Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 17 novembre 2010

PARLATE DI POLITICA DA POLITICI,  NON DA MALELINGUE

Non mi piace parlare di " tradimento" per il F L I, anche se l'accostamento con il Maresciallo Badoglio, ( il traditore per antonomasia )  vista l'origine degli aderenti al F L I , tutti fascisti, mi urge sotto la penna e sopra la lingua. In una società libera, aperta, laica e  civile, la partecipazione politica è una libera e consapevole scelta che non deve soggiacere a schemi predefiniti, come accade nelle dittature politiche e religiose. Nessun uso, dunque, del termine e della immaginifica concezione del " tradimento", di Bruto, di Iago, addirittura di Giuda  nel parlare di F L I, perchè a mio modo di vedere, atterrebbe più alle viscere della misera condizione umana che  alla sua espressione più elevata e filosofica , come invece deve essere. Mettere la libera discussione sul piano pericolosamente inclinato di uno  scivoloso moralismo è estremamente  pericoloso,  perchè inaridisce la discussione che cozza contro le malattie purulente  del fanatismo e dell'intolleranza. Se la politica, in una compiuta democrazia a sovranità popolare, è un esercizio di singola partecipazione  alla  gestione della res pubblica, devo dire che così come Berlusconi ha tutto il diritto di avvalersi di tutte le  regole e gli usi  istituzionali che consentano una ferma resistenza contro ogni tentativo parlamentare - e quindi per giunta classista e razzista -  di  violentare il voto popolare, in uguale modo le richieste di Fini devono essere assunte , esaminate e  metabolizzate per la loro  valenza politica, non per la loro natura , eticamente scorretta. D'altronde la diatriba politica non intercorre  fra due mammolette, ma fra un vecchio e pratico arnese della politica politicante , Fini, assai ben erudito fin dal suo primo vagito nell'arte infida della politica e l'intruso e ricco  imprenditore, Berlusconi,  la cui discesa in campo è ormai, con buona pace degli storici che non vogliono arrendersi all'evidenza dei fatti e restano attaccati ai principi idelogici  del secolo scorso, un dato  di fatto che, faccia o meno piacere,  passa direttamente ai libri di  storia del Paese,  come l' unico  tentativo di portare finalmente  il Paese fuori dalla dittatura dei  sepolcri imbiancati dominanti nel secolo scorso , in un area di più definita e trasparente democrazia popolare bipolare  moderna ed  occidentale negli ultimi venti anni . Dunque va bene " lotta, lotta dura, senza paura!" ma purchè non sia irresponsabilmente a danno del già enorme debito pubblico italiano e dunque a carico dei nostri figli e nipoti, purchè sia combattuta ad armi pari  da tutte le parti, purchè sia basata sulle idee, sulla politica e non sulle persone, non sulla denigrazione personale come troppo spesso è accaduto , purchè non sulle intenzioni più o meno nascoste e tanto meno sulla così detta moralità delle persone in campo. Riconosco a Berlusconi di aver cominciato da poco per evitare il pantano dei risentimenti personali, delle ripicche, anche perchè Berlusconi ha capito che la sua gente, il suo popolo non ha bisogno di essere edotto per giudicare consapevolmente i comportamenti dell'altro duellante, di Fini. . Il lungo viaggio a Seul gli ha dato benzina nuova ed una corretta e istituzionale visione d'insieme. Al contrario, dispiace invece che Fini sembri sempre più intenzionato, anche perchè  sarebbe difficile andare su piani di politica raffinata con collaboratori di calibro di Perina, di Granata, di Bocchino, di Menia, del pur volenteroso Ronchi, di Rossi ed anche perchè le basi ideologiche del FLI finora somigliano di più all'astio ed all'invidia personale che alle nobili intuizioni democratiche, ad indirizzare se stesso ed il suo F L I verso un evidente ribaltone, il che significa sotto sotto disprezzo della volontà popolare e tentativo di restaurare quella sorta di dominio  degli eletti  che ha tenuto il popolo italiano  sotto il peso del suo dominio assoluto - politico, culturale , etico - negli scorsi cinquanta anni di vita della Prima Repubblica.  La situazione non ha alcun punto di contatto con quella del 1994, sopra tutto perchè non vedo possibili scippi istituzionali: il Governo può essere sfiduciato, sono i reali motivi politici a qualificare la cultura della classe politica italiana. Una sfiducia basata sulla vita privata di una persona, su chi si corica con il Premier, è da bigotta ed ipocrita sagrestia e squalificherebbe non solo chi la sventola ma  il Parlamento ed il Paese  tutto, come se questo fosse il retro di una cucina dove le cameriere , di nascosto dalla padrona, pettegolano,  invece di essere l'Agorà ovvero  la crema di un Paese civile e colto. In egual misura il Quirinale è atteso al varco del più assoluto rispetto del voto popolare, come statuito da sempre dal secondo comma dell'articolo 1 della nostra Costituzione e come ormai pretese dall'osservanza della logica applicata alla nostra Cosatituzione considerato irrinunciabile l'ormai introdotto ma migliorabile bipolarismo.Urla, strepiti, vesti stracciate, figure ridicole di prèfiche deliranti, invocazioni " al lupo" al lupo! " senza senso, vene del collo gonfie, attacchi di invidia e di bile, schiamazzi da osteria, vade retro. Per favore, politici, giornalisti, imbonitori televisivi, uomini delle istituzioni, non continuate come state facendo a dare il peggio di voi .


MENO GIUSTIZIALISMO PIU' SPERANZE

Non inattesa la vittoria , nelle primarie  del centrosinistra  di Milano, di un Giuliano Pisapia che ha letteralmente stracciato  il Boeri - nome da grand comis, da attico con terrazza sul centro storico di qualsivoglia città, con frizzantino ghiacciato sempre pronto -  il candidato di un  PD  ormai dedito non più ai lavoratori ma ai ricchi snob inquattrinati .Bersani ed il PD continuano quindi a rotolare sempre più in basso, senza rendersene conto, ridicolmente tronfi e saccenti alla D'Alema o alla Veltroni, ormai spinti verso l'autodistruzione da vecchie e consunte nomenclature dirigenziali,  impastate di ostie andate a male e di vecchia politica, di antiberlusconismo di convenienza e senza più alcuna idea che possa scatenare entusiasmi e rinascite ( omen nomen!). Giuliano Pisapia non è, come si tenta di spacciare, un servetto di Vendola, ma un uomo colto, autonomo, un giurista raffinato, garantista e di sinistra, non un terzomondista qualunque, che è stato sempre un convinto comunista e che è del tutto estraneo al PD. Vedo nella sua decisa affermazione un altro segnale positivo, dopo la nomina di un Magistrato equilibrato come Bruti Liberati alla guida della Procura di Milano,  per una stagione riformista della sinistra in quanto la sua affermazione si basa su un consapevole rifiuto delle posizioni manettare nonchè su un rifiuto deciso, del popolo democratico, di dirigenti non solo inadatti, ma ormai anche fuori tempo. Un segnale è un segnale, due segnali già segnano il trend? Non credo, ma non mi dispiace essere ottimista.


CIAMPI SAPEVA TUTTO, MA TACEVA . ESEMPIO DI MISERIA UMANA O IGNORANZA? E LA LIBERTA' DI STAMPA? PERCHE' LA NOTIZIA NON APPARE SU REPUBBLICA, LA STAMPA, IL CORRIERE DELLA SERA, L'UNITA', IL FATTO QUOTIDIANO, ECC?

Pochi se ne rendono conto, ma le spontanee dichiarazioni che  Giovanni Conso, Presidente emerito della Consulta ed ex Ministro di Giustizia nel Governo Amato I (12 febbraio - 28 aprile 1993) e del Governo Ciampi  (28 aprile 1993 - 16 aprile 1994), ha reso alla Commissione Antimafia , hanno fatto miserevolmente crollare il tentativo da parte della Magistratura ideologizzata  di coinvolgere Silvio Berlusconi nelle stragi di mafia dei primi anni novanta. Ci han provato in ogni modo e maniera, dando voce a mafiosi morti, a mafiosi sedicenti pentiti nonchè a figli di mafiosi morti. Dunque ora tutti sappiano con certezza che
FU UN MINISTRO DEL GOVERNO CIAMPI A TENERE U N ATTEGGIAMENTO CONCILIANTE CON LA MAFIA AL SOLO SCOPO MERITORIO DI FERMERNE LE STRAGI. L'Italia responsabile ringrazia l'emerito Presidente Conso per il coraggio e la onestà dimostrata con tali dichiarazioni. La stessa Italia resta invece sempre più sbigottita del silenzio assordante da parte di C.A. Ciampi, che avrebbe potuto e dovuto fare opportuno coming out  su tale argomento ben prima del suo Ministro, in qualità di dignitoso Primo Ministro. Ma C.A. Ciampi è assai loquace solo quando può autoincensarsi da vanesio commesso al servizio di ogni padrone , diventa invece muto con atteggiamenti  opachi ed omertosi quando conosce segreti che andrebbero svelati per il bene del Paese , ma tace colpevolmente PERCHE'LA VERITA' FAVORIREBBE  BERLUSCONI. Alla faccia della dignità e dell' onestà storica e culturale di un ex Presidente della Prima Repubblica e di un ex Primo Ministro ( anche se costui non ha mai, dico mai, raccolto neanche un voto da un cittadino italiano in votazioni democratiche, ma è sempre stato scelto dalla cricca dei parlamentari come si fa con chi ci tiene bordone!). Fate inoltre ben caso a come la notizia sia stata volutamente tralasciata ed oscurata da stampa e televisione,  proni  a servire il
" pensiero unico dominante"! Una vera vergogna! Questa è la fantomatica libertà di stampa tanto sbandierata dagli Scalfari, dai Mauro, dai Santoro, dai Floris, dalle Annunziata, dalle Dandini, dalle Bignardi, dai Saviano, dai Fazio, ecc. Ed il nostro Signor Presidente della Repubblica, non è forse anche il Capo della Msgitratura italiana?



PILLOLE DI PENSIERI

Che coerenza, che stile, che dignità De Magistris! "Gegè floppe", questo  era il suo soprannome in Calabria dati i fallimenti delle sue inchieste farsa, fa mostra di una coerenza che tradisce la coerenza del suo partito, quelli che " gli indagati fuori dal Parlamento...!". Ha scassato i marroni per anni catoneggiando e moraleggiando sugli indagati fuori dal Parlamento, poi, quando tocca a lui essere indagato, che fa? Si rimette l giudizio della Magistratura? Aspetta il processo ? Ma quando mai!!!!!Urla al martirio! Vorrei proprio conoscere gli imbecilli che gli danno ancora retta!.

Boccaccia mia....statte zitta! Futuro e libertà? Che vuol significare? Futuro pieno ...di bugie .........di tradimento della parola data.....e sopra tutto, libertà,libertà,libertà....di vendersi le case degli altri e di farla franca!!! Boccaccia mia.....


Due donne protagoniste del caso Ruby. Una, spocchiosa, invadente, pronta a sfruttare la sua esposizione mediatica, anzi provocandola appositamente, Annamaria Fiorillo, una P.M. minorile del Tribunale di Milano, che sostiene di non avere mai autorizzato l'affidamento di Ruby alla Minetti. L'altra ,della quale neanche si conosce il nome ( io lo conosco) è il Commissario di P.S. Giorgia Iafrate, che, al contrario, non è mai voluta apparire in pubblico, non è mai voluta andare in televisione, neanche se ne  conosce nome e cognome, insomma un funzionario di polizia che non si vuole vendere al guardonismo mediatico, che non vuole  sfruttare la politicizzazione della vita sociale  che,  invece , sostiene che l'affido fu autorizzato dal P.M.. Chissà chi dice la verità e chi invece s vende al meglio? Se tanto mi da tanto, se la ricerca del protagonismo è un indizio,  la partita è già definita. Ti esponi, potresti anche perdere la faccia perchè ti attacchi a menzogne, a bugie, a mascariamento della realtà, ma se in compenso trovi anche una carriera politica che ti ripaga , allora, dicamo pure coglionaggini, tanto un escamotage si troverà sempre....E se ce l'ha fatta un De Magistris.......


Oliviero Toscani in  " Onda" su La7: " non ce l'ho con Berlusconi , ma con quei coglioni falsi e bugiardi che cercano di somigliargli e che sono totalmente rimbambiti perchè seguono le sue trasmissioni che hanno il compito di indottrinarli". Questo gaglioffo , con finto tupè in testa come fosse un nido di piccioni , meriterebbe qualche  particolare  cura da parte nostra, non vi pare? Non ne vale la pena. Complimenti al conduttore, per non aver avuto l'autorevolezza e  la dignità di intervenire per silenziare questo rozzo arrogante . Metti un pavido vigliacco  ed un ignorante arrogante , insieme, una sera a cena. Sai che stile e che tavolo intellettuale! "Signori si nasce!" affermava Totò. E aggiungeva " ed io lo nacqui"! Tale quale !

Roma 17 novembre 2010

Gaetano Immè

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