Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 19 febbraio 2011

SE QUESTO E'  UN UOMO 

(di cui fidarsi!)


Nella  disfatta si vede l'uomo, si appalesa  la sua tempra, nella vita quotidiana si vede la sua pasta, il suo carattere, troppo facile trovarsi davanti alla vittoria, circondati dai tanti Richelieu sempre presenti, adulati dai servi sciocchi  mai assenti all'appello, occhieggiati dai  interessati tifosi. Se l'uomo è mosso da veri ed autentici  valori ideali nei quali crede, la vittoria diventa un godimento dell'anima e dello spirito,  da condividere con chi in quegli stessi ideali ha creduto  crede e per i quali si è battuto. La disfatta, invece, siccome il " no" educa il bambino,  educa l'uomo, lo abitua all'esercizio democratico del mettersi in discussione, lo allena al confronto corretto e rispettoso con gli altri, lo spinge a ricercare e trovare  in se stesso le corde giuste per tornare a  vincere,  lo costringe  a fare i conti con sè stesso, con le sue idee, con i suoi principi, con i suoi valori, con tutto quello insomma  di cui è portatore, corifeo e propugnatore. Questo vale sempre per l'uomo: nello sport, nella vita, nella famiglia, fra gli amici, fra i nemici, nella politica. Quanti uomini hanno trovato la dignità e la resurrezione nella sconfitta? Perdere una partita, nello sport, dovrebbe significare applaudire l'avversario vincitore ma anche ritrovare le forze per una prossima vittoria appagante. Da Socrate e dalla sua cicuta sù sù, andando avanti con lo scorrere del tempo, fino ai nostri giorni, la storia  è piena di resurrezioni umane, di purificazioni spirituali. Con la sconfitta inizia una catarsi dell'uomo che precipita dall'empireo del delirio di onnipotenza alla stalla melmosa della solitudine  della dignitosa sconfitta , al fango dal quale ricominciare - con la calma determinazione del contadino che s'avvia in pace alla fatica del giorno -  la salita verso le mete sognate . L'uomo deve toccare il fondo del barile, deve sprofondare nella sua sconfitta, deve conviverci, deve metabolizzarla , capirne le profonde ragioni per arrivare a nobilitarla  con una personale accettazione dei propri errori,  senza ricercare falsi alibi, falsi paraventi, senza trincerarsi nelle anguste trincee del dare le colpe solo agli altri pur di trovare un motivo per   una autoassoluzione facile e miserabile, tutti schermi gaglioffi dietro i quali nascondere , in verità,  la propria incapacità intellettuale di  una sana e vera resurrezione umana, per riniziare la salita , per ritornare " a riveder le stelle". Sempre che sia un uomo vero e che sia mosso da solidi ideali.

Ma non è il caso di Gianfranco Fini, proprio no. Che costui scarichi astioso e iroso veleno contro la sua pattuglia che lo abbandona e contro Berlusconi, cercando di addebitare alla presunta  corruzione berlusconiana la causa della sua sconfitta politica , ignorando quella libertà di Mandato prevista dalla Costituzione e della quale si è sciacquato  la bocca per legittimare come " idea progressista"  il suo abbandono del PdL, offende e disgusta qualsiasi animo onesto. Non avendo le capacità mentali per comprendere la genesi , umana e politica della sua disfatta , questo ridicolo Presidente della Camera tratta i suoi seguaci come gentaglia facile preda del potere economico di Berlusconi che li avrebbe " comprati" e , lanciando temerarie diffamazioni ed accuse  di " corruttore " ad una  carica istituzionale dello Stato italiano. Presiedendo sempre indegnamente  la Camera, questo nano politico dovrebbe ben sapere che perdere consenso in Parlamento è il sale ed anche il pepe di una corretta democrazia che si basi non sulla fidelizzazione carismatica del "capo" - come andavano le cose nell'Unione sovietica, o nel Fascismo o nel Nazismo o ancora nel MSI,  in AN ed anche altrove ancora oggi , a sinistra - ma sui valori ideali, oltre che sull'articolo 67 della Costituzione. Ma perdere consensi non autorizza nessuno, tanto meno la terza carica dello Stato, a perdere  staffe,  testa,  dignità ed educazione e ad abbassarsi al livello di una "fruttarola" da mercato rionale lanciando sguaiati e volgari attacchi verso cariche istituzionali solo per nascondere il fallimento del proprio progetto politico, per tentare di addossare ad altri - con somma viltà d'animmo e vigliaccheria di corpo - le colpe - tutte sue - della liquefazione , tipo sangue di San Gennaro, di un partitino da unovirgolaqualcosapercento che è stato il  suo FLI. Questo nanetto intellettuale senza dignità e senza progetto politico ha dimostrato a tutto il mondo come in effetti il suo partitino non aveva altra genesi che il sordo ed impotente  rancore , l'odio personale contro Berlusconi, rancori ed avversioni nate non certo per principi politici, non per valori sociali divergenti, ma solo per una donna, la sua attuale compagna , della quale ha assunto famiglia e quasi  anche il cognome come uno " Zio Micchè" qualsiasi , sbeffeggiata a suo tempo da Canale 5 , ad opera di " Striscia " di Antonio Ricci , presentata come una oculata  dispensatrice dei piaceri della " bella grazia sua" solo ad attempati signori , anche vecchiotti, anche bavosetti,  purchè  ricconi (dai suoi ventidue anni ai suoi trentadue anni è stata con  tale Luciano Gaucci , all'inizio sessantaduenne padre del suo precedente ragazzo ) e potenti politici ( vedi lui stesso ) . Un nanetto che pontifica contro l'uso del corpo della donna, mentre per  usare proprio il  corpo di quella donna, anche se usato, anche se di terza mano, ridicolizza e squalifica un Paese intero. Non è questo un comportamento rassicurante per la dignità e per l'onorabilità costituzionale, non si tratta di " peccati privati" smerciati per "reati pubblici" ma di veri e propri "reati istituzionali e pubblici" davanti ai quali invito formalmente e fermamente  l'On. Napolitano ad un chiaro intervento redarguitorio. Non prolunghi oltremodo, il Capo dello Stato, questo suo incomprensibile silenzio su questo farsesco Presidente della Camera,  che ne farebbe  non un Presidente della Repubblica Italiana , ma solo un complice di una banda di gentaglia gaglioffa .

Una banda numerosa e ben nutrita, ben sistemata come conto in banca,  da cinquanta e passa anni di clientelare consociatiivismo fra la DC ed il PCI, una ciurmaglia che contava  le giuste amicizie " là dove si puote ciò che si vuole "e che solo lo spoil-sistem del centrodestra ha momentaneamente messo fuori della porta dietro la quale latrano,   una vera consorteria gaglioffa  che per meschino tornaconto economico e  politico od anche, ed è peggio, per pura cecità politica o ancora, peggio,  per puro e viscerale odio contro Berlusconi ( la politica, quì, non c'entra, c'entra solo l'urgenza di far visitare queste persone da uno psichiatra bravo che sappia curare la loro schizofrenica biliosità ) hanno adulato il nano,  inducendolo a iperbolici sogni di gloria ma sfruttando questo nuovo " utile idiota"  finoa condurlo alla sua disfatta ed abbandonandolo, senza il minimo rimpianto e senza scuse, in prossimità della  sua odierna  Waterloo senza dignità. Tutta gente che da venti anni non cava un ragno dal buco usando un antiberlusconismo ridicolo, gente che ha pagato corrispettivi politici ed economici salatissimi a favore di ex Magistrati politicizzati, da loro  incaricati di attuare  dal 1992 un golpe giudiziario,  con ventinove processi istruiti  dal 1995 ad oggi a carico di Berlusconi ( senza ottenere una condanna che sia una ) , di gente che sogna ancora,   a settanta anni , non avendo certo altre preoccupazioni, di giocare a fare la rivoluzione tipo sessantotto, gente che invoca " abbattiamo Berlusconi con qualsiasi mezzo fuorchè con il voto popolare" ,  che sogna il Magreb incitando con le parole al ritorno del brigatismo rosso degli anni di piombo come viatico per sgombrare il campo politico italiano non solo e non tanto di Silvio Berlusconi, ma di  tutto quel popolo che non ha mai votato e mai voterà  il centrosinistra ( la stragrande maggioranza del popolo italiano). Come non ricordare il povero Eugnio Scalfari, l'uomo che vanta il record delle sconfitte politiche non avendone azzeccata una che è una per tutti i suoi ottanta e passa anni quando su Repubblica ( e dove, sennò?) vaticinava ( si tratta di un filosofo, mica di un pisquano qualsiasi) " che una destra come quella tratteggiata da Fini sarebbe la fine del berlusconismo". Come dimenticare nel coro dei melensi il " sondaggista berlingueriano da sballo" da RAI3, Nando Pagnoncelli che a Ballarò ( e dove, sennò?) a Dicembre scorso prevedeva " Berlusconi al 41%, Bersani al 45% e Fini al 51% "? E come non ricordare gli altri massimi esperti politologi, quali Massimo Cacciari ( Il PdL non sta più in piedi!), l'immarcescibile P.L.Battista , quello che per lavoro da ragione a tutti, ( Il partito che Fini ha fatto nascere a Perugia è una proiezione di un'anima autentica del centrodestra), la cantante Mannoia (Fini formi un partito di gente onesta . a sinistra lo aspettiamo) e poi Pasquino, Cardini, Marramao, Flore D'Arcais, Asor Rosa, Spinelli, ecc?


MATEMATICA ATTUARIALE E GIUSTIZIA

Dunque ,  cinque donne per un imputato. Meglio, cinque donne che devono giudicare un imputato uomo  per presunti reati contro una donna. In America, dove la democrazia è nel sangue della gente  dalla sua scoperta mentre qui da noi è sempre " nel sangue" , ma solo di quelli che per essa sono stati trucidati ( Falcone, Borsellino, Calabresi, le vittime della strage di Bologna, le vittime della strage di Fiazza Fontana, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Ezio Tarantelli, Marco Biagi, ecc) dalle Brigate Rosse, studiano anche la composizione delle giurie popolari. Ecco, in America non sarebbe mai successo , non solo che fossero divulgate le intercettazioni ( costituisce un reato di intralcio alla giustizia, pena edittale sui venti anni mica cavoli), ma anche che un uomo possa essere giudicato da sole donne quando, come nel caso di Berlusconi, i reati ipotizzati sono di quelli che sconvolgono di più le donne che non gli uomini. Però, tutto questo a parte, sempre nel convincimento che questo processo è inutile perchè lo scopo della combutta fra sinistra e Magistratura politicazzata era lo sputtanamento mediatico di Berlusconi avvenuto di già senza che nessuno pagherà un centesimo se le accuse si dimostrassero infondate, mi ha colpito tutte queste donne.....Ho fatto una rapida ricerca ed avvalendomi dell' avere studiato Matematica Attuariale ( studio del calcolo delle prbabilità ), ho tirato giù alcuni calcoletti. Dunque sono donne i tre Giudici, donna è il P.M. , donna è il GIP. Le donne costituiscono circa il 40% della Magistratura. Le probabilità che la totale femminilità del collegio giudicante del processo sia opera del caso corrisponde alla probabilità che hanno cinque numeri  vengano sorteggiati sempre all'interno di quel quaranta per cento. Mi viene fuori una probabilità estremamente esigua, come è comprensibile anche al di là della pura Matematica. Diciamo che il calcolo probabilistico fornisce la misra dell'1,7%. Il 100% è la certezza dell'evento e gli eventi che abbiano meno del cinque per cento di probabilità di verificarsi vengono, sempre in Matematica attuariale, classificati come " imputabili" a fattori estranei al campo probabilistico. Vogliamo dire apetamento che pare proprio fatto apposta? E via diciamolo pure, visto che abbiamo a che fare con un Procuratore Capo che di bugie ne ha dette parecchie in questi ultimi tempi. Per terminare e per ammonire l'illustre imputato: una poesia di Totò:" 'A femmena è 'na bella criatura/e quase sempe è ddoce comm' 'o mmele/ ma e' vvote chistu mmele pe' sventura/ perde 'a ducezza e addeventa fele!" 

Roma venerdì 18 febbraio 2011

Gaetano Immè

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