Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 4 ottobre 2010

SU BOSSI NESSUNO HA DETTO  LA VERITA'. PERCIO'
ECCOVELA.!

Non sono romano, vivo da sempre  in questa città stupenda, ma non sono romano " de Roma". Che poi i veri " romani de Roma" ormai credo si possano contare sulle dita di un paio di mani. Ma vi ho vissuto abbastanza ormai per dire che conosco bene, assai bene Roma e che conosco bene, assai bene anche i romani. Ricordo ancora quando a Trastevere neanche potevi entrare se non eri accompagnato da uno di loro, come al famigerato Mandrione, come all'altrettanto famoso Quarticciolo, tanto per ricordare. Molta boria, molta supponenza ed anche molta violenta tracotanza, ereditata forse per via storica, ma  certo un gravissimo difetto endemico dei romani. Le battute sulle sigle poi erano tramandate di famiglia in famiglia, senza tanti drammi. Chi non ricorda "Sono Porci Questo Romani", " Sono Poche Queste Ricotte " e via dicendo, chi non ricorda , per fare un parallelo, il classico " Se Cristo Vedesse - Sarebbero Cazzi Vostri " a proposito della targa auto del Vaticano " SCV" ? Non mi ricordo di guerre scoppiate per frasi di questo genere. Liti da cortile, da tifosi, da teppisti: come quando - anche questa è storia mia - andavi a Milano a quei tempi e se i teppisti locali scoprivano che eri di Roma la lite scoppiava, eccome se scoppiava. Ma non succedeva solo a Milano: vogliamo forse dimenticare Napoli ed i napoletani, tanto per citare un eclatante esempio? O vogliamo anche dimenticare anche le battutacce e le offese dei " romani de Roma" sui calabresi, sui siciliani?

Sento parlare di cose strane, per Roma. Sento parlare di pagare il pedaggio sul GRA, sento parlare di una corsa automobilistica per Roma, sento parlare di cose che mi fanno semplicemente rabbrividire. Ma ve lo immaginate voi le file eterne per il pedaggio sul GRA? Non è già così ingolfato? E che dire poi di quella folle idea di un Gran Premio automobilistico di formula Uno a Roma? A Roma?! Ma non sento nessuno, nessun 
" romano de Roma  " , nessun " sincero democratico " che urli  e che si disperi " ma che state a dì!", " ma che sete matti?", nessuno. Nessuno, per esempio, che sull'ipotesi di questo GP a  Roma abbia chiesto qualcosa, per esempio, a Montezemolo, ad Alemano, che abbia ricordato a questi Signori che a dieci minuti da Roma, comunque ,esiste già un autodromo ( Vallelunga) che potrebbe essere adattato alla bisogna senza creare per la città eterna altri ed inimmginabili problemi.

Bossi ha pronunciato la ormai famosa battuta alludendo proprio alle già avanzate e ventilate pretese della cricca dei  " romani de Roma" di avere altri finanziamenti da parte dello Stato proprio per organizzare la folle corsa automobilistica.  Bene: questo vuol  dire che  se la Lega ha deciso di opporsi ad un tale scempio di Roma, se la Lega ha deciso di scendere sul campo anche a Roma, allora io sto con Bossi perchè dietro quella battuta trimalcionesca , datata - ma che era usuale anche per le nostre nonne che non erano precisamente delle padane - viaggia un poco di buon senso che non  trovo più in giro. Roma stuprata, offesa, vilipesa, scempiata da un circuito automobilistico  cittadino come Montecarlo, invasa da milioni di tifosi, da migliaia di pulman, da carte, cartacce, lattine, giorni e giorni di traffico impazzito. Allora io sto con Bossi: un padano, ma anche un Ministro di buon senso e che, forse non volendo, difende e non offende Roma. Ed alla sinistra con la puzzetta sotto il naso, indignata e scandalizzata  per la battuta bossiana voglio ricordare come se lo pomiciavano,  nel 1994,  il rozzo padano,  quando questi abbandonò Berlusconi e FI al loro destino (a causa dell'avviso a comparire notificato via Corriere della Sera all'allora  neo Premier, informativa giudiziaria con capi d'imputazione rispetto ai quali dieci anni più tardi Berlusconi sarà assolto dalla Cassazione " per non aver commesso il fatto"), come  D'Alema  battezzò amorevolmente " la Lega è una costola della sinistra" co la boccuccia a forma di culo di gallina. In verità la Lega fa cagare addosso i sinceri democratici, perchè vince, perchè sa parlare alla gente, alla sua gente, perchè non va sulle terrazze romane a bere fluts di frizzantino fresco a sparlare di " regime berlusconiano " ma va casa per casa a parlare con gli operai, con i precari, con le famiglie; perchè sta aumentando i consensi anche al Sud, perchè - è noto - che per i saccentoni ipocriti e borghesi chi non sta con il PD è solo  un rozzo delinquente. Oggi questi sinceri democratici , che il " rozzo padano" ha brutalmente  poi mandato " a cagare", stanno culo e camicia, pomiciano e fornicano, bocca a bocca, si slinguazzano  con una banda di camicie nere, i finiani,  che ormai , uscendo dal PdL,  hanno abbandonato il tentativo di diventare una forza politica democratica e liberale e sono tornati al giustizialismo ed al fascismo . Pensate voi che insulto intellettuale e che schifo! Altro che le battutacce di Bossi! Questa unione fra fascisti e comunisti è la " smoking gun" che il centro-sinistra esercita solo la " vecchia  professione della politica", al fine esclusivo di mangiare bene a spese nostre; altro che ideali ! Come si diceva? " Franza o Spagna, purchè se magna!". E' proprio vero !.   Si indignano per una battuta di Bossi, peraltro riportata male e senza una sua precisa allocazione, ma fanno finta di niente per le oltraggiose parole di quell'indagato per truffa di Di Pietro , peraltro pronunciate in pieno Parlamento.


NESSUN SIMBOLO IDENTIFICABILE CON UNA PARTE POLITICA PUO' SOSTITUIRE IN SEDE PUBBLICA
QUELLI DELLA NAZIONE E DELLO STATO.

Non sono parole mie, ma del Presidente della Repubblica, pronunciate in pubblico,appena qualche giorno fà, a proposito della ormai famosa Scuola di Adro. Sono d'accordo, rara avis,  con il Presidente. Ma vorrei chiedere al Quirinale, se  avessi la possibilità di essere ascoltato e di avere una esauriente risposta, come la mettiamo, allora, con tutte le Scuole e  con tutte le strade e le piazze  intitolate a Marx, a Lenin, a Stalin o a Comunisti del passato? Come la mettiamo, Signor Presidente, con il  "Curiel",  il famoso Liceo padovano,tanto per dire ?Questo Istituto non solo è dedicato a Curiel, noto partigiano iscritto al PCI ed anche Direttore dell'Unità clandestina, ma è stato anche costruito in forma di " falce e martello"? Si veda su Internet, chi lo desidera. Ci dica, Signor Presidente, ci dica, ci illumini......



IL DIRETTORE CHE CREDEVA DI DOVER FARE IL DIRETTORE E CHE INVECE......

Avete capito perchè per due giorni il Corriere della Sera non è uscito nelle edicole? Sciopero, strike, parola magica, passpartout di ogni situazione illogica. Ma sciopero " de che"? Ferrucico De Bortoli s'è messo in testa di fare il Direttore, di dirigere lui il Corriere. Ed ha scritto pure una lettera ai suoi dipendenti, sostenendo la necessità di taluni cambiamenti organizzativi del lavoro del giornale in virtù dell'istantaneità della multimedialità globale. Modificare il contratto di lavoro ? Oibò, una bestemmia, un attentato alla Costituzione, un golpe padronale, un sopruso inaccettabile. Et voilà, il Corriere , di proprietà di Banche, Assicurazioni, famiglie VIP, ha fatto scendere De Bortoli dalle stelle a ...Via Solferino. Dove il Direttore è, per il CdR , come quel famoso  tizio era per il Marchese del Grillo: al grido di " Io sono io e tu non sei ......che De Bortoli", Fiengo e Compagni hanno risposto alla lettera direttoriale come si conviene nei Paesi civili, moderni: due giorni di sciopero.


UN PADRE CHE SI DEVE GUARDARE ALLO SPECCHIO

Ho letto da qualche parte che il Dottor Massimo Russo, un ex P.M. della Procura di Palermo, passato ormai alla Politica ed attuale Assessore Regionale siciliano alla Sanità ( che gioiello, Signori!), è diventato un padre felice. Ha avuto un figlio. Complimenti, perchè diventare genitori è una grossa responsabilità ed una grossissima  gioia. Ma padri  non si diventa solo per avere  avuto una erezione ed una valida eiaculazione, ma per i valori ideologici e di esempi di vita che poi si trasmettono con gioia e con orgoglio ai figli. Ed il Dottor Massimo Russo , anni fa, da P.M. accusò il Tenente dei Carabinieri Carmelo Canale di aver fatto curare la propria figlia, ammalata, con i soldi della mafia. Ne aveva le prove? No. Tanto è vero che Carmelo Canale fu, da quelle infami accuse, assolto  con formula piena in tutti e tre gli ordini di giudizio. Dottor Massimo Russo, ora si prepari a spiegare tutto questo a questo suo figlio.


Roma 4 ottobre 2010

Gaetano Immè

Nessun commento:

Posta un commento