Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 5 febbraio 2011

DEDICATO A GUSTAVO ZAGREBELSKY ED A LIBERTA' E GIUSTIZIA

Sono rimasto stupito nel leggere, come anticipato da Repubblica di ieri , il discorso che  Gustavo Zagrebelsky terrà oggi al raduno di G&L ( alias Giustizia e Libertà o, se si preferisce, di Libertà e Giustizia ). La carriera del Professor Zagrebelsky mi appare assai titolata ed onorificante per comprendere cosa, oltre la bramosia di protagonismo che nuoce alla lucidità intellettuale, lo abbia spinto a tirar giù questo suo intervento che definire malinconico è poco, seppur l'espressione qualificante sia sinceramente  dettata più dal rispetto umano - per età, per titoli, per iconografia - che dal discorso del Professore. Mai e poi mai avrei neanche lontanamente immaginato di vedere il " Professore" - che ha fatto della serena ed equilibrata
 padronanza del " diritto" la cifra della sua vita pubblica - trasformarsi in una sorta di  "supplente" di un Bonini, di un D'Avanzo e fare sfoggio di una emotività da parolaio comiziante  con moralistiche invettive di tipo clericale, azioniste e reazionarie - di estrazione da Lutero, degne di controriforme morali se non addirittura di un Ayatollah islamico integralista -  accettabili al massimo ai primi anni del secolo scorso. Può essere che questa caduta dell'aplomb culturale del Professor Zagrebelky sia dovuta alla necessità di non restare superato a sinistra  ( come ammoniva Nenni, per il quale " sei fai il puro, trovi sempre qualcuno più puro di te, che ti epura" ) o influenzata dalla  crisi isterica che ha colto, lo stesso giorno,  il Presidente della Corte Costituzionale Prof. Ugo De Siervo il quale, a palese dimostrazione della tanto sbandierata
" apoliticità" della Suprema Corte stessa ( dove,  per quel famoso " pluralismo  equilibrato"  tanto caro alla sinistra, siedono undici Giudici di sinistra contro solo quattro di centrodestra ) ha voluto superare anche Vendola, anche Santoro, anche Travaglio ( non a caso corifei del prossimo " partito politico" delle toghe) per schiaffeggiare impunemente persino  il Presidente della Repubblica con un significativo " il federalismo municipale è una besemmia!". Una dimostrazione della assoluta serenità imparziale - ne volete forse dubitare ?- della Suprema Corte davanti ad una Legge del  Parlamento che altro non fa che esercitare i propri  poteri costituzionali. Dunque in questa rincorsa a chi la dice più grossa - torniamo a Gustavo Zagrebelsky - la sua omelia manca - provi il Professore stesso a smentirmi -  di qualsiasi costrutto legale , giuridico e politico: si lancia , come un pretonzolo alla Don Camillo " contro questo sisema di corruzione delle coscienze e di avvilimento della democrazia"( passo qualificante e discrimine intellettuale del suo eloquio) , con un  impeto  da Grande Inquisitore,  vorrebbe vivere le famose " notti di Arcore", vorrebbe vedere, vedere, vedere.....come un guardone, inorridito, ma allupato. Insomma un grande Professore, un uomo istituzionale, un ex Presidente della Suprema Corte che  svilisce il proprio intelletto per ergersi ad Ayatollah , tipo un "supplente di un Travaglio ". L' omelia va rimandata al mittente di sana pianta. Che il suo paradigma inquisitorio non abbia nessun valore legale e giuridico lo ammette lo stesso Zagrebelsky, smentendo tutto quanto declamato prima,  quando ridicolmente - dopo tanto tuonare non piovve! - afferma che " sul piano giudiziario siamo ancora ad ipotesi tutte da verificare". Che inoltre la sua invettiva da " tempi di Papa Re" non abbia poi alcun valore politico lo ribadisce ancora lui stesso laddove  si lascia scappare che " ..non avremmo nulla da dire anche sotto un profilo politico..". E allora, Professore, cosa resta ? Di che sta parlando ? Tanto parlar per nulla? Si ricordi sempre di Pietro Nenni e lasci pure la freccia a sinistra accesa perennemente , Professore. Vede, Professore, quando il discorso non è sorretto e motivato da un rigore culturale , capita che anche grandi firme dicano sciocchezze. La catarsi è rendersene almeno  conto e vergognarsene. Lei ha scritto un discorso che va bene se letto ad una assemblea di commari pettegole munite di rosario. Si guardi anche intorno, Professore, veda chi la circonda e  " enjoy!"


A PROPOSITO DI SCUDISCIATA ALL'ECONOMIA

Nel numero di ieri si parlava di come incentivare. la spinta economica in Italia. Va bene modificare l'articolo 41 della Costituzione come indicato ieri, va bene anche sopprime di conseguenza anche l'articolo 43 successivo, va bene anche emarginare qualsiasi " patrimoniale" , desiderata ed invocata dalla sinistra sempre ammalata di classismo ottocentesco, va benissimo - magari - imboccare la via della privatizzazione dei beni dello Stato, va benissimo liberalizzare le professioni, ma , sopra tutto, vogliamodeciderci a  mettere le mani sull'ostacolo più grande e sulla maggiore insidia per la nostra democrazia, insomma sulla Giustizia? Ricordiamo che  la produzione scappa dal'Italia proprio  per la mancanza della sicurezza della Giustizia intesa in senso lato e concretooltre che per le troppe rigidità che soffocano il mondo del lavoro. A mio modo di vedere il nodo " giustizia" dovrebbe essere anteposto agli altri. Speriamo.


A PROPOSITO DI P.D. E DI SERIETA'

L'altra sera , a " Porta a Porta" c'era anche l'Onorevole Stefano Fassina. L'On. Fassina non è mica un pisquano qualsiasi , perché è addirittura il " responsabile dell'economia del PD " , un incarico pregno di responsabilità e che verrà certo occupato solo da persone serie e preparate. Insomma non certo da un politicante qualsiasi,  tipo Franceschini o Bindi per i quali ormai " politica "  vuol dire solo "mutande di Berlusconi. " Ecco,dunque, perchè, speranzoso, mi sono accinto a godermi , con animo sereno ed aperto ( diciamo bipartisan) il dibattito. Ma l'On Fassina mi ha subito gelato, Vespa silente. Affermando che"  l'On Romano Prodi ha tolto l'ICI al 60% degli italiani mentre Berlusconi ha tolto l'ICI solo ai ricchi" l'On. Fassina ha detto una cialtroneria da bassa politica. Fassina -  e a seguire anche Vespa che dovrebbe intervenie quando in televisione, nel suo progranna si dicono simili corbellerie - forse ignora che esiste una
" esenzione" dall'ICI , introdotta appunto dal Governo Berlusconi e non dal Governo Prodi, che vale " per tutte le prime case" ma non certo per le ville, palazzi di pregio, abitazioni signorili, ecc. Se poi l'On Fassina vuole attaccare la solita pippa che " esistono immobili di pregio e ville accatastate come ruderi e che perciò si appropriano dell'esenzione " vada a scassare i marroni ai competenti  Sindaci di quelle città - compresa Roma dove hanno imperato per quattro mandati consecutivi Sindaci di sinistra - e non dica cretinate in televisione. E Vespa riprenda questi cialtroni. Perdio!
Buona domenica

Roma, Sabato 5 febbraio 2011

Gaetano Immè

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