Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 19 novembre 2010

SOLO UN DESPOTA PUO' PRETENDERE DI SBARAZZARSI DI CHI GOVERNA PER VOLONTA' POPOLARE SENZA INTERPELLARE IL POPOLO

E' rimasta famosa la battuta di Rino Formica, un vecchio politico del PSI dei tempi di Craxi, che diceva come la politica fosse in Italia, con espressione sgradevole ma veritiera,  " sangue e merda". Di questi tempi poi, la politica,  ci appare molto di più  simile  al secondo termine usato da Formica  che non  al primo. La Seconda Repubblica è nata ed è vissuta solo grazie a Berlusconi, perchè solo da costui sono state in parte  introdotte alcune innovazioni che hanno tentanto di modernizzare il Paese. Forse i tentativi non sono sono stati tutti il massimo della perfezione, certamente sono tutti provvedimenti che potrebbero migliorare se in Italia ci fosse un sano confronto politico, ma non voler riconoscere che ormai Berlusconi, anche lo stesso Berlusconismo,  sono destinati a passare direttamente sui libri della storia d'Italia vuol dire proprio essere ciechi o accecati dalla ideologia.  Solo Berlusconi, non certo altri,  è riuscito nell'impresa di introdurre in Italia un sistema elettorale maggioritario avviando il Paese ad una più completa e compiuta forma di democrazia popolare bipolare , liberandolo dal giogo delle catene nelle quali il precedente sistema elettorale proporzionale  lo aveva incatenato  da  quasi sessanta anni, soffocando la  " supremazia politica della volontà  popolare" , concessa dalla Costituzione come il primo diritto inalienabile del cittadino,  sotto il dominio di quel  sistema corporativo, castale, autoreferenziale , elitario e  medioevale , quale era nella Prima Repubblica , ( nella quale il popolo certamente votava,  ma chi poi "creava e gestiva la politica" erano i Parlamentari, cioè i partiti) il sistema parlamentare . Spostare il potere politico ed economico  da un tale  grumo  di potere  ,  formato ormai da lobby storiche,  politiche, economiche, bancarie, assicurative, imprenditoriali, editoriali, culturali, ecc. fra di loro concatenate  e concordi nella spartizione dei cospicui interessi , ( potere certamente  loro delegato dal popolo ma potere ormai aduso  a dominare senza alcun controllo   il Paese atttraverso una  costante sopraffazione della volontà popolare, perpretata con il consenso di tutti i partiti politici dell'epoca )  alla approvazione costante e diretta della volontà popolare è opera storica e straordinaria . Mirare al contenimento del debito pubblico , gestire riduzioni di sperperi, cancellare sovvenzionismi a pioggia ,  introdurre nel Paese più mercato e libertà  e meno Stato e meno lacci, far rientare capitali all'estero - anche quelli di origine opaca - per poi successivamente monitorarli in circuiti casalinghi più controllabili, reintrodurre nel  sistema Paese il merito personale tentando di ridurre  quell'egualitarismo ideologico che ha creato parassitismo , assistenzialismo e clientelismo corrutiivo, far la guerra alla malavita non , come avveniva prima,  a parole e a premi letterari (  che hanno creato quelli che profeticamente Sciascia aveva già individuato come i " professionisti" dell'antimafia ) ma con oculata opera di intelligence  che ha prodotto ventotto arresti eccellenti - su trenta - e - cosa ancora più importante - il sequestro ai malavitosi di beni, case , denaro, proprietà per quasi quaranta miliardi di Euro che vengono incamerati dallo Stato; disporre  un doveroso prolungamento dell'applicazione dell'articolo 41-bis del codice penale , che prevede il così detto carcere duro per i mafiosi;   riconoscere lo sfregio costituzionale  perpretato nel 1993 a danno della democrazia da una Magistratura militante complice  un vile ed intimidito Parlamento,  con la cancellazione parziale dell'articolo 68 della Costituzione circa la sacrosanta immunità parlamentare, facendo così ottenere alla Masgistratura un dominio assoluto sulla politica, il peggior obbrobrio per un sistema democratico; avere il coraggio di  tentare di riparare a  questa dittatura della Magistratura a favore di una più corretta democrazia con una qualche misura idonea che comunque ripari al danno inferto dalla Migistratocrazia alla democrazia e che consenta agli eletti dal popolo di svolgere il loro mandato senza intralci come accade in tutti i Paesi democratici dell'occidente; studiare ed attuare una riforma della Giustizia che rimetta in equilibrio i poteri dell'accusa e quelli della difesa, che acceleri i processi, che smaltisca l'ignominioso e vergognoso ritardo dei tribunali, che faccia rientare l'Italia nei limti Europei eliminando  le nostre  storture giudiziarie  che allontanano gli investimenti esteri e che pongono  il nostro ordine giudiziario fra i peggiori del mondo; introdurre, con il federalismo fiscale , un controllo  costante delle spese delle Regioni , attuando un sistema certamente migliorabile ma che introduce non più la spesa a pioggia , per avere da tutti il voto m anche i peggiori servizi pubblici d'Europa,  ma la spesa oculata per dare a tutti migliori servizi pubblici possibile, senza pretedere il voto.  Elenco sintetico ma di grande respiro, tentativi che l'Italia deve solo a Berlusconi. Non è agiografia di Berlusconi, ma riconoscimento, cronaca: avremmo avute queste modernizzazioni senza Berlusconi? E, di grazia, ad opera di chi? Osservare tutte queste cose e vedere e sentire che alcuni politici avrebbero la pretesa , l'arroganza  e la faccia tosta di cancellare queste conquiste senza prima consultare il popolo,  come dittatorelli qualsiasi , mi fa letteralmente schifo.

SAVIANO DA SAN CIPRIANO D'AVERSA. CHI E' VERAMENTE COSTUI? SCOPRIAMOLO INSIEME

Voglio essere sincero fino a scorticarmi a sangue da solo: non credo a Saviano. Ma vi spiego ovviamente anche il perchè. Primo esempio: Tizio , privato cittadino, incontra per strada l'amico Caio a passeggio con tale , ignoto,  Sempronio. Saluti, chiacchierata, caffè. Punto. Anni dopo Tizio diventa sindaco del paese e , solo allora, si scopre, che Sempronio era un mafioso. Davanti a questo caso Saviano accusa Tizio di
" interloquire" con la mafia . Non c'è bisogno di dire che Tizio è della Lega Nord. Saviano dice una lampante falsità pur dicendo un fatto reale, dice una vera baggianata martoriando la verità; il che  non gli fa  certo onore. Secondo esempio: la mafia si intrufola al Nord perchè ci lì sono i soldi. Ovvio,  mi pare, la mafia non va certo per campi , fra i contadini, dove c'è la miseria, questo lo sanno tutti, dovrebbe saperlo anche Saviano. Lui dice " La mafia invade il Nord perchè interloquisce ed è aiutata dalla Lega Nord" . Due scemenze , due vere idiozie, spacciate in TV -  senza alcun contraddittorio -  per verità evangeliche. Ancora: su questa questione Nicki Vendola ha perso una buona occasione per starsene zitto ed invece eccolo a squittire , con quella sua boccuccia  - ci entrerebbe una tegola sana sana  - , ad altra opera   adusa , " La Lombardia è la regione più mafiosa d'Italia!". Una vera megastronzata, la solita vendolata. La Lombardia è  anch'essa, come tutte le regioni d'Italia - chi più chi meno - a rischio mafia. E allora? Ancora: Saviano straparla e dice in pubblico  " Le famiglie della 'ndrangheta dell'Aspromonte si sono infiltrate in Trentino nella raccolta e nella commercalizzazione delle mele".  La Procura di Trento " attenziona " quella affermazione, apre un'inchiesta sacrosanta e doverosa ( ricordate? l'azione penale è obbligatoria? ) , interroga Saviano . Stefano Dragone, Procuratore Capo di Trento è stringato, essenziale e dice: " Non abbiamo creduto a Saviano. Se preferite, abbiamo creduto invece alla sua ritrattazione". L'inchiesta viene chiusa subito, perchè non c'è nulla, niente. Un buco nell'acqua. Una balla stratosferica di Savano, che la ritratta. Cominiciate a capire chi è Saviano ? Uno che le spara e poi le rettifica, anzi le annacqua, anzi le ritratta. Ma perchè allora non se sta zitto invece di spararle? Continuate a intuire  qualche altra cosuccia su Saviano? E non basta . Ancora: saprete certo dell'arresto di Antonio Iovine, ricercato da quattrodici anni e, per pericolosità, secondo su trenta ricercati . Sapete chi è l'artefice di tale successo? Un funzionario della questura di Napoli, si chiama Vittorio Pisani, è il Capo della Squadra Mobile. Forse non sapete ( ma ci sono io!!!!!)  che questo funzionario è stato sputtanato, tempo fa,  dalla solita Repubblica ( e dove sennò?) perchè aveva espresso parere negativo alla concessione della scorta a Saviano, dopo le minacce che Saviano aveva denunciato di aver ricevuto. Ne è convinto ancora il Dr Pisani che afferma " resto sbigottito quando vedo scortare persone che non fanno  niente rispetto a poliziotti che rischiano sempre". Non vi pare meriti tutta  la nostra attenzione  il fatto che un dirigente di Squadra Mobile ritenga che le minacce denunciate ( e non  provate) da Saviano non siano meritevoli  di scorta armata? Bene, Saviano parla di ogni minimo indizio, ma non parla , guarda caso,  non ha mai  parlato di Pisani, ce pure nella cattura di Iovine è un pezzo importante.Come mai?  Un caso? O qualcosa di peggio? Che interesse avrebbe dovuto avere nel negare la scorta a Saviano? Forse gli sta antipatico? Ma vi pare che uno che lavora in Polizia rischierebbe tanto per un'antipatia ? Andiamo avanti: Saviano è di San Cipriano D'Aversa, un paese: come in ogni paese tutti si conoscono, tutti sanno tutto di tutti, addirittura tutti sono parenti fra di loro.Lo sanno pure i sassi. Lo deve sapere pure Saviano, anzi, " non puo' non saperlo"! Succede che Cosentino, quello che si è dovuto dimettere
dal Governo per le accuse di " contiguità mafiosa" , compaesano di Saviano, ha vissuto dove ha vissuto Saviano, dove c'è un intreccio di conoscenze e di parentele, buone e cattive, come succede a tutti. Bene il sospetto che le amicizie siano collusione con la camorra, però, vale solo - a pareredi Saviano - per gli altri, certamente per Cosentino, mai  per lui. Ma non ci spiega il perchè, lo lancia come un dogma, come un assioma. E poi, scusate, ma che vuole dire Saviano, quando di Antonio Iovine, l'ultimo arrestato da Maroni, dice:" Iovine sorride durante l'arresto perchè tutto questo era previsto, vi ho fatto un regalo, ma restano fuori i miei capitali."  Che lo Stato, e dunque il leghidsta Maroni aveva un accordo con la camorra? Un accordo spettacolare , tipo " Voi  mi date  Iovine ed io vi lascio i suoi soldi da gestire" . Grandioso ! Saviano si è ridotto ad un D'Avanzo qualsiasi, parla come Repubblica vuole, anzi come pretende L'espresso. Grandioso! Inteligenza allo stato puro!  Iovine era anni ed anni che implorava di  essere arrestato per andare a diverstirsi da pazzi in galera con il 41-bis!. Mi pare che questo ragazzotto abbia un pochino perso il senso della misura e pure la testa , dovrebbero metterlo a sedere , sedarlo,   calmarlo, farlo rientrare nel suo piccolo mondo di raccoglitore di utili notizie sulla malavita,  non dovrebbe dar retta ai cattivi consiglieri che lo fanno muovere  come un burattino del quale guidano i fili. Se Saviano fosse davvero così intelligente, se fosse veramente quel galantuomo che dice di essere, se veramente volesse combattere e sgominare  la malavita organizzata, perchè non collabora con le autorità  invece che far loro  la guerra ? Per ideologia? Per paura ? E allora, la scorta armata, per cosa serve? Se così fosse, Saviano sarebbe un disonesto intellettuale, sarebbe molto, ma molto grave che uno scrittore - così lui si definisce - scriva fatti non reali ma visti con le lenti dell'ideologia. Pensateci bene, invece, c'è un'altra ragione o , almeno, ci potrebbe essere anche un'altra ragione ( noi , che non siamo arroganti come Saviano , coltiviamo sempre il " dubbio", non ci attribuiamo l'assioma fidesitico e dogmatico di essere sempre nel vero ed usiamo quindi il condizionale )  : non collabora con le autorità perchè,  a lui , di annientare la malavita organizzata non  interessa proprio per niente . A lui interessa solo  guadagnare il più possibile con comparsate in TV ,  con articoli e , possibilmente, con libri,  sempre e solo sulla camorra  e tali che acuiscano e non affievoliscano  la lotta fra il bene ed il male. Il suo guadagno, il suo Eden, la sua terra promessa, la sua  golden door  è quella. Sta proprio nel trionfo del male. Insomma , per questo Saviano si è venduto ad un Fazio Ambrosoli - lui è come il miele, sempre col sorrisetto da primo della classe stampato in faccia -  qualsiasi, ad un Mazzetti qualsiasi ( Mazzetti in RAI, in RAI3, significa partitocrazia pura!) , si è venduto alla truppa dei
" teorici del pensiero unico dominante", non se ne sta più nella sua nicchia di " scrittore", di pensatore sopra le parti ,  di colui che usa il proprio cervello per leggere gli eventi. Se così non fosse ( e  Saviano lo dimostri ora con i fatti, basta con le chiacchiere in TV, troppo facile )  collabori subito con Maroni. Se non lo fa, vuol dire che ho ragione io. E me ne dispiace proprio.

LA TRATTATIVA DEL 92/93 FRA STATO E MAFIA ? TUTTA ROBA INTERNA AL CENTROSINISTRA!!!!


Quante cose sono state scritte sulla faccenda della famosa trattativa fra Stato e mafia degli anni '92/93, quanti soldi spesi per processi basati su dichiarazioni di mafiosi figli di mafiosi morti sedicenti pentiti, da mafiosi pluriassassini non pentiti ma " dichiaranti" che però erano i servetti negri dei veri capibastone e che millantano verità che non trovano alcun riscontro, il tutto per il seguente fatto.

Atteso che in quegli anni, oltre all'uccisione di  Salvo Lima, di Falcone , di Borsellino, sono state messe bombe da molte parti, ricordate  a Roma al Velabro, ai Georgofili a Firenze, ancora a Roma in Via Fauro, ecc. e che quelle bombe fecero vittime, siccome lo Stato non  rinnovò la  linea dura contro i mafiosi e quindi  disapplicò l'articolo 41-bis del Codice Penale - relativo al così detto carcere duro per i mafiosi- è evidente - questa è la tesi, questo il teorema - che ci fu una " trattativa fra Stato e mafia", condotta da
" deviati" ( come al solito e quindi Mario Mori, quindi Contrada, ecc) per favorire la mafia. Insomma l'abolizione o la disapplicazione del carcere duro per i mafiosi era il prezzo che la mafia avrebbe richiesto ed ottenuto dallo Stato per fermare le stragi e le bombe. Tutto questo serviva - indovinate a chi?- a Berlusconi che voleva i voti della mafia per Forza Italia , visto che stava per entrare in politica.

Si son fatti processi su procesi, Cincimino Jr, Spatuzza, tanto per dirne due, per cercare prove, riscontri, papelli, mezze verità, spunti, insomma qualcosa che portasse a Dell'Utri e o a Berlusconi. Poi se ne esce l'altro ieri Conso ( Ministro di Giustizia nel Governo Ciampi ) e comunica che è stato lui  ad arrendersi alla mafia, lui e due Governi italiani, quello, appunto di Ciampi e quello, precedente, di Amato. Ma capite che sberla? Facciamo nomi e date e fatti. Dunque ecco i nomi: due Presidenti del Consiglio: Amato e Ciampi, un Presidente della Repubblica O.L. Scalfaro, Nicola Mancino  Ministro degli Interni, Giovanni Conso Ministro della Giustizia, Vincenzo Parisi Capo della Polizia ( nonchè fedelissino d Scalfaro). Tutti di centrosinistra!!!! Fu dunque , questa la confessione ( in effetti non c'era nulla di nuovo da confessare) , lo Stato , rappresentato da quelle persone delle quali ho fatto i nomi, ad arrendersi alla mafia : la resa  fu rappresentata dalla " disapplicazione" della norma che puniva con il carcere duro i mafiosi. Nel Maggio del 1993 , esattamente il  giorno 14, giorno sucessivo all'attentato in via Fauro a Roma, il Ministro Conso revoca l'applicazione dell'articolo 41-bis  alla bellezza di 140 boss mafiosi, Primo Ministro C.A. Ciampi. Ho però dei dubbi, perchè altre prove fanno ritenere che la decisione in questionefosse già stata presa nel precedente mese di Febbraio 1993, quando il Primo Ministro era Amato. Non contenta d quanto avuto in concessione, la mafia si dedica ad ulteriori  stragi e bombe nei mesi successivi a maggio 1993 ( vedi Via dei Georgofili a Firenze e Via Palestro a Milano) e lo Stato allora replica la resa revocando a Novembre del 1993 il carcere duro per altri 140 boss mafiosi in carcere. Una vera tranvata sui denti per Magistrati politicizzati, per certa stampa - segnatamente La Repubblica - per il centrosinistra, per tanti giornalisti e mezzobusti che intingono il pane nella brodaglia dei dietrologismi . Ma Ciampi, Amato, Parisi, Scalfaro, Mancino, come mai sono sempr stati zitti? Come mai c'è voluto lo scatto di dignità del Presidente Emerito Giovanni Conso per ristabilire la verità e separarla dalle volgari illazioni? E che dire di tutti quei giornalisti  che a chiacchiere gridano al bavaglio quando la RAI tenta di ridurre i loro favolosi compensi, che vanno in corteo per gridare per  la libertà di stampa e che poi davanti a questa notizia o non la danno o la minimizzano o la ignorano del tutto. Proprio come la Signora Serena Dandini, quella con la " schiena dritta" , quella che " io non guardo in faccia a nessuno!", quella che con Vergassola " frustano con la satira tutti i potenti!", quella che l'altro ieri a " Parla con me" su RAI3 aveva davanti, in studio, proprio C.A. Ciampi e che poeva chiedergli quel che voleva! Zitta, appecoronata, servile, una strisciante leccaculo. Una pena, una vergogna, anzi una cosa normale per questa gente.

PENSIERI SCIOLTI ED IN LIBERTA'

Ho letto che Bersani (  un grande, un mito !) sta varando una sorta di Porta a Porta per annunciare il fallimento del Governo Berlusconi. Grande notizia. Difficile, però, da capire seguendo la logica, perchè, per prima cosa, viene da osservare: ma la gente non è forse informata su tutto da giornali e dalle televisioni? Il buon emiliano non me la racconta giusta , lui, nato e cresciuto nel PCI!!! Pochi di voi rammentano come proprio il PCI fece  un vero e proprio censimento dei nemici proprio per mezzo della distribuzione, porta a porta, dell'Unità. Poi , a Botteghe, gli agit-prop stilavano le liste di proscrizione. Poi , quartiere per quartiere, a Roma, giù, legnate. Bravo Bersani, un'operazione da polizia stalinista, da Stasi, un dossieraggio vero e proprio. Comunisti siete nati e tali morirete. Anche se ora vi vestite da Valentino.


Dio li fa e poi li accoppia. Non c'è niente da fare, è proprio così! Vox populi, vox Dei. Uguali, si pigliano. Eccoli, Di Pietro e De Magistris, cognomi similnobili per via d quel " De", estrazione "panza mia fatte capanna" ovvero " mangiamo a quatro ganasce". Stanno sempre con ditino alzato a romperci i marroni come il D'Alema, perchè " fuori gli indagati dal Parlamento!", strepitano che non vogliono che Berusconi abbia uno scudo come Primo Ministro, tuonano saette e fulmini se qualcuno parla di immunità parlamentare per l'Italia e loro, poi, che fanno? Si nascondo dietro l'immunità, altro che storie. E che scherziamo? Per loro, è chiaro, l'immunità non deve esistere, se non per loro due. Tra poco, una volta al Governo, anche se tecnico o d'emergenza,  forse faranno anche una legge apposita, forse un pochino ad personam, anzi ad personas perchè, se ricordo bene il latinorum  - come il trattorista imbroglione e Gegè Floppe -  loro sono due e qindi ci va l'accusativo plurale. Plurale, più di uno, plusieur in Francia, twin in Inghilterra e così via. Di Pietro si è acquattato e nascosto dietro l'immunità del Parlemento europeo per evitare la condanna per diffamazione da parte del Giusice Filippo Verde che lui aveva diffamato nel  2002  . De Magistris,  per non esser da meno ,  per evitare l'azione civile che gli è stata intentata da Mastella - diffamato dal De Magistris molte volte -  si è trincerato dietro le gonnelle di mammà, si è nascosto, insomma, dietro l'immunità che spetta ai parlamentari europei. Capito che Catoni dei miei stivali? Proprio come D'Alema, quello che l'immunità se la prende anche con le cattive maniere ( chi ricorda Forattini, chi ricorda Barbieri, chi ricorda Arcobaleno?, chi ricorda Mitrokin, chi ricorda....)


Non voglio essere nè pettegolo nè offensivo, ma porca miseria, mi ci portano con la sedia gestatoria ad esserlo ! Chi? Ma come chi? I così detti " finiani"!. O fatto è chisto, stateme a sentire! Fini sta facendo avanti e indietro, botte al cerchio, botte alla botte, uno nessuno centomila, così è se vi pare, Pian della Tortilla...Parla e dice cose che vanno bene sia a destra che a sinistra, ciurla nel manico, scappa da destra e va verso sinistra, poi torna indietro, poi un passo a sinistra, poi un altro avanti al centro, insomma, non sta mai fermo. E' proprio un vero italiano, come cantava quel tizio, " un italiano vero!". Come quelli del 1943, che erano alleati con i tedeschi e che poi sparavano addosso ai tedeschi. Insomma i veri italiani, che cominiciano con gli alleati e poi passano al fianco degli ex nemici.

Roma 19 novembre 2010

Gaetano Immè

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