Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 27 gennaio 2011

GLI SCHELETRI  DI ANNA FINOCCHIARO, SENATRICE COMUNISTA ED ORA DEL P.D.

Lo scorso 15 novembre la senatrice capogruppo del P.D. Anna Finocchiaro era  presente all’inaugurazione del presidio territoriale di assistenza di Giarre, vicino a Catania. L’appalto, del valore di 1,7 milioni di euro (finanziamenti pubblici) è stato affidato senza gara alla Solsamb Srl, amministrata da suo marito, il Dr. Melchiorre Fidelbo. Ora però la Guardia di Finanza ha sequestrato gli atti, la Procura di Catania ha aperto un fascicolo e gli ispettori regionali, con una relazione, hanno concluso che tutta la procedura “è illegittima”. Facciamo un passo indietro: nel luglio 2007 vengono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le linee guida ministeriali per i progetti del Piano Sanitario Nazionale benedetto dall’allora ministro Livia Turco, compagna di partito della Senatrice Anna Finocchiaro. Un mese dopo, il consorzio Sanità Digitale presenta il progetto per la Casa della Salute di Giarre, dal costo di € 1,2mln. Al suo interno ci sono, con quote del 5%, il dipartimento di Anatomia dell’Università di Catania guidato dal Prof. Salvatore Sciacca, l’Azienda Sanitaria 3 di Catania guidata ai tempi dal manager Mpa Antonio Scavone; la Tnet Srl con il 40% e la Solsamb Srl amministrata dal marito della Senatrice del P.D. Anna Finocchiaro che detiene il 50%. Caduto il governatore siciliano Totò Cuffaro – il proconsole di Casini in Sicilia , l’uomo che ha portato milioni di voti siciliani all’UDC di Casini, voti che hanno permesso all’UDC di entrare in Parlamento superando lo sbarramento, l’uomo però, che è stato ormai definitivamente condannato per “ associazione mafiosa proprio per “ quei voti” ” a sette anni di galera - scatta la rivoluzione sanitaria del suo successore Raffaele Lombardo, che ha costituito il MpA che, grazie ad accordi con il FLI di Fini ed il P.D. di Bersani e Finocchiaro governa la Sicilia,  in barba al votopopolare  che aveva eletto il Governo di Cuffaro. In Sicilia non servono “Case della Salute” ma “Presidi Territoriali di Assistenza”. Carte alla mano è necessaria una rimodulazione. E i costi lievitano: 20mila€ per lo studio del territorio, 420mila per il “project management”, 50mila per l’assistenza al progetto hardware ed 1,2milioni per i “software diversi”. Il totale lordo sale a € 1.690.000, esclusi i costi gestionali non previsti, “con un incremento – scrivono adesso gli ispettori della Regione – del 17% rispetto al progetto del 2007”.La lievitazione dei costi si accompagna con un passaggio di consegne: il consiglio di amministrazione del consorzio Sanità Digitale stabilisce che tutti i proventi saranno attribuiti alla Solsamb Srl del marito di Anna Finocchiaro. Piccolo particolare: in tre anni nessuna gara pubblica è stata bandita. Il 30 luglio 2010 l’Azienda sanitaria 3 guidata dal manager Giuseppe Calaciura, militante dell’Mpa di Raffaele Lombardo, sigla la convenzione con la Solsamb. Poco tempo dopo il Pd entra in giunta con Lombardo forte del sostegno della senatrice democratica. E così si arriva al paradosso: il 15 novembre, per inaugurare il presidio sanitario, si ritrovano insieme due mondi storicamente distanti, anche solo ricordando che nel 2008 Anna Finocchiaro si era candidata alla presidenza della Regione siciliana contro Lombardo (e il centrodestra). Si ritrovano, dunque, nella “Casa della Salute” di Giarre, Comune roccaforte dell’Mpa : il Dottor Melchiorre Fidelbo, marito della senatrice Finocchiaro, amministratore della Solsamb Srl, il manager MpA autonomista Giuseppe Calaciura che ha siglato la convenzione , il Sindaco di Giarre Teresa Sodano pupillo di Raffaele Lombardo, Massimo Russo, magistrato assessore regionale alla Sanità, l’ex ministro Livia Turco, ideatrice delle Case della Salute e , appunto, la Senatrice Anna Finocchiaro, moglie del Dr. Melchiorre Fidelbo.Intanto scattano le proteste dei cittadini di Giarre perché da poche settimane è stato chiuso l’ospedale principale. “ Anna Finocchiaro....... Vergogna!”, gridano, il filmato è rimbalzato sul web, all’improvviso la senatrice si avvicina ai manifestanti e chiede: “Vergogna di che?”. Accanto a lei c’è il marito amministratore dell’azienda che ha vinto l’appalto senza gara. Gli ispettori regionali inviati dall’assessore Massimo Russo hanno stilato una relazione di dieci pagine, adesso finita in commissione Sanità. L’appalto della Solsamb sarebbe stato affidato in violazione del D.lgs 163/2006 e “dei principi di libera concorrenza – scrivono gli ispettori – parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché quello di pubblicità”. Secondo gli ispettori, l’affare avrebbe “violato il Codice degli appalti” trattandosi di importi di rilevanza comunitaria “e non rientra nei casi di esclusione”.Gli ispettori intervengono anche sul passaggio di consegne tra il Consorzio Sanità Digitale partecipato dalla Solsamb e la stessa Solsamb: “in ordine a ciò – si legge nella relazione – occorre rilevare che tale attribuzione caratterizza la fornitura quale “esternalizzazione” che, come è noto è espressamente vietata dall’art.21 della legge regionale 14 aprile 2009 n.5 che dispone che “è fatto divieto alle aziende del servizio sanitario regionale o agli enti pubblici del settore di affidare mediante appalto di servizi o con consulenze esterne, l’espletamento di funzioni il cui esercizio rientra nelle competenze di uffici o di unità operative aziendali”.“Sulla base della documentazione acquisita – conclude la relazione – e delle analisi svolte, con riguardo anche agli atti assessoriali propedeutici al procedimento autorizzativo, si ritiene che il provvedimento di affidamento a privati dell’organizzazione ed informatizzazione del PTA, da parte dell’Asp di Catania, evidenzi i profili di illegittimità, come sopra esposti”. Su questi presupposti è stata annunciata da Massimo Russo la revoca imminente dell’appalto.L’amministratore unico della Solsamb srl, Melchiorre Fidelbo, ha chiesto un’audizione alla Commissione Sanità dell’Ars dicendosi “a disposizione per avere l’opportunità di descrivere e far comprendere il rilievo scientifico che il progetto sperimentale di “Casa della salute” rappresenta per la sanità Siciliana”. Contemporaneamente il Dr. Fidelbo ha annunciato ricorso al Tar sostenendo che la gara d’appalto non era necessaria perchè si trattava di “opere dell’ingegno” e che non esisterebbe alcuna connessione tra la vicenda e il ruolo politico della moglie, cioè la Senatrice del P D Anna Finocchiaro. . Ha anche osservato che “il clima che si e’ voluto instaurare di strumentalizzazione politica non consente uno sviluppo compiuto e sereno del progetto a 3 o 5 anni”, minacciando querele agli organi d’informazione siciliani. Ma la Procura di Catania , secondo quanto rivelato dal procuratore capo Vincenzo D'Agata, ha aperto un'indagine penale sulla procedura amministrativa che ha portato all'affidamento senza gara dell'appalto per l'informatizzazione del Presidio territoriale di assistenza (Pta) di Giarre assegnato alla Solsamb srl, la società guidata dal marito della senatrice Pd Anna Finocchiaro, il ginecologo Melchiorre Fidelbo. Si tratta, è ovvio, di un atto dovuto e conoscitivo, del quale, allo stato non ci sono né indagati né ipotesi di reato. Ma vi terrò informati. La Senatrice Anna Finocchiaro, per reazione interiore comprensibile da un lato umano, continua imperterrita ad apparire nei vari talk show televisivi con il solito sorrisetto sprezzante stampato sulla bocca e, vedo - prevedo-stravedo- che bollerà con sommo disprezzo del ridicolo queste notizie come " il solito fango del centrodestra sul centrosinistra ". Arcisicuro di essere invece  un “ uomo libero” che considera come notizia da dare al pubblico “ il reato in sé stesso ” chiunque lo abbia commesso ( per cui dare la notizia di un reato compiuto da Di Pietro o da Fini o da Vendola è, per la Finocchiaro, infangare una persona perbene, mentre fare la stessa cosa contro uno di centrodestra, altrettanto perbene è , sempre pe la stessa Finocchiaro  pura
“ libertà di stampa”) questo blog seguirà con attenzione e con curiosità l’evolversi della indagine.


FINI , FLI ED OPPOSIZIONE .OGGI E SEMPRE UNA VERGOGNA

Non credo che l'Onorevole Napolitano sia disposto a peggiorare la sua  già pessima fama di " palo sul Colle" per conto dei suoi compagni comunisti o ex comunisti o come diavolo oggi si chiamano gli eredi del PCI di Togliatti e di Stalin perchè eletto solo con i voti dei suoi compagni di partito. Già così come sta , il Presidente Napolitano, non ostante una  scadente e sospetta ostentazione  di superpartismo  costituzionale malriuscito, è il terzo Presidente della Repubblica, nella storia della Repubblica Italiana, che viene eletto con una maggioranza ridicola e ridotta ai soli suoi compagni di partito politico, caratteristica che confligge violentemente con le caratteristiche costituzionali della carica, elezioni che avevano sempre superato abbondantemente un consenso istituzionali superiore al 70% degli aventi diritto al voto nel Parlamento in seduta congiunta.  Era già accaduto  in Italia negli anni sessanta-settanta  prima con Antonio Segni ( dall'11 maggio 1962 al 6 dicembre 1964) e poi  con Giovanni Leone (  dal 29 dicembre 1971  al 15 giugno 1978) , entrambi elevati dalla DC al Colle - a causa dei molteplici problemi di ordine pubblico che l'allora P C I aveva creato a bella posta ( per ottenere maggior potere)  in Italia ( basta ricordare i disordini di Genova contro il governo Tambroni III Legislatura, dal 25 marzo 1960 al 26 luglio 1960 ) e la successiva stagione del terrorismo.- il primo  con il 52,6%  di consensi istituzionali dopo otto  inutili  scrutinii  e il secondo  con   il 52,0%, di consensi istituzionali dopo ventidue inutili scrutini . L'On. Giorgio Napolitano fu infatti eletto al Colle, dopo quattro inutili scrutini, il 15 maggio 2006 con il 54,8% di consensi istituzionali. Indubbiamente, come anche in passato questo Blog ha sostenuto, l'imbarazzante  conflitto costituzionale che Gianfranco Fini fa vivere al Paese occupando la Presidenza della Camera dei Deputati nonostante sia contemporaneamente leader della formazione politica del FLI , fazione politica dichiaratamente avversa alla attuale maggioranza eletta dal suffraggio popolare, non può che " preoccupare " il Colle ma non certo spingerlo ad intervenire sulla questione che è sicuramente più politica che istituzionale. Certo, molti precedenti condannano Fini sotto il profilo politico ed istituzionale come un okkupante illecito, manon e siste norma costituzionale nè usi e precedenti che possano risolvere la questione se non la sensibilità culturale e politica che , evidentemene, mancano assolutamente al Presidente della Camera. Oggi però ci sono novità sull'argomento, perchè non solo - come sosteneva questo Blog - la maggioranza in carica ha presentato un'interpellanza parlamentare per mettere in discussione il doppio amorale incarico di Gianfranco Fini, ma ormai da tempo, anche i suoi  stessi sostenitori ideologici , come  il Professor Campi, come lo stesso On. Menia, sollecitano le sue dimissioni dalla carica istituzionale anche per averlo come bandiera della prossima campagna elettorale. Non dimentichiamo, tra l'altro, che lo stesso Gianfranco Fini aveva pubblicamente dichiarato, il 25 settembre scorso, che se le carte avessero indicato in Giancarlo Tulliani il proprietario della casa di Montecarlo, lui avrebbe immediatamente dato le dimissioni dalla Presidenza della Camera. Bene, stamattina alla Camera, durante l'intervento del Ministro degli Esteri, le " carte inequivocabili" sono state esposte: come era facile prevedere Giancarlo Tulliani è il proprietario della famosa casa di Montecarlo che Fini ha sottratto ad AN ed ha praticamente regalato ad una società off shore con sede in paradisi fiscali caraibici dietro la quale si cela Giancarlo Tulliani. Fini non può che dimettersi dalla carica. Il minimo senso del pudore bolla la confusine scatenata dall'opposizione al Senato oggi per quest faccenda, ma c'è un elemento molto inicativo, che è il seguente. Uno o più militanti di F L I, hanno informato il FLI ottenendo il relativo  previo assenso, hanno denunciato il Ministro degli Esteri Franco Frattini alla Procura della Repubblica di Roma per il reato di " abuso d'ufficio". Vedremo il seguito, fra poco. Intanto, ove no n bastasse, siamo proprio alle comiche finali. Fin'ora Fini non ha avuto la dignità di fare le valigie e , sopra tutto, questa denuncia  è la " pistola fumante " di uno scellerato accordo fra FLI e Magistratura, che questo Blog da tanto tempo sospetta e Fini, non appena scoperto con le dita nella marmellata, si è precipitato sotto le gonnelle della Magistratura per richiederne la omertà, anzi la impunità. Concludo dicendo ai finiani ed ai loro impresentabili sodali della sinistra che certamente in tutti questi anni un " abuso" vero e proprio c'è stato. Ma non di Frattini. Sono costoro chehanno abusato della nostra pazienza e che riempiono il Parlamento di chiacchiere e pettegolezzi, invece che di proposte pr il vero bene ndel Paese. Li paghiamo noi! Vergogna! Andate a lavorare!


Roma, Giovedì 27 gennaio 2011

Gaetano Immè

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