Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 17 febbraio 2011

L'IMBROGLIONE CHE IMBROGLIA SEMPRE E TUTTI. ANCHE I COMPAGNI DI PARTITO.

A proposito di quel famoso " ago nel pagliaio" così difficile da trovare, intendo dire della " coerenza" da parte degli schizofrenici politici di sinistra. Oggi tocca al campione degli imbroglioni, a Di Pietro Antonio, un ex impiegato dello Stato che ha utliizzato il  suo incarico di pubblico ufficiale ( era un Magistrato) per ottenere da una parte politica ( la sinistra ) la garanzia di una carriera politica ( si è infatti dimesso dalla Magistratura dopo Mani Pulite ed è diventato - ma va? - Senatoredel PCI al Mugello) quale corrispettivo per aver condannato a morte  politica e giuridica  solo alcuni partiti politici ( DC di centrodestra, PSI, PSDI, PLI, ecc)  così  salvando  solo la DC di sinistra ed il PCI  di Occhetto ai  quali aveva consegnato l'Italia come un piatto precotto da gustare  : una " relationship" che, nelle Pandette, dovrebbe configurare un pesante reato noto sotto il nome di " concussione". Se in Italia, come a Berlino, ci fosse un Giudice! Costui è indagato  dalla Procura di Milano per la " presunta truffa sui rimborsi elettorali"che questo campione degli imbroglioni , con artifizi e raggiri,  ha sottratto al partito politico IDV eper incassarli personalmente. Come tutti gli imbroglioni del mondo, costui si spaccia per uomo probo e rispettoso della Legge e finge di sgolarsi inorridito contro " il legittimo impedimento" che consentirebbe "  a  Berlusconi di sottrarsi al processo!" Bene, questo campione della legalità e della coerenza ( solo degli e per gli altri), convocato per una udienza dalla Procura di Milano per il processo a suo carico, se ne è altamente fregato della Magistratura, non ha fatto altro che mandare il suo avvocato, tale Avvocato Maruccio Vincenzo per comunicare che " era costretto da altri impegni in altri luoghi!". Un vero e proprio " legittimo impedimento" ad Toninum! Che coerenza! Che alta moralità! Che rispetto per la Legge! Ma , come  direbbe il divo Giulio, non sarà che
" come fra cani non si mozzicano" e che i suoi ex colleghi Magistrati si buttano per terra in adorazione del politico imbroglione sperando in qualche bel seggio futuro......Sai com'è! Se l'ha fatto lui, perchè non possono farlo anche altri ?

SCHIENE DRITTE, CULI ALLA PECORINA E SENSO DELLA MISURA ( CHE MANCA ).

A proposito di " schiene dritte" o di " culi  alla pecorina ", che dire di tale Paolo Mauri che , alcuni giorni orsono, su Repubblica ( e dove, sennò?) , ha pubblicato una recensione del libro " Per l'alto mare aperto "  critto recentemente ( credo sia uscito il maggio scorso) da Eugenio Scalfari ? Scalfari è stato paragonato da Mauri - tanto per gradire - a Virgilio, a Ulisse, a Diderot, a Montaigne, a Cervantes, a Baudelaire, a D'Alembert, a Joyce, a Kundera, a Nietzsche, a Riike, a Leopardi, a Calvino, a Proust, a Montale. Comunque Paolo Mauri è stato quasi " sobrio" se paragonato a quel che scrisse di questo libro Alberto Asor Rosa ( più noto come " quello dal cognone che si legge anche al contrario" che per le sue opere letterarie) che aveva paragonato Scalfari non solo ai nomi indicati  da Mauri, ma vi aveva anche aggiunto - melius abundare quam deficere - Pascal, Tocqueville, Spinoza, Marx, Cartesio, Kant, Tolstoj, Dostoevskij. A questo punto non poteva mancare anche Il Corriere della Sera sul quale il filologo Cesare Segre aggiungeva al già copioso elenco , in nome della sobrietà che è la " cifra" della testata, solo  Kojeve e Fumaroli. Uno smacco per Valter Veltroni che nel 2004 con il romanzo " Senza Patricio" dovette accontantarsi d'essere paragonato, sempre da Repubblica ( e dove, sennò?), a Pirandello, Konrad, Borges, Chagall, Leopardi, Toulouse-Lautrec, Henry James, Tarkovskji, Jan Mc Ewan. Sappiamo tutti come andò a finire " Senza Patricio".


LA DONNA E' MOBILE QUAL CRETINA AL VENTO

Ho visto, sere fà, ad un telegiornale, una Franca Rame invasata che strepitava come una oca starnazzante o una prefica professionale contro " l'uso del corpo delle donne". La stessa Franca Rame che stava, alcuni anni orsono, alla testa dei cortei delle femministe  e che -oltre che lanciare sconcezze postribolari - urlava contro chi pretendeva di gestire il corpo delle donne, oggi fa la stessa cosa - urla - ma contro quelle donne che si gestiscono il corpo come pare e piace a loro stesse . E' troppo chiedere alla donna del " buffone " ,  cornuta consenziente (che ha permesso per una vita  a Dario Fo di fare scempio di svariati corpi di donna e del loro " bel tesoro") che è arrivata l'ora di andare a studiare un poco di " coerenza" e di " dignità"?

F L I 

Chi , aderendo al FLI, era convinto di aver scelto la vita pubblica per pura ideologia senza cercare alcuna  convenienza personale deve necessariamente porsi il problema del proprio futuro politico fornendo una risposta non solo credibile ma anche onorevole. Parlo, ripeto,  di coloro che hanno aderito al  F L I . Non voleva credere che il FLI non era un partito politico, ma solo l'aspetto politico dell'odio e del rancore personale che Fini ha nutrito contro Berlusconi: non poteva dunque reggere alla prova dei fatti politici. Piegare la testa di fronte alla decisione di Gianfranco Fini di nominare Italo Bocchino vice presidente di Fli compiendo un atto di sottomissione (che comporta per l’immediato e per il futuro l’adesione acritica alla volontà del leader) o no? Chi sceglie il si  non può illudersi di rinviare a domani una propria eventuale dissociazione. Non può, ad esempio, accettare di ingoiare , suo malgrado , la promozione, in puro stile fascista e sovietico,  di un Italo Bocchino pensando in cuor suo di riprendersi la propria libertà solo  in caso di alleanza di Fli con la sinistra o di ingresso nel Terzo Polo con accettazione acritica  della leadership di Pierferdinando Casini. Cioè che i vari Urso, Ronchi, Viespoli, Rosso, Barbareschi ed altri decidano di unire le proprie forze e dare vita ad un gruppo autonomo ancorato non già alla fedeltà ad un capo ( che peraltro  nessuno richiede nel PdL)  ma al rispetto ed alla difesa dei valori del centro destra liberale,laico  e bipolare non è certo impossibile.Di sicuro sarebbe auspicabile. Perché un soggetto autonomo rispetto a Fli ed al Pdl ma collocato sicuramente nel centro destra avrebbe funzione e spazio politico. Ed aiuterebbe il paese a superare la gravissima emergenza del momento.

MA QUALE GIUSTIZIA !
 
Al fondo di tutte le proteste, richieste e ultimatum,parlo di Berlusconi,  c’è soprattutto la cancellazione dell’immunità parlamentare, vigente però nel Parlamento europeo e l’ultima iniziativa della Procura milanese con la chiamata in giudizio dello stesso per il 6 aprile.Un processo immediato del quale peraltro non si sa come e se finirà. Sappiamo però che è sostanzialmente inutile: perché il processo è già stato svolto su giornali e Tv mondiali. Non scopriamo l’acqua calda e ci stiamo ripetendo. Il fatto è che la contrapposizione al Cavaliere esiste ed è pure ribadita.. Sono la bellezza di diciotto anni che Magistrati e sinistra si accaniscono su Berlusconi e sul PdL ma non sono rusciti a cavare un ragno dal buco. Le origini di questo gaglioffo uso politico della Giustizia , tuttavia, vanno cercate-oltre che nel golpe della costituzione del 1994- anche  nell’anomalia giuridica  profonda di una giustizia in cui il Pm è il dominus, l’artefice, il programmatore e il conduttore delle danze sia pre-processuali che mediatiche. Naturalmente bastavano poche riforme, come il ripristino del testo originario dell'articolo 68 della Costituzione, come la separazione delle carriere dei Magistrati, ma.è evidente che quello che arreca bene al Paese non è gradito all'opposizione. Nel processo penale italiano, l’accusa, in altri termini, ha uno spazio iperbolico e ultrapotente rispetto alla difesa e poi il circo mediatico-giudiziario fa da boia e da mozzorecchi, da Mastro Titta. La contrapposizione, ancora, ha motivazioni politiche perché molte iniziative procuratizie producono risultati politici prima ancora che giudiziari.Il problema non è tanto o soltanto delle intercettazioni, quanto e soprattutto l’impressione, sempre più avvertita dall’opinione pubblica, che ci sono indagati di serie A, ai quali è (stata) riservata sia la gogna che l’obbligo di presentarsi dai Pm, a capo chino; e indagati di serie B, ai quali questo obbligo perentorio non è mai stato rivolto dai Pm. Non per niente negli USA, la più grand democrazia dell'occidente, le intercettazioni sono considerate un reato di " ostacolo alla giustizia" e chi contravviene si fa  venti anni di galera.  Negli anni del grande terrore giudiziario i postcomunisti Occhetto, D’Alema, Fassino, Veltroni il cui cassiere ( Greganti Primo)  prese in consegna a Botteghe Oscure la valigetta miliardaria di Gardini, non furono nè avvisati nè tantomeno chiamati a deporre in tribunale, come tutti gli altri leader, compreso Bossi.Il teorema del non poteva non sapere fu applicato a Craxi e ai segretari del pentapartito, ma mai ai segretari del Pci-Pds-Ds. Devo ancora ricordare, per render il concetto eclatante, come la Giustizia usi due pesi e due misure ( altro che giustizia uguale per tutti.)  un esempio" fumante ".  Ruby- Berlusconi: in circa settantagiorni la Procura celebra il processo a Berlusconi e per direttissima. Invece sugli imbrogli  della " Missione
arcobaleno" , con D'Alema Primo Ministro e Barbieri alla Protezione civile, ci sono state tutta una serie di clamorose schifezze che puzzano lontano un miglio di imbroglio,  ma sulle quali le anime belle  tacciono. Cito: l'originario  P.M. della Procura di Bari che portò avanti l'inchiesta penale Arcobaleno per  i primi tre anni fu tale Emiliano; poi Emiliano " accettò" di candidarsi per il PD ( dove c'era lo stesso D'Alema!) a Sindaco di Bari ( ma guarda che combinazione)! Conflitto di interessi ? Esempio di corruzione ? Reato di concussione? Ma quando mai!). Emiliano vinse le elezioni e si dimise dalla Magistratura. Il processo Arcobaleno passò dunque ad altro P.M. che, come vuole prassi ( prassi ferrea che vale per tutti, meno che per il Processo Mills, perchè per questo giudizio il Giudice Gandus - che si era fatta nel frattempo trasferire ad altra sede ed incarico - ha accettato un suo temporaneo ritorno alla Procura di Milano-  a riprova che la Giustizia è proprio disuguale per tutti!)  ricominciò tutto daccapo facendo così passare altri sei anni, senza alcun atto giudiziario concreto. Ora anche quel Magistrato è stato trasferito ed è arrivato un nuovo Magistrato. Siamo in Puglia, nella splendida Puglia, nel Regno di D'Alema  e, guarda caso, si avvicina proprio per D'Alema e per Barbieri, a velocità supesonica, la " giusta prescrizione". Tutti zitti i grandi
" sinceramente democratici"! Il magistrato Nordio ha ricordato che lui stesso non inviò avvisi di garanzia in base a quel teorema ( non poteva non sapere ) perché si sentiva giudice garantista, autonomo, indipendente.Successivamente, nel 2005, nel pieno della Seconda Repubblica, esplose la vicenda “abbiamo una banca”, collegata all’Unipol/BNL con le triangolazioni intercettate fra Consorte-Fassino-D’Alema. Clementina  Forleo, il Pm che seguiva il caso, inviò l’avviso di garanzia ai politici che, dal canto loro, si proclamavano innocenti e pronti a rispondere ai giudici. Potevano benissimo rinunciare all’immunità di parlamentare europeo che spettava loro. Ma se ne guardarono bene. L’Assemblea di Strasburgo negò l’autorizzazione a procedere. Nessun interrogatorio, nessun processo, nessuna condanna e sempre tutti zitti, i signori " sinceramente democratici", tutte le anime belle indignate e prefiche a comando. La Forleo fu mandata in altra sede, via da Milano. E il sospetto di una vendetta per avere osato toccare gli intoccabili, è abbastanza diffuso. Intanto, i vari D’Alema, Veltroni ecc, gridano allo scandalo di Berlusconi che si contrappone, che non va dai giudici, che reclama il tribunale dei ministri, che invoca  la sovranità parlamentare. Una sfida all’ Ok Corral giudiziario. Colpevole dunque fino a prova contraria, questo il teorema anti-berlusconi con accuse pesanti, infamanti, tutte da dimostrare. E via al tirassegno mediatico contro di lui con richieste di dimissioni che arrivano da più parti e con la schiera dei perbenisti di facciata pronta a manifestare il proprio disgusto per una questione che offre  una cattiva immagine del Paese. Questo in nome della Giustizia? Del decoro istituzionale? Tutto lecito, non importa se per arrivare al Premier, hanno intercettato mezzo mondo, non è vincolante il parere negativo della Camera dei Deputati. E' in atto una sorta di lapidazione senza processo, allaislamico- iraniana, con  la condanna, pesante, già decretata dagli Ayatollah di casa nostra. La storia si ripete, Berlusconi Silvio , come Leone, come Craxi, bersagliato da cannonate giudiziarie e chissà che il pool di Milano, lo stesso che si interessò del leader socialista, non sogni che il Premier fugga in esilio anche lui come il suo illustre amico, andandosi a rifugiare in una delle sue splendide residenze oltre oceano. Giustizia sommaria per abbattere il Premier, visto che, politicamente, nessuna forza politica o coalizione vi è riuscita. Far West politico che fa venire i brividi e la voglia di fare i bagagli e di andare a vivere altrove, magari a Montecarlo, dove il Signor Fini in Tulliani ci ha dimostrato che per comprare casa ci vogliono pochi soldi.


 
 
LE FACCE DI TOLLA
 
Indicibile la faccia tosta di Corrado Augias ! Sotto quell'aria falsamente mite e dimessa da " io sono un intellettuale" si cela non solo una ex spia della Stasi in Italia, ma una persona che usa prendere per il culo gli italiani nascondendosi vigliaccamente dietro una  macchina da presa. Questa faccia da schiaffi che crive libri rubicchiando quà e là da altri autori, che vive di tivù pubblica in quota sinistra spacciandosi per intellettuale ma che meriterebbe il titolo di PARA-GURU, l'altro giorno, su RAI3 ( e dove, sennò?) parlando a proposito del 150esimo anniversario della così detta Unità d'Italia, ha intervistato un francese  ed un italiano che risiede in Francia da circa trenta anni . Con loro, al termine della trasmissione, ha voluto parlare della situazione dell'Italia di oggi. Con questi due, che dell'Italia non sapevano nulla. Ma guarda caso ne ha trovato due che all'unisono hanno detto solo peste e conra del nostro Paese, come fossero stati imbeccati . Ovvio che la faccia da schiaffi godeva come un bastardo, tanto a lui del decoro del Paese non importa una minchia. Fatta questa bella recita e sceneggiata (che a Merola avrebbe scucito un baffo) il Signorino lindo e profumato ha bacchettato gli italiani di andare subito a pagare il canone per consentire il necessario pluralismo . E certo! Per pagare programmi come il suo!
 
 
Roma giovedì 17 febbraio 2011
 
Gaetano Immè

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