Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 2 ottobre 2010

Valeva la pena aspettare qualche giorno, per avere le idee più chiare, per sentire finalmente non solo  la campana di Fini  - dopo tutte le strombazzate - , ma anche di assistere  alla votazione sulla fiducia al Governo , per avere una visione globale della situazione.

 ERA NATO UN PROGETTO POLITICO PER IL PAESE

Meglio dire subito, chiaro e tondo : soffro per la sua rovinosa caduta  , sia umana che politica, di Fini,   con lo stupito dolore di uno che ha creduto fermamente nelle sue capacità per una sua futura leadership del centrodestra , come uno che - pur non avendo mai votato per lui - vedeva nel sodalizio fra FI ed AN e Lega la coalizione  che avrebbe finalmente  messo mano ad un programma riformatore e democratico del nostro Paese, che avrebbe attuato un progetto politico che abbandonava gli stantii  e retorici sepolcri della Prima Repubblica,  sodalizio politico che si apriva finalmente, anche se stentatamente , al bipolarismo comune ai principali  Paesi democratici  occidentali ,  che vedeva , dopo la ingannevole fine della Prima Repubblica , massacrata  da un manipolo  di Magistrati facinorosi  ( che, avvalendosi del loro potere discrezionale , non avevano affatto distrutto la corruzione politica generalizzata  e  tutta la Prima Repubblica,  ma solo alcuni partiti  politici di quella ) finalmente  materializzarsi la speranza di un ammodernamento istituzionale del nostro Paese , verso forme  più evolute e democratiche di governo, basate sul principio bipolare della alternanza fra i " tories" ed i " labour" ;  sistema istituzionale nel quale , ieri Berlusconi, domani Fini, dopodomani  chissà chi , magari - e perchè no? - anche un leghista , avrebbero rappresentato la coalizione di centrodestra nel bipolarismo . Nasceva così, a causa di un anticostituzionale strapotere della Magistratura sulla politica ( strapotere strappato dalla Magistratura, con un'azione violenta e golpista inferta dalla stessa ad un Parlamento timoroso e ricattato  e derivante dalla cancellazione  delle guarentigie costituzionali per i parlamentari  ,  cancellazione voluta ed imposta - quasi " manu militari" -  dal Pool di Milano , sull'onda dello squallido e populista giustizialismo degli anni 92 e 93 ) ,  una seconda repubblica falsata, finta, surreale, monca. Perchè mentre nasceva realmente  una Seconda Repubblica per quanto riguarda il centrodestra ( che presentava una coalizione nuova di zecca rispetto al passato, composta da forze nuove come FI e come la Lega , con la sola compartecipazione di un partito della prima repubblica , partito peraltro che la stessa prima repubblica aveva ghettizzato fuori dal così detto " arco costituzionale" che costituiva già di per sè stesso una violenta e palese forma di incostituzionale discriminazione rispetto alle idee ed alle ideologie ( ma perchè professare l'ideologia fascista legittimava l'apartheied politico mentre professare quella comunista - ... che infiniti lutti addusse al mondo intero ...- era del tutto lecito?)  ( partito che si stava anche  svincolando dall'armamentario missino divenendo nel 1995 AN ), per il centrosinistra accadeva esattamente, sfacciatamente e disgraziatamente  proprio l'esatto l'opposto. Nulla di nuovo, a sinistra, rispetto alla prima Repubblica : stessi partiti politici ( PCI, poi DS, DC, PRC, PDCI, PSI, UDC, ecc) , stesse facce, stessi uomini, salvati dall'incriminazione tangentizia taluni e molti ( vedi PCI ), risorti  altri pochi  dalle ceneri di quelli sventrati da Tangentopoli, ma identiche le  ideologie, identici gli slogans, identiche le abitudini politiche, idenitici anche gli scarsi progetti politici sconfitti dalla staoria e abbandonati dagli uomini .

Ecco perchè la Seconda Repubblica è stata fatta nascere, a sinistra,  a mezzo una specie di " taglio cesareo " o di " procreazione assistita " , per giunta  malata e  rachitica: tutte le coalizioni di sinistra infatti, dal 1993 ad oggi, sono state composte da partiti ed uomini che erano nati, cresciuti e  assai ben pasciuti  nel consociativismo della Prima Repubblica. Per questi motivi storici  in Italia il bipolarismo è nato  zoppo, perchè mentre la sua gamba destra incarnava, pur con i suoi errori e limiti,  la voglia di modernizzare  il Paese, la voglia di seppellire l'Italietta del secolo scorso, la gamba sinistra del nuovo bipolarismo era composta nè più nè meno  che dagli stessi uomini e dagli stessi partiti della prima repubblica. Basta questa semplice constatazione per comprendere come e perchè una parte politica , il centrodestra per l'esattezza, abbia proposto al  Paese , fin dal 1994 ad oggi, una  sua riforma istituzionale e funzionale ,  basata  su un bipolarismo istituzionale  che contenga elementi nuovi e necessari per la  governabilità , di spunto presidenziale e di natura maggiorataria, mentre l'altra parte, il centrosinista, appunto , si sia opposta a questo pensiero riformista, spacciando  praticamente  quale " progetto politico " solo una illogica difesa dello status quo istituzionale , non certo perchè collegato ad un progetto politico elaborato per il bene del Paese - così assetato di riforme in ogni settore, come dimostra l'ormai irrefrenabile globalizzazione -   ma utilizzato  solo per fare  opposizione, nascondendo così  il proprio vuoto politico progettuale  dietro l'alibi  della  sola pretesa e talvolta ridicola sacralità della Costituzione .


IL PROGETTO POLITICO ORA RISCHIA DI FRANTUMARSI

E' evidente ora come la caduta di Gianfranco Fini riduca le frecce nella faretra del centrodestra: Berlusconi non può , nè deve essere eterno.  Ma il ricambio generazionale in politica è elemento essenziale delle democrazie più evolute. Basta considerare , per esempio, l'Inghilterra, dove una Tacher ( due mandati da primo Ministro ) è fuori dalla politica, fuori dal Parlamento; dove Gordon Brown ( ex primo Ministro) è anch'esso ormai fuori dalla politica, fuori dal parlamento; dove lo stesso Blair ( due mandati da primo Ministro)  è ritornato alla sua antica professione di legale e di scrittore. Stesso dicasi, o quasi, anche negli USA. Insomma anche su questo versante etico, il centrodestra ha apportato  alla Seconda Repubblica tutto il peso di questa sua " novità genetica" , inserendo nella politica gente già ricca del suo ( si veda lo  stesso Silvio Berlusconi) o gente con una propria professione alla quale tornare dopo l'esperienza politica. Insomma nel centrodestra si è andato rarificandosi  il " politico professionale", mentre nel centrosinistra non è accaduta  affatto la stessa cosa, ma esattamente  e sempre la vecchia cosa: è proprio lì che ritrovi  ancora e sempre i volti eterni della politica, lì ritrovi un De Mita, lì rirovi  un Forlani " more young" vestito da Casini, lì ritrovi la Bindi, lì ritrovi tutti i rimasugli della vecchia DC e del vecchio PCI, lì ritrovi ancora  i Veltroni, ritrovi ancora i D'Alema, ritrovi ancora i Bersani, ritrovi ancora  i Marini, sconfitti dalla storia, salvati solo da una Magistratura ormai pervasa da irrimediabili metastasi idelogico-politiche, ma che sono sempre quegli stessi della prima repubblica , che hanno  solamente indossato  magliette nuove per ingannare i finti ciechi. Ma l'abito, si sa,  non fa il monaco. E questo è un altro punto di scontro: la seconda repubblica si dibatte fra i fautori del " nuovo che avanza" , come nel centrodestra, ed i fautori del " vecchio che non vuole cambiare ", come nel centrosinistra.  Con l'ulteriore incongruenza di chiamare " democratici " coloro che si battono affinchè tutto resti così com'è e definire, con una punta di dispregio, come " conservatori" tutti coloro che invece tendono ad applicare le riforme. Non si tratta di affermare la superiorità, intellettuale , politica e storica  di una delle due posizioni ( ci vorrebbe un dibattito a parte ) , ma si tratta di prendere atto anche di questo dato di fatto. Sono sedici anni, dal 1994 per l'esattezza ( anno di nascita del centrodestra ) ,  che il centrosinistra urla e si straccia le vesti per la democrazia in pericolo perchè modernizzata da  una decisa ledearship ( quella di Berlusconi) , accusandola di scempi democratici quali il populismo, quali il cesarismo o le derive sudamericane. Il problema è che è nel  centrosinistra, disgraziatamente  che mancano del tutto  i leader veri, non dico i Prodi, non dico i Veltroni, non dico i D'Alema,  i De Mita, le Bindi, i Fassino, ecc( sconfitti dalla storia politica d'Italia e del mondo della seconda metà del secolo scorso,)  che invece malauguratamente abbondano, ma gli uomini nuovi, quelli che non solo ci mettano la faccia ma anche che non vivano di sola politica e che costruiscano una vera sinistra riformista che attendiamo da sempre come un'araba fenice . Una democrazia senza leader, come quella evocata ed invocata dalla sinistra,  si traduce in una oligarchia mascherata, dove contano capi, capetti, capipopolo, capiscala, capifabbrica, spioni, ecc; il problema della Seconda Repubblica  e della nostra democrazia non è l'esistenza di una ledearship forte nel centrodestra, ma è semmai l'assenza quasi totale di una ledearship vera  dell'opposizione. Non è la presenza di un leader forte che mette in pericolo la democrazia, ma la presenza di una politica troppo debole , debole di proposte politiche degne di questo nome, debole di classe dirigente, debole di contenuti politici. Non è l'esistena di una ledearship forte a generare pericolosi vuoti  di progetti politici, ma esattamente il contrario. Basta pensare ai vari leader che la sinistra ha "usato e gettato" in questi ultimi sedici anni sia per scelta che per necessità di bassa politica : da Prodi ad Amato, da Dalema a Veltroni, da Bersani a Franceschini, da una ragazzina di nome Noemi, ad una prostituta di nome D'Addario, da un mozzorecchi disonorato come Spatuzza ad un disonorato di stirpe come Ciancimino jr. Si pensi  invece, tanto per fare  solo alcuni esempi, ai governi Craxi in Italia, si pensi ai governi Tacher in Inghilterra , si pensi ai governi Reagan negli USA, per non parlare di quelli di De Gaulle in Francia. Dunque la caduta, umana e politica, rovinosa ed ingloriosa di  Gianfranco Fini non ha altro risultato che indebolire il progetto istituzionale e di ammodernamento che è stato la base che il centrodestra ha costruito appositamente per questa seconda repubblica. Berlusconi e Fini sono stati praticamente gli architetti che hanno regalato agli italiani questi sedici anni di democrazia bipolare, che ha risvegliato sopiti entusiasmi ma anche, dall'altra parte,  rancori ideologici e meschine invidie anche classiste, mai superati: ma la loro creatura sta crollando, perchè uno dei due architetti, Gianfranco Fini, ha sbagliato tutti i calcoli. E' la fine della Seconda Repubblica? E' la nascita di una Terza Repubblica? O non è piuttosto e semplicemente la forza nascosta della restaurazione dello " status quo ante", della fine del sogno modernizzatore e bipolarista come invocano tutti i partiti che non siano nel centrodestra, oltre a Fini stesso? Per chi non avesse ben afferrato: è dunque il ritorno del proporzionale? E' il ritorno di una nuova " balena bianca" di centro? E' il ritorno della " politica dei due forni"? E' il ritorno dei governicchi di un mese, balneari, tecnici, di transizione, di tutto fuorchè " del governare"? E' il ritorno al passato? E' l'avvio del Paese verso una teocrazia democratica dei Magistrati più o meno illuminati ( ma de che?)?

MA COS'HA DETTO E FATTO FINI?

Ma  cosa ha detto e cosa non ha detto Fini nel suo messaggio circa la casa di Montecarlo e circa tutte le altre sue magagne? E cosa ha fatto Fini in questi anni e cosa non ha fatto? Senza ombra di dubbio, ha detto troppe bugie, ha sfidato troppo l'intelligenza degli italiani, ha confidato troppo sulla cretinaggine e sulla dabbenaggine degli italiani ( che evidentemente lui considera tutti degli imbecilli ) .  Lui dice : " mi dimetto da Presidente della Camera se viene provato che Giancarlo Tulliani è il proprietario della casa di Montecarlo"? La prova c'è, è un atto del Governo di Saint Lucia, mai smentito, che certifica che Giancarlo Tulliani era l'unico proprietario/beneficiario sia della Printemps Ltd che della Timara Ltd al momento dei due atti notarili della casa. Pertanto sarà bene che Fini la faccia finita di giocare col fuoco e che si dimetta, se la sua parola  conta ancora qualche cosa più di un centesimo di euro bucato. Ma non si dimette e la sua parola conta dunque sempre di meno. Ma Fini non si deve dimettere  se e perchè Giancarlo Tulliani risulti  il proprietario della casa di Montecarlo; Fini si deve dimettere per motivi Costituzionali, perchè è anche il leader di un movimento politico - F L I - che è dichiaratamente contrario alla maggioranza politica che lo ha , a suo tempo, eletto a Presidente della Camera.  Il Presidente della Camera non può giocare due ruoli in commedia, dato che la Costituzione gli assegna uno dei tre ruoli " super partes". La scelta di Fini di rimanere incollato alla poltrona certifica la abissale caduta morale di quest'uomo- che proviene da un MS dove l'onestà e la parola data erano valori assoluti -  che ambirebbe, a chiacchiere,  a impartire agli altri lezioncine di moralità ma che dimostra nei fatti concreti di non avere nessuna dignità , nè personale ( uno che si fa turlupinare dalla moglie e dal cognatino di ventiquattro anni è semplicemente un pollo ) nè istituzionale. Fini dice anche bugie, tante bugie, troppe bugie: per accertarsi che Tulliani occupi l'immobile, non bisognava aspettare due mesi, bastava chiedergli " mi dai la copia del contratto"? Poi la questione del prezzo: Fini e chi lo sostiene dicono che solo Fini doveva e poteva decidere si beni di AN, dicono perciò  che 300 mila Euro per quella casa vanno bene se andavano bene a Fini. Lo poteva decidere  da solo? Va bene. Quindi, concludono Fini ed i suoi supporters,  non vi è alcun reato penale. Incredibile! A forza di delegare alla Magstratura compiti che non le spettano, a forza di ragionare come Travaligo, come Di Pietro, come Santoro, come i grillini, come il popolo viola, se un'azione, anche la più schifosa,  non integrasse un reato penale qualsiasi, diventa per costoro qualcosa di ammirevole. Per costoro, pare incredibile, una bugia, non equivalendo ad alcun reato penale, è una cosa stupenda, per loro il bugiardo diventa un esempio preclaro . Non è così, neanche per idea! L'etica pubblica condanna i bugiardi, condanna i profittatori, condanna il pollastro che si fa infinocchiare da una gonnella ed esclude che ci si faccia governare da quanti dimostrino, come ha dimostrato Fini, di essere facilmente raggirabile. Se insomma sei così pollo da non saper neanche non dco comandare ma semplicemente vedere le cose  a casa tua, non vedo perchè dovrei metterti in mano il futuro mio e dei miei figli e del mio Paese. " Fermiamoci tutti " dice Fini, usando messaggi trasversali mafioseggianti: chi, Onorevole Fini, chi si deve fermare? Faccia i nomi, non sia sempre vile come lo è stato addossando le sue colpe a Giancarlo Tulliani, come lo è stato mettendo Lei in mezzo la sua famiglia , come lo è stato tacendo per due mesi senza alcun motivo.


Passato, presente e futuro di Fini

Mi indigna la nascita di F L I: sia chiaro, non perchè nasce un partito politico, ma perchè nasce un qualcosa che deriva da una disonestà di fondo, se non proprio da una truffa ideologica. Sono quindi indignato ed anche schifato che esista ancora in Italia gente che possa concedere  qualche credibilità ad una persona, a Fini dico ed a chi gli tiene bordone, la cui parola d'onore vale ormai zero. Cos ' altro posso pensare  di una persona nata fascista, cresciuta fascistona, salita  fina dal 1992 sul carro berlusconiano per essere sdoganata dalla fogna in cui era relegato con il suo MSI, di una persona che ha sfruttato il berlusconismo come un famiglio usa il padrone, di una persona che dietro le spalle di Berlusconi diceva di lui ogni male, come la classica serva,  ma che poi saliva sul di lui  carro per interesse, di una persona che ha speso tutta una vita per deludere tutti: i vecchi missini e i nuovi seguaci del PdL. E non c'è due senza tre. Il suo futuro? In un partito di rancorosi, di ex fascisti ripuliti, di giustizialisti  solo delle azioni altrui, di corruttori di RAI  lottizzata dove mangiano a quattro ganasce. La sinistra ha trovato un nuovo leader, anzi un nuovo utile idiota. Triste la storia degli " utili idioti"........Che buon pro gli faccia.

- CHI RUBA AL PROPRIO PARTITO PER FARE ILLECITAMENTE RICCA LA PROPRIA
  FAMIGLIA E' UN LADRO.
- CHI ESTORCE  ALLA RAI PUBBLICA CONTRATTI MILIONARI PER LA PROPRIA FAMIGLIA
  E' UN CORRUTTORE.
- CHI COSTRINGE LA RAI PUBBLICA AD ASSUMERE SUOI FAMIGLI USANDO LA FORZA
  DELLA SUA CARICA POLITICA E' UN DELINQUENTE POLITICO.
- CHI CANDIDA UNO COME DI GIROLAMO , UN NOTO MALAVITOSO, NELLE LISTE DEL
  PROPRIO PARTITO POLITICO E' UNO CHE VUOLE  LA COMPLICITA' DELLA
  NDRANGHETA PER I SUOI AFFARI.
- CHI METTE LA PRESIDENZA DELLA CAMERA AL SERVIZIO DI GENTAGLIA COME DE
  VITO PISCICELLI - QUELLO CHE SGHIGNAZZAVA LA NOTTE DEL TERREMOTO
  DELL'AQUILA, QUELLO INDAGATO DALLA PROCURA DI FIRENZE PER LA " CRICCA"
  FAMOSA -  FINO AL PUNTO DI FARGLI CORRISPONDERE DAL COMMITTANTE  UN
  MILIONE E MEZZO DI EURO PER UNA PISCINA CHE DE VITO PISCICELLI NON HAI MAI
  COMPLETATO, ALTRO NON E' CHE UN COMPLICE DI UN ESTORTORE.
- CHI SI RIFUGIA NEL SILENZIO E' UN VIGLIACCO.
- CHI NON E' CAPACE DI AMMETTERE I PROPRI ERRORI  E' UN DITTATORE VIZIATO..
- CHI HA BISOGNO DI FARSI DIFENDERE DA ALTRI E' UNA PERSONA INCAPACE ED
  IRRESPONSABILE.

 UN PERSONAGGIO SIMILE NON PUO' ESSERE PRESIDENTE DELLA CAMERA, ANCHE SE NON ESISTESSE, IN TUTTO CIO', UN REATO PENALE.



NICHI VENDOLA E' UN GRANDE PARACULO


Niki Vendola farebbe anche tenerezza, se almeno mostrasse rispetto per la verità, coerenza e onestà intellettuale, tutte categoria " politiche" che Nichi " dovrebbe conoscere". Ma non è così. Privo, dunque, di argomenti e fatti che  attestino appunto la sua costante ricerca della verità anche storica, la sua coerenza e la sua onestà intellettuale, Vendola, preso da un inesplicabile delirio di onnipotenza, non solo dimentica che la sua Puglia è la Regione più indebitata d'Italia ( vedi statistiche ISTAT anno 2009), non solo che è la Regione dove è in corso tutta una serie di inchieste della Magistratura su scandali interni alla sua Giunta sulla Sanità ( prego compulsare l'apposito sito internet Wikipedia) , non solo dimentica che ha rivinto le ultime elezioni regionali solo per la dissennatezza di un Fini  già allora fuori di testa, che ha voluto candidare in Puglia anche  la Poli Bortone ,a dispetto del candidato proposto dal centrodestra ( cosa che ha regalato a Vendola i voti confluiti sulla Poli Bortone , vedi risultati regionali scorse pubblicate da ISTAT), non solo ha dimenticato che la Puglia è una Regione che deve tenere pronti ed aggiornati  i suoi  libri contabili ,  per essere portati in Tribunale fallimentare ( vedi dati della " Conferenza Stato Regioni" diretta da Vasco Errani, nel suo sito) , non solo tace come la Cassazione abbia sbugiardato la " sua"  legge regionale che vietava la carriera ospedaliera ai medici obiettori circa l'aborto ( con buona pace della uguaglianza dei cittadini e con buona pace al dettato costituzionale che vieta esplicitamente ogni discriminazione per le proprie idee ),  ma addirittura , nel suo simpatico ed onirico delirio di rappresentarsi come il candidato premier per la sinistra, finge di ignorare tutti questi fallimenti ( che sono tutti imputabili  a lui stesso ) tentando la squallida manovra di spacciare per
" novità politica" degna di speciale considerazione,  la propria omosessualità.  Al motto " votatemi perchè sono gay!", lancia il suo messaggio affermando che l'Italia ha già avuto un Premier Gay. Come fosse una elementare proprietà transitiva, gay lui e gay  io, premier lui e premier io. Ovviamente ne omette il nome, come si usa nelle parrocchie degli ipocriti  , adusi a tirare il sasso nascondendo poi la mano. A Vendola faccio sapere, visto che non è  ben informato,  che di Premiers gay l'Italia bigottona, quella governata dal consociativismo fra la DC e il PCI  ( ma tutti zitti e mosca ) , ne ha avuto non uno, ma ben tre. Uno è oggi un senatore della Basilicata, noto per la sua dedizione alla cocaiana e che ha fatto parte della DC di sinistra: di lui " si è detto" fosse un omosessuale, ma a chi scrive non risultano atti certi, ma solo " rumors" al riguardo. Senza ombra di dubbio invece, l'omosessualità di altri due Premier;  il primo,  famosissimo democristiano doroteo veneto, di origine dossettiane, che fu per ben cinque volte Presidente del Consiglio dei Ministri ed il secondo  che è stato il primo Presidente del Consiglio dei Ministri " non democristiano" fra il 1981 ed il 1982. Non risulta che costoro furono scelti alla carica solo perchè erano gay. Non ritengo che l' omosessualità rientri fra gli strumenti culturali, fra le così dette " categorie" ( storia, sociologia, ecc), con le quali si fa politica. Francamente, della  omosessualità di Vendola me ne sbatto altamente, rispetto questa sua tragedia, ma voglio che essa resti nel campo delle cose private, dove deve restare. Non quindi cosa  da sbandierare paraculescamente e demagogicamente , come ha fatto Vendola, come una questione " pubblica". Invece appartiene,  eccome se ci appartiene,  al campo politico il fatto di definirsi ancora  oggi " comunista": il comunismo, caro Vendola, fa parte della storia e quindi fa parte della politica. Nè più nè meno come il nazismo e come il  fascismo. Nè vale come alibi, come fa da gran paraculo, qual'è , Vendola, invocare a propria scusante il fatto che il comunismo sia stato per molti comunisti,  in buona fede,  una speranza, perchè invece, per centinaia di milioni di inermi cittadini che  ne hanno dovuto  subìre la cieca violenza tirannica è stata invece la più grande tragedia del secolo scorso. E se qualunque forme di comunismo ha prodotto immani tragedie umane  ( vedi Russia, vedi Jugoslavia, vedi Cuba, vedi Corea del Nord, ecc) , vuol dire che è proprio il " comunismo" che non funziona. Come dice la vox populi? E' il manico che non funziona. E chi ancora oggi, come Vendola, cerca di presentarsi come un  comunista in buona fede dopo cento anni di storia mondiale che ha condannato ogni forma di comunismo come tragedia dell'umanità, è solo  un irresponsabile, un pessimo maestro, un pericoloso idealista.


UN GRANDE P.M.

Non ho alcuna particolare simpatia per Vittorio Emanuele di Savoia, ma non appartenendo alla categoria numerosa di coloro che vivono solo per odiare chi non la pensa come loro, ma devo dire che sono letteralmente scandalizzato da questa impresentabile Magistratura italiana. E chiedo senza alcun giro di parole e senza nascondermi dietro ad un dito: ma che diavolo ci sta a fare nella Magistratura uno come questo John Henry Woodcock? Sarebbe meglio dire: se la Magistratura italiana fosse una cosa seria,  uno come costui sarebbe già stato cacciato a pedate nel sedere. Invece non solo costui è ancora in Magistratura ( a far danni a Napoli, dove - è noto - la Procura è " la meglio frontiera del diritto") ma neanche il CSM può fare più nulla visto che, denunciato da Castelli il Guardasigilli, costui fu assolto proprio dal CSM.  Dunque, questo soggetto, agendo come P.M di Potenza, aveva accusato Vittorio Emanuele di svariati reati, lo aveva sbattuto addirittura in galera. Oggi, dopo sei anni, Vittorio Emanuele viene riconosciuto vittima di false accuse e viene prosciolto " perchè il fatto non sussiste". Domandina facile facile: chi paga?  Grande Magistratura!

Roma 2 ottobre 2010

Gaetano Immè

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