Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 28 gennaio 2011

FAVORI DEI MAGISTRATI A FINI - UNA GAG DA FRATELLI DE REGE. MA RESTA IL PROBLEMA ISTITUZIONALE

Lungo l'elenco dei  favori, delle collusioni, dei silenti accordi  fra Fini e la Magistratura .L'ultimo è degno di una gag da Fratelli De Rege, quella famosa di " Vieni avanti, cretino"! Riguarda i documenti relativi alla famosa casa di Montecarlo,  che dimostrano come la proprietà sia di Giancarlo Tulliani. Modestia a parte, questo blog l'aveva previsto, l'aveva vaticinato fin dallo scorso luglio 2010 quando affermai - da  Commercialista  in pensione -  che la vendita  fatta prima alla Printemps Ltd e poi da questa alla Timara Ltd , la prima per 300 mila Euro e la seconda per 330 mila Euro, altro non erano che la foglia di fico organizzata da esperti truffaldini che non solo utilizzano per le loro  " sòle " Compagnie off shore,  ma ricorrono anche al
" doppio passaggio" per creare, artificialmente e con raggiri , la figura truffaldina del così detto " terzo in buona fede" ( in questo caso la compagnia attuale proprietaria ) che esiste solo nel nostro diritto - deve essere quindi stata organizzata da una mente da " sòla" italiana - e che crea la seguente conseguenza giuridica: se il prezzo della finta seconda compravedita è congruo , la vendita esplica i suoi effetti a favore del " terzo" a meno che venga provato ( e qui casca l'asino in Italia ) che il terzo fosse a conoscenza dell'intento truffaldino. Non contenti di non aver disturbato nessuno dei possibili denunciati truffatori ( nè Fini, nè Giancarlo Tulliani, nè testimoni della truffa indicati nella denuncia stessa ) i novelli Fratelli De Rege di Piazzale Clodio , il Capo Dr Ferrara e l'aggiunto Piefilippo Laviani, davanti ai documenti che ieri il Ministro degli esteri ha trasmesso alla Procura di Roma, hanno meso in scena la solita gag da avanspettacolo. Invece che la trita e nota :" Vieni avanti, cretino!" ormai abusata, il copione di stavolta è stato:" Ma noi mica le abbiamo richieste...!" Incredibile! Documenti che provano una "truffa" che " non interessano" ai Magistrati che devono indagare sulla truffa! Siamo a livello di Ambra Jovinelli, con tutto il rispetto per i nani,  le ballerine ed i comici del Teatro! Aspettiamo ora il giorno 2 di Fbbraio prossimo, quando un GIP del Tribunale di Roma dovrà decidere se " archiviare " la denuncia di truffa presentata da militanti di AN o se ordinare al duo De Rege di proseguire con le indagini. E perchè.  Insomma parafrasando la frase " male non fare, paura non avere!", per i Magistrati romani " domande non fare, risposte non avere!".

Ma sia chiaro che questa romanzesca e - diciamo pure  la verità -  squallida e meschina storia truffaldina di questa casa a Montecarlo,  della quale riferisco per dovere ma non certo per piacere, non c'entra proprio nulla con il mio convincimento che Fini occupi illecitamente la Presidenza della Camera, dove " l'illecitamente " non deriva da suoi  eventuali " reati" penali ma direttamente dalla Costituzione che prevede , repetita juvant,  " superpartismo" e " terzismo" politico quali elementi caratterizzanti le cariche Istituzionali, quale è la Presidenza della Camera. E se è pur vero che non esiste una procedura per indurre un Presidente della Camera a dimettersi,  è pure vero che , pur senza scomodare vecchi e recenti casi similari, è stato lo stesso Fini a delineare i confini politici insuperabili della sua carica. Fu quando, davanti alla campagna elettorale per le scorse elezioni Regionali ( ricordo che allora  Fini non solo era  Presidente della Camera, ma anche il  " cofondatore" del PdL, era "uomo di fiducia " della maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni politiche ultime, non era ancora leader del movimento FLI ) affermò pubblicamente di " non potersi impegnare con il PdL nella campagna elettorale per rispetto istituzionale alla sua carica pubblica di Presidente della Camera ". E' necessario, come sempre, sgombrare il campo dal " tifo" e vedere se c'è un poco di "onestà" intellettuale. Perchè quello che non regge, nel borrelliano ed inconsistente  teoremino  resistenziale di Fini e dei suoi seguaci, è insistere sulla " terzietà" presidenziale ( della Camera)  per delegittimare  come attacchi alle " istituzioni" quelle messe in campo dalla maggioranza tesi semplicemente ad  evidenziare l'uso improprio , da parte di Fini stesso,  della carica stessa. Mi pare un assurdo totale: chi viola la costituzione o la sua prassi vorrebbe imporre il silenzio a chi evidenzia tali violazioni. Non si può sperare in una soluzione endemica di questo conflitto, proprio perchè una delle due parti in conflitto- nel caso, Fini - è - uso una similitudine - il ladro che pretende di rubare imponendo il " silenzio" a chi grida " al ladro!". Qualcuno si è reso conto della assurdità della posizione costituzionale di Fini, contemporaneamente Presidente della Camera e keader di FLI che è un partito di opposizione alla maggioranza politica che governa e che lo innalzò, come suo uomo di fiducia, alla Presidenza della Camera., anche fra i suoi fedelissimi. Cito, ancora una volta, lo stesso Prof. Campi Alessandro, politologo di riferimento di FLI, che ormai chiaramente e ripetutamente invita Fini a dimettersi dalla Presidenza della Camera per potersi finalmente dedicare legittimamente alla campagna elettorale del FLI. Ma se così non dovesse essere, il peso di questa surda situazione, una volta esperito negativamente  il tentativo della maggioranza di chiedere le dimissioni di Fini, non resta che augurarsi un intervento del Capo dello Stato, magari avvolto dalla dovuta riservatezza, che riesca a consegnarci un sistena istituzionale credibile.

LA BOTTE DA' IL VINO CHE HA , NON ALTRO.

La botte dà il vino che ha, come pretenderlo diverso da quello che c'è? Dunque cosa mai posso aspettarmi di nuovo da tanti banchieri, politici, amministratori, professori, opinionisti che sono nati, allattati, cresciuti, panciuti, vissuti, ingrassati nell'Italia degli anni dal 1950 in poi dominata da una visione statalistica, centralistica, stalinista dello Stato ? I nomi sono da " effetto", ma la sostanza è semplicemente " da scarto", da " apparenza", chiaramente " da cestino". Amato, ex braccio destro di Craxi ( che però ignorava, guarda caso, le tangenti ) ex Presidente del Consiglio -. seppure ricordato più per la "rapina" notturna che organizzò nottetempo rubando, con modi banditeschi,  dai nostri conti correnti bancari quel famoso tre per cento , che per altro- , poi il Professor Pellegrino Capaldo democristiano di sinistra dalla nascita e per carriera sia accademica che bancaria. Oggetto della discussione:  una " imposta patrimoniale" per la riduzione del nostro debito pubblico". L'ex Primo Ministro propone, sul Corriere della Sera,  al PD ed al Terzo Polo di lanciare una " imposta patrimoniale " che deve colpire un terzo della popolazione italiana ( considerata agiata) con un dieci per  cento sul reddito, da pagarsi in due anni" così da ridurre il nostro debito pubblico del 30/40%. Tutto ciò, specifica l'On. Amato, perchè " sarebbe responsabilità delle nostre generazioni, che quel debito hanno creato, non lasciarlo in eredità ai giovani". Il Professor Amato ancora si bea di ritornelli stonati, perchè il debito pubblico non è il prodotto di una certa generazione di politici, ma è il risultato sedimentato di una economia contraria al mercato, alla competizione, di una economia centralista e statalizzata. Comunque la si metta, una Imposta " Patrimoniale" poi, in un Paese come il nostro soffocato da un'abnorme pressione fiscale, ingessato da tutta una serie di ostacoli legislativi, sindacali, giudiziari che ne hanno ostacolato la crescita e lo sviluppo ,  è sempre stata una via che porta a deprimere gli investimenti e quindi la produzione, che porta ad una fuga dei capitali all'estero, che riapre il ricorso alla spesa pubblica assistenzialista. Via diversa è quella suggerita suempre su Il Corriere della Sera, dal Professor Capaldo. La riassumo: ogni proprietario di casa offre la sua casa per risanare il debito pubblico. Eccolo, ci risiamo, quasi come il " dono delle fedi al Duce", poco ci manca. Dunque una bella ipoteca sulla casa di ognuno di noi che garantisca il pagamento di una bella patrimoniale  che colpisca la " rivalutazione degli immobili". Tanto per chiarire le idee di chi legge, il Porfessor Capaldo sta parlando di toglierci la bellezza di Novecento ,iliardi di Euro dalle tasche, oltre le imposte che già paghiamo. Con questa " rapina", con questa " refurtiva", illumina il Professore,  facciamo scendere al 50% il nostro debito pubblico.Non comprendo perchè, tra l'altro, questa " patrimoniale" dovrebbe colpire un bene, la casa, che ognuno di noi ha acquistato con denaro già tassato ( imposta su imposta, professore, non credo che stia tanto bene). La verità è che la " imposta patrimoniale" è ormai una sorta di " reisduato bellico " ma della prima guerra mondiale, più che della seconda. Tutto ciò è un triste, squallido " dejà vue", prodotto di una cultura democrastiana e comunista  che tenta disperatamente di rirpodursi geneticamente in qualsiasi modo ma che cozza sempre contro la spinta modernizzatrice e contro i ripetuti  suoi fallimenti. E' esattamente opposta la via che dobbiamo seguire per superare il problema. Aprire il mondo del lavoro alla competitività, aprire la produzione alla globalizzazione, agevolare con una revisione fiscale gli investimenti esteri, ecc....Insomma, pare che a sinistra non ci sia nulla di nuovo, se non il solito ricorso alla magistratura, al moralismo d'accatto, alla demonizazzione e criminalizzazione dell'avversario. Perchè, sia chiaro, questa è la sinistra oggi in Italia. Due nomi vecchi, Amato e Capaldo, che propongono strumenti fiscali medioevali, primarie da polizia giudiziaria, scrittori imberbi che nominano Commissari del popolo al posto dei segretari politici, gente orecchinata che dà il meglio si sè su un palcoscenico che in politica, politici proni ai loro padroni giudiziari.....

PAROLE SENZA SENSO

Qualcosa non mi torna, le parole volano ma come le pietre, lasciano il segno e uno, ripensando, magari vede tutto più chiaro. Per esempio, parliamo di Berlusconi che, secondo tante persone, è ricattato. Poniamo che sia così. Da chi? Da qualche donzella. Poniamo che sia così. Ma ha anche pagato la donzella. Poniamo sia così. Ma ,intervongo io, se un ricattato paga il ricattatore, il ricattatore cosa deve dare al ricattato? Oltre quella cosa che tutti pensate, birbanti!  Ma certo! Deve stare zitta! Ma allora che razza  di ricatto è, se tutte le donnine non fanno altro che parlare ? Bohhhh!!!!!

IDEE SCONCLUSIONATE. ANDIAMO BENE, SAVIANO! 

Dedicare un regalo-  come altro definire una lauera honoris causa a Saviano? - è un gesto non richiesto, come dire " guardatemi quanto sono bello", un volersi mettere per forza al centro dell'attenzione anche quando nessuno lo voleva. Insomma, Saviano soffre di protagonismo acuto, malattia che sovente, ottunde il cervello. Così l'esimio ha dedicato - non richiesto- la sua brava lauretta honoris causa - bah! - " ai magistrati di Milano che soffrono per aver compiuto il loro dovere". Avrebbe potuto dedicarla ai Magistrati uccisi dalla mafia, avrebbe potuto dedicarla ai carabinieri che cercano di arrestare i mafiosi ed i camorristi, alla popolazione che  , senza scorta alcuna, sopporta una  vita di tutti i giorni sotto la violenza della camorra, insomma una persona intelligente avrebbe trovato ben altro. Invece questo signorino, questo nuovo Oracolo  non di Delfo ma di Casal di Principe, questa novella Sibilla Cumana, dalla sua cuccettina calda calda, col suo bel conto corrente ben rimpinguato dai 320mila euro che ha ottenuto per tre comparsate da Fazio, protetto da una scorta ( che poi, se fosse proprio vero che Saviano nintralcia la camorra, non credo che la scorta nulla potrebbe come dimostra la storia italiana )  , ignora chi soffre veramente di camorra perchè lui stesso non ha ne mai sofferto , semmai ne ha goduto , viste le risorse di cui dispone. Così lui parla di libertà di stampa, parla di paesi dove non si può vivere, parla del casertano oppresso da camorra e corruzione,ma campa alla  grande , protetto da scorta  nella sua bella casa, ignora cosa significhi il sacrificio, firma appelli pezzi di carta, si atteggia a santone predicatore, lancia moniti ed accuse a Berlusconi ( è quello il suo mestiere, altro che scrittore!) come se fosse già stato definitivamente ondannato, insomma un tribuno da quattro soldi. Adesso fa il Nanni Moretti come se scoprire che il PD è in coma fosse una cosa da eminenza ! Ma se lo sanno anche i pupetti! Ma quale pensiero, ma quale profondità.....


TORQUEMADA TORQUEMADA!!!!

Caspita! La Torquemada Ilda Boccassini, un furia , una erinni del moralismo papalino tipo " non ti toccare", tipo" non pensare alla patata" tipo " non si dicono parolacce", ma se lo fai ti spadello una bella comunicazione giudiziaria dove il peccato diventa, come in un regime talebano, anche  reato, anche questa erinni immacolata, pomiciava in ufficio! Roba da matti! Pomiciava...diciamo così, perchè una che viene beccata dall'usciere , alla sera, in ufficio, quando tutti se ne sono andati, seduta a cavalcioni, a gambe aperte, su un uomo non è proprio "un  pomiciare", ma piuttosto......e pure in ufficio! Ma non si deve dire! Allora la logica è questa, seguitemi: io scopo in ufficio quando e come voglio, perchè io sono io e voi non siete un cazzo! Io non sono ricattabile anche se sono un Magistrato, perchè io so io e voi nun siete un cazzo! Capite? Bene. Inoltre, sicome io sono sempre n io e voi non siete sempre  un cazzo, se vi pesco che toccate il sedere di un fanciulla che ci sta, giuro su Dio che vi rimando a giudizio dell'ayatollah di turno e avete voglia a recitare partnostro o avemaria! In galera! In galera!


GAD LERNER SEI SEMPRE LO STESSO

Gad Lerner è sempre il solito. Sta lì ad imbastire un processo senza avere alcuna prova della colpevolezza di una persona e poi si risente se quella persona gli grida in faccia quello che è: un falsario. Lui fa l'indignato ma lo seguono giusto i cerebrolesi terminali. O le Carmen Moravia Llera, una volta esaltatrice di puttane, corifea del " io la dò a chi e quando mi pare ", oggi ridicola e vecchia ( ricordate De Andrè? " Si sa che la Llera dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio, s sa che la gente da buoni consigli se non può più dare cattivo esempio") ridicola e stantia caricatura di una impresentabile chierichetta o sanguinaria  barda papalina, moralizzatrice , ma solo degli altri!


Roma, venerdì 28 gennaio 2011

Gaetano Immè

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