Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 22 gennaio 2010

Argomenti di giornata

Foto e personaggi. Ci risiamo e, dicono, ne vedremo delle belle. Nell’indagine riaperta dal pm milanese Frank Di Maio c’è già tanta carne al fuoco da andare avanti per mesi.

La politica, ridotta a gossip da Repubblica e dai suoi scherani, sta per avere la sua legge del taglione, una sorta di legge del contrappasso per chi nella sinistra ha voluto pervicacemente fare assurgere il pettegolezzo a codice morale di una nazione. Per quanto tempo Repubblica ed i suoi scherani, i suoi scribi hanno ripetuto che la vita di un uomo pubblico non deve avere privacy, il confine è ormai stato superato e non ci si può ora stupire o meravigliarsi o scandalizzarsi se oggi, usando lo stesso metro che Repubblica ha usato per mesi e mesi contro il Premier, la condotta privata di qualche icona - tipo Santoro, per intenderci - serve a misurare la sua rettitudine pubblica. Chi è colpa del suo mal, pianga se stesso. Mi faceva ribrezzo "Repubblica" con la sua campagna contro il Premier, la sua escort-agente segreto, le manovre su Veronica Lario, le insinuazioni sulla ragazzina napoletana, ecc. Si sono comportati da veri delinquenti . Da pettegoli e , come si diceva una volta in Italia quando non esisteva ancora il parlare " politicamente corretto", da servotte sciacquapiatti. E che dire, per rimanere nell'alto agromentare, del Sindaco di Bologna, il Delbono " de sinistra", pizzicato come un ladruncolo a spendere soldi pubblici ( le nostre imposte) per mantenere gli sfarzi all'amante? E che dire di una Regione, la Puglia, governata da millenni dal centrosinistra e la cui Magistratura è platealmente compiacente con la sinistra dalemiana e si accaparra e si compera posti parlamentari nel centrosinistra, come Di Pietro , come De Magistris, come Maritati, come Violante, come Davigo, come Colombo, affossando i processi che riguardano la sinistra , come la inchiesta " Missione arcobaleno" tanto per fare un esempio? Tuttavia oggi non gioisco affatto della prospettiva di analoga campagna gossippara a danno dell''altro versante politico. Mi farebbe schifo esattamente allo stesso modo. Parliamo di cose serie.



RIFORMA DEL PROCESSO A DATA CERTA


A sentire le tv ed alcuni commenti, a leggere alcuni articoli di taluni giornali, sembrerebbe che la maggioranza abbia deciso, invece di attuare l'articolo 111 della Costituzione ed invece che adeguarsi all'articolo 6 della Convenzione Europea, di abolire DEFINITIVAMENTE TUTTI I PROCESSI. Secondo le Cassandre, se la Camera convertisse in legge il testo già approvato dal Senato mai più nessuno, in questo Paese, sarà più condannato. Come invece sarebbe certamente accaduto in Italia, se fosse divenuto legge il ddl presentato in data 4 Luglio 2007 ( Governo Prodi) numero S 963 dai Senatori della Sinistra Finocchiaro, Casson, Brutti, Calvi, Pegores. Il quale DDL prevedeva, al suo articolo 6, che le nuove norme si potevano applicare ai processi in corso se le sue misure fossero state ritenute più favorevoli per l'imputato. Insomma, il DDL conteneva il ricorso al " favor rei" per TUTTI i processi in corso ed inoltre non esclueva alcuna fattispecie di reato dalla sua applicabilità. Insomma una vera pacchia per mafiosi, pedofili, narcotrafficanti , terroristi, brigatisti, riciclatori di denaro e simili. In realtà l'avversità dell'accoppiata sinistra-magistratura ( binomio ed associazione costituitasi fin dai primi anni 50 attraverso le concessioni della DC al PCI e poi manifestatasi con virulenta esplosione negli anni del golpe giudiziario 92-94) contro la prima riforma della giustizia si basa su una enorme , sesquipedale, universale, mondiale panzana. In realtà i giudici continueranno a fare regolarmente il loro lavoro e ad emettere sentenze, solo che, a differenza di quanto accade oggi, dovranno organizzarsi e impegnarsi un po' di più per allinearsi agli standard di tutti gli altri Paesi o, almeno, per superare, in produttività e celerità della giustizia, taluni Paesi che attualmente ci precedono, come l'Uganda, come il Burkina Faso.
Le centinaia di migliaia di processi che la nuova legge farebbe saltare esistono solo nella testa di chi in malafede sta conducendo sulla pelle dei cittadini che incappano nella giustizia una battaglia esclusivamente politica. Per un semplice motivo. E cioè, è evidente che se si mette un limite temporale alla durata dei processi e i magistrati procederanno con la stessa (lentissima) velocità di oggi, più procedimenti finiranno prescritti. Ma siccome lo scopo della riforma è proprio quello di costringere le toghe ad accelerare, va da sé che non c'è motivo di temere (salvo altri golpe giudiziari o ammutinamenti corporativi e fascistoidi) che un numero significativo di cause finisca fuori tempo massimo. In sintesi: se si cambia la produttività non ha senso fare stime adottando il vecchio ed attuale metro. Tradotto: sinistra e Magistratura difendono solo: la prima la sua arma impropria, l'unica, non possedendone una politica, che le consente di sperare che qualche reato ipotizzato a carico del Premier possa condurre ad un rovesciamento del voto popolare, del quale la sinistra stessa dimostra chiaramente di farsene beffe; la seconda, per perpetuare l'attuale andazzo, con processi che durano una vita, con condanne mediatiche che scattano alla prima fuga di notizie e, sopra tutto, per conservarsi il potere di ricattare la sinistra- della quale fa il lavoro sporco di killeraggio politico ed umano - onde accaparrarsi, come avviene da tempo e come dimostrano i tantissimi magistrati che han compiuto favori alla sinistra e che oggi siedono in Parlamento, altri seggi nparlamentari nella sponda sinistra.
Fa poi piacere scoprire che la prima preoccupazione dei magistrati e della sinistra sia diventata il rischio prescrizione. Non si capisce però come mai nessuno si sia mai scandalizzato o abbia lanciato un accorato allarme sul fatto che, con le leggi attuali, ogni anno 170mila processi, cioè 456 ogni giorno, decadano per scadenza dei termini. No, Bersani non è mai andato in tv a dire: «Questa è una vergogna», perché avrebbe voluto dire smascherare l'inefficienza dell'intoccabile casta della magistratura . Una ipocrisia tira l'altra. Dicono gli oppositori, svelando il loro vero obiettivo. Se proprio si deve fare, questa legge valga " solo" per i nuovi processi . Traduzione: impediamo al cittadino Berlusconi di avvalersi delle nuove norme e mandiamolo incontro a condanna sicura, visto che possiamo contare su una Magistratura ideologizzata. Ecco, in questo caso, magicamente, la giustizia sarebbe in grado di accelerare senza creare danni ai cittadini. Come ai tempi di Togliatti, come ai tempi di Stalin e di Breznev. Povero PD rimasto ai tempi di Breznev, ai tempi della Stasi, ai tempi dei gulag, ai rimpianti della " doppia morale". Come diceva
quel tale, Antonio Clemente, detto poi Totò? Ma faciteme 'o piacere.......

Gaetano Immè