Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 12 febbraio 2011

CONTRO I PARRUCCONI MORALISTI

"Il moralismo della sinistra non c'entra. Noi non siano titolati a dare valutazioni morali sulla condotta di una persona. L'unica cosa che ci interessa come cittadini è la valutazione delle conseuenze istituzionali di certe condotte. La possibilità di ripristinare la situazione politico-istituzionale è nella mani della maggioranza e non  nell'opposizione che fa manifestazioni di piazza e ciò appare come un indebito tentativo di rovesciare i rapporti politici mediante il ricorso a questioni giudziarie. La maggioranza deve invitare il  premier a dimettersi. L'iniziativa di Ferrara è il controaltare delle inziative della sinistra. Io posso ammettere che ci siano degli eccessi di attivismo giudiziario, dei comportamenti delle altre istituzioni censurabili. Ma io inviterei Giuliano Ferrara a misurarsi che c'è qualcosa  che non va nel colportamento di Berlusconi."
Sono le parole di Valerio Onida, già Presidente della Corte Costituzionale, già candidato Sindaco alle prmarie del centrosinistra , fragorosamente trombato col suo miserabile 13%, docente di "Giustizia Costituzionale " a Milano,per introdurre e sintetizzare lo spirito del Palasharp:  una specie di " cartello", una
"summa "  del pensiero della sinistra. Leggete Onida ed imparate la summa delle ipocrisie: prima dice di non " essere moralista" (Noi non siano titolati a dare valutazioni morali sulla condotta di una persona), poi si sconfessa da solo, subito dopo,  quando dice " quel che ci interessa come cittadini è la valutazione delle conseuenze istituzionali di certe condotte." Ma sono comunque e sempre e solo 
" valutazioni " (opinioni indiividuali e libere).  La coerenza, lo sappiamo, non va d'accordo con i massimalismi e con il moralismo. Ma quali titoli ha il  Professor Onida per  distribuire  patenti sui comportamenti e sulle condotte di chicchessia? La chiusa, poi, è la perfetta sintesi del suo debolissimo pensiero, quando afferma che  "c'è qualcosa  che non va nel comportamento di Berlusconi". 

Un pensiero razzista

La verità è che il pensiero di Onida e di tutta la sinistra è un pensiero semplicemente razzista, sessista, discriminatorio, stalinista. Perchè se anche ci fosse " qualcosa che non va nel comportamento di Berlusconi"( come testualmente afferma Onida ), allora la stessa identica cosa deve dirsi per tantissime persone politiche o già istituzionali. Ma non è forse Vendola che dovrebbe essere un futuro Premier? Cosa dire, allora, dei comportamenti di Vendola? E di quelli di Luxuria? E di quelli di Grillini? E di quelli di Concia? E di quelli di Delbono? E di quelli di Marrazzo? E di quelli di Sircana? Non voglio proseguire, ma il concetto deve essere chiaro: il ragionamento della sinistra, oltre che di Onida, è razzista , discriminatorio e sessista. Quello che vale per Berlusconi vale anche ad escludendum gli altri elencati, insomma ,ecco la divisione della sinisra fra " buoni" e " cattivi": ma in base a quale criterio se non il loro ? Sento puzza di dittatura religiosa ed etica, sento il fetore dello Stato etico.

I corsi e ricorsi della storia

In effetti dietro questi ridicoli ed esagerati sussulti giustizialisti, dietro questi  fantasmi da azionismo puritano si nasconde la seconda, se non la terza forse,  vendetta dei protagonisti che affondarono la Prima Repubblica, da cui emerse Silvio Berlusconi: ora - sono  sempre le stesse persone, badate bene -  vogliono  liberarsi delle conseguenze dei loro stessi atti politico-giudiziari con una grinta  magistratocratica , sospendendo Parlamento, maggioranze,  istituzioni, e travolgendo tutto con una specie di strisciante teoria del golpe morale. In sostanza, la  omertosa connivenza fra il PCI di quegli anni e il Pool di Milano, che determinò la stagione di Mani Pulite,  non produsse per il PCI   lo scopo che  gli era stato garantito ( rimanere il solo padrone della politica italiana)  e per il quale ancora ha pagato enormi  prezzi ( vedi Di Pietro, vedi Colombo, vedi De Magistris, vedi Emiliano, ecc in posti "premio") perchè si intromise Berlusconi  che, con Forza Italia,  cavò letteralmente dalla bocca spalancata dell'armata di Occhetto il pregustato boccone. Dopo diciotto anni  - durante i quali la sinistra è riuscita a governare per tre anni in puro stile antidemocratico e solo per sette con il consenso popolare - ed innumerevoli tentativi di abbattere Berlusconi per via giudiziaria ( rammento solo le cifre, in sintesi: dal 1994 ad oggi, ventinove processi - tredici archiviazioni e dieci assoluzioni- ,  3.500 udienze, 250 ispezioni, 1.000 magistrati implicati, diciotto anni di giustizia
" bloccata " su questo nome ), ecco, ora,   la nuova falsa rivoluzione, ecco i falsi sussulti indignati, dal Raphael al Palasharp , ecco l’escalation della seconda  falsa rivoluzione contro "la democrazia ", non solo, come appare , contro Berlusconi. La Procura di Milano è scesa in guerra aperta contro la politica, oggi contro Berlusconi , domani contro chi vincerà le elezioni, e non ignora che, fin quando esiste una maggioranza politica eletta , questa userà tutti i mezzi legittimi per difendersi e per attaccare. Anche nel processo. E' questa è la paura della sinistra , ecco perchè il processo lo hanno già fatto, c’è già stato, quello mediatico, fragoroso, imponente, devastante, mondiale, quotidiano, a puntate, incalzante.

Reagire! Reagire! Reagire!

Ecco perchè sventolare mutande sulla faccia  di tutti quelli che vorrebbero costringerci ad indossare il saio ipocrita e fasullo del penitente dalla doppia morale, pubblica , privata e razzista,  è un atto  di libertà e di alta democrazia. Il " moralismo" è il nuovo totem idolatrato dalla sinistra per cercare di sopperire alla sua acclarata incapacità di risolvere,  sul piano e con i mezzi della politica,  il problema creato da Berlusconi e dal PDL di vincere le elezioni politiche e di continuae a godere del consenso del popolo. Sono inorridito, indignato, disgustato davanti ai tanti tentativi ( usando ora ragazzette, ora mignottone, ora comici, ora peccati da trasformare in reati e mai - dico mai - la politica ) che la sinistra  ha sferrato , avvalendosi, nella consorteria della combutta  con la Magistratura corsara ed impunita, per abbattere sia un uomo che un partito ma, sopra tutto,  per scippare agli italiani la sovranità popolare.  Sono inorridito, disgustato, indignato da questa sinistra che dice ormai, senza più ritegno alcuno, che vuole eliminare Berlusconi ed il PDL senza chiedere il parere degli italiani, da questa sinistra che, assoldata una frangia consistente della Magistratura, ha ormai creato un partito che si avvale, come arma contundente, di spiate,  di origliamenti,  di delazioni prezzolate come negli anni splendenti della migliore Germania comunista.

Occore dunque difendere  lo stato di diritto,  aggredito dai suoi tanti Bruti, dai suo troppi  Iaghi, dai tantissimi Giuda Escariota ancora in servizio istituzionale, da coloro che sognano l’avvento di una Dittatura  delle toghe di stampo komeinista e talebano . Bisogna  fronteggiare, bisogna respingere, bisogna mettere pubblicamente sotto accusa , quanti, sotto la falsa  scusa di una inesistente morale, vorrebbero cancellare la democrazia dell’alternanza e riportare l’Italia ai tempi della Prima Repubblica, della partitocrazia proporzionalistica e della corruzione istituzionalizzata. Ma , ancora di più, vi è la consapevolezza storica che le campagne moralistiche portate avanti all’infinito in modo ossessivo e nevrotico producono golpe costituzionali, veri ed impuniti stupri istituzionali,  profonde e dolorosissime  infezioni nella storia del paese.Gli esempi non mancano. A partire dalla questione morale usata da Enrico Berlinguer come clava per demolire il cosiddetto regime democristiano e costringere il connivente e tremebondo  partito dei cattolici ad aggirare quella famosa " conventio ad excludendum "  figlia dalla guerra fredda , con il compromesso storico e la compartecipazione del Pci alle gestione ( e chi amministra " amminestra" !) dello stato centralista, assistenziale, clientelare. La strategia ebbe successo, provocando le dimissioni di Giovanni Leone dal Quirinale dietro le  loro false ed infamanti accuse e l’indebolimento irreversibile della DC. Si creò così il brodo di coltura che ha prodotto le Brigate Rosse e, negli anni successivi, la pseudo rivoluzione giudiziaria di Mani Pulite che avrebbe dovuto ripulire l’Italia dalla corruzione,  ma  che servì solo a liquidare la classe politica democratica del dopoguerra e preparare l’avvento dei post-comunisti nel governo. Nonchè a dare il convenuto " soldo" ai vari Di Pietro, Colombo, Davigo, ecc. Non dimentichiamo mai che di queste false rivoluzioni era " magna pars" di quel PCI proprio l'On Giorgio Napolitano, quello stesso che fece da "palo" alle false accuse contro il Presidente Leone alla Cederna ,  lo stesso che - da complice Presidente della Camera - assistette , vigliaccamente muto, allo " stupro di gruppo" perpretato dal Pool di Mani Pulite sull'articolo 68 della Costituzione con una estersione in piena regola, lo stesso che oggi davanti alla protervia ed alla diffusa illegalità della Magistratura, non spende una parola per rimettere la stessa all'interno dei suoi poteri, ma addirittura - è di ieri - minaccia " la fine della legislatura" a danno della maggioranza che altro non cerca di fare che difendersi. E' il richiamo della foresta, Onorevole Napolitano, o la reiterazione della sua omertà contro la Costituzione Italiana ? Gli italiani forse dimenticano, forse non portano rancore, ma non sono imbecilli o idioti, come dice la gente della sua fazione politica, di quella fazione violenta che Lei sta di fatto difendendo. Forse spera nel detto popolare del " non c'è due ( Leone, Craxi) senza tre ( non solo Berlusconi, ma anche chi lo vota ) "? Non dimentichiamo, poi, che  la cecità politica  e l'intransigenza morale aveva spianato  la strada alla svolta, dapprima autoritaria e poi totalitaria , del fascismo.  E prima ancora, tra la fine dell’ottocento ed il primo decennio del novecento, la critica moralistica alla democrazia corrotta e parolaia proveniente da destra e da sinistra, dai D’Annunzio e dai Salvemini, dai Prezzolini e dal giovane moralista Gobetti, dai Mussolini e dai Gramsci, generò  quell’interventismo democratico che nella guerra vedeva l’occasione per una svolta rivoluzionaria benefica e salvifica.

Dalle Procure alle piazze: la storia si ripete sotto gli occhi , distratti, di Napolitano.

Le procure hanno individuato nel “Popolo viola” il loro nuovo braccio politico: è una rete di circa sessanta  realtà territoriali che aderiscono alla “carta etica”. Quest’ultimo documento sarebbe stato redatto da noti magistrati antiberlusconiani. Il “Popolo viola” lancia dal web, in concomitanza della recrudescenza antiberlusconiana da parte delle procure di Napoli e Milano, una nuova manifestazione di piazza per oggi: in più di 30 città italiane verranno richieste le dimissioni di Silvio Berlusconi. Manifestazioni che supportano le inchieste, procure che supportano i manifestanti , scarcerando i più violenti ed archiviandone i reati consumati . Parimenti vengono aperti fascicoli su Berlusconi anche senza notizie di reato, in attesa che qualcuno si dica a conoscenza di storie e storielle sul Cavaliere.Così certa stampa parla d’inchieste parallele delle procure (di Napoli e Milano) su poco dimostrabili rapporti sessuali . Ma dov’è il reato? Sorge il dubbio che il commissariamento giudiziario della politica possa instaurare in Italia una dittatura teocratica delle procure, un governo che poggi sulla sessuofobia. Una osservazione: ma come mai questa sinistra non si è mai ispirata  a modelli politici europei, occidentali ? Sembrano i tribunali del popolo della Inquisizione,ed anche le corti dei mozzorecchi robespierrani  erano certamente  più liberali del governo togato auspicato dal “popolo viola”.

L'obbiettivo? Non solo Berlusconi

Ma Berlusconi, Sigori miei, non è il vero obiettivo di questa sinistra giacobina e moraleggiante e di questa Magistratura., di questa spregevole consorteria di malfattori. Lo dicono i loro scritti, lo dice Zagrbelsky, lo dice la Spinelli, lo sostiene Eco e tutti quelli  che si definiscono " intellettuali" e che poi, quando ci parli, finiscono solo per aggredirti, per offenderti con il consueto "  sei solo un servo di Berlusconi " oppure mostrando tutta la loro miseria morale e la loro bassezza speculando su malattie e difetti fisici degli avversari ( ne sanno qualcosa Brunetta ed ora anche Bossi, sbeffeggiato per il suo ictus da un imbecille ben noto che spero mi denunci ) e vanagloriarsi che " loro leggono Kant " e non guardano la tv. Loro mirano al cuore del problema, non per niene questa seconda o terza pseudo  rivoluzione non è occultata, come lo fu Mani Pulite. Oggi " sinistra " e " magistratura" sono complici en plein aire, senza vergogna alcuna, perchè l'obiettivo vero, quello che è rappresentato oggi da Berlusconi, è il  popolo, quello che non ha mai votato e che mai voterà  per la sinistra. Quello che è libero, liberale, laico, quello che non è mai stato e che mai sarà nè comunista nè un buonista da sagrestia nè un guardone . Umberto Eco se ne può andare a letto con le galline e dire che poi legge " Metafisica dei costumi" ma resta un borioso che si sbroda da solo davanti alla platea del Plasharp. Brandisce un volume di Kant come un'arma contendente per drlo in testa all'avversario , non come base sulla quale ragionare. Si crede portatore di superiori principi morali e poi non è altro che un volgare pedofilo che si approfitta di  un tredicenne costretto ad una ridicola sceneggiata antiberlusconiana davanti a mille persone,  trattandolo come un essere subnormale da giuidare come un pupazzetto.E' da questa ciurmaglia, da questi falsi moralisti che , come azionisti presbiteriani pretendono di " ripulire" il mondo, dobbiamo guardarci. E'da costoro che   la democrazia deve difendersi. Questa è una minoranza tribale, eticizzante, anche benestante, che ha il brutto vizio di odiare " la maggioranza", di disprezzare il " popolo",  alla quale piace asservirsi ad un ristretto club di militanti contrari alla democrazia liberale moderna, minoranza che brandisce la legge ma non per fare giustizia per il popolo e giustizia uguale per tutti, ma per " ripulire la società " , un progettino che la dice molto lunga sulla sua anima totalitarista . E le Procure perseguono l' unico scopo  di commissariare l'Italia, non solo Berlusconi. Prima Berlusconi, poi Prodi, oggi ancora Berlusconi? No! Sempre l'abbattimento del voto popolare, ora di centrodestra ora di centrosinistra. Questa è una dittatura della Magistratura che conta sulla ebete complicità di una sinistra che spera di racimolare,  dal suo crapulone togato qualche briciola di potere da addentare.  Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo Terrore; incapaci di dare voce e nerbo alla politica, costoro hanno costituito - a Il Fatto, a Repubblica, al Palasharp, al Corriere della Sera, in tivù- i nuovi " Comitati di salute pubblica". Ci riportano indietro di trecento anni ed hanno anche la faccia tosta di presentarsi come il futuro del Paese. Hanno portato al di sopra delle altre funzioni dello Stato quella giudiziaria con una rapina del 1995 della quale, coloro che oggi sono il Capo dello Stato, il Presidente della Camera, questi intellettuali e questa stessa sinistra, furono i complici e mandanti. Contro questa marmaglia che oggi siede al Colle, in Parlamento, nei partiti della sinistra e che finge di non capire che la soluzione asettica è semplicemente il ripristino del testo originario dell'articolo 68 della Costituzione accompagnato da una improcrastinabile riforma della Giustizia, non solo è giusto ribellarsi, ma addirittura  doveroso.

Roma, sabato 12 febbraio 2011

Gaetano Immè

       

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