Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 25 dicembre 2011

PENSIERINO DI NATALE PER CHI HA IMBROGLIATO ALLA GRANDE IL POPOLO ITALIANO



Per avere la certezza di quanto la Magistratura italiana sia assolutamente indegna del nome che porta , di quanto essa dal 1994 non si occupi di Giustizia ma di come uccidere chiunque osi promettere al popolo italiano libertà , un sistema istituzionale più moderno, una applicazione della Costituzione che preveda anche la netta separazione ed autonomia fra la Magistratura e la politica, più iniziativa privata e meno Stato, credo sia esemplare esaminare tutti i processi che dal 1994 appunto sono stati scagliati dalla Magistratura contro la persona che dal 1994 è stato sempre il leader del centrodestra, non importa come si chiami. Su ventinove processi complessivi, ben ventisei si sono ormai conclusi definitivamente con l’assoluzione anche per prescrizione, dell’imputato. Fra questi processi ricordo quello che fu istruito dall’allora ( anno 1994 ) P.M. Antonio Di Pietro con l’accusa di aver corrotto la Guardia di Finanza. L’imputato , per quell’accusa – poi rivelatasi clamorosamente falsa ed infondata – fu costretto a dimettersi dal Governo che presiedeva – ricordo come la sua colazione aveva trionfato nelle consultazioni politiche del 1994, sbaragliando e ridicolizzando la sinistra capeggiata dalla famosa “ macchina da guerra “ di Occhetto - . E’ opportuno e didatticamente utile anche ricordare come nessuno pagò per quelle false accuse, che la sinistra però riuscì, grazie a queste false accuse, ad impossessarsi del Governo ( Amato, Dini, D’Alema I e II,) senza essere stata eletta dal popolo e che – anche questo è esemplificativo ricordarlo – a quel P.M., il Dr Antonio Di Pietro - fu regalato dal PCI ( una scelta della Segreteria politica di allora assai significativa dato che costui non era altro che un Magistrato come tante altre migliaia !) il seggio senatoriale , il più blindato al mondo, quello del Mugello che consentì a Dr Di Pietro – che dal 1995 si era “ dimesso” ad appena quaranta sei anni dalla carriera di Magistrato rinunciando a stipendi e carriera da favola ( mai saputo il perché ) – di diventare da disoccupato pensionato baby a Senatore del PCI. Lectio brevis sed summa lectio. Dei residui tre processi che ancora pendono sul leader del centrodestra, uno è quello per “ corruzione dell legale inglese Mr Mills”.

Ebbene in questo processo si tanno verificando cose impensate. Occorre ricordare come già nel 2004, Mills riferì ai pm che i famosi 600mila dollari , oggetto della presunta corruzione, li aveva ricevuti da parte dell’armatore Attanasio e non da parte dell’imputato . Ebbene nessun pm volle prendere atto di quanto aveva dichiarato Mr. Mills né furono eseguite indagini in merito . Il perché gli italiani lo sanno molto bene. Semplicemente perché taluni pm, ed il Dr. Fabio Di Pasquale in prima fila, hanno agito nei confronti del leader del centrodestra con la pregiudiziale che costui dovesse essere colpevole di qualsiasi cosa che gli venisse, anche falsamente , attribuita. Così., non solo omise di indagare su quanto aveva dichiarato Mr Mills a proposito di Attanasio, ma addirittura nel timore che fosse imminente la prescrizione del presunto reato di corruzione, elaborò una teoria apposita secondo la quale la prescrizione del reato di corruzione non inizia a decorrere da quando il presunto corrotto riceve il corrispettivo della presunta corruzione ( la dazione ),ma da quando la comincia a spendere. Un vero capolavoro perché pur di cercare di incastrare l’imputato ( non dimentichiamo che si tratta pur sempre del leader del centrodestra ) il P.M. De Pasquale regalava, con tale interpretazione, l’impunità assoluta a tutti quei corrotti che , parsimoniosi, non spendono la refurtiva ma la lasciano in eredità ai propri figli. Se non ci fosse da piangere, sarebbe da seppellire questo P.M. sotto una montagna di sghignazzate e di pernacchie.

E non vi ricordate quanto a lungo si è parlato di questo processo Mills sulla stampa e sulle televisioni , processo che avrebbe dovuto, secondo la sinistra e i quotidiani fiancheggiatori, portare dietro le sbarre delle patrie galere il leader del centrodestra ? Già si ipotizzavano scenari di telecamere e di fotografi ammassati davanti intenti a fotografare l’uscita del leader del centrodestra debitamente ammanettato e scortato dai carabinieri.

La sinistra dava a questo processo l’importanza del grimaldello che avrebbe finalmente consentito di togliere di mezzo l’odiato nemico.

Sappiamo e scopriamo ora, invece, come sono andate le cose, e che a far fuori il leader del centrodestra non è stato il processo Mills, bensì il Presidente della Repubblica in concorso con una accozzaglia di baroni universitari e bancari .La sinistra ha accolto le dichiarazioni di Mr Mills - che dichiara d’aver ricevuto i famosi 600 mila dollari da Attanasio e non dal leader del centrodestra - come rimase Tiberio Mitri dopo aver ricevuto l’uppercut al mento da Ray Sugar Robinson: rintontita ma in fondo ugualmente contenta e grata alla Magistratura per quanto questa ha tramato e costruito da più di sette anni contro il leader del centrodestra a vantaggio appunto del centrosinistra. I tardocomunisti, poveretti, ancora . non hanno compreso che tutti i partiti dell’attuale nuova anomala maggioranza pagheranno il fio per aver svenduto la sovranità popolare! Ma vedrete che i pm faranno il diavolo a quattro per non mollare l’osso succulento ( il leader del centrodestra ) che darebbe loro fama e successo. E che, come per Di Pietro e per Gerardo Colombo, aprirebbe loro le dorate porte del Senato della Repubblica italiana , non certo per meriti politici come dovrebbe essere , ma, come fu appunto per Violante, per Di Pietro e per Gerardo Colombo , per “ altri inconfessabili ma intuibili meriti” . Sotto l’ala protettiva della sinistra .

Nei mesi scorsi si è detto che il Paese stava andando a rotoli, alla Gianni Beccia. Lo dimostrava la differenza dell’interesse sul debito pubblico che l’Italia doveva pagare rispetto alla Germania (il famosissimo Mr Spread) per poter trovare acquirenti per i propri Buoni del Tesoro Poliennali e dunque per farsi prestare del denaro. Inoltre, fra le prime cause della drammatica crisi, stampa e sinistra non han fatto altro che ripetere come un mantra ( ricordate Bersani che ormai rispondeva sempre con quel suo famoso “ Berlusconi si deve dimettere” anche quando gli chiedevano se era contento della partita del Bologna !) c’era lo scadimento del livello di credibilità internazionale del governo, reso ridicolo e inaffidabile dal suo Presidente del Consiglio . Insomma bisognava che Pdl e Lega andassero a casa; bisognava smetterla perfino con le liti fra i partiti e creare un governo di salvezza nazionale, come quando eravamo in guerra che il Pd avrebbe certamente sostenuto per amor di Patria. Rinunciava ad una facile vittoria elettorale - come lasciavano prevedere le indagini demoscopiche - pur di non lasciare la nazione senza guida. Non pretendeva neppure di imporre suoi uomini nel governo e lasciava che il primo ministro fosse scelto da un’Autorità al di sopra della mischia, il saggio e imparziale Giorgio Napolitano.

Tutta una serie di balle fenomenali. E’ impossibile , semplicemente impossibile definire saggio e imparziale il Presidente della Repubblica: “saggio” puzza di piaggeria lontano un miglio, ”imparziale “ sbatte contro fatti concreti. Su “Italia Oggi”, Marco Bertoncini(1) elenca e documenta le differenze di comportamento del Presidente riguardo all’attuale governo e a quello Berlusconi. Tanto che l’articolo è intitolato: “Napoletano non bacchetta più”. Per l’amor del Cielo, il Presidente sarà in buona fede, starà tentando di fare il bene dell’Italia, ma l’imparzialità lasciamola da parte. Fra l’altro Monti si era esibito poche settimane prima della nomina in una durissima critica di Berlusconi(2), considerato come l’unico ostacolo per salvare l’Italia: si può affermare che sia stato scelto un tecnico senza partito?

Quanto al Pd non abboccate come ingenui o come fessacchiotti alla favola per bambini deficienti cucinata da Scalfari, da Napolitano e dai loro sodali : non è vero che il P.D. si è sacrificato per amore dell’Italia. Ha semplicemente pensato di evitare le elezioni perché ne ha una paura fottuta. Se le fosse capitato di vincerle si sarebbe trovato nella condizione di non sapere che fare per salvare il Paese ( vedi Prodi 2006-2008) e di essere di conseguenza poi considerato l’unico responsabile del disastro dell’Italia. L’esatto speculare di tutto quello che il P.D. ripete dal 2001 contro il centrodestra. Insomma l’ipotesi delle elezioni ha talmente spaventato il P.Dda fargli oggi sostiene il governo Monti addirittura con maggiore impegno dello stesso centro-destra. Meglio rubare al popolo la sovranità politica ( per i comunisti ante , ex e post è una regola d’oro della “ loro democrazia perfetta” ) ma continuare a dire che le elezioni sarebbero state un disastro per il Paese. Alla faccia della coerenza, perché invece proprio il Professor Mario Monti aveva aspramente criticato l’ex premier Silvio Berlusconi per non aver provocato le consultazioni popolari (non lo dico io, ma un suo articolo sul Corriere della Sera!).

Ma la balla più grossa, al cui insistito e sfacciato spaccio hanno contribuito tutta la sinistra, P.D. in prima linea , Napolitano e la stampa asservita e ben nota, è stata l’idea che cambiando premier e Governo ( molto meglio con manovra da corridoio o da anticucina per lasciare da parte quella massa di idioti del popolaccio bue e scemo) che si sarebbe messo a posto tutto. Infatti la famosa “manovra”, chiamata presuntuosamente “Salva Italia”, è per l’ 85% costituita da maggiori imposte fra le quali, nuove, impensate e sorprendenti, quelle sulla casa e la benzina. In realtà, Monti è andato a Bruxelles, ha fatto e ha ricevuto inchini degni giusto del Minuetto di Boccherini, ha portato la pressione fiscale alle stelle e il risultato, come era prevedibile, anzi come questo Blog aveva previsto, è che non è cambiato un beneamato niente. Anzi! Le turbolenze borsistiche sono continuate e lo spread sta volando ben oltre il limite raggiunto con il Governo precedente!

Il perché è molto semplice , ma tenuto ben dissimulato dalla sinistra tutta, da Napolitano e dalla stampa asservita. Perché tutto dipende dalla crisi internazionale, dalla tenuta dell’euro e dall’enorme debito pubblico italiano e non dall’inquilino di Palazzo Chigi. Infatti, a manovra approvata, lo spread è salito intorno a 500 punti tondi: un livello che fino ad un mese fa avrebbe fatto gridare a tutti che la barca stava affondando, che Berlusconi doveva andar via, che un governo di salvezza era più necessario dell’ossigeno. E Berlusconi si è fatto da parte. Ha dimostrato così con i fatti che i guai non dipendevano dal suo governo e neppure dal suo personale discredito, sta dimostrando che la sinistra rimane il partito delle tasse, sta dimostrando che aumentandole non si risolve la crisi italiana e che forse, dopo tutto, il centro-destra avrebbe fatto meno danni.

PENSIERINO DI NATALE A CHI E’ TENTATO DI PRENDERE IN GIRO ANCORA SEMPRE IL POPOLO ITALIANO

Alfonso Papa è uscito da galera dove la ignobile politica italiana lo aveva rinchiuso – la stessa ignobile politica italiana che aveva invece lasciato libero come fringuellino il signor Senatore  P.D.Tedesco , che sistemava nella sanità pugliese i suoi amici e quelli della sinistra - e si comprende lil suo dramma umano, si comprendono le parole amare, si apprezza ancor di più la sua umana presa di posizione contro le inumane condizioni in cui vivono i reclusi italiani. Accogliamo a braccia aperte Alfonso Papa nella cerchia di coloro che, come questo Blog, ritiene primario che le prigioni siano umane e che non costituiscano, invece, come ora accade, un’ulteriore ed aggiuntiva pena per i detenuti.

Ma questa ignobile storia delle carceri italiane sovraffollate non è una emergenza, amico Papa, perché questo stato di cose non lo ha creato qualche legge emergenziale ma è una vergogna tutta italiana che si protrae da almeno trenta anni. Siccome Alfonso Papa ha più di trenta anni, ritengo che trenta anni fa fosse grande, maggiorenne e vaccinato . Per di più militava fra i Magistrati e ne godeva prebende , onori ed oneri. Dove stata allora Alfonso Papa quando Tortora moriva per ingiusta detenzione? Cosa fece, da allora in poi, contro il CSM che promosse ( promoveatur ut amoveatur ) i Magistrati che avevano così clamorosamente e testardamente sbagliato? Un bel niente. Insomma Alfonso Papa è da capire umanamente ma da ammettere con riserva al club di coloro che invocano carceri vivibili. Comunque è in ottima compagnia in questa “ lista di attesa”: vi è tutta la sinistra, P.D. incluso, ci sono la gran parte dei radicali ormai sgangherati e rachitici epigoni del Marco che fu; un posto d’onore spetta al Capo, al l’inquilino del Quirinale ed al suo staffa al gran completo; né poteva mancare la stampa asservita alla sinistra , tutta schierata e genuflessa, o un Terzo Polo sempre sistemato al primo banco come il secchione di turno. Tutti a gridare contro la vita carceraria, tutti a far comparsate televisive ben remunerate, tutti pronti a sbraitare contro questo e quello. Una massa di ignobili ipocriti, di farisei, da prendere a calci in culo. Proporrei di liberare tutti i carcerati, di metter loro un bel forcone in mano e di lasciarli liberi di andare a caccia di questi stramaledetti ipocriti e restare a vedere, alla Jannacci, “ l’effetto che fa”!

Perché il sovraffollamento delle carceri italiane non è assolutamente un’emergenza perché nulla è accaduto che abbia portato in carcere masse di persone ; non è nemmeno una conseguenza dei tanti istituti carcerari costruiti e non ancora utilizzati, cosa da lasciare a “ Striscia la notizia”; non è nemmeno una conseguenza della legge sul reato di clandestinità voluta dal governo di centrodestra, reato mai contestato ad alcuno. Il sovraffollamento delle carceri e la vita agra che ne deriva per i carcerati è solo una ordinaria e storica conseguenza della malagiustizia italiana. E lo dimostro. I posti complessivi previsti per tutti gli istituti penitenziari italiani sono 45.000, mentre ad oggi risultano reclusi negli stessi 65.000 individui. Ma il fatto eclatante è che nel numero della popolazione carceraria si comprendono anche cittadini che sono ancora in attesa di giudizio, sono quelle che fin dagli anni settanta, i grandi Nanny Loy come regista ed Alberto Sordi come attore, chiamarono i “ detenuti in attesa di giudizio”. Costoro che per la nostra Costituzione, che per la Carta europea dei diritti dell’Uomo, che per una minima civiltà giuridica sono da considerare a tutti gli effetti “ persone innocenti”rappresentano una cifra vicina al cinquanta per cento della popolazione carceraria. Una mostruosità tutta italiana. E’ facile poi far di conto: se gli innocenti in attesa di giudizio sono dunque 30.000,00, significa che i “ condannati”, cioè quelli che devono stare in galera , sono meno di 35.000 persone, con 65.000 posti utili. Questo dimostra che il sovraffollamento delle carceri e la loro vita agra è solo un effetto prodotto da una sola causa: la malagiustizia italiana che ormai è un problema che si protrae da oltre trenta anni. E che se qualcuno vorrebbe affrontarlo, si scatena il finimondo a difesa dello statu quo.

Davanti a questa situazione, pensare all’indulto – come fece il governo Prodi di centrosinistra nel 2006 – è uno scempio. Siccome l’indulto cancella la pena , la sua conseguenza non è tanto , come qualcuno blaterò al riguardo, che uscissero  di prigione delinquenti comprovati, quanto - cosa assai peggiore – che con l’indulto non solo si conferisse un bel premio alla delinquenza, non solo si accoltellasse alle spalle l’onestà e la legalità, ma che si lasciassero  in galera proprio degli innocenti. Una assurdità che solo le menti del centrosinistra potevano produrre..

L’unico ed il solo rimedio al problema è e resterà sempre uno solo: fare una vera, profonda, seria e completa riforma del sistema giudiziario italiano, tale da metterlo in grado di rendere alla comunità una giustizia vera, certa entro limiti temporali ragionevoli. Che perciò non cerchino di spacciarci per riforma della giustizia qualche idiota succedaneo come appunto l’indulto. Popolo bue e stronzo sì, signor Presidente Napolitano, ma proprio coglione no! Dunque che i Magistrati, che la sinistra squittiscano pure, che si straccino pure le vesti, che si mascherino pure da prefiche moderne, ma l’unico modo per uscire da questa situazione è solo la riforma della Giustizia e che è la sola causa del sovraffollamento e della conseguente vita agra nelle carceri.Solo dopo la riforma della Giustizia – solo “ dopo” – bisognerà avere lo stomaco ed il coraggio di battersi per la necessaria amnistia . Perché l’amnistia cancella il reato e cancella anche il relativo processo e rappresenta dunque la sola misura per smaltire con celerità il pauroso arretrato della giustizia italiana.

Invitiamo dunque Alfonso Papa, i residuati rachitici dei Radicali italiani, i nuovi reggicoda dei Vescovi del Terzo Polo al grido evangelico di “ sinite politicos venire ad me “! Aderite a questo disperato messaggio di questo blog. Accedete al sito ed inviate adesioni anche all’indirizzo email: gaetanoimme2@hotmail.com. Facciamo vedere chi siamo, basta con gente come Bersani, come Di Pietro, come Vendola, come Fini, come Casini e come Napolitano. Riforma della Giustizia + Amnistia..

Un augurio sincero, ma non per l' ormai consunto “ buon Natale”! Lasciamo il Natale ai credenti, che sinceramente rispettiamo. Questo blog si riferisce ad altri auguri: per esempio auguro agli italiani di conquistarsi in breve tempo quella dignità che per anni ed anni tutta la sinistra italiana e Napolitano ha loro petulantemente ed arrogantemente tolto; auguro alle forze politiche liberali , come diceva Nunzio Filogamo “ ovunque esse siano ”, di ravvedersi degli errori commessi legittimando questo Governo del Presidente e di pretendere che la parola passi finalmente al popolo; come accaduto in Grecia, in Spagna, in Germania, come accade nei Paesi governati da persone civili e non da ex comunisti. Auguri di cuore.

Roma domenica 25 dicembre 2011

Gaetano Immè

venerdì 23 dicembre 2011

 

NAPOLITANO, UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CHE NEGA L’EVIDENZA DEI FATTI, CHE TENTA DI NASCONDERE IL SUO FALLIMENTO ISTITUZIONALE



E così, anticipando un poco i tempi, il Quirinale, gonfio di bile repressa, ha voluto approfittare di una serata augurale riservata al circolo “ degli amici degli amici “ ( auguri fra le alte cariche dello Stato, nessuno di loro eletto dal popolo beninteso, se non il precedente Presidente del Consiglio ) per comunicare, all’Italia ed al mondo, che ( secondo Napolitano ) “non c’è stata nessuna sospensione della democrazia nell’incarico al Governo del professor Monti. Parlare – si è sfogato Napolitano nella serata fra i suoi sodali “ tutti nominati”- di sospensione di democrazia è solo una grave leggerezza” . Nulla in questo Paese è stato scalfito, né nelle libere scelte dei partiti, né nelle autonome determinazioni del Parlamento”. Quando ho sentito il discorso del Presidente della Repubblica mi sono detto: «Ma in quale Italia vive il signor Napolitano?» Il custode della nostra Costituzione nega l’evidenza e nega i fatti. In Italia la democrazia è sospesa, e lo è senza sé e senza ma. Altrimenti a Palazzo Chigi c’era Berlusconi e non Monti, oppure se non c’era Berlusconi si stavano preparando le elezioni. Insomma una spiegazione fortemente voluta , così come assolutamente non richiesta, per replicare alle feroci critiche abbattutesi sul Colle, una sorta di giustificazione per chi si sente messo dietro la lavagna, colto con le dita nella marmellata . Con la tipica e minacciosa arroganza del potere di cui si avvale a piene mani (pur fingendo di esserne esente ) è finalmente partito il suo messaggio intimidatorio, vagamente ricattatorio e sicuramente mafioseggiante rivolto contro chi osa ancora esercitare il libero arbitrio , contro chi osa ancora invocare libertà di pensiero e di opinione ed il rispetto della Costituzione, contro chi ha sempre messo il popolo e non Napolitano sullo scranno dell’unico depositario della volontà politica di un Paese democratico: il popolo. A parte il fatto che se questa dissidenza - che accusa apertamente Napolitano di aver violato la costituzione , di aver giocato la partita politica invece di arbitrarla , di utilizzare una consorteria di baroni universitari e bancari ben consapevoli di occupare illecitamente incarichi per i quali la normale democrazia costituzionale italiana pretende il previo incarico popolare - se questa dissidenza, dicevo, fosse ideologica, fosse un partito preso, fosse una voce sbagliata, isolata e senza fondamento alcuno non si capirebbe per quale motivo il Quirinale abbia voluto addirittura anticipare gli auguri di fine anno fra gli uomini della Casta , abbia sentito questa necessità di una pubblica giustificazione del proprio operato, perché insomma abbia perso pure tempo a risponderle, esibendo il suo bel libretto delle giustificazioni. In realtà - come accade quando si reagisce contro chi lancia concrete , contro chi ti ha sorpreso con le dita nella marmellata , questo Blog - che si considera nel mondo del libero pensiero uno dei pochi non asservito all’ipocrisia dominante – accoglie con enorme intima soddisfazione questa biliosa giustificazione presidenziale che conferisce una sconfinata dignità di verità politica ai miei rilievi , dato che si considera un antesignano, un precursore della dissidenza contro questo “ okkupante “ del Colle.

Fa bene, Presidente, ad inalberarsi, fa bene Presidente ad esternare la sua rancorosa giustificazione , usando gli abbacinanti riflettori delle riunioni congregali tenute a nostre spese, con migliaia di auto blu fuori del Quirinale, col traffico bloccato, Roma paralizzata, riunioni dove vi ritrovate fra amici, fra sodali, fra compari mantenuti e vi date ragione uno con l’altro. Perché Lei sa benissimo che ha torto, che ha torto marcio. Solo che Lei ha il potere e lo usa per tentare di imporre una mistificazione della realtà, il che Le rende il solito e consueto disdoro . Ha torto per varie motivazioni che Le ricordo

Innanzi tutto La pianti una buona volta con quella sua arroganza . La sua insopportabile e vanagloriosa supponenza e è spropositata, enorme, quasi quanto la sua ben nota suscettibilità e la sua mastodontica coda di paglia. . Gli dia una bella tagliata! Una persona raccoglie in vecchiaia quello che ha seminato durante la sua vita , non creda che gli italiani abbiano dimenticato o che lo abbiano giustificato. Lei tifava per i carri armati sovietici a Budapest, Lei pretese Imre Nagy impiccato dal tiranno sovietico, Lei voleva anche Havel impiccato. Lei riteneva la Russia il paradiso della democrazia, Lei sbertucciava i ragazzi di Piazza Tien a Men, disprezzava la gioventù di Praga , irrideva agli studenti ed agli operai di Budapest , ma in compenso Lei stravedeva per esemplari onestuomini come Stalin, Beria, Togliatti, Castro, Saddam Hussein, Mao Tse Dung, Pol Pot, Arafat, ecc. Chi ha guidato, organizzato e gestito quella montagna di menzogne contro Giovanni Leone se non Lei, come responsabile culturale del PCI , insieme a Camilla Cederna? Chi era , se non Lei, quel tremebondo e donabbondiesco Presidente della Camera che chinò servilmente il capo davanti al diktat televisivo del Pool di Mani Pulite che ricattava il Parlamento e che servilmente acconsentì che fosse stuprata la Costituzione con l’espunzione dell’articolo 68 che ha reso la politica succube della Magistratura stuprando così il principio dell’indipendenza fra i poteri dello Stato ? Chi era, Presidente, se non Lei , che, fregandosene altamente del dettato costituzionale, ha usurpato il posto che la Costituzione riserva al “ Presidente degli italiani tutti “ facendosi sistemare al Quirinale con i soli voti dei suoi compagni ideologici? Pertanto si risparmi la arrogante prepotenza , tipica del potente di turno , con me non funziona.

Ma Lei crede veramente che il popolo italiano sia talmente imbecille, talmente bue ed ignorante o talmente indottrinato dai suoi bravi scalfariani , come Lei con disprezzo invece lo giudica, da credere che Lei abbia convinto gente come Monti, Passera, Fornero e tutta quella bella gente del suo Governo dei Tecnici in un giorno solo o in una sola settimana ? Lei crede veramente che , come imponevano Beria o Stalin, il popolo bue debba credere che , faccio un esempio, Passera si sia dimesso dalla guida della Banca Sanpaolo in una settimana, che lo stesso Prof. Mario Monti si sia dimesso da Rettore dell’Università Bocconi in uno o due giorni, quanto quelli, pochissimi, che sono trascorsi fra le dimissioni ( volontarie ) di Berlusconi e la concessione del laticlavio e l’incarico a Monti? O che la concessione del laticlavio a Monti sia stata una decisione da Lei presa in cinque minuti ? E’ inutile che Lei cerchi di dissimulare le sue malefatte, perché è lampante come Lei abbia invece tramato, organizzato, costruito la squadra di Monti da circa un anno ( io credo proprio che Lei abbia cominciato a fare il Giuda della Costituzione verso il 15 dicembre dello scorso anno, quando le sue speranze riposte su gentucola come Fini e Bocchino sono andate deluse , Presidente: vada a rivedere la sua agendina, la prego !)mentre era ancora in carica un Governo eletto dal popolo.. Lei continua a ripetere che «la democrazia non è sospesa» perché sa benissimo che il punto è proprio questo: Lei ha autoritariamente ed anti democraticamente sospeso, in concorso con i soliti noti, la vita democratica dell’Italia e noi disgraziatamente e scriteriatamente l’abbiamo accettato Non è la prima volta , Presidente, che Lei fa sfoggio del suo rancore, del suo odio, del suo disprezzo nei confronti del sistema democratico e del popolo. .Ancora una volta la politica si è fatta dunque imbrogliare dalla sua infingardaggine, dalla sua truffa ideologica, dal suo falso perbenismo . Meriterebbe una puntata di “ Striscia la notizia”, come un “Mago Do Nascimiento”! Come quando negli anni settanta/ottanta riusciva- con le sue menzogne e con l’aiuto delle balle di Camilla Cederna - a far dimettere dal Colle l’incolpevole ed esasperato Giovanni Leone, sommerso dalle vostre false accuse. ( la Cederna è stata condannata in via definitiva per diffamazione e sta pagando i dovuti risarcimenti agli eredi di Giovanni Leone mentre Lei è sempre in piedi grazie all’immunità ( o all’impunità?) parlamentare della quale ha ampiamente goduto, salvo poi chiederne l’eliminazione quando dovevano avvalersene i suoi nemici politici ) ! Come nel 1994, quando come Presidente della Camera Lei si inginocchiò vilmente davanti al Pool di Mani Pulite, per guadagnarsene la benevolenza , che ricattarono quel Parlamento stuprando la Costituzione, nel suo più meschino ed interessato silenzio.:Se è vero che “ non c’è due senza tre “, ecco la sua terza perla : l’insediamento di un Governo da Lei imposto dietro il ricatto che fosse l’unico modo di salvare l’Italia da una crisi che invece non riguarda l’Italia, ma l’Euro.

Ma ora che questa stratosferica imbecillità è miseramentecrollata rivelandosi una bufala  davanti gli occhi di tutti, potrebbe anche piantarla di pontificare e di asserire pomposamente che non sciogliere le Camere, che non indire nuove elezioni fosse pure «suo dovere»:. Scusi Presidente ma è forse «suo dovere» designare ufficiosamente un premier non eletto con un governo eletto ancora in carica, e neppure sfiduciato? E’ forse «suo dovere» verificare il simultaneo gradimento di leader e organismi stranieri prima ancora che consultare il popolo italiano ? E’ forse un suo dovere «evitare le urne» a tutti i costi come invece altre nazioni infatti hanno fatto e come democrazia impone? E’ forse suo dovere anteporre alla fiducia del Parlamento italiano quella della Banca Centrale e del Fondo Monetario? Soprattutto è forse suo dovere , in una democrazia parlamentare fondata sui partiti, fare un governo senza parlamentari e senza partiti ?. Lei ha detto: «Non mi risulta il tradimento della volontà popolare»! Ma mi faccia il piacere ! La volontà popolare non è stata tradita perché non è stata nemmeno considerata. Altro che Presidente notaio, Lei è sempre stato il vero Capo dell’opposizione, dal 2008 fino ad oggi. Questa è la “ democrazia costituzionale ” che piace alla sinistra : sul Colle il Capo dell’opposizione ( quando le elezioni le vince l’ avversario) ed un capopopolo da avanspettacolo, Fini, Presidente della Camera.

Inoltre, Giorgio Napolitano si è anche voluto cimentare nel tentativo di ribadire non tanto la legittimità istituzionale del governo Monti (che è fuori discussione, dato l’ampio e libero consenso parlamentare), ma sostenendo addirittura la sua rispondenza alla volontà degli elettori. Compito improbo, Presidente, un vero “ delirio di onnipotenza” il suo, degno di uno Stalin, di un Togliatti, di un Pol Pot!. Così nel cercare di eseguirlo, Napolitano , ha fatto riferimento ai casi di Germania e Gran Bretagna, con i loro governi di coalizione. Proprio una bella figuraccia, Presidente! Quei casi dimostrano l’esatto contrario di quello che Lei vorrebbe darci da bere. Eppure il Quirinale vanta personale altamente qualificato. Ma siccome io “ So’ Dieco e mo’ ve spieco “ , vi spiego la ragione dell’errore.

Né in Germania né in Gran Bretagna ci sono sistemi istituzionali che prevedano l’elezione diretta del capo del governo (e neanche quello della Repubblica, a parte il fatto che la seconda è pure una monarchia). Prassi vuole, però, che il presidente e la regina chiamino, subito dopo le elezioni, il capo del partito che vince, affidandogli il compito di governare. Siccome può capitare che il partito vincitore non abbia sufficienti parlamentari per governare da solo, i capi di quegli Stati chiamano il capo del partito che ha preso almeno un voto più degli altri e gli affidano il governo. Una cosa è sicura: presiede il governo quello cui gli elettori hanno dato più voti. Napolitano ha fatto una cosa diametralmente opposta , chiamando a presiedere il governo chi neanche s’è candidato e togliendolo a chi aveva vinto le elezioni.

Ma Napolitano non ha sbagliato, perché è proprio così che lui sogna la “democrazia” ( quella , per intenderci alla Scalfari, alla Zagrebelsky, alla Barbara Spinelli ). E commette questo errore perché la sua presidenza è iniziata nel 2006, con una maggioranza di sinistra, durante la quale il suo è stato un ruolo di garanzia politica e istituzionale, ma s’è dispiegata prevalentemente a partire dal 2008, con una maggioranza di centrodestra rispetto alla quale Napolitano ha svolto – come pizzo per la sua elezione? - un ruolo di antagonista politico . Il governo Berlusconi aveva i suoi problemi anche prima delle dimissioni, ma è inconfutabile che il Colle ha fattivamente contribuito a logorarlo, fino al punto di designare un successore ( proprio Mario Monti) nel mentre ancora il governo Berlusconi godeva della fiducia parlamentare. .La manovra di questo Governo, colpisce chi produce reddito, chi lo consuma e chi non può produrlo. Ma non colpisce chi invece vive della rendita dai grossi capitali, delle speculazioni finanziarie, del credito. Non colpisce la casta, i privilegi, gli stipendi d’oro e le pensioni di platino. Quelle rimangono. Quelle persistono, perché sinceramente i nostri cari parlamentari, ma anche i dirigenti regionali, i consiglieri, i dirigenti degli enti pubblici, i magistrati ecc., continuano a percepire stipendi sproporzionati rispetto a quelli normalmente percepiti da un normale cittadino. E che dire del Quirinale che ha a disposizione somme che a Buckingham Palace si sognano? Napolitano non pensi e non speri di confonderci facendo riferimento all’insostenibilità internazionale ( non tanto del governo quanto di Berlusconi in persona ) perché la “sostenibilità internazionale” non è fra gli ingredienti che legittimano o delegittimano un candidato, un governo. Salvo un caso: che il Paese in questione abbia perso sovranità. E questo è il “ focus “, il punto politico centrale di quelle parole presidenziali: non si poteva non fare quel è stato fatto perché l’Italia non era più sovrana delle proprie scelte, e non lo era, ha sostenuto Napolitano, per l’allargarsi della voragine che separa i tassi del nostro debito pubblico da quelli degli altri. Questa è la ragione del governo Monti. Ma tale realtà , se da un lato ridicolizza le favole complottarde è anche la cosa che oggi condanna Napolitano e Monti: la voragine non s’è ristretta (come noi prevedevamo, non essendo un problema nazionale, ma un problema dell’euro). Semmai è la Costituzione ad essere stata ulteriormente stuprata, ferita, lacerata. Scriverlo non significa “attaccare” o “ vilipendere “ il Quirinale, la cui coda di paglia è enorme, la cui suscettibilità proporzionale alle sue evidenti colpe, i cui nervi sono molto scoperti dato l’avvicinarsi dello spettro del fallimento del Governo del Presidente.

Forse chiedo troppo , ma lo chiedo all’uomo, alla sua dignità di uomo, non al politico che ragiona per tornaconto e per interessi di bottega, non dunque al Presidente della Repubblica. Le ho sopra ricordato alcune fra le sue “ perle politiche” le quali verrà ricordato. Non aggravi questa situazione , compia un gesto di rispetto per la Costituzione, per il popolo italiano e, davanti al suo fallimento come Presidente di tutti gli italiani e come stratega politico di questo Governo, si assuma le sue responsabilità politiche , ne tragga le opportune conseguenze e se ne vada dal Quirinale. E’ stato Lei che ha voluto il Governo Monti, è Lei che ci ha garantito che con Monti l’Italia si sarebbe salvata. Invece stiamo peggio di prima: spread ancora più alto di prima, recessione al galoppo anziché una seppur minima crescita. In più un provvedimento dei tecnici pieno di tasse, di imposte, di iniquità. Perciò, il caro Presidente Napolitano non ci racconti favole. I cittadini italiani sono ben consapevoli che la democrazia è sospesa e che le operazioni di palazzo come quelle che hanno portato Monti a Palazzo Chigi non esprimono mai la volontà della nostra Costituzione. Lei ha fallito, avete fallito, avete perso. Andatevene sia Lei che questo suo Governo prima che ci roviniate del tutto. Facciamo ancora in tempo a ridare voce al popolo. In Spagna lo hanno fatto durante la crisi finanziaria e la Spagna ha fatto una manovra assai minore della nostra, incentrata sui tagli della spesa pubblica e non su nuove imposte, come ha fatto questo Governo del Presidente. Levatevi dai piedi. Così, chi di Leone ferisce , di Quirinale perisce. Una catarsi, una purificazione. Non è mai troppo tardi.

Roma 23 dicembre ’11

Gaetano Immè

mercoledì 21 dicembre 2011

IN MEMORIA DI VACLAV HAVEL


Volevo dedicare il mio Blog di oggi per concedermi un briciolo di vanagloria, di compiacimento e di soddisfazione per il fatto che , finalmente, “ieri Il Giornale”, per l’ ottima penna di Magdi Allam, rendeva noto a tutti i coinvolgimenti segreti, taciuti, dissimulati, lobbistici del Professor Mario Monti e del suo Governo , cosa che questo blog aveva già fatto con una ventina di giorni di anticipo rispetto a Il Giornale. Ovviamente nessuna di queste notizie è apparsa sulle “ sedicenti “ “ grande stampa” e “ grande televisione”: ormai entrambe prigioniere di un ipocrita servaggio politico culturale verso il Governo dei Tecnici e del Presidente dietro quel falso alibi del “ per il bene del Paese”. PdL, PD e Terzo Polo hanno adottato quel paravento dietro il quale nascondono la loro infingardaggine, la loro meschinità culturale, la loro insensibilità politica – segnale paradigmatico della profonda spaccatura che divide il Paese del popolo alla casta politica - solo per il fatto che il Governo Tecnico del PdR non è il prodotto dell’avversario politico. In effetti questo Governo è un manipolo di rappresentanti di ogni specie e sorta di “ potere forte” nazionale ed internazionale – dalle Banche nostrane alle baronie universitarie, dalla Finanza internazionale alle grandi Banche d’Affari ,dalle grandi speculazioni internazionali alla ragnatela mondiale dei “ circoli esclusivi “– abituati a considerare “ il popolo” al massimo come “ la massa dei clienti “ delle loro banche, manipolo organizzato , imposto al Paese e guidato da Giorgio Napolitano che, da perfetto comunista , si avvale, : dopo le esperienze amare di Amato e di Prodi, del viso presentabile del Professor Monti. Un “ manipolo “, comunque, composto da persone ciascuna delle quali , sia ben chiaro e lo ricordino lor signori , ha accettato con piena consapevolezza culturale e politica, di entrare in un Governo organizzato in modo anticostituzionale da Napolitano e dunque materialmente concorrendo all’esautoramento del popolo italiano, trattato come una massa di imbecilli idioti.

È morto Vaclav Havel, l’eroe della Rivoluzione di Velluto, l’uomo che nel 1989 dimostrò che l’arma vincente contro il totalitarismo non era la violenza, ma la forza della verità ed il coraggio civile delle proprie idee.

Vaclav Havel restituì la dignità al suo Paese dopo quarant’anni di asservimento, completando con la caduta del regime comunista l’opera di riunificazione dell’Europa sfregiata dalla Cortina di ferro alla cui edificazione contribuirono in maniera consapevole e convinta il PdR Napolitano, il Presidente del Copasir D’Alema, il segretario del P.D. Bersani, tanto per fermarci a pochi e rappresentativi . Come dissidente ( c’è qualcuno che ricorda “Charta ‘77” ?) fu rinchiuso dal 1977 al 1981 nelle carceri comuniste in cui fu rinchiuso dal 1977 al 1981 L’intero mondo politico e culturale del Vecchio continente, che gli deve tantissimo: dalla Germania all’Inghilterra, dalla Francia alla Polonia ricorda l’uomo che come pochi altri seppe tener alta la fiaccola della libertà. Il 21 novembre 1989, al culmine di una stagione di sfida civile portata nelle strade di Praga senza un singolo atto di violenza, duecentomila persone si erano accalcate in piazza Venceslao per ascoltarlo. E lui, uomo di teatro fino al midollo, aveva portato la folla all’entusiasmo prima annunciando che il governo comunista aveva dovuto concedere un’inchiesta sulle violenze della polizia contro i manifestanti, e poi elencando con tono ironico i nomi dei gerarchi rossi ancora assisi sui loro traballanti seggi: e a ogni nome, ebbri di gioia, i duecentomila rispondevano con una sola voce «In fabbrica!». Il regime era finito, ora toccava a lui.

Havel divenne presidente il 29 dicembre 1989, quattro giorni prima Nicolae Ceausescu era stato fucilato a Bucarest, il mese prima era crollato il Muro di Berlino. Indossati i panni dello statista, batté con insistenza i tasti della rinascita morale del suo popolo e in generale di quelli europei, vero filo conduttore della sua azione politica anche a livello sovrannazionale.

Amo dire che la dittatura comunista in Europa è crollata sotto i colpi mortali che le venivano inferti dalle parole di due uomini: lui e il Papa polacco.


CARCERI, SOVRAFFOLLAMENTO, INDULTO, AMNISTIA E L’ANIMA DE LI MORTACCI VOSTRA………

Il problema delle carceri e del sovraffollamento di esse non è un’ emergenza ( come non lo è la mondezza a Napoli o il fatto che noi paghiamo ancora “ le addizionali pro Belice sulla benzina) ma un preclaro esempio di ipocrisia e d’inciviltà italica permanente. I radicali da sempre si battono per le condizioni umane nel carcere. Essi fotografano un fatto incontestabile, denunciano che nelle carceri italiane vi è posto dignitoso per 45.000 detenuti ma che in carcere ci sono 65.000 detenuti. Essi si battono , giustamente, affinché l’Italia sia un Paese civile anche nelle case di pena. Il problema è che poi la questione diventa politica ed allora sorge la solita cagnara indegna, dove ognuno dice la sua, spesso una “ summa” di idiozie. Per esempio ho sentito cose da pazzi circa le “ cause” di questo problema: chi dice che “ è colpa dei tagli orizzontali” ( i noti idioti ), chi tenta di riversare la colpa sull’incremento dei reati a causa del “ lassismo sulla legalità “ prodotto negli ultimi diciotto anni dal solito Berlusconi ( i soliti coglioncelli) , ma nessuno, tanto meno fior i pensatori come Bersani o la Bindi, che ci spieghino le cause di questo fenomeno. Insomma dei poveracci in galera messi uno sopra l’altro non frega un beneamato ciufolo a nessuno perché ogni politico sfrutta l’argomento solo per raccattar consenso elettorale La sua causa è solo la pessima giustizia, giustizia ignobile quella italiana che produce , come effetto , il sovraffollamento delle carceri. Quasi il 55% dei detenuti italiani non stanno scontando una pena, ma stanno aspettando ancora il processo. Il problema sarebbe dunque già risolto, dato che gli attuali 65.000 detenuti con 45.000 posti diventerebbero invece 30.000 detenuti condannati con 45.000 posti. Sono i famosi “ detenuti in attesa di giudizio”, come bene li descrisse il grande Nanny Loy negli anni settanta nell’omonimo film con Alberto Sordi quelli che sconvolgono il sistema penitenziale italiano . Sono quindi oltre quaranta anni che questo problema esiste e le cose sono peggiorate ancora. Oggi, più della metà dei carcerati, quindi, secondo la Costituzione e la Convenzione Europea Diritti dell’Uomo, devono essere considerati degli innocenti. I buonisti ipocriti e farisei ed i rachitici epigoni del Pannella che fu , invece , fingono di domandarsi “ ma dove li mettiamo, poverelli, per farli star meglio “ ( lo dicono, come per gli immigrati , solo per mettersi in pace l’animaccia loro che nulla hanno fatto fino ad oggi ! ) . Mica si chiedono, gli infami che non sono altro, come dare a costoro una vera e giusta giustizia che farebbe scomparire il sovraffollamento e le sofferenze del carcere.

Se, invece, si parte dalle celle, saltando i tribunali, che sono le fondamenta della giustizia , si costruisce un ragionamento del cavolo, come se si costruisse un palazzo partendo dal piano attico anziché dalle fondamenta e va a finire che si presentano proposte come quelle che il ministro Severino ha formulato: mandare agli arresti domiciliari chi ha ancora 18 mesi da scontare, oppure rilasciare chi ha condanne inferiori ai 4 anni, pensando a pene alternative. Questi sono proprio dei pazzi ! Propongono misure per sfoltire le carceri che portano ad una aberrante conseguenza: dalla bolgia dantesca uscirebbero solo i condannati e dentro le carceri resterebbero gli innocenti. Come è accaduto con l’indulto. Il tema dell’amnistia, aggiungo, deve essere preso in considerazione, anzi, per maggiore chiarezza, si deve fare. Al contrario dell’indulto ( che cancella solo la pena) infatti l’amnistia cancella anche il reato e il procedimento, quindi evita che il sistema soffochi sotto al peso dell’arretrato. L amnistia , lo capisco, è’ un provvedimento iniquo, uno schiaffo in faccia alle persone oneste, un premio alla delinquenza ed una pugnalata nella schiena degli innocenti. Ma è necessaria. Ma l’amnistia va promulgata solo dopo che sia stata varata la riforma della giustizia, non al suo posto. Prima di tutto sgombriamo tutti i palazzi di giustizia dai corporativismi, dalle politicizzazioni , prima fate la riforma della Giustizia che aspettiamo da secoli . E non vi azzardate, stavolta, a tentare di spacciarci un succedaneo ( un’amnistia ) al posto di ciò che non sareste capaci di far: la riforma della Giustizia. Ciascuna persona civile non può non sentirsi offesa dallo stato immondo in cui versano le nostre carceri. Ma ciascun cittadino – e tanto più un politico - non può non capire che la soluzione del problema è una sola :una migliore e maggiore giustizia.



ANCORA SULL’ARTICOLO 18 !!!!!

Ancora a parlare dell’articolo 18? Ancora i soliti lamenti, le solite lagnanze? A coloro che ciecamente credono che l’articolo 18 dello Statuto sia opera meritoria, ricordo due o tre cosette:

1. innanzi tutto che quell’articolo 18 è una tutela di cui godono – dal 1975 – solamente i lavoratori che dipendono da imprese che occupano più di 15 dipendenti. In Italia , secondo le ultime statistiche, costoro rappresentano il 15/20% del totale dei lavoratori occupati nel settore privato;

2. che la sua esistenza in Italia costituisce senz’altro una minaccia all’ampliamento del personale , spingendo così le imprese verso quel fenomeno che viene definito “ nanismo”;

3. che essa norma esiste “ solo in Italia”. Essa non esiste in alcun Paese ad economia avanzata del mondo occidentale ( ma se è per questo non esiste neanche nel Vietnam, in Cambogia, nella Corea del Nord, a Cuba, in Cina, ecc) ., Francia, Germania, Inghilterra, ecc. E tuttavia ( dovrei forse dire “ e proprio per questo2?) tutti questi Paesi vantano maggior produttività interna e maggiori investimenti esteri

Possibile che sinistra e sindacati possano continuare a difendere questo privilegio di pochi ( ormai si tratta di un esercito di anziani, per i giovani non esiste proprio lavoro , altro che tutela!) a svantaggio dei troppi – diciamo tutto l’altro 80% dei lavoratori privati - che non hanno proprio alcuna tutela?

Crescita, liberalizzazioni, sviluppo ! Basta assistenzialismo peloso!

Roma martedì 20 dicembre 2011

Gaetano Immè

domenica 18 dicembre 2011

 DOMANDE CHE MERITANO RISPOSTE


Se il governo Monti pare navigare e galleggiare in uno spazio politico liquefatto, rarefatto, se questo Governo tecnico pare godere di una specie di lasciapassare implicito e concordato, imposto dalla condizione economica globale, ordinato dall’enorme debito pubblico italiano accumulato in mezzo secolo di lassismo finanziario governativo, determinato dal fatto che pochi ci capiscono effettivamente qualcosa e ancora meno sono quelli che hanno la competenza insieme alla responsabilità di dettare formule adeguate al momento , perché, mi chiedo, questa mancanza di risolutezza da parte del Governo dei Tecnici? Non credo si possa dubitare che il Presidente del Consiglio Mario Monti non si renda conto di questa eccezionale circostanza. Tutti ne hanno una precisa percezione, ma per una specie di omertoso accordo o di subdolo ricatto – scegliete voi - tutti fan finta che nulla sia cambiato. In verità ogni attore, ogni comparsa, ogni burattino di questo disgustoso e maleodorante teatrino politico che va in scena in Italia dal giorno delle dimissioni del Governo Berlusconi continua imperterrito a recitare il vecchio copione ma nella consapevolezza che la parte non esiste più. Ma i partiti fingono di essere i partiti, i sindacati di essere i sindacati, i giornali di essere i giornali e il Parlamento di essere il Parlamento. Una grande recita , una farsa collettiva nella quale le parti cercano di salvare la faccia.

La novità assoluta , diciamo anche sconvolgente, è che il mandato dato a Monti e ai suoi ministri è golpistico , è da “ insurrezione militare “. Faccia quel che deve essere fatto. La “sospensione della democrazia” vuol dire che il governo Monti può operare come se fosse un dittatore: assistito da un Parlamento “ fantoccio e bulgaro”, con la copertura dei grandi organi di stampa .. Raramente si sono visti La Stampa, Il Corriere della Sera e la Repubblica così allineati e la cosa suggerisce qualche preoccupazione. A questo si aggiunge la garanzia di totale copertura del Presidente della Repubblica.

Allora sorge spontanea una domanda : perché il governo Monti non occupa lo spazio che gli è stato dato, perché non usa i poteri dittatoriali che gli sono stati consegnati ? Perché modifica, ritratta, rivede, corregge, ipotizza, smorza, manipola , smozzica, implementa il decreto ( quello denominato “ salva Italia” ) che doveva essere l’emblema del cambiamento? Perché tituba invece di imporre? In fin dei conti il Paese, l’ex opposizione, l’ex maggioranza, l’opinione pubblica hanno accettato, chi con entusiasmo chi obtorto collo , la sospensione della democrazia. La grande menzogna costruita da Napolitano e dai suoi complici ( che bastasse mettere un altro inquilino a Palazzo Chigi per far risorgere l’Euro e l’Italia ) , quel cialtronesco “ Annibal ad portas “ ha convinto tutti (quasi tutti), siamo pronti alle lacrime e al sangue, anzi, più che pronti aspettiamo con remissivo coraggio, quasi con sadico desiderio di autoflagellazione, la dura strategia necessaria.

Ma c’è qualcosa che non funziona in questo quadro.


Ci si chiede perché il governo Monti faccia tattica attendista, ci si domanda quale sia la segreta, astuta strategia che sta perseguendo. Certamente qualcosa di forte, nuovo e assolutamente eccezionale deve giustificare e motivare il ritardo.

Perché non avrebbe senso aver sacrificato le regole della Costituzione e delle procedure canoniche, aver accettato una sospensione della democrazia, avere azzerato un Parlamento ancorché imbelle e incapace ma pur sempre eletto, avere svuotato i manifesti di tutti i partiti di maggioranza e opposizione, per ritrovarci nella stessa angosciosa rete di veti incrociati, di ricatti del Palazzo, di imposizioni di innominabili poteri forti, di credi ideologici odiosi e obsoleti.

Sarebbe gravissimo avere accettato una dittatura tecnica, di competenza, di emergenza, che non ci restituisce l’unico vantaggio della dittatura: quello di una linea di comando efficace, chiara, ideologicamente libera, senza condizione clientelare o di qualsivoglia subalternità… la utopica dittatura illuminata.

Per avere la copia conforme dei tanti governi del secolo scorso , imposti dal consociativismo colluso fra DC/PCI , tanto valeva votare subito, tanto valeva dare la parola al popolo, tanto valeva difendere la prassi canonica, evitare la ferita costituzionale e sostituire il Parlamento incapace con un voto popolare.

E se si trattasse di una vera e propria “ restaurazione”, uscita da una sorta di Concilio di Trento fra gli epigoni di quei due partiti politici i quali, con l’aiuto dei poteri forti e del Vaticano , potrebbero tutti riguadagnare potere dall’abbattimento dell’esperienza bipolare con un ritorno al proporzionale? Perché è sotto gli occhi di tutti che la “ manovra Monti” ha disintegrato il patto di collaborazione fra il P.D. e l’IDV, così come ha frantumato quello fra il PL e la Lega Nord. Perché le misure a carico dei lavoratori e dei pensionati accettate dal P.D. ha già fatto deflagrare la gamba sinistra del bipolarismo, come le stesse misure hanno frantumato l’asse politico fra PdL e Lega, gamba destra del bipolarismo. In queste condizioni non vedo quali prospettiva possa avere il PdL, mentre invece risulta molto più coerente che il P.D. , libero dal ricatto del’IDV e del SEL, si liberi della sua componente più massimalista, si allei con il“ Terzo Polo “ e che nasca un nuovo “ Fanfani”che metta insieme quel che resterà del PdL con il P.D. e col terzo polo.

Il giudizio è ancora sospeso. Ma se l’incertezza, il ritardo, i rinvii di Monti non sono una astuta strategia, e se invece anche questo governo sta subendo la pesante macina del sistema Italia, siamo veramente nei guai. Se nemmeno un governo con mandato assoluto, parlamento bulgaro, stampa allineata, copertura quirinalizia, totale appoggio della sinistra accademica che conta, riesce a perforare i veti incrociati del letale sistema Italia, siamo veramente “fritti”. La domanda su cosa potrebbe venire dopo è preoccupante.

FREQUENZE TELEVISIVE , ASTE, VERITA’, IPOCRISIE, MENZOGNE. ECCOVI SERVITI.

Parliamo di frequenze, argomento sul quale in Italia impreparazione e dabbenaggine diventano spaziali. Quanto segue è rivolto solo a quei pochi che vogliano capirci qualche cosa, senza essere già intruppati in qualche partito preso.

Le frequenze destinate alle telecomunicazioni si pagano, nel mondo, fior di quattrini, quelle televisive valgono, ovunque, molto meno. La spiegazione è ovvia, perché le telecomunicazioni mi vendono l’uso della frequenza (il contenuto ce lo metto io, parlando con altri), le televisioni, invece vendono un contenuto ( il programma televisivo , la cui produzione costa l’ira di Dio) , che trasmettono grazie alle frequenze

Ciò vuol dire che quelle televisive si devono regalare?. Alcuni lo hanno fatto (i francesi), ma preferisco altro: per tutte le frequenze si paghi il canone di concessione, destinato a coprire i costi operativi dello Stato, controlli compresi, poi si tassino con maggiore attenzione i proventi derivati dalla concessione stessa. Come dire : guadagni grazie ad un bene pubblico limitato, non disponibile per tutti, quindi paghi in ragione di ciò.

In Italia le frequenze televisive sono già state pagate. Solo che, grazie ad una legge votata dalla sinistra , sono stati pagati i privati che le cedevano, non lo Stato che le concedeva. Incredibile.

Vi risparmio l’intreccio di legislazione nazionale ed europea, ma fidatevi. Non va bene: se dopo cinque anni mi sono stancato, le frequenze devono tornare allo Stato. Il bello è che il proprietario degli impianti potrebbe vendersi anche quelle di chi non s’è stufato, aumentando il prezzo d’uso. Visto che si rifarà tutto da capo, si eviti di ripetere questo obbrobrio.

Vincenzo Novari, amministratore delegato di H3G ha ricordato che la gara in corso è un bando pubblico, approvato da tutte le commissioni esistenti, approvato in sede europea, sul quale i privati (anche stranieri) hanno fatto investimenti, annullarlo è come dire che la parola dello Stato vale zero. Non edificante..

Fare l’asta non ha senso, per le ragioni dette e perché, come ha ricordato anche Franco Bernabè, amministratore di Telecom, il deserto spingerà al ribasso. Dice Michele Santoro che lui partecipa e offre un milione. Troppo buono. Peccato che il solo affitto di un canale nazionale ne costa poco meno di cinque di milioni di Euro, sicché portarsene a casa sei di canali ad un milione conferma la solita cialtronesca uscita di Santoro. L’asta ha un senso se sono in concorrenza dei fornitori di rete, non se competono i canali televisivi, che sono solo dei fornitori di contenuti.

All’asta partecipa anche la Rai? Me la vedo e me la gusto la sceneggiata : un’asta al fine di colmare il debito pubblico, dove si buttano soldi di un’azienda di Stato. Da sganasciarsi dalle risate . Imperdibile. Proprio da italioti. E da idioti.

Informo che Mediaset sta comperando Dmt, dunque Mediaset avrà anche torri e impianti. La Rai è sempre stata contraria alla società degli impianti.

Ciò ci porta alla soluzione finale. C’è un solo modo per rendere guardabile il nostro mercato televisivo e consiste nel privatizzare la Rai (abrogando il blocco imposto dalla legge Gasparri, voluta dal centro destra).

Roma domenica 18 dicembre ’11

Gaetano Immè

giovedì 15 dicembre 2011

OGGI MI SENTO COME IL MAESTRO PERBONI DEL LIBRO CUORE

Confesso che mi sento “ stanco dentro” e che di conseguenza questo mio Blog resta muto, attonito , stupefatto. Mi sento come fossi il Maestro Perboni del libro “ Cuore “ di De Amicis , quello che “ sono rimasto solo al mondo “, ormai incompreso, sopra tutto incredulo di quello che ho visto accadere intorno a me. E’ scesa dentro di me una grande e profonda amarezza : ho visto il mio Paese assistere inerte, silente, vile al tragico fallimento della “politica” . Evento più volte vaticinato, molte volte da questo Blog anche preconizzato , ma solo come una eventualità, ma da combattere, da evitare, insomma una vera e propria sciagura per la democrazia. Mai avrei potuto neanche lontanamente immaginare come noi, “un popolo di santi, di eroi, di naviganti, di condottieri “, tutti noi, potessimo assistere così passivamente alla fine dei principi basilari della nostra democrazia.

Prendersela ora solamente con il peggior presidente che la nostra Repubblica abbia mai avuto non risolleva l’animo mio né risolve il problema.. Coloro che conoscono la nostra Costituzione, coloro che non si limitano a tenerne una copia – ma sempre ben chiusa - sotto l’ascella , come con Repubblica o con la “ baguette” – mentre bighellonano nelle piazze ( come si usava ai tempi del “ libretto rosso” , stesso DNA ) sanno bene, sanno molto bene come Napolitano l’ abbia stuprata la nostra Costituzione, articolo dopo articolo, pagina dopo pagina, per divenire il primo presidente dell'unica repubblica non presidenziale ( che dovrebbe essere democratica e parlamentare) mai eletto dal popolo. Costui ha svuotato ed esautorato il Parlamento, che pure il popolo aveva comunque eletto. Ha usurpato il potere in modo sovietico, ha creato una “ maggioranza parlamentare diversa da quella eletta dal popolo” mentre ancora il Governo eletto era in carica. Almeno O.L. Scalfaro ebbe il buon gusto e la misura di attendere la caduta in Parlamento del Governo Berlusconi ( quando nel 1994 la Lega Nord uscì dalla maggioranza per il noto motivo ) prima di verificare se nello stesso Parlamento fosse esistita una “ maggioranza diversa” (da quella eletta ma caduta), un potere che effettivamente ancora appartiene al Presidente della Repubblica. Invece Napolitano , con quella sua aria falsamente rassicurante, ha lui stesso organizzato , tramato, costruito una “ diversa maggioranza” mentre quella eletta era ancora al governo; ha usurpato il potere ed ora lo sta gestendo come gli pare , senza averne mai ricevuto il mandato da nessuno. Né lui, né tutti questi professori o tecnici, comunque tutti baroni universitari e bancari. Se ricordo come Giovanni Leone fu costretto a dimettersi dal Quirinale dalla caterva di balle e menzogne organizzate dallo stesso On Napolitano, dal suo PCI di allora e dalla Lidia Ravera mi va il sangue agli occhi. Tanto ormai la grande truffa di Napolitano e dei suoi sostenitori ( partiti politici , stampa e lobbies) è evidente: pareva che una volta che Berlusconi si fosse dimesso ( chi non ricorda il mantra di Bersani che andava da mesi ormai solo ripetendo “ Berlusconi si deve dimettere “ che è una delle prove evidenti della grande truffa ) tutto sarebbe tornato in ordine, crisi dell’Euro, credibilità dell’Italia, spread, Borse valori. Invece è ormai più- di un mese che la “ elite baronale “ è al Governo e le cose vanno ancora peggio: perché le Borse perdono ancora, perché lo spread è addirittura aumentato e perché è ormai a tutti evidente che la crisi riguardava l’Euro e non l’inquilino di Palazzo Chigi. Ma questo in fondo è solo la punta di un iceberg , di un processo che parte da molto più lontano. Se infatti la politica è fallita è proprio perché i politici tutti hanno smesso di farla, vuoi perché impediti, vuoi perché incapaci, vuoi perché privi di coraggio. Insomma, tutta la classe politica è agli arresti parlamentari, per ordine del Comandante Supremo delle Forze Armate d’Italia, Giorgio Napolitano. Come nelle peggiori repubbliche delle banane. Ma anche qui è troppo facile, da irresponsabili salire sul carro dell’antipolitica come specula Grillo, come speculano i partiti di estrema sinistra e di estrema destra.

Non abbiamo forse goduto di continui privilegi che la politica irresponsabilmente ci elargiva pur di mantenere il consenso politico anche quando lo Stato era in perdita? Non abbiamo tutti banchettato con le “ baby pensioni”, per esempio, negli anni ottanta/ novanta senza pensare che “ quel conto” lo avrebbero dovuto pagare prima o poi “ gli altri”? Non abbiamo forse seguito le oceaniche maree degli scioperi sindacali quando non ci elargivano abbastanza? E, sopra tutto, non ci siamo vergognosamente lamentati come fossimo dei poveri martiri invece che dei “ volgari scrocconi” quando qualcuno ha cercato di porre rimedio ( vedi Berlusconi nel 1994, nel 2001/2006 e da ultimo nel 2008/2011) alla realtà fallimentare a cui andavamo incontro?

La politica , per essere veramente tale, non deve e non può pensare solo al prossimo voto. La politica dovrebbe essere, dovrebbe avere, al contrario, la capacità di una visione più ampia degli interessi di un’intera nazione, di saperla spiegare, di fare la sintesi di tutti i legittimi egoismi ed essere in grado di prendere quei provvedimenti, anche dolorosi nel breve periodo, ma che si possono rivelare vitali per la stessa sopravvivenza di quella nazione. E allora, come può il popolo italiano pretendere che la politica italiana sia una politica degna e dignitosa , quando siamo i primi a vedere lo Stato e la politica solo e sempre come una vacca da mungere per i nostri interessi particolari , se siamo sempre pronti ad urlare che è colpa di qualcun altro, se sono sempre gli altri a dover fare i sacrifici. Siamo la patria dell’ipocrisia , dove, sia d’esempio, l’evasione fiscale è enorme perché le imposte sono troppo elevate , ma se qualcuno vuole modificare il sistema fiscale lo combattiamo perché ci fa comodo che la situazione resti come è; perché evadiamo tutti ma ci consoliamo ancora, come faceva Agnese nel 1600, dando agli altri le colpe che sono nostre. Siamo la patria del “benaltrismo “perché davanti ad un problema da risolvere – sia d’esempio la riforma della Giustizia – c’è sempre chi tira fuori sempre che “ ben altri sono i problemi che interessano il Paese “e così tutto resta immobile com’era e i Gattopardi regnano felici . Siamo anche la patria dell'invidia, un popolo di rosiconi, di biliosi invidiosi, di individui incapaci di conquistarsi un posto al sole con merito e che invece di accettare il confronto con gli altri , semina sugli altri dubbi, sparge illazioni ingiuriose ( guardate come esempi paradigmatici le acide uscite di Sabina Guzzanti contro l’enorme successo di Fiorello nonché la non richiesta astiosa uscita di Francesco De Gregori circa le canzoni di Fabrizio De Andrè, le quali non meritano altra risposta che il “ rosiconi!” dello stesso Fiorello ) , un esercito di diffamatori professionisti ( vedere Repubblica, Rai3, ecc) che mira solo ad emarginare chi emerge , perché sconvolgerebbe quell’aurea mediocrità. Nella quale costoro possono riuscire a sopravvivere.

La vera politica dovrebbe invece assumersi responsabilità di scelte che potrebbero sembrare impopolari in prima battuta, ma che si reputano necessarie per il bene comune. Quello di una nazione, quel fondamento ancestrale di un governo democratico di un Paese che tutti i politicanti affermano a chiacchiere di tutelare, ma che confondono invece con immediato tornaconto di bottega, con il quieto vivere, con il male minore, ossia con ciò che fa perdere meno consensi. Il bene comune è, invece, qualcosa che va oltre la contingenza, che aspira a migliorare davvero il benessere di un intero popolo, ma i cui risultati raramente si comprendono nel breve periodo. È quell’ investimento sul futuro della società per farla crescere, per farla espandere o anche solo sopravvivere, che ogni buon amministratore dovrebbe fare anche se ciò comportasse un minor consenso, un profitto personale e di partito minore.

Come se non bastasse, a queste difficoltà si aggiunge una caratteristica tutta italiana: non solo nessuno si assume il rischio di battersi per il bene dell’Italia , ma non si consente che lo facciano quei pochi che intendono assumersi questo rischio. Perché lo sanno, certo che lo sanno anche coloro che si trovano all’opposizione, cosa servirebbe al Paese , quali provvedimenti, quali riforme sono necessarie. Non hanno il coraggio di farlo direttamente, ma non vogliono neppure che lo faccia l’avversario politico al posto loro. Temono che il merito altrui finisca per far risaltare ancora di più la loro mediocrità e così, anziché contribuire al bene comune, agire davvero come un popolo unito, preferiscono boicottare ogni iniziativa, vuoi in modo apparentemente democratico, vuoi in modo chiaramente eversivo. Costoro sono mossi dall’irresponsabilità peggiore, da quell’avversione per il proprio Paese che fa loro affermare “ tanto peggio tanto meglio “ come insegnava Togliatti. Gentucola maneggiona capace solo di cavalcare le facili lamentele, di solleticare gli egocentrismi, di eccitare le viscere biliose di un popolo di rancorosi pur di accaparrarsi qualche consenso politico . E chi se ne frega che tutto questo vada a scapito dell’interesse nazionale.

Ma guardiamoci negli occhi e confessiamoci : ma è davvero solo colpa di questi politici o non è forse anche colpa nostra se la politica è fallita? La politica, diceva uno statista, condensa la cultura del popolo che vuole rappresentare. E non siamo stati proprio noi stessi che abbiamo permesso che il confronto democratico fosse sostituito, negli ultimi diciotto anni da uno squallido tifo da curva ? Un confronto che dalle idee si è trasferito alle persone ed agli schieramenti, con una consapevole campagna di diffamazione personale a danno dell’avversario, dove l’ingiuria è stata spacciata per libertà di opinione e di stampa, dove la demonizzazione e la denigrazione dei difetti personali ha preso il posto della satira, dove da tre anni la sinistra ha prodotto solo una idiota e autolesionista negazione di legittimazione politica nei confronti dell'altra, dove gente peraltro colta come Zagrebelsky, come Scalfari, come Spinelli , ecc si augurava che fosse tolta al popolo la sovranità politica perché “ questo stronzo popolo “ si permetteva di votare seguendo la sua testa , anziché i loro ordini. . Tutti coloro che si trovano dalla parte nemica, non più avversaria, sono essere indegni, incapaci, idioti, servi, ebeti, soggiogati, cerebrolesi e, pertanto, neppure degni di essere ascoltati.

Il risultato di questa scellerata azione culturale ( chiamiamola così, ma sarebbe meglio chiamarla” operazione di indottrinamento alla Goebbels “) ,l’esasperazione di questa delegittimazione è così giunta alle estreme conseguenze di negare persino validità democratica ad un legittimo voto popolare, arrivando a ritenere gli elettori, il popolo italiano come incapace di intendere e di volere, e quindi immeritevole del supremo diritto democratico.

E di cosa ci stupiamo allora? Non era certo così difficile prevedere questo fallimento della politica italiana. Che è poi l'inevitabile conseguenza del comportamento complessivo del popolo italiano negli ultimi decenni. Un popolo di parassiti , di mantenuti pubblici, di sanguisughe , un popolo che, non a caso, ha accettato senza profferire verbo che Ciampi e Scalfaro rovinassero l’economia accettando i diktat franco tedesco di un Euro a 1.936 lire senza essere interpellato, un popolo che ha subito e sta subendo la perdita delle sue libertà democratiche fondamentali senza gridare allo scandalo, un popolo che ha rinunciato alla sua sovranità, che accetta di essere governato dall'estero, che si appresta a veder svendere ciò che resta del suo patrimonio, che si lascia prosciugare ogni risparmio con una tassazione folle, inutile e recessiva, senza neppure lamentarsi, anzi quasi contento di subire questi soprusi. Perché va tutto bene così, vero? Siamo arrivati all’assurdo che accettiamo qualsiasi cosa da questo pseudo-governo del Presidente, da questo Richelieu / Monti guidato come un burattino dal Re Sole Giorgio, proprio perché non è espressione politica della parte nemica e non sappiamo quindi con chi prendercela, non siamo più in grado di valutarne gli atti, ma ci basta sapere che almeno non provengono dall’odiato nemico. Talmente accecati dall’odio non siamo più in grado di ragionare con la nostra testa e valutare quello che sta succedendo per quello che è, un sopruso, un golpe, un attentato al funzionamento delle istituzioni democratiche del Paese.

Un popolo che, con il suo stesso atteggiamento miope, egocentrico ed invidioso, ha finito per spianare la strada a chi da sempre sa approfittare della sua incapacità di sapersi far governare in modo democratico. Evidentemente, abbiamo proprio bisogno di questo commissariamento della politica, di farci succhiare il nostro risparmio a suon di tasse per salvare le banche, di farci svendere quel poco che ci resta, di ritrovarci veramente a terra, per capire che è arrivato il momento di rimboccarci le maniche e ricominciare, per capire che la politica è una cosa seria, quanto di meglio la mente umana possa concepire per far vivere e crescere una nazione, che è necessaria alla nostra stessa sopravvivenza,che è l’essenza stessa della cultura di un Paese. .

Non abbiamo affatto bisogno di “ottimati”, Spinelli e Napolitano permettendo, anzi, ma di una vera politica, di una vera classe politica che può essere tale solo se non si senta più ricattata dalla ricerca del consenso al suo partito, se possa decidere per il bene del Paese , se tutti noi la smettessimo di rubare allo Stato fingendo trattarsi di “ diritti acquisiti” mentre si tratta solo di “ rapine autorizzate”, se finalmente capissimo che – faccio un esempio paradigmatico – chi è andato in pensione a cinquantatre anni con il sistema retributivo, incassa mensilmente il frutto di una rapina ai danni del Paese ( alla quale comunque ha “ concorso”) non un diritto acquisito e che se tutti devono passare al sistema contributivo, i primi a pagare devono essere proprio costoro, non chi già di suo dichiara 100.000,00 euro l’anno pagandoci sopra le imposte.

Solo allora i politici potranno cambiare, solo allora potremo farcela, solo quando saremo noi stessi a far tornare la politica quello che dovrebbe essere. Non un “ magna magna”.

Roma giovedì 15 dicembre 2011

Gaetano Immè

martedì 13 dicembre 2011

DEDICATO AI SOLITI VENDITORI DI BUFALE



Da laico impenitente ma rispettoso e stanco e disgustato dal melenso coro dei demagoghi da quattro ( o da trenta?) denari , che vomitano e scrivono cretinate sulla questione dell’applicazione dell’ICI sui beni immobili del Vaticano – ovviamente situati in Italia - mi pregio , oltre che raccomandare vagonate di Memoril in quantità industriali, sintetizzare e rammentare a tutti gli smemorati di Collegno della sinistra italiana quanto segue.

La normativa in questione sull’Ici fu varata da un governo guidato da tale Giuliano Amato, e modificata dal secondo governo Prodi con tale Pier Luigi Bersani come Ministro. Quindi la «confusa applicazione» agli immobili vaticani della normativa sull’Ici , ridicolmente invocata dal Segretario del P.D. (per buona sorte solo omonimo di quel Ministro ) Bersani , anche questo però  Pier Luigi, ammesso e non concesso che si tratti davvero di una legislazione poco chiara, è una “ confusione” introdotta e voluta solo dalla sinistra nostrana.

Il Vaticano non paga l’Ici su parte del suo patrimonio immobiliare (cioè sui beni «destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, religiose e di culto») per una legge del 30 dicembre 1992, la numero 504. Ma non crediate che sia il solo Vaticano il destinatario di tale “ privilegio fiscale” ! Infatti per quella stessa Legge, dall’ICI furono escluse tutte le organizzazioni prive di lucro, dai sindacati alle Onlus, dai partiti politici alle altre confessioni religiose, alle fondazioni (comprese, guarda un po’ che preveggenza , anche quelle bancarie così care al Professor Monti ed a qualche Ministro del Governo del Presidente ! ), nonché Pro loco, O.n.g. , patronati, aziende sanitarie, gruppi sportivi dilettantistici. L’esenzione riguarda chiese,templi,sinagoghe,biblioteche, oratori, mense dei poveri, centri di accoglienza, scuole, case di riposo. In realtà, ciò che viene tutelato dalla Legge è la destinazione sociale e no-profit del bene immobile .Più che di un “ privilegio fiscale” si dovrebbe pertanto parlare di una norma di equità sociale. Sul resto, ovvero sugli immobili adibiti a scopi commerciali (appartamenti, negozi, ristoranti, librerie, alberghi, eccetera) il Vaticano paga l’Ici. Da sempre, anche se i demagoghi da strapazzo fingono di essere degli smemorati di Collegno.

Questa inutile polemica viene utilizzata periodicamente dai soliti venditori di bufale e di fumo, tipo Repubblica, tipo La Stampa, tipo Report , contando sull’ignoranza dei suoi lettori sugli argomenti. Così, tanto per vellicare la biliosa vena anticlericale ben inculcata nelle scatole craniche e nel DNA dei comunisti e cattocomunismi italiani da Togliatti e dai suoi epigoni e propagatasi nei loro successori ed eredi  e per agitare un falso problema che copra il vuoto assoluto delle loro inesistenti proposte. Sparare sul Vaticano, sulla Chiesa , è fonte di soddisfazione per queste persone , le quali , invece di ragionare, sono state abituate, non dimentichiamolo mai, dapprima ad eliminare fisicamente e successivamente a criminalizzare chi non la pensa come loro. Mai a discutere.

Da allora, i successivi interventi dei governi sulla questione dell’ICI del Vaticano sono stati solo i seguenti.

Nel 2005, con il d.l. numero 163 del 17 agosto , il governo Berlusconi varò un decreto legge in cui venivano riconfermate le esenzioni che tuttavia di fatto erano già comprese dalla normativa originaria. Siccome però non fu convertito in Legge il decreto non produsse effetti.

Un successivo decreto legge , il numero 203 del 30 Settembre 2005, sempre del Governo Berlusconi, stabilì invece che l’esenzione si applicasse «alle attività indicate a prescindere dalla natura eventualmente commerciale delle stesse».Una misura esclusivamente di carattere “ interpretativo” e non innovativo.

Nel 2006., in piena campagna elettorale, la sinistra aveva promesso modifiche alla legislazione su Ici, Chiesa e mondo no-profit. Pertanto il nuovo esecutivo, ( Governo Prodi, Ministro dello Sviluppo tale Pier Luigi Bersani ) di centrosinistra mise mano alla materia e con l’ultimo ed ennesimo decreto legge, quello numero 248 del 4 Agosto 2006, introdusse una formulazione molto vicina all’originale: «L’esenzione si intende applicabile alle attività indicate che non abbiano esclusivamente natura commerciale».Un testo che trasuda una inusitata benevolenza verso il Vaticano da parte di un Governo di centrosinistra. Forse, ma io sono maligno lo sapete, una "captatio benevolentiae" per acquietare gli animi dei teodem che costituiscono una grossa fetta del P.D ? Forse un conflitto di interessi?


MA QUANTO ANCORA VI DOBBIAMO SOPPORTARE?  QUOUSQUE TANDEM, NAPOLITANO ATQUE   MONTI,  ABUTERE PATIENTIAE  NOSTRA?


Ormai è tanto chiaro da abbacinare le pupille , da far male agli occhi: la speculazione , i mercati se ne sbattono altamente del governo impostoci in Italia da Re Giorgio Travicello (guidato da un Don Rodrigo inviato dall’”innominato”: il sistema bancario internazionale) e delle sue misure. .Loro scrutano solo le decisioni europee , quelle che riguardano la moneta unica, l’Euro. Se le decisioni dell’Europa mancano, se non si decide di difendere l’Euro con la Bce come fa la Bundesbank con la Germania, come fa la FED negli Usa, come fa la Bank of China con la Cina, come faceva la Banca d’Italia con la lira; se le grandi decisioni europee sono quelle assunte da Sarkozy e dalla Merkel di rivedere gli accordi e se ne riparla a marzo 2012, allora la “speculation “si frega le mani e , come fanno le leonesse , che del branco degli gnu aggrediscono quelli malati e deboli, aggrediscono l’Euro ( perché sotto scacco non c’è l’Italia, come vi raccontano, come non c’è la Francia come tra poco vi dovranno raccontare, come non c’è stata la Grecia che nessuno si è comprato a prezzo stracciato mi pare, come non ci sarà la Germania come cominciamo a temere…) per mangiare e per arricchirsi acquistano titoli di debito pubblico a tassi di interesse sempre maggiori, cioè speculano sui debiti pubblici sovrani degli Stati europei. Insomma la “ speculation” non compra BOT italiani perché mira , se non onorati alla scadenza, a comprarsi la Finmeccanica o l’Eni, per dire, ma perché rendono il sei o il sette per cento invece che il due per cento come gli altri (a causa della scellerata politica adottata dai nostri pessimi rappresentanti sin dalla fine degli anni ’70 ). Vedere al capitolo crisi greca, dove i “ prestasoldi” americani, francesi e tedeschi, i nuovi Napoleone ( o i nuovi Cambronne?) dell’Europa , se la sono spassata allegramente prestando negli anni passati ai greci i loro soldi a tassi da vergogna. Oggi Mr. Spread ha superato i 470 punti, nonostante che Monti abbia tassato gli italiani oltrepassando ogni umano limite di sopportazione. Una manovra che non condivido , come più volte ho scritto, perché obbliga “ i soliti noti “ italiani a dissanguarsi , ma quel denaro va solo ad arricchire continuamente proprio la “speculation”


E’ poi evidente come il sole che l’Europa dell’euro sta fallendo miseramente. Per quanto mi riguarda l’euro si sta rivelando un misero fallimento: troppo costoso per alcune nazioni con strutture economiche “deboli” (vedi l’Italia); troppo debole per altre nazioni con un’economia più solida e strutturata (vedi la Germania). In questo contesto, la tendenza è la diaspora ed è quello che sta avvenendo in Europa. Dove ognuno va per la sua strada. È stata sufficiente un’ondata speculativa, per mettere a nudo che il progetto dell’Euro si è rivelato per quello che è: inconsistente ed inesistente .Oggi l’Europa è una entità pseudo-unitaria tenuta unita solo da rigidi vincoli di stabilità difficili da rispettare per le specifiche esigenze delle singole realtà nazionali, che non sono tutte uguali.

Dunque, gli euroscettici hanno vinto? Non posso che concordare. Una grande nazione europea sarebbe un sogno, ma l’Europa così come è oggi non è una nazione europea, ma un semplice contratto commerciale fra nazioni con una serie di clausole vessatorie per alcuni Stati (tra cui l’Italia), a vantaggio esclusivo di altri Stati (tra i quali Francia e Germania). Ed è chiaro che un siffatto contratto, prima o poi sarebbe stato disatteso dinanzi alle prime difficoltà di adempimento. Il fenomeno speculativo ha rivelato la vera (in)consistenza del patto europeo, mettendo a nudo arroganze tedesche e debolezze economiche dei paesi del sud Europa ( come l’Italia, la Spagna, il Portogallo la Grecia ).È stato sufficiente proporre l’istituzione degli eurobond ed un ruolo più attivo di vero “ prestatore di ultima istanza” della BCE per farci come i tedeschi considerano l’euro “ cosa loro”, infischiandosene bellamente del resto d’Europa, fino a giungere all’ipotesi di un’uscita dal circuito là dove le altre nazioni europee non si adeguassero (e fate pure presto! ) alla loro logica.

Intanto dal 2000 l’Italia non ha più sovranità monetaria. Non può decidere strategie né può attivare tutti i meccanismi necessari per infondere nuova fiducia nei mercati. Ha mani e piedi legati . Può solo genuflettersi davanti alla Merkel affinché cambi idea sugli eurobond ( cosa impossibile) e che la Germania si decida a collaborare abbandonando atteggiamenti di arrogante superiorità. Abbiamo solo un po’ di moral suasion, che però appare davvero poca cosa sopra tutto perché Napolitano ha sventrato “l’autorevolezza” del nostro esecutivo, guidato da un non eletto da nessuno che cerca disperatamente di convincere un politico che rappresenta lo Stato economicamente più potente d’Europa. In questo momento l’Italia può solo pregare che l’Europa franco-germanica le faccia la carità e “ordini” alla BCE di emettere gli eurobond o di acquistare qualche BOT italiano. Sono la Merkel e il suo governo che fanno il bello ed il cattivo tempo in Europa. e che alla guida della BCE: ci sia Draghi, un italiano, non conta assolutamente niente, visto è pur sempre un italiano che prende ordini dalla Germania, e non certo da Palazzo Chigi, dove peraltro abbiamo pure un inquilino abusivo.

Forse sarebbe il caso di chiudere qui con la moneta unica e tornare alla cara vecchia lira. Non saremmo certo gli unici. Il ritorno alla moneta nazionale è ormai preso in considerazione da mezza Europa. È indubbiamente un passo indietro, ma ormai è un passo che molti giudicano inevitabile, davanti allo stallo dell’Europa dell’euro, incapace di progettare una politica monetaria unitaria che tenga conto degli interessi di tutte le nazioni europee e non solo dell’interesse germanico.

Come Richelieu del Re sole Napolitano, essi fingono di non accorgersi degli errori commessi con la sospensione della democrazia e con questa inutile manovra repressiva.

Sarà difficile che Napolitano e i bocconiani si rendano conto che stanno facendo sprofondare il Paese nel baratro della recessione economica. Sento intorno cori adulatori melensi ed ipocriti, vedo sindacati asserviti al politicamente corretto, vedo la stampa e i media proni davanti al Governo dei banchieri e dei Baroni universitari, vedo i partiti politici confusi, andare alla deriva ormai ammanettati, polsi e caviglie, da quella maggioranza ipocritamente concessa dal Parlamento a questo “ Governo “ non eletto ma imposto. E come Catilina mi sento di urlare “ quousque tandem abutere , Napolitano atque Monti , patientia nostra?”, fino a quando il popolo italiano dovrà sopportare la vostra elitaria e criptica arroganza ? Fino a quando dovremo sopportare Voi e la vostra menzognera ed ipocrita scusa che “ il Paese è sul baratro “ così che faranno passare questa manovra suicida con il voto di fiducia ? I cittadini non avranno così più alcuna speranza di appellarsi alla politica, i partiti paiono seguire la deriva in cui Napolitano li ha trasportati senza opporre alcuna resistenza. Spero che la situazione degeneri e lo faccia anche malamente..

Appello al Pdl: è il momento che qualcuno rispettoso della democrazia e degli interessi del Paese , ritrovi dignità e coraggio e mandi a gambe all’aria questo governo e convinca il principale artefice del disastro, Napolitano, ad indire nuove elezioni ( grazie alle quali saranno i cittadini a decidere la strada maestra da seguire ) ed a scappare subito dal Quirinale. Possibilmente senza rubarne l’argenteria.

Se veramente dobbiamo schiattare , che lo decida il popolo , decidiamolo noi, non una squadraccia “bravi manzoniani”, di Nibbio e di Egidio, di “ baroni universitari e di banchieri affama popolo” , non eletti da nessuno.

E vedrete che saranno propri gli italiani, che Napolitano e Monti considerano coglioni e stronzi, ad imporre quelle riforme strutturali che la invereconda architettura istituzionale italiana ha continuamente bloccato . Certo, il pericolo di un crollo del PdL e del PD è lapalissiano. Si sono genuflessi davanti ai diktat di Napolitano e come costui siano tutti cacciati via, Napolitano dal Colle e quei partiti o buona parte di essi, dal Parlamento. Ma il popolo non deve e non può essere commissariato come hanno architettato Napolitano e Monti, se vogliamo la vera democrazia. E se a qualcuno, oltre a Napolitano ed a Monti, passasse per la testa che non sia il popolo a decidere del proprio destino, allora stia bene in campana: la democrazia, sotto questi colpi durissimi, correrà seri pericoli, quali quelli che possono insorgere da un popolo fatto cornuto e mazziato.Dal suo Presidente della Repubblica.

Roma martedì 13 dicembre 2011

Gaetano Immè

sabato 10 dicembre 2011

NAPOLITANO, SI AVVICINA IL TUO REDDE RATIONEM, TIENITI PRONTO A SCAPPARE NOTTETEMPO DAL COLLE. E NON RUBARE LE POSATE ……


Le scelte operate dal governo non sono tutte condivisibili, anzi: alla fine, invece di tagli e di liberalizzazioni ci ritroviamo con più tasse e con maggiori facilitazioni , con profferte di immediati lauti guadagno per le banche. Vedremo meglio solo dopo il Consiglio europeo. Ancora oggi siamo solo alle parole. Nelle parole, però, c’è troppo che non va. E’ il ruolo di Napolitano, della presidenza della Repubblica, un ruolo assai diverso da quello che disegnarono i Costituenti.

Con un “lapsus freudiano “ , nel presentare il decreto “di salvezza nazionale” il Rettore bocconiano si è lasciato sfuggire a “ Porta a Porta “ “… il capo dello Stato e il Parlamento hanno chiesto a questo governo …”. Ma vi risulta, per caso , che nella nostra Costituzione vi sia traccia alcuna di richieste che il Quirinale possa far valere sul governo? Il professor Monti è stato sincero ed ha detto la verità lui il mandato lo ha ricevuto dal Colle non dal popolo. Il che sarebbe pure accettabile ma solo se questa procedura fosse stata attivata “ dopo “ la crisi del Governo Berlusconi. Invece è una “ porcata “ perché ha preceduto la crisi del Governo Berlusconi .Napolitano non si è avvalso delle prerogative che la Costituzione riserva al Capo dello Stato, quella di verificare se – caduto un Governo eletto – non vi fosse in Parlamento un’altra maggioranza. Napolitano ha fatto peggio rispetto ad Oscar Luigi Scalfaro. Non s’è limitato a quel che la Costituzione stabilisce, ma è andato assai oltre. Così ha di fatto ordito, preparato, cucinato ,organizzato un “ Governo tecnico” mentre era ancora in vita quello votato dal popolo. Puro stile sovietico, buon sangue non mente. Tanto che chi guida oggi l’esecutivo, tutti uomini del “ sistema bancario ed europeo sul punto di fallire ”, boriosi che credono di possedere la formula magica sconosciuta alla politica ed ignota al popolino servo imbecille, si riferisce a quel mandato per riassumerne sia la funzione che la legittimità  “.. il capo dello Stato ha chiesto a questo governo.."

Come definire un tristo figuro che si gloria pure del fatto che “… il capo dello Stato ha chiesto a questo governo “? Che si fa tronfio Primo Ministro di un Governo nato dal tradimento della Costituzione e del popolo com’è questo Governo di Napolitano? Come definire un “ barone accademico “ della Bocconi – neanche della Statale - , un segugio splendente delle Banche d’affari come Goldam& Sachs che si loda e si sbroda di voler ridurre i costi della politica, ma arraffa senza ritegno ed incamera per se stesso un inutile laticlavio – robetta da venticinquemila euri al mese, per essere precisi - elargitogli da Re Giorgio Travicello il giorno dopo le dimissioni del Governo Berlusconi? Una modesta comparsa , dalla faccia presentabile, scelta dal regime di Re Giorgio e profumatamente pagata per eseguire il golpe costituzionale di Re Giorgio ai danni del popolo italiano. Ma guardate la splendida foto del “ Palco Reale” della Scala! Eccoli gli uomini del golpe , tutti mummificati ed imbalsamati, tutti a mostrarsi al “ popolino stronzo” che estasiato e genuflesso applaudiva ; una liturgia degna del Bolscioi degli anni quaranta del secolo scorso, del fascismo e del nazismo, di qualche repubblica sudamericana, delle “ parate “ che hanno riempito le cronache degli anni bui del secolo scorso.. Fra mummie imbalsamate e genuflesse al Conductator e consorti in lamè griffato, quella foto è la perfetta sintesi di “ quella sporca dozzina”.


Il New York Times ha detto, senza troppi giri di parole, quel che in Italia sanno tutti, ma nessuno dice per timore e per paura delle ritorsioni del regime: Giorgio Napolitano invece che Presidente della Repubblica , è stato un protagonista politico assolutamente fondamentale nell’avversare politicamente il governo di centrodestra di Silvio Berlusconi. Il vero segretario del P.D. è Napolitano, altro che Bersani! A questo blog poco o nulla interessa la pura bega politica , la lascia molto volentieri ai troppi faziosi ed imbecilli che interpretano la politica come una fede, magari calcistica. Il tema vero è diverso: dal 2006 abbiamo un inquilino del Colle che dal 2008 è antagonista della maggioranza elettorale, e questo è l’esatto contrario di quel che afferma la Costituzione. Non si tratta di una questione minore, ma addirittura di una questione dirompente, altro che storie.. Dice, per esempio, Napolitano: “ il presidente firmerà il decreto preparato dal governo Monti “.Perché mai questa “ uscita non richiesta”? Napolitano non è la stessa persona che rifiutò di firmare il decreto preparato dal governo precedente ? Sostenne , allora , che non era vero che l’Europa ce lo avesse chiesto o che ci fosse fretta.. Disse ieri : “non ne firmerò più “. Adesso invece, passati solo trenta giorni, firma, eccome se firma. Le regole del gioco non possono adattarsi alla squadra che vince. Il Colle aiuta l’esecutivo dei tecnici, finge che la politica sia superflua, ove non dannosa; in Parlamento le forze maggiori non saranno in grado di dire quel che pensano, commissariate per propria viltà e paura di ritorsioni sempre temute in ogni regime che si rispetti; le misure varate saranno approvate per mancanza d’alternative. Dopo di che, prima o dopo, si torna a votare e gli elettori forse avranno dimenticato, insomma c’è la Champions League, c’è il Campionato di Calcio, tutto dimenticato, potranno scegliere fra acquiescenti e ciarliere amebe politiche o vocianti o tonitruanti apparenti oppositori . Al popolo ludes et circenses.

Intanto c’è un “ decreto salva Italia” ancora in confusione , un’Europa che perde la Gran Bretagna e che pretende di darsi nuove regole imponendo una comune “mise” fiscale a Paesi diversi, senza imporre alla Bce di fare quello che deve fare: la Banca centrale e d’emissione d’Europa. Ovvio che la Germania non lo voglia, come non vuole gli eurobond, perché non vuole rilasciare fidejussioni a favore di Stati scialacquoni e demagoghi. . Il giudizio di questo Blog sul decreto “ salva Italia” è sintetico: una gran bolla di sapone, un fallimento ormai imminente Ne spiego le ragioni. Comincio con la reintroduzione dell’ICI sulla prima casa. Altro che anomalia tutta italiana, come il Rettore bocconiano spaccia. La vera anomalia, caro Professor Monti è. che una persona debba pagare un affitto annuo sulla casa che si è comprata con una vita di lavoro e sacrifici! L’ICI è sempre a carico di quelli che già pagano le imposte, peraltro senza neanche introdurre un quoziente familiare. Alla faccia dell’equità. Un’operazione oppressiva e deprimente per la quale bastava un Ragioniere di Catania, invece che un Rettore di Milano. L’innalzamento dell’età pensionabile è un ordine che ci è stato impartito da Bruxelles, non certo una trovata del Preside. Il passaggio per tutti i pensionati, passati e futuri, al sistema contributivo è l’unico elemento che condivido e che plaudo. Ma lo hanno applicato con il consueto demagogismo, sbagliando tutto. In fatti l’introduzione del “ contributivo” “ da adesso” comporta uno schiaffone all’articolo 3 della Costituzione perché crea una profonda , assurda disparità di trattamento fra uguali.. Fra chi si sta godendo una ricca pensione retributiva, magari baby; chi si godrà pro rata una bella pensione retributiva ed anche minimamente contributiva e chi – i nostri giovani , solo loro i nuovi paria del Presidente Napolitano – pagherà per tutta la vita i privilegi delle prime due caste. Uno schifo, peggio che macelleria sociale ! Cosa dire poi della decisione di tagliare il Fondo Sanitario Nazionale (e cioè il portafoglio dell’assistenza sanitaria pubblica) di 2,5 miliardi di euro ? Una misura che serve a privatizzare la sanità, a far preferire le cliniche private Ma quale equità, ma quale sobrietà, ma quale futuro! Si trincerano dietro all’alibi dei “ diritti acquisiti”! Ma di cosa cianciate,! Ma quali “ diritti” avete acquisito? Quello di rubare dalle tasche dei giovani le vostre pensioni privilegiate? E dunque io dovrei difendere la folta schiera di coloro che, coscientemente, hanno incassato per decenni, magari da quando avevano cinquanta anni, pensioni milionarie senza avervi adeguatamente contribuito?Ma quale difesa di “ diritti acquisiti”! Qui si tratta della difesa di una “ rapina “ ! Se “ contributivo” ha da essere, che “ contributivo” sia, ma per tutti. Dunque anche per quelli già in pensione e per quelli che dovranno andarci. Una bella imposta su costoro , che rimetta le cose a posto e che serva per far restituire, in tutto o in parte, il malloppo maltolto negli anni passati poteva sistemare le cose. Alla fine si poteva dire “ equità”, senza farsi ridere dietro. Poi c’è la misura sui capitali scudati, il prodotto di uno Stato pezzente , truffatore, accattone ed imbroglione, di uno stato che non mantiene la parola. Allora perché, con lo stesso metro non estorciamo – faccio un esempio –altri quattrini a chi ha utilizzato un condono passato ? Hai fatto il condono ? Hai pagato? Bè! Ora paga ancora un tot! Vorrei proprio vedere cosa succederebbe! Barche, auto, posti barca, ecc , solito andazzo: misure che soddisfano le budella astiose e biliose di chi vede in esse sterco del demonio, ma non capisce che si tratta di spremere sempre coloro che , possedendo auto, moto, barche e posti barca , le imposte, dunque, già le pagano. Una bellezza! Blocco dell’adeguamento delle pensioni a partire da 950 euro al mese? Una follia! Oltre i 1.400 euro al mese? Una stronzata! Prendere le pensioni oltre i 3.000,00 Euro mensili e giù una bella ritenuta adeguativa al contributivo E della benzina? Sulla quale siamo capaci di pagare ancora il contributo per il Belice ? Prendiamo ancora l’obbligo di pagare con moneta elettronica gli acquisti pari o superiori ai 1.00,00 euro. Bella roba, vero? Praticamente, di questa misura godranno le banche che così potranno guadagnare ancor di più sul sudore della gente. Ma quale sviluppo, ma quali liberalizzazioni ! Il cinico tartassamento del ceto medio e medio basso è il segnale più drammatico di questo distacco. Non riesco a spiegarmi il pianto dell’altro giorno della Fornero, quando sarebbe bastato che, nel momento in cui il governo preparava il suo decreto, facesse presente che si trattava di profonde iniquità, le quali si potevano evitare indirizzandosi verso altri obiettivi, come quello della dismissione del patrimonio immobiliare inutilizzato, del valore ben più consistente di quanto potrà derivare dalla tassa sulla prima casa e dal congelamento delle pensioni oltre i 960 euro o i 1.400 Euro. E ci voleva una squadra di “ baroni universitari”, di “ senatori a vita” super pagati per mettere insieme tutte queste amenità? Al circolo delle bocce sotto casa mia ci sono fior di governanti…….

La concomitanza del vertice europeo di Bruxelles, quello del 9 dicembre scorso, quello in cui Merkel e Sarkozy hanno chiesto nuove regole per l'euro, impone un interrogativo interessate. E se tra Napolitano e Monti fosse spuntato lo spettro dell'eventualità che i sacrifici imposti nei giorni scorsi agli italiani da una manovra aggiuntiva fatta di sole tasse e di nessuna riforma strutturale possano essere irrisi, annullati, vanificati dal vuoto politico esistente al vertice dell'Europa? Si comincino a preoccupare i Signori Onorevoli Napolitano e Monti invece di prestarsi al ridicolo “ culto della personalità” cui stiamo assistendo. Costoro farebbero bene a porre questa questione al centro delle loro preoccupazioni. Perché è stato facile tramare, tradire la Costituzione, ingannare un Governo e sostituire in nome dell'emergenza un governo politico legittimato dagli elettori con un governo tecnico imposto dalle lobby bancarie, editoriali e burocratiche del paese. Ed è stato ancora più facile infierire sulle categorie più deboli della società italiana con una stangata diretta solo a fare cassa ed avere i conti in regola per far sentire la voce dell'Italia in Europa. Ma adesso questa voce deve farsi sentire, deve farsi rispettare. E, soprattutto, deve contribuire a risolvere la vera causa della crisi in cui il paese si trova ormai da alcuni anni a questa parte. Cioè la crisi dell'euro dovuta all'assenza di una Europa dilaniata dagli interessi nazionali delle sue due nazioni più forti: Germania e Francia.

Il difficile, per lor Signori Napolitano e Monti, uniti dal cappio al collo del “Governo del Presidente”, viene proprio adesso. E non viene dal fantasma di Berlusconi o di Bersani o di qualche altro esponente politico italiano, ma viene da Bruxelles, da Parigi, da Berlino. Ed è rappresentato dal pericolo che la crisi dell'euro e dell'Europa non trovi una qualche soluzione e che gli italiani (ma anche molti altri popoli europei) debbano prendere atto di aver buttato i propri sacrifici al vento degli egoismi di Merkel e Sarkozy o della sudditanza dell'attuale governo italiano ai poteri forti ed ai governi dominanti dell'Europa.

Napolitano e Monti, vi aspetto al varco, se fallite, visto che lo avete voluto, ve ne dovete andare di corsa, di corsa ed a calci nel sedere.

Roma sabato 10 dicembre 2011

Gaetano Immè