Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 14 febbraio 2011

LA VITA NOSTRA , NON QUELLA DEGLI ALTRI

Ho rivisto il film " Le vite degli altri"  sullo spietato controllo personale con cui la Stasi soffocava il popolo tedesco della DDR comunista  e , alla fine, mi sono chiesto: ma quale differenza c'è fra " quelle intercettazioni" e quelle  di casa nostra su Berlulsconi? Nessuna differenza, mi sono rispostosubito. Le prime venivano avviate non perchè vi fosse la prova di un " reato" ma perchè " registrando e spiando" una persona, invisa alla classe stalinista al potere per qualsivoglia motivo, si sperava di poter ricavare un suo qualche reato. Le seconde, quelle di casa nostra, sono la stessa cosa. Però, a pensarci bene, era quasi quasi meglio vivere in quella DDR che vivere oggi da noi, perchè - eccola , mi son detto, la differenza fra la due spiate ! - nella DDR tutte le spiate e le origliate non venivano date in pasto ai giornali , non si faceva dunque luogo al
" processo mediatico" . Tutto era messo in mano alla Stasi, la quale poi , come tutti sanno, poteva anche ricorrere alla tortura, ma tutto veniva fatto nel silenzio più assoluto , nel riserbo più complice . Da noi, invece, dove apparentemente non esiste nessuna " Polizia segreta ", esiste un'organizzazione peggiore della Stasi sovetica ( la consorteria gaglioffa fra la Magistratura italiana ed i giornali ad essa asserviti ) , che non solo origlia, controlla, registra, fotografa,spia anche senza previo motivo giuridico , ma che inoltre rende subito di dominio pubblico, grazie alla interessata  complicità con i giornali delle Procure ( Il Fatto, Repubblica, Corriere della Sera, Stampa, ecc)  tutte le spiate, tutte le intercetazioni, tutte gli origliamenti così che, seppur non si rilevassero poi rilievi penali, il soggetto spiato e controllato è sarà ormai pubblicamente sputtanato, il suo lavoro perduto, la sua famiglia distrutta, i suoi  amici scappati, le sue  finanze distrutte, ecc.


STORIA D'ITALIA E UNITA' D'ITALIA. QUALCHE INFORMAZIONE E QUALCHE RIFLESSIONE

Sono riandato a rileggermi  un poco di storia patria ed ho fatto alcune scoperte interessantissime, delle quali, vista la tarda età,  mi ero completamente dimenticato. Ho così scoperto che il 17 Marzo del 1861 è la data in cui il " Regno delle Due Sicilie" è stato annesso al " Regno di Sardegna e Piemonte" dei Savoia. Altre regioni o  regni sono stati poi " annessi " in altre date. Per esempio il Veneto fu annesso nel 1866, il così detto " Stato Pontificio" nel 1870 ( Porta Pia) . Poi solo nel tardo 1919, dopo la prima guerra mondiale del 14-18 e con il " Trattato di pace di Versailles" furono " annessi" il Trentino Alto Adige ed il Friuli. Perchè, dunque, il 17 merzo 2011 questa festa dell'" Unità d'Italia " ? Conoscendo la storia e mettendo da parte ( magari!) la  boriosa retorica,  il 17 marzo del 2011 sarebbe soltanto il Centocinquantesimo anniversario di un " Regno" savoiardo. Vorrei che il Presidente della Repubblica On. Napolitano mi spiegasse allora per quale arcano motivo - roba da sindrome di Stoccolma - io, siciliano verace e " non pentito "- debba pagare un poco delle mie già troppe imposte per consentire ai mocciosi borghesi ed ai loro insegnanti di fare festa  a scuola per questioni che a me non riguardano proprio e che vengono spacciate per
" feste nazionali" . Non solo. Ma ho anche così scoperto che festeggiare questa data senza coinvolgere nè i Savoia nè quel  gran puttaniere di Vittorio Emanuele III è una pura, finissima, grandiosa, stellare
 " stronzata", perchè è un FALSO STORICO. Se non ci fossero stati nè i Savoia in genere nè quel gran puttaniere  non ci sarebbe stata annessione alcuna. Perciò, anime belle ed ipocrite, sinceri democratici che magari passate la sera a leggere Kant ed a darvi in testa il  suo " legno storto" o, peggio ancora ,  a leggere quel " cilicio in petto" di " Metafisica dei comportamenti" solo per poi farvi belli davanti agli amici,  non vi scaldate tanto per le parole di Durnwalder, della Provincia di Bolzano, il quale ha solo detto di sentirsi
" austriaco", come tra l'altro  attestano sia il suo cognome che la sua lingua. Ma cosa credete, anime belle, che l'amore per un Paese si possa imporre per Decreto Legge o per " diritto di occupazione"? Vi scandalizzate perchè Durnwalder mentre dice questo prende anche i soldi che lo Stato Italiano devolve alla Provincia di Bolzano? Che c'entra Durnwalder se a Roma c'è sempre stata la " famosa congrega dei corrotti e dei cretini  " che dal 1948 ad oggi ha elargito a piene mani denaro ( del popolo ) a palate a chicchessia , mafia -camorra-'ndragheta-sacracorona comprese, anche senza motivo,  pur di poter comandare a loro piacimento  l'Italia?   Giorgio Napolitano, tanto per fare la sua solita pessima figura,  ha inviato al Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano una dura lettera nella quale ha espresso “sorpresa e rammarico” per le frasi con cui Durnwalder ha commentato la decisione di non aderire alle celebrazioni dell’Unità d’Italia. Il Quirinale ha “rilevato” che Durnwalder non può parlare a nome di una “pretesa minoranza austriaca” e ha sottolineato la propria “fiducia che l’intera popolazione” si riconosca nelle celebrazioni. Così il nostro Presidente si è beccato questa meritata risposta  da parte di Durnwalder.

Il gruppo linguistico tedesco non ha nulla da festeggiare. Nel 1919 non ci è stato chiesto se volevamo fare parte dello Stato italiano e per questo non parteciperò ai festeggiamenti”. Gli assessori italiani sono liberi di festeggiare l’unità d’Italia, ma non in rappresentanza della Provincia autonoma. Non voglio riaprire vecchie ferite, lasciamo invece che tutti i gruppi abbiano la possibilità di partecipare o meno, rispettando le diverse sensibilità. Ho il massimo rispetto verso i sentimenti di chi vuole festeggiare, ma chiedo la stessa comprensione per chi non la pensa allo stesso modo.Se i tre gruppi linguistici  fossero della stessa opinione, non avrei difficoltà a rappresentarli, ma mentre i concittadini di lingua italiana hanno sicuramente un motivo legittimo per celebrare quella ricorrenza, tedeschi e ladini hanno molte e giustificabili perplessità.Il suo definitivo no alle celebrazioni de i 150 anni d’Italia,non mette ovviamente in discussione la lealtà istituzionale della Provincia di Bolzano verso lo Stato italiano: io rispetto in pieno la Costituzione italiana, con lo Stato abbiamo sviluppato una forma di autonomia moderna e, credo, ben amministrata nell’interesse di tutti i gruppi linguistici”.
Presidente Napolitano, si prenda questa bella lezione di democrazia " dal basso" da questo "  tedesco annesso" e impari a starsene zitto quando le vengono in mente simili trombonate. Anime belle, ricordatevelo, dentro quella " consorteria " di infami , di corrotti e di imbecilli  c'eravate anche voi,  voi  e i vostri predecessori e maestri. Per chi vi conosce bene , come vi conosco io, io,  che vi sopporto come un Giobbe da settantadue anni, non c'è stupore alcuno  nel vedervi oggi ipocriti, falsi, infami finti  difensori di questa ridicola e falsa "unità d'Italia" ; voi, gli stessi che  per sessanta e passa anni avete fatto dell'amore libero la vostra bandiera , della  negazione dei valori del Risorgimento e della Patria il vostro vessillo, voi che avete sempre e solo  adorato i valori della Resistenza e del  comunismo, non ci può essere sorpresa alcuna. Ma disprezzo tanto.


CLASSICO ESEMPIO DELL'UDC,  IL PARTITO DI CASINI

Le intemerate ridicole dell'On Vietti ( UDC, cioè Casini) fanno scompisciare dal ridere. Oggi vicepresidente del CSM in sosituzione dell'On Mancino, Vietti oggi esecra le parole dell'On. Berlusconi che accusa apertamente taluni P.M. di un accanimento giudiziario nei suoi confronti per chiari fini eversivi. Stento a capire, mi si consenta, se chi ha parlato così, tipo Zaratustra,sia  lo stesso On Vietti che nell'anno 2004, in qualità di Sottosegretario alla Giustizia del Governo Berlusconi II denunciava urbi et orbi il pericolo di una nuova sostituzone per via giudiziaria e non democratica del governo eletto dal popolo italiano ! Oppure se sia sempre lo stesso On Vietti , sempre della stessa UDC di Casini che si erge a difensore del CSM e quindi della legalità mentre in Sicilia, tanto per fare un esempio, faceva " culu i cammisa "( culoe camicia) con il Signor Cannolo, al secolo Salvatore Cuffaro, sempre dell'UDC che portava alla congrega dell'UDC i voti della mafia, reato per il quale Mr Cannolo è stato da poco condannato ad anni sette di galera in via definitiva.


Roma lunedì 14 febbraio 2011

Gaetano Immè

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