Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 3 febbraio 2011

LA VERA ANOMALIA ITALIA E' QUESTA GIUSTIZIA INCOSTITUZIONALE

Per la nostra Costituzione il principio fondamentale,  sul quale poggia l'intera architettura della nostra democrazia parlamentare (  a sua volta creata con il bilancino dei pesi e dei contrappesi che servono ad equilibrare vantaggi e svantaggi ) consiste nella  " separazione dei poteri " dello Stato e nella loro
 " reciproca indipendenza ". Talché  la  Costituzione, nella sua Seconda Parte denominata " Ordinamento della Repubblica" detta regole autonome per il Parlamento ( Titolo I), per il Presidente della Repubblica ( Titolo II), per il Governo ( Titolo III), per la Magistratura (Titolo IV), per le autonomie locali Regioni, Provincie e Comuni ( Titolo V) e per le Garanzie Costituzionali ( Titolo VI) . E così come il Parlamento deve occuparsi, esemplifico, di legiferare, lo stesso Parlamento  non deve occuparsi dell'appliazione delle Leggi, compito che spetta, in piena autonomia dagli altri ordini dello Stato, alla Magistratura. Nel realizzare la Costituuzione, i padri costituenti per assicurre l'autonomia del Parlamento - e quindi della "politica" che originava quello - rispetto alla Magistratura ( i cui poteri autonomi avrebbero potuto soffocare solo due altri poteri dello Stato e coè sia " il Parlamento " che " il Governo" - gli altri poteri erano tutelati rispetto alla Magistratura dalle norme e dalle competenze precise che la stessa Costituzione assegna loro sottraendole, così, da ogni ipotetica iniziativa della Magistratura ) inserirono nella Costituzione due soli articoli, precisamente l'articoolo 67 e l'articolo 68, non a caso sistemati sotto il Titolo che riguarda il Parlamento, cioè la massima espressione della sovranità politica  che così i  costituenti attribuirono al potere sovrano del popolo. I due articoli citati furono fortemente voluti da Togliatti il quale , a buona ragione, non solo temeva un possibile riaffacciarsi del fascismo sotto dissimulate forme così come,  e sempre ad ottima ragione, essendo strenuo sostenitore della supremazia politica del popolo, temeva che una esondazione della  Magistratura  nel campo politico avrebbe potuto determinare una sudditanza del " potere politico" ( a lui ovviamente più caro) rispetto alla Magistratura stessa. E dunque mentre l'articolo 67 sottrae il politico eletto alla possibile coercizione del partito di provenienza ( la speranza sottaciuta  a questa norma stava nella speranza che,  sotto la spinta della piazza,  deputati  della DC o di altri partiti conservatori potessero liberamente trasferirsi  nel PCI ) , il successivo articolo 68, dopo lo scontato primo comma, ha posto nei successivi due commi,  le così dette " guarentigie costituzionali" che hanno costituito dal 1946 ad 1993 la diga in mancanza della quale la Magistratura avrebbe potuto sovrastare i poteri della " politica". Questa è la premessa.

Nel 1993  avviene in Italia un golpe della Magistratura ai danni della struttura democratica del Paese, contro il quale nessuno è insorto, se non la parte liberale del Paese. Sotto l'accusa che lo schermo dell'articolo 68 era stato " abusato" ed anche " stuprato" da una classe politica corrotta e sotto la spinta boiarda e giustizialista degna sì e no di un Rasputin, un Parlamento intimorito dalla tracotanza e dall'arroganza di un manipolo di Magistrati che si arrogarono il compito di punire i reprobi corrotti , non solo punirono i reprobi corrotti ( ma solo di ben precise parti politiche ) ma costrinsero  con minacce televisive  la vile classe e colpevole politica del tempo a  rinunciare alle guarentigie costituzionali della politica assumendo come ragione il fatto che " la politica corrotta" aveva abusato dello strumento di garanzia. Un'operazione criminale e criminogena, perchè fu uno stupro ai danni di una Costituzione come l'avevano voluta i padri costituenti, un vero e proprio golpe giudiziario che, di fatto, sottomise " il Parlamento" alla " Magistratura". 

E così, dal 1994 ad oggi, lo " strapotere " incostituzionale della Magistratura non ha fatto altro che dominare la politica del Paese, di fatto usurpando al popolo la sua sovranità politica sancita dall'articolo 1 della Costituzione. E' stato così che la Magistratura ha usurpato già due volte , nel 1994 e nel 2008, il potere del popolo abbatetndo, con imputazioni false,  a firma del Pool di Mani Pulite della Procura di Milano  il Governo Berlusconi I nel 1994  ed il Governo Prodi III a firma del P.M.John Woodkook nel 2008 ( entrambi i processi hanno visto naufragare in assoluzioni definitive e totali le loro pretestuose e ipotetiche accuse). E' stato per questi motivi che taluni Magistrati e talune loro correnti politiche hanno deciso di utilizzare questo loro incostituzionale potere per decidere chi deve governare indipendentemente dal voto popolare. Se riflettiamo sul caso di Silvio Berlusconi spogliandoci dalla ideologia credo bastino i numeri: dal 1994 ( entrata in politica di Berlusconi con fondazione di Forza Italia e inusitata ed inattesa vittoria alle elezioni politiche del 1994 quando il PCIdi Occhetto si sentiva la vittoria ormai in tasca) al 2011, Berlusconi ha subito 250 perquisizioni giudiziarie, è stato imputato in 29 processi penali, con 1000 Magistrati interessati, qualcosa come 2.500 udienze. Di tale processi 10 sono terminati con proscioglimenti totali, 13 sono terinati con assoluzioni complete, sei sono in corso. Dei 29 processi penali la quali totalità (28) sono stati orditi contro Berlusconi solo " dopo" che la GdF ha esaminato vagonate di comenti sequestrati durante le 250 perquisizioni e tutti i 28 processi penali riguardano "ipotesi di reati" che sarebbero stati commessi da Berlusconi " prima" della sua discesa in campo politico, tanto è vero che molti processi rischiavano la fine per prescrizione. Un solo processo penale, quello recentissimo che prevede due capi d'imputazione ( concussione e abus di minorenne) , riguarda eventuali reati commessi mentre già ricorpiva una carica istituzionale, ma per questo siamo ancora nella vaghezza delle accuse che sono ancora la vaglio del Parlamento. Non esiste in Italia, non esiste in Eurpa, non esiste nel mondo intero, altro caso simile. Non vogliamo chiamarlo accanimento giudiziario? Bene, ma damo un nome a tutto ciò: eccolo il nome. Un tentativo di golpe della Magistratura.

Possibile che da diciassette anni nessuno si renda conto che la via d'uscita da questa situazione di conflitto costituzionale sia  semplicissima e che consista appunto nel ripristinare il testo originario dell'articolo 68 della Cotituzione? E' possibile, anzi è certo. Guardate che il ripristino delle guarentigie è una via maestra che riporterebbe al suo splendore autentico una Costituzione stuprata dai Magistrati. Eppure se andiamo a guarare chi sono coloro che sostengono  e addirittura difendono gli strapoteri incostituzionali della Magistratura troviamo che sono proprio gli stessi politici  di tutta la sinistra che,  a parole, poi, dicono  ed impongono agli altri di rispettare la sacralità della Costituzione così come statuita dai sacri padri costituenti. Così sperando che qualcuno dei rimanenti sei processi orditi dalla Magistratura contro Berlusconi vada a buon fine e che consenta al centrosinistra di far fuori - senza elezioni - Berlusconi, sognando quindi di tornare alla guida del Paese senza ottenere dal popolo il voto, ecco che dal 1993 fino ad oggi tutta la sinistra, nessuno escluso, si erge a difesa del più forte, a difesa dell'arrogante e del potente di turono: la Magistratura che viene utilizzata come " killer" contro l'avversario politico trattato, come nelle Russia staliniana, come un nemoci da criminalizzare, da rinciudere in manicomio, in qualche gulag, da uccidere. La sinistra, che dovrebbe difendere la Costituzione, difende invece la casta dei magistrati che non solo  hanno stuprato la Costituzione, che non solo continuano a stuprlarla, ma che addirittura ora vogliono anche riscrivere tutta la Costituzione se è vero quel che si dice. E cioè che alcuni telepredicatori di sinistra, che sono pubblicamente i corifei della politica giudiziaria della Magistratura militante , intendono addirittura cosituire un partito politico. Così vediamo che coloro che oggi difendono lo strapotere arrogante ed incivile della Magistratura sono quegli stessi che negli anni passati hanno sempre e supinamente appoggiato tutte le dittature, specialmente quelle comuniste. di Staklin di Beria, di Krusciov, di  Mao Tse Tung, di Pol Pot, di Castro, di Saddam Hessein, di Arafat.

A parte la disgraziata e criminale idea di una piazza del centrodestra " contro i magistrati" - per fortuna la ferale notizia è stata subito e decisamente smentita dal PDL - che avrebbe ancor di più impelagato il centrodestra nel distruttivo, stupido, fuorviante corpo a corpo da boxe col centrosinistra, se il centrosinistra continua a difendere una casta di Magistrati che godedi privilegi e di impunità degne di un Monarca mentre il centrodestra abbandana questa indegna arena tribale per dedicarsi alle cure dell'economia dell'Italia, se va avanti così con un Bersani, un Di Pietro, u n Vendola  che, anzichè occuparsi dei problemi reali del Paese sollevatio dall'esecutivo continuano imperterriti a parlare di peccati come se fossero reati ed a sostenere una Magistratura anticostituzionale, ci si augura che prima o poi verrà fuori chiaro per tutti che è questo loro accanimento animalesco la vera anomalia di cui soffre l'Italia. Il ritorno -  benvenuto ed invocato ma  sempre tardivo per questo blog - del Governo a parlare di " politica", di economia nel caso specifico, lasciando le sessantottesche chiassate e piazzate da lavandaie  alla virulenza tribunizia e giustizialista di Repubblica, de Il Fato , evidenzia un Barlusconi impegnato in problemi economici del Paese anzichè a difendersi da imputato di qualche accusa da servetta spiona. Non è un caso che questo atteggiamento responsabile di Berlusconi e del Governo, che accoglie e mette in pratica  anche i moniti seriosizzanti di Napolitano, ha rimesso Berlusconi al cenntro della scena politica, sottraendo Berlusconi ed il suo Governo ai processi sommari mediatici e comareschi. Se la politica tenta con dignità e con fermezza isituzionale di svolgere il suo ruolo costituzionale lo si deve oggi, con tutta evidenza,  solo al Colle ed a Berlusconi che all'opposizione che finora non ha saputo che ripetere  slogan ormai logori: " Berlusconi dimettiti" ( non si sa il motivo politico della richiesta tanto più nel momento in cui anche alla Camera, dove la fuga dei finiani aveva quasi compromesso la maggioranza , la maggioranza ha oggi raggiunto 315 voti favorevoli). Nel momento cruciale di tensione sociale e di destabilizzante campagna scandalistica, il rilancio della politica spiazza chi puntava su spallate giudiziarie . Nascondersi, come fa il PD ed anche tutta la sinistra, ancora dietro la foglia di fico dell'antiberlusconismo significa rinchiudersi sempre di più nel recinto dei tori infuriati e belluini, che restano pur sempre dei tori. Con quale coraggio civile, con quale onestà intellettuale, con quale  criminale razzismo ideologico potrà ancora la sinistra sottrarsi alla discussione sulle libertà compresse dall'articolo 41 della Costituzione, sulle misure per inentivare il Sud, sulle norma per appianare il deficit pubblico e sulle altre proposte governative? Bersani, Di Pietro, Vendola, Bindi, sono saliti sui tetti con gli studenti; non è per questo che sono pagati, nè sono pagati per nascondersi dietro alibi che potrebbero nascondere la loro incapacità politica.


DEDICATA A FINI

Il GIP di Roma, Figliolia, ha rinviato la decisione sulla denuncia per truffa aggravata a carico di Gianfranco Fini al 3 del prossimo mese di marzo, per consentire ai denuncianti di approfondire i documenti nuovi dei quali si è in possesso. Un vero ceffone in piena faccia all'ineffabile Procuratore Capo di Roma, Dr. Ferrara che aveva subito servilmente ed acriticamente bollate le carte di Santa Lucia cme " inconferenti". Un calcio nel sedere anche a Gianfranco Fini che ora deve fare conti nuovi. Deve cioè mettere in conto che l'adunanza prossima di FLI lo vedrà mentre è "indagato per truffa aggravata". Chi troppo vuole , nulla stringe; male non fare, paura  non avere; non fare ad altri quello che non vorresti sia fatto a te; pane per focaccia; a brigante, brigante e mezzo; non dire gatto se non lo hai nel sacco; non vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso.  Eccetera. Preferisco, riferendomi a Fini, il " a brigante, brigante e mezzo", roba forte, da malavita, da vero brigante .  Non voglio far parte del corteo degli scandalizzati, perchè in Gianfranco Fini non avevo mai creduto oltre un certo limite. Diciamo che lo avevo sempre guardato con una certa simpatia  per la sua giovinezza, per la sua costante adesione a valori desueti ma nobilissimi, per un certo rigorismo eloquiale. Ora però diciamocela tutta: non capisco più niente o, meglio, l'ho messo nudo nudo, come un torsetto di mela. Ma perchè tutti quelli del entrosinistra si risentono  come verginelle tastate quando chiedo le dimissioni di Fini da Presidente della Camera  quando io lo chiedo proprio in virtù di quanto lo stesso Fini disse pubblicamente in un videomessaggio  del 25 settembre 2010 che " se fosse stato provato che Giancarlo Tulliani era il proprietario della casa di Montecarlo mi dimetterò immediatamente dalla carica"? Che Giancarlo Tulliani sia il proprietario della casa di Montecarlo ora lo dicono le prove inconfutabili che ci provengono dal Governo di Santa Lucia ed oggi lo scrivono pure alcuni giornali borghesi che sono stati sempre molto, troppo tenere col Fini. E lo sapeva anche questo blog ( prego controllare nel passato)! E allora perchè non rifarsi alla parola data il 25 settembre 2010, quado si tratta della parola sacrosanta ( fino a prova contraria) della terza caica dello Stato? E se non si dimette e se non tiene fede alla parola data, perchè vi scandalizzate se affermo che costui è un " pupazzo politico " ( satirna politica, non diffamazione )  ed uno spergiuro" ( realtà di chi non tiene fede alla parola data, nessuna diffamazione o ingiuria), che , oltre tutto,  avrebbe anche l'ardire e la faccia tosta di proporsi per guidare questo nostro Paese. Da lui neanche un ombrello da cinque euro quando piove e ne sono sprovvisto acquisterei. Alla larga.


DEDICATO A REPUBBLICA

A parte che sono passati ormai sei giorni da quando, rispondendo alle usuali diffamazioni  di Eurgenio Scalfari , Giuliano Ferrara aveva invitato ufficialmente e pubblicamente - ma senza getto di alcun guanto si intende, roba tranquilla, roba da intellettuali mica da tribuni medioevali tipo D'Avanzo e soci  - tutto lo staff di Repubblica ( Scalfari, Mauro, D'Avanzo, Spinelli, ecc) ad un dibattito televisivo e che nssuno ha avuto l'ardire di rispondere......( evidentemente avere il coraggio delle proprie idee non è caratteristica dei maggiorenti di Repubblica!), mercoledì, sempre su Repubblica, la proletaria Barbarà Spinellì , ma con appartamento  a Parigi nel " mejo arrondissement" ca va sans dire, ha fatto sfoggio del suo usuale culturame su argomenti medioorientali. E così dopo avere " predetto" che l'onda rivoluzionaria magrebina ed islamica travolgerà Israele,  " Madame " afferma testualmente che " ...è il bello della democrazia perché ben il 75% del mondo islamico ha democrazie elettive". Come come? E l'Iran? E l'Afganistan?  E la Giordania ? E la Siria? Diciamo che Madame ha preso ed ha scritto " fischi per fiaschi". Le diamo la " buona fede"? Io le darie un bel "tapiro ", altro che balle da Repubblica dei "pavidi ballisti".


DEDICATA AL PDL

Ho sentito che Luca Barbareschi vorrebbe scappare da FLI, vorrebbe, mi dicono, non avere niente più a chefare con gene con Fini, Bocchino, Granata, Briguglio, Della Vedova, ecc. E fin qui " no comment", sono problemi suoi. Ma ho anche sentito che il bel Luca si è anche recato ad Arcore a parlare con Berlusconi. Ora diventano anche " affari miei". A parte il fatto che tutto l'incontro sarà  stato ovviamente filmato e registrato dalla Stasi italiana , nel miglior stile comunista sovietico, vorrei ricordare che il bel Luca è la stessa persona che dopo aver militato nel PDL ha seguito Fini e la sua biliosa vendetta e si è trasferito con il FLI all'opposizione, spendendo anche parole di fuoco contro il PDL spesso da lui bollato come " una corte di servi di un Monarca". Vorrei anche ricrdare, così , tanto per dimosrare come il bel Luca sia un vero uomo d'onore degno di Fini:  che Luca è inquisito per due reati edilizi che riguardano, il primo, una piscina abusiva creata nella sua villa siciliana ed, il secondo,  opere modificative  nella sua casa di Roma con le quali ha anche rubato ( quando si sottrae un quid - anche in metri quadrati - ad un altro - anche ad un condominio - si " ruba" e basta) ; che reiterare per due volte lo stesso reato, come ha fatto il bel Luca,  dimostra un disrezzo della legalità pari all'arroganza ed alla strafottenza che si ha per la Legge; che il sempre bel Luca è lo stesso personaggio che - non aveva bevuto, nè spinellato - ha più volte e pubblicamente affermato - senza mai però assumere iniziative a difesa dela legalità come però sbraita quando parla per conto del FLI - di aver sentito in Parlamento due deputati che fra di loro si lamentavano (testuale) " che pure la mafuia 'sto mese non mi ha ancora pagato lo stipendio, tu capisci......". Per queste sue allarmanti e stupefacenti affermazioni pubbliche, adeguandosi perfettamente al concetto di " legalità" dei vari Fini ( indagato per truffa), Bocchino ( finanziato da tangenti di Telecom Serbia), Granata ( mantenuto dalla Regione Sicilia con finanziamenti elargiti dal mafioso Cuffaro ), dallo stesso Barbareschi ( indagato e condannato per reati edilizi) nell'evidente senso che questa ciurmaglia guarda solo alla " legalità degli altri" e mai alla propria, al sempre bel Luca anche Striscia ha dedicato un Tapiro! Vogliamo davvero rimetterci in casa uno così?

Roma, Giovedì 3 febbraio 20110

Gaetano Immè

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