Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 14 febbraio 2011

LA SCENEGGIATA DEL NAPOLETANO AL COLLE

Anche a voler credere alla buona fede del comunicato della Presidenza della Repubblica di ieri, con il quale veniva ribadita come assolutamente neutrale l'affermazione dell'altro ieri dell'On. Giorgio Napolitano - che bacchettava l'istinto di difesa del Premier con parole a dir poco minacciose - devo esternare non solo tutto il mio disappunto  per questa rabberciata e goffa marcia indietro del Quirinale, ma devo anche riconfermare  la mia personale opinione sul Presidente della Repubblica. Sia chiaro, non è una novità che questo blog si sia sempre occupato di Napolitano; che ne abbia  ricordato gli atti politici,che  ne abbia il più delle volte, senza mai denigrare la persona o ingiuriare la carica, stigmatizzato comportamenti e  parole. Ho sempre detto ed affermato, e ne  rivendico oggi la parternità a voce spiegata, che Napolitano era ed è unft to lead my country, tanto è vero che solo i suoi compagnucci comunisti  ( ex o post è la stessa cosa ) e loro sodali lo hanno votato - dopo la terza votazione - e ,quindi , con la maggioranza semplice, una cosa fra di loro, portato di peso sul Colle. E tanto più che considero la " smentita " di ieri del Colle una vera e propria
" excusatio non petita accusatio manifesta". La nota del Presidente della Repubblica  diffusa ieri l'altro  è “irricevibile” e da rinviare al mittente: non solo  ufficializza i contenuti del colloquio con Berlusconi  - già peraltro noti -   ma addirittura  minaccia  anche il ricorso al suo potere di sciogliere le Camere e ricorrere ad elezioni anticipate. Ripeto che non vedo come, davanti a queste parole - pesanti e chiare come sassi - l'On . Napolitano possa poi sostenere , com ha fatto il Colle ieri sera con altro comunicato, che la " bacchettata" era stata equamente distribuita fra i due poteri de quo e cioè sia " il governo" che " la Magistratura". Napolitano minaccia di provocare una crisi senza dimissioni del governo, che oggi gode della fiducia delle Camere, come ampiamente dimostrato con votzioni parlamentari per cinque volte consecutive dal 14 dicembre scorso in poi. Uno scioglimento d’autorità che non ha precedenti nella storia repubblicana. Si tratterebbe di una crisi determinata non certo da una sfiducia o da dimissioni, ma da un atto del capo dello Stato, cui la Costituzione , certamente, affida il compito di sciogliere le Camere. Dunque, giratela come volete, ma Napolitano ha adombrato una crisi “extraparlamentare”, cioè decisa al Colle e non in Parlamento. 

Confesso in tutta franchezza - e ci aggiungo una ritualità che la dice lunga sulle intenzioni di questo blog e cioè " volendone in caso contrario risponderne come per Legge" -  che ritengo che l'On Napolitano abbia invece seguito fedelmente la via che nei giorni scorsI , prima Alberto Asor Rosa sul Manifesto e poi Scalfari su Repubblica , avevano indicato al fine di abbattere Berlusconi . Sostiene il primo che  “Non c’è modo di fare appello al normale gioco parlamentare perché esso è appannaggio di un paese normale e il nostro non lo è. (…) E neanche si può guardare come a una prospettiva serenamente praticabile a nuove consultazioni elettorali (…): in questo clima sarebbero terribili e sarebbero persino di esito incerto, perché se è vero che a capo corrotto corrisponde nazione infetta, è vero anche che a nazione infetta corrisponde capo corrotto. E allora bisogna pensare a una procedura almeno all’inizio extraparlamentare che metta in opera almeno all’inizio la cesura e al tempo stesso instauri un procedimento di sutura: una sorta di dimissioni fortemente pilotate e subito dopo un governo di emergenza democratica”. Ed ancora : “Non so che cosa fare. Ma so che "qualcuno", dotato di poteri istituzionali per farlo, dovrebbe pensarci e farlo“. E quel
" qualcuno " , cioè Napolitano, ha eseguito, da buon "palo a Colle"  l'ordine della congrega. Sulla stessa traccia Repubblica, nei giorni scorsi con Barbara Spinelli e  con Scalfari.  Che l'articolo 88 della Costituzione dia al Capo dello Stato il potere di sciogliere le Camere è pacifico ma non giustifica certo questo " sospetto ed imprevisto decisionismo" di Napolitano  che, è noto, non è mai stato in vita sua , politicamente parlando, un " cuor di leone" - ma lasciamo stare percarità d patria il passato - tanto più che questo suo
" potere" gli deriverebbe solo dopo previo consenso ottenuto,  sull'argomento,  dai due Presidenti delle Camere. Dunque fastidioso ed anche un poco arrogante  che il Colle  chieda  a voce di abbassare i toni, ma creda di farlo lanciando contro una sola parte irricevibili  ultimatum. Sorprendente che chi si è sempre opposto al voto anticipato ora lo agiti come una minaccia. Risibile  che Napolitano  chieda il rispetto della Costituzione mentre , da buon " esecutore" di indicazioni altrui, sta apparecchiando “procedure extraparlamentari” e dunque extra-Costituzione. Sospettabile che sui "soliti giornali  " tenga  banco il parallelo tra Berlusconi e Mubarak, il sultano e il faraone contestati dalla piazza. In Egitto la situazione è in mano all’esercito: ma quì da noi sarà in mano non certo  al Capo dello Stato o all’opposizione  ma alla Magistratura. Si tratta sempre di un ordine non eletto e quindi non democraticamente legittimato.

E mi chiedo e chiedo anche al Colle: ma perché  un Presidente della Repubblica che voglia essere veramente superiore alle parti in lotta fra di loro  ( politica e magistratura), tanto più che questo Presidente si adonta di essere un indefesso difensore  della Costituzione, anzi, meglio, il  " custode" di questo sacro Graal, perchè, dicevo,  non ha mai proposto di ripristinare il testo originario dell'articolo 68 della Costituzione , che riequilibrerebbe  i rapporti   fra gli ordini in lotta,  proprio come vollero i padri costituenti ? Perchè l'On Napolitano non  è ricorso a questa semplicissima affermazione,  da vero custode della Costituzione, anzichè inoltrare con arroganza  irricevibili ultmatum ?

Poi vi meravigliate se penso che qualcuno, sul Colle, sta svolgendo più opera , non dico di " palo",  ma quanto meno di " collaboratore" di una sola parte politica e della Magistratura , della quale, tra l'altro, Napolitano è anche il silente Capo ? Come sottacere che le elezioni politiche si tennero il 9 e 10 aprile del 2006, che  avvalendosi  per la prima volta del nuovo sistema elettorale proporzionale con liste bloccate e premio di maggioranza ( introdotto con la Legge 270/2005) l'Unione di Prodi " perse " le consultazioni per circa 476.000, ma avendo ottenuto 24.000 voti in più alla Camera ( nonostante i 500.000 voti in meno al Senato), strappò il "premio di maggioranza" alla Camera? Come non ricordare che , subito dopo, esattamente il 10 maggio 2006,  il parlamento in seduta comune elesse l'undicesimo Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, alla quarta votazione con appena il 54,7% dei voti, cioè con soli 543 voti su 990 votanti dei 1009 aventi diritto? Come sottacere il atto che Napolitano si sente in dovere di bacchettare questo Governo  che, non dimenticatelo ,  è uscito da quattro mozioni  di sfiducia con diciotto voti in più dell'opposizione mentre lo stesso Napolitano non intervenne mai a stigmatizzare la situazione del precario Governo Prodi ( 2006-2008) che si reggeva a mala pena o con il voto dei " Senatori a vita" - miserabile retaggio di Costituzioni da Re e da Satrapi ottocenteschi - o con un voto di qualche senatore eletto nelle Repubbliche delle Banane ?

E' la seconda volta che ve lo dico, oggi ve lo intimo: svegliatevi! Svegliatevi! Svegliatevi! La congrega dei farabutti ci sta apprecchiando una trappola per strappare al popolo italiano la sovranità politica, nella migliore tradizione comunista. Svegliate! Svwegliatevi! Svegliatevi! Fate sentire  a questo  Capo dello Stato le vostre urla, rispondete alla sua rozza e ribalda arroganza che stia in campana, che stia molto, ma molto attento! Che stia attento Napoliano  a come si muove perchè solo il detto popolare dice che " non c'è due senza tre "! E Napolitano sa bene a cosa  alludiamo tutti, ma forse è meglio che glielo ricordo apertamente : avete fatto dimettere Leone dal Colle con le diffamazioni ( e una); avete fatto uccidere i partiti politici con i quali dividevate da ladri le tangenti per rimanere, con Mani pulite, i padroni del'Italia ( e due). Ora sognate, con le stesse persone , di fare il  tris. Nessuna intimidazione in queste parole, solo un allarme sacro alla democrazia, non una diffamazine ma solo una sana critica politica, un esercizio di quel " pluralismo" di opinioni che alla sinistra sta così tanto a cuore. Ma se devo proprio dirvi tutta la verità, ecco, allora, se mi ci costringete, allora ve lo dco, papale papale " A BRIGANTE, BRIGANTE E MEZZO"!


Roma Domenica 14 febbraio 2011

Gaetano Immè

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