Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 22 novembre 2010

PEPPINO IMPASTATO HA PAGATO CON LA VITA IL SUO IMPEGNO ANTIMAFIA E VIVEVA PURE  SENZA SCORTA. VOGLIAMO EVITARE MESCHINE SPECULAZIONI, SAVIANO E SANTINO?

Einaudi ha pubblicato un altro libro di Roberto Saviano, " Le parole contro la camorra", nel quale ha affrontato il caso dolorosissimo di Peppino Impastato, il giornalista di Cinisi , un Comune del Palermitano vicono a Tarrasini, una sorta di eroe siciliano, assurto a notorietà per il suo glorioso  attivismo contro le cosche nel suo Paese che è, ricordo, anche e sopratutto il Paese di Tano Badalamenti . Una storia brutta, brutta , brutta, perchè contro il Saviano e quel suo libro su Peppino Impastato si è scagliato violentemente proprio Umberto Santino che è il responsabile storico del " Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato", cioè un'autorità nel campo. Secondo le accuse , Saviano ha raccontato il falso su Impastato, ha confuso date ed avvenimenti, insomma è stato sciatto, superficiale, irresponsabile. Io non so se Santino abbia ragione ad accusare Saviano di aver alterato la verità storica  di Peppino  o se invece abbia  torto . Me ne sincererò leggendo il libro di Saviano e compulsando il Centro di Santino per confrontare la documentazione. E ne riferirò su questo blog, non appena possibile. Ma una cosa mi ha sfavorevolmente impressionato: considerato che Saviano ha circa trentadue anni e che Santino ne ha circa sessanta, considerato che Santino potrebbe pure essere mosso da un desiderio di visibilità,  al quale comunque Saviano non è assolutamente estraneo perchè vive e si nutre dei profitti della visibilità, perchè, mi chiedo, davanti alla proposta di un dibattito fra i due,  richiesto e proposto da Santino, perchè Saviano ha rifiutato? Perchè si lamenta sempre ,  anche per la scorta,  quando poteri forti e tutto il palazzo sono sotto scorta e nessuno si lamenta?  Perchè assume spesso l'atteggiamento da vittima  sacrificale ? Perchè? Perchè? Perchè?

ANCORA IL PD A RACCONTARE BALLE SUL PREMIO DI MAGGIORANZA!!!!!

Enrico Letta, faccia quasi presentabile e semiseria del PD,  ma sempre triste e sul depresso, dice a Porta a Porta. " Noi del PD siamo contro questa Legge elettorale perchè non è giusto che chi prende il 28% dei voti conti per il 51% nel Parlamento". Il buon Letta è un gran paraculo  che dice solo quello che gli conviene, perchè infatti non dice che il premio di maggioranza vale per tutti quelli che ottengono democraticamente più voti. Dice niente, vi ricorda niente , signori del PD,  l'ultima vittoria dell'Unione di Prodi del 2006? Che perse al Senato per 500.000 voti, ma vinse alla Camera per 24.000 voti e si accaparrò tutto il cucuzzaro?  E allora? Perchè l'On Letta non dice che questo benedetto premio di maggioranza non altera i voti, ma garantisce solo la govenabilità? Perchè è un sincero democratico o per qualche altra  non recondita ragione?

LA SFORTUNA DI VELTRONI


Un Tapiro di platino, prego,  a Valter Veltroni che, essendo inopinatamente ed irresponsabilmente rimasto in Italia anzichè andarsene, come aveva giurato anni orsono, in Africa, spesso apre bocca , perdendo così tutte buone occasioni per farsi dimenticare e per non fare madornali figuracce. Come è accaduto la scorsa
settimana ad  " Annozero" , quando il nostrano novello  Ken Follet o Ernest Hemingwey ( prossimo Nobel per la letteratura) , per fortuna del Paese ex Ministro della Cultura, preso da un delirio da telecamera ha detto " Tutto pò fregare a Berlusconi meno che i Beni culturali!". Povero omuncolo  astioso ed invidioso ( anche la forma del viso è la somatizzazione dei suoi rancori viscerali)  non solo di un Berlusconi,  per lui assolutamente inarrivabile, ma anche di un politico fallito come D'Alema, con il quale finge di duellare tanto per darsi reprocamente una ragione della loro presenza politica ! Forse era fuggito un momento in Africa , forse e più probabilmente  era a New York, Manhattan of course!,  a scegliere il loft dove la figliola  vivrà , a spese del " papo", onorevole pensionato cinquantenne  strababy ,  dove, grazie alle " disinteressate "
amicizie di Papo Valter  ( sapete, i cenematografari circuiscono sempre un Ministro della Cultura per via dei finanziamenti del FUS., come era prima.....) studierà " Cinema". Papo le ha già destinato un posto nelle famiglie dei cinematografari de Roma, così disinteressatamente!!! E' così brava la mi figliola....!!!!!! Così, sfortunato, Valter non ha saputo che quel rozzo ed ignorante  lanzichenecco  di Berlusconi aveva regalato " di tasca sua " ( significato ignoto per mantenuti pubblici  come lui) centomila euro per far tradurre lo " Zibaldone" di Leopardi in inglese. Quando si dice " un bel tacer non fu mai ascoltato"!!


STORIA D'ITALIA , STORIA DI CRAXI

" Craxi, storia di un capro espiatorio " è il titolo del film, regista e autore Luca De Fusco, uomo di teatro con navigata esperienza, che cerca di raccontarci la storia, anzi di interpretare la storia di Craxi. Il film mostra i luoghi della rappresentazione d questa tragedia all' italiana, la Milano da bere degli anni ottanta, Hammamet assolata ed fiorita e,  naturalmente,  Roma. . Il film mostra anche i discorsi  di Craxi, anzi " il " suo discorso , dove si assumeva , con coscienza e responsabilità,  il ruolo ormai segnato di " capro espiatorio" davanti ad un Parlamento di silenziosi vigliacchi,  tutti zitti e muti davanti alla sua generale e totale  chiamata di correità, le giudaiche e gaglioffe interviste degli stessi vigliacchi che recitavano, come ipocriti finti tonti e  come Giuda Iscariota  le  solite disgustose frasette, " la Magistratura deve fare il suo corso...." o " lasciamo lavorare i giudici...". Ci sono  anche le scene, agghiaccianti e racapriccianti , dei freschi post comunisti, i D'Alema, gli Ochetto, degli altrettanto freschissimi postfascisti alla Fini, tutti uniti  da una   viscerale e cieca  furia giustizialista, ai quali mancava solo un patibolo immediato ed un boia, patibolo graziosamente offerto gratuitamente dall'ordine dei Magistrati e   boia  trovato( anche se costato caro )  uniti dalla voglia di sangue come tanti  Dracula eccitati e dalla voglia   di una immonda e medioevale  giustizia sommaria , che non consentisse alla Giovanna D'Arco di turno di mostrare  tutte le corruttele che avevano pervaso il Parlamento italiano tutto. Pci sono i funerali , dove recitano gli stessi vigliacchi di prima, una turba di ipocriti e ferrei calvinisti , rigidi ed inflessibili con le colpe degli altri, perdonisti con le proprie. Insomma la tragedia greca della fine di Bettino Craxi. E la teoria del " capro espiatorio" a farla da padrona. Trattasi di cultura antropologica di estrazione californiana ( Renè Girard è il caposcuola, ormai accantonato per limiti di età )che sostiene come  le comunità sociali, nei loro quasi ciclici periodi di crisi, abbiano  la necessità di addossare ad una figura - ecco appunto il " capro espiatorio" - tutte le colpe e i disagi del periodo storico. Si pensi, per esempio, a Edipo, elevato al cielo dal suo popolo che lo acclama ma poi trascinato dallo stesso popolo nel fango e nella polvere. Poi, successivamente, ecco la resurrezione o la catarsi, ecco che quello stesso popolo che lo aveva  vituperato, che loaveva infamato,  lo riabilita, anche se sempre e rigorosamente dopo la morte. Fu così? Edipo come Craxi? Craxi come Edipo? Il film ti lascia libero di farti la tua opinione , ma questa impostazione antropologica non può ignorare un dato temporale di rilevante importanza: e cioè che questa tragedia greca avviene nell'Italia della ultima decade del secolo scorso, pochi anni dopo la caduta non solo del Muro di Berlino (1989) ma anche del conseguente disfacimento politico ed ideologico dell'Unione Sovietica. I comunisti italiani si sono dunque ritrovati a fare i conti con la propria identità,  il che ha creato loro una serie notevole di problemi,  tanto da indurli a cambiare nome di continuo. Così il PCI è spinto da un lato a rinnegare le proprie origine staliniste e dall'altro a cercare una nuova identità politica che, in quel preciso momento storico dell'Italia, gli consentisse di riposizionarsi su un nuovo progetto politico. Ecco dunque la forza centripeta spingere i vari Occhetto, DAlema e compagni verso quella forma di socialismo riformista  che sarebbe stato veramente un bene per il Paese. Ma c'era un grosso problema: quel partito politico c'era già, si chiamava PSI ed era capeggiato da un leader forte ed indiscusso, appunto Craxi, da un leader che aveva politicamente e storicamente schiacciato il PCI in un angoletto di pura  opposizione,  da dove lo stesso PCI non era più in grado  di uscire. Ecco quindi la necessità d distruggere quel PSI , di disarticolare tutto il sistema politico del tempo,  al fine di prenderne il posto. Ma questa tragedia non produce, come ai tempi dei greci, nessun acatarsi in Italia. Perchè siamo ancora dei barbari, un esercito di inflessibili calvinisti con i peccati degl altri ma pronti a scusare tutte le nstre colpe, siamo pronti a plaudire chi vilmente tenta di uccidere Berlusconi, sia esso un attentatore, sia facendo una battaglia da retroguardia veramente nquisitoria  contro il suo stile di vita, country versus his life's way. Quindi nessuna catarsi, anzi un aggravamento degli asti e degli odii. Insomma , Craxi , una tragedia greca,  ma all'italiana, dove manca lo spirito illuminante del teatro greco è cioè proprio le capacità catartiche del popolo. Nè poteva essere altrimenti, visto che la vera democrazia è greca, mai romana nè latina.Roma è stata grande nel mondo, ma cesarea, imperiale, conquistatrice e dominatrice,  Atene, invece ,l 'essenza della democrazia , ma soffocata dall'imperialismo e dal colonialismo romano. E pensare che Tony Blair non ha esistato ad affermare sempre che tutto il suo New Labour è stato costruito sulle idee e sugli scritti di Craxi.

MA CHE FAI? TORNI INDIETRO? TI RITIRI TU? TARATARATA!!!!!

Ma che fai, torni indietro? Il vento di levante s'è spento, in una settimana, in dieci giorni quello che pareva o che veniva spacciato per un tempestoso vento  di levante,  che avrebbe sbattuto contro gli scogli la barchetta del Governo Berlusconi, che lo avrebbe fatto miseramente  affondare, si è tramutato in un venticello " de Roma", in un ponentino che scompiglia l'assetto bellico della farsesca e barncaleonesca armata finiana e la fa tremare. Insomma, come dicono i vecchi lupi di mare, mo' so' cazzi! Abbiamo forse cazzato troppo le vele sull'onda di parole ventose e vacue e ci siamo forse spinti troppo in mare aperto con la nostra fragilissima pilotina ed ora, col venticello ponentino, come facciamo a salvarci ed a tornare a terra?  Un viaggio nel pianetino FLI di ieri, sia web che cartaceo e salottiero era istruttivo. Fini non discuteva, Fini dava ordini a Berlusconi, come se si trattasse di una colf: devi far questo e devi far quello, altrimenti io ti faccio, io ritiro, io,io,io...Bastia Umbra era la meta di una vivace e costosa scampagnata di amici , adusi storicamente al tradimento - vedi Badoglio, vedi il Re, vedi Mussolini, vedi MSI , vedi Fini - , che hanno mangiato e bevuto i comandi di Fini a tutti: al capo del Governo, al Capo di Stato, a loro, ai politici. Poi questo leader va da Fazio, unico ligure eterno sorridente che alla fine ti chiedi se ha anche un'altra espressione oltre quella , ed è accolto come un Salvatore della Patria, una bomba atomica con testata nucleare orma puntata su Palazzo Grazioli al quale ha lanciato il suo ultimatum, tipo Spectre: vattene da Primo Ministro se no ritiro i miei ministri, se no, se no...Poi, come un emulo di Bin Laden, ha registrato un videomessaggio  che ha mandato in onda sul web ed è stata una insurrezione, una rivolta popolare. Ma come, si chiede il suo popolo, prima dai ordini al Berlusca come fosse la tua filippina e poi, ora, nel videomessaggio, parli di " responsabilità", non dai più ordini, cerchi il dialogo?  E dunque? Insomma hai ritirato i tuoi Ministri ? Hai licenziato Berlusconi? Resta dunque sul tuo. Il suo popolo, popolino, insomma i suoi amichetti sono in rivolta, in allarme, sono rimasti con un palmo di naso.  Intanto Berlusconi ha ignorato gli ordini, anzi li ha rispediti al mittente, con la scritta: vieni a dirmelo in Parlamento ed elenca i motivi del mio licenziamento,  se hai fegato.Poi  ci si è messo anche Casini, che conta qualcosina, a dire di essere disponibile ad entrare nella colazione governativa. Poi ci si è messa anche quella ingrata della Marcegaglia con la sua Confindustria a dire che è meglio votare che vivere in questa situazione, poi anche Luca Luca Cordero Cordero Montezemolo Montezemolo ( doppio in tutto, soldi, agevolazioni, natali , presidenze ed anche nomi e cognomi) che se ne esce dicendo che no, lui non ci pensa neanche a scendere in politica, che lui mica è scemo come Berlusconi che per salvare l'Italia da Occhetto, da D'Alema e compagni ha subito, dal 1993 ad oggi,  trecento perquisizione, duecentocinquanta processi, potrebe perdere i suoi denari, sta anche perdendo per legge l'uso del suo pisello perchè troppo azionato secondo i calvinisti ed i gay di casa nostra ! A Fini forse resta Ciccio bello, resta " sopra il motorino niente", al secolo Francesco Rutelli, la sua API con il suo zero virgola. Non solo! Ma se continua così lo lasciano solo anche quelli del PD i quali già avevano imposto al loro Cavallo di Troia di sfiduciare Berlusconi con i fatti e non con le parole. Insomma, vedo, revedo,prevedo che tra poco a Fini resteranno solo i Tulliani. Forse.....


STASERA A VIENI VIA CON ME , TRE MINUTI E MARONI SBUGIARDERA' SAVIANO . ECCO COME E PERCHE'.

Non ci vuole molto a capire cosa accadrà stasera nel salottino del sempre sorridente  Fazio e del Vate Saviano. Maroni potrà leggere per pochi minuti perchè  il soviet di RAI3 non concede ad un diffamato la possibilità di parlare, di difendersi. Complimenti a Rufini, Mazzetti, e associati, ecco il vero vostro pluralismo! Ma state sereni, perchè sono certo che Maroni sarà esauriente anche in tre minuti tre. Certo, perchè per smontare le diffamazioni di Saviano non ci vuole molto. Ecco in corsivo quel che leggerà Maroni. Il rapporto della DIA sulle infiltrazione mefiose al Nord contiene decine e decine di casi nei quali sono coinvolti  amministratori locali di tutti i partiti, ma non della Lega Nord. La Lega Nord non ha nessun proprio esponente, amministratore locale o politico nazionale, che sia indagato per reati associativi e malavitosi. La persona che  Saviano definiva come interlocutore della Mafia, era un nostro simpatizzante che all'epoca dei fatti non aveva nessuna carica: si trattò peraltro di un incontro in paese fra costui ed un suo amico che gli presentò , in quella occasione, questo tizio che poi si scopriì ( molto tempo dopo l'incontro ) essere un mafioso. E quindi, caro Saviano, come fa a dichiarare che al Nord " la mafia interloquisce con la Lega?" Bufala, Saviano, bufala elettorale, meschina. E' facile , soave, bello, appariscente , schic , a la page, politically correct  sparare diffamazioni senza prove. Ma poi? Poi il conto lo devi pagare, caro Saviano. Questo non vuol dire che questo blog sostiene che la mafia non stia anche al Nord. Eccome se c'è! La mafia va dove ci sono soldi ed affari, non va certo dai contadini o nel Sud, se non per trovare idenea e preparata manovalanza pronta per l'uso. Le cretinate le lasciamo affermare ad altri. A proposito di cretinate e di cretini, visto che sento sempre parlare di " audience" che viene sempre prodotta dalle trasmissioni condotte dalle trasmissioni televisive della sinistra - sapete qelle tanto democratiche che non ammettono il contraddittorio - vorrei porre una domanda a tutti i soloni della RAI. Se veramente l'audience vi guida e non l'appartenenza politica, ma sapte voi che audience avrebbe fatto RAI3 se aveste dato a Maroni il diritto di replica? Ma andate a lavorare!


PERCHE' LE MAESTRANZE DELLO SPETTACOLO SCIOPERANO PROPRIO OGGI SE....


Dopo la sceneggiata degli attori e dei registi sul red carpet dell'Auditorium del Flaminio, eroi di celluloide e di cartapesta,  che recitano la patetica e ridicola parte  del ricco satollo,  che reclama i soldi facili e sicuri che, anche senza merito e senza motivazione,  per quaranta anni e più i vari Governi cattocoministi han loro elargito ( a spese nostre, poveri imbecilli) come si gettano ai questuanti  i resti del padronale pasto - parevano rabbiosi molossi napoletani che ringhiavano contro chi stava tentando di strappargli di bocca il pasto - oggi Lunedì 22 novembre 2010 tocca alle maestranze dello spettacolo scioperare. Dovrebbero essere chiuse oggi sale cinematografiche, teatri, circhi, sale da concerto e simili. Questo blog ha fatto un rapido giro di telefonate ed ha scoperto l'acqua calda e cioè che moltissime sale cinematografiche di Roma - le altre non le abbiamo controllate - oggi pomeriggio e stasera sono aperte , come d'abitude. Ptr i teatri di Roma, non c'è alcun problema,  perchè il lunedì è proprio il loro giorno di chiusura settimanale. Questo blog si è informato sulle rivendicazioni d questi lavoratori. Eccole: 1. che venga reintegrato il FUS di Euro 288 milioni; 2. che vengano ripristinate le agevolazioni fiscali; 3. che venga approvata la legge dello spettacolo dal vivo; 4. che vengono vietate le delocalizzazioni delle produzioni videocineaudiovisive. Sorprende e stupisce, ma poi non più di tanto, che proprio il Ministro Bondi, proprio in occasione della precedente sceneggiata dell'Auditorium , abbia dichiarato la piena disponibilità sua personale e  del Governo per  raggiungere questi obiettivi. Lungi da noi  sottovalutare gli evidenti problemi di 250 mila lavoratori dello spettacolo, ma,allora, Signori, perchè si sciopera? Perchè Signori si sciopera solo oggi e non si è scioperato pure quando fu il Governo Prodi a tagliare il FUS? Sento dire che si tratta di una lotta " in nome della cultura". Questo significa che se i registi , gli attori, le comparse e le maestranze dello spettacolo sono " dipendenti" dai finanziamenti della politica, allora vuol dire che tutti costoro inevitabilmente sono asserviti alle idee ed alle ideologie dei loro benefattori. Dunque Signori, giù la maschera, ma quale sciopero in nome della cultura, ma quale cultura! Semmai la cultura di regime, di quello che più vi ha elargito, che più vi ha vezzeggiato, che più vi ha coccolato, che più vi ha arricchito e cioè quello di centrosinistra, per avere in cambio la vostra propaganda, i vostri voti, le vostre parole, il vostro appeal, come escort da alto bordo, altro che cultura dei miei stivali! E quanto, quanto ha ragione il Ministro Brunetta, quando ieri distingueva " cultura" da " spettacolo ": distinzione sacrosanta e legittima. Il primo è certamente un bene pubblico e va sicuramente aiutato ed anche finanziato, ma il secondo è un bene privato, non pubblico. E se nel passato lo " spettacolo" ha illegalmente goduto dei privilegi che sono concessi solo alla cultura , non significa rendere eterno un illecito.Per lo spettacolo ci deve pensare il mercato , non lo Stato. Non siamo al Bolscioi, Signori, nè in Unione Sovietica. Sorry.


Roma lunedì 22 novembre 2010

Gaetano Immè

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