Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 10 marzo 2011

E DUNQUE SIA BENEDETTO L'ESEMPIO DELLA FRANCIA

Non ha " fatto notizia" in Italia ( chissà perché )  la notizia che, nella vicinissima e democraticissima Francia, si sia  aperto ieri l'altro, anno domini 2011,  il processo a Jacques Chirac ; eppure si tratta della prima volta che un ex Presidente della Repubblica di Francia sale sul banco degli imputati per capi d'imputazione mica male : appropriazione indebita, malversazione di fondi pubblici, abuso di potere, tanto per gradire. Si tratta, preciso e completo l'argomentazione e la sua ricostruzione temporale, di fatti risalenti a quando Chirac  non era ancora " Monsieur le President de la Répubblique Francaise " ma soltanto " Le maire de Ville " di Parigi, roba dei primi anni 90. Dunque dopo una lunghissima attesa ( parliamo di venti anni circa) dovuta alle " garanzie costituzionali" , alla " immunità Presidenziale", un Presidente francese viene sottoposto ad un processo che mi aspettavo spettacolare , con un Tribunale invaso da  giornalisti e da televisioni di tutto il mondo. E invece si sta portando avanti un processo tranquillo nel quale Chirac  si dice " pronto a dimostrare che ciò di cui è accusato è infondato". Lo stesso " Figaro" ha ammesso che questo processo è un ingombro per la Francia, non tanto per la veneranda età dell'imputato - 80 anni - o per il suo stato di salute - vi è il sospetto di Alzheimer - . Molti ormai ammettono apertamente che lo spettacolo di un processo che rischia di umiliare una delle personalità più illustri della destra francese ed anche le istituzioni pubbliche tutte e che  genera una grande tristezza, molta amarezza  e quasi nessun senso da " redde rationem " postumo non fa bene alla Francia. Le dichiarazioni politiche al riguardo spaziano da un " Chirac sul banco degli accusati dapo tutto quello che ha fatto per la Francia, è un brutto spettacolo per la Repubblica e per la stessa onorabilità della carica istituzionale" del Primo Ministro di Sarkozy  Francios Fillon, al " La messa é finita, l'accanimento giudiziario non è mai stato il mio forte " dell'ex leader sessantottino Cohn  Bendit. Si sente anche Maxime Gremetz, un ex comunista del PCF affermare al riguardo che " Chirac ha reso servigi important alla Francia", che è tutto dire. E' vero che sono proprio i suoi ex compagni di politica, in particolare Dominique de Villepin a ribadire che " occorre accettare di rendere conto davanti alla giustizia quando si é al potere se si vuole dare credibilità al Paese ed alle sue istituzioni", ma non si può sottacere che proprio Dominique de Villepin è ancora sotto processo per quei fatti, insomma un po' di rancore nelle sue parole non è difficile da scorgere. Resta il fatto che solo il 57% dei francesi  ritiene che " Chirac debba essere processato come quasiasi cittadino" e che lo stesso Chirac gode oggi del 74% dei consensi positivi dei francesi.

Non solo in Italia la politica é " sangue e merda",  come a suo tempo  esemplificò esemplarmente il Ministro Rino Formica, Commercialista barese e dunque sinteticamente un  levantino, ma anche " all over the world". Ma mai, nella Francia, é stato consetito che la Giustizia servisse per l'omicidio dell'avversario politico. Esempi a bizzeffe:  ricordo il socialista Henry Hemmanuelli, condannao nel 1997 per finmanziamento occulto al partito ma che svolse poi un ruolo di primaria e pubbica importanza tra i scialisti francesi del 2000. Ricordo anche il comunista Robert Hué che , finito sotto processo negli anni novanta , si candidò alle Presidenziali del 2002. E ancora, Alain Juppé, ex delfino dello stesso Chirac il quale fu condannato ad una anno di ineleggibilità ma che tornò normalmente a servire il suo Paese alla grande. Quello che emerge, insomma, da questi fatti, è che se è pure vero che la maggioranza dei francesi ritengono che sia giusto processare Chirac , è anche di tutta evidenza che lo hanno già politicamente assolto. Nonostante Chirac sia stato il Presidente non solo di destra ma anche il meno popolare della Quinta Repubblica Francese.

Se si ragiona "carte alla mano" non possiamo paragonare Chirac a Berlusconi per l'esemplare fatto che il secondo ha meno della metà dei poteri rispetto al primo,  oppure, se vogliamo capire bene questo paragone,  dobbiamo dire che solo addizionando i poteri di  Napolitano a quelli di  Berlusconi riusciamo a raggiungere i poteri che sono nelle mani dei Presidenti della Repubblica Francese. Il risvolto politico che emerge è grande e significativo: ed è che i grandi capi politici non si processano. Il Paese della madre di tutte le Rivoluzioni , il Paese che ha tagliato la testa a Luigi XIV,  è sceso dal pero dell'ideologia insurrezionalista ed estremista per accedere - con un fronte che comprende i comunisti, i socialisti, la destra , meno che Le Pen - alla convergenza che " del processo a Chirac nessuno sente il bisogno". Le Pen è l'omologo del nostro Di Pietro, un ex paracadusta che urla all'indignazione ogni qualvolta un processo si pratrae sine die, figurarsi se quel processo è a carico di Chirac. Le Pen, come Di Pietro in Italia, suona il piffero di una " rivoluzione francese in ritardo di tre secoli ma della quale evoca la puzza di teste mozze e di budella spappolate " che tanto seduce le deboli  menti di chi è rimasto alla fine del settecento come istruzione e sensbilità sociale, per sopravvivere e rubacchiare il più possibile da un sistema parlamentare che gioca su un palco datato tre secoli avanti. Sto parlando, signori miei, della Francia, del Paese degli Ugonotti, del Paese pseudogiacobino che da luce ed aria a Barbara Spinelli, alla sua crociata bardesca e ridicolmente puritana contro Berlusconi, che dava ospitalità a Cesare Battisti, dove la "teoria Mitterand"rappresentava un unicum al mondo . Eppure , ed è proprio questo il succo della lezione che scaturisce da tutto questo, non ostante si sia proprio " in Francia" , storie di " abusi d'ufficio", di " corruzioni proprie ed improprie", di reati con un certo peso non hanno mai, dico mai non dico ritardato o ostacolato ma mai paralizzato il Paese durante il mandato del " suo capo eletto": il quale non solo mi appare addirittura  " immune" da ogni e qualsiasi abbordaggio ma addirittura mi appare come "inviolabile" perché tale reso dal  crisma immunizzante del voto del popolo francese. Al quale ogni sgarbo va di traverso di brutto , come da eminente prova della fine del settecento, molto provata, specie dal collo dei nobili del tempo.  Invece in Italia tutto è reato anche i peccati, tutto è reato meno che quello che i " nuovi guardiani dell'opinione pubblica" ammettono. E' reato una cena privata se a questa cena partecipano donne e pochi uomini ( queste le parole di un inguardabile ammiccante Lerner visto alcune sere fà alla trasmissione di Paragone) . Da noi, coloro che pretenderebbero di guidarci ( Repubblica, Espresso, Santoro, ecc) tentano di  imporci una  dittatura nella quale dovrebbe dominare la loro mentalità inquisitoria  e tardopapalina così da trasformarli in " guardiani del consentito" come gli ayatollah iraniani ed afgani. Noi dobbiamo lottare contro questa  gaglioffa mentalità  inquisitoria , contro questo nuovo medio evo in cui tutto sembra proibito  e sospetto tranne quello che fa comodo a questi nuovi dittatori. Emuliamo dunque questa benedetta Francia che non si lascia mettere le mani addosso da quattro Le Pen da strapazzo, da quattro giustizialisti che vorrebbero riportare il Paese nel buio della tirannia peggiore , quella del pensiero;  che non si lascia vomitare  addosso senza reagire contro chiunque, dentro e fuori il Paese, voglia farlo vedere come un  immondo postribolo; difendiamo la dignità delle nostre istituzioni e del nostro Paese contro coloro che invece spargono su di essi sterco ed insulti - ben pagati e prezzolati - a piene mani

VI ASPETTO  AL VARCO

Li sto aspettando al varco i signori onorevoli italiani della sinistra, li sto aspettando al varco della proposta della riforrma della Giustizia che giovedì  il Governo presenterà in CdM, per vederli bene nelle palle degli occhi. Perché non appena ci si è resi conto che il Governo poteva contare su una maggioranza a prova di vieggi isituzionali e di malattie invernali e che dunque la riforma della Giustizia si sarebbe concretizzata, è partito un fuoco di sbarramento ridicolo. Ieri mettevo in evidenza come vi fosse un recente progetto del PD di riforma della Giustizia analogo a quello che presumibilmente verrà proposto dal Governo, che nessuno più tira fuori perché terorizzato dalle rappresaglie di inferociti Magistrati e di ululanti imbecilli autentici. Da un P.M. come Armando Spataro che blatera un " a riforma epocale risposta epocale "che rappresenta una " minaccia al regolare funzionaento del sistema democratico italiano" - che è un vero e proprio reato penale previsto dal nostro codice penale ma, guarda caso, tutti i Magistrati italiani , pur in presenza di obbligatorietà di azione penale all'emergere di un reato, ignorano sconsideratamente -  ad un finiano come Briguglio che arriva a minacciare " un Vietnam parlamentare" davanti alla riforma della Giustizia, passando per quel gaglioffo mozzorecchi vigliacco di Leoluca Orlando Cascio, un noto  istigatore al suicidio del Maresciallo Lombardo, un " omuncolo " eletto nell'IDV " con tantissimi voti del quartire palermitano dello Zen dove domina una famosa consenziente famiglia mafiosa , omuncolo che vomita quel che ha nella sua testolina e cioè solo ignobili insulti quali " fermiano questa deriva fascista"!. Nessuno, tanto meno qualcuno del P.D. stretto fra i silenti riformisti minacciati dai prepotenti estremisti , che abbia parlato , che si sia interessato ai veri mali della nostra Giustizia. Questi malanni non li invento io, ma li elencano gli stessi Magistrati all'apertura degli anni giudiziari, una solfa che continua da decenni e decenni. Opposizione, IDV, SEL, P.D., Magistrati, ANM, pensano solo ai " cazzi loro", pensano solo a come suscitare un'ondata di dimostrazioni, uno sciopero, la parla magica della " concertazione ciampiana", nell'Italia che dovrebbe così risolvere ,secondo questi sepolcri imbiancati vestiti con ermellini rubati da qualche negozio che affitta costumi carnevaleschi, tutti i mali della nostra miserabile ed indegna Giustizia. Nessuno che sia interessato ai veri problemi della giustizia italiana, nessuno: è un'altra, la ennesima, prova provata del " tanto peggio, tanto meglio" che è la sola ed unica politica - si fa per dire - dell'opposizione.


 LA VERA CENSURA , ECCOLA.

Riporto l'home page di un sito web ( ilgiulivo.it )

Il rischio di poter essere perseguito da questa magistratura, i recenti casi di condanna occorsi a Legno Storto e ad altre persone o siti schierati con Silvio Berlusconi, mi suggerisce la dolorosa scelta di sospendere le pubblicazioni de ilGiulivo.comUn ringraziamento a tutti coloro che lo hanno animato, hanno stretto sincere amicizie e si sono riconosciuti in un'iniziativa di liberta' che vivra' sempre nel mio cuore. Un grande abbraccio a tutti. Edoardo

Da tre giorni un libero sito web usato per uno scambio di legittime e democratiche opinioni é stato chiuso perché minacciato da coloro che a chiacchiere si autoproclamano difensori della libertà. Della " loro" libertà, non di quella del Paese. Vergogna


Roma giovedì 10 marzo 2011

Gaetano Immè

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