Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 5 dicembre 2010

SCATTO D'ORGOGLIO, ANCHE SE TARDIVO, DEL PRESIDENTE DEL C.S.M.

Oggi, vuoi per un  timido sole che s'era finalmente affacciato su Roma, vuoi perchè intorno sento solo brutte notizie,  voglio iniziare con una buona novella, così,  tanto per rinfrancare lo spirito. Parliamo del Capo dello Stato, al quale stavolta  vanno tutti i nostri plausi per una sua  - finalmente! Era ora! - cazzuta presa di posizione contro la pessima consuetudine del C.S.M. di precipitarsi ad aprire le così dette " pratiche a tutela " di qualche P.M. ogni volta che qualche Magistrato viene criticato per il suo lavoro. Queste iniziative del C.S.M sono assolutamente fuori di ogni costituzionale perimetro di legalità, perchè l'"istituto ", se così posso definirlo, era stato concepito per far intervenire il C.S.M. a difesa di un Magistrato, ma nei  soli casi in cui effettivamente si fosse verificato un ingiustificato attacco alla figura del Magistrato. L'ignobile abuso che di tale istituzione è stato fatto dal CSM nei tempi passati, sotto l'occhio complice e volutamente distratto di tanti Capi di Stato passati ed anche di quello presente, somiglia troppo al vergognoso ed altrettanto ignobile  abuso che il Parlamento della Prima Repubblica fece delle guarentigie costituzionali . E' vero che la Commissione Parlamentare sull'immunità parlamentare volle salvare politici insalvabili ,screditanto così un istituto costituzionale di fondamentale importanza per l'equilibrio istituzionale del nostro Paese, come è specularmente  vero che il CSM ha usato  la " pratica a tutela " in modo ignobile per salvare indifendibili P.M.e Magistrati ( basta pensare al caso Tortora, basta pensare a De Magistris, basta pensare ai troppi ed ai troppi Magistrati svergognati  impunemente da sessanta e più anni in sede di appelli o di Cassazione, basta scorrere il lungo elenco dei troppi Magistrati ed ex P.M. che con i loro scempi si sono conquistati un posto in Parlamento ) . Insomma ormai possiamo dire che lquesto abuso delle " pratiche a tutela" del CSM  ha assunto un odioso ed insopportabile carattere  di difesa corporativa di stampo fascisoide e castale sopratutto per effetto degli interventi disgraziatamente dominanti il CSM di una corrente politica ideologizzata   a sinistra che pretende, in modo assolutamente improprio e fuori da ogni legittimità costituzionale, di intervenire nel confronto fra posizioni rispetto alle quali, invece, avrebbe il dovere della più assoluta neutralità. Così dal Colle è finalmente partita una missiva per l'On Vietti, Vicepresidente del CSM, equilibrata nelle parole ma sorprendentemente decisa e dura nel contenuto. La lettera invitava ad una riflessione " sui limiti dell'istituto "( della pratica a tutela) e sulla ormai improcrastinabile necessità di una sua regolamentazione legislativa . Già l'anno scorso, il Colle aveva ottenuto che l'istituto venisse delineato ed inserito nell'interno del Regolamento del CSM con una norma chiarificatrice di limiti e scopo che, invece, il Colle stesso non ha ritrovato rispettati nella vicenda , che ha risolevato il caso, che si è aperta sulla presunta diffamazione di un P.M. da parte del Presidente del Consiglio ( si parla del P.M. Fabio De Pasquale, quello che " dimenticò" di aver promesso a Gabriele Cagliari la scarcerazione e se ne andò in ferie, quello che dunque il giorno dopo fece suicidare Gabriele Cagliari e che se ne restò in ferie nonostante la notizia , definito dall'On. Berlusconi "famigerato").  Il Quirinale tiene a ricordare come già nel passato aveva assunto toni di rimprovero e di preavvertimento per un " tono inutilmente e sciattamente polemico "assunto dal CSM su tali iniziative a difesa di P.M. che non solo espongono lo stesso CSM all'accusa di essere l'ultimo baluardo di estrazione fascista e corporativo ( riverito da una classe magistrale  che invece, a parole, si dice contraria a quella ideologia della quale invece, nei fatti,  si fa tranquillamente usbergo , senza alcuna vergogna ),ma che inoltre estende sempre di più sul CSM - del quale, non va dimenticato, il Presidente della Repubblica è anche il Presidente - l'insofferenza per quest'ordine giudiziario sempre più arroccato su una corporativa e fascista difesa delle proprie prerogative e dei propri privilegi. Finalmente uno scatto di dignità da parte del Capo dello Stato che, come rappresentante della Nazione, non sopporta più questa spocchiosa ed arrogante violenza di una corporazione oltretutto inefficiente, presuntuosa e fascisteggiante. Era ora!!!! Ad majora.



POVERO MONICELLI! VILIPENDIO DI CADAVERE

Ritengo vergognoso ed indegno l'uso che la sinistra, anche radicale,  ha voluto fare, con la sua solita tiritera nichilista, del corpo di Monicelli. Già è un'assurdità volere il rispetto per il suicidio, ma  intanto usare , per questo scopo, come se fosse un oggetto qualsiasi del  cadavere della persona; anzi , uso parole più giuste, commettendo un vero e proprio " vilipendo di cadavere". Come il Signor Veltroni che squallidamente approfitta del suicidio di Monicelli per parlar male di Berlusconi e per fare dunque di quel cadavere uno scempio indegno del quale gli lascio molto volentieri tutta la miserabile paternità. Spiace poi che nessun giornale di sbandierata e nominale area  " democratica" ( per lo meno nel nome)  si  sia  interessata, con specchiata onestà intellettuale,  della  ignobile inziativa dell'On. Bernardini , che ha scriteriatamente messo in relazione il suicidio di una persona vecchia e sofferente nonchè malato terminale con la necessità, a suo dire , di una Legge che introduca l'eutanasia, ma anzi ne hanno fatto oggetto di bassa speculazione politica. Insomma abbiamo assistito e stiamo assistendo ad un abuso di cadavere, da vomito. Anche Napolitano ci ha messo del suo, perchè dire, come ha detto Napolitano, che " Monicelli se n'è andato con questa sua ultima manifestazione della sua personalità e con quest'ultimo scatto di volontà, che bisogna rispettare " e non intervenire poi sull'uso politico delle sue parole, ha il chiaro significato che questi  " comunisti nell'animo " pretenderebbero ora una Legge dello Stato che sancisca la libertà di uccidersi. Siamo ai pazzi. Ancora la richiesta e la pretesa di uno Stato padrone e sovrano, insomma leviatano e centralizzato, che non solo stabilisca se uno può nascere ( tante volte fossi un embrione " brutto" meglio sopprimermi per inocularsi lo sperma di un " bellone") ma ance che uno ha la licenza i suicidarsi. Nulla c'entrano con Monicelli nè Welby nè Englaro, perchè Monicelli non ha mai fatto una battaglia come gli altri su questi argomenti. Insomma quelli che parlano in questo modo dell'individuo e che vorrebbero anche governarci (PD,IDV,SEL,FLI)  ovviamente  e solo per  Decreto Legge e non certo per libere elezioni politiche( quando mai!), tico così che vogliono trattarci, ci vogliono sottomessi ad uno Stato ( il loro) che stabilisce quello che dobbiamo fare e pensare, che ci controlla come un GF, che ci dice quello che è bene e quello che è male. Da Afganistan. Mandiamoli lì. 



VIOLANTE, CIAMPI, CONSO, SCALFARO SUBITO A RIFERIRCI IN PARLAMENTO SULLA MAFIA CHE AVETE AGEVOLATO! 

Sapete tutti degli ormai decennali sforzi di certa Magistratura siciliana e continentale ( Roma, Firenze, Milano,ecc), di tentar di trovare un cavillo che permettesse di avvalorare il loro beneamato teorema " che le bombe mafiose del 92 e del 93 a Roma e a Firenze, furono avvertimenti della mafia con la quale Forza Italia trattò promettendo di abbandonare l'applicazione del " carcere duro"( articolo 41-bis C.P.) per i mafiosi condannati con una " trattativa" che ebbe come testa di ponte il Generale Mario Mori e come Stato, ovviamente,  il centrodestra o Berusconi stesso, per via di Dell'Utri. Sono decenni che le Procure indagano per trovare qualche indizio, adesso anche con Mario Mori, sono anni ed anni che, spendendo allegramente i nostri miliardi, ascoltano falsi pentiti, ascoltano inattendibili personaggi come Spatuzza, come Ciancimino Jr e come tanti altri delinquentio speranzosi di acquisire meriti antiberlusconiani con i quali poi campare - loro e le loro famiglie - alla grande, sempre con i soldi nostri. Ora, dopo tante udienze , dopo anni ed anni di titoloni di molto democratici giornali che lasciavano intravedere un Berlusconi ovviamente colluso conla mafia se non addirittura proprio il mandante se non l'autore materiale delle bombe del 93, ecco d'improvviso, all'intrasatta come direbbe un napoletano verace, che durante un'udienza alla Commissione Antimafia se ne esce Conso, Ministro di Giustizia del Governo Ciampi, per dichiarare in tutta chiarezza che fu quel Governo che, con due decisioni del Ministro, una di febbraio 93 e l'altra di Novembre dello stesso anno, decise di non applicare l'articolo 41-bis ai mafiosi incarcerati. Ma come, per anni ed anni ci sono stati processi, inchieste, dibattiti sull'argomento, che cercavano di addebitare a Forza Italia, a Berlusconi, a Dell'Utri, insomma al centrodestra la colpa d'essersi arresa alla mafia, la colpa di aver trattato con la mafia per ottenerne l'autorizzazione alla presa del potere politico e poi si viene a scoprire - perchè qualcuno parla - che il regalo ai mafiosi l'ha fatto invece un Governo di centrosinistra, un Presidente della Repubblica di centrosinistra ( O.L. Scalfaro) e la grande stampa fa finta d'essere distratta? Ma c'è qualcosa di più: si è ora scoperto che l'On Violante, alora Presidente della Commissione Antimafia, doveva interrogare  Vito Ciancimino  ma che evitò di interrogarlo una volta che Don Vito Ciancimino era stato arrestato. Perchè? Bene, signori: facciamo una cosa, facciamo per una volta  come fa un Bersani, un D'Alema, un Franceschini, un Di Pietro: Ciampi, Scalfaro, Conso, Violante, venite a farvi interrogare dal Parlamento. Poi si passerà ai Magistrati.

COME TI ERUDISCO IL PUPO

Ho sotto gli occhi  una agenzia della Reuters datata alle ore 17,42 del giorno 2 dicembre 2010. Ecco il testo: Indagato, scagiona Marina Grossi.". Insomma Lorenzo Cola, interrogato per più di quattro ore ha dichiarato che " ..la Presidente di Selex Marina Grossi non era a conoscena del meccanismo di sovrafatturazione che sarebbe stato messo in atto dall'Enav per creare fondi neri".  Sono mesi e mesi che alcuni giornali, tipo Repubblica e Corriere della Sera, tanto per fare due nomi, dedicano paginate e paginate al ruolo che costoro hanno sempre definito come " centrale " della Grassi ribattezzata " Lady Finmecca" ovviamente per spingere il lettore al concetto di illegalità che dominerebe anche le aziende di Stato.  per similberlusconismo. Come dire: tale padre, tale figlio. Era la cosa più normale del mondo aspettarsi una bella notiziona, invece zero assoluto.  S.E. Fiorenza Sarzanini , penna di punta e tacco del Corriere della Sera , nota per i suoi " trasparenti" legami con tante Procure, la stessa che aveva dato il giorno 1 dicembre sempre sul Corriere due paginate  di indiscrezioni sul ruolo centrale di questa Lady Finmecca berlusconiana, non ha sentito il dovere di informare i suoi lettori della novità. Per non dire di tale Carlo Bonini su Repubblica, autore di un quadro del Pinturicchio più che di un articolo dal titolo leonardesco " Così Lady Guarguaglini è diventata la Signora degli appalti" che davanti alla notizia ha girato la testa dall'altra parte. Sarzanini e Bonini, Il Corriere e Repubblica: per dire: come ti erudisco il pupo che mi legge. A questo proposito, vogliamo anche noi erudire con qualche contributo illuminante questi pupetti che leggono Il Corriere .E' giusto che anche questi pupettini sappiano che tra i soci di RCS , che edita il Corriere della Sera,  c'è anche una tale Edison SpA, un colosso concorrente dell'ENI. In questi giorni infatti non solo Il Corriere si è scagliato contro Lady Guarguaglini per Finmecca ma , con la firma di Massimo Mucchetti, anche contro l'ENI (vedi articolo del 3 dicmebre 2010). Insomma Il Corriere non informa i suoi pupetti, ma li addestra, tutti contro le uniche due aziende d Stato che funzionano: cioè Finmecca ed Eni. Per motivi del benessere del Paese? Ma quando mai! Perchè devono eseguire gli ordini del padrone!

FASCISTA DENTRO

Fini Gianfranco ed i suoi finiani parlano di legalità ma restano solo dei fascistoni dentro. Così nei momenti cruciali l'animo dà quel che è, appunto. Così, abituato dal padre Argenio ( repubblichino), fascista per cinquanta dei suoi sessanta anni, Fini torna a fare il Duce d'Italia e, come leader di FLI, ordina ( ricordate: credere, obbedire, combattere?) " Berlusconi cade e non si va a votare". Insomma Fini è anche Capo di Stato oppure è in grado di dare ordini a Napolitano. Il quale sarebbe bene che ce lo facesse sapere se ha intenzione di inchinarsi davanti al Fini/Mussolini. Così tanto per darci una regolata, ricordando la fine che hanno fatto tutti i gerarchi fascisti.......

 UN UOMO CHIAMATO TONNO

L'uomo chiamato tonno, l'uomo dalla faccia e dal nome di tonno, quel Fantozzi della Magistratura, quel Rag. Filini che dirige l'ANM , dopo averci scassato i marroni sulla trattativa Stato- Mafia quando la Magistratura militante ascltava pure il cane dell'amico di Don Vito Ciancimino per capire dal suo abbaio se Berlusconi in persona avesse portato la dinamite a Roma oppure se fosse toccato a Dell'Utri, davanti alla notizia che la trattativa Stato-Mafia ci fu eccome, davanti alla notiziona che la revoca dell'articolo 41-bis ai mafiosi in galera fu ordinata dal Governo di centrosinistra di Ciampi e Conso e Scalfaro, allora l'uomo chiamato tonno ( Palmera, tonno all'olio d'oliva) ( anzichè Palamara, cane da guardia della sinistra in toga in ANM ) fa lo gnorri, il finto tonto. Oddio, ci riesce benissimo a fare il tonto, senza sforzo alcuno. Neanche il finto, ma il vero tonto.  

MA CHE BEL VIVERE, CHE GRAN PIACERE!!!!!

Mi riempie di immenso piacere sadomaso la notizia che la RAI lottizzata, quella che ha un CDA composto da servi dei partiti politici, quella che si è inventata la Viglanza, vale a dire il controllo stalinista di quanto devi comparire sul piccolo schermo, quella da nosocomio via 113 a a sirene  spiegate con sopra tutti questi papponi costosi, quella il cui bilancio non esiste perchè tanto per lei il bilancio è quello che vuole spendere ricoperto con i soldi di quei  poveri imbecilli che siamo noi, la RAI di Garimberti, di Zavoli e di simili democraticoni, insomma la RAI ha pagato al Signor Riotta, Direttore del TG1 voluto da Prodi nel 2006, la quisquilia di 650 Euro a notte per anni per l'albergo. Oltre a viaggi ovunque. Va bene così. Signori, la colpa è solo nostra, perchè non siamo capaci di privatizzarla. Ben ci sta.

Roma 5 dicembre 2010
Gaetano Immè

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