Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 31 dicembre 2010

AUGURISSIMI !!!!CHE POSSIATE DIGERIRE IL DISCORSO DI NAPOLITANO DI STASERA, IL COTECHINO, LE LENTICCHIE E LE VACUE PAROLE DELLA SINISTRA !!!!!!!!! BUON 2011, FORZA ITALIA!!!! RIFORMA DELL'UNIVERSITA', RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO, RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, FEDERALISMO FISCALE!!!!!


UNO SGUARDO COSTITUZIONALE E MEDIATICO DAL PONTE DELLA FINE DELL'ANNO

Molti blog orientati a sinistra, molti interlocutori sulla politica, molti apprendisti politologi di rango e di corso molto lungo hanno , chi con più, chi con minore educazione e senso civile, contestano quanto affermato da questo blog sulla l'esistenza, nell'Italia di oggi, di un articolo della Costituzione  semplicemente scandaloso , come l'articolo 67 , sostenendo che , al contrario di quanto il sottoscritto lamenta, proprio grazie a quell'articolo l'Italia può contare su  un Parlamento di uomini liberi, non ricattabili, che possono quindi stabilire non le loro personali convenienze, ma esprimersi e comportarsi in assoluta libertà per il bene supremo del Paese. Il dibattito è sempre - a mio giudizio -  una risorsa, sempre che sia sorretto da adeguata preparazione e se la partecipazione non sia viziata da occhiali ideologici. Comunque i dissensi ricevuti, sorvolando su quelli cristallizati  in volgari  invettive o in usuali parolacce , non mi inducono  a nessunissima correzione di rotta del pensiero al riguardo  , nè tanto meno ad una suppur minima sua revisione. La gran parte dei dissensi  infatti, sbandierava "one flag" di tipo "molto qualunquistico" basata sul pensiero, peraltro anche assai ingeneroso, che fossero  stati addirittura gli spessi  padri costituenti  ad inserire la norma in questione così da "garantire" a chi venisse eletto tutti i privilegi della casta . Mi vergogno io stesso per chi la pensa così, una meschinità non solo immotivata, non solo irriguardosa, non solo ingenerosa, ma evidente frutto di menti che conoscono assai bene l'arte di camuffare un'idea , al solo scopo di farsi gli affari propri, fingendo di fare  quelli superiori del Paese. Basta leggere quello che ha scritto un professorone come il Professor Ernesto Galli della Loggia, ieri 30 dicembre 2010, sul Corriere della Sera, un condensato - tipo la " conserva" del dopogierra - di falsità, di ipocrisie, di irresponsabili affermazioni di un qualunquismo al cui confronto Giannini era  uno statista illustre. Siamo ormai abituati alle crisi del Professor Della Loggia, alle sue crisi pilotate dai suoi interessi di botteguccia e da quelli dei suoi " datori di lavoro" del Corriere della Sera per prenderlo troppo sul serio. E' la mentalità  introdotta in Italia dal PCI, quella per cui " è sempre colpa degli altri" anche che l'Università italiana abbia  prodotto una classe dirigente imbelle ed ignorante , ma mai colpa dei Professori come lo stesso Galli Della Loggia, che hanno loro insegnato; quella  mentalità che invoca ad ogni piè sospinto il doppio Stato, i servizi deviati, la società colpevole al posto dei rei, i segreti di stato, i probabili infiltrati, insomma la mentalità di chi propala  cialtronerie , avendo vissuto di menzogne. E' proprio come recita quel detto:" per riconoscere una buona stoffa, ci vuole un ottimo mercante!". Questo è il Repubblica-pensiero, lo Scalfari-pensiero,il Coorriere della Sera-pensiero, il Galli Della Loggia-pensiero, insinuare le peggiori colpe altrui in modo da apparire la parte buona e saggia o in modo , come in questo caso, di fare apparire tutta la politica come una mondezza da abbattere con qualsiasi mezzo. Come dire: se noi siamomale , gli altri sono tutti  peggio. Così arriviamo non dico a Beppe Grillo, ma certo andiamo dritti dritti nel " forcaiolismo" dipietresco, quello che vorrebbe un boia ed un patibolo eretti e pronti ad ogni angolo della strada, per giustiziare, rigorosamente  senza processo come nella splendida Santa Inquisizione che tanto somiglia  ai desideri del popolo " viola" e giustizialista, chiunque la pensi diversamente dal pensiero dominante ;  torniamo insomma  indietro al tempo all'Uomo qalunque del postfascismo, una deriva culturalmente relativista che non porta da nessuna parte. A questa opinione, a questo dissenso comunque, replico che il dissenso di un Parlamentare deve sempre restare libero di esprimersi in ogni forma e contenuto, ma che se questo Parlamentare avesse , oltre al comodo alibi dell'articolo 67 anche la dovuta consapevolezza morale del suo ruolo istituzionale che incarna per volontà popolare, compirebbe un atto di splendida onestà e di civile esempio se , pur deciso a cambiare partito politico , rinunciasse tout court a seggio elettorale ed alle sue prebende. E' proprio la mancanza di un simile comportamentoin tutti i casi ai quali abbiamo assistito in sessantadue anni di vigenza di questa articolo - vedi, ultimo  esempio, Fini - che consente ad una parte culturalmente impacciata di buttarla in caciara, di sbraitare che tutti sono marci e corrotti, tutti, perfino i padri costituenti che "appositamente" hanno inserito quell'articolo salvifico dei peggiori esempi. Dunque la correzione di questo scandaloso articolo della Costituzione servirebbe anche a moralizzare, non solo il Parlamento, non solo i singoli parlamentari, ma anche il popolo il quale non potrebbe più rifugiarsi nel relativismo da Repubblica o da Corriere della Sera per evidenziare una totale inutilità delle istituzioni democratiche al fine, forse inconsapevole, di spingere le menti meno attrezzate all'accettazione inconsapevole dello Stato forte , dello Stato padrone, dello Stato che pensa e decide per tutti. Mi meraviglio che gente che invoca ogni giorno e sempre  col ditino da maestrino alzato, " la legalità", la " moralità" ed altre cialtronerie di questo genere ipocrite e farisaiche  non abbia mai messo mente alla modifica di questo articolo che è, ricordatelo bene, la madre - sempre gravida purtroppo!- dei ribaltonisti  di professione per interesse proprio . Alcuni altri, poi,  cercano di confondere le acque sostenendo che con questa Legge elettorale non sia possibile alcuna modifica costituzionale. Tesi del tutto campata in aria , signori miei, da veri ignoranti del diritto e della prassi costituzionale. Primo perchè il premio di maggioranza nulla incide sull'articolo 67 , che attiene all'eletto e non all'elettore; secondariamente perchè  è proprio per via della Legge elettorale che l'assunto di questo blog  è vieppiù confermato. Infatti  con la passata legge elettorale , dove erano previste sulla scheda elettorale  le " preferenze", i " competitors" si battevano sul mercato della politica e chi vinceva la competizione vinceva il seggio. Insomma il candidato si batteva e se vinceva le elezioni aveva conquistato il seggio, il seggio era cosa sua , dunque. Ed  altrettanto conseguentemente  quel seggio poteva essere spostato da un partito ad un altro senza chi ci si ponesse alcuno scrupolo morale . Oggi invece con l'attuale Legge lettorale, che non prevede preferenze, i candidati sono scelti dai partiti e di conseguenza il seggio è un omaggio  del partito, non un posto conquistato dal candidato. Dunque oggi appare sempre più necessario, sempre più esemplare, sempre più necessario che casi Mastella o Fini o Follini o Scilipoti o Moffa o Briguglio o Bocchino o Della Vedova o Barbareschi o Moroni  o ecc..ecc...non si ripetano mai più. Per la dignità delle persone e per quella del Paese. Che vedrebbe forse diminuire finalmente la sua fama di " Paese di Pulcinella".


UNA PREVISIONE AZZECCATA, LA LEGA NORD COGLIE LA PALLA AL BALZO
Nell'articolo di domenica scorsa, questo blog si era posta la domanda, anzi, la domanda delle domande: chi può darsi costituzionalmente e correttamente e coerentemente da fare perchè lo scempio costituzionale di questo Presidente della Camera,  anche e contemporaneamente capo fazione  finisca? La risposta che questo blog aveva individuato era diretta: legittimata a delegittimare , a discutere,  a chiedere la revoca del Presidente della Camera era solo la stessa maggioranza che lo aveva a suo tempo eletto. Pare che la Lega Nord abbia accolto l'invito di questo blog e, fra gli squittii dei futuristi e del P.D., sempre più impresentabile nella verognosa e suicida  difesa di un ex fascista, ha presentato apposita richiesta di discussione alla Camera. Fosse  questo il nuovo ritrovato per sciogliere il Finavil che incolla il sedere di Fini, non certo  un traditore -figura peraltro inesistente in politica- ma  figura sciaguratamente modesta e ridicolmente catonesca  alla immeritata poltrona? Sperèm!!!


UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA QUALUNQUISTA, PORTATORE SANO DEL GERME COMUNISTA. URLIAMOGLIELO IN FACCIA.

Uno sente i telegiornali, legge i giornali, ascolta i pensieri della gente, sul bus, sul treno, in aereo, al mercato, al negozio, in palestra, in ufficio, vede foto, scruta, legge, sente, ascolta, ragiona, elabora e poi si chiede : ma in che razza di  Paese vivo? Fino a ieri credevo che il massimo della sciatteria populista , il massimo del discredito che un uomo potesse arrecare al prestigio del Paese fosse la famosa partita di tre sette giocata sull'aereo che riportava a Roma gli italiani campioni del Mondo di calcio  del 1982 con il Presidente Pertini. Perchè mentre era doveroso che Papa Roncalli andasse  fra i reitti della società - perchè questa è la missione della Chiesa e che la Chiesa , opulenta e affaristica,  aveva tralasciato- perchè è dovere ecclesiale fare in modo che in realtà " gli ultimi siano effettivamente i primi" , cos' altro era mai quel " volemose bene", quel
" semo tutti uguali", quel finto ed ipocrita  egualitarismo di quella scopetta a diecimila metri ad uso dei flash , se non una cialtronesca recita di gente colma di Bacco, di Dioniso e forse anche di altro che era la fotografia del più bieco comunismo sessantottino ? Ma in cosa rendeva  " pari" il Quirinale al  team di Bearzot? Niente,  nulla, tanto che il primo era ed è zeppo di privilegi e di prerogative assolutamente albertine e regali,  mentre il secondo è stata solo una meteora sportiva che ha conferito lustro al Paese ma che nulla ha mai avuro a che fare con Quirinale.Anche questa volta il Presidente Napolitano ha dimostrato d'essere " comunista dentro", non c'è niente da fare. Portatore sano del germe comunista nel pensiero, nell'azione, nell'opera e nelle omissioni. Sopratutto. Fateci caso: riceve una rappresentanza di pseudo-studenti violenti dando retta alla piazza, mentre ignora completamente gli organi studenteschi regolarmente e democraticamente eletti dagli universitari.  Abbiamo speso decenni e decenni in discussioni feroci arrivando tutti a far morire Aldo Moro affinchè lo Stato non desse dignità ai movimenti extraparlamentari, Napolitano ed il suo PCI in prima linea, ed oggi costui riceve una decina di  bamboccioni fuori corso che nessuno studente univrsitario ha votato umiliando la Presidenza della Repubblica in maniera disgustosa. Alla richiesta degli pseudo-rivoluzionari-fuoricorso-bamboccioni di " non firmare ( non indicandone ovviamente i motivi!) la Legge Gelmini sull'Università", invece di dar loro una bella e santa lezione di educazione civile e costituzionale come avrebbe dovuto, il piccolo Tito di Napoli-bene, da buon Sor-Tentenna e da pavido Don Abbondio del terzo millennio, non ha trovato meglio che uscirsene con un ignobile " Non posso!", come se , fosse per lui, quella riforma universitaria non passerebbve, ma c'è questo cattivo Governo ed io, cari i miei ragazzi, mica posso....,da solo....


LE DUE PRIME CONQUISTE , DUE OTTIMI SEGNALI


Ci sono segnali e segnali, ci sono fatti significativi ed emblematici, ci sono capitolazioni e capitolazioni, ci sono punti fermi e punti fermi, ma come si fa a non riconoscere che lavoro e università , università e lavoro erano due fulcri del potere comunista in Italia, erano due bunker del potere comunista in Italia. Altro che storie. Fu la DC a lasciare che il PCI occupasse “manu militari” , oltre ad altri punti strategici, questi due bunker dal 1948 fino al 1994 , avendone in corrispettivo la tenuta, il controllo della piazza , il controllo dell’opinione pubblica. Cinquanta anni che hanno permesso al PCI di trasformare l’Italia in un Paese sovietizzato. In un Paese dove la scuola e l’università , solo e rigorosamente “ pubblica” , servissero per inoculare un poco di cultura ideologizzata a tutti, per creare dunque una massa di lobotomizzati che seguissero supinamente il pensiero comune e politicamente corretto stabilito dal consociativismo  fra il PCI e la DC. Il divieto assoluto al finanziamento delle scuole private si spiega nella logica comunista del controllo ferreo dell’istruzione pubblica di massa: non dovevano e non potevano esistere altre scuole di formazione che non fossero quelle dello Stato controllate dal PCI, non si poteva concedere - e dunque tanto meno finanziare -  una libertà di insegnamento che avrebbe certamente creato una cultura libera e dunque opposta a quella imposta nella scuola pubblica. E dove la libertà economica è stata ed è ancora  una sorta di libertà sotto la tutela del “ preminente interesse pubblico” , dove il lavoro era un totem sia come elemento costituente ( che senso ha declamare che “ L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro….” , dove “ il lavoro “ da semplice fattore della produzione viene elevato a valore aggregante e caratterizzante di uno Stato democratico, se non quello di introdurre in Italia, con metodo surrettizio, il principio, tutto comunista, tutto sovietico della pretesa di attribuire  ai così detti “ proletari ” la guida del Paese?) che come componente della produzione. Da un lato il lavoro, protetto da una schiera pletorica  di rappresentanze sindacali- oltre che da leggi speciali quali la Legge n. 300 sul così detto Statuto dei Lavoratori, emblematica legge “ speciale” di carattere corporativo, fascista e stalinista altro che storie! - rappresentanze sindacali che hanno in questi cinquanta anni conquistato un potere inestimabile, una posizione assolutamente privilegiata fino ad arrivare al concetto, tutto della sinistra comunista e democristiana, della “ concertazione” che ha letteralmente e definitivamente ingabbiato il Paese in una forca caudina sotto la quale doveva sottostare ogni iniziativa produttiva ed ogni impresa che, per sopravvivere, doveva rassegnarsi a seguire gli ordini dei catafalchi sindacali: contratto unico nazionale e concertazione. La storia della FIAT e degli Agnelli è paradigmatica oltre che miserevole. Così l’Italia era diventata un Paese senza alcuna libertà economica, un Paese immobile mentre il resto del mondo ( quasi tutto) correva verso la globalizzazione, verso la delocalizzazione, verso la mobilità del lavoro, verso forme possibili di nuove relazioni sindacali che consentissero alle imprese italiane di poter competere finalmente anche sul mercato senza più lasciare il bastone del comando ai sindacati e senza più vivacchiare di assistenzialismo e di rottamazioni varie. Con quei pochi utili prodotti  immediatamente " privatizzati" ed oculatamente " occultati  al  fisco", rigorosamente  " riciclati all'estero  " ed oggi - nel silenzio assordante di una impresentabile e distratta Magistratura - impunemente e pubblicamente elargiti a litigiosi eredi ; con quelle eterne " perdite", invece, rigorosamente ed immediatamente " pagate dai contribuenti italiani ". Insomma, metodo Agnelli, DC e PCI degli anni settanta , ottanta e novanta.


Se dunque , come dice il detto popolare, “ il buon giorno si vede dal mattino”, ecco allora che, per la prima volta e dopo sedici anni di ripetuti  tentativi da parte della politica responsabile e liberale del centrodestra ( tentativi tutti falliti miseramente per la reazione violenta del conservatorismo dell’opposizione che non ha concesso nemmeno,  tanto per esemplificare, una  temporanea " sospensione" - non modifica- dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori  )  finalmente , dicevo, si ottengono due risultati strategicamente di assoluta importanza e di incommensurabile significato. La Riforma Gelmini dell’Università  - che introduce finalmente la “ meritocrazia” al posto “ dell’egualitarismo” nell’Università -  e il funerale della “ concertazione sindacale” - che seppellisce, con un innovativo accordo FIAT - Lavoratori , di fatto la CGIL con tutta la sua sinistra del PD , di SEL e dell’IDV -  hanno strategicamente lo stesso significato che nella seconda guerra mondiale aveva la conquista di casematte. Il pensiero liberale e responsabile del centrodestra ha di fatto conquistato due capisaldi del pensiero conservatore della sinistra , il centrodestra è finalmente riuscito ad incrinare l’opposizione gattopardesca di una sinistra che difende uno statu quo che lascerebbe l’Italia a naufragare in un terzo o quarto mondo di miseria e di abbandono pur di conservare i privilegi che il consociativismo cattocomunista  ha regalato, non  certo agli studenti, non certo  agli operai, ma ai baroni universitari ed ai potenti sindacati confederali.

Non mi illudo, perché non credo che né la CGIL né i movimenti anti Gelmini si arrenderanno all’evidenza e continueranno a richiedere, con forme anche violente ed antidemocratiche , la restaurazione delle precedenti condizioni. E con un Presidente della Repubblica come Napolitano,  incapace di condannare  la violenza di piazza e di premiare le rappresentanze elette democraticamente, vivremo tempi più che duri assaliti duramente come saremo dagli assalti rabbiosi del più bieco conservatorismo controrivoluzionario condotti e guidati da una  sinistra ormai succube di ogni venticello di piazza pur di raccattare qualche consenso.   Ma ormai a nessuno sfugge come questi tentativi, siano essi della CGIL che dei movimenti “ anti Gelmini” , siano tentativi da battaglia di pura e meschina retroguardia , da battaglia per difendere non gli interessi degli operai ma quelli di una casta ben individuata ( quella dei baroni universitari  e quella dei baroni sindacali ) ( i cui agiati rappresentanti giocano a fare i froci col culo degli operai, nel senso che avversano occasioni proficue di lavoro e guadagno per costoro pur di imporre all’impresa il loro ormai logoro volere , tanto, mentre gli operai stanno in cassa integrazione, loro si beccano i loro caldi e lauti stipendioni…..). Insomma ecco la prima e vera sconfitta degli eredi del 68 e del sessantottismo italiano: Scuola meritocratica al posto di quella antimeritocratica e livellante e via alla contrattazione aziendale al posto di quella unica e centralizzata . E tanti saluti all'imprenditoria " agnelliana", all'imprenditoria " irizzata", alle cattedre " per discendenza", al " dottorato" come posto fisso " tanto pe ' campà".

Non pensiate che sia finita così. Ci sarà da combattere e tanto ancora. Perché la restaurazione è sempre stata un pericolo sociale per ogni Paese, sia essa stata una restaurazione teologica che una restaurazione politica; lo stesso termine restaurazione richiama lacrime e sangue. Abbiamo appena appena superato un semplice passaggio che porta finalmente a considerare Mirafiori e Pomigliano come un semplice centro di produzione di automobili che deve essere competitivo con il mondo intero e le Università italiane come strumento di formazione di giovani laureati in grado di farsi strada nel mondo del lavoro, invece che luoghi dedicati ad una perversa ed ottocentesca “ centralità proletaria” e ad una “ formazione del sapere “ avulsa dal resto d’Europa e del mondo. Non stupisce la battaglia di retroguardia intrapresa, in perfetta solitudine, dalla CGIL per il semplice fatto che i suoi iscritti sono ormai nella stragrande maggioranza semplici pensionati, avendo gli attuali lavoratori migrato verso altri sindacati che hanno scelto di trasformarsi velocemente in organismi agevolativi di occasioni produttive,  abbandonando quell’intransigente ed inutile massimalismo cigiellino che preferisce la disoccupazione, ancorchè assistita,  alle nuove ipotesi di lavoro. La CGIL sa benissimo che tutto il mondo del lavoro è disponibile a barattare alcuni arcaici  ed ottocenteschi privilegi sindacali , a rinunciare ad alcune ingiustificate, fascistoidi  ed illiberali  prerogative corporative  pur di garantirsi decenni di investimenti produttivi e di lavoro e che solo la sua frangia di seguaci preferisce morire di fame da cassintegrato piuttosto che rinunciare a scioperare di sabato ( Pomigliano ) pur potendo così guadagnare il 130% di quello che il posto fisso precedente gli garantiva. Identicamente si sta emarginando anche una debolissima Confindustria, sempre meno rappresentativa delle piccole e medie imprese e sempre più interpretativa dei desideri dei poteri forti industriali, più a loro agio nel pretendere la restaurazione dell’industria di Stato, assistita da concertazione, da rottamazioni, da sussidi, da interventi straordinari piuttosto che mettersi in gioco, che correre il rischio e misurarsi con mercato libero.

DISCORSO INFINGARDO DEL PD SUL FEDERALISMO


Stupisce e diverte lo studio del senatore del PD Marco Stradiotto , studio che arriva alla conclusione che il federalismo fiscale penalizzerà il Sud d’Italia. Secondo questo “ studio”, che questo blog ha compulsato, sulle 92 città capoluogo di provincia, 52 di esse, situate in gran parte al Nord d’Italia, riceveranno più soldi dopo l’entrata in vigore del federalismo, mentre le altre 40 città, nella maggior parte situate al Sud d’Italia, perderanno soldi. A prescindere dalla correttezza dei numeri utilizzati dall’On Stradiotto, non vedo quale sia la notizia, dove  sia lo scandalo, quale sia questa  grande scoperta di Stradiotto. Il vero scandalo è che l’On Stradiotto “ finge” di non sapere che la novità assoluta del federalismo fiscale è tutto nei così detti “ costi standard” stabiliti come costo medio di ciascun servizio pubblico. Era scontato che il passaggio dal sistema passato ed ancora attuale della “ spesa storica” a quello , appunto, dei costi standard avesse il preciso presupposto di premiare i comuni più virtuosi e penalizzare i meno oculati. Dunque l’On. Stradiotto vuol fare un giochetto di prestigio e definisce come “ punizione” quello che in italiano in verità si chiama semplicemente “ inefficienza”. Lo scopo del federalismo non è quello di penalizzare il Sud e di privilegiare il Nord, come surrettiziamente sostiene l’On. Stradiotto, ma quello di premiare i comuni virtuosi e penalizzare quelli spendaccioni. Che poi i comuni spendaccioni ed inefficienti si trovino per la maggior parte al Sud è un dato storico che ha svariati e profondi significati che l’On Stradiotto dovrebbe ben conoscere da tempo e che nulla hanno a che spartire con il federalismo, ma che affondano le radici nella storia dell’Italia meridionale degli ultimi centocinquanta anni. Non è opera meritoria fare il finto tonto, non è opera  culturale sfruttare l’ignoranza popolare per propalare notizie false come fa l’On Stradiotto il quale dovrebbe battersi più per correggere l’inefficienza storica dei comuni del Sud invece che battersi per difendere questo malcostume  dell’Italia. Insomma la distribuzione geografica dei tagli è la conseguenza dell’applicazione dei criteri oggettivi standard: Stradiotto , che guarda la punta del dito teso invece che la luna, scambia l’effetto con lo scopo della norma federalista, il che è non solo sbagliato  ma sopratutto clamorosamente  falso. Ci sono città del Sud virtuose, come Lecce, come ci sono esempi di città del Nord che invece sono inefficienti, come Genova. La riforma federale, l’applicazione del “ costo standard” deve generare una competizione virtuosa fra gli enti locali, perché nel nuovo sistema  vincerà chi meglio gestisce i soldi dei contribuenti, non come avveniva nel
“ vecchio sistema ” che, assurdamente, Stradiotto invece difende, dove veniva assurdamente premiato  lo scialacquatore, l’inefficiente, lo spendaccione. Basta con questa  storia trita e ritrita  dei meridionali che per vivere devono essere assistiti, compatiti, sussidiati, elemosinati. Ai meridionali, alla classe dirigente meridionale serve invece una vera occasione di crescita culturale, di sviluppo  che solo la responsabilità dell’incarico  può produrre. Se poi questo vorrà dire fare sparire molti politici il cui spessore politico è solo lo sperperodi denaro publico  assistenziale e clientelare , a vantaggio di una nuova classe dirigente più responsabile , che tutto ciò ben venga! Ci guadagnerà il Paese Italia.



ASSEDIO DELLA MAGISTRATURA ALLE CASEMATTE DELLA POLITICA


Le motivazioni della condanna del Generale Giampaolo Ganzer per traffico di droga sono pletoricamente troppo lunghe ed insinuanti per essere esaurienti e sopra tutto convincenti. A Ganzer si contesta una “ smisurata ambizione”, il desiderio di raggiungere risultati eclatanti nella lotta al traffico della droga, per
“ utilizzare straordinari risultati di immagine per se stesso e per il suo reparto”. Sapere che tutto ciò per i Magistrati sia  un reato,  stupisce e disarma, perché invece potrebbe essere interpretato come il desiderio di servire al meglio il Paese nella lotta alla criminalità della droga. L’uso degli infiltrati nella rete dei trafficanti è mezzo idoneo per operazioni così complesse e pericolose. Invece la Magistratura definisce “ illegale” l’uso degli infiltrati , come le azioni ad essi riferite per arrivare a catturare i pesci grossi. Insomma affermare che in ogni passaggio, chi gestisce operazioni di intelligence di tale portata debba rispettare le leggi dello Stato equivale a declamare che queste operazioni non devono essere eseguite. Se invece si ritiene che tali operazioni siano utili per la lotta alla criminalità , allora non si deve pretendere che chi deve svolgere tali compiti ingrati e pericolosi debba rimanere sempre entro i confini della legalità, non si può richiedere che talvolta tali operazioni non si svolgano anche al di fuori del law border. E’ la logica che presiede tutta l’attività dei così detti servizi segreti. Se ogni singolo atto viene soppesato col bilancino della legalità, come pretendono  Spataro e soci,  si finisce per eliminare uno strumento estremamente efficace nella lotta ad ogni forma di criminalità. Insomma, Mori, Ganzer, Contrada , Pollari,ecc, la Magistratura sta in concreto aiutando i trafficanti ed i criminali. E come mai Napolitano tace? E come è possibile che Ganzer resti al suo posto come sembra , se è stato condannato? Seppure non si tratta di una condanna definitiva, come si concilia una Magistratura che condanna un uomo al quale poi affida le  sue inchieste più delicate ? Secondo Wikileaks D’Alema ( come avrebbe riferito  l’ambasciatore USA a Roma Mr Spogli ) considerava “ la Magistratura un pericolo per la democrazia”. Erano gli anni 1998 ma D’Alema, con quelle parole, descriveva la Magistratura ad un passo dall’eversione. Con quelle parole ci fa capire meglio di qualsiasi testo perché la sinistra sia così riverente nei confronti della Magistratura. Intravedo una unica logica in tutto ciò:  essa  sta nella pretesa incostituzionale  della Magistratura di dirigere e sindacare non solo la politica e il Parlamento, ma anche i servizi segreti. Insomma voi non lo volete capire, ma siamo in piena Magistratocrazia, altro che democrazia. I rimedi? Quelli che sempre questo blog ha invocato. Il ripristino della supremazia della politica sull'ordine della Magistratura, usurpato dal golpe del 1993 del Pool di Milano, riportando finalmente al suo testo originario l'articolo 68 della Costituzione e la invocata modifica dell'articolo 67 della Costituzione.


UNO SCIOPERO O UNA INTIMIDAZIONE?

Messa all’angolo irrimediabilmente dagli eventi FIAT , la CGIL si sta rifugiando nella minaccia di un possibile sciopero generale a sostegno del rifiuto di FIOM al contratto di Mirafiori. Ma la FIOM non ha firmato l’accordo in questione, quindi il minacciato sciopero non riguarda il contenuto dell’accordo né il fatto che esso accordo contenga clausole in deroga rispetto al contratto nazionale. Riguarda, invece, la rappresentanza sindacale, vale a dire il fatto che l’accordo di Mirafiori contiene una clausola secondoi la quale solo i sindacati che lo hanno sottoscritto sono in grado di attuarlo. A me pare un principio elementare del diritto affermare che l’interpretazione di un contratto riguarda solo le parti contraenti , non certo tutti i terzi, che vi possono intervenire come arbitri, dietro speciali procedure. D’altronde anche per il vecchio CCNL – Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – vigeva la regola secondo la quale solo chi li ha firmati hanno il diritto per discuterne l’applicazione. Insomma, in questo caso lo sciopero sarebbe usato dalla FIOM come arma impropria di ricatto e di pressione su Confindustria, su Federmeccanica e sui sindacati che hanno accettato la regola di Mirafiori. In tal senso Susanna Camusso, leader della CGIL, ha esortato Emma Marcegaglia a non escludere un interlocutore come la CGIL dal tavolo delle trattative aziendali, nonostante esso si sia autoescluso da quello nazionale. Pier Luigi Ceccardi, Presidente di Federmeccanica ha così affermato che “ sarebbe un errore fare a meno della CGIL”. E la ragione di tale stupefacente assioma? Incomprensibile! A meno che non sia un tentativo di resuscitare quel procedimento da secolo scorso, dove nel famoso CNL del dopo guerra non vi era democrazia se non vi partecipavano i membri del PCI.



Roma venerdì  31 dicembre 2010

Gaetano Immè

mercoledì 22 dicembre 2010

MANIFESTAZIONI STUDENTESCHE , EVERSIONE E LE COLPE DELLA SINISTRA

DEDICATA ALLA SINISTRA

Dopo la passeggiata sui tetti di Bersani si sperava che la cavalcata della protesta studentesca da parte di un P.D.,  che pure  pretende di essere considerato  come forza  politica responsabile del Paese,  fosse terminata. E invece prima del 14 scorso lo stesso Corriere della Sera - dove una responsabilissima Sarzanini rievocava , fingendo di esorcizzarli, mentre con le parole li invocava, i giorni terribili degli anni 70 -, mentre , sempre prima del 14 dicembre, Repubblica pubblicava , ad abuntantiam, la teorizzazione e la invocazione  di una nuova guerra civile   in Italia, guidata da un nuovo e fantomatico  CNL composto da sepolcri imbiancati del resistenzialismo da " avantipopoloalla stazionechec'èunvagonedasvaligià!" e condotta, ovvio, " contro" chi vota centrodestra,  magari porta a porta, nel miglior stile fascista e comunista dei tempi belli che Pinelli immortalò!, al fine di "pulire" il campo politico da tutti coloro che sono stati
"corrotti" dal verbo mediatico berlusconiano  ( insomma , per  far fuori più di mezza Italia  per motivi culturali e di pensiero, una nuova Legge razziale ! ) , a firma di una demenziale e schizofrenica ex sessantottina , fallita nella vita e nella politica , forse ai domiciliari a Parigi in stile Battisti, che si è spudoratamente spacciata per quella raffinata e colta M.me Barbarà Spinellì, roba da denuncia penale per diffamazione....., si sperava, dicevo, in una pausa di dignità e di responsabilità. Ma la congenita pochezza e scarsezza del progetto politico del P.D. lo conduce a cercare di cavalcare ogni spiffero, ogni refolo di protesta, senza curarsi troppo del bene del Paese e della sicurezza degli italiani, ma solo sperando che da ogni più piccolo ambio, da ogni più modesta cavalcata, da ogni più o meno lecita protesta,  il P.D. possa finalmente trovare quello che gli manca da diciassette anni : una manciata di credibilità politica. Così, eccolo il P.D., un occhio in aula parlamentare , l'altro sulla piazza, a scrutare quel che succede o, peggio,  a  istigare affinchè qualcosa succeda. Così eccoti Repubblica - ed il  P.D. ben bene accodato - del giorno dopo  ,  farsi meschini manzoniani untori del sospetto ( spacciato per verità assoluta , ovvio)  che, a causa di un uomo in giubbotto beige fotografato con manette in mano, tutti i disordini fossero stati a bella posta causati da infiltrati della polizia ,  ovviamente su mandato del Governo. Si fregavano le mani,  la Finocchiaro ed i suoi,  sperando che si verificassero  luttuosi disordini, tipo un altro G8 del 2001 che, con i loro scritti, evocavano, con tanto di morto da  addossare al Governo! Invece, altra sconfitta! Sarebbe bastato consultare le informazioni di polizia per scorprire che
" l'uomo col giubotto beige" non solo non era un infiltrato,  ma era  addirittura tale sedicenne  Signorino  Sirio -. figlio di un Signore che negli anni settanta faceva parte di quella famiglia di falliti che si chiamava Autonomia operaia - imputato, peraltro, dal tribunle dei minori di Roma per vari reati.  Anzichè chiedere scusa, Repubblica-  ed il sempre scodinzolante P.D. - due o tre giorni dopo il 14 dicembre , avevano scovato poi  le immagini  di  un tizio mentre sferrava, durante le manifestazioni del 14 dicembre,  ad uno studentello,  un terrificante cazzottone: e giù, ancora, a invocare gli infiltrati, giù Bersani a recitare il testo che gli aveva scritto Ezio Mauro, giù la sempre presente Finocchiarosorridenteamaro ( a proposito Senatrice,questo blog desidera parlare di suo marito e delle vostre amicizie nella sanità catanese, nei prossimi giorni)  a ridacchiare ancora su infiltrati, scenari di servizi deviati, insomma, nel milgiore stile comunista, le solite stronzate senza prova alcuna pur di seminare odio e violenza per trarne vantaggi in termini di consensi. Anche stavolta si è poi scoperto - bastava compulsare per tempo le dovute fonti di informazioni, invece che scrivere apocalittiche fregnacce - che si trattava di un " compagno" " de sinistra" che litigava con un pischelletto imberbe. Miserabili sfruttatori del disagio giovanile, perchè la sinistra scolastica ed universitaria usa ( questo non vi è bisogno di prova, basta la mia personale esperienza trentennale nelle scuole superiori italiane, perchè basta andare in una qualsiasi classe delle medie e delle superiori nelle ore di Italiano, di Storia e di Filosofia e sentire le lezioni dei professori per rendersene conto ) i nostri figli in età scolare come oggetti, come pupazzi da imbonire, da intontonire, da irretire con principi ideologici ormai morti e sepolti  ma utili per poterli  poi sfruttare , nella loro  giovanile esuberanza, come pura carne da macello nelle manifestazioni studentesche di piazza, organizzate per difendfere i loro  privilegi od i loro eclatanti fallimenti e, sopra tutto, il loro dichiarato ed accertato fallimento.

STUDENTELLI PERDITEMPO E BAMBOCCIONI SENZA NERBO

Ma che diavolo state dicendo! Ma state tranquilli, perchè nessuno ha intenzione di farsi male, lì in piazza:  non certo lo sbirro,  costretto a far le solite sceneggiate per mille e duecento miserabili euro al mese nè tanto meno  lo studentello perditempo,  classico da sega scolastica,  nè ancora meno  i bamboccioni dei centri sociali del piffero, rivoltosi alla moda ma contro un nulla ( ma perchè non andate in Cina o in Nord Corea o a Cuba a liberare un popolo da qualche vero tiranno, invece di cercare di giustificare la vostra inutile  e fallimentare vita  spaccando i marroni con le vostre sceneggiate a casa vostra. Vi ho
tanato sapete, vi ho scoperto ! Ho visto i filmati dei disordini, ho guardato i vostri abiti negligé, le vostre " mises" fintopoveristiche, miserabili e stramaledetti nuovi borghesucci, ho visto molte , troppe belle griffe a decorare gli incappucciati recitanti,  tutti vestiti   casual  Prada o Armani, figli scemi di ricchi rincoglioniti dagli agii , incapaci di educarvi con la forza salutare  dei " no" e la concessione benefica di un "si" guadagnato e sudato , che non hanno il coraggio di prendervi a pedate nel culo, che vi coccolano perchè sognano, tramite voi,  di  rivivere un nuovo sessantotto che ridia , ai falliti per vita e per politica -  tipo Sofri, tipo Spinelli, tipo Mauro - un alito della loro perduta gioventù) che tengono, però,  alla loro  testa –  di genio, di segatura annacquata, devastata da furore teppistico ideologico,  di cazzo il più delle volte –  che una manganellata ben assestata possa compromettere il programmato  viaggio a Sharm El Sheick o la settimana bianca, in zona leghista. Voi siete i giusti figli dei vostri falliti genitori, dei vostri maestri del sessantotto, gente senza ideali e valori, consumisti o scicchettosi borghesacci  che  Pasolini prenderebbe  a calci in culo! Voi credete di difendere chissà quali  vostri ideali e vi agitate come burattini teleguidati, ma siete solo dei cretinetti  ipocriti con iphone incorporato, prigionieri di  una classe  docente composta da  falliti sessantottini o di  una casta baronale universitaria da vomito  Le vostre teste sono pronte alle manganellate non per difendere , come urlate, il vostro futuro,che è assicurato solo dalla casa di mamma e papà e che vi spetta senza far nulla, ma per difendere una  classe docente  miserabilmente sconfitta  nella vita e nella professione e la classe dei baroni , che insozza le nostre Università con i suoi medioevali privilegi e con suo vomitoso familismo.  Ma non vi fate ribrezzo e schifo da soli?

SUGLI ARRESTI PREVENTIVI

C’è del sangue che si vede troppo, c’è dell'altro  sangue che si vede poco. Tanto e troppo si vedono solo i politici di sinistra che  urlano nelle orecchie degli sbirri accuse fosennate e mai provate, che accarezzano il pelo dei dimostranti violenti perchè ne temono il ricatto del consenso. C’è sempre qualcosa di retoricamente insopportabile e di meschinamente interessato nelle dichiar azioni di certi politici di sinistra sul tema. C’è lo stesso qualcosa di retoricamente insopportabile nell’urlo di alcuni politici di destra sul tema. Gasparri, il capogruppo del  Pdl al Senato, per una volta potrebbe aver visto giusto, considerato il balletto delle reazioni e le intenzioni annunciate da non pochi capifamiglia di tenere sotto chiave i loro pargoletti ed i loro bamboccioni. Per una volta dunque è doveroso prendere Gasparri per quello che dice e analizzare nel merito la sua proposta di un nuovo 7 aprile, di procedere cioè “all’arresto preventivo di facinorosi e potenziali assassini che allignano nella protesta dei giovani per impedire che Roma venga messa a ferro e fuoco, che si ripeta un nuovo 14 dicembre. Sul quale io, lo dico subito ed in via preliminare,  non concordo assolutamente perchè ritengo che debba essere la stessa società, se libera e colta però, ad isolare i tentativi  di una violenta minoranza di imporre uno Stato dittatoriale al posto di quello libero e di diritto nel quale ancora viviamo ed anche perchè sono contrario ad ogni forma di " leggi speciali", anche se la norma alla quale allude l'On Gasparri non è una " Legge speciale" ma un semplice provvedimento di " polizia" consistente in un fermo del soggetto per un giorno. In tema ho un solo ricordo che risale più o meno a quaranta anni fa ( intorno al 1960) , per l'annunciata visita ufficiale a Roma dell’allora presidente degli Stati Uniti Richard Nixon. Un po’ di estremisti furono presi all’alba nelle loro case e rilasciati la sera, misura appunto prettamente di polizia, un fermo senza alcuna conseguenza penale. Il 7 aprile 1979 invece fu opera della magistratura, la conclusione di una lunga indagine che portò figure più o meno note dell’autonomia operaia all’incriminazione, “nobile”, per insurrezione armata contro i poteri dello stato e a quella meno nobile di essere i capi occulti delle Br. Ventidue arresti furono eseguiti fra Padova Milano Torino e Roma per ordine del sostituto procuratore di Padova, Dottor Pietro Calogero, intimamente convinto che il brigatismo rosso fosse il braccio armato dell’autonomia, mente politica di uno stesso fenomeno sovversivo. Ma quegli arresti causarono enormi ingiustizie perchè risultò poi che Calogero aveva copiato molto del testo dei suoi mandati di cattura dal testo che Rinascita , famosa e rimpianta rivista del PCI, aveva pubblicato svolgendo un'inchiesta su Autonomia operaia.  Ma fu anche il frutto di un accordo fra toghe e politica , accordo che durò fino agli anni 90, quando le toghe, convinte di essere in credito con la politica, come Dracula saltarono alla gola dei loro ex alleati politici , convinti di dover essere loro a decidere i destini del Paese. Insomma fu quello un regolamento di conti all'interno del PCI, fra la corrente ortodossa ed una eretica.  Il magistrato Calogero è ancora oggi convinto di aver agito con scrupolo e serietà, di aver visto giusto. In realtà il teorema fu clamorosamente smentito. Molti imputati rimasti anni ed anni in carcere furono poi assolti al processo. Nessuno si indignò, il garantismo italiano in quegli anni era particolarmente schifoso. L’amalgama , l'emulsione, fra violenza sociale e terrorismo, che in uno stato di diritto dovrebbe essere inconcepibile, divenne invece la regola. Sappiamo poi con quali risultati. Dunque per ricordi, per storia e per convinzione politica, niente " arresti preventivi", con il fine di responsabilizzare tutti, politici e pseudorivoltosi compresi. Ma come misura adombrata, devo dire, mica male!

UN PATTO FRA TOGHE ROSSE E FINI? MA CERTO!!!!

Certo, la politica e le forme istituzionali hanno ancora il loro peso, certo la frase era chiara e limpida nè si prestava a dilemmi interpretativi , dunque, assai out fo order  rispetto al formalismo della politica politicante di questo Paese incartato nel catafalco del formalismo, ma credo che , fatta eccezioni per i soliti ipocriti che dicono di combattere l'illegalità ma solo quella altrui, non vi sia persona dotata del minimo buon senso che non abbia pensato quello che Berlusconi ha prima detto e poi  politicamente smentito di aver detto e cioè che vi sia un patto scellerato fra toghe e Fini. Come diceva una volta un esponente delle toghe di sinistra, un indizio è un indizio ma due coincidenze sono una prova. E allora come non rimanere stupefatti davati ad una Procura di Roma che , seppur investita nell'affare della casa di Montecarlo da una  circostanziata denuncia penale ha usato, nei confronti di Fini,  tutta una serie di " delicatezze" addirittura assurde in campo di Giustizia. Insomma solo dopo mesi e mesi di indagini ed inutili rogatorie con Montecarlo, Fini è stato iscritto ufficialmente nel Registro degli indagati. Perchè tanta cautela ? Perchè se si fosse trattato di altri ,non dico di Berlusconi, dic di " altri",l'iscrizione nel registro degli indagati sarebbe stata immediata, cioè " ex nunc" ed altrettanto immediata la propalazione della notiza sulla stampa? Perchè Fini è stato iscritto nel Registro degli indagati per la truffa a Montecarlo, ma solo lo stesso giorno min cui il P.M.   ha richiesto l'archiviazione della denuncia al GIP? Perchè lo stesso giorno? Come mai Fini non è stato interrogato? Perchè non è stato interrogato dal P.M. se era l'autore di una pretesa truffa? Perchè non è stato neanche ascoltato nè convocato il beneficiario della presunta truffa, ovvero il Signor Giancarlo Tulliani, di professione " cognato di"? Prima "cognato di" di tale  Alessandro Gaucci, poi di Luciano Gaucci, padre di Alessandro ed ora di Gianfranco Fini, in sequela, ma sempre "cognato di" di professione perchè fratello di cotanta sorella beneficiario privilegiato delle interessate attenzioni degli abbienti anche se attempati fidanzati della sorella. Perchè la Magistratura non ha mosso un muscolo quando Guido Paglia, Direttore Relazioni Esterne della RAI ed uomo in RAI in quota AN, denunciò tutte le angherie e le concussioni e le minacce ricevute da Gianfranco Fini che pretendeva da lui che facesse ottenere appalti RAI al cognato ed alla suocera? Perchè? Come mai si processa una persona perchè ruba una mela ma non Fini che estorce appalti alla RAI per amici degli amici? Perchè la Magistratura, sempre pronta ad aprire inchieste su usi di aerei  instituzionali da parte di Berlusconi o di Mastella non dice niente, anzi si volta dall'altra parte, se è Fini che scrocca una BMW, se usa viaggi istituzionali per fare propaganda al suo partito politico? Perche?  Semplice, Watson: è la ricompensa per l'essersi Fini prestato a fare da cavallo di Troia o, meglio, da ennesimo " utile idiota" per abbattere Berlusconi " senza " votazione popolare per la sinistra. Elemetare Watson! Ma l'aria sta cambiando....!!!

FINALMENTE SONO SPARITI DALLE SCATOLE...

Volevo chiedervi....Ma a voi,  dispiace di non vedere più ogni giorno ed anche più volte al giorno, personaggi quali Bocchino, Granata, Briguglio, Della Vedova, Barbareschi,ecc..? Devo dire la verità: non ne potevo più della loro scontatezza, del loro volatile pensiero politico, della loro vacua prosopopea, della loro arrogante presenzialità televisiva, del loro nulla incartato con carta intestata di Gianfranco Fini. Un insieme di  sudditi di Fini, una corte di sudditi più che un partito di uomini liberi. Ma ve li ricordate a Bastia Umbra, nella gita for de porta degli amici ? Ma vi ricordate la faccia incartapecorita di Fini che dal palco concionava contro Berlusconi mentre la sua donnetta in prima fila lo coccolava con lo sguardo estasiato come si fa con  un pupetto che svolge la sua brava recita natalizia. Che ciarlatani, che sbruffoni, che imbroglioncelli della politica politicante,  innalzata a politica da parte di fini pensatori come Rossi, Campi, Perina ed presocratici d'accatto. Tutti zitti, oggi, tutti  coda fra le gambe a cuccia. Ai loro caldi ed usurpati posti. Spesso in RAI. Come i recenti assunti Campi e  Mellone, altri da sempre mantenuti dalla RAI, come Barbareschi e Bocchino ( più noto come cavalier servente della moglie, l'imprenditrice napoletana Buontempo la cui casa di produzione cinematografica lavora da secoli non con il mercato - non sia mai!- ma solo conla RAI!  guarda caso !) .......


DEDICATA ALL'UOMO TONNO, ALL'ANM, A FINI, A BERSANI AL CSM E A CHI DIFENDE QUESTA IMPRESENTABILE MAGISTRATURA

La notizia è nota, l'Italia  è stata condannata dall'Europa per i ritardi stratisferici della nostra (in)Giustizia. Ritardi record nel mondo: basta leggere i giornali per rendersene conto. Ma c'è sempre gente che non riesce a rendersi conto dell'evidenza. Cito Bersani e la Finocchiaro , come esemplari. Il primo, un acume di Segretario che vorrebbe far sposare i suoi compagni comunisti con i fascisti del FLI ( un capolavoro da urlo di Munch )  che svanvera " una riforma (della Giustizia) della quale si mormora da tempo e sulla quale non si capisce niente!" ( è una confessione personale ritengo!), la seconda che, con il suo eterno sorrisetto pseudoebete su labbra catanesi  , che sviolina superbamente " l'ennesima bozza è una schifezza!" omettendo di dire che la bozza che lei stessa proposta  al Senato due anni fa era più rigorosa di questa. Insomma signori miei, l'Europa condanna i Magistrati italiani come i peggiori d'Europa. All'uomo tonno, detto anche Palamara, le cose stanno bene così come stanno ora, beato lui, a Di Pietro figurarsi! Con tutte le omertà delle quali gode fra colleghi!!!!Magistrati italiani, dunque, siete i peggiori in Europa, fra i peggiori nel mondo Ma  guadagnano ed hanno privilegi come nessun altro in Europa!


Roma, Mercoledì 22 dicembre 2010

Gaetano Immè

domenica 19 dicembre 2010

SU FINI NAPOLITANO TACE,  MA COSA POTREBBE MAI FARE ?  NON TOCCA A LUI INTERVENIRE MA A......

Abbiamo messo a confronto , grazie alla consultazione dei testi di  alcuni giuristi,  il ruolo della così  detta prassi  nell'ambito del Diritto Costituzionale italiano e la sfacciata parzialità connaturata ed intrinseca alla posizione di Gianfranco Fini nell'occupare il ruolo di presidente della Camera. Abbiamo riscontrato un giudizio unanime e convergente da parte di molti costituzionalisti che il modo con cui Gianfranco Fini continua a ricoprire quell’incarico sia del tutto anomalo ( in senso costituzionale, cioè non costituzionalmente lecita) , mentre invece abbiamo riscontrato una non unanimità ed una maggiore cautela nei giudizi in relazione al fatto che debba essere Napolitano a doversi esprimere al riguardo. C'è chi sostiene che Giorgio Napolitano potrebbe chiamarlo e chiedere le sue dimissioni e Fini dovrebbe pensarci seriamente in quanto le sue dimissioni diventerebbero un " atto dovuto"  in termini di rispetto sostanziale dello spirito della Costituzione. Può essere sfiduciato da un punto di vista del consenso politico  e pubblico ( vi sono sondaggi che già  impongono,  con maggioranze terrificanti , a Fini di andarsene  via da quel posto ) , attraverso un crescendo di critiche a cui si deve pure, prima o poi ,  rendere conto. Ma quello del presidente della Repubblica non potrebbe essere nulla più di un richiamo a un corretto uso della comunicazione istituzionale.
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La militanza politica non è mai stata un’attività a cui  storicamente i presidenti della Camera si siano dedicati direttamente. Pronunciando il discorso di Bastia Umbra, Fini ha provocato una rottura senza precedenti, inaugurando una radicale metamorfosi della carica di Presidente della Camera: colui che sarebbe chiamato a svolgere il compito di arbitro dell’arena politica ha invocato fuori dall’aula una crisi parlamentare. Non esiste una norma costituzionale a cui appellarsi per dirimere il conflitto istituzionale in atto . Ma, come tutti i giuristi consultati hanno confermato, non tutto l'accadibile  può essere ristretto  in una norma  e non tutta la gamma delle possibilità può essere contemplata dai regolamenti: ma esistono  anche comportamenti reiterati che nel tempo assumo carattere vincolante. Eccola quì , è la prassi costituzionale.
E’ un’evidenza, sopratutto nel diritto parlamentare, ambito in cui la prassi è la fonte principale a cui si attinge , ancor più quando si tratta di organi dello stato monocratici, cioè composti da una sola persona. Ad esempio, il ruolo del Presidente della Repubblica è regolato per la maggior parte dalla prassi. Prassi il cui “custode”, è il Presidente della Repubblica. Esiste una costituzione ed esiste una prassi costituzionale. Il caso di Fini rappresenta la rottura di una prassi che va assolutamente ristabilita, altrimenti si getta la presidenza di Montecitorio nella lotta politica ,stravolgendo lo spirito della costituzione e violentandone l'ordinamento.
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La presidenza delle due Camere del Parlamento, secondo  Nicolò Zanon, ordinario di Diritto costituzionale a Milano e membro laico del Csm, si è evoluta nel tempo, ma nel caso di Fini la componente di parzialità di questo ruolo si è spinta oltre ogni limite. Fini non può essere accusato per il momento di una gestione parziale dei lavori, ma correttezza istituzionale vorrebbe che fosse imparziale sia dentro che fuori la Camera. La sua duplicità, Presidente della Camera e capo fazione del FLI, crea molto imbarazzo. Molti costituzionalisti  individuano una vera e propria “virata storica” nell’interpretazione del ruolo data da Fini: l’anomalia non consiste nel suo essere Presidente pur essendo all’opposizione, ma nel suo approccio militante al ruolo istituzionale. Insomma, la prassi è rotta e cercare di rafforzare il proprio schieramento attraverso il ruolo di Presidente è più grave, costituzionalmente,  di un eventuale abuso consumato da un Presidente del Consiglio. Ma non esiste un articolo della Costituzione al quale  si possa far riferimento, però. Dal punto di vista istituzionale non esiste possibilità di smuovere il presidente della Camera , ma c’è un problema di responsabilità istituzionale che ci si deve assumere. Se il Quirinale ha le mani legate, chi si deve far carico di questa responsabilità? Per molti costituzionalisti, ma non per la loro totalità,  in extrema ratio sono coloro che hanno eletto Fini alla Camera che devono chiederne le dimissioni.  Aggiungiamo, di nostro, quello che i costituzionalisti compulsati non potevano scrivere e cioè che,  oltre tutto , siamo anche davanti ad un Presidente della Camera che è tuttora indagato dalla Procura della Repubblica di Roma per il reato di " truffa aggravata". Molti obietteranno giustamente che anche il Presidente del Consiglio è iscritto nel registro degli indagati e che se questo elemento dovesse valere contro Fini dovrebbe anche valere contro Berlusconi. Ma le cose non stanno per niente in questo modo. Infatti, mentre il Presidente del Consiglio è iscritto nel registro degli indagati per presumibili reati compiuti prima che assumesse la sua carica Costituzionale, Gianfranco Fini ha invece commesso l'altrettanto  presunto reato di truffa aggravata "dopo" avere assunto la carica istituzionale. Insomma mentre nel caso della Presidenza del Consiglio i  presunti reati riguarderebbero fatti accaduti prima che Berlusconi assumesse la carica politica di Primo Ministro, per Gianfranco Fini vi è invece l'aggravante che questi presunti reati sono stati da Fini stesso commessi approfittando, utilizzando  la sua carica istituzionale. La palla alla maggioranza: domandina facile facile . Perchè non viene presentata alla Presidenza della Repubblica ed alla Camera dei Deputati una simile richiesta  di sfiducia ?

PARTITI , PARTITINI, CESPUGLIETTI VARI , E' COLPA DEL BIPOLARISMO O DELLA LEGGE ELETTORALE ?

Un argomento spesso invocato dalle forze politiche che, contrarie per loro naturale inclinazione a dare voce e credito  al popolo e più portate a dominare il popolo stesso con dittature militari  e religiose ( Urss, Nazismo, Fascismo e Regno del Papa, tanto per ricordare )  spesso feroci ed opprimenti ( si pensi ai comunisti del P.D. ed a quelli del S.E.L.provenienti quasi tutti da Rifondazione Comunista, si pensi ai fascisti del F.L.I., si pensi ai cattolici osservanti della Chiesa dell'U.D.C., si pensi infine agli stessi cattolici dossettiani della vecchia D.C. di sinistra , forze tutte che si ispirano ad ideologie che nei due secoli passati hanno dato forme e sostanza a dittature infami e vergognose )  e che prima del voto di fiducia del 14 scorso chiedevano a gran voce l'incarico ad un " Governo tecnico " ( la cui maggioranza era proprio composta dai loro  stessi partiti ) era il fatto che in Italia, non ostante la spinta bipolaristica della così detta Seconda Repubblica e la legge elettorale maggioritaria del 2005, questo assetto istituzionale era praticamente fallito perchè non era stato in grado di evitare la nascita di vari partiti e partitini.  L'accusa era ed è una realtà incontrovertibile, solo che si attribuisce il difetto alla causa sbagliata, come uno che indicando la luna come oggetto  si limitasse a guardare il dito che la indica . In realtà in un sistema bipolare - non necessariamente però bipartitico, osservo io -  anche se non corretto ed imperfetto,  non è cosa normale trovare alla Camera, come in Italia accade,  una quindicina di partiti e partitini, alcuni dei quali, aggiungo, formatisi e costituitisi durante la vigenza del bipolarismo. Pensiamo allo stesso F.L.I. di Fini, all'A.P.I. di Rutelli, al M.P.A.di Lombardo, tanto per citare casi di partiti e partitini formatisi recentemente. Se si vanno a contare questi partiti se ne trovano quattordici alla Camera , salvo errori di conta. Un'enormità. Sigle, poi e movimenti che hanno una fluidità notevolisima, se si pensa che molti di questi partiti spesso cambiano nome , cambiano sigle, spesso cambiano anche posizionamento bipolare , insomma tutta la zavorra istituzionale che soffoca il nostro nascente bipolarismo sotto una coperta di rappresentatività frazionata che è la linfa vitale che genera il ribaltonismo, che spinge e provoca l'assurdità di un potere politico attribuito al di fuori del consenso popolare a chi le elezioni politiche ha perso. Lo stesso fenomeno accade, in misura però minore, anche al Senato. Devo poi rilevare che la maggior parte di tutti questi partiti - non tutti si intende - non sono nati " dal popolo", dal basso, con iniziativa dunque democratica, ma sono stati costituiti da parlamentari che a loro volta erano stati eletti in Parlamento con liste e coalizioni diverse, addirittura persino avverse a quelle poi create . Si tratta, dunque, di partiti politici prodotti dalla casta, prodotti di palazzo, prodotti dalla nomenclatura che difficilmente non seguono solo una logica di puro potere personale e di tornaconto economico anche se poi possono anche contare , a seguito del clientelismo diffuso come usanza tipica di questi parlamentari, di un qualche consenso popolare anch'esso più interessato che appassionato. Dunque l'accusa è giusta? Questa proliferazione partitica è figlia del bipolarismo? Questa proliferazione metastatica dei partiti è dunque anche un poco  figliastra  della Legge elettorale ultima?
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Non date loro retta, è  quello che vogliono farvi credere, ma non è assolutamente la verità.  Dunque la legge elettorale attuale si limita ad affermare un sistema elettorale maggioritario per cui la vittoria elettorale spetta alla coalizione ( dichiarata prima delle votazioni) che si aggiudica più voti così come nomina come Premier di Governo il candidato il cui nome è scritto nel simbolo della coalizione. Ricordate? PDL Berlusconi, Unione Prodi.  Anzi una simile griglia dovrebbe assolutamente impedire che si formino nuovi organismi politici perchè le coalizioni ed i simboli da votare sono quelli  che già esistono  e non certo quelli che ancora non esistono al momento del voto. L'attenzione dunque va posta proprio su quei partiti - o cespugli come si chiamano con termine adatto anche per indicarne la estrema mobilità ad ogni stormir di vento - che nascono in Parlamento, che nascono dunque non dal popolo ma dal volere degli " eletti" i quali sono sempre stati eletti con coalizione e partiti diversi e contrari rispetto a quelli che creano surrettiziamente in Parlamento. I partiti che sono border line rispetto alla democrazia sono proprio questi, nati non per volere del popolo, ma per volere dei politicanti e per fini che mai sono patriottici, ma sempre disdicevoli se non decisamente illeciti.
 
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Allora se l'origine di questa proliferazione partitica non è l'attuale Legge elettorale, ne sarebbe forse l'origine lo stesso bipolarismo? E come sarebbe mai possibile, di grazia? Si può votare un partito esistente che si è coalizzato o apparentato con una coalizione , ma non si può certo votare un partito inesistente. Insomma, per fare un esempio, alle votazioni del 2008, come si poteva votare per il MPA o per il F LI se ancora non eistevano? Questo è il vero fulcro del discorso, questa è la metastasi della quale dobbiamo trovare l'origine.
                        
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Che non può dunque essere neanche il bipolarismo. Perchè la vera ed unica causa ed origine di questa cancro che ormai pervade con tutte le sue imprevedibili metastasi tutto il corpo politico del Paese ha un solo nome: articolo 67 della Costituzione, quello che stabilisce che " Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato".
 
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Ovviamente questo blog riafferma, per le eventuali presumibili obiezioni delle anime belle, di essere totalmente a favore della più completa libertà ed indipendenza di ciascun parlamentare , di volere che il mandato elettorale resti così com'è nella sua accezione di totale mancanza di vincolo di ogni genere. Quello che si deve eliminare sono gli usi distorti della norma, non la norma stessa. Questo errore è stato già commesso dalla classe politica italiana  del 1993, quando supinamente accettò,  senza la minima dignità , anche perchè ricattata ed intimidita da una Magistratura golpista, la cancellazione delle guarentigie dei parlamentari - immunità - a cuasa dello scriteriato uso che il Parlamento ne aveva fato. Si uccise, insomma, il bambino, invece che buttare  solo l'acqua sporca. Questo errore sesquipedale oggi non lo dobbiamo più ripetere: una norma viene usata scriteriatamente ? Bene, si puniscano i colpevoli di tale illecito uso di quella norma, ma non la norma stessa. Questo mi sembra un atteggiamento assolutamente coerente con la massima difesa della sacralità della Costituzione stessa, atteggiamento che comunque non implica una sacralità costituzionale tombale ma suscettibile di quelle correzioni che portino ad un suo perfezionamento. Non dunque un atteggimento invece assurdo come quello della sinistra che non solo acconsentì supinamente che nel 1993 una Magistratura da Ghino di Tacco sfregiasse la loro , a parole,  sacra Costituzione, ma che nulla ha poi fatto per ripristinare quella norma che fu posta dai sacri ( per loro) padri ( per loro) costituenti a baluardo della superiorità della sovranità popolare  sul semplice ordine della Magistratura. Dunque modificare saggiamente l'articolo 67 della Costituzione per arginare la nascita di partiti e partitini, da cespugli e cespuglietti da due per cento o da zero virgola qualcosa.  Sono questi cespugli che non conferiscono alle nostre istituzioni la trasparenza che desidereremmo,  perchè questi cespuglietti raramente hanno alti valori politici nazionali, troppo spesso hanno invece valori patrimoniali personali e di botteguccia. La modifica va fatta. Che lo  sia sappia sia dalle parti del  Governo che dalle parti dell' opposizione.
 
 
CHI ABBANDONA CHI
 
Mi fa piacere che Saviano cominci a conoscere con chi si è messo. Solo per aver detto che " la violenza non va mai usata come strumento di dialettica democratica", principio ovvio che non poteva non dire specie lui che ha costruito la sua fornuta proprio sulla violenza della malavita contro il popolo, Saviano è spernacchiato, abbandonato, deriso , sfottuto da tutta la sinistra, compresa anche quella Repubblica dove ancora lui scrive. Sui blog poi è un delirio. Insomma la piazza " sinceramente democratica" molla Saviano, così come Fini abbandona la difesa dei poliziotti e difende i devastatori di Roma. Ma non sarebbe il caso che questi due mettessero le loro rotelle del cervello al loro giusto posto?
 
 
Roma Domenica 19 dicembre 2010
 
Gaetano Immè

sabato 18 dicembre 2010

SOGNI DI UNA SCHIZOFRENICA

Caso unico nella storia del giornalismo italiano, l'articolo di Barbara Spinelli  ( pardon! De M.me Barbarà Spinellì  en Padoà Scioppà, c'est mieux! ) pubblicato da Repubblica mercoledì 15 novembre 2010 non rispecchia  solo idee e proposte politiche,con le quali si può essere più o meno lecitamente d'accordo , ma rappresenta invece  la cronaca  di  un  pseudo pensiero politico in una mente schizofrenica. In poche parole, questa mente afferma che l'Italia dovrebbe costituire un Comitato di Liberazione Nazionale per liberarsi di Berlusconi ( cioè di tutta quella parte del popolo italiano che vota per il PDL, cioè della maggioranza degli italiani) il quale consentirebbe agli italiani di assimilare l'antiberlusconismo come il CNL ci fece assimilare l'antifascismo. Tra anatemi da portajella  e invocazioni populiste che vorrebbero farci riesumare gli italiani che fummo nel 1943 e seguenti, questa raccolta di sogni di una mente schizofrenica che il nosocomio Repubblica ci  ha regalato, merita di essere compulsato per un suo godimento completo ( la parola non basta) e per trarne un quadro dove sia ritratta la sintesi dell'incitamento alla guerra civile. Complimenti vivissimi alla Barbarà Spinellì.

UNA MATTINA, MI SON SVEGLIATO, OH BELLA CIAO, BELLA CIAO, BELLA CIAO,  CIAO, CIAO, .............

Da qualche giorno, Roma si è svegliata tappezzata da manifesti tutti bianchi - non più rossi come ai bei tempi - del PD , dove c'è scritto, nero su bianco, ".... il Governo attaccato alla sedia del potere...". Signori del PD, lo sanno anche gli asini che questo Governo è stato insediato non, come sperate di fare voi,  con qualche golpe costituzionale, con qualche , giochettino di palazzo ma rigorosaente senza votazioni ( e sarebbe la terza volta  in diciassette anni! Che bella democrazia!)  ma  da democratiche e oserei dire anche plebiascitarie elezioni politiche popolari. Capisco che per voi le " democratiche votazioni popolari" costituiscano una noiosa  ed  inutile rottura di palle, anzi un vero e proprio spauracchio,  del quale vorreste sempre fare a meno - Barbara Spinelli docet -   ma dire certe scemenze e per giunta firmarle pure, insomma, come direbbe Emilio Fede..." Che figura di merda!"

SIAMO UN PAESE INCARTATO NELLE MENZOGNE

E che dire poi di Repubblica ? Ezio Mauro, ormai accantonato il sogno del golpe ribaltonista con il decisivo contributo di livorosi  fascistoni  ( forse hanno deciso di aspettare il 22 ottobre prossimo.!!!!!...), cerca di addossare la responsabilità delle canagliesche ed organizatissime  violenze di ieri l'altro a Roma sulla polizia. E' vero che le menzogne, che le balle , che le mistificazioni , che le fregnacce di Repubblica sono come i " Baci Perugina" , nel senso che sono note in tutto il globo terracqueo ed anche in  quello subacqueo , ma intanto la menzogna in prima pagina semina il germoglio del sospetto che, anche se non provato - come quasi sempre capita al giornale " sinceramente democratico" -  tuttavia basta a sfamare  l'odio viscerale dei suoi lettori contro ogni  verità. Così lo "  scriba" alle dipendenze della " banda degli ipocriti e dei finti tonti" ( Bersani, Finocchiaro, Franceschini, Sanntoro, Bindi, ecc)  ( io penso che  lisciare il pelo ai violenti sia indegno di una Senatrice di questo Parlamento, Onorevole Finocchiaro, Le sarebbe bastato guardare il filmato della manifestazione con tutte quelle bandiere rosse per capire che i vionenti , ahinoi!, erano dipendenti della sua ditta, prima di aprire bocca e darle fiato ! ) si chiede " su quale Libro paga stiano i violenti " ( Finocchiaro) mentre la banda tira in ballo non meglio identificati " infiltrati". Sarà bene chiarire. Alla Finocchiaro, che sottindende che i violeni siano sul Libro paga di Silvio Berlusconi risponderò ricondando all'esimio Magistrato siciliano due cosettine. La prima che i catanesi, come Lei, sono noti in tutto il mondo come " fausi e cuttesi", che vuol dire proprio quello che da decenni penso di Lei e dove il dialetto sciliano non si può tradurre. Ma fra compaesani ci si intende benissimo. Magari una preghiera per questa pensatrice che illumina il nostro Parlamento con le sue paroline: lanciare accuse infondate è il suo lavoro, la sua professione, la sua missione, lo sappiamo da tempo immemore. Ma proprio da Lei che a parole combatte la mafia, sentire tentare " mascariamenti" senza prove, come una mafiosetta da quattro baiocchi, Senatrice ! Se ha elementi e prove vada a Palazzo di Giusitiza e faccia il suo dovere, denunci;  se non le ha trovi la dignità per starsene zitta e si informi bene prima di parlare a vanvera. Alla banda degli ipocriti, la replica merita che sia fatto il punto della situazione. Dunque a Roma, nei disordini , è stato fotografato  anche un elemento in giubotto chiaro che aveva in mano:  una pala per devastare, un bidone  ed un manganello o un paio di manette. La banda  degli imbroglioni , con un'ardita sineddoche , se ne fotte di cinquanta devastatori, considera  questo solo elemento e sentenzia che le violenze potrebbero essere  tutta colpa di infiltrati come quello. "Quello" è stato invece identificato dalla polizia e dalla Magistratura, ha nome e cognome e che cognome! Eccolo: si chiama Sirio, ha sedici anni, è figlio di un tale che nel 1970 militava in Autonomia operaia, ha rapinato le manette ad un appuntato della polizia. Per questo reato sarà processato dal Tribunale dei Minori di Roma con l'accusa di " rapina aggravata". Repubblica, in perfetto accordo con la senatrice Finocchiaro, cavalca la tesi della degenerazione pilotata ( ma poi da chi? Dai soliti Servizi deviati? Dallo stesso Berlusconi in persona? Da Dell'Utri? Dalla Polizia stessa per chiedere più soldi? Da Maroni, per conquistare meriti illusori? Dalla Lega per identici motivi? Da chi?) delle manifestazioni di dissenso di martedì scorso. Lasciamo stare le varie coglionaggini scritte da Repubblica  al riguardo, quale quella dei bambini di una Scuola  elementare che si sarebbero affacciati alle finestre della scuola  per applaudire i dimostranti, perchè quì ci vorrebbe l'immmediata estensione del reato penale  di  pedofilia anche a questi tentativi di violentare i piccoli, usandoli come " cose". E' chiaro che gli infiltrati nulla hanno avuto a che fare con quella canaglia organizzata. Basta andare in mezzo a tutta quella " parodia resistenziale" per trovare i responsabili di questa canaglia squadrista. Cercateli  lì dentro i mandanti di queste canaglie, di questi democraticoni, cercateli lì i mandanti dell'"uomo in giubbotto beige". Ma nel contempo, questo non vuol dire che il ragazzo e chi abbia  le sue stesse pulsioni non possa dimostrare per le sue idee, il suo dissenso, ci mancherebbe altro. Ma deve farlo rispettando l'ordine pubblico, rispettando l'altrui libertà e sopratutto rispettando il Paese. Pretendere come stanno facendo i ben pensanti lettori di Repubblica, quelli che seguono gli schizofrenici deliri di M.me Barbara Spinelli per intenderci, quelli per i quali occorrerebbe un CNL  per guidare la lotta al berlusconismo, ossia un organismo presumibilmente votato ad un rilancio della consunta epica resistenziale che implica dunque il passaggio dalla democratica battaglia politica ad una nuova  guerra civile, quelli per i quali  il solo dire che " non si sentono rappresentati dal Governo ( qualunque esso sia) " ritengono conferisca loro il potere di sovvertire con la violenza l'ordine istituzonale,  è una fregnaccia universale,  immane, stellare, sesquipedale . Queste persone non possono essere tollerate in un sistema democratico, devono esserne espulse,  altro che esserne zelanti ed appecoronati complici , come fanno quelli del PD i quali è dal 1970 che lisciano il pelo ai violenti di casa loro. Le idee si difendono dentro il perimetro della democrazia. Se invece passasse l'idea che viene espressa dai dal " delirium tremens" della Spinelli su Repubblica dell'altro ieri ( cioè che l'abbattimento della maggioranza attuale deve essere attuata con qualsiasi mezzo perchè il fine giustificherebbe i mezzi ) questo ci farebbe precipitare non solo in una nuova guerra civile , ma anche  nel più profondo stalinismo, nel più profondo fascismo,  nel più profondo nazismo. Sguazzateci  voi in quella merda  culturale e sociale , signori del  P D, , comunisti e  fascisti da secolo scorso e giustizialisti settecenteschi. Ed affogateci pure.

STAVOLTA IL TEMPO E' GALANTUOMO

Notizia oscurata da Repubblica, dal Corriere della Sera, dal TG3, da...ecc. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha , a suo tempo, sequestrato tutta l'area archeologica di Pompei per accertare le cause dei crolli che  interessarono sia la Schola Armaturarum sia la Domus del Moralista. Certamente ricorderete come allora la stampa  " sinceramente democratica "  inscenò una violenta campagna di stampa contro il Governo ed in particolare contro il Ministro Bondi, campagna che si concluse con la presentazione, all'Ufficio di Presidenza della Camera, di una mozione  di sfiducia contro Sandro Bondi ritenuto dal PD, dal FLI, dalla SEL, dall'IDV il solo responsabile dei crolli ed un uomo ( testuale dalla mozione di sfiducia) indegmo di sedere in Parlamento. Al coro della così detta stampa progressista si unirono  anche diversi talk show televisivi, primi fra tutti " Ballarò", poi  la Dandini , poi ancora " Anno zero", eccetera. Sono passati due mesi  circa da quei tristi accadimenti e, in controtendenza con i tempi biblici della Giustizia, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha invece già ieri l'altro emesso tutta una serie di " avvisi di garanzia" in base all'articoolo 449 del Codice Penale ( che disciplina appunto il reato penale  di crollo colposo) alle seguenti persone: l'ex Sopraintendente di Pompei Pietro Giovanni Guzzo, l'archeologo che fu nominato da Walter Veltroni responsabile della tutela del sito archeologico più imporante d'Europa e che è rimasto in carica fino al 2009. Insieme all'archelogo Guzzo, gli avvisi di garanzia per il reato di cui sopra sono stati notificati anche ai tecnici della stessa Sopraintendenza di Pompei Signori: Bonelli, Borriello, Papaccio, Del Greco e Rispoli, al Signor Antonio Varone, Direttore degi Scavi di Pompei, nonchè alla Signora Anna Maria Caccavo , quale responsabile dell ditta che ha realizzato gi interventi  di manutenzione delle coperture  e di impermeabilizzazione del tetto ( quello che è poi crollato) della Schola Armaturarum durante la gestione del Prof. Guzzo. Occorre anche rammenare che nello tesso tempo operava a Pompei anche l'archeologo Marcello Fiori, che fu nominato nel 2009 dal Ministro Sandro Bondi. Il fatto che l'archeologo Fiori non sia stato incluso dalla Procura nell'elenco degli indagati certifica che, in base alle testimonianze ed alle prove fin quì raccolte dalla stessa Procura, non è stato dato alcun credito alle reiterate e forse troppo sproporzionate ( excusatio non petita , accusatio manifesta) affermazioni dell'archeologo Guzzo e dei suoi tecnici  di essere stati esautorati dai compiti di tutela a causa della presenza  dei Commissari Ministeriali. In base ai capi di imputazione degli avvisi di garanzia e sempre nell'ottica del nostro sempre presente e miglior garantismo,i fatti da accertare rinviano comunque e sempre a specifici  interventi approvati dall'archeologo Guzzo  ed eseguiti sotto la sua direzione. Guida la Procura di Torre Annunziata nientemeno che il Dottor Marmo Diego, che fu l'inflessibile P.M. accusatore dell'l'innocente Enzo Tortora, uomo dunque non sospettabile di indulgenze verso chicchessia. Se dunque la tesi della Procura di Torre Annunziata verrà confermata, verrebbe miseramente a cadere la principale accusa lanciata contro Sandro Bondi e contro il Governo  dai tecnici del Ministero, fomentati dalla sinistra e dal PD in particolare, quella cioè di aver trascurato i propri compiti di tutela del sito per favorire quell'effetto " cosmesi"  legato al commissariamento del sito stesso voluto dal Ministro Bondi. Sarebbe uno smacco enorme per tutta la sinistra , in particolare per l'archeologo Guzzo, la cui dignità  crolla miseramente da archeologo a  componente del cricca veltroniana ( insieme a Balcucci, De Vito Piscicelli, Anemone, Cerasi, ecc) che nonostante avesse vissuto tutto ciò quale autore,  non si è fatto il minimo scrupolo di presenziare mediaticamente e sfacciatamente a fianco di Bersani e di tutto il P.D. urlando diffamatoriamente contro " l'incuria di Sandro Bondi e del Governo di centrodestra per il sito di Pompei". Per puro caso, qualcuno, futuristi compresi cofirmatari della sfiducia a Bondi ,  sente qualche rimorso o un po' di vergogna e vuole scusarsi con Bondi?????

SE CAGLIARI NON E' BERLINO, NEMMENO SORU E' BRECHT

C'è ancora un'altra notizia che NON troverete mai sui giornali " sinceramente democratici" come Repubblica, Il Corriere della Sera, come L'Unità, come La Stampa ecc, nè, tampoco, sulle televisioni altrettanto " sinceramente democratiche". La Procura della Repubblica di Cagliari non smentisce quello che viene da qualche parte pubblicato e sussurrato e  cioè che Renato Soru, ex Governatore di sinistra della Sardegna,  ex icona della sinistra stessa , esemplarizzato come illuminato imprenditore proprietario della Tiscali,  editore dell'Unità che fu di Gramsci, per qualche momento addirittura ritenuto il possibile futuro candidato premier per la sinistra ( che,  per la verità,  ne ha ripassati molti di candidati premier, la D'Addario compresa, ma  vestita), risulti indagato con un'altra decina di persone per reati penali societari ( si parla di aggiottaggio sui titoli Tiscali che avrebbe prodotto la bellezza di 160 milioni di Euro a Renato Soru sotto forma di plusvalenze sottratte a tassazione). Le indagini sono affidate al P.M. Dottor Andrea Massidda e riguardano le due cessioni di azienda che nel 2005 Tiscali ha messo in essere , conferite rispettivamente a Tiscali Italia Sral ed a Tiscali Serivizi Srl, quest' ultima stoltamente e frettolosamente liquidata nel 2008. Questa indagine potrebbe costare molto cara a Soru perchè essa comporterà certamente un esame accuratissmo da parte della Procura di tutti i bilanci dela Tiscali SpA la quale, non dimentichiamolo, è anche una società quotata in Borsa. Sarà quindi un'inchiesta ed un'indagine che dovrà coinvolgere anche la Consob, l'autorità d controllo sui bilanci delle società che- quotate in Borsa- possono anche raccogliere risparmio pubblico con azioni e con obbligazioni , con conseguenze , oggi come oggi, del tutto  imprevedibili. Questo blog non crede però che Cagliari sia  a Berlino, nè che Soru sia Brecht, ma in Sardegna, dove pure il clientelismo manutentivo a ragnatela di Soru è stato potentissimo  - tanto che viene ampiamente  ancora rimpianto- di questo scandalo se ne parla ormai apertamente. Ricordo che Soru lasciò  ufficialmente il controllo della Tiscali SpA nell'anno 2004 per dedicarsi alla politica. Nel Maggio del 2004 Soru lasciò la guida di Tiscali SpA all'olandese Ruud Hulsamann il quale poi, lasciò a favore di Tommaso Pompei l'11 gennaio del 2006. Pare che fra gli indagati dalla Procura di Cagliari ci sia anche il Professor Gabriele Racugno, Ordinario  di Diritto Commerciale all'Università di Cagliari, il quale agì da " fiduciario" di Renato Soru per l'amministrazione dei suoi beni, L'Unità compresa. Aspettiamo fiduciosi, ma aspettiamo, sia chiaro, solo la verità.

LA COERENZA VO CERCANDO CHE E' COSI' CARA E RARA...

La nostra Costituzione prevede, all'articolo 67, che ogni parlamentare non abbia vincolo di Mandato. Sia chiaro, questo blog ne invoca la soppressione perchè lo ritiene indegno di una democrazia popolare dove la sovranità politica deve spettare solo al popolo, ma questo articolo ancora esiste. E' servito dal 1948 ad oggi per garantire la libertà dei parlamentari di operare secondo coscienza invece che sentirsi schiavi di un Mandato, ma è stato utilizzao, sempre dal 1948 ad oggi, come l'alibi dietro il quale si sono sempre nascosti i ribaltonisti, i transfughi, i traditori di ogni risma, quelli che sbandierano cambi d ideali e di progetti politici ma che invece sono spinti solo da interessi personali e di potere. Orbene la stampa " sinceramente democratica" che allieta con le sue trovate il suo popolo altrettanto sinceramente democratico e tutti i " sinceri democratici" hanno avuto un attacco di ictus al cervelletto che li ha resi schizofrenici davanti all'articolo 67. Se esso serve ad un deputato del centrodestra ( Casini, Follini, Fini, Bocchino, Briguglio, Granata, Barbareschi, Della Vedova, Mastella, ecc) per lasciare il centrodestra per accettare le lusinghe anche economiche della sinistra  allora questo articolo è salvifico. Se invece serve ad un deputato della sinistra per passare, accettandone anche le prebende, al centrodestra, allora è peggio del calciomercato. Quando si dice la coerenza.....


Roma, sabato 18 dicembre 2010

Gaetano Immè

mercoledì 15 dicembre 2010

LA GIORNATA DI IERI

Diciamoci tutta la verità e niente altro che la verità: com'è di attualità quel famoso detto " ora si deve fare l'Italia "! Ma è un detto assolutamente incompleto, un detto che porta con sè la stanchezza della sua noiosa ripetitività, la seccatura di sessantaquattro anni di vita  Repubblicana  sempre a sentire la stessa sinfonia, la stessa solfa, la stessa litania, la stessa presa per i fondelli . Insomma, il dover fare l'Italia come apparente nobile alibi che è servito dal 1948 ad oggi per tenere soggiogato il popolo italiano , sotto le mentite spoglie di  una apparente democrazia, ma schiacciato sotto il tacco opprimente della dittatura della partitocrazia. Era questo il miserabile disegno, non certo  politico,  ma semplicemente sovversivo-piazzaiolo  di Fini, di Vendola, di Di Pietro, di Bersani, gente che per ore ed ore , ieri, ha fatto finta di non sapere quello che i loro alleati  esterni (  i black-bloc, i centri sociali, agitatori studenteschi ) stavano distruggendo per le vie di Roma e che , quando ormai non potevano più far finta di niente, hanno avuto anche la faccia tosta di attribuirne la colpa a Berlusconi , alla sua vittoria politica ( se non avesse ottenuto la fiducia,  non sarebbe successo nulla, così implicitamente confessando la loro responsabilità dei disordini evidentemente da loro stessi organizzati e diretti ).  Insomma, come sempre nella storia dell'Italia, costoro lisciano il pelo ai violenti, ne sono  a ricasco, ne sono ricattati. Chi ha ordito dunque la canaglia squadrista di ieri contro il Parlamento? Chi ha pagato i suoi mezzi di trasporto, chi ha creato per loro gli slogan, chi ha speso per questi violenti parole, opere,denaro ed omissioni? Chi, sopratutto, ha creato con scientifica pretederminazione, lo stato emotivo teppistico per sferrare un attacco a freddo alla vita democratica , mandando allo sbaraglio persone non certo giovanissime nè dedite a studi universitari e sopratutto gonfi di odio e di violenza? Non è difficile rispondere e le domande appaiono addirittura pleonastiche. I madanti, gli oganizzatori sono noti a tutti, noti e arcinoti. Una sinistra ormai imbevuta di una vecchia e stantia retorica antiistituzionale , una sinistra complice e vittima di un Di Pietro la cui vita è tutta da esaminare con la lente di ingranimento, un ex poliziotto  che tanti anni orsono lasciò, in modo oscuro ed tenebroso  la Magistratura (che certezze avesse per lasciare un posto così d'oro a soli quaranta anni è ancora tutto da verificare)  per una sua opaca, ambigua, discesa (  forse un corrispettivo imposto  per meriti oscuri)   in politica, che ha contribuito in maniera determinante ed ancora oggi misteriosa al crollo della Prima Repubblica ed alla incredibile  salvezza di un solo partito politico ma zeppo  di tangenti come tutti gli altri ,  dalla frana di Manipulite. Appoggiati,  incitati, protetti da una borghesia ormai apertamente cripto-conservatrice, una borghesia benestante, ricca, potente, vissuta come una preziosa cocotte mantenuta in una dorata magione dove tutto è stato pagato con il sudore del popolo bue  lavoratore nonchè da un impresentabile Corriere della Sera che andrebbe condannato da un Tribunale di Berlino per istigazione alla violenza, tanto sfacciatamente fingeva  di scongiurare quelle violenze che nello stesso tempo fomentava tra le sue righe. Con l'ipocrita pretesto di una " scandalosa compravendita di voti " (che ha costituito l'essenza della loro politica nei primi quarantacinque anni di vita repubblicana ) come se non fosse stato il loro pane quotidiano,questa banda di malfattori veri e di apparenti  pensatori, che incancrenisce peggio della mafia, peggio della camorra, peggio della ndrangheta, peggio della Banda della Magliana la vita politica italiana da troppo tempo, ha fatto lo scempio di Roma, della democrazia, del vivere civile che neanche i lanizichenecchi avrebbero saputo far di meglio. Ma questa banda intollerante, questo establishment ambiguo e opprimente non si risolleverà tanto facilmente da questo crollo.Specie se la maggioranza politica uscita dal Parlamento e dalla volontà  popolare  saprà dare le risposte giuste, avulse da stupide vendette, ma con atti che sappiano regalare al popolo la certezza di quelle garanzie costituzionali liberal-democratiche delle quali l'Italia ha urgente bisogno. Ma non ci giriamo ancora intorno, perchè ci sono altri episodi che sono addebitabili a questa banda di malfattori. Cos'altro è stato infatti lo squadrista e fascista assalto a Bonanni  ? Se legittimamante Bonanni esercitava la sua funzione di mediazione istituzionale a Torino, nella logica  del primato degli investimenti e dell'occupazione in Italia , perchè la CGIL , perchè la FIOM, pure presenti alla gazzarra, non hanno speso una parola per la condanna? Non si tratta di frange isolate,  non si tratta di  " compagni che sbagliano", ma si tratta della parte emersa di un iceberg di antagonismo e di terrorismo di cui la Fiom si è assunta ormai la paternità. La tolleranza nei confronti di atti di violenza politica come è accaduto nel caso di Bonanni, anche se superficialmente commentati con qualche tiepida e bonaria condanna di facciata è una colpa tanto grave della sinistra politica e sindacale da meritarsi , nel suo processo, il peso della costituzione di " parte civile" da parte del Paese intero. Con le dovute conseguenze politiche, sindacali e patrimoniali con le  quali questa sinistra dovrà, prima o poi, fare i dovuti conti.  Disegno, dicevo, mascherato da  non meglio qualificata e generica  "opposizione a Berlusconi ": invece è stato solo l'ennesino ( prima la Magistratura, poi le mignotte, poi i festini, poi la P3, poi ...) tentativo  dei " quattro "di togliere il potere al popolo e di darlo ai partiti,  di rubare la sovranità politica al popolo per riciclarla, come abituali delinquenti, consegnandola  ai partiti dei  citati  quattro ciarlatani da cortile, per tentare di agguantare quel potere che è loro politicamente e democraticamente precluso dalla chiara e ripetuta volontà popolare. Ecco cos'era il tanto invocato " Governo tecnico" supportato da un'altra maggioranza, da coloro che avevano ed hanno perso le elezioni politiche, le elezioni amministrative, quelle regionali. Una esemplificazione di come si opprime il popolo, di come si truffa il popolo , di come il gene della tirannia comunista e fascista - non a caso pazzescamente fasci e soviet alleati nel segno di una dittatura fasciocomunista - sia ancora vivo e vegeto nelle vene di questi quattro politicanti  italiani che si sono battuti affinchè fosse varato un Governo che non chiedesse il parere  del popolo. Ecco perchè troppe volte sia Fini, che Vendola, che Bersani hanno affermato che " deve cadere questo Governo ma niente voto": una minaccia mafiosa , una intimidazione per   il Capo dello Stato. Per imporgli la legge mafiosa dell'omertà. Il mondo si è rovesciato: chi si autodefinisce " democratico" vuole togliere il voto al popolo, mentre invece chi è definito una sorta di " tiranno" vuole che sia il popolo a decidere.

Oggi la sinistra è decisamente impresentabile, addirittura imbarazzante. Arriva persino a dichiarare di volersi alleare con un ex fascistone: da vomito, da puro vomito,  per uno anche di sinistra ma che abbia il cervello al posto giusto. C'è un borioso e rancoroso  fascistone, indegnamente e stoltamente nominato Presidente della Camera, che  non solo ha tradito, senza una valida motivazione politica ( ma solo per le gonnelle di una  donnetta)  la maggioranza che lo aveva eletto e tutti  gli elettori  ma, caso unico nella storia degli ultimi sessantaquattro anni di vita repubblicana, ha fondato un partito di opposizione al Governo senza dare le dimissioni dalla carica, gira l'Italia per comizi con auto blu e scorta istituzionale. A questo sfregio, a questo vulnus della prassi istituzionale , parlamentare e costituzionale questa sinistra è incapace di sollevare obiezioni. Compreso quel Di Pietro che denuncia tutti, ma dimentica di denunciare se stesso all'anagrafe dei pazzi. Trovo vergognoso che la classe politica di sinistra debba soggiacere a questo gaglioffo molisano, la cui storia deve ancora essere ben esaminata e ben compresa. Va bene che i Magistrati gli tengono bordone, ma quando si superano i limiti della decenza è un obbligo ribellarsi. La denuncia di Di Pietro alla Magistratura contro la supposta compravendita di parlamentari non ha uguali nella storia dei passati sessantaquattro anni di vita repubblicana, è un insulto alla Costituzione che, malauguratamente, prevede il mandato senza alcun vincolo ed è anche una intimidazione in pieno stile mafioso che questo molisano impunemente lancia  contro le istituzioni, con la silente e  complice correità di questa sinistra. Non è la prima volta, per chi ricorda questo gaglioffo in televisione nel 1993 , quando, accanto a Borrelli,  minacciava  e ricattava l'intero Parlamento. Giornali collusi e correi con questa sinistra allo sbando ( La Repubblica, La Stampa, Il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, ecc) hanno condotto forsennate campagne  di stampa a base di insulti e di denigrazioni. Ed infine, come se non bastasse, dopo avere sostenuto ed urlato  come fosse  una vergogna fare le riforme elettorali a colpi di maggioranza, questa inguardabile e schizofrenica sinistra, dietro l'alibi del
" governo tecnico" pretende di fare la riforma elettorale, addirittura a colpi di minoranza! Una vergogna, una vera vergogna! Parlano di legge elettorale, senza neanche sapere che le leggi elettorali sono tecniche applicative di disegni politici. A cosa serve invocare la riforma della Legge elettorale se non aggiorni prima i disegni politici ? A nulla. In Italia il sistema bipolare confligge con violenza  con l'assetto istituzionale e costituzionale che è fatto per un assetto proporzionalistico e parlamentare. Parlano di Seconda Repubblica come se si trattase di mettere le etichette dei prezzi al mercato. Ma quale Seconda Repubblica! Se non si aggiorna la costituzione al sistema bipolare non se ne viene mai a capo. La Francia, per dire, alla quale per sua fortuna manca questa ridicola sinistra, è già arrivata , con il suo Presidenzialismo degaulliano, alla Quinta Repubblica, ma con una revisione per la quinta volta della Costituzione. Sono anni che il centrodestra si batte per questo, sono anni che la sinistra invece si batte affinchè tutto resti com'è.  Ma come si fa a dare ancora credito ancora a questi gaglioffi!!


PENSIERI SCIOLTI

La manifestazione dell'altro giorno del PD  era stata battezzata "L'Italia di domani ". Ti aspetti in piazza la gente del domani, che so' magari Renzi, magari qualche altro riformista. Io sul podio ho visto  D'Alema, Bindi, Mancino, Franceschini, Bersani, Letta, De Mita.... Sono questi gli uomini per domani?     Dicevano
" dateci i  vostri voti " per il bene del Paese. Io ho visto solo vecchi democristiani da sagrestia con il fazzoletto rosso al collo, ho visto vecchi comunisti stalinisti e mi sono chiesto: ma questo PD che roba è? E' la vecchia DC coalizzata con qualche partitino tipo Prima Repubblica con il suo due per cento o è ancora e solo il vecchio PCI ?


Ricordate la P.M. Fiorillo, Giudice dei Minori del Tribunale di Milano? Vi do una mano. Era quella che aveva smentito Maroni , che voleva accusare Berlusconi sulla faccenda delle pretese  sue pressioni  nel caso Ruby. Bene, ora  la ricordate? Sapete che c'è di nuovo? Niente,  come avevo previsto, anche guardando la sua foto che la mostra molto nature, molto sessantottina, anche questa è solo uno dei troppi Magistrati  a caccia di notorietà. Infatti il CSM - dico, il CSM, mica io - ha ignominiosamente archiviato la sua denuncia. Ma intanto Lei spera che visto com'è andata con De Magistris, con Emiliano, con tanti altri ........

Roma mercoledì 15 dicembre 2010

Gaetano Immè