Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 12 gennaio 2011

GLI ESEMPI DA SEGUIRE

Sarò nel mio intimo un po' qualunquista, forse anche un po' invidioso, certamente  amareggiato per le scelte alle quali l'Italia, governata dalla DC e dal PCI , diciamo dal 1948 fino a pochi anni fa, mi ha indotto. Pensa un po' tu! Studiare, elementari, medie, ginnasio, liceo, università, libroni da mandare a mente, esami, ricerca di lavoro, concorsi, graduatorie, cattedre fuori Roma, ricerca di cattedra a Roma, abilitazione alla professione di Commercialista, studio professionale e tutti i problemi fiscali e fallimentari e commerciali sul tavolo, udienze, lezioni, fallimenti, arbitrati, insomma una vita d'inferno. Risultato? Un bel nulla, due misere pensioni che " fanno cumulo" pure! e via montagne di tasse, figli da sistemare, ex moglie da mantenere, casini su casini. Ma quale studio! Bastava imitare " i bravi", quelli che " ce sanno fa' ". Per esempio : nascere da lombi comunisti di alto livello, tipo persone che conosco bene. Gente nata a Roma, vissuta a New York, a Mosca, a Mirafiori, attici a Testaccio da 400 metri quadrati a prezzi stracciati, giornalino con contributo statale, mica storie! Dopo una vita di lavoro  prendi un pacchetto di noccioline, tipo 1.200,00 Euro al mese e vai a ramazzare se non ti bastano. Invece, vuoi mettere, il figlio di un bel  comunista ricco, molto democrat, che gliene può fregare della pensione dell'INPDAP o della Cassa di Previdenza. In Parlamento dovevo guardare e prendere lezioni di vita, altro che scuola, altro che Università, altro che Laurea|. Dovevo imitare gente con Fini, come D'Alema che fino ad oggi , insieme, hanno incassato la bella cifra di Euro 18 milioni circa! Vacanze invernali alle Maldive oppure a Saint Moritz, mica cavoli! Scorta, scarpe su misura, donne intorno a non finire, paga sicura, benefit da impazzire, stadio e cinema e teatro gratis, mangiata diurna a sbafo, barbiere idem. Pensa tu quanto era facile. Bastava iscriversi al PCI ed al MSI, considerare il Komunismo ed il Fascismo dei veri " paradisi in terra" - e poi anche se cambi idea mica ti tolgono nulla! -  e l'omo campa!!!!

OGNI TANTO SE NE ESCE......

Ogni tanto riesce fuori LCDM, quello che quando comandava lui , stava facendo fallire la FIAT. Oggi costui , anche se ha quasi sessanta anni, gioca ancora con le macchinette da corsa come "'na criatura" e quando gli prende, spara incomprennsibili fatwa a non finire. Si diverte così, beato lui ! Cotanto senno si è lamentato pubblicamente, tramite la sua associazione ( una mania, queste associazioni, se non ne hai almeno una, non sei proprio nessuno !) Italiafutura perchè , secondo lui, la Lega Nord e Tremonti stanno affossando ed hanno tradito la parte più dinamica del Paese, e cioè gli artigiani, i commercianti e gli industriali.Un consiglio spassionato a chi lavora ad Italiafutura: quando a LCDM vengono queste paturnie, queste acute crisi di nervi, qualcuno gli ricordi comunque che per salvare la FIAT dalla merda dove l'aveva gettata la sua gestione, hanno dovuto chiamare un tizio che non avrà il ciuffo come lui, che non sarà di quarti nobilissimi e perfetti come lui, che non avrà avuto dimestichezza con l'Avvocato come lui, che non avrà aiutato lo stesso Avvocato a imboscare all'estero miliardi e miliardi senza dichiararli al fisco italiano come lui , ma che in due anni ha sistemato la FIAT . Che oggi non vive più di elemosina pubblica , come ai tempi di LCDM, ma di mercato. Do you know, Mr LCDM,  what means " market"?

LA SFIDA FEDERALISTA

Se si vuole vincere o almeno tentare di vincere la battaglia contro il nostro mostruoso deficit pubblico, bisogna convenire che , in assenza di altre proposte, che il sistema federalista, proposto dalla Lega Nord, è un inizio serio, concreto e, al di là delle sciocche opposizioni falsamante unitaristiche, corretto.  Non c'è nulla nel federalismo che confligga con  l'unità del Paese, anzi la sollecita maggiormente di quanto non sia stato fino ad ora realizzato in sessanta anni. Quelli che gemono e, come préfiche,  lanciano alti lamenti contro il federalismo perchè, secondo loro, comporterebbe una sorta di secessione , non vedono la realtà perchè hanno gli occhi foderati di odio e di rancore. La secessione esiste da tempo in Italia e non l'ha certo provocata la Lega Nord o il federalismo, ma la globalizzazione. Basta pensare a quante imprese delocalizzano dall'Italia, quante imprese italiane corrono verso localizzazioni della produzione in Paesi che garantiscono maggiore competitività dell'Italia per rendersene conto. Anche la FIAT rientra in questo contesto: al di là delle posizioni anacronistiche di chi ritiene che  un " accordo"  sia un " ricatto", ma non riitiene che un " ricatto" sia anche  una " estorsione", al di là di chi ritiene che in Italia non esista alcuna  libertà economica  di scelta e di pensiero, anche la FIAT, dicevo, intende effettuare questa sorta di secessione sempre che non vincano i " si" all'ormai prossimo referendum dei lavoratori. Devo dunque concludere che da questo punto di vista il federalismo rappresenti l'ultima occasione per rimettere a posto le cose in Italia, anche per evitare le secessioni produttive che già esistono. Insomma il federalismo è l'ultimo tentativo di tenere unito questo disgraziato Paese. Noi abbiamo un apparato statale vecchio di sessanta e passa anni, schiacciato sotto il peso opprimente dell'eccessiva buracrazia che traina anche la corruttela. Il federalismo vorrà significare per chiunque mettersi al servizio dei cittadini e, sopra tutto, render conto delle somme spese e dei servizi resi con quei quattrini. Il federalismo introduce la " responsabilità" di chi gestisce denaro pubblico, cancella le impunità che hanno sempre assistito i deficit del passato. Con il federalismo anzi l'Italia sarà più trasparente ed anche più unita di quanto non lo sia ora, perchè le Regioni più virtuose aiuteranno quelle meno virtuose al pareggio del bilancio, ma gli amministratori irresponsabili saranno estromessi. Chi sbaglia paga, regola anche religiosa. Difendere questo stato di cose " contro" il federalismo è un'operazione da retromarcia, una difesa dell'indifendibile, una squallida difesa di ruberie, di privilegi, di sperperi, di corruttele, di clientelismo. Come si può difendere e ritenere unito un Paese in cui quattro regioni su diciannove sopportano e pagano i disavanzi, anche stratosferici, delle altre quindici regioni? Chi intenda ostacolare il prossimo varo del federalismo per farne l'arma impropria con la quale tentare di scardinare questo Governo, mette in evideza il peggior conservatorismo, quello borbonico, gattopardiano del " tutto cambi affinchè nulla cambi", quello dove le regioni del Sud sono solo zavorra da mantenere come è stato fatto dal 1948 fino ad oggi, creando un esercito di meridionali, politici, dirigenti e cittadini, più assistiti che attori della scena politico industriale, più mantenuti papponi che creatori di opportunità, più mentecatti pubblici che dignitosi cittadini. E se è un dato incontrovertibile che il Nord sia avvantaggiato rispetto al Sud ( lasciamo stare i motivi ed i perchè, che sono noti a tutti ) è proprio il Sud che ha più bisono del federalismo, per adeguarsi al Nord, per costruire un tessuto virtuoso anzichè soggiacere inerme a quello malavitoso , per creare così una nuova classe politica e dirigente in grado di prendere le distanze dal Sud del tempo che fu, assistito, incapace, mendicante . Quale migliore occasione per dare un vero senso unitario, un vero senso di riscatto e di dignità a queste festicciole autoreferenziali dell'Unità d'Italia che dare a tutti gli italiani   la possibilità di restare uniti veramente sotto il segno della pariteticità conquitata e non elemosinata?  Resta ancora  un altro ostacolo al federalismo: le Regioni a Statuto Speciale. Esse esistono perchè negli anni passati vi furono  condizioni oggettive che consentirono  ed anche  sollecitarono  tali eccezioni. Ma se domani ogni Regione dovrà attenersi agli standar previsti dal federalismo, che senso avrà avere ancora cinque Regioni a statuto seciale che potranno ancora spendere e spandere senza alcun tipo di controllo? Dunque si impone anche una modifica della Costituzione in tal senso.

NON POTEVA MANCARE UN MANIFESTO DEI SOLITI INTELLO' CONTRO MARCHIONNE

E te pareva che poteva mancare un " manifesto" contro Marchionne! I soliti intellettuali si sono schierati contro il piano della FIAT, denominato " il diktat di Marchionne". Ma per quale ragione una fisica, una astrologa, una scrittrice, un regista, una ballerina , un cantante, un prete, un magistrato, un infermiere, un dottore, un guitto, un nano, una donna cannone, un attore, un saltimbanco, un comico, devono mettere becco in questioni che evidentemente non conoscono ( perchè altrimenti avrebbero fatto altra professione )? Allora lancio una proposta: ognuno di noi lanci un manifesto con firme di amici " contro" qualche film, qualche buffonata televisiva, qualche opera di danza, qualche libercolo, qualche.......


SILENZIO!!!!PARLA BERSANI!!!!!


A voler essere sinceri, non è tanto quell'8,7% di italiani senza lavoro che mi preoccupa, quanto quel 29% di giovani senza una seria prospettiva del futuro. L'unica via d'uscita è creare " nuove opportunità" di lavoro, di occupazione, una vera e sana crescita economica  piuttosto che perdersi dietro ai teoremi generazionali. Su questo tema, assai delicato, P.L. Bersani ha rilasciato una lunga intervista al Messaggero di Roma ( foglio dei Caltagirone, aspirante suocero di premier democristiano del terzo millennio ) nella quale il Segretario del PD si è detto favorevole ad innovazioni su " fisco, lavoro, precarietà, welfare,questione meridionale, liberalizzazioni, federalismo e riforme istituzionali ". Bersani però deve passare dalle semplici " belle parole" , che non incantano più nessuno,  ai fatti. Se veramente il PD intende mettere al centro della sua politica una piattaforma orientata alla crescita economica , sarà inevitabile che il partito democratico si spacchi ancor di più di quanto non lo sia già oggi. Non può infatti sfuggire la spaccatura che si verrà a creare  fra fautori di posizioni ideologiche avverse al libero mercato ed alla concorrenza con coloro i quali difendono pervicacemente uno statu quo da posizione di rendita politica immotivata e reazionaria. Caro Bersani, parlare di crescita economica con interlocutori il cui unico progetto è " fare fuori Berlusconi con qualsivoglia mezzo, lecito ed illecito", mi pare una " mission impossible", anzi una bella e pura presa per i fondelli del simpatizzante, dell'elettore, del popolo. Vedo con simpatia e con speranza questa timida apertura del Segretario del PD verso sviluppi di crescita economica:  ma adesso deve chiarire al suo partito ed a noi, opinione pubblica, a chi darà retta e dove porterà il partito. Se darà ancora retta a Repubblica, a Scalfari, a Mauro e si andrà a rinchiudere nel corral dei tori infuriati dell'antiberlusconismo puro e imbecille o se avrà il coraggio di dare battaglia a tutto campo, di abbandonare il suo santo protettore D'Alema, di spingere il PD fuori dal pantano dell'agnosticismo politico attuale per portarlo nel recinto del riformismo, o se " avemo scherzato!" e s'annamo a fà 'n quartino a li Castelli!!!! Come al solito!!!


Roma mercoledì 12 gennaio 2011

Gaetano Immè

Nessun commento:

Posta un commento