Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 1 marzo 2011

ANCORA SU UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA TROPPO SILENTE E DISTRATTO: BUONA NORMA COSTITUZIONALE O ORGANIZZAZIONE POLITICA BELLA E BUONA?

E' buona norma non strepitare mai per i torti subiti, non stigmatizzare le scorrettezze subìte ,  farsi prendere dalla rabbia, dal rancore, dal desiderio di addossare ad altri le colpe è sempre un sintomo di estrema debolezza mentale e psicologia; tanto il tempo si è sempre dimostrato un vero galantuomo. Così plaudo con compiacimento  all'assoluto silenzio che ha caratterizzato l'assordante ed imbarazzato silenzio del Colle davanti alle grottesche sceneggiate istituzionali di questo ridicolo  Presidete della Camera.

 Nel considerare questi recenti fatti, non dobbiamo poi allosutamente dimenticare o sottovalutare che costui, e non a caso, è anche  inquisito dalla Procura di Roma - mettiamo anche questo nel dovuto conto - come presunto autore di una vergognosa truffa ai danni del suo ex partito politico. Perché se vi è, come vi é in questo caso, una denuncia da parte di coloro che si ritengono truffati dalle gaglioffesche azioni di Fini con prove tali da indurli a presentare una denuncia penale alla Procura della Repubblica, qualcosa vorrà pure dire. Ed a chi non riuscisse a capire, faccio rilevare che una cosa è essere imputato di truffa non direttamente dai " presunti truffati" ma da  qualche P.M. (che trae i suoi elementi dallo studio postumo di scartoffie ormai consunte da tempo) ed altra cosa è essere invece denunciato penalmente per truffa dagli stessi truffati e appena scoperta la presunta truffa ,  entro i perentori termini ed assumendosi ogni responsabilità discendente dalla denuncia stessa. Perché la prima ipotesi é la evidente e postuma  " ricerca di una eventuale truffa", mentre la seconda ipotesi è una vera e propria lamentata truffa. Poi si potrà discutere se vi siano o meno le prove sufficienti a dimostrare il reato , se le prove siano idonee o meno, se il lamentato danno patrimoniale integri compiutamente il reato penale di truffa o invece un  illecito che trova rifugio più nel diritto risarcitorio civile che non in quello dei reati penali. Ed anche nel secondo caso, saremmo sempre in presenza di un Presidente della Camera che non dovrebbe " penalmente " rispondere di un "reato penale  " di truffa, ma saremmo pur sempre davanti ad una persona
adusa a danneggiare per il proprio interesse e tornaconto i legittmi interessi di altre persone. Dunque non solo un Fini costituzionalmente illecito,  perché terza carica dello Stato ed anche leader politico di un partito politico, ma anche un uomo che , alla sintesi, o ha truffao  o  ha danneggiato altri.  Ma,se non è zuppa, é pan bagnato.

Davanti alle sgangherate accuse con le quali  il leader di F L I  - nonché Presidente della Camera - ha pubblicamente ingiuriato la Camera dei Deputati, i Deputati tutti,   il sistema Istituzionale tutto,  davanti al
diffamatorio vaniloquio del Presidente della Camera biliosamente urlato  dal suo scranno istituzionale  contro quei Parlamentari che avevano deciso di abbandonare il  suo deludente F L I ( come consente il dettato Costituzionale  che prevede  l'assenza del  vincolo di mandato )  dipinti da costui come dei
" venduti e corrotti" senza fornire alcuna prova , lascia stupiti il preoccupante silenzio di Napolitano.
Se non sbaglio è precipuo compito del Presidente della Repubblica , come prevede l'articolo 87 della Costituzione al suo primo comma, rappresentare l'unità nazionale come Capo dello Stato e come tale non può impunemente e silentemente assistere alla denigrazione grauita, all'invettiva, alla diffamazione gratuita degli organi dello Stato stesso. Non si tratta di esprimere giudizi politici, nè di parteggiare per chicchessia, quì si tratta di mettere in campo lo stesso acume isttuzionale mostrato spesso da Napolitano nei confronti di istituzioni anche nel caso di Fini. Questo silenzio mi insospettisce e mi preoccupa perché quello che temo é che non solo la terza carica dello Stato, mosso dalla sua invidia e da suo bilioso rancore personale, stia giocando la partita politica come giocaore anziché come arbitro, ma che lo stesso stia facendo anche la prima carica istituzionale. La rettitudine, la sobroetà, il terzismo, l'essere " super partes" non si conquistano affermando di esserlo con le parole, come con una autoassoluzione, ma conquistandolo con le azioni concrete. E Napolitano non può permettersi di tacere su Fini, anzi è ora che la smetta di giocare sporco. Sappia però che oltre queste parole nessuno gli chiede altro. E' come dire: uomo avvisato, mezzo salvato. "Or si parrà" - disse qualcuno- " la tua nobilitate". La aspettiamo con curosità, Presidente. Aspettiamo in silenzio e con rispetto. Ma se da Colle non arrivassero in un tempo ragionevole parole chiare e forti, allora non si lagni, Signor Presidente , se poi saremo noi a lanciare contro di Lei , come guanto di sfida in piena facia, l'elenco delle sue inadempienze e delle sue colpevolezze.


ADDOSSO ALLA LEGGE BASAGLIA

Notizia ascoltata in macchina, alla radio, oggi verso le diciannove. Riferisce Radio anch'io che il Prof. Romano Prodi sia stato inviatato a ritornare sulla scena politica da alcuni suoi supporters. Effetto collaterale della Legge Basaglia, che ha svuotato i manicomi e riempito le piazze.

GRANDE IMBROGLIONE E FACCIA TOSTA

Di Pietro manifesta davanti al Pio Albergo Trivulzio per la faccenda delle case ai VIP. Il Grande Imbroglione molisano ciancia giacobinate e vomita insulti come al solito, ad uso e consumo dei suoi degni seguaci, tipo quel ' infame di Leoluca Cascio Orlando,  responsabile del suicidio del Maresciallo Lombardi , che ancora trova la faccia tosta di parlare in televisione ( alle " loro " trasmissioni, così da non avere nessuno che gliele canti in facia) , lo svergognato. A sua volta il Grande Imbroglione rivaleggia con il suo sodale e si permette anche di sproloquiare sul PAT e sulle case a prezzi stracciati ad amici edamici degli amici. Lui si è dimenticato - ma noi no! - di quando, da P.M del ool di Mani Pulite del Tribunale di Milano - un esempio di  specchiata legalità non c'é che dire - le case del PAT se le faceva prestare gratis dai suoi indagati, non c'era mica bisogno di mettere in mezzo il PAT, dai quali si faceva anche prestare centinaia di milioni di lire, non c'era mica bisogno di rivolgersi ad una Banca, oppure vetture  mercedes e regali vari....Tutte cose che  restituiva solo quando veniva messo con le spalle al muro, davanti ad un prossimo giudizio, quando veniva svergognato in pubblico. I soldi li rendeva , guarda caso, tutti in contanti, dentro a scatole di scarpe, le altre cose non si sa.....


SI SA CHE LA GENTE DA BUONI CONSIGLI SE NON PUO' PIU' DARE CATTIVO ESEMPIO....

Temo per la salute di Curzio Maltese ed anche per quella di Natalia Aspesi. Del cervello, intendo. Il primo, sul " Venerdì" di  Repubblica ( e dove sennò?) afferma con estrema intellettualità" per abbatere il Mubarak di casa nostra non resta che la rivoluzione". Vorrei ricordare a cotanto intellettuale e difensore emerito della sacralità della nostra Costituzione che proprio la sua carissima Costituzione non prevede questa sua magnifica formula. Questo tipo di cambio di Governo è previsto ancora a Cuba, in Corea del Nord, in Cina, era previsto nell'URSS, nelle nazioni asservite a Stalin, insomma roba da veri comunisti, roba da 1919, roba moderna insomma. La Signora Natalia Aspesi invece tout court e con estremo senso del rispetto definisce " mignottone " tutte  le donne che non la pensano come Lei, nuova sacerdotessa della verginità maniacale, nuova vestale del " non te la dò manco se t'ammazzi", dopo quarantatre anni a darla liberamente a chi me pare e piace, scioè....scioè.....scioè.....Subito dopo la seconda guerra mondiale, in Italia, fecero soldi a palate i borsari neri, quelli che speculavano sulla fame del popolo, sulla mancanza di cibo e si arricchivano con questa miserabile speculazione. Erano molti ex contadini, che avevano vissuto fino a poco tempo addietro insieme a porci, a galline, ecc e che avevano il solo bagno alla turca. Così una " borsara nera rifatta", arricchita e tramutatasi in " costruttrice", esclamò, davanti ad un " bidet": " e questo cos'é?"

E CHICCO CHICCO NON LO SA...MA QUANDO PASSA RIDE TUTTA LA CITTA'....

La botte piccola da il vino buono, dice il proverbio. Ma i detti popolari sono fatti per essere smentiti onde poter poi dire l'altro detto, quello che " l'eccezione conferma la regola". Prendi, per esempio, un Mentana, un uomo per tutti i padroni: RAI, MEDIASET, TIM, a chi offe di più. Invece il suo vino è rancido, lo si può usare solo per sgrassarci il pavimento, non per berlo. Certo, gli ascolti del'asfittica LA7 sono ben cresciuti, ma come mai il " piccolo ebreo errante " da un padrone all'altro, ogni sera ci rompe ancora i marroni insistendo sul caso Ruby? Esiste qualcos'altro di interessante, Mr piccoletto o anche il piccolo ebreo è ormai arruolato - tasche piene gonfie di soldi berlusconiani - fra il coro melenso dei tori infuriati rinchiusi nel recinto ideloigico dello squallido antiberlusconismo?


Roma martedì 1 marzo 2011

Gaetano Immè

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