Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 19 marzo 2011

MA CHI E' QUESTO QUI?

Abemus papam! Uno nuovo, un Procuratore  Capo, quello di Bergamo, che sente il bisogno di andare in televisione e di deliziarci con tutta una serie di gags degne di qualche comico da fare impallidire i famosi, i cretinissimi Fratelli De Rege, quelli di " Vieni avantim cretino!...". Costui è a capo della Procura che istruisce e guida la inchiesta sulla morte della povera Yara Gambirasio. Trovata deceduta da pochi giorni a dieci chilometri da casa, in un prato dove " chi di dovere" aveva eseguito i dovuti controlli. E chi è questo " chi di dovere" se non la Procura di Bergano che sovrintende e dirige le inchieste? E come mai questa Procura o chi è stato incaricato da questa Procura non ha trovato prima il corpo di Yara che - dicono i telegornali - è rimasto sempre su quel luogo da quando è stata rapita? Ah....ma forse la colpa è dei volontari che - grauitamente e per spirito di coesione locale - hanno dato una mano alle ricerche. Invece il rocuratore Capo glissa sulla faccenda, gli insuccessi sono sempre " colpa di altri ", ci mancherebbe che un Magistrato ammettesse qualche responsabilità, qualche vergogna, qualche scheletro nell'armadio! Va bene: assodato dunque che la Procura " sostiene " che il mancato tempestivo ritrovamento del cadavere di Yara " non riguarda " la Procura  ma i soliti " stronzi" che danno l'anima per far del bene per poi diventare la quarta categoria degli uomini di Leonardo Sciascia, cioè i " pigliainculo",  con rispetto parlando, finalmente dopo tante telcamere su un P.M. "femmina" che guida le indagini su Yara e che ormai da qualch tempo fa ogni giorno le sue brevi comparsate televisive ( sbattendosene altamente di una Legge che vieta ai P.M. di comparire in televisione avendo delegato questo compito ai Procuratori Capo ) per mostrarci la sua " mise" e la sua " haidressing " like-people-democrat " senza dirci alcunché di concreto su Yara, finalmente, dicevo, anche il Procuratore Capo ha sentito un impulso informativo senza freni ed ha concvocato una bella confereza stampa. Su Yara Gambirasio. Conferenza convocata solo dopo quattro giorni che il Governo ha presentato la bozza di una riforma costituzionale della Giustizia. Ma guarda un po' che scherzi che ti combina il destino cinico e crudele. E dunque, questo Signor Procuratore Capo - come aveva ragione De Andrè quando li crocifiggeva alla loro medioevale alterigia irridendoli con quei famosi versi " ed arrivarono quattro gendarmi, con i pennacchi, con i pennacchi, ed arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi " visto che il reato in questione era " la passera" di Boccadirosa - arriva alla conferenza stampa e di Yara , sorpresa, quasi non ne parla, perché  racconta che tutto è in alto mare, che si seguono tutte le piste, che nessuna è vera , nessuna è falsa, ma intanto il Signor Procuratore Capo ch ti fa? Cazzeggia e gigioneggia davanti alla macchina da presa, rigira fre le mani un disegno che - ma guarda tu il caso!- sembra proprio quello che il Presidente del CdM ha esibito per illustrare a Plazzo Chigi - non allo stadio o all'osteria o ad Annozero , per dire - la proposta di riforma costituzionali della Giustizia. E che rappresentava il disegnuccio del Signor Procuratire Capo? Il contrario di quello che rappresentava quello di Silvio Berlusconi. Bene: di Yara, nessuna notizia, non pervenuta. Il Signor Procuratore Capo d Bergamo, diciamocelo francamente signori, di Yara " se ne frega proprio", la usa però, come si usa una scopa, come si usa una " cosa qualunque " e chi se ne frega se questa ragazzina è anche morta anzi si è fatta pure mmazzare! L'importante è imitare i Fo, i Vauro, i Travaglio, i Saviano, tutti quei signori che fanno i soldi a palate vomitanto veleni e fango su altri e mandare un messaggio politico al Governo, che chiaramente dica che " il Procuratore Capo di Bergamo è contrario alla riforma della Giustizia " e che cavolo e che il governo la pianti di voler governare! Che razza di pretesa! Lo sa questo Governo o non lo sa che la nostra Costituzione  - lo dice sempre il Capo dello Stato ! - vuole che " le riforme siano condivise il più possibile" e che quindi  chi pur vince le elezioni non può governare se l'opposizione non è d'accordo? Lo dice Napolitano! Condivisone! Condivisione! La riforma della Giustizia , il Governo, non la deve fare perchè così vogliono " coloro i quali possono colà dove si puote ciò che si vuole. E più non dimandare!". Insomma lui, il Procuratore Capo di Bergamo. Un carneade ridicolo e buffonesco , per il quale Yara è un impiccio fra i piedi, un impiccio che avendo tempo e fondi a disposizione, potrebbe pure, magari  fra dieci o quindici anni, essere risolto. Ma oggi, Yara si levi di torno, ci sono cose più important alle quali il Procuratore Capo di Bergamo di deve dedicare! Imitare Vauro a far disegnini ! Alla faccia di Yara Gambirasio.


SINISTRA CONTRO IL NOSTRO STATO DI DIRITTO. SVEGLIATEVI!!!




Pochi giorni fa avevo scritto come , dopo le ripetute intemerate della Spinelli, di Flores D’Arcais, del Palasharp di Zagrebelsky , di Scalfari, dei minorenni disgustosamente sfruttati come oggetti , fosse ormai lo stesso Presidente Napolitano ( consapevolmente, inconsapevolmente, quien sabe? ) a fornire legna da ardere a chi , già di suo, attenta ripetutamente , ma senza che nessuno muova un ditino, all’ordine democratico italiano, con la sua testarda insistenza nel raccomandare “urbi et orbi” la necessità di riforme costituzionali ed istituzionali che siano condivise con l’opposizione. Rimando a quanto scritto allora, per lettura e conoscenza, basta visitare (wwwgaetano-lopinione.blogspot.com)il sito. Forse soggiogati da queste “ spinte eversive”, forse incoraggiati da una sequela così illustre di “ cattivi maestri”, questa vera e propria lobby elitaria dedita all’ eversione democratica dirompente e pericolosa ha preso coraggio , rinforzata dalla “ forza del branco” . So bene che il termine usato – parlo di “ eversione” un vero e proprio reato penale variamente previsto dal nostro codice penale – farà storcere il naso a tanti. A partire dal Colle , che sta da tempo usando una condotta interventista fittiziamente “ apolitica” ( come imporrebbe la Costituzione) , una condotta semplicemente oscena , cinguettando mielosi discorsi unitari e risorgimentali ma sapientemente alternandoli con le sue inusitate, illegittime ed incostituzionali raccomandazioni e richieste di riconoscere, all’opposizione di sinistra, una sorta di diritto di cogoverno o, se volete, un “ diritto di veto” sull’attività politica del Governo eletto , che è assolutamente inesistente nella nostra Costituzione ( che nei fatti nella migliore delle ipotesi ritarda il lavoro del Parlamento quando non arriva a prefigurare , a minacciare , se non addirittura, a soggiogare e ad estorcere al Governo eletto dal popolo alcune dei suoi propri spazi costituzionalmente suoi propri) . Che storcano pure il nasino e che alzino pure, visto che ci stanno, anche il ditino. Intanto , non avendo il sottoscritto alcun potere se non quello del pensiero e della parola, non avendo alcuna compromissione , mi sento libero ed in grado di stendere questo vero e proprio “ atto di accusa” contro la sinistra istituzionale, giurisdizionale, intellettuale e parlamentare. Non stupisce dunque, visto il preambolo, che le “pessime lezioni “ del Colle abbiano ridato impulso, coraggio e vigore ed anche una sorta di legittimazione a chi – analogamente a chi volle combattere negli anni di piombo l’ordine democratico di quel tempo non con la discussione ma con il mitra – pretende oggi - ancora senza alcun Kalascnikov imbracciato per fortuna – come fa la sinistra tutta , di apparire a chiacchiere come il “ baluardo a difesa della sacralità della Costituzione” essendo invece, nei fatti, la “peggior forza eversiva e dissacratrice della stessa Costituzione” .

Ora pazienza se dietro i cattivi maestri si intruppano i “ soliti noti” , ma è diverso se , incoraggiati dalle pessime lezioni del loro capo ( vedi il Presidente della Repubblica) , anche i Magistrati – proprio coloro i quali “ dovrebbero” far rispettare la Legge, per compito costituzionale - si arruolano nella “falange” di coloro che vogliono smembrare a morsi la Costituzione.

Perché se l’attuale P.M. della Procura di Palermo, l’ormai noto –un vero VIP più che un vero Magistrato – Antonio Ingroia parla in piazza ad una manifestazione politica convocata contro la legge di riforma costituzionale della Giustizia proposta dall’attuale Governo, legge inoltre ben nota al Presidente del CSM – sempre Napolitano - , accolta dal Capo dello Stato, legge che è attualmente in discussione alle Camere, tutto questo è semplicemente “ eversione” contro l’ordine democratico del Paese. Perché se l’articolo 101 della Costituzione afferma che “ La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla Legge” , questo articolo della Costituzione è fatto a pezzi, smembrato, distrutto, mandato a quel paese. Se un Magistrato si sottrae consapevolmente al dettato costituzionale, se un Magistrato pretende di “ non volere essere soggetto ad una legge promulgata dal potere legislativo “ come pretende questo Ingroia, se un Magistrato addirittura pretende di fare lui la legge, di sostituirsi insomma al potere legislativo negando così nei fatti la sovranità popolare di cui al secondo comma dell’articolo 1 della Costituzione, questa, signori miei, non è altro che “ eversione contro l’ordine democratico” altro che “libera opinione politica”.



Perché se un altro Magistrato, tale Giuseppe Cascini , Segretario dell’ANM , parlando ad un convegno organizzato dal partito di quello strenuo difensore della legalità e della sacralità della Costituzione che è Nichi Vendola ( luminoso esempio di come siamo tutti (dis)uguali davanti alla legge, visto che mentre per il Sen. Tedesco -che ha concusso un funzionario della sanità pugliese- è stato richiesto l’arresto , per Nichi – identico reato – è tutto consentito !) afferma pubblicamente che “ questa maggioranza non ha la legittimità storica, politica, culturale ed anche morale per affrontare la riforma costituzionale della giustizia”vuol dire che questo Magistrato – che potrebbe essere ben messo alla berlina parafrasando il suo cognome ed apostrofandolo con un bel “ Ma chi ti credi di essere? Cacini?” ( di antica memoria)- si arroga da solo il diritto divino di guidare solo lui il Paese, di essere una sorta di “ ottimato” unto dal signore ( chissà quale), pretende di sostituirsi al popolo e di decidere lui se legittimare o meno un governo , allora si sta facendo un vero e proprio scempio del secondo comma dell’articolo 1 della Costituzione, quello che recita:”La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Questa è “ pura eversione contro lo Stato di Diritto”, altro che legittima opinione politica.

Per chi non sia del tutto sordo e cieco oppure senza cervello ma pieno solo di odio, tutto questo è un reato penale come la eversione contro lo stato democratico italiano. Che la Magistratura di sinistra abbia queste mire egemoniche, da Stato etico, lo sanno tutti, da Napolitano – che ne fu purtroppo anche uno dei responsabili di tale stato – fino a me che non conto niente. E’ per lo meno dal 1993 che questo avviene, che la Magistratura ha strappato al Parlamento il primato dell’egemonia politica che la Costituzione assegnava al Parlamento per via di quella ignobile legge del 1993, il frutto del ricatto della Magistratura sul Parlamento delle tangenti intimidito e ricattato dal Pool di Mani PyuPulite, quando furono estirpate le garanzie costituzionali fissate dai padri costituenti come baluardo che consentiva al potere politico – eletto dal popolo – di non rimanere vittima del trasbordare del’ordine magistrale.

Nel 1997, quattordici anni fa, signori miei, per molto, ma molto di meno di quanto ho ricordato or ora, una sorta di “banda degli onesti ” camuffò una macchina come un carro armato e prese d’assalto Piazza San Marco a Venezia. Solo ora, dopo quattordici anni, l’accusa di “eversione” è stata accantonata dalla suprema corte. Serve altro per dimostrare come vi siano due pesi e due misure? Serve altro per dimostrare che tutte le feste del 17 marzo sono state solo una grande pagliacciata? Datevi una regolata.

ITALIA 150

La festa del 17 marzo è servita per sorbirci una over dose di falsità oscene. Una  retorica da vomitare: in effetti è servita per far fare agli italiani - checchè ne dica e checchè faccia Brunetta - un altro bel pontone , dal mercoledì pomeriggio a domenica sera, mica male. Io ho deciso di non festeggiare nulla, per alcuni motivi che per me sono estremamente solidi.   Come primo motivo vorrei dire che il 17 marzo - l'ha già scritto su questi blog qualche tempo fa - non è l'unità d'Italia, ma solo di due pezzi d'Italia, il Regno di Piemonte e Sardegna avour e di Vittorio Emanuele II ed il Regno delle Sicilie . Altri pezzi d'Italia verranno ad unirsi più tardi, anche nel secolo scorso col trattato di Osimo. Secondariamente perchè mi ritrovo una serie di invasati che vogliono che per forza io debba festeggiare questo giorno.Sono gli stessi che fino a qualche anno fa mi davano del " maledetto fascista" se solo pronunciavo la parola " Patria ", che davanti ai morti di Nassirya inneggiavano con il famoso " Dieci, cento, mille Nassirya", sono gli stessi che hanno inondato il Paese di quelle scialbe bandiere della pace, tanto per dire. Sono sempre gli stessi che mi vogliono dare lezione su come comportarmi, dove stare, ecc. Dovrebbero essere italiani pure questi tizi, ma non hanno una loro posizione siura:: cambiano spesso pensiero, insomma come festeggiare con questa gente?
Voglio festeggiare l'Italia quandi avrò vicino a me anche le famiglie degli esuli istriani, tanto per dire.
Voglio festeggiare l'Italia unita quando qualcuno mi spiegherà come mai tutto il banditismo tardo ottocentesco e novecentesco del Sud del Paese era " separatista" e non "unitarista",
Voglio festeggiare l'Italia unita quando qualcuno mi spiegherà per quale motivo l'Italia del Nord ha trattato come una colonia quella del Sud dandole soldi a palate ma poi se li prendevano loro con la Cassa del Mezzogiorno e cose simili.
Voglio festeggiare l'Italia unita quando la elite tardocomunista la smetterà di alzare ditino e baffetto per fare il primo della classe e per darmi lezioni di ogni genere.
Campa cavallo.....

Cannigione sabato 19 marzo 2011, Festa del papà

Gaetano Immè

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