Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 31 gennaio 2011

"O D'ALEMIANI  CHE SEMPRE STATE ALLA BARCA, ALLA VELA, AL TIMONE! TANTO VENTO VOI RESPIRATE CHE AVETE IL CULO CHIACCHIERONE!"

Dedicato da Curzio Sukert, cioè da Curzio Malaparte, a chi si sente , senza averne titolo, un oracolo e che , senza provare  la minima  vergogna, straparla troppo . Eppure non si può certo dire che Massimo D'Alema non conosca la Costituzione italiana, perchè  ha sempre vissuto in Parlamento come deputato del PCI , non ha mai svolto una propria attività o professione se non quella di " politico", è stato anche Presidente di una famosa Commissione del 1997 che, ca va sans dire,  fallì miseramente;  è stato anche Presidente del Consigio dei Ministri dal 21 ottbre1998  al 22 dicembre 1999 (D'Alema I) e dal 22 dicembre 1999 al 25 aprile 2000 ( D'Alema II), XIII Legislatura, con incarichi ottenuti da due Presidenti della Repubblica e cioè da O.L. Scalfaro il  21 ottobre 1998  e poi da  C.A Ciampi il  22 dicembre 1999 , senza che sia stato mai , dunque,  investito dal voto popolare. L'uomo è quello che è, il fallimento politico fatto persona; un persona, per esempio, che, colta con le mani nel sacco,  come un approfittatore,  a vivere in affitto in una casa dell'INPS a quattro soldi  , si decise a comprarsene una con i soldi propri solo dopo essere stato scoperto e messo spalle al muro, come un ladruncolo. La botte, si sa,  dà il vino che ha.  L'uomo ed il suo partito , anche " pro-tempore" , non hanno mai, dico mai, vinto una consultazione politica popolare che sia una , il che qualcosa vorrà pur dire. Solo grazie  il famoso "  golpe giudiziario" del 1995, D'Alema ed i suoi sodali, sono riusciti a guidare direttamente  due Governi, appunto i due Governi  D'Alema, ma senza , in quelle due occasioni, che mai sia stato richiesto il voto del popolo. Solo con i soliti giochini di palazzo, solo di nascosto al popolo italiano, solo con la complicità di due Presidenti della Repubblica, suoi sodali anzichè super partes come Scalfaro e Ciampi, personaggi tutti corifei  della politica degli accordi sottobanco , i post comunisti sono riusciti a guidare un Governo.  Non bastasse dunque tutta una vita passata da D'Alema nel PCI ad agevolare in Italia  l'istaurazione del regime comunista  che obbligava il " popolo" a votare per il solo partito Comunista ( il così detto  pluralismo dei comunisti e degli ex comunisti di oggi è ancora a questi livelli, significa:- " molti comunisti a diffamare ovunque, nessuno del centrodestra deve avere la parola" -  nasce da queste radici culturali e storiche, tanto per essere chiari), D'Alema  ancora dimostra di non aver capito, dopo la bellezza di sessantadue anni,  una cosa semplicissima. l'Italia non è un " regime comunista", ma una Repubblica democratica, il popolo non si è mai fidato di lui: vuol dire che esiste un luogo istituzionale - il Parlamento -  deputato  a discutere e decidere di questioni politiche. Invece D'Alema propone formule politiche di Governo alternativo a quello eletto dal popolo mentre viene intervistato in RAI . Ricordo all' On. D'Alema che  un Governo si sfiducia in Parlamento, non in RAI, davanti a compiacenti, proni e servili mezzobusti, nè sui giornali, nè in camera da letto nè, tanto meno, in postriboli  moralisti ridicolmente "papalineggianti". E poi, scusate tanto, ma per quale ragione politica - non ho parlato di pettegolezzo, ma di ragione politica e giuridica- un  Governo dovrebbe dimettersi quando oggi la sua maggioranza alla Camera , con l'appoggio dei venti del gruppo dei Responsabili ( si dice stiano anche arrivando due deputati di MpA, anche l'attore Luca Barbareschi e alcuni rumors danno per probabile anche qualche sorpresina da parte di Pannella...) non teme confronti? D'Alema dunque si assuma la responsabilità di quanto parla, costringa, se ne è capace, suo partito politico ad assumersi la responsabilità politica di proporre, oggi,  un'altra mozione di sfiducia  al Governo ( sarebbe la quinta in poco più di un mese se non sbaglio - 14/12/2010, FIAT, sfiducia a Bondi, primarie a Napoli -  coraggio così, dopo i quattro sganassoni ,  rimediate anche una bella cinquina in faccia! ) e la presenti in Parlamento per la votazione. E che vinca il migliore.

SCALFARI E D'AVANZO INVITATI AD UN DIBATTITO IN TV STANNO ZITTI. CHISSA' PERCHE'
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Ho notato che domenica Scalfari su Repubblica ha aggredito Giuliano Ferrara. Ho letto che lo stesso Ferrara  ha risposto per le rime  al Vate, proponendo  un dibattito  in TV , Ferrara da una parte e Scalfari e D'Avanzo dall'altra. Questo blog è curioso di sapere perchè il " duo" di Largo Fochetti tace. Un'idea ce l'abbiamo sul perchè il " duo" tace, ma vogliamo vedere come va a finire, vogliamo proprio sapere chi sarà il fellone che si sottrarrà al dibattito,  che si annuncierebbe  molto interessante.


FESTA DEL RINGRAZIAMENTO ANCHE IN ITALIA

Oggi è un " giorno radioso" per il Paese, è necessario che tutti lo sappiano e che tutti lo ricordino! Anzi, che sia disposta , per il giorno d'oggi, una speciale ricorrenza da elevare a  " festa del ringraziamento" . Così per sempre generazioni e generazioni di italiani onoreranno la memoria di questo giorno che diventerà più importante di qualsiasi altra ricorrenza laica. Ma quale Unità! Ma quale "Liberazione"! Oggi a Todi, nasce ufficialmente il Terzo Polo !Gli italiani potranno finalmente dormire sonni tranquilli perchè il LORO futuro e quello dei loro figli e quello dei figli dei figli sarà assicurato. Eccoli finalmente, ci vorrebbe magari un Pelizza da Volpedo per dipingerne una degna iconografia da contrapporre  al " Quarto Stato", magari all'"Urlo" o magari a " Garibaldi a Teano". . Ma volete mettere! Insieme Fini, Casini e Rutelli ! L'Italia aveva in tasca tre statisti giganti e lo ignorava! La  gente credeva che fossero tre mantenuti pubblici, nessuno di loro con una sua attività oltre quella di essere mantenuti da noi e appena hanno assunto ruoli pubblici, ecco i risultati:  Rutelli  che, come ex Sindaco di Roma, deve rifondee miliardi di lire condannato com'è stato in via definitiva dalla Corte dei Conti per avere speso illecitamente soldi del Comune di Roma durante la sua gestione!  Fini , quello che il giura di dimettersi se venisse provato che Giancarlo Tulliani è il proprietario della casa di Montecarlo e che, quando questo viene provato, non si dimette; un uomo senza onore, un pupazzo politico. Fini, indagato per truffa aggravata per la casa di AN regalata al cognatino, concussore di funzionari RAI per fare ottenere alla suocera milionari contratti RAI! Casini che siede in Parlamento solo grazie alla mafia, perchè  con l'UDC ha superato lo sbarramento del 4% alle ultime politiche solo grazie ai voti che gli ha portato quel galantuomo  di Cuffaro, l'ex Presidente della Regione Sicilia condannato " in via definitiva" asette anni di galera per " favoreggiamento alla mafia"! Il nuovo che avanza!  A Todi! A Todi! Sì, ma con bastoni e forconi alla mano!!!!


LA RAFFINATEZZA DEI FASCISTI

Una menzione particlare per la raffinatezza usata dal sito di " Generazione Italia", sito del FLI guidata da uno statista eccezionale: Gianfranco Fini. Andate sul sito e leggerete una lettera bellissima, raffinata, filiosofica, di una squisitezza degna del leader Fini e del suo incancellabile passato di fascista. " Non fate giocare i vostri bambini con i figli di chi vota Berlusconi". On Fini, che ne dice di metterci anche un bollo in fronte, oppure sui polsi, o una nota - tipo " giudeo" a Lei così cara e consueta - sulla " carta di identià", oppure di procedere insieme a Flore d'Arcais, a Travaglio, a Santoro, a Scalfari, a Barbara Spinelli e compagnia raffinata, ad un bel censimento dei  figli di chi vota per il centrodestra? Da lei, questo ed altro.....

UN PROCURATORE COME SI DEVE

Gian Carlo Caselli è insigne Magistrato, ora Capo della Procura di Torino dopo tanti anni passati a Palermo. Privo del minimo senso della vergogna che un uomo normale proverebbe al suo posto: per avere, solo un esempio,  richiesto ed ottenuto una carcerazione preventiva  per Calogero Mannino sulla base di accuse rivelatesi poi assolutamente infondate; altro  esempio, per aver accusato di tutto Giulio Andreotti con un processo ultradecennale che è finito nel ridicolo di una " assoluzione condannatoria" che rappresenta  il capolavoro della meschinità dei Magistrati idelogizzati;  costui, dicevo, vorrebbe imporre, per Legge o per Costituzione, che " le ragioni della pubblica accusa meritino non solo rispetto ma anche che impongano all'accusato di sottoporsi al processo" ( testuali sue dichiarazioni all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Torino). Chiedo al Procuratore: e perchè mai l'accusa deve avere maggiori diritti della difesa, quando in uno Stato di Diritto, in una " giusto processo" è affermato da mille anni di civiltà giuridica esattamente l'opposto? Forse il Procuratore pensa che sia giusto dunque sottoporre a gogna mediatica pubblica degli innocenti? Forse il Procuratore va fiero di avere esposto al pubblico ludibrio gente come Musotto, come Mannino, come Tortora, come Carnevale, come Nobili, come Gamberale, come Berlusconi Silvio ( capi d'imputazione del 1994 risultati poi in Cassazione " inesistenti")? Ma il Procuratore, ossessionato ed accecato dal suo odio per Silvio Berlusconi, perde ogni forma di ritegno e arriva ad affermare che " ... per colpa di Berlusconi la gente crede che ormai il Tribunale sia uno strumento di lotta politica anzichè un luogo dove si tutelano di diritti in base a regole scritte". Per essere chiari, Caselli ritiene dunque che sputtanare come mignotte senza prove alcune, alcune donne,  con 600 pagine di pettegolezzi ,che non sono reati penali , sia fare " tutela dei diritti"?  Caselli tifa dunque per questa immonda violazione della privacy? Oppure ritiene che un Tribunale debba perseguire non tanto i " reati penali" quanto " i peccati" morali? Se ragiona così un Capo di una Procura, che aspettate a fare la riforma della Giustizia ed a obbligare il Magistrato a pagare per i propri errori?


Roma lunedì 31 gennaio 2011

Gaetano Immè

venerdì 28 gennaio 2011

FAVORI DEI MAGISTRATI A FINI - UNA GAG DA FRATELLI DE REGE. MA RESTA IL PROBLEMA ISTITUZIONALE

Lungo l'elenco dei  favori, delle collusioni, dei silenti accordi  fra Fini e la Magistratura .L'ultimo è degno di una gag da Fratelli De Rege, quella famosa di " Vieni avanti, cretino"! Riguarda i documenti relativi alla famosa casa di Montecarlo,  che dimostrano come la proprietà sia di Giancarlo Tulliani. Modestia a parte, questo blog l'aveva previsto, l'aveva vaticinato fin dallo scorso luglio 2010 quando affermai - da  Commercialista  in pensione -  che la vendita  fatta prima alla Printemps Ltd e poi da questa alla Timara Ltd , la prima per 300 mila Euro e la seconda per 330 mila Euro, altro non erano che la foglia di fico organizzata da esperti truffaldini che non solo utilizzano per le loro  " sòle " Compagnie off shore,  ma ricorrono anche al
" doppio passaggio" per creare, artificialmente e con raggiri , la figura truffaldina del così detto " terzo in buona fede" ( in questo caso la compagnia attuale proprietaria ) che esiste solo nel nostro diritto - deve essere quindi stata organizzata da una mente da " sòla" italiana - e che crea la seguente conseguenza giuridica: se il prezzo della finta seconda compravedita è congruo , la vendita esplica i suoi effetti a favore del " terzo" a meno che venga provato ( e qui casca l'asino in Italia ) che il terzo fosse a conoscenza dell'intento truffaldino. Non contenti di non aver disturbato nessuno dei possibili denunciati truffatori ( nè Fini, nè Giancarlo Tulliani, nè testimoni della truffa indicati nella denuncia stessa ) i novelli Fratelli De Rege di Piazzale Clodio , il Capo Dr Ferrara e l'aggiunto Piefilippo Laviani, davanti ai documenti che ieri il Ministro degli esteri ha trasmesso alla Procura di Roma, hanno meso in scena la solita gag da avanspettacolo. Invece che la trita e nota :" Vieni avanti, cretino!" ormai abusata, il copione di stavolta è stato:" Ma noi mica le abbiamo richieste...!" Incredibile! Documenti che provano una "truffa" che " non interessano" ai Magistrati che devono indagare sulla truffa! Siamo a livello di Ambra Jovinelli, con tutto il rispetto per i nani,  le ballerine ed i comici del Teatro! Aspettiamo ora il giorno 2 di Fbbraio prossimo, quando un GIP del Tribunale di Roma dovrà decidere se " archiviare " la denuncia di truffa presentata da militanti di AN o se ordinare al duo De Rege di proseguire con le indagini. E perchè.  Insomma parafrasando la frase " male non fare, paura non avere!", per i Magistrati romani " domande non fare, risposte non avere!".

Ma sia chiaro che questa romanzesca e - diciamo pure  la verità -  squallida e meschina storia truffaldina di questa casa a Montecarlo,  della quale riferisco per dovere ma non certo per piacere, non c'entra proprio nulla con il mio convincimento che Fini occupi illecitamente la Presidenza della Camera, dove " l'illecitamente " non deriva da suoi  eventuali " reati" penali ma direttamente dalla Costituzione che prevede , repetita juvant,  " superpartismo" e " terzismo" politico quali elementi caratterizzanti le cariche Istituzionali, quale è la Presidenza della Camera. E se è pur vero che non esiste una procedura per indurre un Presidente della Camera a dimettersi,  è pure vero che , pur senza scomodare vecchi e recenti casi similari, è stato lo stesso Fini a delineare i confini politici insuperabili della sua carica. Fu quando, davanti alla campagna elettorale per le scorse elezioni Regionali ( ricordo che allora  Fini non solo era  Presidente della Camera, ma anche il  " cofondatore" del PdL, era "uomo di fiducia " della maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni politiche ultime, non era ancora leader del movimento FLI ) affermò pubblicamente di " non potersi impegnare con il PdL nella campagna elettorale per rispetto istituzionale alla sua carica pubblica di Presidente della Camera ". E' necessario, come sempre, sgombrare il campo dal " tifo" e vedere se c'è un poco di "onestà" intellettuale. Perchè quello che non regge, nel borrelliano ed inconsistente  teoremino  resistenziale di Fini e dei suoi seguaci, è insistere sulla " terzietà" presidenziale ( della Camera)  per delegittimare  come attacchi alle " istituzioni" quelle messe in campo dalla maggioranza tesi semplicemente ad  evidenziare l'uso improprio , da parte di Fini stesso,  della carica stessa. Mi pare un assurdo totale: chi viola la costituzione o la sua prassi vorrebbe imporre il silenzio a chi evidenzia tali violazioni. Non si può sperare in una soluzione endemica di questo conflitto, proprio perchè una delle due parti in conflitto- nel caso, Fini - è - uso una similitudine - il ladro che pretende di rubare imponendo il " silenzio" a chi grida " al ladro!". Qualcuno si è reso conto della assurdità della posizione costituzionale di Fini, contemporaneamente Presidente della Camera e keader di FLI che è un partito di opposizione alla maggioranza politica che governa e che lo innalzò, come suo uomo di fiducia, alla Presidenza della Camera., anche fra i suoi fedelissimi. Cito, ancora una volta, lo stesso Prof. Campi Alessandro, politologo di riferimento di FLI, che ormai chiaramente e ripetutamente invita Fini a dimettersi dalla Presidenza della Camera per potersi finalmente dedicare legittimamente alla campagna elettorale del FLI. Ma se così non dovesse essere, il peso di questa surda situazione, una volta esperito negativamente  il tentativo della maggioranza di chiedere le dimissioni di Fini, non resta che augurarsi un intervento del Capo dello Stato, magari avvolto dalla dovuta riservatezza, che riesca a consegnarci un sistena istituzionale credibile.

LA BOTTE DA' IL VINO CHE HA , NON ALTRO.

La botte dà il vino che ha, come pretenderlo diverso da quello che c'è? Dunque cosa mai posso aspettarmi di nuovo da tanti banchieri, politici, amministratori, professori, opinionisti che sono nati, allattati, cresciuti, panciuti, vissuti, ingrassati nell'Italia degli anni dal 1950 in poi dominata da una visione statalistica, centralistica, stalinista dello Stato ? I nomi sono da " effetto", ma la sostanza è semplicemente " da scarto", da " apparenza", chiaramente " da cestino". Amato, ex braccio destro di Craxi ( che però ignorava, guarda caso, le tangenti ) ex Presidente del Consiglio -. seppure ricordato più per la "rapina" notturna che organizzò nottetempo rubando, con modi banditeschi,  dai nostri conti correnti bancari quel famoso tre per cento , che per altro- , poi il Professor Pellegrino Capaldo democristiano di sinistra dalla nascita e per carriera sia accademica che bancaria. Oggetto della discussione:  una " imposta patrimoniale" per la riduzione del nostro debito pubblico". L'ex Primo Ministro propone, sul Corriere della Sera,  al PD ed al Terzo Polo di lanciare una " imposta patrimoniale " che deve colpire un terzo della popolazione italiana ( considerata agiata) con un dieci per  cento sul reddito, da pagarsi in due anni" così da ridurre il nostro debito pubblico del 30/40%. Tutto ciò, specifica l'On. Amato, perchè " sarebbe responsabilità delle nostre generazioni, che quel debito hanno creato, non lasciarlo in eredità ai giovani". Il Professor Amato ancora si bea di ritornelli stonati, perchè il debito pubblico non è il prodotto di una certa generazione di politici, ma è il risultato sedimentato di una economia contraria al mercato, alla competizione, di una economia centralista e statalizzata. Comunque la si metta, una Imposta " Patrimoniale" poi, in un Paese come il nostro soffocato da un'abnorme pressione fiscale, ingessato da tutta una serie di ostacoli legislativi, sindacali, giudiziari che ne hanno ostacolato la crescita e lo sviluppo ,  è sempre stata una via che porta a deprimere gli investimenti e quindi la produzione, che porta ad una fuga dei capitali all'estero, che riapre il ricorso alla spesa pubblica assistenzialista. Via diversa è quella suggerita suempre su Il Corriere della Sera, dal Professor Capaldo. La riassumo: ogni proprietario di casa offre la sua casa per risanare il debito pubblico. Eccolo, ci risiamo, quasi come il " dono delle fedi al Duce", poco ci manca. Dunque una bella ipoteca sulla casa di ognuno di noi che garantisca il pagamento di una bella patrimoniale  che colpisca la " rivalutazione degli immobili". Tanto per chiarire le idee di chi legge, il Porfessor Capaldo sta parlando di toglierci la bellezza di Novecento ,iliardi di Euro dalle tasche, oltre le imposte che già paghiamo. Con questa " rapina", con questa " refurtiva", illumina il Professore,  facciamo scendere al 50% il nostro debito pubblico.Non comprendo perchè, tra l'altro, questa " patrimoniale" dovrebbe colpire un bene, la casa, che ognuno di noi ha acquistato con denaro già tassato ( imposta su imposta, professore, non credo che stia tanto bene). La verità è che la " imposta patrimoniale" è ormai una sorta di " reisduato bellico " ma della prima guerra mondiale, più che della seconda. Tutto ciò è un triste, squallido " dejà vue", prodotto di una cultura democrastiana e comunista  che tenta disperatamente di rirpodursi geneticamente in qualsiasi modo ma che cozza sempre contro la spinta modernizzatrice e contro i ripetuti  suoi fallimenti. E' esattamente opposta la via che dobbiamo seguire per superare il problema. Aprire il mondo del lavoro alla competitività, aprire la produzione alla globalizzazione, agevolare con una revisione fiscale gli investimenti esteri, ecc....Insomma, pare che a sinistra non ci sia nulla di nuovo, se non il solito ricorso alla magistratura, al moralismo d'accatto, alla demonizazzione e criminalizzazione dell'avversario. Perchè, sia chiaro, questa è la sinistra oggi in Italia. Due nomi vecchi, Amato e Capaldo, che propongono strumenti fiscali medioevali, primarie da polizia giudiziaria, scrittori imberbi che nominano Commissari del popolo al posto dei segretari politici, gente orecchinata che dà il meglio si sè su un palcoscenico che in politica, politici proni ai loro padroni giudiziari.....

PAROLE SENZA SENSO

Qualcosa non mi torna, le parole volano ma come le pietre, lasciano il segno e uno, ripensando, magari vede tutto più chiaro. Per esempio, parliamo di Berlusconi che, secondo tante persone, è ricattato. Poniamo che sia così. Da chi? Da qualche donzella. Poniamo che sia così. Ma ha anche pagato la donzella. Poniamo sia così. Ma ,intervongo io, se un ricattato paga il ricattatore, il ricattatore cosa deve dare al ricattato? Oltre quella cosa che tutti pensate, birbanti!  Ma certo! Deve stare zitta! Ma allora che razza  di ricatto è, se tutte le donnine non fanno altro che parlare ? Bohhhh!!!!!

IDEE SCONCLUSIONATE. ANDIAMO BENE, SAVIANO! 

Dedicare un regalo-  come altro definire una lauera honoris causa a Saviano? - è un gesto non richiesto, come dire " guardatemi quanto sono bello", un volersi mettere per forza al centro dell'attenzione anche quando nessuno lo voleva. Insomma, Saviano soffre di protagonismo acuto, malattia che sovente, ottunde il cervello. Così l'esimio ha dedicato - non richiesto- la sua brava lauretta honoris causa - bah! - " ai magistrati di Milano che soffrono per aver compiuto il loro dovere". Avrebbe potuto dedicarla ai Magistrati uccisi dalla mafia, avrebbe potuto dedicarla ai carabinieri che cercano di arrestare i mafiosi ed i camorristi, alla popolazione che  , senza scorta alcuna, sopporta una  vita di tutti i giorni sotto la violenza della camorra, insomma una persona intelligente avrebbe trovato ben altro. Invece questo signorino, questo nuovo Oracolo  non di Delfo ma di Casal di Principe, questa novella Sibilla Cumana, dalla sua cuccettina calda calda, col suo bel conto corrente ben rimpinguato dai 320mila euro che ha ottenuto per tre comparsate da Fazio, protetto da una scorta ( che poi, se fosse proprio vero che Saviano nintralcia la camorra, non credo che la scorta nulla potrebbe come dimostra la storia italiana )  , ignora chi soffre veramente di camorra perchè lui stesso non ha ne mai sofferto , semmai ne ha goduto , viste le risorse di cui dispone. Così lui parla di libertà di stampa, parla di paesi dove non si può vivere, parla del casertano oppresso da camorra e corruzione,ma campa alla  grande , protetto da scorta  nella sua bella casa, ignora cosa significhi il sacrificio, firma appelli pezzi di carta, si atteggia a santone predicatore, lancia moniti ed accuse a Berlusconi ( è quello il suo mestiere, altro che scrittore!) come se fosse già stato definitivamente ondannato, insomma un tribuno da quattro soldi. Adesso fa il Nanni Moretti come se scoprire che il PD è in coma fosse una cosa da eminenza ! Ma se lo sanno anche i pupetti! Ma quale pensiero, ma quale profondità.....


TORQUEMADA TORQUEMADA!!!!

Caspita! La Torquemada Ilda Boccassini, un furia , una erinni del moralismo papalino tipo " non ti toccare", tipo" non pensare alla patata" tipo " non si dicono parolacce", ma se lo fai ti spadello una bella comunicazione giudiziaria dove il peccato diventa, come in un regime talebano, anche  reato, anche questa erinni immacolata, pomiciava in ufficio! Roba da matti! Pomiciava...diciamo così, perchè una che viene beccata dall'usciere , alla sera, in ufficio, quando tutti se ne sono andati, seduta a cavalcioni, a gambe aperte, su un uomo non è proprio "un  pomiciare", ma piuttosto......e pure in ufficio! Ma non si deve dire! Allora la logica è questa, seguitemi: io scopo in ufficio quando e come voglio, perchè io sono io e voi non siete un cazzo! Io non sono ricattabile anche se sono un Magistrato, perchè io so io e voi nun siete un cazzo! Capite? Bene. Inoltre, sicome io sono sempre n io e voi non siete sempre  un cazzo, se vi pesco che toccate il sedere di un fanciulla che ci sta, giuro su Dio che vi rimando a giudizio dell'ayatollah di turno e avete voglia a recitare partnostro o avemaria! In galera! In galera!


GAD LERNER SEI SEMPRE LO STESSO

Gad Lerner è sempre il solito. Sta lì ad imbastire un processo senza avere alcuna prova della colpevolezza di una persona e poi si risente se quella persona gli grida in faccia quello che è: un falsario. Lui fa l'indignato ma lo seguono giusto i cerebrolesi terminali. O le Carmen Moravia Llera, una volta esaltatrice di puttane, corifea del " io la dò a chi e quando mi pare ", oggi ridicola e vecchia ( ricordate De Andrè? " Si sa che la Llera dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio, s sa che la gente da buoni consigli se non può più dare cattivo esempio") ridicola e stantia caricatura di una impresentabile chierichetta o sanguinaria  barda papalina, moralizzatrice , ma solo degli altri!


Roma, venerdì 28 gennaio 2011

Gaetano Immè

giovedì 27 gennaio 2011

GLI SCHELETRI  DI ANNA FINOCCHIARO, SENATRICE COMUNISTA ED ORA DEL P.D.

Lo scorso 15 novembre la senatrice capogruppo del P.D. Anna Finocchiaro era  presente all’inaugurazione del presidio territoriale di assistenza di Giarre, vicino a Catania. L’appalto, del valore di 1,7 milioni di euro (finanziamenti pubblici) è stato affidato senza gara alla Solsamb Srl, amministrata da suo marito, il Dr. Melchiorre Fidelbo. Ora però la Guardia di Finanza ha sequestrato gli atti, la Procura di Catania ha aperto un fascicolo e gli ispettori regionali, con una relazione, hanno concluso che tutta la procedura “è illegittima”. Facciamo un passo indietro: nel luglio 2007 vengono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le linee guida ministeriali per i progetti del Piano Sanitario Nazionale benedetto dall’allora ministro Livia Turco, compagna di partito della Senatrice Anna Finocchiaro. Un mese dopo, il consorzio Sanità Digitale presenta il progetto per la Casa della Salute di Giarre, dal costo di € 1,2mln. Al suo interno ci sono, con quote del 5%, il dipartimento di Anatomia dell’Università di Catania guidato dal Prof. Salvatore Sciacca, l’Azienda Sanitaria 3 di Catania guidata ai tempi dal manager Mpa Antonio Scavone; la Tnet Srl con il 40% e la Solsamb Srl amministrata dal marito della Senatrice del P.D. Anna Finocchiaro che detiene il 50%. Caduto il governatore siciliano Totò Cuffaro – il proconsole di Casini in Sicilia , l’uomo che ha portato milioni di voti siciliani all’UDC di Casini, voti che hanno permesso all’UDC di entrare in Parlamento superando lo sbarramento, l’uomo però, che è stato ormai definitivamente condannato per “ associazione mafiosa proprio per “ quei voti” ” a sette anni di galera - scatta la rivoluzione sanitaria del suo successore Raffaele Lombardo, che ha costituito il MpA che, grazie ad accordi con il FLI di Fini ed il P.D. di Bersani e Finocchiaro governa la Sicilia,  in barba al votopopolare  che aveva eletto il Governo di Cuffaro. In Sicilia non servono “Case della Salute” ma “Presidi Territoriali di Assistenza”. Carte alla mano è necessaria una rimodulazione. E i costi lievitano: 20mila€ per lo studio del territorio, 420mila per il “project management”, 50mila per l’assistenza al progetto hardware ed 1,2milioni per i “software diversi”. Il totale lordo sale a € 1.690.000, esclusi i costi gestionali non previsti, “con un incremento – scrivono adesso gli ispettori della Regione – del 17% rispetto al progetto del 2007”.La lievitazione dei costi si accompagna con un passaggio di consegne: il consiglio di amministrazione del consorzio Sanità Digitale stabilisce che tutti i proventi saranno attribuiti alla Solsamb Srl del marito di Anna Finocchiaro. Piccolo particolare: in tre anni nessuna gara pubblica è stata bandita. Il 30 luglio 2010 l’Azienda sanitaria 3 guidata dal manager Giuseppe Calaciura, militante dell’Mpa di Raffaele Lombardo, sigla la convenzione con la Solsamb. Poco tempo dopo il Pd entra in giunta con Lombardo forte del sostegno della senatrice democratica. E così si arriva al paradosso: il 15 novembre, per inaugurare il presidio sanitario, si ritrovano insieme due mondi storicamente distanti, anche solo ricordando che nel 2008 Anna Finocchiaro si era candidata alla presidenza della Regione siciliana contro Lombardo (e il centrodestra). Si ritrovano, dunque, nella “Casa della Salute” di Giarre, Comune roccaforte dell’Mpa : il Dottor Melchiorre Fidelbo, marito della senatrice Finocchiaro, amministratore della Solsamb Srl, il manager MpA autonomista Giuseppe Calaciura che ha siglato la convenzione , il Sindaco di Giarre Teresa Sodano pupillo di Raffaele Lombardo, Massimo Russo, magistrato assessore regionale alla Sanità, l’ex ministro Livia Turco, ideatrice delle Case della Salute e , appunto, la Senatrice Anna Finocchiaro, moglie del Dr. Melchiorre Fidelbo.Intanto scattano le proteste dei cittadini di Giarre perché da poche settimane è stato chiuso l’ospedale principale. “ Anna Finocchiaro....... Vergogna!”, gridano, il filmato è rimbalzato sul web, all’improvviso la senatrice si avvicina ai manifestanti e chiede: “Vergogna di che?”. Accanto a lei c’è il marito amministratore dell’azienda che ha vinto l’appalto senza gara. Gli ispettori regionali inviati dall’assessore Massimo Russo hanno stilato una relazione di dieci pagine, adesso finita in commissione Sanità. L’appalto della Solsamb sarebbe stato affidato in violazione del D.lgs 163/2006 e “dei principi di libera concorrenza – scrivono gli ispettori – parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché quello di pubblicità”. Secondo gli ispettori, l’affare avrebbe “violato il Codice degli appalti” trattandosi di importi di rilevanza comunitaria “e non rientra nei casi di esclusione”.Gli ispettori intervengono anche sul passaggio di consegne tra il Consorzio Sanità Digitale partecipato dalla Solsamb e la stessa Solsamb: “in ordine a ciò – si legge nella relazione – occorre rilevare che tale attribuzione caratterizza la fornitura quale “esternalizzazione” che, come è noto è espressamente vietata dall’art.21 della legge regionale 14 aprile 2009 n.5 che dispone che “è fatto divieto alle aziende del servizio sanitario regionale o agli enti pubblici del settore di affidare mediante appalto di servizi o con consulenze esterne, l’espletamento di funzioni il cui esercizio rientra nelle competenze di uffici o di unità operative aziendali”.“Sulla base della documentazione acquisita – conclude la relazione – e delle analisi svolte, con riguardo anche agli atti assessoriali propedeutici al procedimento autorizzativo, si ritiene che il provvedimento di affidamento a privati dell’organizzazione ed informatizzazione del PTA, da parte dell’Asp di Catania, evidenzi i profili di illegittimità, come sopra esposti”. Su questi presupposti è stata annunciata da Massimo Russo la revoca imminente dell’appalto.L’amministratore unico della Solsamb srl, Melchiorre Fidelbo, ha chiesto un’audizione alla Commissione Sanità dell’Ars dicendosi “a disposizione per avere l’opportunità di descrivere e far comprendere il rilievo scientifico che il progetto sperimentale di “Casa della salute” rappresenta per la sanità Siciliana”. Contemporaneamente il Dr. Fidelbo ha annunciato ricorso al Tar sostenendo che la gara d’appalto non era necessaria perchè si trattava di “opere dell’ingegno” e che non esisterebbe alcuna connessione tra la vicenda e il ruolo politico della moglie, cioè la Senatrice del P D Anna Finocchiaro. . Ha anche osservato che “il clima che si e’ voluto instaurare di strumentalizzazione politica non consente uno sviluppo compiuto e sereno del progetto a 3 o 5 anni”, minacciando querele agli organi d’informazione siciliani. Ma la Procura di Catania , secondo quanto rivelato dal procuratore capo Vincenzo D'Agata, ha aperto un'indagine penale sulla procedura amministrativa che ha portato all'affidamento senza gara dell'appalto per l'informatizzazione del Presidio territoriale di assistenza (Pta) di Giarre assegnato alla Solsamb srl, la società guidata dal marito della senatrice Pd Anna Finocchiaro, il ginecologo Melchiorre Fidelbo. Si tratta, è ovvio, di un atto dovuto e conoscitivo, del quale, allo stato non ci sono né indagati né ipotesi di reato. Ma vi terrò informati. La Senatrice Anna Finocchiaro, per reazione interiore comprensibile da un lato umano, continua imperterrita ad apparire nei vari talk show televisivi con il solito sorrisetto sprezzante stampato sulla bocca e, vedo - prevedo-stravedo- che bollerà con sommo disprezzo del ridicolo queste notizie come " il solito fango del centrodestra sul centrosinistra ". Arcisicuro di essere invece  un “ uomo libero” che considera come notizia da dare al pubblico “ il reato in sé stesso ” chiunque lo abbia commesso ( per cui dare la notizia di un reato compiuto da Di Pietro o da Fini o da Vendola è, per la Finocchiaro, infangare una persona perbene, mentre fare la stessa cosa contro uno di centrodestra, altrettanto perbene è , sempre pe la stessa Finocchiaro  pura
“ libertà di stampa”) questo blog seguirà con attenzione e con curiosità l’evolversi della indagine.


FINI , FLI ED OPPOSIZIONE .OGGI E SEMPRE UNA VERGOGNA

Non credo che l'Onorevole Napolitano sia disposto a peggiorare la sua  già pessima fama di " palo sul Colle" per conto dei suoi compagni comunisti o ex comunisti o come diavolo oggi si chiamano gli eredi del PCI di Togliatti e di Stalin perchè eletto solo con i voti dei suoi compagni di partito. Già così come sta , il Presidente Napolitano, non ostante una  scadente e sospetta ostentazione  di superpartismo  costituzionale malriuscito, è il terzo Presidente della Repubblica, nella storia della Repubblica Italiana, che viene eletto con una maggioranza ridicola e ridotta ai soli suoi compagni di partito politico, caratteristica che confligge violentemente con le caratteristiche costituzionali della carica, elezioni che avevano sempre superato abbondantemente un consenso istituzionali superiore al 70% degli aventi diritto al voto nel Parlamento in seduta congiunta.  Era già accaduto  in Italia negli anni sessanta-settanta  prima con Antonio Segni ( dall'11 maggio 1962 al 6 dicembre 1964) e poi  con Giovanni Leone (  dal 29 dicembre 1971  al 15 giugno 1978) , entrambi elevati dalla DC al Colle - a causa dei molteplici problemi di ordine pubblico che l'allora P C I aveva creato a bella posta ( per ottenere maggior potere)  in Italia ( basta ricordare i disordini di Genova contro il governo Tambroni III Legislatura, dal 25 marzo 1960 al 26 luglio 1960 ) e la successiva stagione del terrorismo.- il primo  con il 52,6%  di consensi istituzionali dopo otto  inutili  scrutinii  e il secondo  con   il 52,0%, di consensi istituzionali dopo ventidue inutili scrutini . L'On. Giorgio Napolitano fu infatti eletto al Colle, dopo quattro inutili scrutini, il 15 maggio 2006 con il 54,8% di consensi istituzionali. Indubbiamente, come anche in passato questo Blog ha sostenuto, l'imbarazzante  conflitto costituzionale che Gianfranco Fini fa vivere al Paese occupando la Presidenza della Camera dei Deputati nonostante sia contemporaneamente leader della formazione politica del FLI , fazione politica dichiaratamente avversa alla attuale maggioranza eletta dal suffraggio popolare, non può che " preoccupare " il Colle ma non certo spingerlo ad intervenire sulla questione che è sicuramente più politica che istituzionale. Certo, molti precedenti condannano Fini sotto il profilo politico ed istituzionale come un okkupante illecito, manon e siste norma costituzionale nè usi e precedenti che possano risolvere la questione se non la sensibilità culturale e politica che , evidentemene, mancano assolutamente al Presidente della Camera. Oggi però ci sono novità sull'argomento, perchè non solo - come sosteneva questo Blog - la maggioranza in carica ha presentato un'interpellanza parlamentare per mettere in discussione il doppio amorale incarico di Gianfranco Fini, ma ormai da tempo, anche i suoi  stessi sostenitori ideologici , come  il Professor Campi, come lo stesso On. Menia, sollecitano le sue dimissioni dalla carica istituzionale anche per averlo come bandiera della prossima campagna elettorale. Non dimentichiamo, tra l'altro, che lo stesso Gianfranco Fini aveva pubblicamente dichiarato, il 25 settembre scorso, che se le carte avessero indicato in Giancarlo Tulliani il proprietario della casa di Montecarlo, lui avrebbe immediatamente dato le dimissioni dalla Presidenza della Camera. Bene, stamattina alla Camera, durante l'intervento del Ministro degli Esteri, le " carte inequivocabili" sono state esposte: come era facile prevedere Giancarlo Tulliani è il proprietario della famosa casa di Montecarlo che Fini ha sottratto ad AN ed ha praticamente regalato ad una società off shore con sede in paradisi fiscali caraibici dietro la quale si cela Giancarlo Tulliani. Fini non può che dimettersi dalla carica. Il minimo senso del pudore bolla la confusine scatenata dall'opposizione al Senato oggi per quest faccenda, ma c'è un elemento molto inicativo, che è il seguente. Uno o più militanti di F L I, hanno informato il FLI ottenendo il relativo  previo assenso, hanno denunciato il Ministro degli Esteri Franco Frattini alla Procura della Repubblica di Roma per il reato di " abuso d'ufficio". Vedremo il seguito, fra poco. Intanto, ove no n bastasse, siamo proprio alle comiche finali. Fin'ora Fini non ha avuto la dignità di fare le valigie e , sopra tutto, questa denuncia  è la " pistola fumante " di uno scellerato accordo fra FLI e Magistratura, che questo Blog da tanto tempo sospetta e Fini, non appena scoperto con le dita nella marmellata, si è precipitato sotto le gonnelle della Magistratura per richiederne la omertà, anzi la impunità. Concludo dicendo ai finiani ed ai loro impresentabili sodali della sinistra che certamente in tutti questi anni un " abuso" vero e proprio c'è stato. Ma non di Frattini. Sono costoro chehanno abusato della nostra pazienza e che riempiono il Parlamento di chiacchiere e pettegolezzi, invece che di proposte pr il vero bene ndel Paese. Li paghiamo noi! Vergogna! Andate a lavorare!


Roma, Giovedì 27 gennaio 2011

Gaetano Immè

mercoledì 26 gennaio 2011

GNOSCE TE IPSUM - SE LI CONOSCI, LI EVITI

Da Micromega di ieri

Andrea Camilleri - l’involuzione della specie- Homo berlusconensis
" Grazie alla televisione Berlusconi ha creato una involuzione di homo sapiens a sua perfetta immagine e somiglianza. Un essere che rifiuta la cultura e l’intelligenza, che osanna alle virtù del Capo, che ne invidia lo stile di vita. Un grande scrittore traccia, come un naturalista, il catalogo classificatorio di questa solo parzialmente inedita specie zoologica."

Natalia Aspesi - Foemina berlusconensis
" Proprio negli anni in cui le italiane ottenevano il divorzio, un nuovo diritto di famiglia, la parità salariale, la legalizzazione della pillola e dell’interruzione di gravidanza, la cancellazione del delitto d’onore, in televisione iniziava a circolare l’immagine di una donna sempre pronta a denudarsi, a sorridere, ad ammiccare e a tacere. Quel modello berlusconiano ha trionfato, fino al parlamento e agli scranni del governo ".
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Quando guidi la macchina in mezzo al traffico di Roma è facile trovare gente che urla, gente che bestemmia, che ti dice parolacce , gente  senza la minima educazione, gente senza il minimo  rispetto per l''altra persona. Così anche nel traffico pseudo intellettuale dell'Italia , pù di ieri che di oggi, puoi trovare personaggi come Camilleri e come la Aspesi, prodotti non certo " dell'oggi" ma piuttosto chiaramente " dello ieri". Costoro pur non guidando alcuna macchina , ma pur stando comodamente seduti sulle loro poltrone, parlando di " persone comuni " peraltro a loro sconosciute, non sanno dire altro che insulti e diffamazioni. Non sono abituato a scendere a questo livello, lascio loro e ben volentieri la paternità e la maternità di quanto hanno scritto. Replico solo con idee, senza alcuna offesa, com'è mio costume. Forse perchè non scrivo su Repubblica, nè su Micromega, perchè quindi sono un " uomo libero di cervello".


D'altra parte è di una evidenza elementare  e solare che una  persona, costretta  nel corso di un dibattito  su di un tema  ad esporre  le proprie ragioni, ricorra all'offesa personale, all'aggressione fisica e verbale , alla diffamazione ed alla criminalizzazione personale  dell'avversario  come foglia di fico per dissimulare la propria incapacità intellettuale , per poter così tacitare , per togliere la parola, per evitare che l'avversario esponga le proprie idee che sempre di più metterebbero in evidenza la sua nullità intellettuale. Siamo così entrati nel campo " dell'istinto animale" , siamo del tutto fuori dal campo " dell'esercizio della ragione", forse , leggendo quel che i due signori hanno scritto, siamo nel campo del " razzismo etico". Si tratta idealmente di un recinto culturale , una sorta di corral  dove scorazzano, apparentemente liberi ma invece captivi , forme animalesche simili a uomo-bisonte, resi inferociti da due fattori fondamentali: essere stati tutti  allevati da una scuola " di regime autocratico ed egualitario" (  che ha conculcato in loro un falso egualitarismo, utilizzato per impartire loro  una sottocultura comune ma asservita al regime, che induce il "pupo"  a trovare nel
" branco di suoi simili " quel consenso , apparentemente culturale ma di fatto "solo animalesco e viscerale " che non  troverà mai al di fuori del branco ); e l'input lanciato del capobranco,  che scatena l'istinto difensivista  degli  " ignoranti uguali " , per i quali coloro che disconoscono o addirittura avversano le loro
" egualitarie e suggerite   basi culturali " non possono che essere trattati come si usa con i nemici nel mondo animale, nel mondo  del branco: cioè  uccisi. Disgraziatamente in Italia abbiamo storicamente vissuto questo "imperialismo culturale ", questa " dittatura nel cervello": sono state le basi di generazioni e generazioni prima di fascisti , poi di comunisti ed infine di sessantottini. Tutti questi segni distintivi di imperialismo dittatoriale culturale sono stati la base dei tre regimi vissuti , fin da bambini, dagli italiani del secolo scorso. Non a caso sia Camilleri ( classe 1925) sia la Aspesi ( classe 1929 ) sono nati in pieno regime fascista, sono andati a scuola nel periodo fascista, sono stati " fascisti figli di fasciti " ed hanno assimilato proprio questi " istinti fascisti" del branco. Nè vale la loro successva conversione al comunismo perchè lo stesso regime totalitario sovietico ha commesso sui giovani le stesse identiche  violenze culturali e quindi antropologiche  commesse dal Fascismo. Sono proprio le " eccezioni" a confermare la regola: basta ricordare la ridicola " fedeltà" di molti scrittori al Duce ed alle sue idee, come anche l'abbondanza di intellettuali che hanno vissuto la loro vita successiva all'era fascista come " organici" - cioè seguaci acritici - all'idea staliniana. Esempi a bizzeffe, Pasolini compreso e Vittorini pure ( espuslo il primo dal  PCI perchè
" frocio" non per altro, per puro razzismo sessuale. Un esemplare forma di " democrazia" staliniana e comunista. Chissà che ne dice, oggi, Vendola?).

Letti gli interventi di Natalia Aspesi e di Andrea Camilleri ( sopra integralmente riportati da Micromega di Paolo Flores D'Arcais) non è mia intenzione replicare a costoro così come non replico ai pettegoli ed ai diffamatori di professione . Semmai mi sono limitato ad esaminato  le  profonde e storiche motivazioni che hanno indotto , anche ripetutamente,  Camilleri ed Aspesi  ad agire  rigorosamente " nel branco" ( che sia  dentro Repubblica, che sia dentro  Micromega ) per esporre non idee, non ragioni, ma solo insulti , solo aggressioni personali  diffamatorie che nulla spiegano e dimostrano , se non la loro visione razzista della società e la loro captività nel recinto degli uomini -  bisonti allevati  e addestrati dalla bellezza di due regimi dittatoriali.

ASOR ROSA - AL RIDICOLO NON C'E' LIMITE , NEANCHE AL DISPREZZO PER IL POPOLO.

Alberto Asor Rosa è un ex  professore di Letteratura Italiana all' Università di Roma, ha scritto numerosi testi politici ma è più noto per il suo cognome " palindromo" ( lo si legge in ugual modo sia se letto da sinistra a destra sia se lo si legge al contrario)  che per le sue teorie politiche. Questo sia detto con tutto il rispetto che si deve  ad ogni persona in modo particolare da parte di questo Blog che è nato sotto l'insegna della famosfrase " Non condivido nulla di quello che dici, ma darei  la mia vita perchè tu possa  sempre  essere libero di dirlo". Ma , direbbe Di Pietro, " che c'azzecca" il sano liberalismo con le idee confuse? Nulla. Che dice dunque il Professor Asor Rosa su Il Manifesto di ieri ? Asor Rosa si lagna del " clima morale" che è stato introdotto in Italia da " un personaggio che non ha uguali da centocinquanta anni a questa parte" ( credo superfluo spiegare di chi si tratta, anche se non comprendo " storicamente" i centocinquanta anni ). Dunque la solita trita e ritrita invettiva moraleggiante di questi novelli e ridicoli monaci da arrembaggio che ora e solo ora scoprono il peccato della lussuria ? No, c'è molto di più nell'articolo. C'è il disprezzo del Professore per il popolo italiano, c'è il disprezzo del Professore per le " elezioni", c'è il disprezzo del Professore  per il " Parlamento". Leggerlo per assaporarne il sapore ,  il significato squisitamente stalinista e hitleriano. Complimenti al Professore. Ma non finisce quì: perchè il Professore, nella ricerca di " come uscire dalla dittatura di Berlusconi " dichiara che le " avanguardie illuminate", " le avanguardie antipopuliste", le " avanguardie  antielettorali ( capito l'antifona , signor popolo italiano, Dio ci scampi e liberi? )", una soluzione ce l'avrebbero. Trascrivo il  " manifesto del Pronto soccorso asoriano" sull'argomento: " bisogna pensare ad una procedura almeno all'inizo extraparlamentare, che metta in opera, il più rapidamente possibile, la "cesura" ed al tempo stesso, instauri un procedimento di " sutura " , una sorta di dimissione fortemente pilotate  e subito dopo un governo di emergenza democratica, giustificato a livello della Comunità Europea dalla necessità non rinviabile  di salvare il Paese ". Tra cesure , suture e dimissioni fortemente pilotate, il Professore non ci fa capire niente. E' difficile fare comprendere quando lui stesso non sa, di certo,  cosa dice. Come attuare Professore le sue indicazioni? Con quale sistema? Che facciamo? Creiamo un " internamento coatto del Premier " in manicomio " ( idea già troppo sperimentata , professore, da Hitler e da Stalin ) o in qualche compiacente " gualag ", oppure creiamo una bella appendice  , quesa sì ad personam della basagliana Legge 180 ( idea geniale e democraticamente sovietica )? Ci illumini, Professore. E poi, come si fa a sciogliere il Parlamento? Che gli diciamo alla UE?  Non credo che il compagno Napolitano sia disposto a peggiorare fino a questo punto la sua già deprimente  fama di " primo Presidente del quaranta per cento degli italiani". Professore suvvia! Prenda coraggio e dica, dica, ci dica. Una soluzione questo blog gliela potrebbe suggerire. Fate emettere un  decreto legge , immediatamente esecutivo, che riservi il diritto di voto ai soli lettori di Repubblica , di Micromega, de La Stampa e del Corriere della Sera e de Il Fatto Quotidiano. Complimenti vivissimi, Professore, idee innovative, democratiche, rispettose del popolo!


CHE MAGNIFICA STORIA CHE E' LA VITA!

La vita è sempre piena di sorprese, talune gradevoli, altre no. Prendi per esempio Casini ed anche il Terzo Polo e ditemi ora come fa Casini a stare con il giustizialismo "degli altri " di Fini quando lui stesso sta in Parlamento grazie solo ai voti raccolti in Sicilia dal partito di Cuffaro, che è oggi " al gabbio", in galera, condannato in via definitiva a strasene a riposo per sette anni sette - e senza cannoli siciliani - in una cella, ma singola e non plurale, per mafiosità accertata! Capite voi da dove provengono i voti che hanno portato Casini a Montecitorio ?  Ma forse ripeterà il detto del popolo viola " nè con Cuffaro nè con i Magistrati" o scemenze del genere. E non basta. Perchè Casini si è fatto condizionare dall'inquisito (  per truffa aggravata )   Presidente della Camera,  fino al punto di negare assenso al federalismo ed incassando perciò l'ostracismo della Lega Nord. Allora: Terzo Polo adieu? Inoltre domani il Ministro Frattini deve ispondere,in Parlamento, alla richiesta, presentata dal PDL e dalla Lega, sui documenti pervenuti al Ministero degli Esteri da Sant Lucia sulle due società dello scandalo della casa di Montecarlo che Fini regalò al cognatino truffando il suo partito. La tenaglia si sta chiudendo, i " Responsabili " sono venti alla Camera e il Terzo Polo rischia di restare con un pugno di mosche in mano. Non basta: la sfiducia a Bondi non è passata alla Camera.I risultati sono questi: hanno votato contro la sfiducia 314 parlamentari, hanno votati si alla sfiducia solo 292 deputati.  Il Governo ha  quindi incassato, stasera, un'altra fiducia  con ventidue voti di vantaggio, non ostante non solo il FLI ma anche il Terzo Polo. Chi troppo vuole.....

Roma mercoledì 26 gennaio 2011

Gaetano Immè

martedì 25 gennaio 2011

PER UNA SOLA VOLTA SU RUBY, PER OSSERVAZIONI  SOPRA LE  PARTI,  FATTE IN TEMPI NON SOSPETTI E PER SOTTOLINEARE CHE C'E' ANCORA                   LA POSSIBILITA', BIPARTISAN, CHE IL PARLAMENTO ITALIANO NON SIA  UN LAVATOIO  DOVE SGHERRI PAPALINI-MORALISTI BACCHETTONI-LAVANDAIE SPETTEGOLANO INVECE DI LAVORARE.


Trovo indegno di una Giustizia da Paese civile, trovo ignobile ed illegale il giochettino che le Procure
 comminano a Berlusconi. Vediamolo. Parlo di una norma scritta nel Codice di Procedura Penale e riguarda i tempi per l’iscrizione nel registro degli indagati. Orbene la telefonata di Berlusconi in Questura, per Ruby, quella che i Magistrati ritengono “ concussiva” è del 27 o del 28 maggio 2010. L’inchiesta parte a Giugno 2010.L’iscrizione di Berlusconi nel registro degli indagati è invece del 21 dicembre 2010. Il Codice invece ordina che essa sia “immediata”.  Guardate che se l’iscrizione nel registro degli indagati fosse avvenuta nei tempi obbligatori previsti dal Codice – e cioè da quel 27 o 28 maggio 2010 – ora i magistrati non avrebbero potuto chiedere il processo con il rito immediato, perché non è possibile chiederlo, a norma di Codice di procedura penale, se sono trascorsi più di novanta giorni dalla iscrizione dell’indagato sul registro degli indagati. Capito il giochetto? Così, nel frattempo, con le copie delle intercettazioni sulla stampa, dagli con lo sputtanamento. Questa è una vergogna assoluta per la Magistratura. Quanto poi ai giornalisti, ai politici, alle trasmissioni televisive, che pena, che sconforto! Politici e giornalisti travestiti da bardi papalini, da occhiuti sorveglianti di azione cattolica della " morale" ,  pronti a bacchettare anche una parolaccia, politici di sinistra che da anni occupa il posto in Parlamento non per parlare di " politica", ma per fare gli sbirri, gli spioni, così tanto per far perdere tempo a chi deve governare , perchè alle accuse bisogna pure replicare! Già si sentono sinistri scricchiolii nella verifica delle poche  accuse, già ci sono testimonianze che stanno risultando completamente false. Non vorrei che  l’accusa risultasse poi, alla prova dei fatti, priva di quel grado di determinatezza che la rende giuridicamente rilevante ed  ammissibile. Altre volte, purtroppo, molte altre volte è stato dato imbattersi in accuse di centinaia di pagine formulate da alcune Procure che , dopo la loro verifica ,  sparivano ed evaporavano dal punto di vista giuridico processuale. Sarebbe veramente grave, più che deprimente,   se accadesse una cosa del genere anche nel caso Ruby, che riempie le pagine dei giornali in questi giorni e che dà da mangiare ai pettegoli televisivi, quelli che spettegolano di gossip perchè di altro non sanno parlare. E non si dica che questo Blog è berlusconiano perchè i fatti dimostrano il contrario. Basta leggere gli articoli passati, quando quasi da soli incitavamo Silvio Berlusconi a riaquisire la diminutio di immagine infertagli dai Magistrati milanesi con una sua difesa diretta, con contrattacchi frontali , anche senza attaccarsi ai sottili distinguo delle " incompetenze territoriali " , pure esistenti. Lo stesso risultato Berlusconi lo può ottenere anche difendendosi, come ha deciso saggiamente di fare, presso il Giudice del Tribunale dei Ministri, giudice " ultra partes" di promanazione costituzionale. Perchè c'è un abisso di civltà   fra le nostre " dispute culturali" e le loro  " aggressioni e le criminalizzazioni staliniste e politico-giudiziarie ". Certo, Berlusconi è convinto che non  vi sia stata alcuna " concussione" e che tanto meno vi sia stata alcuno " sfruttamento della prostituzione " e nessunissimo " violazione di minorenne" e dal suo punto di vista avrà  pure le sue buone ragioni per affermarlo. Perchè, sia chiaro: Berlusconi si gioca tutto: se anche solo una delle sue difese risultasse poco convincente ,  risultasse  artefatta, fosse comprata  ( ricordate Totò nel famoso film " Un giorno in Pretura"?) , per Berlusconi sarebbe la fine del suo splendido arcobaleno politico. Ma sarebbe ancora più terrificante, ancora più sconvolgente se si dovesse constatare - dopo lo studio di codesti faldoni - che son più le chiacchiere che gli elementi di prova, più il gossip che le fattispecie penali, più l’immaginazione che il processo. Sarebbe semplicemente da " attacco della piazza alla Magistratura", un'altra smoking gun dell'uso politico e criminalizzante della Magistratura da parte non solo degli stessi Magistrati, ma anche da parte dei politici che la difendono, la coccolano, che le lisciano il pelo, che la pubblicizzano con articoli e con serate televisive,  perchè  sarebbero miserabili ed interessati complici  dalle sue illegalità,   che mirano al colpo di Stato e cioè all'abbattimento giudiziario del nemico politico con le armi delle dittature comuniste e non con il consenso esplicito del popolo.  Ed anche a sinistra si comincia a capire, finalmente, che questo caso Ruby sta mostrando troppe crepe, troppe esagerazioni per non insospettire, per non preoccupare chi abbia una dignità del proprio ruolo, per chi non abbia venduto per due voti  la propria dignità politica .E' proprio di ieri la decisa e coraggiosa presa di posizione di alcuni esponenti culturali e politici della sinistra ( Piero Sansonetti, Claudio Velardi, Ottaviano Del Turco,Massimo Micucci ed Enza Bruno Bossio ) pubblicata sul sito " The Front Page" e che riporto fedelmente in corsivo."Care compagne e cari compagni, per carità, per il nostro bene, fermatevi.Il nostro avvenire, la libertà, i nostri diritti e quelli delle persone colpite dalla crisi e dall’ingiustizia sociale, non possono essere affidati alla legge e alla violenza dello Stato. Ai tribunali. Alla repressione. In passato ci è capitato, qualche volta, di pensarlo. Poi abbiamo capito che sbagliavamo.Non possiamo sperare nel carcere, nell’arresto dell’avversario più detestato, nei sistemi di intercettazione a tappeto, nella logica dei corpi separati e persino nell’intervento del Vaticano per ottenere ciò che non abbiamo ottenuto con il consenso.Nel giustizialismo non c’è meno oscurità che nel comportamento arrogante della politica di potere.Rischiamo di trasformare il popolo della sinistra, dei democratici, in tricoteuses compiacute e senza idee, che se ne stanno lì davanti alla ghigliottina e assistono al Terrore rivoluzionario mediatico e alle controffensive della Vandea. Oppure in castigatori moralisti dei comportamenti privati e sessuali di chicchessia, fino ad invocare l’ingerenza della Chiesa sulla politica, e a scagliarci contro le donne poco castigate, contro i libertini, contro gli eccessi sessuali, o contro il peccato. Certo, cari compagni, nel nostro passato abbiamo qualcosa che non va. Vi ricordate quando pensavamo che la “celere” e le leggi speciali e le carceri e le proibizioni fossero il modo giusto per risolvere il disagio sociale o la ribellione dei giovani? E mettere in salvo la linea del partito? Vogliamo liberarci di quel passato, oppure vogliamo riprodurlo tale e quale, ma senza avere più il partito, né la linea, e senza esserci accorti di quanto sono cambiate le cose? Che vuol dire per noi essere di sinistra? Più o meno significa questo: indicare una missione e obbiettivi per la crescita dell’equità, della giustizia, della libertà. Giusto? Ma qualcuno ci dice: “D’accordo, avete ragione, ma per ora c’è una emergenza più grande della giustizia sociale o della libertà. Questa emergenza è la lotta contro la corruzione e contro il malcostume”.Giusto, la corruzione va perseguita. Ma non è l’emergenza delle emergenze. E la corruzione va perseguita, ma non, come fu nel ’92-’94, decapitando una classe politica, o esercitando la pressione della carcerazione preventiva, a volte abusiva. E’ troppo lunga la lista di errori, di vittime, di interferenze nella vita politica dovute a processi mediatici o sbagliati. Dobbiamo difendere il sistema dei diritti dell’imputato la cui salvaguardia risale a prima della stessa Rivoluzione francese. E la corruzione va combattuta sì con le indagini, ma soprattutto con l’efficienza e la trasparenza delle funzioni pubbliche, come dicono i rapporti dell’Ocse sull’argomento: perchè una società in cui lo Stato non funziona finisce per avere bisogno di corrotti o servi per funzionare.L’esercizio della giustizia deve essere efficace, ma esemplare nel rispetto delle regole e nella sobrietà dei comportamenti, più di quanto non spetti agli imputati. Il braccio della legge deve esercitarsi senza ossessioni di protagonismo. I poteri di indagine non devono ridurre i cittadini, testimoni o sospettati, a numeri di telefono intercettabili e a condannati molto prima del giudizio, né a quei poteri debbono sommarsi considerazioni moralistiche, né va utilizzato in modo devastante il circuito mediatico come prima ed ultima sede di sentenza.Non lo credevamo, ma oggi la sinistra rischia una involuzione autoritaria, rischia di abituarsi a pratiche liberticide.E per di più questa involuzione si realizza circondata da una sorta di consenso totalitario, che si somma alla paura del dissenso per meschine finalità politiche o elettorali. E’ una doppiezza che abbiamo allontanato da tempo, e che non renderà più credibili i propositi di riscatto sociale, non sanerà le divisioni, ma renderà la società meno libera e più ingiusta.Cari compagni, evitiamo di trasformare la sinistra in una nuova destra, pulita e reazionaria, bigotta e illiberale, antifemminsita, moderata e populista. Siamo ancora in tempo. L’Italia ha bisogno della sinistra. Non ha bisogno di manette né di intellettuali o di politici che giocano a fare gli sbirri."Firmato: Piero Sansonetti, Fabrizio Rondolino, Ottaviano Del Turco, Claudio Velardi, Massimo Micucci, Enza Bruno Bossio" E' tutto talmente chiaro che non necessita di alcun altro commento. Vi terrò informati di quello che accadrà.nel sito di The Front Page.

ERA INVOCATA ADDIRITTURA UNA ENCICLICA AD PERSONAM  E INVECE.....

Intanto,  l'invocata ( Cazzullo, Repubblica, Il Fatto, La Stampa, Il Corriere della Sera, esercito di bacchettoni laicisti )  ingerenza della Chiesa nella politica italiana ( ma come , ieri era un'accusa, oggi la sinistra la invoca?) che fulminasse con una devastante denuncia lo stile di vita  di  una sola persona ( indovina di chi si tratta?), invocata e sollecitata, come usano fare i " maghi della gioggia" e gli sciamani, come fosse una manna dal cielo da Repubblica e dai nuovi bardi papalini , è rimasta inascoltata dal Vaticano. Devo riconoscere che Angelo Bagnasco, cardinale e capo dei vescovi, ha inferto una dura lezione di civiltà e di correttezza  ai faziosi nuovi moralisti giacobini ed ai loro reggicoda della sinistra politica ed istituzionale.Nel suo discorso tenuto ieri ad Ancona  non sono mancate vere e proprie scudisciate contro " l'ostentazione ed il mercimonio di sé , la cultura della seduzione", contro "l'Italia, fiaccata dal consumismo e dall'individualismo" per una  " conversione dei costumi", con evidente riferimento alle notizie provenienti da Arcore. Ma non possiamo crto disconoscere che era pur sempre la Chiesa Romana che parlava e dunque che spargeva sull'argomento il sale della sua storia millenaria alla quale siamo sempre liberi di obbedire o solamente di ascoltare. Ma il trappolone di una vera e propria ingerenza a grande  richiesta - come fosse una canzoncina - auspicata da chi fino all'altro ieri  si mangiava i sacerdoti e fino a ieri voleva incarcerarli non è scattato. Con grande " scorno" del'esercito delle lavandaie politiche. Bagnasco ha menato fendenti a destra ed a manca, non solo a destra nè solo a manca. Ma mentre dal suo punto di vista - non certo dal punto di vista di questo blog , sia chiaro - trovo assolutamente lineare e conferente   invocare " la disciplina e l'onore che la Costituzione prescrive per chi esercita cariche pubbliche " - come potrebbe d'altronde la Chiesa accettare una visione della vita come quella personificata da un liberale e laico anche se rispettoso ? - ho trovato assai più incisivo e sferzante, una sorta di marchio indelebile sulla pelle, i richiami, i moniti preoccupati del Cardinale Bagnasco sulle oscure coincidenze di " debolezze etiche e di fibrillazioni politiche ed istituzionali ", agli scontri " fra poteri dello Stato che si guardano con diffidenza e che si tendono tranelli", all'evidente ed interessato concorso di tanti soggetti in tale lotta intestina all'evidente scopo " di creare un clima di reciproca delegittimazione" che arrivano a generare " modelli mentali di comportamento radicalmente faziosi". Insomma mentre alla " pecorella smarrita nel peccato" bastano due o tre avemaria, ai mercanti che vorrebbero invadere il tempio, ai Magistrati da golpe, ai politici agitatori , all'opposizione fintamente moraleggiante e radicalmente faziosa, non altro che un antisatanico "vade retro".



GIUSTIZIA E POLITICA. TORNIAMOCI SU

E' in atto in Italia , dal 1993 - da quando, cioè, la Magistratura riuscì ad ottenere da un Parlamento ricattato ed intimidito dal Pool di Mani Pulite , la soppressione di parte del secondo comma dell'articolo 68 della Costituzione Italiana che riguardava le immumità parlamentari - uno scontro fra poteri mai vissuto prima, ma che per la sua forza aggressiva e pervasiva della vita costituzionale del Paese mostra tutta la sua esiziale efficacia. La parte di quell'articolo della Costituzione espunto dal golpe della Magistratura  - che teneva sotto ricatto la politica tutta per via dell'inchiesta di  Mani Pulite e per il timore , da parte di chi avrebbe voluto opporsi a tale ignobile ricatto, di essere additato pubblicamente come " sodale  dei corrotti " con la conseguenziale perdita del censenso - ha consentito da quel momento alla Magistratura , organo incaricato ma non eletto dal popolo, di potere inquisire  chiunque , anche un Capo di Governo,  senza più superare il previo esame  da parte della apposita Commissione Parlamentare per le autorizzazione a procedere, che costituiva l'unico " contrappeso" costituzionale, inventato e sancito dai padri costituenti, che  garantiva l'assoluta indipendenza fra poteri dello Stato, l'indipendenza dell'ordine dei Magistrati e la supremazia della volontà popolare su ogni altra volontà di parte.  Dal 1993 dunque bastava un' inchiesta di qualsiasi P.M. , anche su reati inesistenti , per incriminare un personaggio politico, anche un Capo di Governo, per ottenere la sua immediata delegittimazione politica, per ottenere dunque le dimissioni di quel Governo che, per aggiunta, dal 1993 viene di fatto indicato direttamente dal voto popolare per via del sistema maggioritario e bipolare in vigore. Se poi a questo quadro da Paese sudamericano si aggiunge anche che un cert potere politico ( esattamente la D, il PCI ed il PSI degli anni novanta ) erano riusciti a truffare il voto popolare del referendum sulla responsabilità dei Magistrati per errori dolosi o colposi, così consegnando di fatto all'ordine dei Magistrati una impunità assoluta degna di u n Imperatore medioevale e tirannico, si ha il quadretto completato. Così è accaduto con il Governo Berlusconi del 1994, caduto per essere stato Berlusconi imputato , sempre dal Pool di Milano, di avere pagato " tangenti alla Guardia di Finanza" ( Berlusconi è stato poi assolto per " non aver commesso il fatto" ma solo nel 2001 ma nessuno ovviamente ha pagato l'errore) , così è accaduto anche al Governo del Prof. Romano Prodi e della sua Unione nel 2008 quando il P.M. De Magistris accusò sia l'On Prodi che l'On. Mastella di reati infamanti ma inesistenti, determinando la caduta del Governo Prodi citato. Da qualche giorno l'ex P.M. De Magistris è stato incriminato per questo con l'accusa di diffamazione. Notare che sia De Magistris che Di Pietro ( esponente del Pool di Milano autore dell'accusa infondata a Berlusconi del 1994 ) sono entranbi, nel frattempo, diventati il primo un Deputato europeo dell'IDV ( e probabilmente invocherà l'immunità di parlamentar europeo per schivare la condanna) , il secondo un Deputato al Parlamento Italiano come esponente dell'IDV) mai hanno pagato alcunchè per tali loro falsità. Se non si provvederà velocemente a ripristinare l'originario testo dell'articolo 68 della Costituzione, come questo Blog invoca da tempo e come richiesto anche da un'iniziativa di due Senatori , la Senatrice Chiaromonte del PD ed il Senatore Compagna del PdL - inziativa dunque bipartisan - , la Magistratura  riuscirà a conservare il suo incostituzionale strapotere, si trasformerà in uno strapotere  assolto dotato anche di impunità e per il nostro Paese sarà la fine della democrazia. E' ignobile come questa tirannica eventualità venga di fatto colpevolmente  ignorata dalla maggioritaria sinistra politica , offuscata com'è dalla viscerale brama di far fuori  Berlusconi in qualsiasi modo,  senza però mai  passare per le votazioni popolari perchè sprovvista del necessario consenso. Questa sinistra non vuole capire che la sua vittoria sarebbe non solo la vittoria di Pirro ma anche la fine della democrazia in Italia. Dal caso Ruby risulta di tutta evidenza , come fatto assolutamente eclatante, l'arbitrio assoluto come questa Magistratura pu operare in dispregio assoluto di quelle Leggi che la stessa dovrebbe per prima rispettare e far rispettare. Questo aspetto non ha nulla a che vedere con l'autonomia  e l'indipendenza della Magistratura che la Costituzione riserva alla Magistratura perchè sia indipendenza che autonomia non significano assolutamente " arbitrio". Lo scandalo sta proprio nel fatto che taluni Magistrati, spinti dall'avversione ideologica oggi contro Berlusconi, ieri contro Prodi, servendosi del pubblico potere, dell'impunità da ogni responsabilità, dell'autonomia e dell'indipendenza come strumenti di puro arbitrio, possano portare a termine operazioni così meschine ed illecite nonchè anticostituzionali. Possibile che ci sia chi non capisce queste elementari preoccupazioni per il Paese?

PILLOLE SU ALCUNI IDOLI DI SINISTRA E DINTORNI

Esame    spassionato di talune figure elette dalla sinistra ad icone del loro pensiero. 

Andrea Camilleri: non scrive romanzi, ma racconti, anzi cronaca siciliana. Uno che legge le sue facili cento pagine ha la visione di una Sicilia  da sputazzo, da mandarci l'esercito con i carri armati, piena di mafia, di corrotti, di corruttori, insomma una terra disgraziata e senza un futuro, senza una speranza in un domani migliore.Non fa altro che rimpiangere i " bei tempi del PCI", ha irriso, in una recente intervista,  i ragazzi cinesi morti a Piazza Tienamen per la libertà negata, bollandoli come " una cinquantina di cretinetti ",  finge di odiare il capitalism, ma produce senza sosta proprio quello che il mercato richiede ed è , da buon siciliano, un tirchio spilorcio molto attento ai suoi proventi. Sforna romanzetti di cronaca senza sosta ( giò due nel 2011), gira voce che si avvalga di   qualcuno che scrive per lui. Del fatto di essere stato fascista  cool botto ama cazzeggiare dicendo " io al tempo del fascismo ero più libero di voi giovani d'oggi sotto Berlusconi". Grande! Ma perchè non lo va a dire all'anima di Matteotti? 

Giovanni Allevi: si è costruito il ruolo del musicista classico gradito ai giovani, gioca a fare l'eccentrico chiosando di avere il pèiano a casa e infoltendo la sua capigliatura. Recita la parte di uno che si oppone alla Accademia, la quale, graziosamente, per voce di Uto Ughi , lo ha scarnificato con un " musicalmente è risibile". Ciancia di nuove basi filosofiche del pianoforte, è ormai un presenzialista in ogni dove e sforma massime sulle quali i Peripateci credo stiano uscendo dalla tomba per corrergli dietro e dargliene di santa ragione, tipo" La ragione è l'origine della violenza".

Robero Saviano. E' un " tuttologo", ha modificato i tratti del viso per assomigliare ad una Sibilla che sparge le sue verità dietro compenso almeno di 320.000,00 euro per quattro orette serali. E' un recluso per via della scorta  ( che la Polizia non voleva concedergli per mancanza di necessità) ma è peggio del prezzemolo, sempre presente, ovunque. Dove lo tocchi suona: terrorismo, mafia, camorra, inquinamento, rifiuti urbani, morale , corruzione, Vanna Marchi, i tronisti, amici miei, le mignotte, i trans, Marrazzo, ecc. Si è specializzato i n messe cantate, aspetto e voce profetiche, uno schianto. E' un maestro nel dividere: quelli che dice lui sono i buoni, quelli che dice sempre lui sono il male. Quelli che cice lui capiscono di tutto e sono belli e bravi. Gli altri sono tutti stronzi corrotti meschini brutti cattivi corruttori berlusconi ....Ha scritto un solo romanzo che romanzo non è ma una raccolta di episodi di cronaca camorristica. Ha subìto una denuncia per plagio proprio perchè pare abbia copiato taluni capitoli da articoli scritti da taluni giornalisti napoletani. Ne è uscito benino, pare, per ora. Il resto della  sua produzione , diciamo, letteraria, come dice  quel cantante, è noia.

Roma martedì 25 gennaio 2011

Gaetano Immè

lunedì 24 gennaio 2011

IL CORRIERE DELLA SERA E DELLE SUE MISTIFICAZIONI

Tanto per fare capire bene che cos'è e cosa rappresenta Il Corriere della Sera. Valgano due soli esempi. La " giaculatoria " di Beppe Servigni  del 23 scorso contro Berlusconi e la " esortativa " di Aldo Cazzullo del 24 scorso e quanto è accaduto, sempre a Il Corriere della Sera dopo che l'ex Direttore Piero Ostellino aveva dedicato un suo editoriale al caso Berlusconi-Ruby.

Severgnini è un tizio la cui penna ed il cui intelletto sono costituiti da una fotocopiatrice,  esperta di " copia ed incolla" di quel che intercetta qualche Procura, di quel che  ordina Repubblica. Insomma costui appartiene a quelle tantissime persone che si indignano  quando glielo ordinano i loro ayatollah, i loro
" comandanti spirituali" ma non sono in grado di decidere quando indignarsi secondo una auspicabile autonomia di pensiero e di logica. Da qualche giorno, Severgnini, dismessa con furore la tuta laicale, ha indossato il saio, ha  messo " il cilicio al petto, italo Amleto!".E' diventato, come da ordini superiori,  un cattolico apostolico romano, osservante e bacchettone, non per niente, se lo guardate ben bene,  somiglia un poco alla maschera di Alberto Sordi nel famoso film " Il moralista". Così , gente del genere , tanto per fare esempi concreti, ha scritto fiumi di chiacchiere per aderire ai proclami contro la pena di morte, ma solo quella degli USA, perchè per questi signori la pena di morte è solo quella comminata da alcuni Stati degli USA. I ragazzi cinesi uccisi a Piazza Tienamen non contano un ciufolo, le pene di morte di Saddam Hussein men che meno, quelle di Hamas nulla, le pene di morte comminate da Castro a Cuba  non valgono, quelle della Cina comunista non valgono e di quelle legalizzate da loro stessi, in Italia, neanche se ne  sono accorti. .Per loro,  aver ridotto la "legge sull'aborto" ad un eccidio di neonati è invece opera meritoria, va bene così. Conta  nulla aiutare una  madre, darle un posto di lavoro, recupare la sua maternità e simili quisquilie, per loro la donna vale zero, deve solo aprire le gambe, farsi infilare l'attrezzo ( ricordate la famoso foto che immortalava Emma Bonino mentre infilava lì dentro qualcosa ad una donna?) per pisciar fuori il feto. Sia chiaro, questo blog non è contrario ala Legge sull'aborto, ma è contrario alla pena di morte generalizzata, perchè la Legge sull'aborto deve essere adeguatamente applicata oltre ch finanziata per non ridurla , come invece l'hanno ridotta , ad un assassinio di massa. Gente così non si è mai indignata  davanti allo scempio di una Magistratura italiana che è la peggiore del mondo e la più costosa del mondo; non si indigna davanti agli errori giudiziari, agli innocenti condannati, ai tribunali speciali voluti da loro ( DC e PCI del tempo) per gudicare, con apparente severità,  gli eccidi brigatisti per poi , sotto sotto, farli fuggire all'estero  oppure condonare le loro pene ed anzi premiarli con posti pubblici; gente così non si indigna per la costituzione che la Magistratura ha letteralmente stuprato,  con il loro consenso,  nel 1993 quando si presentò in Parlamento e, pistola del ricatto estortivo in pugno, espunse parte dell'articolo 68 della Costituzione italiana mettendosi così sotto i piedi la sovranità del popolo italiano. Gente senza nerbo, nè coscienza, ma semplici gaglioffi tremebondi.

Aldo Cazzullo è vittima del suo cognome. Incredibile come diventi una sorta di ottocentesco bardo papalino quando c'è da dare addosso a Berlusconi. "Ma cosa aspetta -  invoca  il Cazzullo - la Chiesa a smetterla di avallare con il proprio silenzio le nefandezze private del Cavaliere ed affrettarsi  a manifestare ufficialmente condanna, sdegno ed esecrazione per il pubblico peccatore Berlusconi ".
Altro che Papa Re, altro che Santa Inquisizione! Tace , il Cazzullo vescovile, sul sonoro ceffone che lo Stato Italiano ha rifilato a quella immondizia che è la Sacra Rota papalina, un mercato immondo di scioglimenti di matrimoni dietro congruo e ricco pagamento. Tace, il novello vaticanista d'accatto, su questo atto di giustizia che il suo caro Vaticano deve pagare per cancellare quella vergogna della quale, il Cazzullo, non si è mai indignato. Qualcuno si è chiesto in nome di quale autorità morale l’editorialista del quotidiano di via Solferino ha richiamato all’ordine ( all'ordine della sua tasca e dei suoi interessi, s'intende) tutte  le gerarchie ecclesiastiche, dai chierichetti a Benedetto XVI ? Che c'entri, e di molto, la spinta  determinata dagli interessi materiali dei soci della Rcs?  Si attende una risposta, sperando che non sia " del Cazzullo".

Piero Ostellino è un editorialista de Il Corriere della Sera e, come tale, esprime nei suoi interventi, le proprie idee.  Ostellino, da ottimo liberale e laico - siamo pochi in giro,  ma buoni - ha scritto un commento sul caso Ruby. Lo scrittore difende il diritto delle ragazze che frequentano casa Berlusconi, o di chicchessia,  di non essere marchiate e sputtanate. È un invito a non trasformare l’Italia nella DDR raccontata nelle «Vite degli altri»o nell'Italia del regime fascista quando ogni palazzo aveva nel famoso e famigerato " caposcala" il proprio occhiuto controllore. È un sommesso atto di accusa contro la gogna delle intercettazioni. Il pensiero di Ostellino si può sintetizzare in tre parole: niente lettere scarlatte. Non siamo a Salem. Basta caccia alle streghe . Ostellino, nel suo ragionamento, rivendica il diritto delle donne di usare il proprio corpo come meglio credono. Qui è lo scandalo. La risposta non è una replica, come si usa in un Paese civile, un dibattito, una discussione, ma una vera e propria fatwa lobbistica, una sorta di editto di un Tribunale " morale",  firmata dalla bellezza di 52 ayatollah e mujaidin. È una presa di distanza, una bacchettata, indignata, una condanna alla lapidazione: «Noi riteniamo  che sia inaccettabile pensare che la fortuna di una ragazza risieda in una o più parti anatomiche da offrire al potente di turno». Legittimo non condividere Ostellino, è da Paese normale dibattere sul pensiero. Quello che non mi  spiego è perché farlo in 52, come se fosse appunto,  un tribunale morale. Perché Federico Fubini, Gaia Piccardi o Maria Laura Rodotà ( famosissima figlia di...), illustri firme del quotidiano, non hanno replicato con un intervento personale? La regola di bazzica sarebbe:uno contro uno e palla al centro. Capita, nei quotidiani , di rispondere alle opinioni dei colleghi. E De Bortoli che ne dice ? Meglio un attacco di massa contro un’editorialista di casa? Certo che la sfida uno contro uno avrebbe evitato quell’effetto che sa tanto  di censura.  È la prima volta che i giornalisti del Corriere replicano a un commento con una lettera pubblicata sul quotidiano. Ostellino così diventa l’eretico, l’opinionista da delegittimare. L’accusa palese è di aver offeso le donne. La difesa di Ostellino chiarisce i dubbi: «Il mio era un principio liberale, non un invito a darla». Ma resta un corto circuito in questa storia. Ma vi sembra normale vivere in un Paese dove ascoltano le tue telefonate e poi, prma di istruire l'evenuale processo, ti sputtanano? La reazione è non una spiegazione, ma un'accusa, come si usa nei tribunali dei Talibani: Ostellino è un maschilista.  È ovvio  che i 52 firmatari possono restare scettici o addirittura anche contrari all'opinione scritta da Ostellino. Ma il sospetto è che  Ostellino si becca le cinquantadue firme perché è Ostellino. È il commentatore del Corsera di mentalità ed istruzione liberale e laico, che odora, puzza, di berlusconismo.  Nel 2006 Paolo Mieli fece outing prima delle elezioni politiche poi vinte dall'Unione del Prof. R. Prodi. Mieli disse a tutti che il Corriere avrebbe appoggiato Prodi. Ma aggiunse che avrebbe comunque pubblicato editoriali non in linea con la scelta della direzione. Il Corriere è prodiano, i singoli editorialisti non lo è,  non tutti almeno. La risposta del comitato di redazione non si fece attendere e fu questa:  " Mieli sbaglia. Il giornale viene schierato, legittimamente, su una precisa posizione, ma viene poi annunciato che nei fondi e negli editoriali, i quali rappresentano la linea di ogni giornale autonomo e indipendente, questa scelta di campo potrà essere contraddetta e criticata formulando anche opzioni opposte». Il senso era questo. Non vogliamo editoriali non prodiani. E infatti nessuno spazio fu dato agli editorialisti contrari al Prof. Romano Prodi. Ma De Bortoli è il Direttore de Il Corriere della Sera o è solo il capo ufficio stampa di Fiengo?( Fiengo è lo storico rappresentante del Comitato di redazione, comunista, del Corriere, che ha sempre imposto la linea editoriale del giornale). Questa è " la libertà " di chi lavora a Milano,  a Via Solferino.
 
FINI E MAGISTRATURA: UN ACCORDO SEGRETO?
 
Una cronistoria davvero interessante questa  che riguarda il Presidente  della Camera. Seguitemi un attimo. Ho sempre riscontrato nelle parole del Presidente della Camera  l'evidenza di essere molto bene informato sulle idee e sulle inziative delle toghe e , alcune volte,  l'evidente intenzione di Fini di dare loro addirittura degli spunti se non proprio dei suggerimenti. Dunque Fini comincia la sua campagna contro il Governo dal 2008, giusto il tempo di trarre  prima i benefici dal PDLvincente  per poi inziare a combatterlo. Stile Fini. Già il 1 dicembre 2009 , nel famoso " fuori onda", svelato da Repubblica.it, nel corso di un convegno su Borsellino, a Pescara, Fini viene registrato mentre chiacchiera a ruota libera con un amico magistrato, tale Procuratore Capo di Pescara Nicola Trifuoggi. Convinto di non essere sentito da orecchie indiscrete, Fini  svillaneggia Berlusconi , mentre Trifuoggi sogghigna, e parlando, appunto, di Gaspare Spatuzza, Fini dice:"...il riscontro delle dichiarazioni speriamolo che lo facciano in modo tale da.....perchè è una bomba atomica...". E poi " Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato Ministro degli Interni, e fa il nome di Berlusconi. Uno è Vicepresidente del CSM e l'altro è il Presidente del Consiglio....." Ma abbiamo controllato: nei verbali di Spatuzza , resi pubblicio, il nome di Nicola Mancino non c'è. Come faceva Fini a conoscerlo? Chi lo aveva informato ? Ripeto : questo dialogo risale al novembre del 2009. Nel 2010 scoppia lo candalo della casa della Colleoni donata ad AN e che Fini ha  quasi regalato al cognatino. Fini viene denunciato alla Procura di Roma. Questa, per sei mesi abbondanti,  non fa trapelare nulla delle indagini, contrariamente a quel che avviene in Italia quando sotto inchiesta della Magistratura c'è qualche politico di rilievo. Strano, davvero strano, tanto da essere sospetto.  Arrivamo al 26 Ottobre del 2010: la Procura di Roma comunica che Fini è indagato per truffa aggravata ma che lo stesso giorno la Procura ha chiesto l'archiviazione della denuncia. Capito che favorino? A me sembra una vera e propria omertà mafiosa, comunque è bene precisare che nei giorni seguenti i denuncianti presentarono opposizione alla richiesta di archiviazione e la decisione verrà assunta da un GIP di Roma. Data fissata per la decisione ( se archiviare la denuncia o se ordinare di proseguire le indagini su Fini per truffa aggravata) , fate bene attenzione, è la data del 2 Febbraio 2011, tra pochi giorni. Ancora  Ottobre 2010, Fini, insieme ai suoi nuovi amichetti, presenta una mozione di sfiducia contro il Governo Berlusconi e chiede che sia discussa subito. Interviengono Napolitano  e Schifani che chiedono che prima della sfiducia sia votata la finanziaria. Così avviene ma, attenzione - siamo a Novembre 2010 - appresa la posticipazione della mozione di sfiducia , scoppia il caso Ruby. Il 4 Novembre 2010 Bruti Liberati, Procuratore Capo di Milano, dichiara che Berlusconi non risulta indagato per la faccenda Ruby. Dopo pochi giorni, esattamente il 7 Novembre 2010, durante la kermesse, la gita " for de porta" con amici e sodali a Bastia UmbraFini afferma che " ....la condotta di Berlusconi è moralmente inaccettabile....". Il 14 Dicembre 2010 la Camera vota  la fiducia al Governo Berlusconi e decreta la disfatta di Fini, ma Fini, pur quasi scomparendo dalla scena politica, in quanto annientato ed azzittito dalla bruciante sconfitta,  insiste : formula parole ambigue e ritorna su "...condotte inaccettabili moralmente da parte del Presidente Berlusconi...".  In data 21 Dicembre 2010  si viene a sapere  che Berlusconi è iscritto nel Registro degli indagati dalla Procura di Milano, ma la notizia non viene data il 21 dicembre 2010, bensì molto più tardi, dopo quasi venti giorni.Se fate attenzione vi accorgete che dal 21 dicembre scorso è iniziato un processo mediatico a Silvio Berlusconi senza che si sapesse della sua iscrizione al registro degli indagati. In questo " processo sommario" Fini giuoca il ruolo di Pubblico Ministero, in sostanza accusa Berlusconi. Arriaviamo così ai giorni nostri, ad oggi. Fini è sempre in prima linea nel dibattito moralisteggiante e sempre come accusatore di Berlusconi. Fine della ricostruzione. Intravedete nulla? Questo blog si. Nessuno parla più del processo a carico di Fini per Montecarlo, per la truffa. Fini tiene bordone ai magistrati che vogliono eliminare Berlusconi per via giudiziaria e non democratica, per due ragioni. Prima ragione: Fini non ha altra  speranza che il fronte moralisteggiante abbatta giudiziarimente il Governo eletto dal popolo: solo se si verifica questa circostanza Fini potrà sperare in qualche strapuntino di regalo, destinato come sarà, con i suoi quattro gatti, a fare il lacchè del Terzo Polo. Seconda ragione: Fini fa il servetto dei Magistrati, perchè sta chiedendo  loro un sostanzioso corrispettivo, un pizzo : quello di essere " archiviato " il 2 Febbraio 2011. Tra pochi giorni. Chi vivrà vedtrà.
 
LE BUGIE IN DIRETTA RAI
 
Stamattina in macchina ascoltavo la Radio - credo RaiUno - una trasmissione in cui una giornalista intervistava qualcuno de La Stampa, non so se il Direttore o comunque una sua voce autorevole. Ad un certo momento costui ha affermato che il Governo Berlusconi pur essendo uscito indenne dalla fiducia del 14 dicembre scorso non potrà andare avanti  perchè " non si govera con soli tre o quattro voti di maggioranza ". Ho ascoltato, sbigottito, il silenzio della giornalista di turno  Ma come: chi sono questi due ? Delle due , l'una. O la intervista era registrata prima del 15 gennaio 2011 e mandata in onda oggi, oppure questi due sono da prendere a calci in culo. Ma come, parlano di politica e neanche sanno che è stato costituito un gruppo, quello dei Responsabili, un gruppo di deputati che alla Camera conta su venti deputati e che si è già schierato a favore del centrodestra?
 

FACCIO AI CINEMATOGRAFARI QUEL CHE SORDI FECE AI LAVORATORI. RICORDATE? LAVORATORI? E GIU' UN PERNACCHIONE....

Dunque, lo sapete, ne hanno parlato tutti i telegiornali e tutti i giornali. Nessun film italiano, dico nes su no,  è stato ammesso al concorso per l'Oscar, neanche per una sola miserabile nomination. Personalmente avevo trovato qualcosa di positivo nel film di Virzì ( " La prima cosa bella") e sinceramente in qualcosa speravo. Ma tutto vano. Abbiamo preso solo calci nel sedere, come Lippi in Sudafrica. Nello sgomento, non potevano mancare Natalia Aspesi e Repubblica, dove la principessa dei critici cinematografici invece che fare autocritica ed un serio esame del perchè abbiamo beccato questo cazzottone  sui denti, se n'è uscita con la solita sinfonia che " all'estero disprezzano il nostro cinema perchè disprezzano l'Italia per tutti gli scandali che investono i nostri vertici." Bè, la Aspesi scrive di cinema da quasi un secolo, pensavo fosse ben informata sulla storia estera della nostra cinematografia, invece mi accorgo che Natalia è da rimandare. Sì, a casa! Ma come! Sono più di venti anni che non becchiamo un premio che è uno, sono più di venti anni che rimediamo calci nel sedere cinematografico e solo Natalia non se ne è accorta! Poffarbacco! Secondo Billy Cristal, un faro per la sinistra " sinceramente democratica" italiana, nel 1991 vinse l'Oscar " Mediterraneo" perchè " fu aiutato dalla mafia italo-statinitense". Nel 1997 Benigni trionfò con " La vita è bella" perchè - sempre Cristal lo afferma, " fu sponsorizzato dalla lobby ebrea e da quella mafiosa ". Dopo queste due , seppure discutibili, vittorie, la nostra cinetografia, ancorchè abbondantemente " assistita, foraggiata e mantenuta  come una handicappata " non ha prodotto che filmetti scadenti. Questo per la semplicissima ragione che i veri talenti del cinema erano e sono scomparsi. Tanto è vero che quando un nostro film ha rappresentato un qualcosa di positivo, subito ha avuto una degna accoglienza all'estero. Basta ricordare come tre anni fa a Cannes trionfò " Il divo" e " Gomorra". Anche negli Stats quando presentiamo qualcosa di interessante riscuotiamo qualche successo; basta ricordare il film " Vinceremo" di Bellocchio. Dunque non è mai stato come dice la Aspesi, perchè quando il prodotto è buono qualcosa arriva. E' che è fin troppo comodo, Signora Aspesi, dare la colpa agli altri invece che a se stessi, vero? Che bello dire che
" abbiamo fallito per colpa di Berluscni, mica per colpa nostra", vero Signora delle balle ? Mi viene da ridere a sentire un Sorrentino, " er mejo intellgente", " er più de noantri", che, dal " red carpet" di Roma denunciava il Governo ( cioè il solito Berlusconi, ditro al quale tutti nascondono le loro incapacità ed i loro clamorosi fallimenti , comodo eh?) di " boicottare il cinema italiano" perchè ( udite! udite!) " ha successo all'estero"! Roba da chiamare il 118, la croce verde. A Sorrentì, ma vedi d'anna a lavorà! Al festival prossimo di Berlino andrà il film di Antonio Albanese, " Qualunquemente"! Ma vi rendete conto? All'anima del successo all'estero del cinema italiano.  E non basta, perchè per il prossimo Festival di Cannes si dice che venga inviato l'ultimo film di Nanni Moretti. Cosa è? Come si chiama? Non lo sa nessuno, perchè nessuno lo ha ancora visto. Ma almeno è contenta la Aspesi, la pellicola parlerà male di Berlusconi. Veramente una grande , grande, grande, cinematografia italiana.


HO UN SASSOLINO NELLA SCAPA, AHI! CHE MI FA TANTO TANTO MALE AHI!

A tutti i lobotomizzati del popolo viola,  agli adepti di Flores D'Arcais, ai i seguaci di Di Pietro, di Vendola, di Repubblica, de Il Fatto quotidiano, de La Stampa, de L'Unità ( sempre più formato ridotto, come le idee del Direttore), ecc, avvertenza importante. E' inutile che scriviate sui vostri cartelloni idiozie come " Intercettatemi pure! Io voglio sapere!" oppure " Berlusconi! Difenditi nel processo e non dal processo", perchè state scrivendo e ripetendo abissali cretinate e mega stronzate.  Alla prima sarebbe comodo rispondere  " perche' vuoi sapere i fatti degli altri ?" ma basta rileggere il manifesto di questo blog al riguardo: voi dite così,  perchè volete nascondere,  sotto l'apparenza di una  non richiesta onestà,  la vostra totale mancanza di valori e di ideali. In sostanza, voi volete dunque ripristinare il fascismo, col suo caposcala ed il comunismo con la sua Stasi. Siete solo degli imbecilli, degli ignoranti e dei boia d'accatto. Ai secondi, sempre lobotomizzati, ricordo che la nostra Costituzione è nata proprio  per difendere gli eletti dal popolo  " dal processo" e non per farli soggiacere " al processo",  come ripetete come ebeti sorridenti. Ignorantoni , sparite dalla mia vista, imbecilli ipocriti fascistoni e comunisti . Siete la vera vergogna di questo Paese.

Roma lunedì 24 gennaio 2011

Gaetano Immè