Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 31 agosto 2010

CHI PER LE RIFORME , CHI PER MANTENERSI  LA POLTRONA.  IN SINTESI : UN FUTURO PER IL PAESE  CONTRO  IL  SUO PASSATO.

Ci sono giorni , come ieri ed oggi, in cui le notizie non mancano, bisogna solo legarle fra di loro per trarne il vero significato politico e sociale. Oggi è facile questo lavoro, tanto facile che mi limito a fornire le notizie  da collegare fra di loro, lasciando a chi legge le facili conclusioni. Così da un lato senti Marchionne che, da Rimini, replica per le rime a Napolitano - il quale, forse non avendo ben compreso la figuraccia che ha fatto e che sta facendo ( possibile che un Capo di Stato si abbassi a dar man forte morale a tre sabotatori che usanno l'intimidazione e la violenza per limitare la libertà degli altri operai che non volevano scioperare?), addirittura ringrazia Marchionne e si rifugia dietro un patetico " ora confrontatevi" ( avesse finalmente capito di stare zitto?) (che dovrebbe riguardare la FIAT e la FIOM, trattati come due bambini immaturi) - e ripropone di " superare le logiche retrograde ed antesecoula della contrapposizione fra lavoratori e  padroni perchè l'Italia ha bisogno di nuove relazioni sindacali come il pane non di concertazioni e di veti ", dall'altro ti trovi in TV un Epifani, ancora per poco  Segretario della CGIL, il quale, per replicare qualcosa all'invito di Marchionne per trovare questo nuovo modello, si nasconde furbescamente dietro l'alibi della sua prossima partenza per la Cina , così da  sillabare solo  un untuoso ed arrogante " Spiegherò a Marchionne dove sbaglia"( ma chi gli impediva di  dirlo subito ?). Poi si legge che la SEC americana ( la loro Consob) ha ottenuto dal Tribunale di N.Y. la sospensione di tale Juan Josè Fernandez ( un analista finanziario del Banco di Santander spagnolo)  perchè costui si era reso responsabile di un " insider trading" trafficando con le opzioni della Potash Corporation, oggetto di acquisizione con OPA da parte di BHp Billiton, con un guadagno di circa 1,1 milioni di Dollari. Poi leggi che in Italia la Consob ha applicato sanzioni per 3,5 milioni di Euro a sette soggetti per identico caso di insider trading sui titoli di CdB Web Tech. Eppoi leggi i discorsi tenuti ieri da Scaroni, Amministratore delegato dell'Eni e quello, sferzante addirittura, che Gereonzi ha tenuto a Rimini. Urge informare che la condanna da parte del Tribunale di N.Y. è arrivata dopo tre giorni, diconsi giorni tre, dalla denuncia del Banco di Santander. La condanna da parte della Consob invece è arrivata dopo cinque anni, diconsi dopo cinque anni dalla realizzazione dell'operazione illecita. Marchionne, Scaroni e Geronzi hanno sollecitato ad andare avanti il Governo per  realizzare quelle riforme delle quali l'Italia ha bisogno per tenere il passo degli altri Paesi industrializzati e democratici. Davanti a queste notizie, non abbiamo prese di posizioni da parte di Fini e dei suoi , nè tanto meno da parte del PD, nulla anche da parte dell'IDV. Aspettiamo le loro osservazioni con curiosità. Se il nostro Paese non saprà dare a tutti la " certezza delle regole (sindacali, giudiziarie, fiscali,ecc) " non avremo mai in Italia un mercato capace ed efficiente. Passato di sepolcri imbiancati perdente contro futuro di speranza senza moloch. E non c'è tempo da peredere. E voi , guardate bene chi si oppone a questa svolta!


PER  RIEMPIRE  IL  VUOTO   ASSOLUTO,  BERSANI.......

Per tentare di riempire il vuoto assoluto dell'inesistente offerta politica del PD, per tentare di chiudere a doppia mandata i cancelli di uscita dei recinti , dove lo stesso alleva, attraverso la lettura quotidiana di Repubblica ed anche dell'amico Corriere della Sera, come polli in batteria , l'esercito dei fedelissimi e degli antiberlusconisti senza se e senza ma, Bersani ha scritto una lettera per cercare di riproporre, se si dovesse arrivare a votare anticipatamente, l'Ulivo prodiano del 1996.  Bersani è dislessico forte: scrive una cosa e dice l'opposto, deve curarsi e alla svelta. Scrive: ...con l'Ulivo ..." ...creiamo le condizioni per la legislatura costituente dedicata alle riforme costituzionali necessarie ed urgenti..". Poi fa il contrario di quello che scrive, perchè cerca di coalizzare tutte quelle forze, tra loro  eterogenee e distanti, che sono unite solamente dal cieco odio per Berlusconi. Dunque, Bersani, costituente " de che"? Pensate se questa tesi vincesse ! Dovrebbero cambiare la Costituzione, ma ovviamenteb solo con la loro maggioranza, cioè a colpi di maggioranza, proprio come, indignati,  rimproverano al centrodestra ! Da ridere. Ma non basta, perchè Bersani ci vuole stupire, anche senza  effetti speciali! E ci riesce bene! Pensate e leggete cosa scrive: "...chiedere al Presidente della Repubblica di far nascere un Governo di transizione..." . Verso cosa? Non è dato saperlo. Lo sa solo lui. Bersani è anche quel Segretario politico del PD che l'altro ieri, ad un TG1, ha detto ( testuale) " ...le regole vengono prima del consenso..". Hai capito che fior di democratico, il Bersani? Siccome " le regole" le stabilisce l'oligarchia al comando, il fatto che il popolo la pensi al contrario , non gliene frega niente! Ma è giusto così:  è fin dai tempi della Rivoluzione Francese, un dato è certo, che ai comunisti di quello che desidera il popolo, non importa nulla. Quello che conta è l'oligarchia che comanda, i saggi che pensano per tutti. Non a caso di questi tempi, su Il Fatto Quotidiano c'è un rincorrere a scrivere che il populismo è la morte della democrazia....( Furio Colombo, Flores D'Arcais copyright).........Capìta l'antifona? 

SE LA POLITICA DIVENTA AVANSPETTACOLO ACCADE  ANCHE  CHE.......

Come nel caso di FLI di Fini e dei suoi seguaci. Non si parla che di lui e Fini è scomparso da più di u n mese. Fa parlare le sue " veline" , cioè i vari Briguglio ( ma chi è costui?),  i Bocchino ,i Granata, ma lui è desaparecido. Così altro che " Striscia la notizia!", ci sono i giornali e le televisioni che strombazzano ogni giorno le parole delle veline. Chissà come saranno felici le mamme e  i papà delle veline, che tanto hanno speso per far arrivare i figlioletti sui Giornali. Ma che gioia familiare! Ma ti pare a te che un Briguglio ( costui mi risulta solo aver svolto le funzioni di Vicesindaco di  Furci Siculo, paesino del messinese, per aver lavorato al giornale Roma , edito da Bocchino (!) , per aver "amminestrato" un Consorzio che prende ogni anno dalla Regione Sicilia qualcosa come 1,8 milioni di Euro e per aver pagato circa 15 mila Euro della Regione per pagare bilgietti di viaggi ad " amici") poteva avere il nome sulla prima pagine de Il Corriere della Sera?  O un Bocchino, che forse è più noto come marito della  Signora Gabriella Bontempo , nota produttrice di films per mamma RAI ( non pensare subito a male!), o come portaborse di Pinuccio Tatarella , che altro o un Fabio Granata pur assessore Regionale Siciliano ma con l'amico Presidente Cuffaro ( quello condannato per mafiosità ) ed intimo sodale con Raffaele Lombardo ( altro Presidente Siciliano mafioseggiante, si dice) poteva mai pensare di arrivare a tanta popolarità! E come potevano arrivarci se non con una compagnia di giro da avanspettacolo.....


RIFLESSIONI SUL MANDATO POLITICO DELL'ARTICOLO 67 DELLA COSTITUZIONE


L'articolo 67 della Costituzione riguarda il famoso  " ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato" , passo che in questi giorni viene spesso utilizzato da molti politologi per spiegare cosa dovrebbe fare il Presidente della Repubblica se il Governo Berlusconi, a causa della uscita dalla maggioranza dei deputati di FLI, dovesse soccombere a Montecitorio. Questa è la norma costituzionale dietro la quale ed in nome della quale, da sempre, gli italiani hanno assistito, sbigottiti, indifesi, umiliati  ed inermi, a repentite cadute di Governi ogni otto/ nove mesi,  a passaggi di parlamentari da un partito ad un altro senza concoscerne i motivi, ad accordi parlamentari per Governi ora " balneari", ora " tecnici", ora " di transizione" e mai " politici ". Si è  così formata ed incrostata, nella politica italiana ,  tutta quella zona grigia ed opaca che non consente al nostro Paese quella che si chiama  " governabilità" ,  la " stabilità di un Governo" - pratica nella quale ovviamente sono esperti quei politici che hanno vissuto in politica la così detta Prima Repubblica - governabilità ottenuta, nei dei decenni  precedenti, più ricorrendo ad accordi di corridoio , più accenntando e convivendo con ricatti e ricattini di partiti politici in forma bonsai,  che in base al Mandato del voto popolare. Il quale, una volta dato, veniva utilizzato dai Parlamentari come meglio
pareva loro. Nessun altro passo della nostra Costituzione meglio rappresenta, meglio fotografa  come la Carta tolga al popolo  quella primazia politica che , invece, a parole, la stessa Costituzione " sembra" affidargli all'articolo 1. Per eviatre dunque che un parlamentare possa essere assogettato al controllo di chi lo ha votato - sia esso rappresentato dal Collegio o dal partito politico - ecco che i Padri non hanno trovato di meglio che inserire nella Carta questo " Mandato non imperativo" che senz'altro libera il Parlamentare eletto da possibili coercizioni da parte dei Mandanti, ma il rimedio utilizzato - appunto il Mandato politico - rappresenta una vera coltellata al cuore della volontà popolare come valore primario della democrazia Italiana, sia fattualmente che storicamente. Sotto un punto di vista storico poi, il divieto del Mandato imperativo è argomento nato e cresciuto con il giacobinismo e con la Rivoluzione Francese. Il giacobinismo che non solo uccideva la nobiltà anche in assenza di reati, ma che perseguiva ed uccideva anche chicchessia sulla base di semplici delazioni non provate da alcun tribunale non poteva certo avere una grossa stima del popolo che certamente aveva contribuito a liberare dallo strapotere egemonico del sistema monarchico ma che poi relegò , come appunto un bue , in uno stretto recinto senza alcun diritto di controllo. Il giacobinismo però non si presentò come interprete della volontà popolare , spesso mal riposta, ma come interprete del Bene Supremo del  popolo. Ad un popolo bue non si possono affidare le sorti di una nazione, di una Stato democratico, consentendogli , con il mandato imperativo, la possibilità di condizionare il mandato di quell'essere superiore che è l'eletto. Pertanto i nostri Padri costituenti hanno mietuto a piene mani da questa enclave immonda per rendere il popolo dell'Italia un popolo al quale appartiene solo nominalmente ma non sostanzialemten la sovranità politica.  Non c'è dubbio che l'articolo 67 non riguarda una collettività di eletti, ma riguarda il comportamento dei singoli eletti nell'ambito, tuttavia assolutamente invalicabile, del dettato imperativo dell'articolo 1 della Costituzione (" L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione"). L'attuale sistema  elettorale voluto dalla Legge n. 270 del 2005 consente che dalle urne esca una maggioranza ed un Premier: maggioranza di governo e premier del governo sono dunque una diretta espressione della sovranità popolare esercitata con lo strumento elettorale più democratico che esista al mondo: il suffraggio universale. La conseguenza di tutto questo è che una volta aperta la legislatura quella maggioranza e quel Governo sono pura espressione della volontà popolare e divengono perciò intoccabili. Se dunque tale maggioranza e tale governo dovessero decidere di interrompere la Legislatura, non esiste nessuna Legge che autorizzi una preminenza della disposizione dell'articolo 67 su quella dell'articolo 1. Ma come si può pensare che un potere, un semplice  compito per farla breve, che la Costituzione concede ad un suo organo istituzionale ( peraltro non eletto dal popolo ) possa avere maggiore valenza della sovranità popolare?

Roma, Martedì 31 agosto 2010