Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 16 giugno 2010

Certo, la FIAT l'abbiamo, di fatto, mantenuta noi tutti per diversi decenni, talchè riesce difficile capire come mai essa sia sempre rimasta di proprieta' esclusiva degli Agnelli, se non considerando la proprietà come il prezzo, il pizzo - sarebbe meglio dire -, che gli stessi Agnelli riscuotevano dalla politica consociativistica del tempo, come una qualsiasi piovra, garantendo un'occupazione clientelare ed assolutamente fuori mercato. Certo ancora oggi la FIAT è troppo assistita dallo Stato italiano: infatti proprio a Pomigliano d'Arco - dati INPS - gli operai in
"cassa integrazione straordinaria" nel 2009, hanno lavorato in media quattro giorni al mese. Quattro giorni al mese di lavoro,una miseria, ventisei giorni al mese di libertà dal lavoro in FIAT, con nostro mantenimento e possibilità di altri lavori a nero. Dov'è l'equilibrio? Dov'è Cournot? Dov'è la logica del mercato? Dov'è la decenza? Esiste dunque o non esiste un confine fra la FIAT che fu e che in parte ancora oggi è e un'estorsione ? Non solo. Prendo i dati medi degli ultimi tre anni pubblicati dall' ISTAT. Per produrre in Italia 650 mila auto funzionano la bellezza di 5 stabilimenti con quasi 22.000 dipendenti. In Polonia, tanto per restare in tema, per produrre 600 mila auto basta un solo stabilimento che occupa circa 9.000 dipendenti. Se la FIAT non è più quella fetida creatura che rispondeva perfettamente al più spregiudicato consociativismo fra la DC ed il PCI, che assumeva oltre ogni logica perchè tanto a turare i buchi di bilancio ci pensava il Governo DC con l'accordo del PCI e coi soldi nostri, che viveva di rottamazioni finanziate coi soldi nostri, di autostrade costruite a nostre spese, di cassa integrazione ordinaria a nostro carico, di cassa integrazione straordinaria a nostro carico, dI risanamenti delle perdite a nostro carico, ma da utili di gestione di proprietà esclusiva di Gianni Agnelli -che per decenni ha applicato al meglio sia la socializzazione delle perdite che la assoluta privatizzazione dei profitti -,se quindi la FIAT ha vissuto per decenni e decenni di tutto l'assistenzialismo ed il consociativismo possibile, meno che di mercato e nel mercato, se per questa sua politica assistenziata e statalizzata Gianni Agnelli ricevette come premio da DC e da PCI il laticlavio quasi a vita al Senato, nella sinistra indipendente ( forse per un attimo di vergogna, ma duubito che Gianni Agnelli avvertisse certi sentimenti),oggi è ora di cambiare. Se la FIAT sta sul mercato globale, perchè il sindacato le vuole vietare di comportarsi come il mercato pretende? Io non capisco cosa induca Marchionne a insistere con Pomigliano, quando basta compulsare le cifre esposte per capire quanto converrebbe alla FIAT produrre all'Estero, magari proprio in Polonia. Non credo ad un attacco di riconoscenza nè tanto meno alla filantropia, Pomigliano rappresenterebbe per l'Italia un calcio sui denti , dopo il calcio nelle palle di Termini Imerese , un po' troppo per la verità. Spulcio le regole dell'accordo e trovo: a) tre turni giornalieri di otto ore; b)controllo della produttività dei lavoratori; c) ottanta ore di lavoro straordinario all'anno; d) se l'assenteismo superasse certe soglie ( quali?) niente indennità di malattia; e) punizione per chi sciopera nel turno di notte del sabato. Dall'altro lato: 700 milioni di Euro di investimento, lavoro assicurato per decenni ai 15.000 dipendenti a Pomigliano d'Arco. Dov'è l'incostituzionalità della proposta? Dove sono quei paventati diritti lesi che la FIOM-CGIL sbandiera per legittimare lo sciopero? Nella testa di chi fino ad oggi ha lavorato come hanno lavorato a Pomigliano, quattro giorni al mese e ventisei con un altro lavoro a nero, con punte di assenteismo spaventose quando gioca il Napoli in casa o ci sono elezioni, quando il lavoro viene interpretato come un diritto che non ha doveri, quando il territorio offre la possibilità di vivere da cassintegrato con altro lavoro, allora questa proposta non va bene, non può andare bene. Meglio cassintegrato con secondo lavoro a nero che al lavoro serio. La posizione della FIOM-CGIL tenta di mascherare come " difesa dei diritti " quella che in realtà è solo " la difesa del malcostume assenteistico", la difesa delle " mele bacate". Si farà un referendum fra i lavoratori. Il risultato? Comunque vada, hanno consegnato alla FIAT un assist tremendo. Speriamo che la FIAT non colga la palla al balzo.

Mafiosi e camorristi catturati ogni giorno, si nascondevano praticamente in comodi villini, quasi di fronte alle caserme dei Carabinieri. Ultimo caso , il figlio di Sandokan Schiavone a Casal di Principe, a Caserta. Da quando Maroni è al Ministero dell'interno, il clan dei casalesi - specie dopo la strage di immigrati a Castelvolturno, settembre 2008 - subisce perdite enormi, in uomini e patrimoni. Guardo le statistiche - della Polizia di Stato - e vedo :
a)il Viminale con Maroni ha catturato 24 dei 30 latitanti più pericolosi ;
b)arrestati la bellezza di 5.500 camorristi.
Domandina facile facile: perchè prima di questo Governo Berlusconi, con la totale e sfrenata libertà di intercettazioni, questi risultati non si sono mai visti? Attendo risposte. Anche da Saviano.

La Commissione centrale del Ministero degli Interni ha negato al pentito Gaspare Spatuzza la sua ammissione alle misure speciali, come richiesto alla Commissione stessa da varie Procure della Repubblica. Formalmente la decisione viene burocraticamente definita per " tardività" delle informazioni fornite da Spatuzza alla Giustizia rispetto ai 180 giorni previsti dalla Legge. C'è una scissione evidente, fra valenza della Commissione e valenza delle Procure, nel senso, ovvio, che la Commissione non riconosce al pentito quei benefici che costui avrebbe preteso, lasciando ovviamente libera la Porcura di ritenere le sue tardive collaborazioni, i suoi tardivi ricordi, come elementi penalmente apprezzabili. Insomma, la Commissione sta ben accorta a non invadere il campo giurisprudenziale proprio dei Magistrati, ma è lampante come la sua decisione esprima un fortissimo dubbio sull'attendibilità di un pentito, come questo Gaspare Spatuzza, che " ricorda" solo oggi, dopo la bellezza di diciassette anni, un episodio quale un diretto coinvolgimento di un Presidente del Consiglio dei Ministri nelle stragi mafiose del 1992 e 1993 - coinvolgimento del quale non aveva minimamente fatto cenno durante questi diciassette anni passati a non far nulla - quando un episodio del genere non può certe passare inosservato o nel dimenticatoio ed anche quando questo Presidente del Consiglio - di cui Spatuzza parla - è stato, per altre due volte, Capo del Governo e, sempre, leader del maggior partito politico dell'Italia.


Premesso che nel 2007 il Governo Prodi votò con unanimità bulgara - ma inutile - il Decreto Mastella , che proibiva la pubblicazione di intercettazioni anche solo per riassunto; premesso che nel programma del PD del 2008 si auspicava " il divieto fino al termine dell'udienza preliminare "di pubblicare le intercettazioni; che dal 1988 l'articolo 114 del c.p.p. punisce la comparsa sui giornali di atti giudiziari prima delle richiesta di rinvio a giudizio dell'imputato, norma che nessun Magistrato ha mai applicato ( ma non c'è l'obbligatoria azione penale?boh!), dopo anni di macelleria giornalistica e televisiva dove il processo di sputtanamento dell'intercettato ha preso il sopravvento - Napolitano silente o col capo girato - sul processo pubblico penale, con non pochi casi di sputtanati che sono stati poi dichiarati estranei ai reati loro addossati dopo svariati anni; dopo che di Balducci, per fare un esempio, ancora non sappiamo a chi abbia dato un Euro o da chi l'abbia preso un Euro per i lavori che governava ( che è quello che conta), mentre sappiamo tutto - anche le misure dei membri erotici, infatti l'Unità conta un esperta nel ramo quale la Direttora Concita De Gregorio - sul suo orientamento sessuale ( del quale non solo non ci frega niente, se non ai pervertiti assatanati , ma che non ha certo alcun peso sulle eventuali malefatte sui lavori ), dopo che fior fiore di corrispondenti esteri in Italia hanno messo nero su bianco che quello che succede in Italia in tema di sputtanamento, in tema di violazione dell'articolo 15 della Costituzione al loro Paese non sarebbe mai possibile; dopo tutto questo can can, dopo l'indecoroso avanspettacolo gratuito offerto agli italiani dal centrosinistra che, dimentico della " sua " legge bavaglio del 2007, ulula al " regime del bavaglio" di fronte a questa legge; ieri se ne esce una tale Dunja Mihatovic, portavioce di questa OCSE, affermando che " l'Italia deve ritirare questa legge ". Con il dovuto rispetto, ma questa Dunja Mihatovic è ignorante o legge solo Repubblica?


Ma vi siete mai chiesto perchè tutti questi " scienziati de sinistra", tutti questi ipocriti che oggi strillano non perchè esista un " bavaglio" ma solo perchè tra poco non potranno più scopiazzare liberamente dagli atti di una Procura materiale che col copia ed incolla diventeranno libri e quindi loro guadagni , tutti questi boia della libertà individuale , tutti questi Mastro Titta di codina e papalina memoria non hanno mai emesso non dico una parola, ma nemmeno un alito, un refolo, uno sguardo, un sospiro su certi casi clamorosi? Vediamo di capire il perchè. Cominciamo dalla faccenda di Tavaroli e Telecom. La sentenza del GUP di Milano non sono un'accusa contro Tronchetti Provera o contro Carlo Buora, ma contro la Procura di Milano. Infatti Tavaroli e Cipriani hanno patteggiato perchè hanno commesso dei reati, Tronchetti e Buora non sono nemmeno indagati. Entriamo nel dettaglio: il GUP scrive che fra le carte sequestrate agli spioni di Telecom ( Tavaroli e Cipriani)ce ne erano alcune riguardati il famoso " OAK FOUND " ( Fondo Quercia), radicato in qualche paradiso fiscale, riconducibile ai DS se non proprio a Massimo D'Alema.Questo GUP dunque scrive rimproverando aspramente la Procura di Milano che, pur avendo avuto in mano quelle carte si è ben guardata dall'investigarci sopra, anzi le ha messe tutte in disparte aspettando il successivo e tempestivo Decreto Mastella che condannò - quei documenti- al rogo. Pensare che il Decreto Mastella fu proposto ed approvato dalla sinistra dopo appena sei mesi dalla scoperta dell'OAK Found proprio per far tacere per sempre quelle carte così ingombranti per la sinistra si può dire ? Contro quella Legge Mastella nessuno emise un fiato, nessuno protestò. Nè Scalfari, nè Mauro, nè Saviano, nè Bocca, nè Celentano, nè Dandini, nè Santoro, nè Di Pietro, nè Pedica, nè Floris, nè Ciampi, nè Zagrebelsky, nè Rodotà,nè Ezio Mauro, nè Concita De Gregorio, proprio nessuno. Nessuno fra coloro che oggi si dichiarano imbavagliati da questa Legge sulle intercettazioni, nessuno fece un fiato. In questo modo una grossa fetta della torta dell'affare Telecom / " capitani coraggiosi" era finita nelle mani dei DS. La Procura di Milano in quel caso " non ha voluto sapere", ma guarda il caso. Anzi ha lasciato in disparte quelle carte aspettando solo l'approvazione del tempestivo Decreto Mastella per distruggere quelle carte. Antonio Di Pietro e Gerardo D'Ambrosio hanno molte cose in comune: una è quella di essere stati P.M. nel Pool di Milano dai tempi di Mani pulite. La seconda è di essere entrambi degli ex magistrati. Ma a ben guardare hanno anche una terza cosa in comune: sono entrambi entrati in Parlamento grazie ai comunisti. Il primo, grazie proprio a D'Alema che gli regalò - per magnanimità? per pizzo? giudicate voi - il seggio supergarantito nel Mugello; il secondo, anche lui invischiato in Mani Pulite, direttamente nel PD. E perchè Gerardo D'Ambrosio si trova in Parlamento? Perchè ha fatto con il " OAK Found " quello che Di Pietro fece con il compagno Primo Greganti. Ricordate? Greganti era del PCI e fu trovato con un miliarduccio di lirette in contanti in mano, dentro la sede del PCI di Roma. Ma Di Pietro, che solitamente inseguiva pure i passerottied anche le gazze se erano stati colti con una monetina nel becco, davanti a Greganti - che dichiarò che quei soldi ( un miliardo!) era suoi e per lui - anzichè insistere per conoscere la verità,qual'era il suo compito di Magistrato, fece il grande favore, il " beau geste" al PCI , guadagnandosi così l'eterna riconoscenza ed il seggio senatoriale. Idem per Gerando D'Ambrosio: costui si dette un gran daffare a favore di Greganti per dimostrare che costui diceva il vero quando affermava che il miliardo che aveva in mano non era per il PCI ma erano soldi suoi ( per Giulietto Chiesa, invece, ventimilioni di lire nelle mutande, non potevano che essere una tangente per il PSI , vero D'Ambrosio e Di Pietro?) fino a scovare ( caso unico nella storia giudiziaria milanese) un atto notarile con il quale il Greganti aveva acquistato una casa. Non sto insinuando che Gerando D'Ambrosio da Procuratore di Milano divenne Senatore dei DS perchè aveva salvato , come Di Pietro, i compagni del PCI, lo sto semplicemente ed apertamente denunciando. La storia, con la sinistra, si ripete sempre. Greganti col miliardo, Sacchetti e Consorte con una paccata di miliardi avuti come tangente per l'affare Telecom venduto ai " capitani coraggiosi" amici di D'Alema, allora Presidente del Consiglio, con soldi prestati ai suddetti " finanzieri/ rapinatori" dalle Banche amiche e protette da quell'unica Merchant Bank che parlava pugliese anzi chè inglese e che aveva sede sociale a Palazzo Chigi in Roma, dove molti entrarono " con le pezze al culo" e ne uscirono " con abiti di Cristian Dior". Insomma con la scalata Telecom dei capitani coraggiosi, che utilizzarono soldi nostri depositati nelle Banche loro amiche e sodali dei DS, si consentì di portare all'estero la proprietà della Telecom: i soldi poi, dall'estero, chissà dove sono andati? Tutti zitti, allineati e coperti.Ma dove stavano i Fo, le Rame, gli Scalfari, i Mauro, i Bocca, gli Zagrebelsky, i Rodotà, i Pedica, i Di Pietro, i Flores D'Arcais. Tutta questa gente che oggi sbraita contro fantomatici bavagli, ieri erano complici e conniventi a ladroni patentati e compravati. Ma tutti zitti e coperti. A fare da pali!!!!

Ma perchè Fini riesce sempre a cambiare idea? Dopo aver condiviso una decisione, un'idea, una scelta, riesce sempre a cambiarla. Oggi sulle intercettazioni, sul cui testo martedì scorso - mica un anno fa- aveva concordato in seno al Direttivo del PDL, ieri su immigrazione, su fascismo, sulla destra, sul voto agli immigrati, sui tagli ai parlamentari. Insomma, un florilegio di " oggi è così, ma domani chissà? Sarà l'opposto o chissà chi lo sa.....". Ma voi, seriamente, ma vi fareste governare da uno così inaffidabile?

Con una lunga relazione di quasi 380 pagine, la Corte dei Conti praticamente svergogna la gestione di Valter Veltroni come Sindaco di Roma, fra il 2004 ed il 2007. Un vero disastro. Non una sorpresa, per me no di certo. Il Veltroni non me l'ha mai raccontata giusta, mai. Che ora paghi, politicamente e moralmente e con lui il suo partito, per la mala gestio clientelare con la quale ha condotto per due mandati il Comune di Roma. Eccola, la buona amministrazione della sinistra.


Dopo anni ed anni di mieloso buonismo, di cecità assoluta sulla sicurezza,ecco che finalmente qualcuno apre gli occhi e vede quello che c'è da vedere. Altro che integrazione! I cinesi hanno portato la mafia in Italia, alla quale dell'integrazione alla volemose bene, tipo Rosy Bindi o Livia Turco, non frega proprio niente. Dunque è una mafia e come una mafia va affrontata, non come etnia da integrare. Plauso al Ministro Ronchi che sta portando la faccenda all'attenzione del Consiglio dei Ministri. Era ora!!!

Mercoledì 16 giugno 2010

Gaetano Immè