Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 24 gennaio 2011

IL CORRIERE DELLA SERA E DELLE SUE MISTIFICAZIONI

Tanto per fare capire bene che cos'è e cosa rappresenta Il Corriere della Sera. Valgano due soli esempi. La " giaculatoria " di Beppe Servigni  del 23 scorso contro Berlusconi e la " esortativa " di Aldo Cazzullo del 24 scorso e quanto è accaduto, sempre a Il Corriere della Sera dopo che l'ex Direttore Piero Ostellino aveva dedicato un suo editoriale al caso Berlusconi-Ruby.

Severgnini è un tizio la cui penna ed il cui intelletto sono costituiti da una fotocopiatrice,  esperta di " copia ed incolla" di quel che intercetta qualche Procura, di quel che  ordina Repubblica. Insomma costui appartiene a quelle tantissime persone che si indignano  quando glielo ordinano i loro ayatollah, i loro
" comandanti spirituali" ma non sono in grado di decidere quando indignarsi secondo una auspicabile autonomia di pensiero e di logica. Da qualche giorno, Severgnini, dismessa con furore la tuta laicale, ha indossato il saio, ha  messo " il cilicio al petto, italo Amleto!".E' diventato, come da ordini superiori,  un cattolico apostolico romano, osservante e bacchettone, non per niente, se lo guardate ben bene,  somiglia un poco alla maschera di Alberto Sordi nel famoso film " Il moralista". Così , gente del genere , tanto per fare esempi concreti, ha scritto fiumi di chiacchiere per aderire ai proclami contro la pena di morte, ma solo quella degli USA, perchè per questi signori la pena di morte è solo quella comminata da alcuni Stati degli USA. I ragazzi cinesi uccisi a Piazza Tienamen non contano un ciufolo, le pene di morte di Saddam Hussein men che meno, quelle di Hamas nulla, le pene di morte comminate da Castro a Cuba  non valgono, quelle della Cina comunista non valgono e di quelle legalizzate da loro stessi, in Italia, neanche se ne  sono accorti. .Per loro,  aver ridotto la "legge sull'aborto" ad un eccidio di neonati è invece opera meritoria, va bene così. Conta  nulla aiutare una  madre, darle un posto di lavoro, recupare la sua maternità e simili quisquilie, per loro la donna vale zero, deve solo aprire le gambe, farsi infilare l'attrezzo ( ricordate la famoso foto che immortalava Emma Bonino mentre infilava lì dentro qualcosa ad una donna?) per pisciar fuori il feto. Sia chiaro, questo blog non è contrario ala Legge sull'aborto, ma è contrario alla pena di morte generalizzata, perchè la Legge sull'aborto deve essere adeguatamente applicata oltre ch finanziata per non ridurla , come invece l'hanno ridotta , ad un assassinio di massa. Gente così non si è mai indignata  davanti allo scempio di una Magistratura italiana che è la peggiore del mondo e la più costosa del mondo; non si indigna davanti agli errori giudiziari, agli innocenti condannati, ai tribunali speciali voluti da loro ( DC e PCI del tempo) per gudicare, con apparente severità,  gli eccidi brigatisti per poi , sotto sotto, farli fuggire all'estero  oppure condonare le loro pene ed anzi premiarli con posti pubblici; gente così non si indigna per la costituzione che la Magistratura ha letteralmente stuprato,  con il loro consenso,  nel 1993 quando si presentò in Parlamento e, pistola del ricatto estortivo in pugno, espunse parte dell'articolo 68 della Costituzione italiana mettendosi così sotto i piedi la sovranità del popolo italiano. Gente senza nerbo, nè coscienza, ma semplici gaglioffi tremebondi.

Aldo Cazzullo è vittima del suo cognome. Incredibile come diventi una sorta di ottocentesco bardo papalino quando c'è da dare addosso a Berlusconi. "Ma cosa aspetta -  invoca  il Cazzullo - la Chiesa a smetterla di avallare con il proprio silenzio le nefandezze private del Cavaliere ed affrettarsi  a manifestare ufficialmente condanna, sdegno ed esecrazione per il pubblico peccatore Berlusconi ".
Altro che Papa Re, altro che Santa Inquisizione! Tace , il Cazzullo vescovile, sul sonoro ceffone che lo Stato Italiano ha rifilato a quella immondizia che è la Sacra Rota papalina, un mercato immondo di scioglimenti di matrimoni dietro congruo e ricco pagamento. Tace, il novello vaticanista d'accatto, su questo atto di giustizia che il suo caro Vaticano deve pagare per cancellare quella vergogna della quale, il Cazzullo, non si è mai indignato. Qualcuno si è chiesto in nome di quale autorità morale l’editorialista del quotidiano di via Solferino ha richiamato all’ordine ( all'ordine della sua tasca e dei suoi interessi, s'intende) tutte  le gerarchie ecclesiastiche, dai chierichetti a Benedetto XVI ? Che c'entri, e di molto, la spinta  determinata dagli interessi materiali dei soci della Rcs?  Si attende una risposta, sperando che non sia " del Cazzullo".

Piero Ostellino è un editorialista de Il Corriere della Sera e, come tale, esprime nei suoi interventi, le proprie idee.  Ostellino, da ottimo liberale e laico - siamo pochi in giro,  ma buoni - ha scritto un commento sul caso Ruby. Lo scrittore difende il diritto delle ragazze che frequentano casa Berlusconi, o di chicchessia,  di non essere marchiate e sputtanate. È un invito a non trasformare l’Italia nella DDR raccontata nelle «Vite degli altri»o nell'Italia del regime fascista quando ogni palazzo aveva nel famoso e famigerato " caposcala" il proprio occhiuto controllore. È un sommesso atto di accusa contro la gogna delle intercettazioni. Il pensiero di Ostellino si può sintetizzare in tre parole: niente lettere scarlatte. Non siamo a Salem. Basta caccia alle streghe . Ostellino, nel suo ragionamento, rivendica il diritto delle donne di usare il proprio corpo come meglio credono. Qui è lo scandalo. La risposta non è una replica, come si usa in un Paese civile, un dibattito, una discussione, ma una vera e propria fatwa lobbistica, una sorta di editto di un Tribunale " morale",  firmata dalla bellezza di 52 ayatollah e mujaidin. È una presa di distanza, una bacchettata, indignata, una condanna alla lapidazione: «Noi riteniamo  che sia inaccettabile pensare che la fortuna di una ragazza risieda in una o più parti anatomiche da offrire al potente di turno». Legittimo non condividere Ostellino, è da Paese normale dibattere sul pensiero. Quello che non mi  spiego è perché farlo in 52, come se fosse appunto,  un tribunale morale. Perché Federico Fubini, Gaia Piccardi o Maria Laura Rodotà ( famosissima figlia di...), illustri firme del quotidiano, non hanno replicato con un intervento personale? La regola di bazzica sarebbe:uno contro uno e palla al centro. Capita, nei quotidiani , di rispondere alle opinioni dei colleghi. E De Bortoli che ne dice ? Meglio un attacco di massa contro un’editorialista di casa? Certo che la sfida uno contro uno avrebbe evitato quell’effetto che sa tanto  di censura.  È la prima volta che i giornalisti del Corriere replicano a un commento con una lettera pubblicata sul quotidiano. Ostellino così diventa l’eretico, l’opinionista da delegittimare. L’accusa palese è di aver offeso le donne. La difesa di Ostellino chiarisce i dubbi: «Il mio era un principio liberale, non un invito a darla». Ma resta un corto circuito in questa storia. Ma vi sembra normale vivere in un Paese dove ascoltano le tue telefonate e poi, prma di istruire l'evenuale processo, ti sputtanano? La reazione è non una spiegazione, ma un'accusa, come si usa nei tribunali dei Talibani: Ostellino è un maschilista.  È ovvio  che i 52 firmatari possono restare scettici o addirittura anche contrari all'opinione scritta da Ostellino. Ma il sospetto è che  Ostellino si becca le cinquantadue firme perché è Ostellino. È il commentatore del Corsera di mentalità ed istruzione liberale e laico, che odora, puzza, di berlusconismo.  Nel 2006 Paolo Mieli fece outing prima delle elezioni politiche poi vinte dall'Unione del Prof. R. Prodi. Mieli disse a tutti che il Corriere avrebbe appoggiato Prodi. Ma aggiunse che avrebbe comunque pubblicato editoriali non in linea con la scelta della direzione. Il Corriere è prodiano, i singoli editorialisti non lo è,  non tutti almeno. La risposta del comitato di redazione non si fece attendere e fu questa:  " Mieli sbaglia. Il giornale viene schierato, legittimamente, su una precisa posizione, ma viene poi annunciato che nei fondi e negli editoriali, i quali rappresentano la linea di ogni giornale autonomo e indipendente, questa scelta di campo potrà essere contraddetta e criticata formulando anche opzioni opposte». Il senso era questo. Non vogliamo editoriali non prodiani. E infatti nessuno spazio fu dato agli editorialisti contrari al Prof. Romano Prodi. Ma De Bortoli è il Direttore de Il Corriere della Sera o è solo il capo ufficio stampa di Fiengo?( Fiengo è lo storico rappresentante del Comitato di redazione, comunista, del Corriere, che ha sempre imposto la linea editoriale del giornale). Questa è " la libertà " di chi lavora a Milano,  a Via Solferino.
 
FINI E MAGISTRATURA: UN ACCORDO SEGRETO?
 
Una cronistoria davvero interessante questa  che riguarda il Presidente  della Camera. Seguitemi un attimo. Ho sempre riscontrato nelle parole del Presidente della Camera  l'evidenza di essere molto bene informato sulle idee e sulle inziative delle toghe e , alcune volte,  l'evidente intenzione di Fini di dare loro addirittura degli spunti se non proprio dei suggerimenti. Dunque Fini comincia la sua campagna contro il Governo dal 2008, giusto il tempo di trarre  prima i benefici dal PDLvincente  per poi inziare a combatterlo. Stile Fini. Già il 1 dicembre 2009 , nel famoso " fuori onda", svelato da Repubblica.it, nel corso di un convegno su Borsellino, a Pescara, Fini viene registrato mentre chiacchiera a ruota libera con un amico magistrato, tale Procuratore Capo di Pescara Nicola Trifuoggi. Convinto di non essere sentito da orecchie indiscrete, Fini  svillaneggia Berlusconi , mentre Trifuoggi sogghigna, e parlando, appunto, di Gaspare Spatuzza, Fini dice:"...il riscontro delle dichiarazioni speriamolo che lo facciano in modo tale da.....perchè è una bomba atomica...". E poi " Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato Ministro degli Interni, e fa il nome di Berlusconi. Uno è Vicepresidente del CSM e l'altro è il Presidente del Consiglio....." Ma abbiamo controllato: nei verbali di Spatuzza , resi pubblicio, il nome di Nicola Mancino non c'è. Come faceva Fini a conoscerlo? Chi lo aveva informato ? Ripeto : questo dialogo risale al novembre del 2009. Nel 2010 scoppia lo candalo della casa della Colleoni donata ad AN e che Fini ha  quasi regalato al cognatino. Fini viene denunciato alla Procura di Roma. Questa, per sei mesi abbondanti,  non fa trapelare nulla delle indagini, contrariamente a quel che avviene in Italia quando sotto inchiesta della Magistratura c'è qualche politico di rilievo. Strano, davvero strano, tanto da essere sospetto.  Arrivamo al 26 Ottobre del 2010: la Procura di Roma comunica che Fini è indagato per truffa aggravata ma che lo stesso giorno la Procura ha chiesto l'archiviazione della denuncia. Capito che favorino? A me sembra una vera e propria omertà mafiosa, comunque è bene precisare che nei giorni seguenti i denuncianti presentarono opposizione alla richiesta di archiviazione e la decisione verrà assunta da un GIP di Roma. Data fissata per la decisione ( se archiviare la denuncia o se ordinare di proseguire le indagini su Fini per truffa aggravata) , fate bene attenzione, è la data del 2 Febbraio 2011, tra pochi giorni. Ancora  Ottobre 2010, Fini, insieme ai suoi nuovi amichetti, presenta una mozione di sfiducia contro il Governo Berlusconi e chiede che sia discussa subito. Interviengono Napolitano  e Schifani che chiedono che prima della sfiducia sia votata la finanziaria. Così avviene ma, attenzione - siamo a Novembre 2010 - appresa la posticipazione della mozione di sfiducia , scoppia il caso Ruby. Il 4 Novembre 2010 Bruti Liberati, Procuratore Capo di Milano, dichiara che Berlusconi non risulta indagato per la faccenda Ruby. Dopo pochi giorni, esattamente il 7 Novembre 2010, durante la kermesse, la gita " for de porta" con amici e sodali a Bastia UmbraFini afferma che " ....la condotta di Berlusconi è moralmente inaccettabile....". Il 14 Dicembre 2010 la Camera vota  la fiducia al Governo Berlusconi e decreta la disfatta di Fini, ma Fini, pur quasi scomparendo dalla scena politica, in quanto annientato ed azzittito dalla bruciante sconfitta,  insiste : formula parole ambigue e ritorna su "...condotte inaccettabili moralmente da parte del Presidente Berlusconi...".  In data 21 Dicembre 2010  si viene a sapere  che Berlusconi è iscritto nel Registro degli indagati dalla Procura di Milano, ma la notizia non viene data il 21 dicembre 2010, bensì molto più tardi, dopo quasi venti giorni.Se fate attenzione vi accorgete che dal 21 dicembre scorso è iniziato un processo mediatico a Silvio Berlusconi senza che si sapesse della sua iscrizione al registro degli indagati. In questo " processo sommario" Fini giuoca il ruolo di Pubblico Ministero, in sostanza accusa Berlusconi. Arriaviamo così ai giorni nostri, ad oggi. Fini è sempre in prima linea nel dibattito moralisteggiante e sempre come accusatore di Berlusconi. Fine della ricostruzione. Intravedete nulla? Questo blog si. Nessuno parla più del processo a carico di Fini per Montecarlo, per la truffa. Fini tiene bordone ai magistrati che vogliono eliminare Berlusconi per via giudiziaria e non democratica, per due ragioni. Prima ragione: Fini non ha altra  speranza che il fronte moralisteggiante abbatta giudiziarimente il Governo eletto dal popolo: solo se si verifica questa circostanza Fini potrà sperare in qualche strapuntino di regalo, destinato come sarà, con i suoi quattro gatti, a fare il lacchè del Terzo Polo. Seconda ragione: Fini fa il servetto dei Magistrati, perchè sta chiedendo  loro un sostanzioso corrispettivo, un pizzo : quello di essere " archiviato " il 2 Febbraio 2011. Tra pochi giorni. Chi vivrà vedtrà.
 
LE BUGIE IN DIRETTA RAI
 
Stamattina in macchina ascoltavo la Radio - credo RaiUno - una trasmissione in cui una giornalista intervistava qualcuno de La Stampa, non so se il Direttore o comunque una sua voce autorevole. Ad un certo momento costui ha affermato che il Governo Berlusconi pur essendo uscito indenne dalla fiducia del 14 dicembre scorso non potrà andare avanti  perchè " non si govera con soli tre o quattro voti di maggioranza ". Ho ascoltato, sbigottito, il silenzio della giornalista di turno  Ma come: chi sono questi due ? Delle due , l'una. O la intervista era registrata prima del 15 gennaio 2011 e mandata in onda oggi, oppure questi due sono da prendere a calci in culo. Ma come, parlano di politica e neanche sanno che è stato costituito un gruppo, quello dei Responsabili, un gruppo di deputati che alla Camera conta su venti deputati e che si è già schierato a favore del centrodestra?
 

FACCIO AI CINEMATOGRAFARI QUEL CHE SORDI FECE AI LAVORATORI. RICORDATE? LAVORATORI? E GIU' UN PERNACCHIONE....

Dunque, lo sapete, ne hanno parlato tutti i telegiornali e tutti i giornali. Nessun film italiano, dico nes su no,  è stato ammesso al concorso per l'Oscar, neanche per una sola miserabile nomination. Personalmente avevo trovato qualcosa di positivo nel film di Virzì ( " La prima cosa bella") e sinceramente in qualcosa speravo. Ma tutto vano. Abbiamo preso solo calci nel sedere, come Lippi in Sudafrica. Nello sgomento, non potevano mancare Natalia Aspesi e Repubblica, dove la principessa dei critici cinematografici invece che fare autocritica ed un serio esame del perchè abbiamo beccato questo cazzottone  sui denti, se n'è uscita con la solita sinfonia che " all'estero disprezzano il nostro cinema perchè disprezzano l'Italia per tutti gli scandali che investono i nostri vertici." Bè, la Aspesi scrive di cinema da quasi un secolo, pensavo fosse ben informata sulla storia estera della nostra cinematografia, invece mi accorgo che Natalia è da rimandare. Sì, a casa! Ma come! Sono più di venti anni che non becchiamo un premio che è uno, sono più di venti anni che rimediamo calci nel sedere cinematografico e solo Natalia non se ne è accorta! Poffarbacco! Secondo Billy Cristal, un faro per la sinistra " sinceramente democratica" italiana, nel 1991 vinse l'Oscar " Mediterraneo" perchè " fu aiutato dalla mafia italo-statinitense". Nel 1997 Benigni trionfò con " La vita è bella" perchè - sempre Cristal lo afferma, " fu sponsorizzato dalla lobby ebrea e da quella mafiosa ". Dopo queste due , seppure discutibili, vittorie, la nostra cinetografia, ancorchè abbondantemente " assistita, foraggiata e mantenuta  come una handicappata " non ha prodotto che filmetti scadenti. Questo per la semplicissima ragione che i veri talenti del cinema erano e sono scomparsi. Tanto è vero che quando un nostro film ha rappresentato un qualcosa di positivo, subito ha avuto una degna accoglienza all'estero. Basta ricordare come tre anni fa a Cannes trionfò " Il divo" e " Gomorra". Anche negli Stats quando presentiamo qualcosa di interessante riscuotiamo qualche successo; basta ricordare il film " Vinceremo" di Bellocchio. Dunque non è mai stato come dice la Aspesi, perchè quando il prodotto è buono qualcosa arriva. E' che è fin troppo comodo, Signora Aspesi, dare la colpa agli altri invece che a se stessi, vero? Che bello dire che
" abbiamo fallito per colpa di Berluscni, mica per colpa nostra", vero Signora delle balle ? Mi viene da ridere a sentire un Sorrentino, " er mejo intellgente", " er più de noantri", che, dal " red carpet" di Roma denunciava il Governo ( cioè il solito Berlusconi, ditro al quale tutti nascondono le loro incapacità ed i loro clamorosi fallimenti , comodo eh?) di " boicottare il cinema italiano" perchè ( udite! udite!) " ha successo all'estero"! Roba da chiamare il 118, la croce verde. A Sorrentì, ma vedi d'anna a lavorà! Al festival prossimo di Berlino andrà il film di Antonio Albanese, " Qualunquemente"! Ma vi rendete conto? All'anima del successo all'estero del cinema italiano.  E non basta, perchè per il prossimo Festival di Cannes si dice che venga inviato l'ultimo film di Nanni Moretti. Cosa è? Come si chiama? Non lo sa nessuno, perchè nessuno lo ha ancora visto. Ma almeno è contenta la Aspesi, la pellicola parlerà male di Berlusconi. Veramente una grande , grande, grande, cinematografia italiana.


HO UN SASSOLINO NELLA SCAPA, AHI! CHE MI FA TANTO TANTO MALE AHI!

A tutti i lobotomizzati del popolo viola,  agli adepti di Flores D'Arcais, ai i seguaci di Di Pietro, di Vendola, di Repubblica, de Il Fatto quotidiano, de La Stampa, de L'Unità ( sempre più formato ridotto, come le idee del Direttore), ecc, avvertenza importante. E' inutile che scriviate sui vostri cartelloni idiozie come " Intercettatemi pure! Io voglio sapere!" oppure " Berlusconi! Difenditi nel processo e non dal processo", perchè state scrivendo e ripetendo abissali cretinate e mega stronzate.  Alla prima sarebbe comodo rispondere  " perche' vuoi sapere i fatti degli altri ?" ma basta rileggere il manifesto di questo blog al riguardo: voi dite così,  perchè volete nascondere,  sotto l'apparenza di una  non richiesta onestà,  la vostra totale mancanza di valori e di ideali. In sostanza, voi volete dunque ripristinare il fascismo, col suo caposcala ed il comunismo con la sua Stasi. Siete solo degli imbecilli, degli ignoranti e dei boia d'accatto. Ai secondi, sempre lobotomizzati, ricordo che la nostra Costituzione è nata proprio  per difendere gli eletti dal popolo  " dal processo" e non per farli soggiacere " al processo",  come ripetete come ebeti sorridenti. Ignorantoni , sparite dalla mia vista, imbecilli ipocriti fascistoni e comunisti . Siete la vera vergogna di questo Paese.

Roma lunedì 24 gennaio 2011

Gaetano Immè

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