Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 29 novembre 2010

E ANDIAMO ! ANDIAMO  CON UNA SERIA RIFONDAZIONE DEL SISTEMA GIUSTIZIA !

Secondo le ricerche  condotte dalla Banca Mondiale relativamente solo al giudizio civile, l'Italia occupa vergognosamente la 156esima posizione su 181 Paesi presi in considerazione. Praticamente, dice la Banca Mondiale, voi italiani avete una giustizia lumaca, una giustizia indegna, siete piazzati addirittura   dopo Paesi non certo emergenti, non certo occidentali, non certo di cristallina democrazia, non certo sviluppati, come, con tutto il rispetto,  Uganda e Ruanda. Una vera pena. Sotto l'Italia , in questa graduatoria della vergogna,  ci sono solo altri venticinque disgraziati Paesi. In Italia, ci dice questa ricerca,  ci vogliono quasi quattro anni per una causa civile di recupero di un credito, in Inghilterra  invece si recupara la somma in un anno e mezzo, negli USA ci vogliono  solo dieci mesi, in Germania ci vuole un anno ed un mese, in Francia undici mesi, mentre la media europea risulta essere di un anno e quattro mesi.  Questo studio della Banca Mondiale dimostra inoltre una sacrosanta ma sottaciuta  verità ,  che, per il nostro Paese, suona come una sonorissima bocciatura per un suo futuro sviluppo: tanto più lenta e lunga è la giustizia civile,  tanto più un debitore non paga il corrispettivo dovuto,  contando sulla complicità di  una Giustizia che agevola il truffatore, con una sentenza lontana almeno quattro anni, alla quale poi si devono  aggiungere almeno  un altro anno e mezzo per recuperare la somma con un sequestro presso terzi.. Fanno quasi sei anni, settantadue mesi, quasi duemila giorni! Quale impresa investe in Italia con queste prospettive? Quale impresa investe in Italia con queste certezze da terra di nessuno , anzi da terra promessa per i truffatori? Il tasso di disoccupazione non è elemento isolato ,  a sè stante, come ci hanno sempre indottrinato gli imbonitori alla Mago Otelma della nostra politica del novecento fatta di parole e di menzoogne ( Formica diceva " la politica è sangue e merda") , ma il risultato della combinazione di  una serie di elementi fra i quali, dunque, la certezza di una Giustizia veloce e rapida è la base primaria . Quante volte sappiamo  di imprese che falliscono perchè non riescono ad incassare quello che devono? Quante volte la stessa Magistratura condanna al fallimento imprese che non sono in grado di pagare  propri dipendenti per questi motivi? Solo nel nostro Paese si assiste ad un assassino - la Magistratura - che uccide l'impresa con la sua esasperante lentezza e che osa anche condannare la stessa impresa al fallimento, cioè ad un'altra morte. Un boia  che condanna la seconda volta  la sua vittima. Non è un ragionamento valido solo per i casi limite, ma la realtà di questa inguardabile, oscena, disgustosa giustizia civile italiana. Una situazione che nessun governo ha avuto la forza, la voglia, il coraggio di affrontare o quanto meno di risolvere, inutili palliativi a parte. Insomma, l'ultimo tentativo di interventi sulla Giustizia risale al 1989, era paleozoica della politica italiana, secolo scorso, quello delle grandi guerre ideologiche. In questo deprimente scenario internazionale  i Magistrati italiani dovrebbero semplicemente andarsi a nascondere per la vergogna, scappare a Timbuctù per non tornare più, altro che aver anche l'ardire e la faccia tosta di tentare di addossare sempre ad altri le loro colpe. Così, ecco questo segretario dell'ANM, dal nome più di un tonno all'olio di oliva e la faccia  di un Groucho Marx ( copyright Cossiga ), che anziché prostrarsi davanti a tanta vergogna - che da sempre ricade sulla corporazione piduista della Magistratura -  e chiedere umilmente perdono ( per gli enormi  danni  che questo indecente Ordine dello Stato arreca al popolo italiano), ha anche l'ardire e la faccia tosta di difendere questa vergogna e di provare ad arringare le piazze , come un Cremaschi qualsiasi. " Le riforme vogliono colpire la nostra indipendenza" protesta costui , anche se nessuno ha mai pensato neanche lontanamente  di porre i P.M. sotto il controllo non dico di un  Governo ma neanche del Parlamento, perchè non si può  in astratto escludere una  vittoria elettorale del centrosinistra,  che potrebbe così approfittarne per instaurare una bella dittatura magistrocratica senza neanche coplo ferire. Ma, caro Palamara o Palmera, vogliamo lasciare i toni lampeggianti e tonitruanti di  tribuno da salotto con incorporati  fluts di ghiacciato frizzantino  e parlare dei problemi veri per modernizzare questa ributtante (in)giustizia italiana? Facciamo un elenco delle cose da discutere , se  Palamara la pianta di scassare i marroni con l'atteggiamento da cigiellino da quattro soldini. Divisione delle carriere , perchè l'unicità dell'ordine esisteva solo sotto il Fascismo ,  sotto Hitler e sotto Stalin ed esiste ancora solo  in questa Italia magistocratica e da nessun altra parte del mondo civile; chiusura dei piccoli Tribunali per tagliare sprechi assurdi;  giustizia centralizzata e chiusura delle famigerate autonomie locali che sono responsabili delle esasperanti lentezze e della non omogeneità del servizio giustizia sul territorio del Paese;  togliere al CSM il lobbismo ed il corporativismo che lo caratterizzano come l'ultimo residuato fascista ancora in vita nel terzo secolo;  attribuzione ai Magistrati di meriti e responsabilità personali abolendo gli scatti per età ( perchè il Magistrato che viene smentito dalla Cassazione deve fare carriera? Perchè il Magistrato che ha ucciso Tortora ha fatto carriera? Che fine ha fatto l'inchiesta, per esempio, del Tribunale di Firenze sulla famosa cricca degli appalti della Protezione civile? Come mai dopo più di un anno e mezzo l'unica cosa certa che si sa è che Balducci è un omosessuale?);  una seria informatizzazione dei tribunali , non come la finta informatizzazione che ci è costata miliardi di euro,  senza nessun risultato; creazione di una sezione disciplinare del CSM dove però i Magistrati devono essere minoranza con la maggioranza civile che rappresenti  l'utenza del servizio giustizia. Potrei anche continuare ad elencare le cose da discutere. lo farei, se fossi certo che dall'altra parte ci fosse il Magistrato Palamara. E non il  Signor Palmera , agghindato da Groucho Marx.


MOKBEL DIGINT FINMECCA ENAV E ....IL PRANZO E' SERVITO?

La faccenda della Finmeccanica non mi convince pienamente perchè ancora mi ostino a seguire una certa logica ed una certa coerenza che, è noto, fanno a cazzotti con il tornaconto politico. Quest'ultimo comanda al cretino di turno che per vincere bisogna far trionfare il famoso detto togliattiano del " tanto peggio tanto meglio", le prima due qualità, invece, impongono , a chi abbia un cervello non venduto all'ammasso nè prostituito ai tanti calvinisti e falsi moralisti di casa nostra, di esaminare, di vagliare, di osservare i " fatti" senza mettersi occhiali ideologici. Non voglio escludere  che anche in Finmecca vi siano o vi siano state mele marce, imbroglioni, truffatorelli,  quello che la mia coscienza non tollera è condannare un'azienda ( ed in questo caso anche un Paese come l'Italia ) per via di imbroglioni che non sono comunque l'azienda. E' la tattica della sinistra, quella di screditare tutti per non screditare nessuno, come butare il bambino per buttare l'acqua sporca. Spiego perchè non sono convinto.

Prima inchiesta è quella  sulla DIGINT , che si occupa di sicurezza informatica: "pare" ( non v'è certezza di questo ad oggi) ( quindi indagini in corso) che la maggioranza del Capitale di tale società sia riconducibile ad un " Fondo " lussemburghese che sarebbe un sipario dietro il quale potrebbe  esserci tale Gennaro Mokbel. Questo signore, tra l'altro voluto ed assistito da Gianfranco Fini - il soggetto era un grande elettore di AN prima della fusione di AN nel PDL - è già  indagato per i fondi neri di Telecom Sparkle e di Fastweb. Che c'entra la Finmecca in tutto questo? La DIGINT è una sua società e  basta. Se poi un socio di una società fosse un delinquente, cosa c'entra la società? Che colpe avrebbe in particolare la DIGINT ? Avere come azionista, fosse anche maggioritario o di riferimento, una persona come Mokbel è forse un reato? E qual'era la situazione giudiziaria di costui quando - se fosse confermato - acquistò, anche occultandosi dietro schermi lussemburghesi, la sua partecipazione nella DIGINT  ? Era un uomo libero? Un uomo già inquisito? Un
" rinviato a giudizio"? Un condannato in primo grado? Un condannato in secondo grado? Oppure era un condannato in via definitiva? Perchè avrei da ridire che si possa riscontrare un qualche reato penale per la governence aziendale anche nel caso di una preesistente condanna definitiva di un suo attuale socio. Non mi risulta che fra gli obblighi di una governance aziendale italiana vi sia quella di sincerarsi periodicamente  dei carichi pendenti dei suoi azionisti, faccenda peraltro insulsa, perchè nessuno oggi può sapere queste cose di altri , coperte, come giustamente sono , da una rigida privacy. E dunque? Dov'è, qual' è, dove si trova, dove dunque scovare, intravedere, scorgere il " reato"? Perchè allora tutto questo sputtanamento pubblico e mondiale? Fuga di notizie - reato penale per il quale i signori Magistrati si voltano dall'altra parte quando fa loro comodo , altro che la favola per il popolo  stronzo dell'obbligatorietà della azione penale - come al solito o c'entra qualcosa Report d RAI3?

Complessa invece la vicenda che riguarda SELEX SISTEMI INTEGRATIQuesta  produce radar, l'ENAV ne ha bisogno, qualcuno costruisce le opere murarie ( sono indagate otto società) : una serie di
" presunte" sovrafatturazioni che avrebbero consentito la creazione di fondi neri chissà dove e chissà per chi. Insomma la solita solfa, una gola profonda, chissà quanto disinteressata, et voilà, il pranzo è servito. Ci sono prove certe? Sapevo che se ci fossero prove certe o convergenti ( vedi inchiesta di Firenze sulla Protezione Civile di Balducci & Cricca  ) gli arresti ( vedi sempre l'esempio fatto) sarebbero ormai d'obbligo. Non mi risulta che siano stati arrestati nè Guarguaglini, AD di Finmecca in scadenza ormai prossima di Mandato, nè Marina Grossi , AD di SELEX. E allora?

Propio così, il pranzo è servito ! E con un menu assai appetitoso, anche senza il sempre più rimpianto gentiluomo Corrado nel ruolo di padrone di casa,. I commensali: dato che la FINMECCA è del Tesoro al 33% , primo commensale , convitato di pietra, è Tremonti.  il quale da tempo pensa con languore ad una cessione di FINMECCA per fare cassa buona, tanta   e fresca. Il Ministro sta involontariamente recitando la parte del complice di questa tavolata da ultima cena, Giuda compreso. Dunque la tavola: imbandita con uno spezzatino di FINMECA che fa gola ai suoi  concorrenti   sia quelli , molto noti e livorosi, proprio vicini a noi, solo al di là delle Alpi, per non pensare poi alla saudita Mubadala ed altri ricchi interessati al settore. Il catering è offerto dalla Magistratura e dalla stampa , che intende per puro tornaconto antiberlusconiano, usare queste illecite fughe di notizie per attaccare il Governo, facendo crollare, come prezzo da pagare ,  un'zienda gioiello. Questo non vuol dire difendere le mele marce, vuol dire ai Magistrati ed alla stampa politicizzata : non giocate al tanto peggio tanto meglio, perchè chi paga il conto sono gli italiani.

AVANTI E INDRE',  AVANTI E INDRE',  CHE BEL DIVERTIMENTO......!!!!

Un giorno dichiara che scenderà in politica perchè sente il bisogno di fare qualcosa per questo Paese, il giorno successivo ci ripensa e si rimangia quanto detto il giorno prima . Molti lo danno vicino a Fini ed al FLI, nonchè d'accordo con l'UDC e forse anche con il PD, certo con l'API di Rutelli, molti spendono pubblicamente il suo nome e cognome per magnificare un suo Governo che governi ma senza passare dalle votazioni popolari e lui non smentisce mai. Succede ormai da troppo tempo. Ci voleva una lettera aperta di Vittorio Feltri per mettere con le spalle al muro Luca  Cordero di Montezemolo  ed obbligarlo ad una lunga risposta che oggi viene pubblicata su Il Giornale. Noi di questo blog siamo curiosi di sapere chi sia veramente costui, prima di dare un peso politico a quel che dice e scrive. Insomma, come Dante che chiede  " Chi fur li maggior tui?", così questo blog vi presenta Luca Cordero di Montezemolo. Costui nasce a Bologna il 31 agosto del 1947.  Primogenito dei tre figli di Massimo Cordero dei marchesi di Montezemolo  e di Clotilde Neri , nipote del neurologo Vincenzo Neri, Luca appartiene ad un'antica famiglia piemontese per generazioni al servizio di Casa Savoia della quale sono altri illustri rappresentanti il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo e il colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, martire alle Fosse Ardeatine. Si laurea in Giurisprudenza all'Università degli studi di Roma "La Sapienza" nel 1971 ( a 24 anni, normalissimo)  e successivamente frequenta alcuni corsi di Diritto Internazionale alla Columbia University di New York. Stando all'ufficio del Registrar della Columbia University, e contrariamente a quanto egli afferma , non fu mai iscritto a detta università, né, di conseguenza, ha conseguito alcun  Master presso la Columbia University Law School. Inizia la sua carriera lavorando presso lo studio legale Chiomenti di Roma e lo studio Bergreen & Bergreen di New York.  Nel 1973 entra nella Ferrarri  come assistente di Enzo Ferrari e responsabile della Squadra corse . Lascia la Ferrari dopo quattro anni e diventa responsabile delle relazioni esterne alla FIAT .  Ricoprirà questo incarico fino al 1981  . Quattro anni vicinissimo al suo padre putativo Gianni  Agnelli,  il quale  domina in FIAT dal 1966 - inizia a lavorare a 45 anni ! - fino alla sua morte , avvenuta nel gennaio del 2003 . Sono gli anni in cui l'Avvocato, con Luca accanto e presumibilmente informato dei fattacci, inizia l'esportazione all'estero dei suoi capitali sottratti  al fisco italiano, come ormai accertato,  anche se post mortem. Successivamente viene nominato Amministratore Delegato della Itedi, holding di casa Agnelli che controlla il quotidiano La Stampa e le altre attività del Gruppo FIAT nel settore editoriale.  Passato alla Cinzano , ha il merito di rilanciare l'immagine della casa. A proposito del passaggio alla Cinzano, Cesare Romiti , AD della FIAT, dichiarerà al giornale La Repubblica nell'anno 1985 : "Abbiamo pescato, in Fiat, un paio di persone che pretendevano danaro per presentare qualcuno a Gianni Agnelli.  Uno dei due l’abbiamo mandato in galera, l'altro alla Cinzano"  Su questa tangente, non ostante la confessione di Luca,  non verrà mai avviata stranamente alcuna indagine.Casi della vita, guidici distratti, azione penale non obbligatoria ad personam o cos'altro? Tramite alte conoscenze e agganci politici, dagli annni 1986 al 1990 Montezemolo assume l'incarico di Direttore Generale del comitato organizzatore della Coppa del Mondo di Calcio, Italia 90.  Siamo all'apoteosi, siamo  al meglio del meglio . Gli appalti di Italia '90 sono stati definiti "un immondezzaio di sprechi e inefficienza", un incredibile ammanco di soldi fatti pagare ai contribuenti italiani, ignari dei conti fatti da Luca. È lunga la lista delle opere inutili, volute da Luca e finanziate con denaro pubblico: stazioni ferroviarie, terminali di aeroporti abbandonati, stadi mal costruiti, alberghi finanziati e mai completati, sale stampa demolite dopo una sola partita.  Per questa gestione, Montezemolo ha solo di poco schivato addebiti giudiziari ( anche quì Magistrati distratti ?)   Molte le polemiche, tra spese pubbliche centuplicate e operai morti nei cantieri. Tra i molti sprechi: spese ingenti per opere mai iniziate o per opere iniziate e mai completate. Nei cortei, a Montezemolo viene gridato "assassino", venendogli rinfacciata  la responsabilità per gli operai morti nei cantieri.  La sua gestione di Italia '90 gli viene rinfacciata quando egli attacca la Casta politica ed invoca tagli allo Stato sociale. In questi anni Luca dirà che il problema non è suo , ma è totalmente della classe politica, respingendo così ogni responsabilità per tutti i soldi da lui buttati  inutilmente.   Al termine dei Mondiali, assume la carica di Vicepresidente esecutivo della Juventus, ma l'esperienza è fallimentare: nonostante venga speso molto denaro per una campagna acquisti faraonica (su tutti l'acquisto di Roberto Baggio), la squadra si classifica al 7º posto e resta esclusa dalle competizioni internazionali, fatto che non si verificava da 27 anni. Torna alla casa automobilistica Ferrari nel 1991 in qualità di Presidente, ruolo che ricopre tuttora , mietendo tantissimi successi, sia sprtivi ( con Schumaker) sia aziendali.   Il 25 maggio del 2004 l'Assemblea di Confindustria nomina, con il 98,5% dei voti, Montezemolo Presidente. L'avvocato Luca guida per quattro anni, fino al 25 maggio 2008, l'associazione degli industriali, cercando di promuovere il made in Italy nel mondo. Bene: Luca Cordero di Montezemolo come l'AIDS, se lo conosci è meglio , perchè  , forse, riesci ad  evitarlo.. A domani per il seguito.



E' L'ARTICOLO 67 DELLA COSTITUZIONE CHE DOVETE SUBITO RIFORMARE PER DARE DIGNITA' AL NOSTRO PAESE

Ricordo ai politici di ogni risma che si stracciano le vesti contro le lacune del nostro sistema istituzionale , che dicono - ma solo a chiacchiere - di essere contrari ai ribaltoni tipo vergognoso golpe costituzionale del 1994 da vera Repubblica delle Banane , che se hanno un minimo senso del pudore e di dignità, la prima riforma che devono fare, per far sì che il nostro Parlamento non sia un'accolita di Iago e di Bruti, dove viene santificato il tradimento alla Giuda, non è una nuova Legge elettorale, ma la riforma di una disposizione costituzionale indegna di un Paese civile. Recita infatti l'art. 67 della Costituzione italiana che" Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato ".E' questo l'articolo scandaloso, quello che consente ogni ribaltone golpistico, ogni insurrezione , ogni tradimento del voto popolare, ogni accordicchio che voglia eliminare la sovranità del voto popolare. Questo è la santificazione del peggior tradimento che si possa fare: usare il voto popolare per entrare in Parlamento per poi fare sol icomodacci propri.  Perchè quando un cittadino viene eletto con una coalizione o partito , ne accetta il programma e se, strada facendo dovesse cambiare idea, può benissimo farlo, perchè la libertà di pensiero e di opinione  va sempre garantita a tutti .Anche in questo caso. Ma deve dimettersi dalla carica alla quale il popolo lo ha eletto direttamente o indirettamente, per il semplice fatto che gli elettori lo hannno votato perchè li rappresentasse in quel partito o in quella coalizione e sopra tutto perchè attuasse il programma elettorale che ha condiviso ed accettato nella campagna elettorale.  Si ripresenterà con le sue nuove idee se qualche altro partito o coalizione le accetteranno, altrimenti se ne deve tornare a casa. Tanto più con una Legge elettorale, come la nostra, nella quale non sono previste le malavitose " preferenze". Non si può commettere reato di riciclaggio di voto elettorale, reato che andrebbe introdotto nel nostro Codice se l'Italia fosse un Paese civile, non si può barare , nè giocare sporche partite sulla pelle degli elettori con il consenso popolare. Non si può surrettiziamente riportare l'Italia indietro di trenta anni , nel medioevo della politica intrallazzona e maneggiona,  per i capricci di qualche furbetto, di qualche invidioso, di qualche imbroglione, di qualche voltagabbana, non è proprio dignitoso per il Paese.



Roma Lunedì 29 novembre 2010

Gaetano Immè

sabato 27 novembre 2010

PARLARE DI POLITICA NON E' COME SUONARE LA CHITARRA ED E' ANCHE PERICOLOSO

Premetto ed ammetto: sono pazzo per Pino Daniele, per le sue bellissime canzoni, per le sue straordinarie ed intimistiche melodie. Il suo sound  mi rapisce,  mi commuove, mi fa sentire più buono, più ben disposto verso gli altri, mi fa sentire uno struggente desiderio d'amore. Ammetto tutto. Ma caro Pino, prendi la chitarra e canta e suona, ma non uscire dal tuo, resta nel tuo. Lì sei un Re, altrove rischi ed anche di grosso. Così su Saviano. Ma dico io, ma perchè ti sei lasciato intervistare su Saviano? Ma non avevi altro da fare? Ma lo sai o no che Saviano è ormai un Padreterno, un Dio in terra e lo sai che per i cristiani è peccato mortale
" criticare Dio"! Che so', magari potevi vedere il filmato della partita del Napoli, la bella vittoria sul Bologna oppure leggere un buon libro o magari andare a vedere un film , no!Hai dovuto dire la tua, e pure grossa! Dissacrante su Saviano , hai detto:" Se Saviano fosse un pericolo per la camorra, sarebbe già morto!". Ed hai perfettamente ragione, ma proprio tanta, tanta, tanta ragione! Il problema è però che quello che tu hai detto, oggi, in Italia, non si può dire! Ma come ti permetti di dire la verità? Perchè criticare il ragazzo è ormai considerato un reato di " lesa maestà", vedrai che tutta la ciurmaglia che urla invocando la libertà di stampa e che poi brama mettere il bavaglio a  Feltri, si inventerà un reato simile al " concorso esterno in associaziome mafiosa" , una legge veramente " ad personam", " ad Savianum". Sai che ti dirà ora, tutta la gagliofferia dei savianosantosubito? Ti diranno che anche per Falcone, anche per Borsellino valeva a tua affermazione magari fino al giorno prima del loro omicidio. Ti diranno che sei un gufo che mira a fare uccidere Savianosantosubito , che sei un fascista di merda, che sei uno che non vuole rispettare la legalità, che sei un camorrista, perchè ormai dalla fazzite e dalla savianite  non ti salvi più neanche con un vaccino. La" fazzite" , al pari della " savianite", è , caro Pino Daniele, quella lobotomizzazione indolore che è tanto usata dai minculpop di sinistra - che a loro volta avevano appreso l'arte da Goebbels ai bei tempi dell'accordo fra quei due specchiati galantuomini che furono gli alleati Hitler e Stalian - per la  quale non esiste una
" discussione " , ma  un solo assioma:  " se  non la pensi come me sei un delinquente ". In questo caso un mafioso. Caro Pino Daniele, ti beccherai tutta una serie  di sputazzi dai minculpop di oggi, dai Sofri, dai Santoro, dai Bersani, dai Franceschini, dai Di Pietro, dai Vendola, dalle Dandini, dai Telese, dai Fini, dai Bocchino, ecc.Ma ben ti sta! Te li sei cercati gli sputazzi, caro mio. Per questi calvinisti di casa nostra, il loro delicato pensiero,  che ha armato la mano omicida contro l'innocente Calabresi è " libera critica politica", la tua lapalissiana constatazione  che Saviano è " cos' 'e niente " è invece un " tentato omicidio  "bello e buono.



L'UNIVERSITA' E IL RICERCATORE  COME LA GATTA , SUL TETTO CHE SCOTTA !

Una manifestazione studentesca ha attaccato il Senato, il Colosseo, Piazza San Marco , chissà perchè non anche il Foro Romano o Pompei, più a scopo televisivo che  dimostrativo; altri studenti e precari si sono accampati sui tetti , dove hanno assistito alla comparsata disperatamente televisiva di quel che resta del segretario del Partito democratico, di quel che resta di un Presidente  della Camera e della sua sbandata band - (Della Vedova, Perina, Moroni, Granata ) , di un Antonello Venditti nel formato
" io sto all'Università come i cavoli stanno alla  merenda", del noto Professore Universitario del congiuntivo, al secolo Antonio Di Pietro, del prezzemolino trotterellante Niki Vendola  e di altri
" spazzacamini improvvisati" in cerca del loro quarto d'ora di celebrità nonchè di quattro voti quattro . Intendiamoci subito e bene: non lasciatevi confondere dalle chiacchiere, niente a che vedere con le manifestazioni vere, come quelle di  Londra, per esempio, dove la  partecipazione studentesca è stata massiccia. Perchè una cosa è protestare contro un aumento esorbitante delle tasse universitarie, come a Londra,  ed altra cosa è, come accade da noi, opporsi aprioristicamente ed ideologicamente ( sommando differenti demagogie, quelle studentesche ( bamboccismo organizzato ) e quelle accademiche ( paraculismo acuto) ) a una riforma gelminiana - diciamolo - abbastanza soft e  che quasi tutti, organizzazioni studentensche comprese,  riconoscono necessaria , indifferibile e soprattutto urgente ( raccolti voti favorevoli  alla riforma ancorchè non entusiasti da Mattia Sogaro, Presidente del Consiglio Nazionale degli studenti universitari, dalla Emma Marcegaglia, dal Prof. Enrico Decleva Presidente della Conferenza dei Rettori Italiani, dal Prof. Elio Franzini , Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano - il quale ultimo asserisce persino che la quasi totalità dei professori condivide la  riforma Gelmini - ) .  Modernizzare il reclutamento , adeguando la nostra normativa in merito a quella europea, tramite il meccanismo dell' " ideoneità nazionale " e " della chiamata sulla base di un concorso locale tra gli idonei" , introdurre finalmente la giusta premiazione del  merito e migliorare la governance universitaria, sono innovazioni auspicabili e condivisibili sul piano della razionalità .  Appare identicamente condivisibile la nuova formulazione giuridica del " ricercatore", che si adegua finalmente alla formulazione esistente già da tempo in tutta l'Europa, il quale" ricercatore"  non verrà più assunto da subito " a tempo indeterminato" ( e perchè poi lo è stato?Forse per creare quella categoria dei " precari" da utilizzare poi come una clava contro il Governo?)  ma avrà a disposizione sei anni per ottenere l'idoneità,  con la quale poi poter concorrere a posti di Professore Ordinario ed Associato . Se non si vuole cadere nella solita noiosa storia della contestazione che provoca  e della politica irresponsabile ( non dimenticate mai che questa riforma è stata patrocinata, in buona parte, dal PD il quale ora, per motivi abietti, sale impervie scalette pur di andare a vedere Roma dai tetti e mettersi lì a cantare le solite trite e ritrite  canzonature resistenziali )  che ci specula sopra e  delle istituzioni che si dividono, se si vuole dare un segno di serietà, bisogna fare il possibile per approvare rapidamente la riforma, lasciando la libertà e la connessa responsabile paternità che chi vuole sfogarsi in piazza lo faccia, chi trama per  dare un’immagine dell'Italia in preda all’isteria sociale e coperta d’immondizia continui pure a fare il suo mestiere mistificatorio, ma che ,  per favore , chi ha la responsabilità di governare  lo faccia  , bene e presto, il suo lavoro,  senza lasciarsi deplorevolmente e scioccamente condizionare da questi ridicoli spazzacamini improvvisati.



Esiste dunque questo Governo riformatore che ha tuttora possibilità di affermarsi con questa riforma universitaria e c’è da sperare che le controversie, le ripicche e i personalismi non riescano a bloccarla. La riforma universitaria è un banco di prova importante, sia per il rilievo oggettivo dei problemi da affrontare, sia perché rappresenta la conclusione di un percorso al quale hanno dato il loro contributo i riformismi presenti nelle diverse campane  politiche  e nei diversi governi che si sono succeduti. Anche da parte del PD, come dicevo. Ora pare che gli ondivaghi  seguaci di Gianfranco Fini, mossi da ripicche  del momento più che da teoremi ideologici,  intendano frapporre ostacoli, far tornare insomma  il testo in commissione con l’argomento di una imprecisa definizione delle risorse disponibili. Se è un pretesto, si tratta del solito calcolo di basa lega e miope. Se invece ci sono problemi reali, questo non riguarda per niente la riforma Gelmini , ma  semmai Giulio Tremonti il quale , pur preoccupato per le turbolenze sui mercati internazionali, dovrà fornire i chiarimenti necessari in tempi rapidi, per agevolare l’iter conclusivo di questa legge.


Non è solo interesse del governo dimostrare che sui temi cruciali esiste un senso di responsabilità, mentre sottoporre questi argomenti alle convenienze politiche serve solo a diffondere l’immagine di una classe politica allo sbando che specula sulla fame dei  miglioramenti  necessitano per tramandare ai nostri nipoti una Università degna di tale nome. Le scelte di tipo demagogico in una fase come questa sono ancora più controproducenti. Correre dietro alle dimostrazioni di piazza, tanto più esagitate quanto meno partecipate e giustificate, non serve nemmeno alla sinistra, figurarsi a chi si presenta come corifeo  di una nuova alternativa moderata. Gli italiani sono un popolo buono e paziente, sanno valutare i fatti e non si fanno rimbambire dalle esibizioni televisive come ritengono offensivamente e altezzosamente Madame Spinelli e Repubblica. Ma naturalmente bisogna che i fatti ci siano davvero.



IL CAPO SUL COLLE CHE SCOTTA

Non è per dire, ma se prendi Repubblica del 4 novembre 2010, a pagina 4, trovi una mezza paginata di Maria Pia Fusco che non nell'articolo ma addirittura già nei titoli  a cinque colonne ed a tutta pagina esclama :" Napolitano: il debito va ridotto, non si sfugge". E sotto, ancora : " Servono tagli rigorosi alla spesa pubblica, ma senza mortificare la cultura". Non mi pare ci sia niente da interpretare o da discutere sul significato chiarissimo di  questi titoli , ma il Capo dello Stato fa il finto tonto alla grande e prima dice che tutti  dobbiamo fare sacrifici per ridurre i debiti che abbiamo e poi, siccome stava consegnando dei premi  cinematografici, ha detto ai cinematografari che loro, no, loro possono continuare anche a scialacquare, che loro sono protetti dal Colle, sono la cultura, anzi la kultura, mica sono quei balordi del popolaccio zozzo, rozzo , ignorante e pure stronzo,  ci mancherebbe altro ! Figli e figliastri, elite e carne da macello, che uno dovrebbe,  già solo per questo,  correre ad imbracciare un bel  badile e corrergli dietro, al Capo dello Stato , ma  per riempirlo di badilate ! Ma come ! Prima dice che tutti dobbiamo fare i sacrifici e poi slinguazza vergognosamente questi cinematofragari , già di loro ricchi e piduisti da morire e pretende pure che noi ci facciamo un culo ancora più grosso per consentire a questi bamboccioni  di continuare a scialacquare coi soldi nostri!E poi  il Quirinale se ne esce, tutto piccato ed offeso come una verginella alla quale hai toccato di nascosto il sedere e giù a squittire contro chi gli vorrebbe far dire cose che lui non ha mai detto! Quando si nasce Pinocchio.....

L'ITALIA ERA LA CULLA DEL DIRITTO

"Concorso esterno in associazione mafiosa". Per quanto mi riguarda questo " reato" non esiste, nè nei nostri Codici ( e difatti non esiste ) nè nella concretezza dei fatti. Esiste solo nella mente , assai contorta e molto delirante e assai poco liberale  di tale Prof. Vittorio Grevi, firma autorevole ( bè, ora non esageriamo, per puro ed ipocrita formalismo pseudoeducativo ,  con la presa per i fondelli !) del Corriere della Sera, strenuo, ridicolo e donchisciottesco  giustificatore  di questo inesistente reato. Pur non essendo un penalista leguleio, so distinguere fra reati veri ed ipotesi di  reato , roba da  rubagalline, da  azzeccagarbugli, per cui , pur considerando che è stata surrettiziamente introdotta nei Tribunali e fuori dal Parlamento e dal Codice questa inesistente aggravante al  puro ed esistente reato associativo, non posso tacere il fatto che aggiungere una rete a strascico  al reato associativo puro non è degno di un Paese civile che si picca anche di essere - o di essere stato?- la culla del diritto. Perchè con reti posticce, create da mestieranti , si pescano  anche non reati, camuffandoli da reato secondo gli interessi anche ideologici del giudicante. Ma il legislatore che ne dice? E la politica perchè tace? E dove stanno i difensori della Costituzione che esalta la certezza del diritto?



EMERGENZA A NAPOLI
I rilievi che  il Presidente Napolitano ha mosso al decreto per risolvere l'emergenza rifiuti a Napoli riguardano essenzialmente le attribuzioni dei poteri commissariali. Una prassi dunque,  che rientra nel normale lavoro dei rapporti costituzionali fra Colle e Governo e non, come da larga parte di stampa disinformata o intellettualmente disonesta viene sostenuto e scritto, una " bocciatura" del decreto stesso. Tanto che lo stesso Colle - che  ha finalmente capito di essere ben bene osservato  da alcuni osservatori non ideologizzati  ( come anche questo blog)  -  ha sentitola necessità di affermare, nel suo comunicato, di essersi mosso con la massima celerità nell'intento di facilitare e non certo  di ostacolare una necessaria entrata in vigore del decreto nel più o breve tempo possibile. Avrebbero tutti dovuto prendere atto che a Napoli una emergenza esiste davvero, una emergenza non certo devastante come  faziose ed esasperate corrispondenze giornalistiche vorrebero far credere,  specie all'estero, così, tanto per contribuire a costruire un'immagine deliziosa dell'Italia. Ciò che occorre , oggi, è far ripartire il piano che ha già prodotto la prima ripulitura di Napoli di due anni orsono. Piano che si è bloccato per una serie di motivi che sinteticamente  indico: 1. il termovalorizzatore di Aversa funziona ad un terzo del suo potenziale; 2. la discarica di Terzigno è al collasso per questo; 3. la raccolta differenziata continua ad essere per i napoletani " 'na cos'e niente!"; 4. attrezzare una nuova discarica  non è opera da due giorni; 5. la politica comunale è totalmente  incapace, anche  di trovare soluzioni a problemi che sono solo di sua competenza. Bravi proprio gli sciacalli, tipo Repubblica, tipo Saviano, che per influenzare quattro cervelli , già malfunzionanti di loro, speculano sul dolore di una vita impossibile di innocenti , ancorchè non volenterosi , napoletani. Insomma, chi è colpa del suo mal pianga se stesso!

ARROGANZA E PRESUNZIONE ,  COME MISERIA E NOBILTA' , COME ORGOGLIO E PREGIUDIZIO , INSOMMA COME FAZIO E SAVIANO .

Ostinati , anche se  - uno col suo solito sorrisetto  un poco da ebete sul viso glabro e l'altro fintamente ieratico e savonarolesco  -  piccati sul vivo, Fazio e Saviano " nun ce vonno stà!" a lasciare i microfoni di
" Vieni via con me" anche a chi vorrebbe raccontare storie vissute molto diverse da quelle, pur rispettabilissime,  vissute e fin troppo raccontate in ogni salsa, da Welby e da Englaro. Come se rispettabili fossero solo le esperienze, pur amarissime, dei Welby e degli Englaro e non anche quelle dei tanti altri ignoti che scelgono la vita alla morte ,  che non ci tengono ad indossare l'armatura posticcia del guerriero della morte e sopratutto di  quelli che non ci tengono proprio a sostenere una sempre naggiore intrusione dello Stato nell'intimo etico di ciascuno di noi, fino ad arrivare all'editto totalitaristico  dell'eutanasia di Stato. Quando l'etica la fa da padrona sulla politica, accade sempre che ci sia il Bruno Giordano di turno, la Giovanna D'Arco del momento, il Galileo Galilei, insomma, la piena inquisizione  con patibolo e boia pronti ed incorporati, da dovunque essa inquisizione provenga. Bisogna però capirli il " duo" del momento: che c'entra il loro ambrajovinelliano varietà lacrimoso e conformista , organizzato con tanta precisione dalla piduista RAI3, con il verbo libero ed anticonformista  di chi potrebbe spiegare scelte d vita opposte a quelle da loro sponsorizzate, con le parole dei tanti malati che sono accuditi nel silensio di chi li ama ? Come potrebbe conciliarsi con il loro  ( di Fazio e Saviano, intendo) unilaterale sostegno all'eutanasia senza sentimento, per esempio,  un Mario Melazzini, malato di SLA ed incredibilmente assertore della " gioia di vivere ogni minuto di vita come un miracolo" o di altri casi del genere? In Italia esistono migliaia di persone che curano i loro congiunti con amore ,  dedizione e rispetto,  ma che fanno fatica a farsi sentire, perchè non hanno una RAI3 che metta a loro disposizione una rete per marchiare -senza alcun contraddittorio -  come retrogrado chi vuole invece  staccare la spina al proprio caro per legge, anzichè per scelta intima e taciuta. . Dalle parti della RAI non esiste una sensibilità vera per il pluralismo, ma esiste solo gente serva della lottizzazione partitica , che gode di acconci palcoscenici , dove recita mezze verità e tante bugie  , con fili tirati da burattinai esperti.


Roma sabato 27 novembre 2010

Gaetano Immè

lunedì 22 novembre 2010

PEPPINO IMPASTATO HA PAGATO CON LA VITA IL SUO IMPEGNO ANTIMAFIA E VIVEVA PURE  SENZA SCORTA. VOGLIAMO EVITARE MESCHINE SPECULAZIONI, SAVIANO E SANTINO?

Einaudi ha pubblicato un altro libro di Roberto Saviano, " Le parole contro la camorra", nel quale ha affrontato il caso dolorosissimo di Peppino Impastato, il giornalista di Cinisi , un Comune del Palermitano vicono a Tarrasini, una sorta di eroe siciliano, assurto a notorietà per il suo glorioso  attivismo contro le cosche nel suo Paese che è, ricordo, anche e sopratutto il Paese di Tano Badalamenti . Una storia brutta, brutta , brutta, perchè contro il Saviano e quel suo libro su Peppino Impastato si è scagliato violentemente proprio Umberto Santino che è il responsabile storico del " Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato", cioè un'autorità nel campo. Secondo le accuse , Saviano ha raccontato il falso su Impastato, ha confuso date ed avvenimenti, insomma è stato sciatto, superficiale, irresponsabile. Io non so se Santino abbia ragione ad accusare Saviano di aver alterato la verità storica  di Peppino  o se invece abbia  torto . Me ne sincererò leggendo il libro di Saviano e compulsando il Centro di Santino per confrontare la documentazione. E ne riferirò su questo blog, non appena possibile. Ma una cosa mi ha sfavorevolmente impressionato: considerato che Saviano ha circa trentadue anni e che Santino ne ha circa sessanta, considerato che Santino potrebbe pure essere mosso da un desiderio di visibilità,  al quale comunque Saviano non è assolutamente estraneo perchè vive e si nutre dei profitti della visibilità, perchè, mi chiedo, davanti alla proposta di un dibattito fra i due,  richiesto e proposto da Santino, perchè Saviano ha rifiutato? Perchè si lamenta sempre ,  anche per la scorta,  quando poteri forti e tutto il palazzo sono sotto scorta e nessuno si lamenta?  Perchè assume spesso l'atteggiamento da vittima  sacrificale ? Perchè? Perchè? Perchè?

ANCORA IL PD A RACCONTARE BALLE SUL PREMIO DI MAGGIORANZA!!!!!

Enrico Letta, faccia quasi presentabile e semiseria del PD,  ma sempre triste e sul depresso, dice a Porta a Porta. " Noi del PD siamo contro questa Legge elettorale perchè non è giusto che chi prende il 28% dei voti conti per il 51% nel Parlamento". Il buon Letta è un gran paraculo  che dice solo quello che gli conviene, perchè infatti non dice che il premio di maggioranza vale per tutti quelli che ottengono democraticamente più voti. Dice niente, vi ricorda niente , signori del PD,  l'ultima vittoria dell'Unione di Prodi del 2006? Che perse al Senato per 500.000 voti, ma vinse alla Camera per 24.000 voti e si accaparrò tutto il cucuzzaro?  E allora? Perchè l'On Letta non dice che questo benedetto premio di maggioranza non altera i voti, ma garantisce solo la govenabilità? Perchè è un sincero democratico o per qualche altra  non recondita ragione?

LA SFORTUNA DI VELTRONI


Un Tapiro di platino, prego,  a Valter Veltroni che, essendo inopinatamente ed irresponsabilmente rimasto in Italia anzichè andarsene, come aveva giurato anni orsono, in Africa, spesso apre bocca , perdendo così tutte buone occasioni per farsi dimenticare e per non fare madornali figuracce. Come è accaduto la scorsa
settimana ad  " Annozero" , quando il nostrano novello  Ken Follet o Ernest Hemingwey ( prossimo Nobel per la letteratura) , per fortuna del Paese ex Ministro della Cultura, preso da un delirio da telecamera ha detto " Tutto pò fregare a Berlusconi meno che i Beni culturali!". Povero omuncolo  astioso ed invidioso ( anche la forma del viso è la somatizzazione dei suoi rancori viscerali)  non solo di un Berlusconi,  per lui assolutamente inarrivabile, ma anche di un politico fallito come D'Alema, con il quale finge di duellare tanto per darsi reprocamente una ragione della loro presenza politica ! Forse era fuggito un momento in Africa , forse e più probabilmente  era a New York, Manhattan of course!,  a scegliere il loft dove la figliola  vivrà , a spese del " papo", onorevole pensionato cinquantenne  strababy ,  dove, grazie alle " disinteressate "
amicizie di Papo Valter  ( sapete, i cenematografari circuiscono sempre un Ministro della Cultura per via dei finanziamenti del FUS., come era prima.....) studierà " Cinema". Papo le ha già destinato un posto nelle famiglie dei cinematografari de Roma, così disinteressatamente!!! E' così brava la mi figliola....!!!!!! Così, sfortunato, Valter non ha saputo che quel rozzo ed ignorante  lanzichenecco  di Berlusconi aveva regalato " di tasca sua " ( significato ignoto per mantenuti pubblici  come lui) centomila euro per far tradurre lo " Zibaldone" di Leopardi in inglese. Quando si dice " un bel tacer non fu mai ascoltato"!!


STORIA D'ITALIA , STORIA DI CRAXI

" Craxi, storia di un capro espiatorio " è il titolo del film, regista e autore Luca De Fusco, uomo di teatro con navigata esperienza, che cerca di raccontarci la storia, anzi di interpretare la storia di Craxi. Il film mostra i luoghi della rappresentazione d questa tragedia all' italiana, la Milano da bere degli anni ottanta, Hammamet assolata ed fiorita e,  naturalmente,  Roma. . Il film mostra anche i discorsi  di Craxi, anzi " il " suo discorso , dove si assumeva , con coscienza e responsabilità,  il ruolo ormai segnato di " capro espiatorio" davanti ad un Parlamento di silenziosi vigliacchi,  tutti zitti e muti davanti alla sua generale e totale  chiamata di correità, le giudaiche e gaglioffe interviste degli stessi vigliacchi che recitavano, come ipocriti finti tonti e  come Giuda Iscariota  le  solite disgustose frasette, " la Magistratura deve fare il suo corso...." o " lasciamo lavorare i giudici...". Ci sono  anche le scene, agghiaccianti e racapriccianti , dei freschi post comunisti, i D'Alema, gli Ochetto, degli altrettanto freschissimi postfascisti alla Fini, tutti uniti  da una   viscerale e cieca  furia giustizialista, ai quali mancava solo un patibolo immediato ed un boia, patibolo graziosamente offerto gratuitamente dall'ordine dei Magistrati e   boia  trovato( anche se costato caro )  uniti dalla voglia di sangue come tanti  Dracula eccitati e dalla voglia   di una immonda e medioevale  giustizia sommaria , che non consentisse alla Giovanna D'Arco di turno di mostrare  tutte le corruttele che avevano pervaso il Parlamento italiano tutto. Pci sono i funerali , dove recitano gli stessi vigliacchi di prima, una turba di ipocriti e ferrei calvinisti , rigidi ed inflessibili con le colpe degli altri, perdonisti con le proprie. Insomma la tragedia greca della fine di Bettino Craxi. E la teoria del " capro espiatorio" a farla da padrona. Trattasi di cultura antropologica di estrazione californiana ( Renè Girard è il caposcuola, ormai accantonato per limiti di età )che sostiene come  le comunità sociali, nei loro quasi ciclici periodi di crisi, abbiano  la necessità di addossare ad una figura - ecco appunto il " capro espiatorio" - tutte le colpe e i disagi del periodo storico. Si pensi, per esempio, a Edipo, elevato al cielo dal suo popolo che lo acclama ma poi trascinato dallo stesso popolo nel fango e nella polvere. Poi, successivamente, ecco la resurrezione o la catarsi, ecco che quello stesso popolo che lo aveva  vituperato, che loaveva infamato,  lo riabilita, anche se sempre e rigorosamente dopo la morte. Fu così? Edipo come Craxi? Craxi come Edipo? Il film ti lascia libero di farti la tua opinione , ma questa impostazione antropologica non può ignorare un dato temporale di rilevante importanza: e cioè che questa tragedia greca avviene nell'Italia della ultima decade del secolo scorso, pochi anni dopo la caduta non solo del Muro di Berlino (1989) ma anche del conseguente disfacimento politico ed ideologico dell'Unione Sovietica. I comunisti italiani si sono dunque ritrovati a fare i conti con la propria identità,  il che ha creato loro una serie notevole di problemi,  tanto da indurli a cambiare nome di continuo. Così il PCI è spinto da un lato a rinnegare le proprie origine staliniste e dall'altro a cercare una nuova identità politica che, in quel preciso momento storico dell'Italia, gli consentisse di riposizionarsi su un nuovo progetto politico. Ecco dunque la forza centripeta spingere i vari Occhetto, DAlema e compagni verso quella forma di socialismo riformista  che sarebbe stato veramente un bene per il Paese. Ma c'era un grosso problema: quel partito politico c'era già, si chiamava PSI ed era capeggiato da un leader forte ed indiscusso, appunto Craxi, da un leader che aveva politicamente e storicamente schiacciato il PCI in un angoletto di pura  opposizione,  da dove lo stesso PCI non era più in grado  di uscire. Ecco quindi la necessità d distruggere quel PSI , di disarticolare tutto il sistema politico del tempo,  al fine di prenderne il posto. Ma questa tragedia non produce, come ai tempi dei greci, nessun acatarsi in Italia. Perchè siamo ancora dei barbari, un esercito di inflessibili calvinisti con i peccati degl altri ma pronti a scusare tutte le nstre colpe, siamo pronti a plaudire chi vilmente tenta di uccidere Berlusconi, sia esso un attentatore, sia facendo una battaglia da retroguardia veramente nquisitoria  contro il suo stile di vita, country versus his life's way. Quindi nessuna catarsi, anzi un aggravamento degli asti e degli odii. Insomma , Craxi , una tragedia greca,  ma all'italiana, dove manca lo spirito illuminante del teatro greco è cioè proprio le capacità catartiche del popolo. Nè poteva essere altrimenti, visto che la vera democrazia è greca, mai romana nè latina.Roma è stata grande nel mondo, ma cesarea, imperiale, conquistatrice e dominatrice,  Atene, invece ,l 'essenza della democrazia , ma soffocata dall'imperialismo e dal colonialismo romano. E pensare che Tony Blair non ha esistato ad affermare sempre che tutto il suo New Labour è stato costruito sulle idee e sugli scritti di Craxi.

MA CHE FAI? TORNI INDIETRO? TI RITIRI TU? TARATARATA!!!!!

Ma che fai, torni indietro? Il vento di levante s'è spento, in una settimana, in dieci giorni quello che pareva o che veniva spacciato per un tempestoso vento  di levante,  che avrebbe sbattuto contro gli scogli la barchetta del Governo Berlusconi, che lo avrebbe fatto miseramente  affondare, si è tramutato in un venticello " de Roma", in un ponentino che scompiglia l'assetto bellico della farsesca e barncaleonesca armata finiana e la fa tremare. Insomma, come dicono i vecchi lupi di mare, mo' so' cazzi! Abbiamo forse cazzato troppo le vele sull'onda di parole ventose e vacue e ci siamo forse spinti troppo in mare aperto con la nostra fragilissima pilotina ed ora, col venticello ponentino, come facciamo a salvarci ed a tornare a terra?  Un viaggio nel pianetino FLI di ieri, sia web che cartaceo e salottiero era istruttivo. Fini non discuteva, Fini dava ordini a Berlusconi, come se si trattasse di una colf: devi far questo e devi far quello, altrimenti io ti faccio, io ritiro, io,io,io...Bastia Umbra era la meta di una vivace e costosa scampagnata di amici , adusi storicamente al tradimento - vedi Badoglio, vedi il Re, vedi Mussolini, vedi MSI , vedi Fini - , che hanno mangiato e bevuto i comandi di Fini a tutti: al capo del Governo, al Capo di Stato, a loro, ai politici. Poi questo leader va da Fazio, unico ligure eterno sorridente che alla fine ti chiedi se ha anche un'altra espressione oltre quella , ed è accolto come un Salvatore della Patria, una bomba atomica con testata nucleare orma puntata su Palazzo Grazioli al quale ha lanciato il suo ultimatum, tipo Spectre: vattene da Primo Ministro se no ritiro i miei ministri, se no, se no...Poi, come un emulo di Bin Laden, ha registrato un videomessaggio  che ha mandato in onda sul web ed è stata una insurrezione, una rivolta popolare. Ma come, si chiede il suo popolo, prima dai ordini al Berlusca come fosse la tua filippina e poi, ora, nel videomessaggio, parli di " responsabilità", non dai più ordini, cerchi il dialogo?  E dunque? Insomma hai ritirato i tuoi Ministri ? Hai licenziato Berlusconi? Resta dunque sul tuo. Il suo popolo, popolino, insomma i suoi amichetti sono in rivolta, in allarme, sono rimasti con un palmo di naso.  Intanto Berlusconi ha ignorato gli ordini, anzi li ha rispediti al mittente, con la scritta: vieni a dirmelo in Parlamento ed elenca i motivi del mio licenziamento,  se hai fegato.Poi  ci si è messo anche Casini, che conta qualcosina, a dire di essere disponibile ad entrare nella colazione governativa. Poi ci si è messa anche quella ingrata della Marcegaglia con la sua Confindustria a dire che è meglio votare che vivere in questa situazione, poi anche Luca Luca Cordero Cordero Montezemolo Montezemolo ( doppio in tutto, soldi, agevolazioni, natali , presidenze ed anche nomi e cognomi) che se ne esce dicendo che no, lui non ci pensa neanche a scendere in politica, che lui mica è scemo come Berlusconi che per salvare l'Italia da Occhetto, da D'Alema e compagni ha subito, dal 1993 ad oggi,  trecento perquisizione, duecentocinquanta processi, potrebe perdere i suoi denari, sta anche perdendo per legge l'uso del suo pisello perchè troppo azionato secondo i calvinisti ed i gay di casa nostra ! A Fini forse resta Ciccio bello, resta " sopra il motorino niente", al secolo Francesco Rutelli, la sua API con il suo zero virgola. Non solo! Ma se continua così lo lasciano solo anche quelli del PD i quali già avevano imposto al loro Cavallo di Troia di sfiduciare Berlusconi con i fatti e non con le parole. Insomma, vedo, revedo,prevedo che tra poco a Fini resteranno solo i Tulliani. Forse.....


STASERA A VIENI VIA CON ME , TRE MINUTI E MARONI SBUGIARDERA' SAVIANO . ECCO COME E PERCHE'.

Non ci vuole molto a capire cosa accadrà stasera nel salottino del sempre sorridente  Fazio e del Vate Saviano. Maroni potrà leggere per pochi minuti perchè  il soviet di RAI3 non concede ad un diffamato la possibilità di parlare, di difendersi. Complimenti a Rufini, Mazzetti, e associati, ecco il vero vostro pluralismo! Ma state sereni, perchè sono certo che Maroni sarà esauriente anche in tre minuti tre. Certo, perchè per smontare le diffamazioni di Saviano non ci vuole molto. Ecco in corsivo quel che leggerà Maroni. Il rapporto della DIA sulle infiltrazione mefiose al Nord contiene decine e decine di casi nei quali sono coinvolti  amministratori locali di tutti i partiti, ma non della Lega Nord. La Lega Nord non ha nessun proprio esponente, amministratore locale o politico nazionale, che sia indagato per reati associativi e malavitosi. La persona che  Saviano definiva come interlocutore della Mafia, era un nostro simpatizzante che all'epoca dei fatti non aveva nessuna carica: si trattò peraltro di un incontro in paese fra costui ed un suo amico che gli presentò , in quella occasione, questo tizio che poi si scopriì ( molto tempo dopo l'incontro ) essere un mafioso. E quindi, caro Saviano, come fa a dichiarare che al Nord " la mafia interloquisce con la Lega?" Bufala, Saviano, bufala elettorale, meschina. E' facile , soave, bello, appariscente , schic , a la page, politically correct  sparare diffamazioni senza prove. Ma poi? Poi il conto lo devi pagare, caro Saviano. Questo non vuol dire che questo blog sostiene che la mafia non stia anche al Nord. Eccome se c'è! La mafia va dove ci sono soldi ed affari, non va certo dai contadini o nel Sud, se non per trovare idenea e preparata manovalanza pronta per l'uso. Le cretinate le lasciamo affermare ad altri. A proposito di cretinate e di cretini, visto che sento sempre parlare di " audience" che viene sempre prodotta dalle trasmissioni condotte dalle trasmissioni televisive della sinistra - sapete qelle tanto democratiche che non ammettono il contraddittorio - vorrei porre una domanda a tutti i soloni della RAI. Se veramente l'audience vi guida e non l'appartenenza politica, ma sapte voi che audience avrebbe fatto RAI3 se aveste dato a Maroni il diritto di replica? Ma andate a lavorare!


PERCHE' LE MAESTRANZE DELLO SPETTACOLO SCIOPERANO PROPRIO OGGI SE....


Dopo la sceneggiata degli attori e dei registi sul red carpet dell'Auditorium del Flaminio, eroi di celluloide e di cartapesta,  che recitano la patetica e ridicola parte  del ricco satollo,  che reclama i soldi facili e sicuri che, anche senza merito e senza motivazione,  per quaranta anni e più i vari Governi cattocoministi han loro elargito ( a spese nostre, poveri imbecilli) come si gettano ai questuanti  i resti del padronale pasto - parevano rabbiosi molossi napoletani che ringhiavano contro chi stava tentando di strappargli di bocca il pasto - oggi Lunedì 22 novembre 2010 tocca alle maestranze dello spettacolo scioperare. Dovrebbero essere chiuse oggi sale cinematografiche, teatri, circhi, sale da concerto e simili. Questo blog ha fatto un rapido giro di telefonate ed ha scoperto l'acqua calda e cioè che moltissime sale cinematografiche di Roma - le altre non le abbiamo controllate - oggi pomeriggio e stasera sono aperte , come d'abitude. Ptr i teatri di Roma, non c'è alcun problema,  perchè il lunedì è proprio il loro giorno di chiusura settimanale. Questo blog si è informato sulle rivendicazioni d questi lavoratori. Eccole: 1. che venga reintegrato il FUS di Euro 288 milioni; 2. che vengano ripristinate le agevolazioni fiscali; 3. che venga approvata la legge dello spettacolo dal vivo; 4. che vengono vietate le delocalizzazioni delle produzioni videocineaudiovisive. Sorprende e stupisce, ma poi non più di tanto, che proprio il Ministro Bondi, proprio in occasione della precedente sceneggiata dell'Auditorium , abbia dichiarato la piena disponibilità sua personale e  del Governo per  raggiungere questi obiettivi. Lungi da noi  sottovalutare gli evidenti problemi di 250 mila lavoratori dello spettacolo, ma,allora, Signori, perchè si sciopera? Perchè Signori si sciopera solo oggi e non si è scioperato pure quando fu il Governo Prodi a tagliare il FUS? Sento dire che si tratta di una lotta " in nome della cultura". Questo significa che se i registi , gli attori, le comparse e le maestranze dello spettacolo sono " dipendenti" dai finanziamenti della politica, allora vuol dire che tutti costoro inevitabilmente sono asserviti alle idee ed alle ideologie dei loro benefattori. Dunque Signori, giù la maschera, ma quale sciopero in nome della cultura, ma quale cultura! Semmai la cultura di regime, di quello che più vi ha elargito, che più vi ha vezzeggiato, che più vi ha coccolato, che più vi ha arricchito e cioè quello di centrosinistra, per avere in cambio la vostra propaganda, i vostri voti, le vostre parole, il vostro appeal, come escort da alto bordo, altro che cultura dei miei stivali! E quanto, quanto ha ragione il Ministro Brunetta, quando ieri distingueva " cultura" da " spettacolo ": distinzione sacrosanta e legittima. Il primo è certamente un bene pubblico e va sicuramente aiutato ed anche finanziato, ma il secondo è un bene privato, non pubblico. E se nel passato lo " spettacolo" ha illegalmente goduto dei privilegi che sono concessi solo alla cultura , non significa rendere eterno un illecito.Per lo spettacolo ci deve pensare il mercato , non lo Stato. Non siamo al Bolscioi, Signori, nè in Unione Sovietica. Sorry.


Roma lunedì 22 novembre 2010

Gaetano Immè

domenica 21 novembre 2010

PER FINI E  PER TUTTI , I TANTI,  I TROPPI FINTI TONTI.


DA SESSANTA GIORNI SI ATTENDONO  SPIEGAZIONI E RISPETTO DELLE PAROLE DATE OPPURE LA CERTEZZA CHE FALSITA' MANCANZA D'ONORE E PARACULAGGINE SONO I VALORI FONDANTI DEL FLI

Per tutti i tanti,  i troppi,  finti tonti e per tutti quelli che fingono di dimenticarsi delle cose , questo blog vuole ricordare che l'On. Gianfranco Fini è ancora ufficialmente indagato dalla Procura della Repubblica di Roma per il reato di " truffa " e forse anche per quello di " appropriazione indebita" per  la faccenda della casa di Montecarlo. E' stata richiesta dal P.M. l'archiviazione dell'On. Giancarlo Fini ma a decidere sarà il G I P e la parte lesa si è opposta all'archiviazione depositando altresì nuovi documenti. Aspettiamo con interesse l'udienza ( pare che ad oggi, la Procura di Roma , stia esaminando e calendarizzando le udienze dei GIP per le opposizioni perventute entro marzo scorso)  che spero sia tenuta prima delle elezioni politiche ormai assodate. Chi ha orecchi intenda, chi avesse anche cervello libero , ragioni.

Aspettiamo dall'On Fini una spiegazione- ma in contraddittorio con Dr Ugo Paglia e Dr Bruno Soccillo, Dirigenti RAI in quota AN-su come abbiano fatto sia  il signor Giancarlo Tulliani che la Signora Francesca Frau , rispettivamente attuali cognato e suocera dello stesso On. Fini, ad ottenere dalla RAI due contratti di fornitura di importi milionari, atteso che sia il primo che la seconda non solo non sono stati mai iscritti all'Albo dei Fornitori della RAI, come impone la Legge, ma non hanno mai svolto un  qualisasi lavoro.

Aspettiamo inoltre che l'On Gianfranco Fini, leader del partito F L I, ci esponga, in contraddittorio con il Capo dello Stato, come mai , invece che rispettarla, proprio lui capo di u n partito che ha come valore fondante  " il rispetto della legalità", con la Costituzione ci si pulisca i piedi, dal momento che, come capo di un Partito Politico, non può mantenere la carica  - compito che  per la Costituzione è super partes - di Presidente della Camera.

Aspettiamo ancora  che l'On Gianfranco Fini,  una volta almeno nella sua vita , mantenga la  parola data.Pur temendo che il tutto sia impossibile perchè l'On Fini è stato per cinquantacinque anni un fascistone che considerava Badoglio un infame , alla stessa stregua di quelli che erano alleati dei nazisti e che hanno finito sparando agli stessi  nazisti.  Aveva promeso publicamente che " se fosse  accertato che Giancarlo Tulliani sia   il proprietario della casa di Montecarlo, mi dimetterei immediatamente...": da più di trenta giorni questa prova è accertata dalla Procura della Repubblica di Roma, la stessa che indaga l'On. Fini per truffa ed altro. Che aspetta ad andarsene? Ma l'On Fini c'è l'ha ancora una parola o  no?

Aspettiamo infine che l'On. Gianfranco Fini ci spieghi, con poche e chiare parole - sappiamo lo sforzo che deve fare,  non essendo ormai abituato da tempo nè alla coerenza nè  alla chiarezza - come mai e perchè il suo Ufficio di Segreteria della Camera dei Deputati sia stato messo al servizio del Signor De Vito Piscicelli ( colui che sghignazzava al telefono con il Signor Anemome e col Dr Balducci , la mattina del terremoto dell'Aquila, sui favolosi guadagni che il sisma avrebbe loro arrecato) per fargli ottenere, con pressioni su un Circolo sportivo della Capitale, il pagamento - avvenuto - di Euro un milione e mezzo per lavori edili che il De Vito Piscicelli " non aveva ancora fatto".

PARIGI VAL BENE UNA MESSA, MEGLIO ANCORA UN GOLPE COSTITUZIONALE

L'aria di Parigi, l'intimismo che ti trasmette quel salotto di marmo  che è la raffinata Place Vandome, un poco di delirio di onnipotenza che ti trasmette l' aver casa a Parigi e lavorare per La Repubblica di Roma , comporre il +39  anzichè il misero 06 quando devi telefonare,  situazione che ti fa sentire cittadino del mondo anzichè un misero italiano rozzo e sovente anche coglione - specie se non ha idee di sinistra - , la consapevolezza di una snobbistica unicità della sua scalata o arrampicata sociale ,dovuta in buona parte ai natali nobilissimi e perfetti , da far invidia a Principi e Reali;  una copiosa  spruzzata di elitaria puzza sotto il naso unita ad una non disprezzabile dose di presenzialismo  tanto caro - molto, ma molto più dell'ermo colle - al noto compagno T.P.S. ( Tommaso Padoa Schioppa )  , quello che " le tasse sono belle " per ricordare, nonchè la sua innata arguzia, la sua innegabile intelligenza, il suo senso della realtà e - diciamolo pure - la sua visione politica e politologica degna della massima considerazione in quanto pregna , per carità, solo del
" bene supremo del Paese " e del " massimo rispetto per la Costituzione" e del " rispetto per il popolo", mica di  interesse ideologico di parte;  tutte queste cose hanno contribuito all'evento, hanno avuto la loro buona parte. A produrre un vero e proprio manifesto golpista, in nome della sacralità della Costituzione. Scritto da Barbara Spinelli, una gran signora del giornalismo italiano e non solo. Il sovversivismo delle classi dominanti era il cavallo di battaglia di  Gramsci , la mattonata sui denti  che Pasolini rifilò ai sessantottini di allora ( compresa anche la Signora Spinelli !) , ricchi scemi, roba del secolo scorso, quello delle guerre ideologiche, il quale Gramsci  mai avrebbe immaginato che tutto sarebbe poi finito in farsa,  nel grottesco, nel golpismo (udite!udite!) dei ricchi, degli arroganti, dei saccenti, degli ipocriti perbenisti. Di questa necessità dell’anima comunisteggiante, nella sua forma totalitaristica e illiberale , della propensione  al colpo di stato costituzionale , l’articolo col quale  la Signora Barbara Spinelli ha cominciato la sua collaborazione a Repubblica è un " must", un esempio classico, da farne un cosi detto " caso di scuola"

Berlusconi è tutt’altro che finito, avverte e scrive allarmata l’editorialista parigina. Il regime è ricco di risorse, è penetrato nei cervelli, è penetrato nel plasma, ha modificato  perversamente il sistema politico e la società: quella di Berlusconi è una dittatura televisiva, perché  - secondo i dati del Censis  - il cittadino in politica decide al 63% in base a ciò che vede in televisione. Alla " francese" non importa che Berlusconi abbia perso due volte le elezioni su cinque,  se ne sbatte altammente che negli ultimi sedici anni l'Italia abbia conosciuto, per la prima volta dal 1860,  il bipolarismo delle vere democrazie occidentali, anzichè restare soffocato nel gaglioffo proporzionalismo clientelare e tangentista, non le interessa  che le televisioni siano il regno del più puro antiberlusconismo , dello star system antiberlusconiano, con ascolti da vertigini  che premiano programmi in cui si tratta da camorrista il ministro dell’Interno che vanta maggiori successi nella lotta alle mafie, e senza che il ministro abbia un minimo e democratico diritto di replica (se lo dovrà procurare facendo la corte a tre mezzi busti e arrestando il capo dei Casalesi). Non le importa un fico secco , a Madame , dei veri  fatti. Pour elle, la dittatura è solo berlusconiana,  il consenso è artefatto, il dispotismo televisivo è un  crimine. E così, forte di quella libertà di stampa della quale stragode quando lancia accuse ,  ma che vuole togliere a Feltri ed a chi non la pensi come lei, aggiunge, bontà ed obiettività sua,  che il regime berlusconiano è anche “malavitoso”. Dimostrarlo è impossibile,  ma scriverlo, farlo leggere, farlo penetrare nelle menti degli " adepti", asserirlo senza prove     invece , "c'est mieux et plus facile ". Fare come Saviano è la moda , il trend: chi non è d'accordo con me , chi osa contraddirmi - anche se ha ragione - è come Sandokan, la malavita è al potere . Il fondamento della malavita di governo è il consenso fondato sulla proprietà dei media. Quegli sciocchi dell’opposizione  stanno a perder tempo  con la legge elettorale da cambiare, figuriamoci! Immaginano un governo di transizione o tecnico, ma per l'amor di Dio! Madame Spinelìi vede oltre,  come una Medium, come un Master , sa della “manipolazione  delle menti” imposto da Berlusconi . Questa manipolazione  ha portato gli italiani alla disperazione, da " Delitto e castigo", allo sprofondo  della coscienza morale e li induce oltretutto ad arrabbiarsi contro chiunque, come Lei, come Scafari, come Mauro, come Santoro, come Fazio, come Gabanelli, come Dandini ed ora come Saviano,  intenda aiutarli a capire, anzi ad illuminarli. Illuminarli! Scrive proprio così, in una prosa di  sfacciata impronta massonica-elitaria, la ricca ed ipocrita perbenista e golpista nell'articolo che apriva ieri la prima pagina di Repubblica. I giornali, i magistrati combattenti, ovviamente Lei: sono questi gli illuminati che la  società berlusconiana rigetta e spregia, invece di sottomettersi ai loro buoni e sopratutto disinteressati consigli, invece di  star a occhi bassi, capo chino e col cappello in mano quando questi parlano, invece di genuflettersi.

Ma il diavolo  fa le pentole , ma non  i coperchi e  così Madame si ridicolizza da sola per via  della sua posizione contraddittoria,  perchè  attribuisce a Berlusconi, qualificato come magnate dei media che spadroneggia sulle menti dei cittadini, la cieca volontà censoria di tenere disinformati i cittadini inducendoli a non leggere i giornali e a non guardare la tv!  Come , come Madame? Qu'est ce q'il est arrivè? Il desposta che,  peggio di un Goebbels,  governa il consenso popolare  con i media,  non vuole che la gente legga i giornali e guardi la tv:? E la coerenza, Madame, la coerenza? Capisco che i lettori di Repubblica siano di "facile palato " ed anche di " bocca buona", capisco che nessuno di loro si accorgerà della sua incoerenza abituati come sono ormai da decenni a " credere, obbedire e combattere " senza muovere critiche a quello che scrive Repubblica ma Madame, che scivolata, che figura! Una mastodontica contraddizione della quale neanche si accorge la nostra Madame , così presa dal suo incurabile ego,  arrogante e salottiero, questo è l’ultima   svolta culturale di Repubblica all’inseguimento del Fatto e  della nuova politologia borghese italiana.
E nuotando in questa nauseabonda broda nosocomiale, il povero lettore republicones , ormai incapace -dopo venti e più anni di scalfarismo , di maurismo e di davanzismo -  della seppur minima rielaborazione personale dei fatti affrontati , è condotto , come un burattino teleguidato, verso il culmine del manifesto ideologico spinelliano:  la  proposta rivoluzionaria, golpista. Ma quale  governo di transizione , neanche a pensarci poi al voto popolare, ci mancherebbe altro che sia il popolo bue , stronzo e cerebroleso a decidere come si usa nelle democrazie occidentali! . Ci vuole una soluzione che,  anzi ,  allontani il voto, e con esso l’effetto pernicioso che avrebbe un pronunciamento corrotto della sovranità popolare , una soluzione  che annulli per legge Berlusconi come competitore politico. Si voterà sì, forse, vedremo, state boni se potete, ma quando lo dice Lei, Madame Bovary, solo quando sarà  fatto fuori - con qualsiasi mezzo, sopratutto illecito , ma mai con il voto popolare - il " nemico ". Ormai è la schizofrenia acuta delle menti della sinistra elitaria, ricca, arrogante, parisienne : elaborare schemi  delinquenziali ed anticostituzionali autoconvincendosi e convincendo i loro " adepti" ( non lettori ) che sia lecito vietare per decreto che sia eleggibile Berlusconi. . Una sinistra che si crogiola in sogni paranoici, mentre dovrebbe mettere sotto processo se stessa (i D’Alema, i Violante, i Veltroni, i Franceschini, ecc) che in tutti questi anni, senz’altro un ventennio dittatoriale ca va sans dire , non è riuscita a costruire uno straccio di alternativa a Berlusconi con i mezzi leciti e politici tipici di un sistema democratico, governando tra l’altro per nove anni su sedici , da Dini all'ultimo Prodi.
Il golpe costituzionale caro al pensiero perbenista, che è pronto a sovvertire le regole liberaldemocratiche perché ha in odio lo stile di vita di Berlusconi, si definisce così: legiferare  l’esclusione di Berlusconi  dalle liste elettorali e arrivare al voto solo dopo che un’alleanza costituzionale, da Fini a Vendola passando per Di Pietro, Casini e Bersani, abbia ricostruito le condizioni per l’abbattimento del despota  e l’esclusione di tutto il suo popolo dalle urne. Che poi questo popolo  rappresenti la maggioranza degli elettori italiani, per loro, da perfetti comunisti e stalinisti, non conta niente.

D’altra parte,  un altro gran signore del giornalismo di  ascendenza borghese, tale Corrado Stajano, nello stesso giorno , spiega, al colto ed all'inclita,  sul Corriere della Sera , che a Brescia, per la strage orrenda del 1974, bisognava comunque condannare,  perché la giustizia ha un contenuto “simbolico”. In nome della Costituzione  per loro " sacra" , certi ignoranti ed ipocriti  perbenisti preparano un golpe con annessa eliminazione fisica  del nemico mentre  certi altri , mascherati col costume arlecchinesco dell'ormai inutile e stantio  antifascismo, inneggiano  a un’indegna ed incivile idea  di giustizia sommaria.


Roma, Domenica 21 novembre 2010

Gaetano Immè

sabato 20 novembre 2010

BRESCIA: UN'ALTRA STRAGE TUTTA ITALIANA , CON UN COLPEVOLE: LA MAGISTRATURA POLITICIZZATA

La sentenza  che ha assolto tutti gli imputati accusati della strage che procurò otto vittime e centinaia di feriti in Piazza della Loggia , a Brescia, il lontanissmo 28 maggio 1974, era scontata e prevista, ma delude ancora di più di quanto amareggi il desiderio di giustizia dei parenti delle vittime, della stessa città di Brescia e lascia una sgradevolissima sensazione di impotenza , sensazione difficile da tollerare. Si sapeva benissimo che correre dietro a teoremi, come ha fatto in questo caso la Magistratura, porta al fallimento. Va anche bene disegnare teoremi giudiziari, va bene pure che detti teoremi siano dettati dalla ideologia più che dagli immediati riscontri, ma , Dio santo, a cosa diavolo vale uno straccio di " teorema", anche se seducente, quando per la bellezza di trentasei - diconsi trentasei anni, una vita ! - non trovi una prova, non trovi un riscontro, non riesci più a trovare niente di niente. Certo, queste assoluzioni per insufficienza di prove  è lo scontato risultato  cui la Cassazione non poteva non arrivare. In tal modo la Giustizia è ferita perchè si è dimostrata incapace di assolvere il suo compito, perchè ha voluto seguire il teorema ideologico e non la pista giudiziaria. Ma sarebbe stato  molto peggio se la Cassazione avesse sfornato delle condanne senza avere uno straccio di prova, contravvenendo al massimo principio della giustizia , che è il famoso " in dubio pro reo". Insomma, parliamoci chiaro, sempre meglio un probabile colpevole libero che un innocente in galera: mi rendo conto che questo sacrosanto principio è un principio liberale , anche riconosciuto dalla nostra Costituzione, che  andrebbe spiegato ed insegnato ben bene  ai faziosi, agli invidiosi, ai biliosi, ai manettari, ai giustizialisti medioevali, ai vari Santoro, alle Dandini, ai Fazio, a Repubblica, a Il Fatto Quotidinao, a L'Unità, ai Di Pietro, ai De Magistris,ecc...Vedremo se la Magistratura, sconfitta e scornata sul suo campo, squalificata ben oltre la sua quotidiana dose di  sputtanamento mondiale, umiliata da una sconfitta che si è cucita addosso da sola a causa  della sua politicizzazione, vedremo se, dicevo, questa Magistratura riuscirà ad inventarsi qualcosa che faccia riaprire il processo. Certo che più passa il tempo e più un eventuale nuovo processo sarebbe sempre più improntato a teoremi politicizzati piuttosto che su prove e indizi ormai labili e sbiaditi. E sia chiaro: questa sentenza , seppure tinge di innocenza chi era stato accusato di essere colpevole ma senza averne uno straccio di prova, seppur restituisce loro la piena dignità civile , non significa peraltro accettazione delle loro assai opinabili e deliranti scelte politiche del tempo. Ma è proprio nel momento più critico che il principio che è meglio un presunto colpevole libero che un innocente in galera deve essere da noi applicato. Anche se costa fatica, anche se costa dolore, anche se ci riuscirà sempre difficile guardare poi negli occhi i familiari delle vittime e dei feriti, senza vergognarci di essere italiani affidati a questa delirante Msagistratura .

STORIA DI UN FALLIMENTO ANNUNCIATO E VOLUTO

La prima istruttoria portò alla condanna nel 1979 di alcuni esponenti dell'estrema destra bresciana. Uno di essi, Ermanno Buzzi, in carcere in attesa d'appello, fu strangolato il 13 aprile 1981 da Pierluigi Concutelli e Mario Tuti. Nel giudizio di secondo grado, nel 1982, la condanne del giudizio di primo grado vennero commutate in assoluzioni, le quali a loro volta vennero confermate nel 1985 dalla Corte di Cassazione. Insomma un primo sono fiasco.


Un secondo filone di indagine, sorto nel 1984 a seguito delle rivelazioni di alcuni pentiti, mise sotto accusa altri rappresentanti della destra eversiva e si protrasse fino alla fine degli anni '80; gli imputati furono assolti in primo grado nel 1987, per insufficienza di prove, e addirittura prosciolti in appello nel 1989 con formula piena. La Cassazione, qualche mese dopo, confermerà l'esito processuale di secondo grado. Secondo e clamoroso fiasco.

Nel corso dei vari procedimenti giudiziari relativi alla strage si è costantemente fatta largo l'ipotesi del coinvolgimento di rami dei servizi segreti e di apparati dello Stato nella vicenda.Una ricostruzione siffatta appare sostenuta da una lunga serie di inquietanti circostanze: su tutte, basti pensare in primo luogo all'ordine - proveniente da ambienti istituzionali rimasti finora oscuri - impartito meno di due ore dopo la strage affinché una squadra di pompieri ripulisse con le autopompe il luogo dell'esplosione, spazzando via indizi, reperti e tracce di esplosivo prima che alcun magistrato o perito potesse effettuare alcun sopralluogo o rilievo; secondariamente, la misteriosa scomparsa dell'insieme di reperti prelevati in ospedale dai corpi dei feriti e dei cadaveri, anch'essi di fondamentale importanza ai fini dell'indagine; infine, va segnalata la recente perizia antropologica ordinata dalla Procura di Brescia su una fotografia di quel giorno che comproverebbe la presenza sul luogo della strage di tale Maurizio Tramonte, militante di Ordine Nuovo e collaboratore del SID.Gli oscuri intralci di provenienza istituzionale manifestatisi anche durante il secondo troncone d'indagine verranno definiti dal giudice istruttore Zorzi quale ulteriore "riprova, se mai ve ne fosse bisogno, dell'esistenza e costante operatività di una rete di protezione pronta a scattare in qualunque momento e in qualunque luogo. Affermazione politica, non certo giudiziaria, nucleo  della sconfitta della Magistratura.
Una terza istruttoria è tuttora pendente presso la Procura di Brescia. Il 19 maggio 2005 la Corte di Cassazione ha confermato la richiesta di arresto per Delfo Zorzi (oggi cittadino giapponese, non estradabile, con il nome di Hagen Roi) per il coinvolgimento nella strage di Piazza della Loggia.

Il 15 maggio 2008 sono stati rinviati a giudizio i sei imputati principali: Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino, Giovanni Maifredi.  I rinviati a giudizio Zorzi, Maggi e Tramonte erano all'epoca militanti di spicco di Ordine Nuovo, gruppo neofascista fondato nel 1956 da Pino Rauti e più volte oggetto di indagini, pur senza successive risultanze processuali, in merito all'organizzazione ed al compimento di attentati e stragi. Ordine Nuovo fu sciolto nel 1973 per disposizione del ministro dell'Interno Paolo Emilio Taviani con l'accusa di ricostituzione del Partito Fascista. Gli altri rinviati a giudizio sono l'ex generale dei carabinieri Francesco Delfino, all'epoca responsabile - con il grado di capitano - del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Brescia, e Giovanni Maifredi, ai tempi collaboratore del ministro degli Interni Paolo Emilio Taviani. La prima udienza si è tenuta il 25 novembre 2008. Il 21 ottobre 2010, dopo cinque giorni e mezzo di ricostruzione delle accuse, i pubblici ministeri titolari dell'inchiesta, hanno formulato l'accusa di concorso in strage per tutti gli imputati, ad eccezione di Pino Rauti, per il quale è stata invece chiesta l'assoluzione per insufficienza di prove, pur sottolineando la sua responsabilità morale e politica per la strage. Il 16 novembre 2010 la Corte D'Assise ha emesso la sentenza di primo grado della terza istruttoria, assolvendo tutti gli imputati con la formula dubitativa di cui all'art. 530 comma 2 c.p.p., corrispondente alla vecchia formula dell'insufficienza di prove. Oltre alle assoluzioni di Carlo Maria Maggi, Francesco Delfino e Pino Rauti, i giudici hanno disposto il non luogo a procedere per Maurizio Tramonte, per intervenuta prescrizione in relazione al reato di calunnia, e revocato la misura cautelare nei confronti dell'ex militante di Ordine Nuovo Delfo Zorzi.
Meglio limitarsi a ricordare le innocenti vittime , vittime due volte: la prima dell'odio politico che ancora esiste in Italia,  come fossimo ancora agli anni quaranta e poi ancora una volta vittime di una Magistratura che ha voluto seguire solo la pista ideologica ed ha colpevolmente fallito.

Le vittime uccise due volte:

Giulietta Banzi Bazoli , Livia Bottardi Milani , Euplo Natali , Luigi Pinto ,Bartolomeo Talenti , Alberto Trebeschi ,Clementina Calzari Trebeschi ,Vittorio Zambarda .

 
C'E' CULTURA E CULTURA, COME C'E' LOBBY E LOBBY
 
Ma vogliamo dirlo ad alta voce una buona volta? Signori cinematografari, pseudo intellettuali veltroniani  dal
" chiagni e fotti " incorporato , vogliamo avere il coraggio, paraculoni che non siete altro, di dire che vi eravate assuefatti alle sovvenzioni pubbliche elargite come corrispettivo di un accordo politico, che vi eravate accoccolati sotto le ali protezionistiche dei privilegi che vi permettevano di vivere alla grande e di sbizzarrirvi senza pensarci due volte? Vogliamo avere il coraggio di dire  che non era solo Gianni Agnelli, non era solo Fiat ad essere molto ma molto brava a " socializzare le perdite " ( un film andava male? E chissene ! Ci pensa pantalone, io sono un artista!) ed a privatizzare i lauti guadagni , perchè anche voi, categoria dei cinematografari - Veltroni compreso per via di figlia colà , guarda caso, inserita - siete stati dei veri Maestri nel farvi i vostri bei conti correnti al riparo da sorprese e, forse, anche del fisco! Bene, io lo dico, ve lo dico in faccia: siete dei ricchi lamentosi e piagnoni, siete il prototipo del " piagne il vivo e frega il morto", strillate come aquile  come se foste un metalmeccanico diventato precario invece che dei ricchi  ed ingordi sovvenzionati .  Ma quale cultura, ma fatemi il piacere! Ma non vi rendete neanche conto della figura che fate con quelle idioti frasi, tipo " film di alto valore culturale" che non vuol dire un benamato nulla, ma che con  queste cretinate  avete spillato milioni e milioni , che vi hanno ridotto all'assuefazione come una droga , che hanno drogato il cinema, che hanno spinto il cinema nelle rapaci mani e nelle capienti pappagorgie dei pochi potenti, delle famiglie che si tramandano questo potere - non faccio nomi nè cognomi ma solo per amore di dibattito - come nelle monarchie feudali. E le dividete solo con le vostre " amicizie" e con le vostre " clientele". Vi siete divisi tutto sempre e solo fra di voi, siete sempre i soliti noti, i loro figli, gli amici dei figli, le donne dei figli, gli uomini delle  figlie, le figlie dei vostri referenti politici, siete le famiglie allargate, vi sposate fra di voi, vi mettete sempre con chi  vi somiglia e con chi vi è utile, avete anche i referenti politici, siete una mafia, siete una lobby, altro che Licio Gelli, altro che la P3. Ma quale diavolo di cultura, debosciati e mantenuti! Andate a fare film, mettetevi sul mercato mondiale, non sulla sedia comoda delle sovvenzioni statali, fateci vedere chi siete.
 
Roma sabato 20 novembre 2010
 
Gaetano Immè
 
 
 

venerdì 19 novembre 2010

SOLO UN DESPOTA PUO' PRETENDERE DI SBARAZZARSI DI CHI GOVERNA PER VOLONTA' POPOLARE SENZA INTERPELLARE IL POPOLO

E' rimasta famosa la battuta di Rino Formica, un vecchio politico del PSI dei tempi di Craxi, che diceva come la politica fosse in Italia, con espressione sgradevole ma veritiera,  " sangue e merda". Di questi tempi poi, la politica,  ci appare molto di più  simile  al secondo termine usato da Formica  che non  al primo. La Seconda Repubblica è nata ed è vissuta solo grazie a Berlusconi, perchè solo da costui sono state in parte  introdotte alcune innovazioni che hanno tentanto di modernizzare il Paese. Forse i tentativi non sono sono stati tutti il massimo della perfezione, certamente sono tutti provvedimenti che potrebbero migliorare se in Italia ci fosse un sano confronto politico, ma non voler riconoscere che ormai Berlusconi, anche lo stesso Berlusconismo,  sono destinati a passare direttamente sui libri della storia d'Italia vuol dire proprio essere ciechi o accecati dalla ideologia.  Solo Berlusconi, non certo altri,  è riuscito nell'impresa di introdurre in Italia un sistema elettorale maggioritario avviando il Paese ad una più completa e compiuta forma di democrazia popolare bipolare , liberandolo dal giogo delle catene nelle quali il precedente sistema elettorale proporzionale  lo aveva incatenato  da  quasi sessanta anni, soffocando la  " supremazia politica della volontà  popolare" , concessa dalla Costituzione come il primo diritto inalienabile del cittadino,  sotto il dominio di quel  sistema corporativo, castale, autoreferenziale , elitario e  medioevale , quale era nella Prima Repubblica , ( nella quale il popolo certamente votava,  ma chi poi "creava e gestiva la politica" erano i Parlamentari, cioè i partiti) il sistema parlamentare . Spostare il potere politico ed economico  da un tale  grumo  di potere  ,  formato ormai da lobby storiche,  politiche, economiche, bancarie, assicurative, imprenditoriali, editoriali, culturali, ecc. fra di loro concatenate  e concordi nella spartizione dei cospicui interessi , ( potere certamente  loro delegato dal popolo ma potere ormai aduso  a dominare senza alcun controllo   il Paese atttraverso una  costante sopraffazione della volontà popolare, perpretata con il consenso di tutti i partiti politici dell'epoca )  alla approvazione costante e diretta della volontà popolare è opera storica e straordinaria . Mirare al contenimento del debito pubblico , gestire riduzioni di sperperi, cancellare sovvenzionismi a pioggia ,  introdurre nel Paese più mercato e libertà  e meno Stato e meno lacci, far rientare capitali all'estero - anche quelli di origine opaca - per poi successivamente monitorarli in circuiti casalinghi più controllabili, reintrodurre nel  sistema Paese il merito personale tentando di ridurre  quell'egualitarismo ideologico che ha creato parassitismo , assistenzialismo e clientelismo corrutiivo, far la guerra alla malavita non , come avveniva prima,  a parole e a premi letterari (  che hanno creato quelli che profeticamente Sciascia aveva già individuato come i " professionisti" dell'antimafia ) ma con oculata opera di intelligence  che ha prodotto ventotto arresti eccellenti - su trenta - e - cosa ancora più importante - il sequestro ai malavitosi di beni, case , denaro, proprietà per quasi quaranta miliardi di Euro che vengono incamerati dallo Stato; disporre  un doveroso prolungamento dell'applicazione dell'articolo 41-bis del codice penale , che prevede il così detto carcere duro per i mafiosi;   riconoscere lo sfregio costituzionale  perpretato nel 1993 a danno della democrazia da una Magistratura militante complice  un vile ed intimidito Parlamento,  con la cancellazione parziale dell'articolo 68 della Costituzione circa la sacrosanta immunità parlamentare, facendo così ottenere alla Masgistratura un dominio assoluto sulla politica, il peggior obbrobrio per un sistema democratico; avere il coraggio di  tentare di riparare a  questa dittatura della Magistratura a favore di una più corretta democrazia con una qualche misura idonea che comunque ripari al danno inferto dalla Migistratocrazia alla democrazia e che consenta agli eletti dal popolo di svolgere il loro mandato senza intralci come accade in tutti i Paesi democratici dell'occidente; studiare ed attuare una riforma della Giustizia che rimetta in equilibrio i poteri dell'accusa e quelli della difesa, che acceleri i processi, che smaltisca l'ignominioso e vergognoso ritardo dei tribunali, che faccia rientare l'Italia nei limti Europei eliminando  le nostre  storture giudiziarie  che allontanano gli investimenti esteri e che pongono  il nostro ordine giudiziario fra i peggiori del mondo; introdurre, con il federalismo fiscale , un controllo  costante delle spese delle Regioni , attuando un sistema certamente migliorabile ma che introduce non più la spesa a pioggia , per avere da tutti il voto m anche i peggiori servizi pubblici d'Europa,  ma la spesa oculata per dare a tutti migliori servizi pubblici possibile, senza pretedere il voto.  Elenco sintetico ma di grande respiro, tentativi che l'Italia deve solo a Berlusconi. Non è agiografia di Berlusconi, ma riconoscimento, cronaca: avremmo avute queste modernizzazioni senza Berlusconi? E, di grazia, ad opera di chi? Osservare tutte queste cose e vedere e sentire che alcuni politici avrebbero la pretesa , l'arroganza  e la faccia tosta di cancellare queste conquiste senza prima consultare il popolo,  come dittatorelli qualsiasi , mi fa letteralmente schifo.

SAVIANO DA SAN CIPRIANO D'AVERSA. CHI E' VERAMENTE COSTUI? SCOPRIAMOLO INSIEME

Voglio essere sincero fino a scorticarmi a sangue da solo: non credo a Saviano. Ma vi spiego ovviamente anche il perchè. Primo esempio: Tizio , privato cittadino, incontra per strada l'amico Caio a passeggio con tale , ignoto,  Sempronio. Saluti, chiacchierata, caffè. Punto. Anni dopo Tizio diventa sindaco del paese e , solo allora, si scopre, che Sempronio era un mafioso. Davanti a questo caso Saviano accusa Tizio di
" interloquire" con la mafia . Non c'è bisogno di dire che Tizio è della Lega Nord. Saviano dice una lampante falsità pur dicendo un fatto reale, dice una vera baggianata martoriando la verità; il che  non gli fa  certo onore. Secondo esempio: la mafia si intrufola al Nord perchè ci lì sono i soldi. Ovvio,  mi pare, la mafia non va certo per campi , fra i contadini, dove c'è la miseria, questo lo sanno tutti, dovrebbe saperlo anche Saviano. Lui dice " La mafia invade il Nord perchè interloquisce ed è aiutata dalla Lega Nord" . Due scemenze , due vere idiozie, spacciate in TV -  senza alcun contraddittorio -  per verità evangeliche. Ancora: su questa questione Nicki Vendola ha perso una buona occasione per starsene zitto ed invece eccolo a squittire , con quella sua boccuccia  - ci entrerebbe una tegola sana sana  - , ad altra opera   adusa , " La Lombardia è la regione più mafiosa d'Italia!". Una vera megastronzata, la solita vendolata. La Lombardia è  anch'essa, come tutte le regioni d'Italia - chi più chi meno - a rischio mafia. E allora? Ancora: Saviano straparla e dice in pubblico  " Le famiglie della 'ndrangheta dell'Aspromonte si sono infiltrate in Trentino nella raccolta e nella commercalizzazione delle mele".  La Procura di Trento " attenziona " quella affermazione, apre un'inchiesta sacrosanta e doverosa ( ricordate? l'azione penale è obbligatoria? ) , interroga Saviano . Stefano Dragone, Procuratore Capo di Trento è stringato, essenziale e dice: " Non abbiamo creduto a Saviano. Se preferite, abbiamo creduto invece alla sua ritrattazione". L'inchiesta viene chiusa subito, perchè non c'è nulla, niente. Un buco nell'acqua. Una balla stratosferica di Savano, che la ritratta. Cominiciate a capire chi è Saviano ? Uno che le spara e poi le rettifica, anzi le annacqua, anzi le ritratta. Ma perchè allora non se sta zitto invece di spararle? Continuate a intuire  qualche altra cosuccia su Saviano? E non basta . Ancora: saprete certo dell'arresto di Antonio Iovine, ricercato da quattrodici anni e, per pericolosità, secondo su trenta ricercati . Sapete chi è l'artefice di tale successo? Un funzionario della questura di Napoli, si chiama Vittorio Pisani, è il Capo della Squadra Mobile. Forse non sapete ( ma ci sono io!!!!!)  che questo funzionario è stato sputtanato, tempo fa,  dalla solita Repubblica ( e dove sennò?) perchè aveva espresso parere negativo alla concessione della scorta a Saviano, dopo le minacce che Saviano aveva denunciato di aver ricevuto. Ne è convinto ancora il Dr Pisani che afferma " resto sbigottito quando vedo scortare persone che non fanno  niente rispetto a poliziotti che rischiano sempre". Non vi pare meriti tutta  la nostra attenzione  il fatto che un dirigente di Squadra Mobile ritenga che le minacce denunciate ( e non  provate) da Saviano non siano meritevoli  di scorta armata? Bene, Saviano parla di ogni minimo indizio, ma non parla , guarda caso,  non ha mai  parlato di Pisani, ce pure nella cattura di Iovine è un pezzo importante.Come mai?  Un caso? O qualcosa di peggio? Che interesse avrebbe dovuto avere nel negare la scorta a Saviano? Forse gli sta antipatico? Ma vi pare che uno che lavora in Polizia rischierebbe tanto per un'antipatia ? Andiamo avanti: Saviano è di San Cipriano D'Aversa, un paese: come in ogni paese tutti si conoscono, tutti sanno tutto di tutti, addirittura tutti sono parenti fra di loro.Lo sanno pure i sassi. Lo deve sapere pure Saviano, anzi, " non puo' non saperlo"! Succede che Cosentino, quello che si è dovuto dimettere
dal Governo per le accuse di " contiguità mafiosa" , compaesano di Saviano, ha vissuto dove ha vissuto Saviano, dove c'è un intreccio di conoscenze e di parentele, buone e cattive, come succede a tutti. Bene il sospetto che le amicizie siano collusione con la camorra, però, vale solo - a pareredi Saviano - per gli altri, certamente per Cosentino, mai  per lui. Ma non ci spiega il perchè, lo lancia come un dogma, come un assioma. E poi, scusate, ma che vuole dire Saviano, quando di Antonio Iovine, l'ultimo arrestato da Maroni, dice:" Iovine sorride durante l'arresto perchè tutto questo era previsto, vi ho fatto un regalo, ma restano fuori i miei capitali."  Che lo Stato, e dunque il leghidsta Maroni aveva un accordo con la camorra? Un accordo spettacolare , tipo " Voi  mi date  Iovine ed io vi lascio i suoi soldi da gestire" . Grandioso ! Saviano si è ridotto ad un D'Avanzo qualsiasi, parla come Repubblica vuole, anzi come pretende L'espresso. Grandioso! Inteligenza allo stato puro!  Iovine era anni ed anni che implorava di  essere arrestato per andare a diverstirsi da pazzi in galera con il 41-bis!. Mi pare che questo ragazzotto abbia un pochino perso il senso della misura e pure la testa , dovrebbero metterlo a sedere , sedarlo,   calmarlo, farlo rientrare nel suo piccolo mondo di raccoglitore di utili notizie sulla malavita,  non dovrebbe dar retta ai cattivi consiglieri che lo fanno muovere  come un burattino del quale guidano i fili. Se Saviano fosse davvero così intelligente, se fosse veramente quel galantuomo che dice di essere, se veramente volesse combattere e sgominare  la malavita organizzata, perchè non collabora con le autorità  invece che far loro  la guerra ? Per ideologia? Per paura ? E allora, la scorta armata, per cosa serve? Se così fosse, Saviano sarebbe un disonesto intellettuale, sarebbe molto, ma molto grave che uno scrittore - così lui si definisce - scriva fatti non reali ma visti con le lenti dell'ideologia. Pensateci bene, invece, c'è un'altra ragione o , almeno, ci potrebbe essere anche un'altra ragione ( noi , che non siamo arroganti come Saviano , coltiviamo sempre il " dubbio", non ci attribuiamo l'assioma fidesitico e dogmatico di essere sempre nel vero ed usiamo quindi il condizionale )  : non collabora con le autorità perchè,  a lui , di annientare la malavita organizzata non  interessa proprio per niente . A lui interessa solo  guadagnare il più possibile con comparsate in TV ,  con articoli e , possibilmente, con libri,  sempre e solo sulla camorra  e tali che acuiscano e non affievoliscano  la lotta fra il bene ed il male. Il suo guadagno, il suo Eden, la sua terra promessa, la sua  golden door  è quella. Sta proprio nel trionfo del male. Insomma , per questo Saviano si è venduto ad un Fazio Ambrosoli - lui è come il miele, sempre col sorrisetto da primo della classe stampato in faccia -  qualsiasi, ad un Mazzetti qualsiasi ( Mazzetti in RAI, in RAI3, significa partitocrazia pura!) , si è venduto alla truppa dei
" teorici del pensiero unico dominante", non se ne sta più nella sua nicchia di " scrittore", di pensatore sopra le parti ,  di colui che usa il proprio cervello per leggere gli eventi. Se così non fosse ( e  Saviano lo dimostri ora con i fatti, basta con le chiacchiere in TV, troppo facile )  collabori subito con Maroni. Se non lo fa, vuol dire che ho ragione io. E me ne dispiace proprio.

LA TRATTATIVA DEL 92/93 FRA STATO E MAFIA ? TUTTA ROBA INTERNA AL CENTROSINISTRA!!!!


Quante cose sono state scritte sulla faccenda della famosa trattativa fra Stato e mafia degli anni '92/93, quanti soldi spesi per processi basati su dichiarazioni di mafiosi figli di mafiosi morti sedicenti pentiti, da mafiosi pluriassassini non pentiti ma " dichiaranti" che però erano i servetti negri dei veri capibastone e che millantano verità che non trovano alcun riscontro, il tutto per il seguente fatto.

Atteso che in quegli anni, oltre all'uccisione di  Salvo Lima, di Falcone , di Borsellino, sono state messe bombe da molte parti, ricordate  a Roma al Velabro, ai Georgofili a Firenze, ancora a Roma in Via Fauro, ecc. e che quelle bombe fecero vittime, siccome lo Stato non  rinnovò la  linea dura contro i mafiosi e quindi  disapplicò l'articolo 41-bis del Codice Penale - relativo al così detto carcere duro per i mafiosi- è evidente - questa è la tesi, questo il teorema - che ci fu una " trattativa fra Stato e mafia", condotta da
" deviati" ( come al solito e quindi Mario Mori, quindi Contrada, ecc) per favorire la mafia. Insomma l'abolizione o la disapplicazione del carcere duro per i mafiosi era il prezzo che la mafia avrebbe richiesto ed ottenuto dallo Stato per fermare le stragi e le bombe. Tutto questo serviva - indovinate a chi?- a Berlusconi che voleva i voti della mafia per Forza Italia , visto che stava per entrare in politica.

Si son fatti processi su procesi, Cincimino Jr, Spatuzza, tanto per dirne due, per cercare prove, riscontri, papelli, mezze verità, spunti, insomma qualcosa che portasse a Dell'Utri e o a Berlusconi. Poi se ne esce l'altro ieri Conso ( Ministro di Giustizia nel Governo Ciampi ) e comunica che è stato lui  ad arrendersi alla mafia, lui e due Governi italiani, quello, appunto di Ciampi e quello, precedente, di Amato. Ma capite che sberla? Facciamo nomi e date e fatti. Dunque ecco i nomi: due Presidenti del Consiglio: Amato e Ciampi, un Presidente della Repubblica O.L. Scalfaro, Nicola Mancino  Ministro degli Interni, Giovanni Conso Ministro della Giustizia, Vincenzo Parisi Capo della Polizia ( nonchè fedelissino d Scalfaro). Tutti di centrosinistra!!!! Fu dunque , questa la confessione ( in effetti non c'era nulla di nuovo da confessare) , lo Stato , rappresentato da quelle persone delle quali ho fatto i nomi, ad arrendersi alla mafia : la resa  fu rappresentata dalla " disapplicazione" della norma che puniva con il carcere duro i mafiosi. Nel Maggio del 1993 , esattamente il  giorno 14, giorno sucessivo all'attentato in via Fauro a Roma, il Ministro Conso revoca l'applicazione dell'articolo 41-bis  alla bellezza di 140 boss mafiosi, Primo Ministro C.A. Ciampi. Ho però dei dubbi, perchè altre prove fanno ritenere che la decisione in questionefosse già stata presa nel precedente mese di Febbraio 1993, quando il Primo Ministro era Amato. Non contenta d quanto avuto in concessione, la mafia si dedica ad ulteriori  stragi e bombe nei mesi successivi a maggio 1993 ( vedi Via dei Georgofili a Firenze e Via Palestro a Milano) e lo Stato allora replica la resa revocando a Novembre del 1993 il carcere duro per altri 140 boss mafiosi in carcere. Una vera tranvata sui denti per Magistrati politicizzati, per certa stampa - segnatamente La Repubblica - per il centrosinistra, per tanti giornalisti e mezzobusti che intingono il pane nella brodaglia dei dietrologismi . Ma Ciampi, Amato, Parisi, Scalfaro, Mancino, come mai sono sempr stati zitti? Come mai c'è voluto lo scatto di dignità del Presidente Emerito Giovanni Conso per ristabilire la verità e separarla dalle volgari illazioni? E che dire di tutti quei giornalisti  che a chiacchiere gridano al bavaglio quando la RAI tenta di ridurre i loro favolosi compensi, che vanno in corteo per gridare per  la libertà di stampa e che poi davanti a questa notizia o non la danno o la minimizzano o la ignorano del tutto. Proprio come la Signora Serena Dandini, quella con la " schiena dritta" , quella che " io non guardo in faccia a nessuno!", quella che con Vergassola " frustano con la satira tutti i potenti!", quella che l'altro ieri a " Parla con me" su RAI3 aveva davanti, in studio, proprio C.A. Ciampi e che poeva chiedergli quel che voleva! Zitta, appecoronata, servile, una strisciante leccaculo. Una pena, una vergogna, anzi una cosa normale per questa gente.

PENSIERI SCIOLTI ED IN LIBERTA'

Ho letto che Bersani (  un grande, un mito !) sta varando una sorta di Porta a Porta per annunciare il fallimento del Governo Berlusconi. Grande notizia. Difficile, però, da capire seguendo la logica, perchè, per prima cosa, viene da osservare: ma la gente non è forse informata su tutto da giornali e dalle televisioni? Il buon emiliano non me la racconta giusta , lui, nato e cresciuto nel PCI!!! Pochi di voi rammentano come proprio il PCI fece  un vero e proprio censimento dei nemici proprio per mezzo della distribuzione, porta a porta, dell'Unità. Poi , a Botteghe, gli agit-prop stilavano le liste di proscrizione. Poi , quartiere per quartiere, a Roma, giù, legnate. Bravo Bersani, un'operazione da polizia stalinista, da Stasi, un dossieraggio vero e proprio. Comunisti siete nati e tali morirete. Anche se ora vi vestite da Valentino.


Dio li fa e poi li accoppia. Non c'è niente da fare, è proprio così! Vox populi, vox Dei. Uguali, si pigliano. Eccoli, Di Pietro e De Magistris, cognomi similnobili per via d quel " De", estrazione "panza mia fatte capanna" ovvero " mangiamo a quatro ganasce". Stanno sempre con ditino alzato a romperci i marroni come il D'Alema, perchè " fuori gli indagati dal Parlamento!", strepitano che non vogliono che Berusconi abbia uno scudo come Primo Ministro, tuonano saette e fulmini se qualcuno parla di immunità parlamentare per l'Italia e loro, poi, che fanno? Si nascondo dietro l'immunità, altro che storie. E che scherziamo? Per loro, è chiaro, l'immunità non deve esistere, se non per loro due. Tra poco, una volta al Governo, anche se tecnico o d'emergenza,  forse faranno anche una legge apposita, forse un pochino ad personam, anzi ad personas perchè, se ricordo bene il latinorum  - come il trattorista imbroglione e Gegè Floppe -  loro sono due e qindi ci va l'accusativo plurale. Plurale, più di uno, plusieur in Francia, twin in Inghilterra e così via. Di Pietro si è acquattato e nascosto dietro l'immunità del Parlemento europeo per evitare la condanna per diffamazione da parte del Giusice Filippo Verde che lui aveva diffamato nel  2002  . De Magistris,  per non esser da meno ,  per evitare l'azione civile che gli è stata intentata da Mastella - diffamato dal De Magistris molte volte -  si è trincerato dietro le gonnelle di mammà, si è nascosto, insomma, dietro l'immunità che spetta ai parlamentari europei. Capito che Catoni dei miei stivali? Proprio come D'Alema, quello che l'immunità se la prende anche con le cattive maniere ( chi ricorda Forattini, chi ricorda Barbieri, chi ricorda Arcobaleno?, chi ricorda Mitrokin, chi ricorda....)


Non voglio essere nè pettegolo nè offensivo, ma porca miseria, mi ci portano con la sedia gestatoria ad esserlo ! Chi? Ma come chi? I così detti " finiani"!. O fatto è chisto, stateme a sentire! Fini sta facendo avanti e indietro, botte al cerchio, botte alla botte, uno nessuno centomila, così è se vi pare, Pian della Tortilla...Parla e dice cose che vanno bene sia a destra che a sinistra, ciurla nel manico, scappa da destra e va verso sinistra, poi torna indietro, poi un passo a sinistra, poi un altro avanti al centro, insomma, non sta mai fermo. E' proprio un vero italiano, come cantava quel tizio, " un italiano vero!". Come quelli del 1943, che erano alleati con i tedeschi e che poi sparavano addosso ai tedeschi. Insomma i veri italiani, che cominiciano con gli alleati e poi passano al fianco degli ex nemici.

Roma 19 novembre 2010

Gaetano Immè