Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 1 febbraio 2011

EGITTO E DINTORNI MAGREBINI.

La situazione in Egitto diventa sempre più pericolosa e alcune notizie fanno sospettare qualcosa di assai sinistro. Per esempio, è noto che  Il Cairo conta circa sette milioni di abitanti ed il suo circondario ne conta almeno altri sette o otto milioni. Come mai si parla della marcia di " uno o due  milioni"? Cosa rappresenta un solo milione di persone o due milioni di persone su circa 20 milioni? Solo il cinque, il dieci  per cento, poco per una manifestazione veramente " popolare", giusto , invece, per una manifestazione " organizzata " ad hoc. Muhammad El Baradei, Premio Nobel per la pace ( per quel che conta ancora questa onorificenza!) leader rientrato in Egitto per guidare la transizione del dopo Mubarack,  incita troppo apertamente alla violenza ( " Mubarack se ne vada se vuole salva la pelle" appare più una fatwa in puro stile stalinista o iraniano che un'idea politica degna  di uno statista democratico) il popolo ed il popolo egiziano fortunatamente, non lo segue, se non con una sua limitata anche se violenta minoranza. La quale minoranza, però, assalta le carceri,  libera delinquenti e detenuti non solo politici , saccheggia case e Musei, porta insomma l'Egitto sull'orlo della guerra civile e sicuramente " dentro " una fase nella quale affari e turismo ( risorse uniche del Paese) spariranno dall'Egitto. Il Presidente americano Barak Obama  va follemente  nel pallone e abbandona dall'oggi al domani il vecchio alleato egiziano  facendo in questo modo il gioco di questa minoranza guidata da Muhammad El Baradei. Il quale peraltro,  appreso come  l'Iran  abbia affermato che
" Il rovesciamento dei regimi attualmente al potere in diversi Paesi arabi, tra cui l'Egitto, porterebbe a un miglioramento dei loro rapporti con l'Iran e alla creazione di  un Medio Oriente islamico e potente capace di opporsi a Israele"- lo ha detto proprio ieri  il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehman-Parast - non ha speso nemmeno  una parola che è una  per prendere le dstanze dall'ipotesi cara a Teheran. Chi tace acconsente ? Non solo!  Ma durante un'intervista alla Cnn, rivolgendosi al Presidente USA Obama, El Baradei ha addirittura affermato che " E' necessario che ( Obama)  inizi a costruire la fiducia con la gente, non con chi opprime la gente " . Toni e parole più consone ad un Ahmadinejah che ad uno statista democratico. E' poi noto come Muhammad El Baradei sia riconosciuto leader di una fazione politico religiosa dentro la quale ha sempre avuto ed ha ancora di più oggi  un peso lideristico la fazione dei " Fratelli Musulmani" che si ispira, appunto, apertamente alle direttive dell'Iran. Se per gli USA di Obama devo parlare di pura " incoscenza politica e strategica" altrettanto devo farlo per una Europa e per una inguardabile ONU che fino ad oggi non hanno
profferito verbo sugli avenimenti egiziani e su quelli mediorientali in genere. Non posso non pensare che questo atteggiamento altro non sia che l'evidente " servaggio" che queste istituzioni, USA obamiana compresa, pagano alla loro " politicamente corretta propensione  " per i  fanatici estremisti islamici . E dunque , posto che l'alternanza di Governo è un cardine della democrazia, cardine che comunque va conquistato dalla popolazione non certo con le armi in pugno o con rivolte armate - come fin ad oggi sta facendo El Baradei - ma con la creazione di partiti politici che abbiano come fine il bene del Paese e non solo il proprio tornaconto economico e o religioso - come non ci risulta che nè El Baradei nè il suo movimento politico religioso abbia mai fatto nei trascorsi venticnque anni con Mubarack al Governo in Egitto -  ne devo concludere che il vero pericolo che proviene dalla situazione egiziana è di tutta evidenza. Un Paese che si vuole ridurre sul lastrico economico ( addio turismo, addio musealità mondiale) per farlo convergere , come afferma l'Iran , in un grande e nuovo " Medio Oriente islamico e potente capace di opporsi a Israele". Per Obama, per la Clinton ed anche per l'Europa e per l'ONU una vera Waterloo politica: questa è la consegna all'integralismo islamico dei Paesi mediorientali . Pensare allo scenario che ne seguirà è semplicemente sconvolgente. Ricordiamo come andò a finire nel 1979 la destituzione dello Scià di Persia in Iran: con il trionfo degli "Ayatollah dell'islamismo integralista. Le rivoluzioni di piazza non sono mai nelle mani del popolo. Da nessuna parte del mondo.

L'IMPREVEDIBILE RIVOLTA DELL'ESECUTIVO

Davanti ad una proposta politica, avanzata (  non certo in televisione come amerebbero certi  faziosi mezzobusti televisivi , non certo nelle Procure o nei Tribunali  italiani, come bramerebbero certi magistrati ideologizzati )  da un Esecutivo che, alla luce delle recenti evoluzioni parlamentari  vanta , non ostante la fuga dalla maggioranza dei " finiani" , una maggioranza decisa (  corroborata e ricostituita  dai venti deputati del gruppo dei " Responsabili", dal ritorno nella stessa maggioranza di tre o quattro deputati provenienti sia da FLI che da MPA, dall'attuale auspicabile rientro nell'area liberale del centrodestra di Marco Pannella e dei suoi ex radicali , come recentemente certificato dalle tre  clamorose sconfitte rimediate dall'opposizione su FIAT, su sfiducia al Governo del 14 dicembre scorso, su sfiducia al Ministro Bondi) , imperniata su quattro punti salienti ( " modifiche in senso maggiormente liberalizzatorio dell'articolo 41 della Costituzione", un piano di " immediata defiscalizzazione e deregolamentazione per la rinascita del Mezzogiorno",  il " varo dei decreti attuativi del federalismo fiscale" , ai quali si aggiungerà il " piano per la crescita legata all'Europa" ), proposta che si pone immediatamente come una sonora sconfitta"  del partito della imposta patrimoniale " recentemente salito all'attenzione pubblica con le proposte del Prof Amato ( una tassa su un terzo degli italiani da pagare in due anni , tassando risparmi già dunque tassati, per ridurre il deficit pubblico al suo 60% ) e del Prof. Pellegrino Capaldo ( con una bella ipoteca volontaria che ciascun italiano proprietario di una casa accetti di regalare allo Stato per garantire il pagamento di una imposta patrimoniale immobiliare calcolata in base agli incrementi di valore delle case)  (  quì siamo quasi all'epica dell' "oro alla Patria" di memoria fascista) , partito dell'imposta patrimoniale che si stava arrapando  per un nuovo esproprio di ricchezza guadagnata da altri e già tassata, da devolvere allo Stato centralista, allo Stato pervasivo, allo Stato centralizzatore collocato tutto a sinistra e rappresentato da vecchi arnesi della Prima Repubblica ansiosi e arrapati dall'idea di mettere le loro prensili mani su una bella fetta di ricchezza guadagnata da altri che essi anelano di redistribuire , cioè di darla in parte a sè stessi ed in parte ai loro amichetti e sodali ;  rifiutare, come fa Bersani e tutta la sinistra,  il confronto ,  nascondendosi dietro il tenue paravento di un moralismo fasullo e papalino, non conferisce loro  alcun credito politico , ma mostra evidenti segnali di inadeguatezza e di mancanza di spirito nazionale che non possono che scoraggiare e deludere gli elettori. Rispondere a proposte concrete per il futuro sviluppo del Paese con sceneggiate televisive quali quelle di ieri notte  a " Porta a Porta " della sinistra, significa immiserire , desertificare, distruggere ogni residua speranza di poter contare su un'opposizione politica valida, affidabile, seria. E' evidente come la sinistra sia stata letteralmente spiazzata dall'improvvisa scudisciata che l'Esecutivo ha finalmente dato alle terga di questa maggioranza e della politica tutta. Come si permette , si chiede la sinistra stizzita e rancorosa , sorpresa e intonita, Berlusconi di occuparsi di problemi del Paese quando invece noi dovrebbe occuparsi solo di cene e cenette e del relativo dopo cena?  Come può Berlusconi ed il suo Governo avere  finalmente uno scatto di dignità e sottrarsi dal dare le risposte a tutte le spiate da buchi delle serrature dei cessi privati e pubblici che solerti magistrati hanno ordito, senza motivo,   da un anno? Per costoro infatti l'Esecutivo avrebbe dovuto restare impiccato all'immobilismo parlamentare costruito su "peccati morali" spacciati  come " reati penali " dal gruppo editoriale di Repubblica e dell'Espresso che ritenevano di avere scovato l'amo cui impalare la maggioranza. L'Esecutivo è riuscito, finalmente,  a reagire all'assalto mediatico e giudiziario ordito da magistrati ideologizzati , agevolati dalla megafonazione dei fatti affidata alle penne dei  segugi di Repubblica e lo stesso Berlusconi , una volta metabolizzata la necessità di affrontare sul campo e nelle deputate sedi - non certo su terreno improprio - le accuse mossegli con spirito più da sacrestia che da pandette , dopo un lungo, troppo lungo periodo di sbigottimento durante il quale è stato costretto a difendersi  con modalità borboniche , si è convinto che è l'ora giusta per scatenare la battaglia politica e culturale della quale s'è fatto portatore, che è l'ora di sgombrare il  campo dalla rassegnazione mettendo in  campo intelligenza, intuizione, volontà di benessere per il Paese ed un mandato popolare, politico ed elettorale, ricevuto dal popolo sovrano e che è sempre il grande assente nelle trame lobbistiche e di palazzo  del centrosinistra. Ora , centrosinistra a parte, è assolutamente necessario che l'esecutivo non perda altro tempo e che non si facciapiù immobilizzare, paralizzare da spie da cessi pubblici o privati, da politicanti più capaci nell' odorare mutande e reggipetti che nell' essere pronti a discutere di progettualità politiche per il bene del Paese. L'attuazione del programma annunciato potrebbe essere fatto anche insieme all'opposizione, ma se ciò dovesse essere impossibile , che si vada avanti con i voti della sola maggioranza. Il Paese non può permettersi di rimanere immobile per le curiosità morbose di magistrati che pretendono di guidare il Paese in sostituzione di chi ha vinto le elezioni.

Solo frasi didascaliche e senza senso. Una vera pena.

Che cosa , poi, vuol signifcare Bersani, quando , per scappare dalle responsabilità alle quali la inattesa sortita dell'Esecutivo lo ha costrettodice " le proposte sono fuori tempo massimo"? Vuol dire che per la sinistra  il benessere del Paese conta  come una partita di calcio? Tempo scaduto, come nel basket? Forse l'On Bersani ignora ( o finge di ignorare) che in un periodo nel quale la crisi finanziaria ed economica hanno scosso il mondo intero, la prima cosa che un Paese deve fare è quello di tenere i suoi bilanci, i suoi conti in ordine.Cosa che in Italia, è stata fatta dal Ministro Tremonti in maniera che tutta l'Europa definisce ottimale. Solo dopo questa operazione, che necessita di svariati anni, il Paese si può porre davanti ad un programma che gli consenta di seguire, per debellare il problema del deficit pubblico, l'unica via per rivalutare il PIL in quanto ancorato alla politica della UE e delle sue locomotive Germania e Francia.  Il " partito della patrimoniale" invece, non fa altro che riproporre formule vecchie e superate, ordite e proposte da quella stessa irresponsabile classe politica che questo mostruoso deficit ha creato, ha coccolato, ha vezzeggiato, ha stuprato per accontentare la propira cupidigia e per devolvere i richiesti " corrispettivi" dagli amici e sodali che garantivano come " pizzo" il voto.    Affidare a costoro la cura de deficit italiano è come affidare la difesa della banca del sangue a Dracula il vampiro. La verità è che il centrosinistra, vera anima del partito della Patrimoniale , inviso da sempre agli italiani, non sa più che pesci prendere e sfoggia per difendersi atteggiamenti sorridenti ed ebeti - come avvenuto ieri sera a Porta a Porta - per nascondere, dietro la scusa del " fuori tempo massimo", la propria incapacità a produrre un sano progetto politico.


Roma, Martedì 1 febbraio 2011

Gaetano Immè

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