suo scritto e precipita d'improvviso," come uccello morto, cade",  nel baratro del " pensiero convenzionale", piegato dall'ideologico, partigiano e avulso dalla realtà.  Nessuno ha mai pensato che l'indicazione del nome di Berlusconi sul fregio del Pdl costituisca una sorta di surrettizia spinta verso un primierato populista inesistente, ma è semplicemente la stessa cosa che è accaduta con l'Unione di Prodi e che accadrà  alle  prossime elezioni con l'indicazione del risultato delle primarie per il centrosinistra. Berlusconi non è , come erroneamente afferma Prosperi, il Premier eletto dal popolo, perchè qualora così fosse avremo dovuto già cambiare la nostra Costituzione ed introdotto la forma istituzionale acconcia, vuoi del presidenzialismo, vuoi del premierato. Come potrebbe essere di grazia introdotto per vie traverse e sommerse e non costituzionali, come vorrebbe farci credere Prosperi, il Presidenzialismo, se ,  faccio un solo  esempio, il Premier non può cacciare e sotituire i Ministri?  Di conseguenza non esiste nessuna avventura presidenzialista, nessuno  ha mai voluto " imporre" al Capo dello Stato , come erroneamente scrive Prosperi, una limitazione dei suoi poteri o  tanto meno addirittura  " impedire al Capo dello Stato di affidare l'incarico di formare il Governo a chi non sia stato consacrato dalla plebiscitaria elezione popolare" , come  ipotizza Prosperi, precipitando da un livello storico scientifico ad un livello da bassa bottega.  Semmai si è voluto giustamente rilevare  che la  soluzione cosituzionale più adatta e logica -  ed anche  lecita - in caso di crisi di  governo, sia oggi solo quella di indire delle nuove elezioni. E' vero che la  possibilità di incaricare una nuova maggioranza  è una previsione costituzionale ancora vigente seppure assolutamente ultronea, ma come può Prosperi, parlando proprio di poteri costituzionali ignorare  tutta una serie di provvedimenti e di cambiamenti e di tendenze che hanno innovato e modificato il panorama istituzionale italiano?  Elenco quello che Prosperi ha , forse non volutamente - spero - tralasciato .  La nascita della così detta Seconda Repubblica del 1993 è segnata dalla nuova Legge elettorale maggoritaria che di per sè - dopo un apposito Referendum - ha portato il Paese verso il sistema bipolare, come nelle principali democrazie occidentali, abbandonando non solo il sistema elettorale
" proporzionale" di vecchia maniera ma di fatto innovando tutta una serie di disposizioni costituzionali che sono rimaste inalterate solo a causa delle notevoli discrasie costituzionali  sotto le quali geme il Paese . Non vi è  dubbio alcuno che la previsione di un incarico presidenzale ad altra maggioanza che non sia  quella eletta dal popolo era paradigmatica e conseguenziale all'impronta proporzionale della Prima Repubblica. Infatti allora vigeva un principio di delega amplissma, nel senso che una volta votati i partiti erano poi questi che sceglievano a chi assegnare i posti disponibili in Parlamento, perchè, in sostanza, il popolo era solo chiamato ad indicare un partiti, con eventuali preferenze e basta. Il Parlamento era il corpo eletto dal popolo, non la coalizione. In tale situazione erano i partiti entrati in Parlamento, poi, che decidevano con chi allearsi e quale progranna attuare. Insomma la volontà popolare, con il semplice voto di allora, veniva trasferita dal popolo al Parlamento. Dal 1993 non è più così e non perchè vi sia una inesistente e  surrettizia indicazione elettorale di un Premier ( sarebbe, caso mai, una ovvia indicazione del Leader della coalizione, cosa ben diversa da quanto ipotizza Prosperi ) , ma perchè ora la volontà popolare non viene trasferita con il voto a dei Partiti ( che poi da soli stabiliranno la formula di governo nonchè il programma) ma  viene trasferita ad una precisa coalizione che ha già presetato agli elettori il suo preciso programma. . Dunque nessuna fuga verso inesistenti avventure presidenzialiste, ma una forma istituzionale delineata e precisa, certamene diversa da quella della Prima Repubbica ed anzi ad essa direi proprio antitetica. Perchè non vi è dubbio alcuno che mentre con la precedente forma istituzionale era il Parlamento il fulcro di gestione della volontà popolare, oggi non lo è più perchè il fulcro istituzionale  della volontà popolare è oggi diventata la coalizione vittoriosa alle elezioni. Certo, molti passi della costituzione non sono ancora in linea con questo cambiamento, perchè le spinte centripete del proporzionalismo sono forti, perchè la presenza di una colazione forte e vincente da sedici anni costringe l'avversa coalizione - che " dovrebbe" esistere autonomamente - ad accettare le spinte autonomiste e proporzionaliste con l'aiuto delle quali essa spera di raggiungere lo status di maggioranza popolare, perchè le forze centripete sono rappresentativedi quelle forze lobbistiche, clientelistiche ed immobilistiche che hanno dominato il Paese per almeno cinquanta anni e che non si arrendono a lasciare il potere anche se questo sarebbe un bene per il Paese. Questa è una delle tante anomalie dell'Italia, dove disgraziatamente, il bipolarismo è ancora imperfetto,  proprio perchè avendo il PD solamente  uno scarso 28% di voti,  è costretto ad allearsi con i gruppetti e con i  cespugli i più svariati per avere nel totale numeri adatti per sperare di governare. Ma è proprio quest'anomalia a generare, unico caso nel mondo delle democrazie occidentali, il fatto che solo in Italia riescono a sedere in Parlamento, illecitamente, movimenti e partiti politici che " non sono stati mai votati dal popolo". Quali elettori hanno mai votato in Parlamento il FLI ? Nessuno. Quali elettori hanno mai votato  il M P A siciliano? Sempre nessuno. E come giustifichiamo allora la loro presenza in Parlamento? Non sarà un golpe, non sarà una P4, non sarà per colpa dei servizi segreti deviati e fantasie del genere, ma è una sicura anomalia costituzionale . Che nessuno spiega, che molti tollerano ad occhi bendati per mero tornaconto , sulla quale si tende a mettere la pezza del Mandato non obbligatorio che, come tutte ble pezze, è peggio del buco. Ma questo è tutto un altro dicorso, come quello sulla Legge elettorale. Stupisce in conclusione che Prosperi segua più il fil di fumo illusorio e propagandistico della trita e ritrita " deriva berlusconiana verso il presidenzialismo  fascistoide "
piuttosto che esprimere le proprie legittime rimostranze per le innumerevoli discrasie dell'attuale Costituzione italiana che premiano sempre più la " casta" mentre tentano ( e proprio con la fattiva collaboazione del PD )  di punire ancora una volta quel popolo sovrano che dovrebbe essere il solo in cima ai pensieri di un sincero democratico come Prosperi.  Come invece, e questo scritto lo dimostra, è la nostra  massima ed unica aspirazione.

Roma lunedì 25 ottobre 2010

Gaetano Immè

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