Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 11 ottobre 2010

SI CREA UN PROBLEMA INESISTENTE PER RIEMPIRE IL VUOTO DELLA POLITICA DEL CENTROSINISTRA.


E' diventato un motivo ricorrente, una sorta di mantra dei giorni nostri, leggere e sentire politici di sinistra  affermare che " è l'ora di avere un Governo tecnico, una maggioranza alternativa, capace di fare la riforma elettorale". Si cimentano in questa gara dell'assurdo anche  eminenti politologi ultranovantenni  - con  dissociazione mentale galoppante incorporata -, famosi politici trombati alla grande dal proprio partito politico e depositati in qualche sala cinematografica di terz'ordine , rimasugli di sagrestia odorosi di incenso ma cresciuti da fans dello IOR  di Marcinkus e da decenni e decenni di pedofilia ecclesiale  e poi sconfitti dalla storia ,  nonche'   benestanti scribi italiani con attico romanocentrico  incorporato che riempiono le loro "veline" di  problemi inesistenti nel Paese  ma utili agli interessi di bottega  del loro editore-datore di denaro,  tutti moderni apprendisti stregoni che puntano ad un solo ed unico  risultato : prendere bellamente per i fondelli gli italiani .Sembra di assistere ad una scena ridicola e surreale dove basta che uno dica " dobbiamo cambiare questa schifezza di Legge elettorale" che tutti diventano burattini annuenti, come i pifferai in fila , che erano andati per suonare e che invece furono suonati.  Questi rabdomanti della politica da cortile e da bottega dimenticano una cosa semplicissima : carissimi Signori, avete uno schema di legge elettorale sulla quale siete d'accordo ? E perchè non la presentate in Parlamento? Se avete i numeri,  la devono approvare, se non li avete almeno mette nero su bianco che una Legge elettorale l'avete scelta, almeno certificate che delle idee, giuste o sbagliate, le avete avute. Insomma un coro di ridicole  prefiche dolenti che però dimenticano che sono stati proprio loro a creare il mostro. Gli " apprendisti stregoni" hanno la memoria corta, anzi cortissima e non ricordano che nel 1993  vollero il " Referendum Segni"  Il 18 e il 19 aprile  1993 l'elevato afflusso alle urne degli italiani(77%) e il successo di tutti i quesiti abrigativi referendari costituiva una svolta di notevolissima importanza: con l'abrogazione della legge elettorale del Senato veniva doppiato il successo che si era avuto già nel 1991 con il voto per la preferenza unica, rovesciando definitivamente il principio proporzionalistico a favore di quello maggioritario. Fu in tal modo che la stragrande maggioranza degli italiani si espresse per un sistema elettorale maggioritario che consentisse al partito con il maggior numero di voti di aggiudicarsi la maggioranza assoluta   di Camera e Senato e quindi la costituzione di Governi stabili ed autorevoli . L'anarchia politica italiana ha però consentito che nessun partito abbia poi rispettato questo democratico verdetto e l'Italia ha continuato ad avere un sistema elettorale " ibrido" ma che, almeno grazie al " premio di maggioranza",  favorisce il costituirsi di coalizioni , di allenaze bipolari, che avrebbero dovuto assicurare la stabilità di governo. Se poi li ascolti i dolenti, ti rendi conto che gli strali contro questa Legge elettorale si condensano su due punti: il premio di maggioranza ed il fatto che al popolo è impedito di scegliere chi eleggere. Parliamone seriamente. La seconda questione è inesistente ed è  un vero e puro  falso ideologico, come spesso fanno : nell'Inghilterra, per esempio, dove vige storicamente  il collegio uninominale la massima parte degli eletti li sceglie il partito. Ma a parte questa considerazione, diciamo che se oggi si votasse in Italia  con questa  stessa Legge elettorale ma  con le preferenze,  non cambierebbe un bel niente, anzi! Ci sarebbe  un'altra guerra, quella fra candidati, che andrebbe ad aggiungersi alla guerra politica fra i due schieramenti. Ed inoltre ricalerebbe sull'Italia  tutto il sistema corruttivo e clientelare che si instaura fatamente  fra singolo candidato ed elettori: insomma farsi scegliere fra più candidati comporta sempre - la storia italiana della prima Repubblica  ne è testimone, basta pensare alla Sicilia signori, vero o devo continuare con gli esempi corruttivi delle preferenze ?  - una maggiore intrusione, una maggiore influenza della malavita organizzata sul potere politico. Allora è almeno il minore dei mali quello di  avere un filtro - il partito politico -  che si presume democratico e che poi si assumerà la responsabilità, non solo  etica, del candidato prescelto. E poi, siccome tra il dire ed il fare in Italia c'è sempre di mezzo il mare ( del proprio tornaconto di bottega) siamo proprio sicuri che tutti gli apprendisti stregoni che invocano le preferenze come fosse la salvezza del Paese, siamo proprio sicuri che i loro partiti politici sarebbero disposti  a mollare il potere che invece così detengono ? Sul premio di maggioranza non si dice la cosa essenziale: esso è solo una misura, diciamo,  tecnica che dovrebbe consentire una certa governabilità. Inutile e demagogico, come spesso fanno i politologi ultranovantenni  con il solito trito e ritrito disco antifascista d'antan incorporato - come il decoder nei nuovi apparecchi televisivi - ricordare, facendo finta di scandalizzarsi, che tale misura fu introdotta dal fascismo e giù menate vecchie da secolo scorso. E' stata una misura dalla quale hanno tratto vantaggio vari governi,  ma sopratutto quello ultimo dell'Ulivo di Prodi del 2006, che - lo ricorderete - si conquistò la maggioranza dei seggi alla Camera avendo ottenuto un vantaggio pressocchè inesistente di soli 24.000 voti e riuscì a Governare anche avendo perso quelle elezioni per il Senato per quasi 500.000 voti. Nonotante tutto ciò la sinistra insiste nel criminalizzare il premio di maggioranza anche a costo di apparire come un ingrato che prima approfitta di una cosa e poi la rinnega. Questo " impedimento ", cioè il premio di maggioranza , per la sinistra deve essere  assolutamente eliminato perchè finchè esso esiste difficilmente la stessa sinistra  riuscirà ad afferrare il potere tramite il voto popolare e sarà pertanto e sempre di più  costretta ad usare   i soliti stantii imbrogliucci  parlamentari, attraverso l'ipocrita politica della sinistra delle " mani libere". Mani libere per ribaltare il voto del popolo con qualsiasi mezzo, alla faccia dell'onestà intellettuale e della democrazia. Dunque lamentele inutili alcune, argomentazioni pretestuose ed in mala fede altre, il potere politico che le invoca fa solo un esercizio di presa per i fondelli del popolo il quale , mal barcamenandosi nella giungla della legge elettorale, sull'argomento viene eletteralmente infinocchiato da chi invoca, come unico toccasana per il Paese, l'incarico ad una nuova maggioranza per varare una nuova Legge elettorale. In realtà due problemi questa Legge elettorale ce li ha creati , eccome, problemi che magari non sono direttamente percepiti dall'opinione pubblica ma che incidono sulle nostre istituzioni. Innanzi tutto ed in primo luogo, questa Legge elettorale, ha creato una profonda discrasia , una frattura vera e propria, fra il sistema elettorale ( maggioritario) e quello costituzionale ( creato e concepito  invece per il sistema proporzionale   e pervicacemente così  mantenuto intatto dal 1948 o quanto meno dal 1993 ad oggi  ). Nessuno ne parla, nessuno vuole assumersi la responsabilità di una tale inziativa. In secondo luogo, questa Legge elettorale, alla quale mise mano anche l'allora Presidente della Repubblica C.A. Ciampi, per sue pressioni, prevede un premio di maggioranza al Senato in misura e con modalità difformi da quello della Camera. Un'assurdità evidente, una questione da sistemare. Ce ne sarebbe anche un'altra di questione, che deriva dalla Legge elettorale ma che attiene di più al sistema istituzionale: il fatto che questa Legge elettorale, pur prevedendo il premio di maggioranza e quindi tentando di garantire una maggiore governabilità di quanto non fosse consentito nella Prima Repubblica, non evita la caduta della governabilità in caso di crisi politica all'interno della coalizione risultata vincente.  FLI docet.

ANCORA SULL'ARTICOLO 67 DELLA COSTITUZIONE

Ma mi potete spiegare per quale arcano motivo il principio costituzionale previsto dall'articolo 67 della Costituzione ( quello che recita disgraziatamente...." senza vincolo di mandato"...) non può essere modificato? Non è un principio nè un valore fondante della Costituzione, ma una sua regola. E allora? Da chi dipende, di grazia, se non da quel famigerato articolo, l'esistenza in Parlamento di formazioni, partitelli, movimenti, per i quali nessuno ha mai votato? Certo, dipende anche da quella famigerata legge sui rimborsi elettorali, ma è un'altra storia.


ER POLLETTO


C'è una poesia di Totò, quella intitolata " E pezziente" che, seppure scritta negli anni fra il cinquanta ed il sessanta, sembra calzare a pennello per un politico dei nostri giorni , del quale non voglio più scrivere nè nome nè cognome, ma solo un suo soprannome:  " er polletto ". Mi ricorda Pippo, quello della canzone del dopoguerra, quello che " si crede bello, come un apollo, ma sorride come un pollo!" Siccome ritiene  che " l'abito faccia il monaco", costui si veste sempre con impeccabile giacca stile " regimental" credendo così di dare l'impressione del politico retto e serio, cammina dritto impalato come se avesse ingioato il manico di una scopa, quando gli chiedi spiegazioni fa finta di fischiettare e si gira dall'altra parte, uno spocchioso gigione, uno che basa la sua forza sulla mancanza di  onore della sua parola alla quale non tiene mai fede , uno che sfrutta con operazioni di saccheggio la RAI pubblica per i suoli interessi personali e familiari ma poi esclama in pubblico ( tanto, che conta ormai la sua parola? Niente!) " Fuori i partiti dalla RAI",  crede di essere un intelligentone e ritiene che  gli italiani siano una massa di imbecilli  da prendere per i fondelli, si fa i cazzetti propri e quelli  della sua famigliola ben bene allargata con i soldi nostri, ruba appartamenti al suo ex partito e li regala, per quattro soldi,  ad un cognatino, smanaccia i soldi della RAI e costringe la stessa ad assumere suoi famigli, a concedere appalti miliardari alla sua famigliola, ha l'aria truce e grave come a dire " qui comando io" ma poi a casa sua , da polletto quale vorrebbe farsi credere, fa comandare cognati , suoceri, moglie; una volta era un bravo oratore ma ormai sa solo insultare e non spiega mai nulla,   ma non basta. Se vivesse ancora Pirandello, lo avrebbe paragonato al pavone più che ad un usignolo. Perchè se ad un usignolo togli le piume, resta pur sempre il canto bellissimo, ma se ad un pavone togli le piume, mi sai dire cosa resta? Il nulla.  Decidete voi chi sia. Dunque quella poesia dice a proposito dei mendicanti ( e pezziente) ..." io ne consco uno, Peppino a Fiurella, .....si je daje a cinqua lire, 'o sangue le va stuorto, te 'e sbatte in miezzo a 'e pire e o  sangue le va stuorto  ...", ed ancora oltre "...pe fa chillu mestiere...'nce vo' na accia tuosta...". E' perfetta per il  nostro " er polletto". E' maestro di trasformismo, altro che Mastella; questi, al suo confronto, è la coerenza fatta persona, uno fedele ed immobile come una roccia o come i carabinieri. E' l'uomo che dice una cosa e dopo dice l'opposto con l'aria grave di chi crede di dire una verità da massimi sistemi . Oggi, per esempio, loda con soavi parole Henry John Woocock, il P.M. del ridicolo caso Marcegaglia/Il Giornale esprimendo la sua vicinanza alla Presidente della Confindustria ed al P.M. mentre nel non lontano 2006 dello stesso P.M. " er polletto" diceva:" Un Signore che in un Paese serio avrebbe già cambiato mestiere". Quando lo stesso P.M. spiattellò alla stampa tutte le intercettazioni telefoniche nelle quali era coinvolto - nell'inchiesta Vallettopoli -  il braccio destro di " er polletto" , quel tale Sottile, " er polletto " perse proprio le staffe  contro il P.M. e disse " ...se dovessi dire quello che penso sarebbero scintille...". Si beccò una denuncia per diffamazione che poi fu rimessa dal P.M. quando " er polletto",  approfittando del Lodo Alfano , si accordò con il P.M. e mentre " er polletto" rinunciava all'immunità,  l'altro rimetteva la querela ( tanto gli italiani sono tutti dei grandi idioti).


ANCHE GLI INDUSTRIALI MANGIANO FAGIOLI

Scusate, ma non capisco. Ricapitolo, tante volte avessi fuso il cervello. Dunque: Confindustria non è indagata, Marcegaglia non è indagata, Arpisella non è indagato, Sallusti non è indagato, Porro non è indagato, Il Giornale non è indagato. Bene. E allora? Come mai ci sono registrazioni di telefonate? Se non vi sono indagati, non vi sono  motivi validi per legittime registrazioni. Ricordiamo che le registrazioni devono essere autorizzate solo se vi sono indagini in corso. Non mi convince questa storiaccia, qualcuno non la racconta giusta. Possibile che una Procura autorizzi registrazioni illegali? E come no? E perchè no? Possibile che siamo arrivati ad una tale irresponsabilità della Magistratura militante , ad una  simile arrogante sfacciataggine al fine di sputtanare pubblicamente e subito qualcuno ( indovinate un po' chi?) non solo senza alcuna concreta prova ma anche senza uno straccio di un'indagine .  Possibile anche che la Signora Emma Marcegaglia sia un poco nervosa, sai com'è....Padre inquisito per reati collegati ai rifiuti, idem il fratello, lei stessa Presidente della Confindustria. Ma chi è poi questa Confindustria? Rappresenta proprio gli industriali italiani? No, perchè rappresenta solo i grandi industriali, cioè quei pochi che hanno fatto la loro  fortuna non con il mercato libero ma grazie all'Italietta della DC e del PCI e che oggi rimpiangono quei bei tempi del consociativismo quando bastava una bella rottamazione ed una parolina di Agnelli........insomma, meglio tenersi buona la Magistratura, piuttosto che la verità. Anche la Marcegaglia tiene famiglia, rima a parte!


PROMETTERE NON COSTA NULLA, MANTENERE E' LA VERA POLITICA

La sinistra trova molto facile ed agevole accusare il Governo di non occuparsi dei problemi economici del Paese, del lavoro, proponendosi un giorni sì e l'altro pure, come forza di governo che saprebbe creare,  per volontà politica  , i posti di lavoro necessari. Una minchiata stratosferica! I posti di lavoro regalati per decreto legge andavano bene nei regimi comunisti del secolo scorso, ma hanno il difetto di scomparire nel nulla non appena si esauriscono i finanziamenti ( soldi nostri, prego|) che li hanno promossi. Non ci vuole molto per sbugiardare questi illusionisti. Ricordate per caso i centomila posti per " lavori socialmente utili " creati dai governi di centrosinistra negli anni 90 e non collegati ad un disegno produttivo che coinvolgesse il sistema delle imprese? Svanirono nel nulla per la mancanza di un progetto che producesse quei centomila posti, ma i centomila posti sono rimasti sul groppone e noi li stiamo pagando con varie indennità e con una massa di precari che fa spavento. Ed a proposito di precari: stessa cosa è accaduta per la Scuola , dove i precari sono stati creati fra gli anni 80 e 2000, grazie alla DC ed al PCI,  utilizzando la Scuola come ammortizzatore sociale, frazionando classi, per l'assenteismo dei professori, ma non perchè vi fossero posti nuovi. Stessa matrice del debito pubblico che abbiamo: conseguenza dell'occupazione per decreto, del mantenimento di masse senza lavoro a carico dello Stato, politica mirabile di affossamento derl Paese attuata mirabilmente dal consociativismo della Prima Repubblica fra DC e PCI.

Roma lunedì 11 ottobre 2010

Gaetano Immè

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