Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 13 marzo 2011

LA MAGISTRATURA ATTENTA ALL'ORDINE DEMOCRATICO COSTITUZIONALE

Stiamo verificando con attenzione le posizioni dei vari partiti politici sul tema dell riforma della Giustizia.
La prima notazione che voglio fare è la seguente: noto che sia l'ANM sia taluni degli stessi Magistrati che sono più " esposti politicamente " ( vedi Ingroia, vedi Spataro, ecc) hanno già emesso la loro "sentenza". Che è semplicemente un rifiuto netto e categorico  alla benché minama discussione su quel tema. Peraltro non mi stupisce il fatto che costoro " si oppongono" senza ancora conoscere bene la proposta stessa, per cui ,in parole povere, Magistrati e loro Associazione hanno espresso un rifiuto ad una legge che viene deliberata, dopo la discussione, dal Parlamento. La casta, che con petulanza non sa fare altro che accusare la riforma come " punitiva" , fa come sempre si comporta che , minacciato nei suoi assurdi privilegi, vedendoli in pericolo  si arrocca nella cieca ed ottusa nonchè medioevle difesa dei suoi " reali privilegi ed impunità".

La Magistratura resta libera ed indipendente. La proposta di riforma non poteva certo incidere sui capisaldi del sistema democratico proprio perché studiata per apportare un servizio giustizia migliore e più equilibrato al cittadino. Non vi è una norma o disposizione che incida sulla indipendenza e sulla libertà dei Magistrati.

La stessa " separazione delle carriere" fra " requirenti" e " giudicanti" cerca di completare quellariforma del processo penale che fu avviata nel 1989, secondo la quale " miniriforma" il processo e la prova doveva formarsi in aula, come vediamo nei film americani di Perry Mason. Ma quella riforma pur indirizzata sulla giusta strada del " giusto processo" è stata dal 1989 del tutto vanificata da un solo fatto: che requirente e giudicante non fossero due " uffici" distinti, ma lo " stesso ufficio". Insomma il P.M. ed il Giudice recitano nel processo una vera e propria farsa, dandosi del " Voi", mellifluando con le parole, ma sono amici, stanno " culo e camicia", appena finiscono l'udienza si danno del " tu", si danno le pacche sulle spalle, hanno lo stesso ufficio, si avvalgono degli stessi uomini della Polizia Giudiziaria, ridono insieme, parlano di donne, fanno carriera insieme, stanno magari nella stessa corrente politica, prendono il caffè insieme, hanno la stessa banca dove ricevono lo stipendio. E' umano: fra cani non si mozzicano. Ecco così che l'Avvocato , che difende l'imputato, si trova accerchiato, umiliato, deriso, quantomeno azzoppato. Per fare un solo ma significativo esempio, ricordate Mali Pulite? Bene: c'erano i P.M. ( Di Pietro) e c'erano i Giudici ( Ghitti, per esempio, anche se aveva la qualifica di GIP, ma è la stessa cosa). Ricordate cosa faceva Ghitti? No? Ve lo ricordo io: firmava alla cieca tutte le richieste di arresto ( anche su persone estranee o innocenti dal capo d'imputazione) che gli venivano sottoposte dal suo amico P.M. Di Pietro che già godeva di fama mediatica da paura. E volevate che Ghitti i si opponesse alle  richieste anche se sbagliate di un P.M. così potente ed influente? Sto parlando di " ordini di arresto" non di bruscolini;  altro esempio -ma preciso e molto significativo - per esempio per Balsamo ( del PSI)  o per Citaristi ( della DC) ma magari per " reati compiuti da altre persone" alla faccia della responsabilità penale personale. Sbatterli in galera per estorcere più dettagli possibili, la galera come un " moderno e democratico sistema investigativo", alla faccia di questa Magistratura!  Lo so:tutti tengono famiglia.....e poi parlano di mafia solo quando si tratta della Sicilia....Leonardo Leonardo, quando vedo questi " quaquaraquà" a pavoneggiarsi come ominicchi, quanto ma quanto mi manchi....

Ogni giorno che Dio ha creato e che ci fa vivere, cadono in prescrizione, in nquesto bel pase di Magistrati Pulcinella e di Magistrati buffoni.qualcosa come cinquecentomila processi penali. Certo, lo capisco: tutta quella pila di processi da istruire, il personale è quello che è, è umano che vi sia dell'arretrato. Non è più umano quando l'arretrato diventa qualcosa come 6 milioni di processi penali. Cose dell'altro mondo, perché significa che sei milioni di delinquenti e truffatori l'ha fatta franca. La Magisratura insomma premia così la malavita organizzata, rendendogli la vita facile facile. Ma cosa penserà, come si comporterà un Magistrato, un P.M. davanti a questa pila ? Prenderà lui, nel silenzio del suo ufficio, senza render conto a nessuno, senza nessun timore per i suoi errori ed i suoi sbagli, arrogantemente fregandosene dei reati che premia, prenderà lui e solo lui la decisione: scarto nquesta pila, e chi se ne frega, proseguo con questi. Non vale il facile ed errato pensiero che " al P.M. tocca l'azione penale obbligatoria" allo stesso " tocca la decisione di quale delinquenti premiare con la prescrizione", perché così si consuma una altro vero delitto contro la Costituzione. Seguitemi: se la Costituzione afferma che il P.M è indipendente ( e lo é), se il P.M. non deve rispondere a nessuno se non alla legge ( cioè a se stesso o CSM) ( ed é ancora così) , ciò vuol dire semplicemente che lo Stato di Diritto si nfida del P.M. il quale DEVE perseguire OGNI reato penale. E' norma imperativa ed assoluta. E allora? Dove sta scritto che lo stesso P.M. deve anche stabilire di sua volontà quale delinquente premiare e lasciare libero? Dove sta scritto? Nel libro dei loro sogni, nel nostro cahier des doleances, altro che torie. Insomma, anche questo è un " attentato al'ordine costituzionale". Dunque se invece questa scelta la togliamo dal carniere dei privilegi ma anche delle responsabilità dei P.M. non rendiamo forse due servigi in uno? Come prima cosa togliamo dalle spalle del  P.M. l'ombra di un'azione di responsabilità per i processi fatti decadere. In secondo luogo, compiamo una meritoria azione di alta democrazia attribuendo al Parlamento, ala massima autorità democratica eletta dal polo, il potere di decidere e di assumersi la responsabilità di indicare quali reati siano più urgenti e quali meno. Ma dove la vedono la " punitività" questi Signori?

Allora  domando a questi Signori Magistrati, ma dove sta scritto nella nostra Costituzione che l'Ordine della Magistratura possa opporsi alla volontà del Parlamento?  O, meglio ancora, che un semplice Ordine dello Stato possa rifiutare , discutere, controbattere, opporsi ad una Legge che il Parlamento delibera?  Le opposizioni che si trovano " dentro" il Parlamento, perché elette,  hanno il diritto ed anche lo speculare dovere di discutere, opporsi, migliorare, contrastare una proposta di Legge in discussione,  anche un cittadino lo può fare liberamente, ma non un Magistrato perché costui è costituzionalmente addetto alla sola " applicazione " delle leggi emanate dal Parlamento. Se un Magistrato vuole partecipare al dibattito politico non deve fare altro che dimettersi definitivamente dall'Ordine della Magistratura e successivamente può candidarsi alle elezioni , partecipare a manifestazioni, comizi ecc. come meglio gli aggrada. Un Ordine dello Stato previsto e regolato dalla nostra Costituzione che non faccia quello che la stessa Costituzione gli ordina ,  compie una violazione della Costituzione, tende insomma a mettere in pericolo le istituzioni democratiche del Paese. Per questo reato, se riferibile ad un Capo di Stato, è addirittura previsto lo " stato di messa sotto accusa per attentato alla Costituzione ed all'ordine democratico". Anche il Capo dello Stato fa parte degli organi dello Stato, com tutto lOrdine della Magistratura. Dunque , questo è un Paese la cui giustizia merita l'epiteto di " Giustizia di Pulcinella", anzi, visto che non si tratta di "ingiuria" per sentenza della Suprema Corte su Ricca, un epiteto di
" Giustizia da buffoni". Dov'é, Signori Magistrati l'obbligatorietà dell'azione penale?  Pare che per voi questa idiozia dell'obbligatoria azione penale scatti sempre non appena qualche vostro censore dica qualche parola, ma se invece i vostri " famigli" commettono reati veri e propri voi siete sempre voltati dall'altra parte che voi ritente fuori posto. E' già accaduto in Italia, non ce lo dimentichiamo: ricordate quando il Parlamento, sobillato dal PCI di Cederna, Berlinguer  e Napolitano, volle mettere quel galantuomo di Leone " sotto accusa"? Ricordate che , come al solito, solo dopo quindici e più anni venne provato che Leone era completamente innocente e la Cederna condannata per diffamazione? E Cossiga? Dove lo vogliamo mettere Cossiga? Ci siamo dimenticati che anche contro Cossiga, colpevole di voler far rispettare da tutti - anche dal CSM- la Legge costituzionale che prevede come la Legge sia uguale per davvero per tutti,  il PCI sempre di Berlinguer e di Napolitano voleva metterlo
" sotto accusa" di " attentato all'ordine costituzionale" intento poi dissoltosi nel nulla? Mentre però Cossiga " esternava" , anche troppo, stavolta su argomento così delicato, c'è dal Colle " di oggi "  un sospetto , preoccupante, ambiguo, viscido e-diciamo pure - assai vergognoso silenzio di tomba. Eppure propio al Colle siede il " Boss" della Magistratura. E come mai tace? Non si tratta di intervenire su problemi politici, Presidente Napolitano, ma su problemi di difesa della nostra Costituzione e del nostro Stato di Diritto, di cui Lei "dovrebbe essere "  custode. Ormai io sono sempre più convinto che il suo silenzio in merito sia una sua omissione colposa: capisco che non se la senta di mettersi contro la Magistratura, ma al Colle Lei ci dovrebbebv stare non solo per i suoi compagnucci che l'hanno eletta, ma anche per noi che non l'avremmo certo, pur con tutto il rispetto,  mai portata sul Colle. Perciò è ora che si svegli e che si dia da fare.

MOTIVAZIONI SENZA SENSO

È stato obiettato da alcuni che la giustizia non sia  una priorità nazionale, che quella di Berlusconi è solo un’ossessione interessata,  un attentato alla democrazia. La preoccupazione degli italiani – opinano costoro – è l’economia, il lavoro. Vero, sacrosanto. Primum vivere deinde philosophare. Tuttavia qui non siamo parlando di problemucci qualunque,  ma stiamo parliamo delle regole fondamentali dello Stato democratico e dello Stato di Diritto, delle forme della democrazia. E della  separazione dei poteri che, della democrazia appunto, rappresenta l’anima, l'essenza, l'assioma. Il pane, per dire, si trovava anche durante la ditttatura fascista, magari con la " tessera annonaria", magari anche " a borsa nera", ma alla fine il tozzo di pane c'era.Ma vi siete dimenticati che dopo e nonostante  il pane, il popolo ha cominciato a reclamare libertà. Se non è priorità la libertà di ciascuno di noi, ma di che dobbiamo parlare? Di lavoro? Basterebbero i bei campi di lavoro che c'erano ai tempi del Duce, o di Stali e adesso in Cina. Costoro ancora non vogliono capire ( fano gli gnorri, lo sappiamo) che la giustizia é la prova del regime democratico dello stato di diritto, ldela certezza e  della cecità del diritto. I confini dei poteri che la Costituzione ha conferito a ciascuno dei suoi ordini e poteri ( che sono cose diverse), la necessità e la certezxza che nessun ordine e nessun potere possa travalicare i propri poteri a danno di quelli degli altri ordini e poteri.

A coloro  poi che credono che questa riforma sia il sistema studiato dai servi di Berlusconi per evitare allo stesso di andare sotto i cinque o sei processi che questa Magistratura gli ha appioppato( quanto a giusta ragione ora si vedrà, ato che Berlusconi ha deciso finalmente di presentarsi nei processi e difendersi negli stessi!) sulle spalle, devo apporre solo una malinconica risata dovuta alla constatazione della loro miserabile ignoranza. Infatti questa è una Legge costituzionale e perciò segue le ferre regole che la stessa Costituzione prevede per le Leggi che modificano la Costituzione. Insomma fra primo passaggio ad entrambe le camere e secondo passaggio, non credo neanchi che basti il tempo che resta per questa legislatura. Invece, ai signori indignati speciali, ricordo che i processi a Berlusconi cominiano fra venti giorni, il 6 di aprime 2011. Informatevi, non limitatevi a leggere Scalfari o Serra o Repubblica, altrimenti farete sempre la vostra bella  figura di merda.

Fare una riforma costituzionale secondo i crismi sanciti dalla Costituzione stessa non significa voler "attentare "alla Costituzione,  né tanto meno voler abbattere la democrazia. La stessa Costituzione prevede come si possa sempre cambiare la Costituzione. Quanto poi a questa pretesa di immodificabilità e di sacralità della Costituzione, messa cantata da tanti lobotomizzati sia dentro che fuori del Parlamento, vi vogli fare un'altra domandina semplice semplice. Ma dove sta scritto che una " generazione" ( che ha vissuto la scrittura di regole democratiche) debba esercitare la dittatura su tutte le altre successive " generazioni"?  Si attende risposta. Astengansi puttanieri rammolliti come Dario Fo, donniciole contente e cornute come Franca Rame, voltagabbana professionisti come Eco, nani, donne canone, mostriciattoli, attorucoli, cantantini stipendiati dalla Scuola Pubblica e sposati con donne in carriera, proprietari o affittuari di splendidi attici locati o affittati a prezzo stracciato ma adatti ai ricevimenti di sinceri democratici , para-guru e falsificatori della storia prezzolati alla Saviano e i tanti, i troppi quaquaraqua similari.


Il sistema giudiziario italiano ha sconvolto  le regole democratiche già prima e al di  là di Berlusconi. La corporazione si è fatta partito, sindacato, casta, lobby. Ha preteso di combattere battaglie politiche con armi che nessun partito avrebbe potuto mai sfoderare: il potere di inquisire, costringere alla condizione di imputato, dunque rimuovere dall’arena della competizione democratica, un avversario politico. Un potere che la Magistratura ha estorto con il ricatto mafioso ed intimidatorio del 1993 ( di Di Pietro e di Borrelli) . E non ci riferiamo affatto qui solo all'attuale  Presidente del Consiglio, del quale certo non può sfuggire  l’eccesso di attenzione riservatagli dal potere giudiziario.

Analogamente sulla responsabilità civile dei Magistrati - sul quale la volontà popolare referendaria fu semplicemente totalitaria - che applica anche ai Magistrati un principio costituzionale fondamentale che, oggi, non si applica solo ai Magistrati: il principio che tutti siamo uguali davanti alla legge. Dunque che i Magistrati rispondano dei loro errori come tutti gli altri. Via questo immondo privilegio reale e principesco,  che è stato regalato ai Magistrati - è bene ricordarlo - dal PCI, dalla DC e dal PSI utilizzando quel poverìuomo di Vassalli, che Dio l'abbia in gloria. E mettiamoci pure l'inappellabilità delle sentenze di assoluzione. Tutti sappiamo che non si può essere processati una seconda volta  per lo stesso reato. Questo principio va applicato anche alla nostra Magistratura e dunque una volta che un imputato è stato assolto in primo grado lo stesso imputato non deve subire un secondo processo per lo stesso reato. Infatti la nostra Magistratura deve imparare ad emettere le sentenze di condanna solo quando " la colpevolezza dell'imputato risulta chiara OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO". Insomma la " certezza del diritto" non si deve scontrare, come accade oggi , con la " soggetività della sentenza". I due principi fanno a pugni e fanno anche inorridire un vero e sano Stato di Diritto. Nessuna libertà interpretativa al Magistrato, ma che tutte le sentenze siano aggettive e certe .
Un Magistrato che scrive - come ha scritto tale  Felice Pizzi, Giudice al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere - nelle folli email squinternate e pubblicate dalla stampa  - che " il problema sono proprio loro, i cittadini. Quando lo zietto Berlusconi avrà tolto il disturbo, rimarranno i suoi elettori e non solo. I politici passano, la società civile ( purtroppo) resta".  Tutto testuale. Testuale dunque che per questa Magistratura da buffoni e da Pulcinella il nemico siamo noi,  è l'intera società civile. E' questo
" popolo rompicoglioni" che si frappone fra loro e la loro conquista del potere totalitario , unico, incontrollato, dittatoriale nel Paese. Questi ci vogliono portare ad un regime vero e proprio, ad unavera e propria "magistratocrazia". Al 1789.

Un magistrato è il depositario di una responsabilità esclusiva costituzionalmente sancita: ha il potere di privare della libertà un qualunque altro cittadino. Utilizzare quel potere, arbitrariamente, per rimuovere l’avversario politico, ecco, questo sì che, più che attentare alla Costituzione, ne stabilisce  la morte.


Roma Domenica 13 marzo 2011

Gaetano Immè

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