Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 29 novembre 2010

E ANDIAMO ! ANDIAMO  CON UNA SERIA RIFONDAZIONE DEL SISTEMA GIUSTIZIA !

Secondo le ricerche  condotte dalla Banca Mondiale relativamente solo al giudizio civile, l'Italia occupa vergognosamente la 156esima posizione su 181 Paesi presi in considerazione. Praticamente, dice la Banca Mondiale, voi italiani avete una giustizia lumaca, una giustizia indegna, siete piazzati addirittura   dopo Paesi non certo emergenti, non certo occidentali, non certo di cristallina democrazia, non certo sviluppati, come, con tutto il rispetto,  Uganda e Ruanda. Una vera pena. Sotto l'Italia , in questa graduatoria della vergogna,  ci sono solo altri venticinque disgraziati Paesi. In Italia, ci dice questa ricerca,  ci vogliono quasi quattro anni per una causa civile di recupero di un credito, in Inghilterra  invece si recupara la somma in un anno e mezzo, negli USA ci vogliono  solo dieci mesi, in Germania ci vuole un anno ed un mese, in Francia undici mesi, mentre la media europea risulta essere di un anno e quattro mesi.  Questo studio della Banca Mondiale dimostra inoltre una sacrosanta ma sottaciuta  verità ,  che, per il nostro Paese, suona come una sonorissima bocciatura per un suo futuro sviluppo: tanto più lenta e lunga è la giustizia civile,  tanto più un debitore non paga il corrispettivo dovuto,  contando sulla complicità di  una Giustizia che agevola il truffatore, con una sentenza lontana almeno quattro anni, alla quale poi si devono  aggiungere almeno  un altro anno e mezzo per recuperare la somma con un sequestro presso terzi.. Fanno quasi sei anni, settantadue mesi, quasi duemila giorni! Quale impresa investe in Italia con queste prospettive? Quale impresa investe in Italia con queste certezze da terra di nessuno , anzi da terra promessa per i truffatori? Il tasso di disoccupazione non è elemento isolato ,  a sè stante, come ci hanno sempre indottrinato gli imbonitori alla Mago Otelma della nostra politica del novecento fatta di parole e di menzoogne ( Formica diceva " la politica è sangue e merda") , ma il risultato della combinazione di  una serie di elementi fra i quali, dunque, la certezza di una Giustizia veloce e rapida è la base primaria . Quante volte sappiamo  di imprese che falliscono perchè non riescono ad incassare quello che devono? Quante volte la stessa Magistratura condanna al fallimento imprese che non sono in grado di pagare  propri dipendenti per questi motivi? Solo nel nostro Paese si assiste ad un assassino - la Magistratura - che uccide l'impresa con la sua esasperante lentezza e che osa anche condannare la stessa impresa al fallimento, cioè ad un'altra morte. Un boia  che condanna la seconda volta  la sua vittima. Non è un ragionamento valido solo per i casi limite, ma la realtà di questa inguardabile, oscena, disgustosa giustizia civile italiana. Una situazione che nessun governo ha avuto la forza, la voglia, il coraggio di affrontare o quanto meno di risolvere, inutili palliativi a parte. Insomma, l'ultimo tentativo di interventi sulla Giustizia risale al 1989, era paleozoica della politica italiana, secolo scorso, quello delle grandi guerre ideologiche. In questo deprimente scenario internazionale  i Magistrati italiani dovrebbero semplicemente andarsi a nascondere per la vergogna, scappare a Timbuctù per non tornare più, altro che aver anche l'ardire e la faccia tosta di tentare di addossare sempre ad altri le loro colpe. Così, ecco questo segretario dell'ANM, dal nome più di un tonno all'olio di oliva e la faccia  di un Groucho Marx ( copyright Cossiga ), che anziché prostrarsi davanti a tanta vergogna - che da sempre ricade sulla corporazione piduista della Magistratura -  e chiedere umilmente perdono ( per gli enormi  danni  che questo indecente Ordine dello Stato arreca al popolo italiano), ha anche l'ardire e la faccia tosta di difendere questa vergogna e di provare ad arringare le piazze , come un Cremaschi qualsiasi. " Le riforme vogliono colpire la nostra indipendenza" protesta costui , anche se nessuno ha mai pensato neanche lontanamente  di porre i P.M. sotto il controllo non dico di un  Governo ma neanche del Parlamento, perchè non si può  in astratto escludere una  vittoria elettorale del centrosinistra,  che potrebbe così approfittarne per instaurare una bella dittatura magistrocratica senza neanche coplo ferire. Ma, caro Palamara o Palmera, vogliamo lasciare i toni lampeggianti e tonitruanti di  tribuno da salotto con incorporati  fluts di ghiacciato frizzantino  e parlare dei problemi veri per modernizzare questa ributtante (in)giustizia italiana? Facciamo un elenco delle cose da discutere , se  Palamara la pianta di scassare i marroni con l'atteggiamento da cigiellino da quattro soldini. Divisione delle carriere , perchè l'unicità dell'ordine esisteva solo sotto il Fascismo ,  sotto Hitler e sotto Stalin ed esiste ancora solo  in questa Italia magistocratica e da nessun altra parte del mondo civile; chiusura dei piccoli Tribunali per tagliare sprechi assurdi;  giustizia centralizzata e chiusura delle famigerate autonomie locali che sono responsabili delle esasperanti lentezze e della non omogeneità del servizio giustizia sul territorio del Paese;  togliere al CSM il lobbismo ed il corporativismo che lo caratterizzano come l'ultimo residuato fascista ancora in vita nel terzo secolo;  attribuzione ai Magistrati di meriti e responsabilità personali abolendo gli scatti per età ( perchè il Magistrato che viene smentito dalla Cassazione deve fare carriera? Perchè il Magistrato che ha ucciso Tortora ha fatto carriera? Che fine ha fatto l'inchiesta, per esempio, del Tribunale di Firenze sulla famosa cricca degli appalti della Protezione civile? Come mai dopo più di un anno e mezzo l'unica cosa certa che si sa è che Balducci è un omosessuale?);  una seria informatizzazione dei tribunali , non come la finta informatizzazione che ci è costata miliardi di euro,  senza nessun risultato; creazione di una sezione disciplinare del CSM dove però i Magistrati devono essere minoranza con la maggioranza civile che rappresenti  l'utenza del servizio giustizia. Potrei anche continuare ad elencare le cose da discutere. lo farei, se fossi certo che dall'altra parte ci fosse il Magistrato Palamara. E non il  Signor Palmera , agghindato da Groucho Marx.


MOKBEL DIGINT FINMECCA ENAV E ....IL PRANZO E' SERVITO?

La faccenda della Finmeccanica non mi convince pienamente perchè ancora mi ostino a seguire una certa logica ed una certa coerenza che, è noto, fanno a cazzotti con il tornaconto politico. Quest'ultimo comanda al cretino di turno che per vincere bisogna far trionfare il famoso detto togliattiano del " tanto peggio tanto meglio", le prima due qualità, invece, impongono , a chi abbia un cervello non venduto all'ammasso nè prostituito ai tanti calvinisti e falsi moralisti di casa nostra, di esaminare, di vagliare, di osservare i " fatti" senza mettersi occhiali ideologici. Non voglio escludere  che anche in Finmecca vi siano o vi siano state mele marce, imbroglioni, truffatorelli,  quello che la mia coscienza non tollera è condannare un'azienda ( ed in questo caso anche un Paese come l'Italia ) per via di imbroglioni che non sono comunque l'azienda. E' la tattica della sinistra, quella di screditare tutti per non screditare nessuno, come butare il bambino per buttare l'acqua sporca. Spiego perchè non sono convinto.

Prima inchiesta è quella  sulla DIGINT , che si occupa di sicurezza informatica: "pare" ( non v'è certezza di questo ad oggi) ( quindi indagini in corso) che la maggioranza del Capitale di tale società sia riconducibile ad un " Fondo " lussemburghese che sarebbe un sipario dietro il quale potrebbe  esserci tale Gennaro Mokbel. Questo signore, tra l'altro voluto ed assistito da Gianfranco Fini - il soggetto era un grande elettore di AN prima della fusione di AN nel PDL - è già  indagato per i fondi neri di Telecom Sparkle e di Fastweb. Che c'entra la Finmecca in tutto questo? La DIGINT è una sua società e  basta. Se poi un socio di una società fosse un delinquente, cosa c'entra la società? Che colpe avrebbe in particolare la DIGINT ? Avere come azionista, fosse anche maggioritario o di riferimento, una persona come Mokbel è forse un reato? E qual'era la situazione giudiziaria di costui quando - se fosse confermato - acquistò, anche occultandosi dietro schermi lussemburghesi, la sua partecipazione nella DIGINT  ? Era un uomo libero? Un uomo già inquisito? Un
" rinviato a giudizio"? Un condannato in primo grado? Un condannato in secondo grado? Oppure era un condannato in via definitiva? Perchè avrei da ridire che si possa riscontrare un qualche reato penale per la governence aziendale anche nel caso di una preesistente condanna definitiva di un suo attuale socio. Non mi risulta che fra gli obblighi di una governance aziendale italiana vi sia quella di sincerarsi periodicamente  dei carichi pendenti dei suoi azionisti, faccenda peraltro insulsa, perchè nessuno oggi può sapere queste cose di altri , coperte, come giustamente sono , da una rigida privacy. E dunque? Dov'è, qual' è, dove si trova, dove dunque scovare, intravedere, scorgere il " reato"? Perchè allora tutto questo sputtanamento pubblico e mondiale? Fuga di notizie - reato penale per il quale i signori Magistrati si voltano dall'altra parte quando fa loro comodo , altro che la favola per il popolo  stronzo dell'obbligatorietà della azione penale - come al solito o c'entra qualcosa Report d RAI3?

Complessa invece la vicenda che riguarda SELEX SISTEMI INTEGRATIQuesta  produce radar, l'ENAV ne ha bisogno, qualcuno costruisce le opere murarie ( sono indagate otto società) : una serie di
" presunte" sovrafatturazioni che avrebbero consentito la creazione di fondi neri chissà dove e chissà per chi. Insomma la solita solfa, una gola profonda, chissà quanto disinteressata, et voilà, il pranzo è servito. Ci sono prove certe? Sapevo che se ci fossero prove certe o convergenti ( vedi inchiesta di Firenze sulla Protezione Civile di Balducci & Cricca  ) gli arresti ( vedi sempre l'esempio fatto) sarebbero ormai d'obbligo. Non mi risulta che siano stati arrestati nè Guarguaglini, AD di Finmecca in scadenza ormai prossima di Mandato, nè Marina Grossi , AD di SELEX. E allora?

Propio così, il pranzo è servito ! E con un menu assai appetitoso, anche senza il sempre più rimpianto gentiluomo Corrado nel ruolo di padrone di casa,. I commensali: dato che la FINMECCA è del Tesoro al 33% , primo commensale , convitato di pietra, è Tremonti.  il quale da tempo pensa con languore ad una cessione di FINMECCA per fare cassa buona, tanta   e fresca. Il Ministro sta involontariamente recitando la parte del complice di questa tavolata da ultima cena, Giuda compreso. Dunque la tavola: imbandita con uno spezzatino di FINMECA che fa gola ai suoi  concorrenti   sia quelli , molto noti e livorosi, proprio vicini a noi, solo al di là delle Alpi, per non pensare poi alla saudita Mubadala ed altri ricchi interessati al settore. Il catering è offerto dalla Magistratura e dalla stampa , che intende per puro tornaconto antiberlusconiano, usare queste illecite fughe di notizie per attaccare il Governo, facendo crollare, come prezzo da pagare ,  un'zienda gioiello. Questo non vuol dire difendere le mele marce, vuol dire ai Magistrati ed alla stampa politicizzata : non giocate al tanto peggio tanto meglio, perchè chi paga il conto sono gli italiani.

AVANTI E INDRE',  AVANTI E INDRE',  CHE BEL DIVERTIMENTO......!!!!

Un giorno dichiara che scenderà in politica perchè sente il bisogno di fare qualcosa per questo Paese, il giorno successivo ci ripensa e si rimangia quanto detto il giorno prima . Molti lo danno vicino a Fini ed al FLI, nonchè d'accordo con l'UDC e forse anche con il PD, certo con l'API di Rutelli, molti spendono pubblicamente il suo nome e cognome per magnificare un suo Governo che governi ma senza passare dalle votazioni popolari e lui non smentisce mai. Succede ormai da troppo tempo. Ci voleva una lettera aperta di Vittorio Feltri per mettere con le spalle al muro Luca  Cordero di Montezemolo  ed obbligarlo ad una lunga risposta che oggi viene pubblicata su Il Giornale. Noi di questo blog siamo curiosi di sapere chi sia veramente costui, prima di dare un peso politico a quel che dice e scrive. Insomma, come Dante che chiede  " Chi fur li maggior tui?", così questo blog vi presenta Luca Cordero di Montezemolo. Costui nasce a Bologna il 31 agosto del 1947.  Primogenito dei tre figli di Massimo Cordero dei marchesi di Montezemolo  e di Clotilde Neri , nipote del neurologo Vincenzo Neri, Luca appartiene ad un'antica famiglia piemontese per generazioni al servizio di Casa Savoia della quale sono altri illustri rappresentanti il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo e il colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, martire alle Fosse Ardeatine. Si laurea in Giurisprudenza all'Università degli studi di Roma "La Sapienza" nel 1971 ( a 24 anni, normalissimo)  e successivamente frequenta alcuni corsi di Diritto Internazionale alla Columbia University di New York. Stando all'ufficio del Registrar della Columbia University, e contrariamente a quanto egli afferma , non fu mai iscritto a detta università, né, di conseguenza, ha conseguito alcun  Master presso la Columbia University Law School. Inizia la sua carriera lavorando presso lo studio legale Chiomenti di Roma e lo studio Bergreen & Bergreen di New York.  Nel 1973 entra nella Ferrarri  come assistente di Enzo Ferrari e responsabile della Squadra corse . Lascia la Ferrari dopo quattro anni e diventa responsabile delle relazioni esterne alla FIAT .  Ricoprirà questo incarico fino al 1981  . Quattro anni vicinissimo al suo padre putativo Gianni  Agnelli,  il quale  domina in FIAT dal 1966 - inizia a lavorare a 45 anni ! - fino alla sua morte , avvenuta nel gennaio del 2003 . Sono gli anni in cui l'Avvocato, con Luca accanto e presumibilmente informato dei fattacci, inizia l'esportazione all'estero dei suoi capitali sottratti  al fisco italiano, come ormai accertato,  anche se post mortem. Successivamente viene nominato Amministratore Delegato della Itedi, holding di casa Agnelli che controlla il quotidiano La Stampa e le altre attività del Gruppo FIAT nel settore editoriale.  Passato alla Cinzano , ha il merito di rilanciare l'immagine della casa. A proposito del passaggio alla Cinzano, Cesare Romiti , AD della FIAT, dichiarerà al giornale La Repubblica nell'anno 1985 : "Abbiamo pescato, in Fiat, un paio di persone che pretendevano danaro per presentare qualcuno a Gianni Agnelli.  Uno dei due l’abbiamo mandato in galera, l'altro alla Cinzano"  Su questa tangente, non ostante la confessione di Luca,  non verrà mai avviata stranamente alcuna indagine.Casi della vita, guidici distratti, azione penale non obbligatoria ad personam o cos'altro? Tramite alte conoscenze e agganci politici, dagli annni 1986 al 1990 Montezemolo assume l'incarico di Direttore Generale del comitato organizzatore della Coppa del Mondo di Calcio, Italia 90.  Siamo all'apoteosi, siamo  al meglio del meglio . Gli appalti di Italia '90 sono stati definiti "un immondezzaio di sprechi e inefficienza", un incredibile ammanco di soldi fatti pagare ai contribuenti italiani, ignari dei conti fatti da Luca. È lunga la lista delle opere inutili, volute da Luca e finanziate con denaro pubblico: stazioni ferroviarie, terminali di aeroporti abbandonati, stadi mal costruiti, alberghi finanziati e mai completati, sale stampa demolite dopo una sola partita.  Per questa gestione, Montezemolo ha solo di poco schivato addebiti giudiziari ( anche quì Magistrati distratti ?)   Molte le polemiche, tra spese pubbliche centuplicate e operai morti nei cantieri. Tra i molti sprechi: spese ingenti per opere mai iniziate o per opere iniziate e mai completate. Nei cortei, a Montezemolo viene gridato "assassino", venendogli rinfacciata  la responsabilità per gli operai morti nei cantieri.  La sua gestione di Italia '90 gli viene rinfacciata quando egli attacca la Casta politica ed invoca tagli allo Stato sociale. In questi anni Luca dirà che il problema non è suo , ma è totalmente della classe politica, respingendo così ogni responsabilità per tutti i soldi da lui buttati  inutilmente.   Al termine dei Mondiali, assume la carica di Vicepresidente esecutivo della Juventus, ma l'esperienza è fallimentare: nonostante venga speso molto denaro per una campagna acquisti faraonica (su tutti l'acquisto di Roberto Baggio), la squadra si classifica al 7º posto e resta esclusa dalle competizioni internazionali, fatto che non si verificava da 27 anni. Torna alla casa automobilistica Ferrari nel 1991 in qualità di Presidente, ruolo che ricopre tuttora , mietendo tantissimi successi, sia sprtivi ( con Schumaker) sia aziendali.   Il 25 maggio del 2004 l'Assemblea di Confindustria nomina, con il 98,5% dei voti, Montezemolo Presidente. L'avvocato Luca guida per quattro anni, fino al 25 maggio 2008, l'associazione degli industriali, cercando di promuovere il made in Italy nel mondo. Bene: Luca Cordero di Montezemolo come l'AIDS, se lo conosci è meglio , perchè  , forse, riesci ad  evitarlo.. A domani per il seguito.



E' L'ARTICOLO 67 DELLA COSTITUZIONE CHE DOVETE SUBITO RIFORMARE PER DARE DIGNITA' AL NOSTRO PAESE

Ricordo ai politici di ogni risma che si stracciano le vesti contro le lacune del nostro sistema istituzionale , che dicono - ma solo a chiacchiere - di essere contrari ai ribaltoni tipo vergognoso golpe costituzionale del 1994 da vera Repubblica delle Banane , che se hanno un minimo senso del pudore e di dignità, la prima riforma che devono fare, per far sì che il nostro Parlamento non sia un'accolita di Iago e di Bruti, dove viene santificato il tradimento alla Giuda, non è una nuova Legge elettorale, ma la riforma di una disposizione costituzionale indegna di un Paese civile. Recita infatti l'art. 67 della Costituzione italiana che" Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato ".E' questo l'articolo scandaloso, quello che consente ogni ribaltone golpistico, ogni insurrezione , ogni tradimento del voto popolare, ogni accordicchio che voglia eliminare la sovranità del voto popolare. Questo è la santificazione del peggior tradimento che si possa fare: usare il voto popolare per entrare in Parlamento per poi fare sol icomodacci propri.  Perchè quando un cittadino viene eletto con una coalizione o partito , ne accetta il programma e se, strada facendo dovesse cambiare idea, può benissimo farlo, perchè la libertà di pensiero e di opinione  va sempre garantita a tutti .Anche in questo caso. Ma deve dimettersi dalla carica alla quale il popolo lo ha eletto direttamente o indirettamente, per il semplice fatto che gli elettori lo hannno votato perchè li rappresentasse in quel partito o in quella coalizione e sopra tutto perchè attuasse il programma elettorale che ha condiviso ed accettato nella campagna elettorale.  Si ripresenterà con le sue nuove idee se qualche altro partito o coalizione le accetteranno, altrimenti se ne deve tornare a casa. Tanto più con una Legge elettorale, come la nostra, nella quale non sono previste le malavitose " preferenze". Non si può commettere reato di riciclaggio di voto elettorale, reato che andrebbe introdotto nel nostro Codice se l'Italia fosse un Paese civile, non si può barare , nè giocare sporche partite sulla pelle degli elettori con il consenso popolare. Non si può surrettiziamente riportare l'Italia indietro di trenta anni , nel medioevo della politica intrallazzona e maneggiona,  per i capricci di qualche furbetto, di qualche invidioso, di qualche imbroglione, di qualche voltagabbana, non è proprio dignitoso per il Paese.



Roma Lunedì 29 novembre 2010

Gaetano Immè

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