Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 25 gennaio 2011

PER UNA SOLA VOLTA SU RUBY, PER OSSERVAZIONI  SOPRA LE  PARTI,  FATTE IN TEMPI NON SOSPETTI E PER SOTTOLINEARE CHE C'E' ANCORA                   LA POSSIBILITA', BIPARTISAN, CHE IL PARLAMENTO ITALIANO NON SIA  UN LAVATOIO  DOVE SGHERRI PAPALINI-MORALISTI BACCHETTONI-LAVANDAIE SPETTEGOLANO INVECE DI LAVORARE.


Trovo indegno di una Giustizia da Paese civile, trovo ignobile ed illegale il giochettino che le Procure
 comminano a Berlusconi. Vediamolo. Parlo di una norma scritta nel Codice di Procedura Penale e riguarda i tempi per l’iscrizione nel registro degli indagati. Orbene la telefonata di Berlusconi in Questura, per Ruby, quella che i Magistrati ritengono “ concussiva” è del 27 o del 28 maggio 2010. L’inchiesta parte a Giugno 2010.L’iscrizione di Berlusconi nel registro degli indagati è invece del 21 dicembre 2010. Il Codice invece ordina che essa sia “immediata”.  Guardate che se l’iscrizione nel registro degli indagati fosse avvenuta nei tempi obbligatori previsti dal Codice – e cioè da quel 27 o 28 maggio 2010 – ora i magistrati non avrebbero potuto chiedere il processo con il rito immediato, perché non è possibile chiederlo, a norma di Codice di procedura penale, se sono trascorsi più di novanta giorni dalla iscrizione dell’indagato sul registro degli indagati. Capito il giochetto? Così, nel frattempo, con le copie delle intercettazioni sulla stampa, dagli con lo sputtanamento. Questa è una vergogna assoluta per la Magistratura. Quanto poi ai giornalisti, ai politici, alle trasmissioni televisive, che pena, che sconforto! Politici e giornalisti travestiti da bardi papalini, da occhiuti sorveglianti di azione cattolica della " morale" ,  pronti a bacchettare anche una parolaccia, politici di sinistra che da anni occupa il posto in Parlamento non per parlare di " politica", ma per fare gli sbirri, gli spioni, così tanto per far perdere tempo a chi deve governare , perchè alle accuse bisogna pure replicare! Già si sentono sinistri scricchiolii nella verifica delle poche  accuse, già ci sono testimonianze che stanno risultando completamente false. Non vorrei che  l’accusa risultasse poi, alla prova dei fatti, priva di quel grado di determinatezza che la rende giuridicamente rilevante ed  ammissibile. Altre volte, purtroppo, molte altre volte è stato dato imbattersi in accuse di centinaia di pagine formulate da alcune Procure che , dopo la loro verifica ,  sparivano ed evaporavano dal punto di vista giuridico processuale. Sarebbe veramente grave, più che deprimente,   se accadesse una cosa del genere anche nel caso Ruby, che riempie le pagine dei giornali in questi giorni e che dà da mangiare ai pettegoli televisivi, quelli che spettegolano di gossip perchè di altro non sanno parlare. E non si dica che questo Blog è berlusconiano perchè i fatti dimostrano il contrario. Basta leggere gli articoli passati, quando quasi da soli incitavamo Silvio Berlusconi a riaquisire la diminutio di immagine infertagli dai Magistrati milanesi con una sua difesa diretta, con contrattacchi frontali , anche senza attaccarsi ai sottili distinguo delle " incompetenze territoriali " , pure esistenti. Lo stesso risultato Berlusconi lo può ottenere anche difendendosi, come ha deciso saggiamente di fare, presso il Giudice del Tribunale dei Ministri, giudice " ultra partes" di promanazione costituzionale. Perchè c'è un abisso di civltà   fra le nostre " dispute culturali" e le loro  " aggressioni e le criminalizzazioni staliniste e politico-giudiziarie ". Certo, Berlusconi è convinto che non  vi sia stata alcuna " concussione" e che tanto meno vi sia stata alcuno " sfruttamento della prostituzione " e nessunissimo " violazione di minorenne" e dal suo punto di vista avrà  pure le sue buone ragioni per affermarlo. Perchè, sia chiaro: Berlusconi si gioca tutto: se anche solo una delle sue difese risultasse poco convincente ,  risultasse  artefatta, fosse comprata  ( ricordate Totò nel famoso film " Un giorno in Pretura"?) , per Berlusconi sarebbe la fine del suo splendido arcobaleno politico. Ma sarebbe ancora più terrificante, ancora più sconvolgente se si dovesse constatare - dopo lo studio di codesti faldoni - che son più le chiacchiere che gli elementi di prova, più il gossip che le fattispecie penali, più l’immaginazione che il processo. Sarebbe semplicemente da " attacco della piazza alla Magistratura", un'altra smoking gun dell'uso politico e criminalizzante della Magistratura da parte non solo degli stessi Magistrati, ma anche da parte dei politici che la difendono, la coccolano, che le lisciano il pelo, che la pubblicizzano con articoli e con serate televisive,  perchè  sarebbero miserabili ed interessati complici  dalle sue illegalità,   che mirano al colpo di Stato e cioè all'abbattimento giudiziario del nemico politico con le armi delle dittature comuniste e non con il consenso esplicito del popolo.  Ed anche a sinistra si comincia a capire, finalmente, che questo caso Ruby sta mostrando troppe crepe, troppe esagerazioni per non insospettire, per non preoccupare chi abbia una dignità del proprio ruolo, per chi non abbia venduto per due voti  la propria dignità politica .E' proprio di ieri la decisa e coraggiosa presa di posizione di alcuni esponenti culturali e politici della sinistra ( Piero Sansonetti, Claudio Velardi, Ottaviano Del Turco,Massimo Micucci ed Enza Bruno Bossio ) pubblicata sul sito " The Front Page" e che riporto fedelmente in corsivo."Care compagne e cari compagni, per carità, per il nostro bene, fermatevi.Il nostro avvenire, la libertà, i nostri diritti e quelli delle persone colpite dalla crisi e dall’ingiustizia sociale, non possono essere affidati alla legge e alla violenza dello Stato. Ai tribunali. Alla repressione. In passato ci è capitato, qualche volta, di pensarlo. Poi abbiamo capito che sbagliavamo.Non possiamo sperare nel carcere, nell’arresto dell’avversario più detestato, nei sistemi di intercettazione a tappeto, nella logica dei corpi separati e persino nell’intervento del Vaticano per ottenere ciò che non abbiamo ottenuto con il consenso.Nel giustizialismo non c’è meno oscurità che nel comportamento arrogante della politica di potere.Rischiamo di trasformare il popolo della sinistra, dei democratici, in tricoteuses compiacute e senza idee, che se ne stanno lì davanti alla ghigliottina e assistono al Terrore rivoluzionario mediatico e alle controffensive della Vandea. Oppure in castigatori moralisti dei comportamenti privati e sessuali di chicchessia, fino ad invocare l’ingerenza della Chiesa sulla politica, e a scagliarci contro le donne poco castigate, contro i libertini, contro gli eccessi sessuali, o contro il peccato. Certo, cari compagni, nel nostro passato abbiamo qualcosa che non va. Vi ricordate quando pensavamo che la “celere” e le leggi speciali e le carceri e le proibizioni fossero il modo giusto per risolvere il disagio sociale o la ribellione dei giovani? E mettere in salvo la linea del partito? Vogliamo liberarci di quel passato, oppure vogliamo riprodurlo tale e quale, ma senza avere più il partito, né la linea, e senza esserci accorti di quanto sono cambiate le cose? Che vuol dire per noi essere di sinistra? Più o meno significa questo: indicare una missione e obbiettivi per la crescita dell’equità, della giustizia, della libertà. Giusto? Ma qualcuno ci dice: “D’accordo, avete ragione, ma per ora c’è una emergenza più grande della giustizia sociale o della libertà. Questa emergenza è la lotta contro la corruzione e contro il malcostume”.Giusto, la corruzione va perseguita. Ma non è l’emergenza delle emergenze. E la corruzione va perseguita, ma non, come fu nel ’92-’94, decapitando una classe politica, o esercitando la pressione della carcerazione preventiva, a volte abusiva. E’ troppo lunga la lista di errori, di vittime, di interferenze nella vita politica dovute a processi mediatici o sbagliati. Dobbiamo difendere il sistema dei diritti dell’imputato la cui salvaguardia risale a prima della stessa Rivoluzione francese. E la corruzione va combattuta sì con le indagini, ma soprattutto con l’efficienza e la trasparenza delle funzioni pubbliche, come dicono i rapporti dell’Ocse sull’argomento: perchè una società in cui lo Stato non funziona finisce per avere bisogno di corrotti o servi per funzionare.L’esercizio della giustizia deve essere efficace, ma esemplare nel rispetto delle regole e nella sobrietà dei comportamenti, più di quanto non spetti agli imputati. Il braccio della legge deve esercitarsi senza ossessioni di protagonismo. I poteri di indagine non devono ridurre i cittadini, testimoni o sospettati, a numeri di telefono intercettabili e a condannati molto prima del giudizio, né a quei poteri debbono sommarsi considerazioni moralistiche, né va utilizzato in modo devastante il circuito mediatico come prima ed ultima sede di sentenza.Non lo credevamo, ma oggi la sinistra rischia una involuzione autoritaria, rischia di abituarsi a pratiche liberticide.E per di più questa involuzione si realizza circondata da una sorta di consenso totalitario, che si somma alla paura del dissenso per meschine finalità politiche o elettorali. E’ una doppiezza che abbiamo allontanato da tempo, e che non renderà più credibili i propositi di riscatto sociale, non sanerà le divisioni, ma renderà la società meno libera e più ingiusta.Cari compagni, evitiamo di trasformare la sinistra in una nuova destra, pulita e reazionaria, bigotta e illiberale, antifemminsita, moderata e populista. Siamo ancora in tempo. L’Italia ha bisogno della sinistra. Non ha bisogno di manette né di intellettuali o di politici che giocano a fare gli sbirri."Firmato: Piero Sansonetti, Fabrizio Rondolino, Ottaviano Del Turco, Claudio Velardi, Massimo Micucci, Enza Bruno Bossio" E' tutto talmente chiaro che non necessita di alcun altro commento. Vi terrò informati di quello che accadrà.nel sito di The Front Page.

ERA INVOCATA ADDIRITTURA UNA ENCICLICA AD PERSONAM  E INVECE.....

Intanto,  l'invocata ( Cazzullo, Repubblica, Il Fatto, La Stampa, Il Corriere della Sera, esercito di bacchettoni laicisti )  ingerenza della Chiesa nella politica italiana ( ma come , ieri era un'accusa, oggi la sinistra la invoca?) che fulminasse con una devastante denuncia lo stile di vita  di  una sola persona ( indovina di chi si tratta?), invocata e sollecitata, come usano fare i " maghi della gioggia" e gli sciamani, come fosse una manna dal cielo da Repubblica e dai nuovi bardi papalini , è rimasta inascoltata dal Vaticano. Devo riconoscere che Angelo Bagnasco, cardinale e capo dei vescovi, ha inferto una dura lezione di civiltà e di correttezza  ai faziosi nuovi moralisti giacobini ed ai loro reggicoda della sinistra politica ed istituzionale.Nel suo discorso tenuto ieri ad Ancona  non sono mancate vere e proprie scudisciate contro " l'ostentazione ed il mercimonio di sé , la cultura della seduzione", contro "l'Italia, fiaccata dal consumismo e dall'individualismo" per una  " conversione dei costumi", con evidente riferimento alle notizie provenienti da Arcore. Ma non possiamo crto disconoscere che era pur sempre la Chiesa Romana che parlava e dunque che spargeva sull'argomento il sale della sua storia millenaria alla quale siamo sempre liberi di obbedire o solamente di ascoltare. Ma il trappolone di una vera e propria ingerenza a grande  richiesta - come fosse una canzoncina - auspicata da chi fino all'altro ieri  si mangiava i sacerdoti e fino a ieri voleva incarcerarli non è scattato. Con grande " scorno" del'esercito delle lavandaie politiche. Bagnasco ha menato fendenti a destra ed a manca, non solo a destra nè solo a manca. Ma mentre dal suo punto di vista - non certo dal punto di vista di questo blog , sia chiaro - trovo assolutamente lineare e conferente   invocare " la disciplina e l'onore che la Costituzione prescrive per chi esercita cariche pubbliche " - come potrebbe d'altronde la Chiesa accettare una visione della vita come quella personificata da un liberale e laico anche se rispettoso ? - ho trovato assai più incisivo e sferzante, una sorta di marchio indelebile sulla pelle, i richiami, i moniti preoccupati del Cardinale Bagnasco sulle oscure coincidenze di " debolezze etiche e di fibrillazioni politiche ed istituzionali ", agli scontri " fra poteri dello Stato che si guardano con diffidenza e che si tendono tranelli", all'evidente ed interessato concorso di tanti soggetti in tale lotta intestina all'evidente scopo " di creare un clima di reciproca delegittimazione" che arrivano a generare " modelli mentali di comportamento radicalmente faziosi". Insomma mentre alla " pecorella smarrita nel peccato" bastano due o tre avemaria, ai mercanti che vorrebbero invadere il tempio, ai Magistrati da golpe, ai politici agitatori , all'opposizione fintamente moraleggiante e radicalmente faziosa, non altro che un antisatanico "vade retro".



GIUSTIZIA E POLITICA. TORNIAMOCI SU

E' in atto in Italia , dal 1993 - da quando, cioè, la Magistratura riuscì ad ottenere da un Parlamento ricattato ed intimidito dal Pool di Mani Pulite , la soppressione di parte del secondo comma dell'articolo 68 della Costituzione Italiana che riguardava le immumità parlamentari - uno scontro fra poteri mai vissuto prima, ma che per la sua forza aggressiva e pervasiva della vita costituzionale del Paese mostra tutta la sua esiziale efficacia. La parte di quell'articolo della Costituzione espunto dal golpe della Magistratura  - che teneva sotto ricatto la politica tutta per via dell'inchiesta di  Mani Pulite e per il timore , da parte di chi avrebbe voluto opporsi a tale ignobile ricatto, di essere additato pubblicamente come " sodale  dei corrotti " con la conseguenziale perdita del censenso - ha consentito da quel momento alla Magistratura , organo incaricato ma non eletto dal popolo, di potere inquisire  chiunque , anche un Capo di Governo,  senza più superare il previo esame  da parte della apposita Commissione Parlamentare per le autorizzazione a procedere, che costituiva l'unico " contrappeso" costituzionale, inventato e sancito dai padri costituenti, che  garantiva l'assoluta indipendenza fra poteri dello Stato, l'indipendenza dell'ordine dei Magistrati e la supremazia della volontà popolare su ogni altra volontà di parte.  Dal 1993 dunque bastava un' inchiesta di qualsiasi P.M. , anche su reati inesistenti , per incriminare un personaggio politico, anche un Capo di Governo, per ottenere la sua immediata delegittimazione politica, per ottenere dunque le dimissioni di quel Governo che, per aggiunta, dal 1993 viene di fatto indicato direttamente dal voto popolare per via del sistema maggioritario e bipolare in vigore. Se poi a questo quadro da Paese sudamericano si aggiunge anche che un cert potere politico ( esattamente la D, il PCI ed il PSI degli anni novanta ) erano riusciti a truffare il voto popolare del referendum sulla responsabilità dei Magistrati per errori dolosi o colposi, così consegnando di fatto all'ordine dei Magistrati una impunità assoluta degna di u n Imperatore medioevale e tirannico, si ha il quadretto completato. Così è accaduto con il Governo Berlusconi del 1994, caduto per essere stato Berlusconi imputato , sempre dal Pool di Milano, di avere pagato " tangenti alla Guardia di Finanza" ( Berlusconi è stato poi assolto per " non aver commesso il fatto" ma solo nel 2001 ma nessuno ovviamente ha pagato l'errore) , così è accaduto anche al Governo del Prof. Romano Prodi e della sua Unione nel 2008 quando il P.M. De Magistris accusò sia l'On Prodi che l'On. Mastella di reati infamanti ma inesistenti, determinando la caduta del Governo Prodi citato. Da qualche giorno l'ex P.M. De Magistris è stato incriminato per questo con l'accusa di diffamazione. Notare che sia De Magistris che Di Pietro ( esponente del Pool di Milano autore dell'accusa infondata a Berlusconi del 1994 ) sono entranbi, nel frattempo, diventati il primo un Deputato europeo dell'IDV ( e probabilmente invocherà l'immunità di parlamentar europeo per schivare la condanna) , il secondo un Deputato al Parlamento Italiano come esponente dell'IDV) mai hanno pagato alcunchè per tali loro falsità. Se non si provvederà velocemente a ripristinare l'originario testo dell'articolo 68 della Costituzione, come questo Blog invoca da tempo e come richiesto anche da un'iniziativa di due Senatori , la Senatrice Chiaromonte del PD ed il Senatore Compagna del PdL - inziativa dunque bipartisan - , la Magistratura  riuscirà a conservare il suo incostituzionale strapotere, si trasformerà in uno strapotere  assolto dotato anche di impunità e per il nostro Paese sarà la fine della democrazia. E' ignobile come questa tirannica eventualità venga di fatto colpevolmente  ignorata dalla maggioritaria sinistra politica , offuscata com'è dalla viscerale brama di far fuori  Berlusconi in qualsiasi modo,  senza però mai  passare per le votazioni popolari perchè sprovvista del necessario consenso. Questa sinistra non vuole capire che la sua vittoria sarebbe non solo la vittoria di Pirro ma anche la fine della democrazia in Italia. Dal caso Ruby risulta di tutta evidenza , come fatto assolutamente eclatante, l'arbitrio assoluto come questa Magistratura pu operare in dispregio assoluto di quelle Leggi che la stessa dovrebbe per prima rispettare e far rispettare. Questo aspetto non ha nulla a che vedere con l'autonomia  e l'indipendenza della Magistratura che la Costituzione riserva alla Magistratura perchè sia indipendenza che autonomia non significano assolutamente " arbitrio". Lo scandalo sta proprio nel fatto che taluni Magistrati, spinti dall'avversione ideologica oggi contro Berlusconi, ieri contro Prodi, servendosi del pubblico potere, dell'impunità da ogni responsabilità, dell'autonomia e dell'indipendenza come strumenti di puro arbitrio, possano portare a termine operazioni così meschine ed illecite nonchè anticostituzionali. Possibile che ci sia chi non capisce queste elementari preoccupazioni per il Paese?

PILLOLE SU ALCUNI IDOLI DI SINISTRA E DINTORNI

Esame    spassionato di talune figure elette dalla sinistra ad icone del loro pensiero. 

Andrea Camilleri: non scrive romanzi, ma racconti, anzi cronaca siciliana. Uno che legge le sue facili cento pagine ha la visione di una Sicilia  da sputazzo, da mandarci l'esercito con i carri armati, piena di mafia, di corrotti, di corruttori, insomma una terra disgraziata e senza un futuro, senza una speranza in un domani migliore.Non fa altro che rimpiangere i " bei tempi del PCI", ha irriso, in una recente intervista,  i ragazzi cinesi morti a Piazza Tienamen per la libertà negata, bollandoli come " una cinquantina di cretinetti ",  finge di odiare il capitalism, ma produce senza sosta proprio quello che il mercato richiede ed è , da buon siciliano, un tirchio spilorcio molto attento ai suoi proventi. Sforna romanzetti di cronaca senza sosta ( giò due nel 2011), gira voce che si avvalga di   qualcuno che scrive per lui. Del fatto di essere stato fascista  cool botto ama cazzeggiare dicendo " io al tempo del fascismo ero più libero di voi giovani d'oggi sotto Berlusconi". Grande! Ma perchè non lo va a dire all'anima di Matteotti? 

Giovanni Allevi: si è costruito il ruolo del musicista classico gradito ai giovani, gioca a fare l'eccentrico chiosando di avere il pèiano a casa e infoltendo la sua capigliatura. Recita la parte di uno che si oppone alla Accademia, la quale, graziosamente, per voce di Uto Ughi , lo ha scarnificato con un " musicalmente è risibile". Ciancia di nuove basi filosofiche del pianoforte, è ormai un presenzialista in ogni dove e sforma massime sulle quali i Peripateci credo stiano uscendo dalla tomba per corrergli dietro e dargliene di santa ragione, tipo" La ragione è l'origine della violenza".

Robero Saviano. E' un " tuttologo", ha modificato i tratti del viso per assomigliare ad una Sibilla che sparge le sue verità dietro compenso almeno di 320.000,00 euro per quattro orette serali. E' un recluso per via della scorta  ( che la Polizia non voleva concedergli per mancanza di necessità) ma è peggio del prezzemolo, sempre presente, ovunque. Dove lo tocchi suona: terrorismo, mafia, camorra, inquinamento, rifiuti urbani, morale , corruzione, Vanna Marchi, i tronisti, amici miei, le mignotte, i trans, Marrazzo, ecc. Si è specializzato i n messe cantate, aspetto e voce profetiche, uno schianto. E' un maestro nel dividere: quelli che dice lui sono i buoni, quelli che dice sempre lui sono il male. Quelli che cice lui capiscono di tutto e sono belli e bravi. Gli altri sono tutti stronzi corrotti meschini brutti cattivi corruttori berlusconi ....Ha scritto un solo romanzo che romanzo non è ma una raccolta di episodi di cronaca camorristica. Ha subìto una denuncia per plagio proprio perchè pare abbia copiato taluni capitoli da articoli scritti da taluni giornalisti napoletani. Ne è uscito benino, pare, per ora. Il resto della  sua produzione , diciamo, letteraria, come dice  quel cantante, è noia.

Roma martedì 25 gennaio 2011

Gaetano Immè

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