Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 1 aprile 2010

E' la solita storia

Certo, sono quarantanove bei nomi, la creme dell'artistocrazia di sinistra, sono tutti " scrannati "
in Senato, rappresentano l'intellighenzia marxista , sono i soliti lamentosi piagnoni, sono incapaci di "leggere" il Paese e se la prendono con Bersani! Vero che pure lui ci ha messo e molto di suo! Ma come è possibile che un Segretario di un PD, davanti ad una simile sconfitta, dica: "Abbiamo perso per colpa di Beppe Grillo, visto che i voti della Lega sono contro Berlusconi"! Ma che c'entra Grillo e che c'entra la Lega! Puro stile soviet.


E' successo con Veltroni, è successo con Franceschini ed ora tocca a Bersani. Non è vero che repetita juvant perchè questa storia della caccia alla testa del Segretario ogni volta che il PD perde le elezioni sa di rito stantio, odora di similcomunismo. Innanzi tutto c'è da porsi una domanda propedeutica: scusate, ma che cosa fa un Segretario se non applicare nei fatti concreti di ogni giorno la linea politica proprosta al Congresso ed accettata , con la sua nomina, dalla base? Dunque siccome Bersani ha applicato quella politica che aveva proposto al Congresso che lo ha eletto, perchè oggi questa caccia a Bersani?Ricordo perfettamente, come fosse ieri, le parole e le idee di Bersani , sei mesi fa: semplicemente un " no" generalizzato ad ogni iniziativa governativa, un'opposizione non di tipo ridicolmente similresistenziale di Franceschini, ma una conferma di acriticità e di compiacenza verso una Magistratura trasbordante e politicizzata - per non cedere passo ad una IDV scatenata sul similgiustizialismo forcaiolo - un'opposizione senza se e senza ma alla revisione del processo breve, idem per ogni Lodo, insomma una politica che non impone alla maggioranza un'agenda sui problemi del Paese, ma una politica semplicemente oppositiva, senza alcuna fuga a destra verso un cenno di riformismo, una politica basata pervicacemente su un antiberlusconismo viscerale ed improduttivo, indotto anche dalla temibile ed incombente presenza a sinistra di un'IDV pronta a raccogliere ogni occasione di cenno riformista per accaparrarsi, anzi per fagocitarsi, quanto il PD è costretto a perdere per strada. Questa lotta piazzaiola , viscerale, contro un uomo piuttosto che contro un progetto politico è esplosa poi nelle non dimenticate manifestazioni ( NO B Day, Viola, ecc) che hanno segnato la perfetta applicazione della politica del PD e che ha eletto Bersani. Non ricordo poi di aver udito altra voce che portasse un contributo di dissenso questa linea in questi sei mesi. Devo anche dire che al di là dell'ormai impresentabile ed imbarazzante Rosy Bindi, nel PD la vecchia guardia comunista del PCI ha trovato l'incoscenza di far fuori tutti gli utili idioti utilizzati ( Prodi, Veltroni, Franceschini ), ha perso Rutelli ed il suo movimento, ha fatto fuori in puro stile sovit gente come De Mita, come Fioroni, come Marini e la corrente di pura provenienza comunista ( D'Alema, Bersani, Finocchiaro, ecc) ha pensato di metterci pure la faccia di uno dei suoi vecchi "comunisti": ecco dunque il Bersani e tutta la politica d'antan del PD degli ultimi anni. Ormai il PD è il vecchio PCI: non ha anima laica, ma laicista ed antclericale tale da far fuggire non solo la Binetti ma anche Rutelli ed altri; è come una zattera nei marosi, poco importa chi la guida perchè è in mano ad ogni onda. Ma come: da venti anni nessun post comunista è mai stato eletto dal popolo italiano - se è per questo neanche prima -, le poche volte che hanno governato lo hanno potuto fare solo grazie alla faccia presentabile di ex democristiani ( Vedi Prodi, vedi Ciampi, vedi Dini ) o di ex socialisti ( Amato) e adesso sono talmente incauti da buttare a mare tutta la barca dei presentabili e addirittura mettono un Bersani a capo del PD? La fuga dall'Alcatrz del PD è un fatto ormai scontato: dunque il PD è praticamente senza una propria linea politica ed ostaggio a sinistra dell'incombente e famelico Di Pietro. E dunque, torniamo a bomba. Basta cambiare Segretario per sistemare questo sfracello o è la solita ritrita fanfaronata appariscente e nulla più per satollare la facile pancia di un elettorato che ha da venti anni dato prove ripetute ed incontrovertibili di volere solo ed unicamente l'applicazione pedissequa dell'antiberlusconismo? Basta avvicinare gli elettori del PD per rendersi conto di questa amara verità: se ascoltano un telegiornale quando un Berlusconi parla di un progetto, urlano contro l'uomo ogni sorta di schifezza ma non espongono un progetto sostitutivo ed alternativo a quello. Dunque teniamoci pronti ad un altro show del PD: processo in direttissima, puro stile sovietico, del capro espiatorio di turno. Via Bersani. Come se mandato via Bersani, cambiasse il PD. Anche un bambino capisce che che è il PD che va cambiato, non solo Bersani; è il PD che dovrebbe maturare, che dovrebbe sforzarsi di capire l'Italia di oggi, diciamo l'Italia della Seconda Repubblica ( se non della Terza), l'Italia che ha votato copiosamente la Lega vedendo in essa un partito nuovo e legittimo, un partito che è legato al suo popolo e non alle elite dei potentati come da tempo fa il PD;è sempre il PD che deve accettare l'Italia e gli italiani di oggi, che sono stati sbeffeggiati, derisi, offesi, insultati dalla grande stampa e dai grandi soloni di sinistra ( leggi Zagrebelsky, leggi Sartori, leggi Scalfari, leggi Mauro, leggi Saviano, leggi Santoro,leggi Micromega, leggi Floris, leggi Dandini, leggi Lerner, leggi Fazio ) , trattati come poveri idioti ed imbecilli, come popolo bue da guidare perchè lobotomizzato dalle Tv di Berlusconi e che oggi hanno invece dimostrato di essere uomini e donne liberi, uomini e donne capaci, responsabili, aggiornati e che si sono tenuti ben bene stretto il diritto di voto senza premiare chi, Magistratura politicizzata in testa e PD di ruota, avrebbe ed ha fatto carte, anche false , pur di strapparglielo dalle mani; è il PD cheè rimasto ai tempi di Ceccho e di Nina, quando Roma aveva neanche settecentomilas abitanti ed il PCI era il primo partito della Capitale; è il PD che deve smetterla di volere imporre, con la sua saccenteria rivoltante, la propria idea alla gente, assegnando patenti di indegnità e di imbecillità a chi dissente; è il PD che è fuori dalla storia d'Italia. Il suo posto è molto a rischio: gurdate bene i risultati delle recenti votazioni e riflettete. In Emilia-Romagna, dove una volta il PD poteva contare su consensi più che bulgari direi proprio sovietici o staliniani, oggi quell'unanimismo si è ridotto ad un misero 41%; insomma anche nel suo " regno" - altro che califfato, signori saccentoni dei miei stivali - il PD trema: Grillo, un comico, ha preso quanto l'Imbroglione, ma il PDL ha preso il 25%, la Lega il 14%. La loro saccenteria, il loro altezzoso disprezzo per il popolo è oggi, per colpa di evidente dispetto , ancora più viscerale e meschino. Leggere Sartori, leggere la Bresso, leggere la Ravera, leggere Michele Serra, leggere Flores D'Arcais è emblematico dello stato mentale dei guru della sinistra. La Bresso, livorosa per la batosta subita, che è una Mercedes mica una Cinquecento, un fior di democratica, nonchè una professoressa, in preda ad una seria crisi di nervi, sbotta pubblicamente con un "i leghisti sono tutti xenofobi e razzisti. I piemontesi pagheranno per questa loro ribellione". Traduzione: la colpa è degli imbecilli che hanno votato Lega. Fior di pensiero democratico! Michele Serra invece si limita ad essere un razzista doc: la sinistra è delle città ( che sono perbene, ricche, pensanti, colte, con abiti firmati, sdove si lavano due volte al giorno, ecc) mentre il centrodestra è contadino, bifolco, rozzo, puzza di sudore e di terra, ignorante, si lava si e no una volta a settimana, non porta abiti firmati, ecc): insomma quelli che votano centrodestra sono semplicemente degli zoticoni imbecilli. Bel democratico, uno che sbandiera sempre ed a sproposito che " tutti siamo uguali"! Flores D'Arcais , livido di ira repressa, fa una delle poche cose che gli riescono bene: le liste di proscrizione, l'elenco di chi deve essere ucciso. Come fece con Calabresi. E, come nei gialli che si rispettino, ne restò uno solo di " vero democratico": lui stesso. Sartori con la Marchesina Borromeo, discettano, fra un brut ed uno scampagnino su Il Fatto che queste elezioni hanno incoronato la Lega e spinto il PDL dal Nord leghista al Sud malavitoso e quindi nelle braccia della sua grande madre, la mafia. Vorrei sentire cosa ne pensano a tale proposito i siciliani, i calabresi, i meridionali tutti, trattati da questi fior di democratici altezzosi come pezze da piedi , come delinquenti abituali . Veramente un bel rispetto democratico, complimenti Professore!

Gaetano Immè