Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 11 dicembre 2010

LA DISPERAZIONE LI PORTA A SPERARE NEL GOLPE COSTITUZIONALE

Giorni orsono ho sentito un esponente del centrosinistra affermare in televisione il principio di essere pronto a lasciare in   carica   questo Governo per   la sua legislatura a patto che Berlusconi sottoscriva l'obbligo di non ricandidarsi più. Non credevo alle mie orecchie, dopo le sciocchezze di Fini e del FLI - per non parlare del PD - sentire in televisione un politico stuprare  la Costituzione cosi' ignominiosamente, cosi' sfacciatamente , spacciarsi come fosse  il padrone del Paese, pretendere, non si sa in base a quale diritto, di poter escludere una persona dalla competizione politica  per consentire la vittoria del centrosinistra, violando cosi' non un solo articolo ma proprio tutta quella stessa  Costituzione che poi , a parole, la stessa  sinistra dice  di difendere, é stato disgustoso. Ignobile il vile ed  asservito  silenzio di un conduttore ,  marionetta degna di un teatrino di Pulcinella. Non conosce sosta, non conosce vergogna la folle, ignobile, schizofrenica corsa della sinistra tutta e del FLI per tentare di raggiungere il loro unico e solo obbiettivo: abbattere il Governo senza validi motivi politici ma solo per tradire la sovranita' popolare. Qui' il problema non é Berlusconi, qui' il vero problema é come sia possibile che una parte  politica possa ignorare o pretenda di far ignorare ai suoi sostenutori che proprio Berlusconi abbia vinto per tre volte in sedici anni le elezioni, vincendole con la propria coalizione, con il suo partito, con il suo nome stampato sulla scheda elettorale , cosi' come era stampato il nome del suo concorrente al centro del simbolo  della coalizione avversaria. Dimenticando tutto questo e dimenticando sopratutto non solo il piu' elementare buon senso quanto anche la verita' degli ultimi sedici anni di vita di questa Repubblica, sul Repubblica del 7 Dicemre 2010 il Prof. Andrea Manzella cerca di spacciare per  costituzionale la tesi che sarebbe  frutto dei poteri di  Napolitano - il quale, secondo Manzella,  godrebbe di un potere di limitare la sovranita' nazionale in considerazione della  prospettiva europea - la sospensione del calendario del Parlamento fino al 14 Dicembre. Per cui, sostiene Manzella, é lecito che si possa incaricare un Governo  che sia formato da forze che hanno perso le elezioni ( dove stia poi il legame di legittimita' di questa pure e semplice paranoia costituzionale,  Manzella si gurda bene dal dirci ) anche, aggiunge il Dotto, per eviatre che speculazioni ed incertezze possano infiltrarsi nel sistema per danneggiare l'Euro.Continua poi , Manzell, a insultando con la sua arrogante spocchia  il Parlamento italiano, che finge ipocritamente di rispettare, sostenendo che esso é formato da "eletti " contro i quali é in atto una sorta di rivolta popolare di opinioni e che il potere legislativo ed esecutivo sono sottoposti alla sorveglianza, se non anche al controllo - bonta' sua - del Presidente della Repubblica. In questa visione , mi sia consentito, del tutto "manicomiale" e  da chiamata urgente al 113, di una inesistente costituzione imperniata su un inesistente presidenzialismo, ecco il delirio puro nel sostenere che la prime virtu' di una Repubblica sia la flessibilita' di manovra di Parlamento e di partiti. Vivaddio a simile mostruoso costituzionalista , per il quale é lecito farsi beffe della Costituzione, che se ne sbatte altamente della sovranita' popolare, per il quale,insomma, ogni mostruosita' é lecita; ribaltoni, rinvio sine die delle consultazioni, tradimenti elettrorali, governi privi i di maggioranze popolari, pur di abbattere , ma rigorosamente senza voto popolare, Berlusconi. Manzella pare un sacerdote fuori di testa, un prete  che bestemmia, un isterico che tradisce la sua stessa deontologia e la sua stessa vocazione ( democratica, che vuol dire retta dalla sovranita' popolare) , incapace di limitare la sua folle faziosita',  tentando di legittimare un  golpe insurrezionale con ipotesi nosocomiali piu' che surreali,  pur ben sapendo che  le deadership antiberlusconiane - quelle che vanno da Vendola a Fini a Bersani a   Di Pietro a Casini a Rutelli - sono un colorito insieme privo di identita' politica; di identita' cultuale, di progetti politici, senza parlare della principale mancanza di legittimazione popolare. La sua costruzione richiede nerbo politico e popolare, tempo, pazienza, riguardo al benessere del Paese e nessun riguardo alle invidie ed ai rancoori personali , tutti elementi che mancano alla sinistra ed al F L I . Ci vuole di meglio del  rimbecillimento propagandistico e televisivo di quelli che vanno via con loro ,   molto di meglio che imboccare la via del golpe all'arma bianca?  ammantandola di quei valori costituzionali che loro calpestano con tanta arrogante violenza.


Tunis, sabato 11 dicembre 2010

Gaetano Imme'

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