Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 27 novembre 2010

PARLARE DI POLITICA NON E' COME SUONARE LA CHITARRA ED E' ANCHE PERICOLOSO

Premetto ed ammetto: sono pazzo per Pino Daniele, per le sue bellissime canzoni, per le sue straordinarie ed intimistiche melodie. Il suo sound  mi rapisce,  mi commuove, mi fa sentire più buono, più ben disposto verso gli altri, mi fa sentire uno struggente desiderio d'amore. Ammetto tutto. Ma caro Pino, prendi la chitarra e canta e suona, ma non uscire dal tuo, resta nel tuo. Lì sei un Re, altrove rischi ed anche di grosso. Così su Saviano. Ma dico io, ma perchè ti sei lasciato intervistare su Saviano? Ma non avevi altro da fare? Ma lo sai o no che Saviano è ormai un Padreterno, un Dio in terra e lo sai che per i cristiani è peccato mortale
" criticare Dio"! Che so', magari potevi vedere il filmato della partita del Napoli, la bella vittoria sul Bologna oppure leggere un buon libro o magari andare a vedere un film , no!Hai dovuto dire la tua, e pure grossa! Dissacrante su Saviano , hai detto:" Se Saviano fosse un pericolo per la camorra, sarebbe già morto!". Ed hai perfettamente ragione, ma proprio tanta, tanta, tanta ragione! Il problema è però che quello che tu hai detto, oggi, in Italia, non si può dire! Ma come ti permetti di dire la verità? Perchè criticare il ragazzo è ormai considerato un reato di " lesa maestà", vedrai che tutta la ciurmaglia che urla invocando la libertà di stampa e che poi brama mettere il bavaglio a  Feltri, si inventerà un reato simile al " concorso esterno in associaziome mafiosa" , una legge veramente " ad personam", " ad Savianum". Sai che ti dirà ora, tutta la gagliofferia dei savianosantosubito? Ti diranno che anche per Falcone, anche per Borsellino valeva a tua affermazione magari fino al giorno prima del loro omicidio. Ti diranno che sei un gufo che mira a fare uccidere Savianosantosubito , che sei un fascista di merda, che sei uno che non vuole rispettare la legalità, che sei un camorrista, perchè ormai dalla fazzite e dalla savianite  non ti salvi più neanche con un vaccino. La" fazzite" , al pari della " savianite", è , caro Pino Daniele, quella lobotomizzazione indolore che è tanto usata dai minculpop di sinistra - che a loro volta avevano appreso l'arte da Goebbels ai bei tempi dell'accordo fra quei due specchiati galantuomini che furono gli alleati Hitler e Stalian - per la  quale non esiste una
" discussione " , ma  un solo assioma:  " se  non la pensi come me sei un delinquente ". In questo caso un mafioso. Caro Pino Daniele, ti beccherai tutta una serie  di sputazzi dai minculpop di oggi, dai Sofri, dai Santoro, dai Bersani, dai Franceschini, dai Di Pietro, dai Vendola, dalle Dandini, dai Telese, dai Fini, dai Bocchino, ecc.Ma ben ti sta! Te li sei cercati gli sputazzi, caro mio. Per questi calvinisti di casa nostra, il loro delicato pensiero,  che ha armato la mano omicida contro l'innocente Calabresi è " libera critica politica", la tua lapalissiana constatazione  che Saviano è " cos' 'e niente " è invece un " tentato omicidio  "bello e buono.



L'UNIVERSITA' E IL RICERCATORE  COME LA GATTA , SUL TETTO CHE SCOTTA !

Una manifestazione studentesca ha attaccato il Senato, il Colosseo, Piazza San Marco , chissà perchè non anche il Foro Romano o Pompei, più a scopo televisivo che  dimostrativo; altri studenti e precari si sono accampati sui tetti , dove hanno assistito alla comparsata disperatamente televisiva di quel che resta del segretario del Partito democratico, di quel che resta di un Presidente  della Camera e della sua sbandata band - (Della Vedova, Perina, Moroni, Granata ) , di un Antonello Venditti nel formato
" io sto all'Università come i cavoli stanno alla  merenda", del noto Professore Universitario del congiuntivo, al secolo Antonio Di Pietro, del prezzemolino trotterellante Niki Vendola  e di altri
" spazzacamini improvvisati" in cerca del loro quarto d'ora di celebrità nonchè di quattro voti quattro . Intendiamoci subito e bene: non lasciatevi confondere dalle chiacchiere, niente a che vedere con le manifestazioni vere, come quelle di  Londra, per esempio, dove la  partecipazione studentesca è stata massiccia. Perchè una cosa è protestare contro un aumento esorbitante delle tasse universitarie, come a Londra,  ed altra cosa è, come accade da noi, opporsi aprioristicamente ed ideologicamente ( sommando differenti demagogie, quelle studentesche ( bamboccismo organizzato ) e quelle accademiche ( paraculismo acuto) ) a una riforma gelminiana - diciamolo - abbastanza soft e  che quasi tutti, organizzazioni studentensche comprese,  riconoscono necessaria , indifferibile e soprattutto urgente ( raccolti voti favorevoli  alla riforma ancorchè non entusiasti da Mattia Sogaro, Presidente del Consiglio Nazionale degli studenti universitari, dalla Emma Marcegaglia, dal Prof. Enrico Decleva Presidente della Conferenza dei Rettori Italiani, dal Prof. Elio Franzini , Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano - il quale ultimo asserisce persino che la quasi totalità dei professori condivide la  riforma Gelmini - ) .  Modernizzare il reclutamento , adeguando la nostra normativa in merito a quella europea, tramite il meccanismo dell' " ideoneità nazionale " e " della chiamata sulla base di un concorso locale tra gli idonei" , introdurre finalmente la giusta premiazione del  merito e migliorare la governance universitaria, sono innovazioni auspicabili e condivisibili sul piano della razionalità .  Appare identicamente condivisibile la nuova formulazione giuridica del " ricercatore", che si adegua finalmente alla formulazione esistente già da tempo in tutta l'Europa, il quale" ricercatore"  non verrà più assunto da subito " a tempo indeterminato" ( e perchè poi lo è stato?Forse per creare quella categoria dei " precari" da utilizzare poi come una clava contro il Governo?)  ma avrà a disposizione sei anni per ottenere l'idoneità,  con la quale poi poter concorrere a posti di Professore Ordinario ed Associato . Se non si vuole cadere nella solita noiosa storia della contestazione che provoca  e della politica irresponsabile ( non dimenticate mai che questa riforma è stata patrocinata, in buona parte, dal PD il quale ora, per motivi abietti, sale impervie scalette pur di andare a vedere Roma dai tetti e mettersi lì a cantare le solite trite e ritrite  canzonature resistenziali )  che ci specula sopra e  delle istituzioni che si dividono, se si vuole dare un segno di serietà, bisogna fare il possibile per approvare rapidamente la riforma, lasciando la libertà e la connessa responsabile paternità che chi vuole sfogarsi in piazza lo faccia, chi trama per  dare un’immagine dell'Italia in preda all’isteria sociale e coperta d’immondizia continui pure a fare il suo mestiere mistificatorio, ma che ,  per favore , chi ha la responsabilità di governare  lo faccia  , bene e presto, il suo lavoro,  senza lasciarsi deplorevolmente e scioccamente condizionare da questi ridicoli spazzacamini improvvisati.



Esiste dunque questo Governo riformatore che ha tuttora possibilità di affermarsi con questa riforma universitaria e c’è da sperare che le controversie, le ripicche e i personalismi non riescano a bloccarla. La riforma universitaria è un banco di prova importante, sia per il rilievo oggettivo dei problemi da affrontare, sia perché rappresenta la conclusione di un percorso al quale hanno dato il loro contributo i riformismi presenti nelle diverse campane  politiche  e nei diversi governi che si sono succeduti. Anche da parte del PD, come dicevo. Ora pare che gli ondivaghi  seguaci di Gianfranco Fini, mossi da ripicche  del momento più che da teoremi ideologici,  intendano frapporre ostacoli, far tornare insomma  il testo in commissione con l’argomento di una imprecisa definizione delle risorse disponibili. Se è un pretesto, si tratta del solito calcolo di basa lega e miope. Se invece ci sono problemi reali, questo non riguarda per niente la riforma Gelmini , ma  semmai Giulio Tremonti il quale , pur preoccupato per le turbolenze sui mercati internazionali, dovrà fornire i chiarimenti necessari in tempi rapidi, per agevolare l’iter conclusivo di questa legge.


Non è solo interesse del governo dimostrare che sui temi cruciali esiste un senso di responsabilità, mentre sottoporre questi argomenti alle convenienze politiche serve solo a diffondere l’immagine di una classe politica allo sbando che specula sulla fame dei  miglioramenti  necessitano per tramandare ai nostri nipoti una Università degna di tale nome. Le scelte di tipo demagogico in una fase come questa sono ancora più controproducenti. Correre dietro alle dimostrazioni di piazza, tanto più esagitate quanto meno partecipate e giustificate, non serve nemmeno alla sinistra, figurarsi a chi si presenta come corifeo  di una nuova alternativa moderata. Gli italiani sono un popolo buono e paziente, sanno valutare i fatti e non si fanno rimbambire dalle esibizioni televisive come ritengono offensivamente e altezzosamente Madame Spinelli e Repubblica. Ma naturalmente bisogna che i fatti ci siano davvero.



IL CAPO SUL COLLE CHE SCOTTA

Non è per dire, ma se prendi Repubblica del 4 novembre 2010, a pagina 4, trovi una mezza paginata di Maria Pia Fusco che non nell'articolo ma addirittura già nei titoli  a cinque colonne ed a tutta pagina esclama :" Napolitano: il debito va ridotto, non si sfugge". E sotto, ancora : " Servono tagli rigorosi alla spesa pubblica, ma senza mortificare la cultura". Non mi pare ci sia niente da interpretare o da discutere sul significato chiarissimo di  questi titoli , ma il Capo dello Stato fa il finto tonto alla grande e prima dice che tutti  dobbiamo fare sacrifici per ridurre i debiti che abbiamo e poi, siccome stava consegnando dei premi  cinematografici, ha detto ai cinematografari che loro, no, loro possono continuare anche a scialacquare, che loro sono protetti dal Colle, sono la cultura, anzi la kultura, mica sono quei balordi del popolaccio zozzo, rozzo , ignorante e pure stronzo,  ci mancherebbe altro ! Figli e figliastri, elite e carne da macello, che uno dovrebbe,  già solo per questo,  correre ad imbracciare un bel  badile e corrergli dietro, al Capo dello Stato , ma  per riempirlo di badilate ! Ma come ! Prima dice che tutti dobbiamo fare i sacrifici e poi slinguazza vergognosamente questi cinematofragari , già di loro ricchi e piduisti da morire e pretende pure che noi ci facciamo un culo ancora più grosso per consentire a questi bamboccioni  di continuare a scialacquare coi soldi nostri!E poi  il Quirinale se ne esce, tutto piccato ed offeso come una verginella alla quale hai toccato di nascosto il sedere e giù a squittire contro chi gli vorrebbe far dire cose che lui non ha mai detto! Quando si nasce Pinocchio.....

L'ITALIA ERA LA CULLA DEL DIRITTO

"Concorso esterno in associazione mafiosa". Per quanto mi riguarda questo " reato" non esiste, nè nei nostri Codici ( e difatti non esiste ) nè nella concretezza dei fatti. Esiste solo nella mente , assai contorta e molto delirante e assai poco liberale  di tale Prof. Vittorio Grevi, firma autorevole ( bè, ora non esageriamo, per puro ed ipocrita formalismo pseudoeducativo ,  con la presa per i fondelli !) del Corriere della Sera, strenuo, ridicolo e donchisciottesco  giustificatore  di questo inesistente reato. Pur non essendo un penalista leguleio, so distinguere fra reati veri ed ipotesi di  reato , roba da  rubagalline, da  azzeccagarbugli, per cui , pur considerando che è stata surrettiziamente introdotta nei Tribunali e fuori dal Parlamento e dal Codice questa inesistente aggravante al  puro ed esistente reato associativo, non posso tacere il fatto che aggiungere una rete a strascico  al reato associativo puro non è degno di un Paese civile che si picca anche di essere - o di essere stato?- la culla del diritto. Perchè con reti posticce, create da mestieranti , si pescano  anche non reati, camuffandoli da reato secondo gli interessi anche ideologici del giudicante. Ma il legislatore che ne dice? E la politica perchè tace? E dove stanno i difensori della Costituzione che esalta la certezza del diritto?



EMERGENZA A NAPOLI
I rilievi che  il Presidente Napolitano ha mosso al decreto per risolvere l'emergenza rifiuti a Napoli riguardano essenzialmente le attribuzioni dei poteri commissariali. Una prassi dunque,  che rientra nel normale lavoro dei rapporti costituzionali fra Colle e Governo e non, come da larga parte di stampa disinformata o intellettualmente disonesta viene sostenuto e scritto, una " bocciatura" del decreto stesso. Tanto che lo stesso Colle - che  ha finalmente capito di essere ben bene osservato  da alcuni osservatori non ideologizzati  ( come anche questo blog)  -  ha sentitola necessità di affermare, nel suo comunicato, di essersi mosso con la massima celerità nell'intento di facilitare e non certo  di ostacolare una necessaria entrata in vigore del decreto nel più o breve tempo possibile. Avrebbero tutti dovuto prendere atto che a Napoli una emergenza esiste davvero, una emergenza non certo devastante come  faziose ed esasperate corrispondenze giornalistiche vorrebero far credere,  specie all'estero, così, tanto per contribuire a costruire un'immagine deliziosa dell'Italia. Ciò che occorre , oggi, è far ripartire il piano che ha già prodotto la prima ripulitura di Napoli di due anni orsono. Piano che si è bloccato per una serie di motivi che sinteticamente  indico: 1. il termovalorizzatore di Aversa funziona ad un terzo del suo potenziale; 2. la discarica di Terzigno è al collasso per questo; 3. la raccolta differenziata continua ad essere per i napoletani " 'na cos'e niente!"; 4. attrezzare una nuova discarica  non è opera da due giorni; 5. la politica comunale è totalmente  incapace, anche  di trovare soluzioni a problemi che sono solo di sua competenza. Bravi proprio gli sciacalli, tipo Repubblica, tipo Saviano, che per influenzare quattro cervelli , già malfunzionanti di loro, speculano sul dolore di una vita impossibile di innocenti , ancorchè non volenterosi , napoletani. Insomma, chi è colpa del suo mal pianga se stesso!

ARROGANZA E PRESUNZIONE ,  COME MISERIA E NOBILTA' , COME ORGOGLIO E PREGIUDIZIO , INSOMMA COME FAZIO E SAVIANO .

Ostinati , anche se  - uno col suo solito sorrisetto  un poco da ebete sul viso glabro e l'altro fintamente ieratico e savonarolesco  -  piccati sul vivo, Fazio e Saviano " nun ce vonno stà!" a lasciare i microfoni di
" Vieni via con me" anche a chi vorrebbe raccontare storie vissute molto diverse da quelle, pur rispettabilissime,  vissute e fin troppo raccontate in ogni salsa, da Welby e da Englaro. Come se rispettabili fossero solo le esperienze, pur amarissime, dei Welby e degli Englaro e non anche quelle dei tanti altri ignoti che scelgono la vita alla morte ,  che non ci tengono ad indossare l'armatura posticcia del guerriero della morte e sopratutto di  quelli che non ci tengono proprio a sostenere una sempre naggiore intrusione dello Stato nell'intimo etico di ciascuno di noi, fino ad arrivare all'editto totalitaristico  dell'eutanasia di Stato. Quando l'etica la fa da padrona sulla politica, accade sempre che ci sia il Bruno Giordano di turno, la Giovanna D'Arco del momento, il Galileo Galilei, insomma, la piena inquisizione  con patibolo e boia pronti ed incorporati, da dovunque essa inquisizione provenga. Bisogna però capirli il " duo" del momento: che c'entra il loro ambrajovinelliano varietà lacrimoso e conformista , organizzato con tanta precisione dalla piduista RAI3, con il verbo libero ed anticonformista  di chi potrebbe spiegare scelte d vita opposte a quelle da loro sponsorizzate, con le parole dei tanti malati che sono accuditi nel silensio di chi li ama ? Come potrebbe conciliarsi con il loro  ( di Fazio e Saviano, intendo) unilaterale sostegno all'eutanasia senza sentimento, per esempio,  un Mario Melazzini, malato di SLA ed incredibilmente assertore della " gioia di vivere ogni minuto di vita come un miracolo" o di altri casi del genere? In Italia esistono migliaia di persone che curano i loro congiunti con amore ,  dedizione e rispetto,  ma che fanno fatica a farsi sentire, perchè non hanno una RAI3 che metta a loro disposizione una rete per marchiare -senza alcun contraddittorio -  come retrogrado chi vuole invece  staccare la spina al proprio caro per legge, anzichè per scelta intima e taciuta. . Dalle parti della RAI non esiste una sensibilità vera per il pluralismo, ma esiste solo gente serva della lottizzazione partitica , che gode di acconci palcoscenici , dove recita mezze verità e tante bugie  , con fili tirati da burattinai esperti.


Roma sabato 27 novembre 2010

Gaetano Immè

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