Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 8 novembre 2010

PORTATA POLITICA DEL DISCORSO DELL'ON FINI A BASTIA UMBRA , IERI.

La nascita di un pensiero nuovo  , categoria intellettuale che individua un concreto contributo alla crescita della libertà e della democraticità di un Paese, è il segnale della libertà di cui un popolo, una nazione gode. Più opinioni nascono, più pensieri nuovi si manifestano, più è grande la libertà democratica e popolare  perchè il nemico della libertà e della sovranità politica del popolo  è  il dominio del pensiero unico, qualunque esso sia. Il secolo scorso è stato massacrato dalla tirannia del pensiero unico , insanguinato con atroci guerre ed indicibili massacri, con milioni e milioni di morti. Ben venga dunque ogni contributo, dal più modesto al pù illuminato, che contribuisca ad aumentare, basandosi sulla coerenza,  il tasso di liberalità e quello della popolare democraticità dell'Italia. Come ogni " contributo" culturale, il nuovo pensiero deve innovare il pensare ricorrente, deve migliorare la ricerca, deve perforare, qualora gravi,  l'involucro perbenista e tradizionalista che imprigiona il comune sentire; per attirare poi i necessari  consensi intellettuali ,  il " nuovo pensare" non deve essere un dejà vue anche se riveduto e corretto , ma qualcosa che abbia in sè una  maturazione culturale e sociale di un principio già conosciuto o la scoperta di un valore sociale nuovo. Così, davanti a qualsiasi movimento politico italiano, l'UDC non rappresenta alcun " nuovo pensare" essendo un semplice remake di qualcosa del passato, mentre la Lega Nord rappresenta ,  in Italia,  un " nuovo pensare".  Come espressione, infine,  del libero pensiero, il " nuovo pensare" non ha forme genetiche definite, ma origini spontanee, spesso irrituali e la sua valenza culturale è direttamente proporzionale alle sue novità propositive per i temi sociali  e politici del Paese. I vari argomenti trattati dall'On Fini nel suo discorso di Bastia Umbra di ieri possono essere dunque esaminati alla luce dei principi esposti, per resaminare, per intravedere le novità sociali, le novità culturali e quanto altro di innovativo e di propositivo essi svelino.

PUNTO PER PUNTO
Sugli  appalti (" si deve garantire legalità e trasparenza " ), sull'etica ("  decadimento morale come conseguenza della perdita di decoro da parte di coloro che devono dare l'esempio " ) e sui gay ( "rispettare la persona significa non distinguere etero ed omosessuali....") , le parole dell'On Fini non hanno nessuna delle caratteristche di un " nuovo pensare" perchè non solo hanno il carattere stantio e ripetitivo delle affermazioni  apodittiche ed astiosamente moraleggianti ( infatti non si vede chi non possa concordare su tutti e tre le esternazioni dell'On Fini ) ma provengono, disgraziatamente, da una fonte quanto meno inidonea a dar lezioni sugli stessi argomenti in questione ,  perchè il Catone di turno  è lo stesso On. Gianfranco Fini che, nell'ordine:
ha concusso, usando la sua carica istituzionale,  il  Direttore Relazioni asterne  della RAI - Dr Guido Paglia, uomo di AN in RAI - al fine di far ottenere cospicui  appalti  della RAI a suo cognato ed a sua suocera i quali non avevano nessun requisito e dunque nessun diritto ad ottenerli ;
ha commesso un'appropriazione indebita o una truffa (  reato penale al quale oggi oppone, senza ritegno etico alcuno , una vera impunità castale - esattamente l' articolo 39 qater-decies della Legge numero 157 del 3 giugno 1999 , Governo D'Alema 21/10/98 - 22/12/99, impunità che pretende però di inibire agli altri ) , a danno degli iscritti ad AN di circa 1 milione di Euro, regalando al cognato la famosa  casa, di proprietà d AN,  a Montecarlo;
ha affermato nel 1999, senza più smentire  o correggere le sue parole sull'argomento,  che " un omosessuale dichiarato non può fare il maestro".

Passando, poi,  a  quanto esposto dall'On Fini sugli immigrati ( "In Europa non c'è movimento politico così arretrato come il PdL, allevato alla peggior cultura leghista " ), sulle intercettazioni ( "...il governo non ha preso coscienza delle priorità degli italiani, altro che intercettazioni..."), e sulla Legge elettorale ( " Non c'è patto di Legislatura se non si ha il coraggio di cancellare una Legge elettorale che è una vergogna..." ) non vi è dubbio che la posizione esplicitata dal'On Fini sugli immigrati, al di là delle evidenti e pletoriche esagerazioni verbali, rappresenti una revisione del proprio pensiero sull'argomento che, seppure  lo ha fatto passare dal precedente ed ingombrante " ...preservare l'identità culturale e razziale dell'Italia..." all' attuale " diamo a tutti gli immigrati  ,regolari ed irregolari, la cittadinanza in tempi brevi...." con una giravolta a dir poco sbalorditiva (  e pur senza voler  tener conto che lo stesso Fini aveva contribuito a creare , pochi anni orsono,  una sua apposita  Legge sull'immigrazione , denominata " Legge Bossi Fini", altro che " cultura leghista "! Era farina del suo sacco ! )  non ostante tutto merita di essere discusso come contributo innovativo al problema degli immigrati. Le sue affermazioni relative alle intercettazioni  sono solo frasi fatte che non portano alcun costrutto da discutere perchè rifugiarsi nel " benaltrismo" è come rifugiarsi in calcio d'angolo quando non si hanno altre risorse. Per quanto riguarda la Legge elettorale poi, affermare tout court, come fa l'On Fini,  che la Legge elettorale è una porcata , quando lo stesso On. Fini ne è stato uno dei promotori più convinti , quando affermava che proprio quella Legge,  che oggi definisce  una porcata era " ...una garanzia, la sola garanzia per la difesa della sovranità popolare perchè, se cade una maggioranza, si torna subito alle urne come impone la Costituzione italiana.." on può rappresentare una maturazione del precedente principio e di una sua susseguente maturazione. Non è consentibile ad un uomo politico cambiare così radicalmente il proprio pensiero senza pagarne il relativo prezzo che si chiama affidabilità da parte dell'elettorato.

CONCLUSIONE

A questo punto sorgono spontanee due considerazioni. La prima è la constatazione che l ' On Fini non sembra avere il coraggio che le sue parole vorrebbero far credere. Non c'è bisogno di " convention" o di gite fuori porta fra amici per sollevare, davanti ad estasiate o forse interessate amanti,  problemi politici istituzionali. Un Presidente della Camera dovrebbe pur saperlo che le crisi di Governo si parlamentarizzano e non si goliardizzano. Chiedere, in simili condizioni , le dimissioni di un Primo Ministro è solo una guasconata per farsi bello, perchè basterebbe che l'On Fini ed il suo FLI votino in Parlamento, anche senza necessità di sceneggiate esterne,  la mozione di sfiducia dell'opposizione per mettere sicuramente in crisi il Governo. Ergo, Bastia Umbra è stata una  recita  con la quale l'On Fini spera di aver rilanciato la palla o il cerino a Berlusconi ed al Governo. Invece si sbaglia. Minacciare il ritiro dei Ministri dal Governo  e non attuarlo, ricattare in altre parole un Governo, non fa illuminare di luce pura chi  minaccia o chi ricatta, ma esattamente il contrario. E la verità è che l'On Fini dimostra di aver  paura di attuare quanto minacciato, il che significa che le sue idee non sono per il bene del Paese, ma solo pro domo sua. La seconda constatazione è la matrice della prima: basta ricordare con quale  astio viscerale  l'On Fini si scagliava contro  Berlusconi , rigorosamente dietro le spalle, sparlando  di lui in modo indegno di un uomo d'onore con il Magistrato Trifuoggi; basta ricordare come l'On Fini abbia iniziato a sparlare di Berlusconi da quando " Striscia la notizia" ha cominciato ad ironizzare sul suo legane con l'ex fidanzata di Luciano Gaucci; basta soppesare le sue parole di ieri quando affermava " Altro che rancori personali! Gli uomini passano, le idee restano! Per questo non vi ciederò mai di cantare " Per fortuna che Gianfranco c'è" per capire come tutto il FLI tragga origine dal complesso di invidia e di sordo rancore che l'On Fini nutre nei confronti dell'On. Berlusconi. Perchè chi ha idee valide per il bene del Paese ne parla e ne discute nel proprio partito, non si scaglia ciecamente e pregiudizialmente contro i compagni, non si scaglia visceralmente  contro il Presidente del Consiglio per motivi personali,  non ne parla male  dietro le spalle , ma ci discute con pacatezza e con chiarezza, occhi negli occhi.  L'On Fini tutto questo non l'ha fatto, preferendo trascinare alcuni suoi devoti in un'avventura intrisa di astio e di bassa politica . Baratro dove vorrebbe anche trascinare  tutto il già traballante sistema politico italiano di sinistra,   che si trova disgraziatamente costretto, apparentemente,  a dargli fiducia per arrivare , con il FLI e l'On Fini nel ruolo di Cavallo di Troia, ad eliminare l'On Berlusconi  dalla scena politica e dal posto dove votazioni popolari, da diciassette anni ,  lo hanno messo. Vedremoquello che l'On Fini farà in Parlamento. Qunato poi alla sintesi, cioè alla richiesta delle dimissioni dell'On Berlusconi, oltre l'irritualità, non sorprende la pretenziosità se non addirittuta la sfacciataggine della richiesta da parte di un Presidente della Camera che, essndo anche capo di un partito contrario alla maggioranza, non possiede più i requisiti di terzietà richiesti dalla carica  dalla quale , da tempo, avrebbe lui dovuto dimettersi per dignità del sistema politico italiano. Da parte nostra siamo certi della sua inaffidabilità politica, umana e morale e crediamo che le elezioni politiche potranno mettere un poco di ordine e ridare  dignità alla politica italiana corrotta da astii e personalismi isterici.


SOGNO O SON DESTO?

Stanotte non sono riuscito a dormire? Pensate che mi giravo, mi rigiravo e che diavolo sono andato a pensare? Semplicemente questo: Casta dei Magistrati a Fini: tu fai cadere questo Governo " prima" che faccia la riforma della Giustizia e noi archiviamo la denuncia per truffa contro di te. Ho mangiato male ieri sera oppure ho peccato pensando male  ma ci ho azzeccato?


Roma lunedì 8 novembre  2010

Gaetano Immè

Nessun commento:

Posta un commento