Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 22 marzo 2011

RICORDIAMO BENE COME ANDARONO LE COSE NEL 1993

Mentre tutti parlano d’altro, della guerra in Libia, magari il Giappone è un po’ già “ demodé”, figurati l’Egitto o la Tunisia o Yara o Sara, insomma di notizie ce ne sono tante fresche come uova di gallina , ogni giorno che Dio ha creato. E se poi non ce ne fossero, ecco che te le costruisco ben bene, adatte alla bisogna, basta rivolgersi alla “ premiata ditta Repubblica/ Il Fatto” e qualcosa dalle Procure o dai letti esce fuori, meglio se esce qualcosa addirittura dai cessi. Oggi parliamo un po’ di tutto, di guerra, dell’”apache francais”, detto anche “ pedrito el drito “ di caroselliana memoria , che vorrebbe rifarsi dei pozzi persi in Iraq rubacchiando tempo e scena ai fratelli europei in Libia anche per avere così qualche cadeaux pronto pour Madame Carlà Brunì ( casca male Monsieur, perché guai andare a rubare a casa di ladri);parliamo anche di colui che ormai discetta soltanto con Dio e che andando per “ l’alto mare aperto” ha perso contatto con questa terra e con la storia e con i problemi di noi poveri ometti. Uno alla volta.

Cominciamo con ricordare , come una favola . Correva il mese di novembre dell’anno millenovecentronovantatre e l’allora Guardasigilli Giovanni Conso ( tomo tomo, quatto quatto),Governo Ciampi, Presidente della Repubblica O.L. Scalfaro , non prorogò il 41 bis ( carcere duro ) per circa trecento mafiosi detenuti. Un gesto incredibile in un momento sommamente drammatico di lotta a Cosa nostra, in piena emergenza, e dopo i mesi terribili delle bombe ai monumenti ( le bombe al Velabro, ai Georgofili, a Via Fauro,ecc). Lo Stato si prostrò davanti ai boss della malavita, ma Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi dicono che non ricordano, dicono che non sanno. Forse, dicono ancora, non hanno mai saputo. Oggi, comunque, non ricordano. Anche perché è passato tanto tempo. Tanto la responsabilità ricade tutta sulle spalle di Giovanni Conso che oggi mette a verbale la soluzione umanitaria: sono le basi per recitare il ruolo della vittima sacrificale, se non quella “ dell’utile idiota”, tipo Primo Greganti, ma col suo bel tornaconto! «Credevo in assoluta buona fede che, a fronte delle stragi che erano da poco avvenute, era più opportuno, onde evitare di acuire ancor di più la tensione, non accanirsi con i detenuti e dare dei segnali di distensione».

Scalfaro, interrogato, mette subito le mani avanti: «Voglio subito precisare che non ebbi mai notizie di alcun genere su presunte trattative fra lo Stato e la criminalità organizzata». Possibile? «Avevo frequenti interlocuzioni - prosegue Scalfaro - con Vincenzo Parisi, allora capo della polizia e mai mi fu riferito qualcosa circa una possibile trattativa fra Stato e mafia, né al riguardo del 41 bis e di possibili connessioni con l’applicazione di quel regime penitenziario e gli episodi stragisti del ’93». E la mancata proroga del carcere duro per i trecento mafiosi? «Mai saputo nulla», è la risposta laconica. Ma Scalfaro, che è un politico di lungo corso, rinforza la tesi “ sacrificale” affermando che “ Conso è persona di elevata sensibilità umana ed è possibile che per tale ragione, consultandosi coni suoi collaboratori, abbia adottato quella decisione».

È il 15 dicembre scorso quando Scalfaro e Ciampi vengono ascoltati dai P.M. di Palermo che cercano conferme alla loro difficile inchiesta sulla trattativa fra Cosa nostra e lo Stato. Trattativa che sarebbe passata attraverso le richieste “ del papello “: e fra queste c’era proprio l’abolizione del carcere duro del 41 bis. Le deposizioni dei due presidenti emeriti restano depositate al processo contro il generale del Ros Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento alla mafia.

Ma se Scalfaro non sa, Ciampi non ricorda. Se cambi l’ordine dei fattori, il risultato non muta.

«Non ho alcun ricordo in merito a possibili problematiche e divergenze di opinioni all’interno del governo da me presieduto inerenti l’applicazione del cosiddetto 41 bis. Posso affermare con assoluta certezza che la linea del governo in tal senso era estremamente rigida. Non ricordo che vi fossero ministri che avevano opinioni diverse in tema di contrasto alla criminalità organizzata”, ha detto ai Magistrati Ciampi. Anche un bambino potrebbe rinfacciargli che intanto era lui il Primo Ministro quando il suo Governo firmò per togliere il carcere duro a circa trecento detenuti mafiosi. Ma Ciampi “ non ricorda”.

MA ALLORA CHI DIAVOLO ERA AL GOVERNO NEL 1993????

Chi governava, in Italia, nel 1993? Sono certo che Carlo Azeglio Ciampi sia sincero. E sono altrettanto convinto che Giovanni Conso sia una persona corretta e che dica il vero : “ cancellai il carcere duro, per i mafiosi, in modo da lanciare un segnale distensivo, per fermare le stragi “. Insomma c’era un dialogo, se non una vera e propria trattativa. Ma se Ciampi e Conso dicono la verità, chi governava, in quell’anno tragico e determinante? Chi è che fa il furbo ? Chi è il gran “ para-guru” ? Se riflettete ben bene, c’è un solo politico di lungo, lunghissimo corso fra i tre interessati ( Ciampi, Conso e Scalfaro) che, per di più , è anche un vecchio arnese democristiano, avvezzo a tutto. E’ Oscar Luigi Scalfaro, che addirittura sembra suggerire una versione concordata, quella buona per ogni occasione,comunque utile a intorbidire le acque: Conso ha agito in quel modo per ragioni umanitarie. Ma Conso, da galantuomo, smentisce: è tutto agli atti. Il gioco dello scaricabarile a tre, con uno dei tre che però dice la verità: Conso.

Il tema è importantissimo, ha ancora il suo peso nel presente, visto che ancora qualche Procura cerca in tutti i modi di addossare a Berlusconi ed a Forza Italia la responsabilità della trattativa della quale stiamo parlando. Vi accompagno dunque per mano per una cronologia dei fatti ben calibrata e ragionata. Attenzione, perché vi riporto magicamente negli anni in cui fu concepita questa seconda Repubblica.

Due sono le tesi fin qui sostenute, entrambe false: 1. le bombe mafiose servivano a intimidire e bloccare le forze del cambiamento; 2. quelle stragi erano contro il governo Ciampi (lo afferma lo stesso interessato nel verbale di interrogatorio) e si placarono quando il suo Governo cadde , mettendo a frutto la trattativa avviata, per il tramite di Vito Ciancimino, con Forza Italia. L’assurdità di tale assunto sta nello stesso calendario.

Giovanni Falcone fu assassinato il 23 maggio 1992. Il 19 luglio successivo salta in aria Paolo Borsellino. Al Governo c’era Giulio Andreotti . Il sacrificio di Falcone condusse Scalfaro al Quirinale. Non c’era bisogno di apparecchiare la terribile sceneggiata di Capaci, perché – lo dicono ai Magistrati gli agenti della intelligence - Falcone poteva essere più facilmente fatto fuori in un ristorante romano, ma si scelse il grande botto. Falcone e Borsellino erano due magistrati perdenti, accantonati dalle correnti politicizzate e dalla sinistra. Sappiamo pure che Falcone doveva incontrare il procuratore di Mosca, collaborando ad un’indagine sul sovrapporsi dei canali finanziari per il riciclaggio mafioso e per la fuoriuscita di soldi sovietici, destinati anche al finanziamento del Partito Comunista Italiano. Sappiamo, infine, che Borsellino era rimasto il solo e l’unico a credere nell’inchiesta mafia-appalti, condotta dal Ros dei Carabinieri e voluta da Falcone. Morto lui, finita l’inchiesta. Spero sia tutto chiaro. Se avete problemi, vi consiglio di rileggere la cronologia.

Mettiamo bene in ordine tutti i fatti: quelle due bombe ( Capaci e Via D’Amelio ) tolsero di mezzo due servitori dello Stato invisi ai mafiosi, ai comunisti ed a tutta la sinistra politica italiana; tolsero di mezzo Giulio Andreotti nella corsa alla presidenza della Repubblica ( sapete che al Colle vi andò O.L. Scalfaro) , aprirono una vastissima prateria dove furono liberi di scorazzare presunti (molto presunti) pentiti di mafia secondo un canovaccio che prevedeva un uso politico del pentito predisposto da Luciano Violante. E non solo, perché, in un tale scenario di una politica debole e corrotta ( pensate alle tangenti del tempo) quelle due bombe servirono anche a consegnare ai Magistrati del Pool milanese di Mani pulite una sorta di incarnazione umana della giustizia. Difatti, davanti al discorso di Craxi alle Camere dove tutti i partiti politici furono chiamati dallo stesso in “ correità” per il generale uso delle tangenti, tutti stettero zitti: ma non, come si è ritenuto, per viltà e per connivenza e per vergogna ( che poteva anche essere vero per il PSI, per la DC e per i partiti liberali ). Parve autoaccusatorio il silenzio del PCI. Ma era solo convenienza, perché ben altro era stato lo scenario organizzato da quel partito per prendere il potere in Italia. Ecco perché neanche il PCI , neanche il Comunista Napolitano quale Presidente della Camera - un partito che faceva della difesa della Costituzione una sua bandiera - osò profferire verbo a difesa del Parlamento quando il Pool di Mani Pulite ricattò il Parlamento per modificare l’articolo 68 della Costituzione espungendo con quel golpe giudiziario le garanzie costituzionali dei padri costituenti poste a difesa degli “ eletti” contro i possibili “ soprusi” dell’ordine magistrale. La sopraffazione della Magistratura sulla Politica era una manovra concordata per consentire al PCI la conquista del potere senza dover ricorre a democratiche votazioni che lo avrebbero sconfitto . E aveva anche un prezzo, sul quale tornerò.

A questo punto restano tre possibilità: la prima è che non vi sia alcun nesso fra le azioni mafiose e quelle politiche; la seconda è che i mafiosi siano degli emeriti fessi, tanto imbecilli da abbattere quelli che li favorivano; la terza è che i mafiosi non siano per niente imbecilli e che stavano spianando la strada a quelli che li avrebbero favoriti. La prima ipotesi è negata dai fatti di cento anni, la seconda è esclusa dal buon senso. Ne resta una sola, la terza.

Andiamo avanti, vi faccio sempre il Virgilio della situazione. Fra il giugno del 1992 e l’aprile del 1993 governa Giuliano Amato. Ministro della giustizia: Giovanni Conso. Quest’ultimo redige un decreto legge per uscire dal manipulitismo. Il Governo lo concorda con il Colle. Il decreto viene approvato dal Consiglio dei ministri. Ma la Procura di Milano si rivolta contro ( chi non ricorda le facce di Borrelli e di Di Pietro che al telegiornale serale minacciarono, davanti allo sbigottito e basito popolo italiano ,tutto il “ Parlamento di corrotti”?) e Scalfaro, facendosela addosso, obbedisce all’ordine della Procura milanese e non firma il decreto. Il colpo di Stato è in corso.

Ciampi diventa capo del governo (parliamo di un ex Governatore della Banca d’Italia, di un tecnico , dunque il primo Premier della storia repubblicana che neanche era un parlamentare e che pertanto nessuno aveva mai eletto, una vera vergogna mondiale, da Repubblica delle Banane) nell’aprile del 1993. Come ministro della giustizia chi ti va a scegliere? Ma sì, proprio lui, Giovanni Conso, proprio colui che si era beccato uno sganassone in piena faccia come Ministro facendo una figura penosa, vile, barbina. Cos’era, un premio? Conso è un galantuomo, e allora non disse al Colle :”Presidente Scalfaro, ma se l’abbiamo rivisto assieme, riga per riga ! “. A caval donato non si guarda in bocca e dunque tacque. Da qui in poi la cronologia è decisiva.

Ciampi sostiene che le “stragi” furono contro di lui, ma morirono, in tutto, dieci persone.( 14 maggio, via Fauro, Roma: attentato fallito, nessun morto. 27 maggio, Georgofili, Firenze: 5 morti. 27 luglio, via Palestro, Milano: 5 morti. 28 luglio due bombe: San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro, Roma. Messe in modo da non far vittime. 31 ottobre, presunto (lo sappiamo solo dai pentiti) attentato allo stadio Olimpico, Roma. Fallito). Immediatamente dopo, novembre 1993, Conso toglie i mafiosi dal carcere duro. Fine degli attentati.

Ora vogliamo davvero credere che i mafiosi sono proprio degli incapaci, con attentati che falliscono e mettono bombe che non ammazzano nessuno? O non stavano, per caso, solo mettendo all’incasso l’assegno postdatato? Non stavano solo “ ricordando “, a chi di dovere, un debito da saldare ? Chi aveva tratto beneficio dalla morte di Falcone e Borsellino ( vedi sopra ), chi dai pentiti che sbucano come funghi e raccontano qualsiasi cosa pur di compiacere a chi ha promesso premi svariati( vedi sempre sopra)? Il governo Ciampi durò fino al maggio del 1994, e i mafiosi, guarda caso, andarono in letargo. Dopo avere incassato la (non umanitaria) benevolenza di Conso.

Nel 1994 ci furono le elezioni politiche , il cui esito doveva consegnare il potere sull’Italia (ormai uccisi, per esecuzione giudiziaria la DC, il PSI, il PRI ecc, grazie ai servigi del Pool di Mani Pulite) a quel PCI che incredibilmente era stato letteralmente e sfacciatamente graziato dai reati di Tangentopoli dallo stesso Pool di Mani Pulite ( i cui membri, fateci caso, hanno riscosso il dovuto corrispettivo per gli evidenti servigi resi , con seggi senatoriali tutti nello stesso PCI e suoi discendenti). La sinistra avrebbe dovuto vincere ed avrebbe dovuto governare come aveva fatto Ciampi, favorendo gli affaristi, non solo italiani.

LE PRIVATIZZAZIONI ECCELLENTI

Franco Nobili da 1989 al 1993 e poi Romano Prodi dal 1993 al 1994 ( dopo la lunga stagione degli anni ’80 densa di regali di aziende pubbliche ad amici - SME a De Benedetti per un piatto di lenticchie, andato a vuoto grazie a Borletti e Berlusconi, l’Alfa Romeo regalata all’amichetto Gianni Agnelli, industrie dolciarie varie cedute a prezzi stracciati a Compagnie estere delle quali Prodi era ancora ed era stato un notevole “ advisor”, vedi Unilever, con la sua Nomisma ) al comando del carrozzone IRI . L'accordo Andreatta-Van Miert del 1992 impresse una forte accelerazione alle privatizzazioni, iniziate già nel 1992 con la vendita del Credito Italiano. Nonostante alcuni pareri contrari, il ministero del Tesoro scelse di non privatizzare l'IRI SpA, ma di smembrarlo e di vendere le sue aziende operative; tale linea politica fu inaugurata sotto il primo governo di Giuliano Amato e non fu mai messa realmente in discussione dai governi successivi. Raggiunti nel 1997 i livelli di indebitamento fissati dall'accordo Andreatta-Van Miert, le dismissioni dell'IRI proseguirono comunque e l'Istituto aveva perso qualsiasi funzione se non quella di vendere le sue attività e di avviarsi verso la liquidazione. Tra il 1992 ed il 2000 l'IRI vendette partecipazioni e rami d'azienda che determinarono un incasso per il ministero del Tesoro, suo unico azionista, di 56.051 miliardi di lire, cui vanno aggiunti i debiti trasferiti. Hanno suscitato violente critiche le cessioni ai privati, tra le altre, di aziende in posizione pressoché monopolistica come Telecom Italia ed Autostrade SpA, che hanno garantito agli acquirenti posizioni di rendita.

L'analisi della Corte dei Conti sulla stagione delle privatizzazioni

Con un documento pubblicato il 10 febbraio 2010, ormai ultimata la stagione delle privatizzazioni che prese il via quasi 20 anni prima, la Corte dei Conti ha reso pubblico uno studio nel quale elabora la propria analisi sull'efficacia dei provvedimenti adottati. Il giudizio, che rimane neutrale, segnala sì un recupero di redditività da parte delle aziende passate sotto il controllo privato; un recupero che, tuttavia, non è dovuto alla ricerca di maggiore efficienza quanto piuttosto all'incremento delle tariffe di energia, autostrade, banche, etc ben al di sopra dei livelli di altri paesi Europei. A questo aumento, inoltre, non avrebbe fatto seguito alcun progetto di investimento volto a migliorare i servizi offerti. Più secco è invece il giudizio sulle procedure di privatizzazione, che:

« evidenzia una serie di importanti criticità, che vanno dall'elevato livello dei costi sostenuti e dal loro incerto monitoraggio, alla scarsa trasparenza connaturata ad alcune delle procedure utilizzate in una serie di operazioni, dalla scarsa chiarezza del quadro della ripartizione delle responsabilità fra amministrazione, contractors ed organismi di consulenza al non sempre immediato impiego dei proventi nella riduzione del debito »

SORPRESA!!!!!

Le cose andarono diversamente, le elezioni del 1994 le vinsero inaspettatamente Silvio Berlusconi e Forza Italia, Occhetto ed il PCI subirono una disfatta clamorosa, il Paese restò sorpreso e sbigottito, i poteri forti si “ carbonizzarono” fra di loro ( Magistratura, PCI, elite industriale, bancaria, assicurativa, giornalistica, ecc) e chiesero l’ulteriore aiutino al Pool di Mani Pulite. Ecco le accuse nel 1994 a Berlusconi di avere pagato tangenti alla guardia di finanza . Le accuse erano false, ma la sentenza definitiva arrivò solo nel 2001, sette anni dopo. Intanto il Governo eletto dal popolo era stato ucciso dal golpe giudiziario. E chi ne trasse vantaggio se non la sinistra e Di Pietro e Colombo? Premiati – senza un minimo di back ground in politica – con comode poltrone a Palazzo Madama in Collegi sicuri, come Mugello e Forlì-. Chi ritiene che tutto questo sia un “ puro caso” prenoti una visita psichiatrica da uno psichiatra veramente bravo. Urge ricovero. Chi ha pagato per quelle false accuse? Nessuno. La Magistratura lo sapeva, gode di una impunità vergognosa e così la sinistra si vendicò di Berlusconi facendo fuori la sovranità del popolo italiano sancita dal secondo comma dell’articolo 1 della Costituzione. Dicono di essere i difensori della Costituzione, ma questi della sinistra hanno stuprato già due volte la Costituzione: nel 1993 abbattendo le guarentigie e nel 1994 rubandola sovranità politica al popolo. Bei difensori !



UNA INDEGNA GIUSTIZIA USATA PER SCOPI PERSONALI E POLITICI. MA QUALE TERZO MONDO!! PEGGIO!

C’è più di un personaggio da barzelletta nella magistratura italiana, da andare su “ scherzi a parte”. Uno di questi si atteggia pure a giustizialista, è un napoletano , uno scarto di fabbrica laddove si sarebbe dovuto produrre una sorta di Saint Just, uno che più che un Magistrato che produce “giustizia” verrà ricordato come un bambinone giocherellone che prendeva soldi dallo stato come P.M. ma che non ha fatto altro che giocare a fare bolle di sapone e balle giudiziarie. Costui ci è costato miliardi di stipendi, di contributi, di privilegi, di impunità oscene, di inchieste sballate, di intercettazioni salatissime e non solo. Invece che cacciarlo dalla Magistratura a calci nel sedere, qualcuno ( il collega Di Pietro, esperto in inchieste farsa con congruo pagamento differito ) lo ha anche premiato con una bella poltrona al Parlamento Europeo. Costui è il Dr. Luigi De Magistris, la cui ultima inchiesta , quella denominata “ toghe lucane” si è dimostrata quello che è lui stesso: una bolla di sapone. Pensate che tutta la sua inchiesta nella quale adombrava fantastici comitati d’affari da far girare la testa, ebbene tutta questa inchiesta non è riuscita nemmeno a superare il primo gradino della giustizia. E’ stato infatti lo stesso GUP a giudicare crudelmente come “ lacunoso, inidoneo e carente” l’impianto accusatorio del bambinone napoletano. Intanto, sfruttando i nostri soldi e la risonanza mediatica che tale bufale accusatorie precostruite gli offrivano, questo omuncolo mascherato da Magistrato in tocco e toga , un pappone pubblico stipendiato per il nulla, ha tenuto per anni gli indagati in una condizione di pubblico ludibrio, si è costruita un’immagine televisiva con la complicità di quel solito Santoro ( che okkupa la RAI non per scelta del pubblico ma per ordine di un Magistrato) che troppe volte invece di fare il conduttore televisivo ha recitato la parte, peraltro ancora impunita , di “ concorrente in reato penale “ per suicidi vari e per omicidi eccellenti ( ricordiamo solo Falcone, Lombardi e Leoluca Cascio please!), si è costruito un’immagine mediatica che gli ha consentito una carriera politica della quale era evidentemente indegno. Classico esempio di uso politico e strumentale della Giustizia, da fare ribrezzo. Il valore politico di questo indegno epigone di Saint Just da barzelletta lo lascio agli elettori. Voglio però fare presente che costui, essendosi furbescamente dimesso dalla Magistratura dopo avere agguantato il seggio di Strasburgo, non risponderà mai a nessuno degli imbrogli commessi. Le vittime delle sue sgangherate pseudo-inchieste , che sono rimaste esposte alle accuse più infamanti nelle prime pagine di tanti giornali, ora vedranno la notizia della loro accertata estraneità a quei reati , se va loro bene , relegata in un trafiletto in nona pagina. Costoro non avranno nessun risarcimento, anzi. Assisteremo invece all’inverecondo spettacolo di un De Magistris che, ben bene e vigliaccamente riparato dietro l’impunità di parlamentare europeo , alla quale non rinuncerà mai, continuerà a sostenere la bontà delle sue denuncie, a raccontarci la favoletta bella del suo martirio mentre i suoi accusati, le vere vittime di questo ignobile gaglioffo non avranno alcuno spazio ed alcun modo per poter far valere le loro ragioni. Questa ignobile e medioevale impunità di questo magistrato politicizzato va rimossa e sistemata. Mi rivolgo alle anime belle della sinistra e dei giustizialisti che si stracciano le vesti contro la proposta di riforma di questa ingiusta giustizia da Paese del quarto mondo: ma vi pare giusto, vi pare civile, vi pare degno di uno Stato di Diritto che le innocenti vittime di questo magistrato da barzelletta non saranno risarcite da nessuno ed in alcun modo? Usare l’arma letale come “l’accusa penale “ per fini diversi da quelli istituzionali, come ha fatto De Magistris con l’inchiesta “ toghe lucane” per conquistare una carriera politica, come ha fatto Di Pietro con l’accusa a Berlusconi (di aver corrotto la Guardia di Finanza) per assicurarsi come corrispettivo un seggio del PCI al Senato, come ha fatto Castelli con Andreotti per essere premiato con la Direzione della Procura di Torino, come ha fatto il P.M. di Bari Emiliano ( con l’inchiesta sulla Missione Arcobaleno dove era indagato D’Alema , abbandonata per diventare Sindaco di Bari lasciando così che quell’inchiesta languisse nel cambio di P.M. e scivolasse ormai inevitabilmente verso la prescrizione ), come aveva fatto prima di costui il Magistrato Maritati, oggi Senatore del PD, ecc. non è forse un reato penale evidente? E non è forse previsto dalla Legge che l’azione penale sia obbligatoria alla semplice “ notitia criminis”?


EGITTO DIMENTICATO, MA NON DA QUESTO BLOG

Nessuno che si occupi più , con la dovuta applicazione, dell’Egitto. Come a dire: fatta la rivolta contro Mubarak, passata la notizia. Ma l’Egitto è vicino, confina con il mare nostrum, è un Paese immenso rispetto all’Italia, è peraltro il Paese della più antica e nobile civiltà preromanica e, sopra tutto, conta una popolazione enorme. Me ne voglio occupare io, dell’Egitto, cominciando a dare la notizia, bruttissima, che è passato il referendum per la “ modifica” della Costituzione egiziana. Hanno votato la bellezza di quattordici milioni di egiziani, mai visto prima d’ora ed il 77% ha votato a favore delle modifiche costituzionali. Quali sono? Eccole: limitato il numero dei mandati presidenziali ( Mubarak era al potere da una vita), minori vincoli per candidarsi alle elezioni politiche, promulgato il controllo della Magistratura sulle elezioni politiche, abolito il potere presidenziale di ordinare processi militari contro civili. Insomma, almeno dopo quaranta anni di leggi emergenziali si cerca di far tornare il popolo egiziano ad una normalità accettabile. Disgraziatamente non posso compiacermi di questi risultati perché di fatto da queste urne ne escono sconfitti i partiti laici , i giovani di Piazza Tahrir, la sinistra, i nasseriani. Vincono insomma i soli due partiti politici che sono non solo radicati sul territorio grazie a quaranta anni di impero mubarakiano, ma che sono anche i due più pericolosi movimenti politico-religiosi e cioè sia il partito nazionalpopolare di Mubarak e il partito musulmano dei “ Fratelli Musulmani”. Sono questi due partiti che traggono vantaggi da questa consultazione e dai suoi risultati per il semplice fatto che – essendo gli unici due ben finanziati ed organizzati – dopo queste modifiche costituzionali che sono solo di facciata, sono pronti al voto politico ormai imminente ed al quale possono guardare con la consapevolezza di avere mezzi ed organizzazione per vincerle a mani basse. Per incanalarsi verso una decisa via che conduca ad una sicura democrazia, occorreva che il referendum venisse bocciato, che il popolo egiziano non si accontentasse di qualche ritocco costituzionale ma che pretendesse quel che sarebbe stato il suo diritto: una nuova costituzione, un’assemblea costituente che non fosse dominata dai soli due partiti che , invece, hanno dominato questa pseudo consultazione. Il pericolo di un passo deciso verso l’islamizzazione dell’Egitto è purtroppo stato compiuto. Nel silenzio ignobile dei nostri media. Che,magari, preferiscono dedicare pagine e pagine , alle cosce di Ruby.



ANCORA SU SCALFARI

Nella sua solita “ chiacchierata domenicale con Dio”, su Repubblica scritto ( non sulle sacre tavole, ma solo sulla carta di Repubblica, chi si accontenta gode! ) , Scalfari ha scritto che “ Saddam aveva invaso il Kuwait, però si ritirò subito dopo (!) l’ingiunzione internazionale , ma l’armata di Bush lo inseguì fino a Bagdad, lo processò e lo giustiziò”. Barbapapà ha idee scarse e ben confuse. Infatti confonde avvenimenti e date o forse le modifica come a lui conviene. La seconda guerra del Golfo, è stato un conflitto iniziato il venti marzo del 2003 con l'invasione dell'Iraq da parte di una coalizione formata principalmente da USA,G.B., Australia, Polonia e con contributi minori da parte di altri stati, tra cui l’ Italia, Presidente USA era George Bush figlio. Essa fu preceduta da una lunga ostilità armata (iniziata nel1990 con l’ invasione del Kuwait da parte dell'Iraq del dittatore Saddam e la conseguente Prima guerra del Golfo) sostenuta da 35 Stati (USA in primis) sotto l'egida dell' ONU, Presidente degli USA era Bush padre. La seconda guerra del Golfo iniziò con l'invasione statunitense in Iraq, avente come obiettivo principale la deposizione di Saddam, considerato un pericolo per la sicurezza internazionale, soprattutto per il suo presunto appoggio al terrorismo islamico. Poi, Scalfari si supera con un bel “Il Mediterraneo è stato per millenni il centro del mondo atlantico”. Devo forse aggiungere qualcosa o basta solo elencare tutte queste sciocchezze e tutti questi errori ?

Cannigione martedì 22 marzo 2011

Gaetano Immè

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