Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 11 marzo 2011

SCENARIO POLITICO E RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Due segnali contestuali e contrapposti sul fronte della politica italiana: l'altra sera, a Matrix, si misuravano civilmente e rispettosamente fra di loro Feltri e Renzi ( facendo con tutto questo fare anche una gran bella figura al conduttore che teneva saldamente in pugno la discussione- complimenti !), ieri sera da Vespa, Alfano e la Finocchiaro con altri. I primi due , diciamo, a viso aperto, su qualsiasi argomento politico sul quale  capitasse di discutere, sulla proposta di riforma della giustizia i secondi due. Opposti i sentimenti che ho provato. Una grande sensazione di passione con i primi due , un profondo sconforto ed una grande noia  per la tanta supponenza di alcuni degli  attori, con i secondi. Il Sindaco di Firenze ha dimostrato l'altra sera che in Italia potrebbe ancora esistere un vero partito " d'opposizione politica " mentre oggi esiste solo un " partito d'opposizione preconcetta ", una specie di " partito democratico" che è invece un pupazzetto eterodiretto che sa solo rifiutare ogni discussione seria con una condotta dissoluta, autolesionista , da suicidio consapevolmente assistito da quei due infermieri da morgue che sono l'IDV ed il SEL, come hanno dimostrato i secondi. Ma ha un seguito Renzi nel PD di oggi? Certo esiste il suo movimento, detto " dei rottamatori" che vorrebbero vedere il P.D. tornare a " fare politica", tornare ad opporsi al centrodestra su argomenti politici ed istituzionali, invece che star lì a discutere di come un uomo passi le sue notti e con chi, a odorare mutande, a origliare, a spiare dal buco della serratura, a tramutar peccati in reati , come una massa di beghine "mai state mogli, senza mai figli, senza più voglie". Sapete, per un momento mi sono illuso di trovarmi davvero nella " culla del diritto e della civiltà" , ma sbagliavo, non mi trovavo  in Francia, nella Francia d'oggi dove coesistono, senza zuffe chioggiotte , uno Chirac sotto un processo rinviato da ventuno anni ( per le garanzie costituzionali del Presidente) e un Cohn Bendit ( l'indiscusso leader del sessantotto francese ora maturatosi in verde) , mi trovavo solo in questa povera Italia , nel paease di " Spinelli & Travaglio", nel Paesello dove un Saviano racconta pure bugie persino sulla vita di Benedetto Croce e non se ne vergogna neppure, il meschino.

A parole, con l’esclusione di un ristretto gruppo di magistrati fondamentalisti e dei settori politici del giustizialismo più estremo, parrebbe che tutti siano  d’accordo sulla necessità di una riforma della giustizia. Questo significa che il progetto predisposto dal ministro Angelino Alfano ha la strada spianata e la possibilità concreta di essere approvato in Parlamento nei due anni restanti della legislatura?

Io non ci credo e vi spiego il perché, rispondendo nello stesso tempo a coloro che obbiettano che chi sta al governo deve governare e non chiaccchierare o promettere, ma " fare " le riforme. Facile e demagogico a dirsi in Itlaia, impossibile a farsi per le ragioni che trovate appresso indicate. Innanzi tutto andiamo a spiare dal buco della serratura il  Quirinale, a casa del Capoccia di quella Magistratura della quale si propone la riforma Alfano. Per spiare, Repubblica ed i suoi scagnozzi/scribi sono molto più attrezzati ed esperti di noi: dispongonodella giusta attrezzatura ed esperienza,  di cimici, di piedi di porco, di connivenze, di collusioni dentro i Palazzi di Giustizia, di sistemi di origliamento e di spionaggio degni di una Stasi. Dunque la Stasi di Largo Fochetti  mercoledì scorso titolava del " fastidio, anzi della vera e propria irritazione  di Napolitano nei confronti del Ministro Alfano"  fino al punto - sosteneva la nostra Stasi in base, supponiamo, a qualche spiata od origliata - che  " Napolitano non ha voluto ricevere personalmente  il Ministro, avendo delegato il Segretario Marra". Le cose non stanno affatto come millanta  la Stasi-Repubblica , anzi: non solo ci  risulta un rapporto cordiale e rispettoso fra Napolitano ed Alfano, non solo nessuno altro organo di stampa ha sostenuto questo canovaccio, ma addirittura sono arrivati ai nostri sensibili orecchi dei " rumors" che davano veramente Napolitano molto  irritatato ed anche un po' sanamente incazzato con la Stasi-Repubblica . Per concludere, con il fatto che  l'eminente ed influente quirinalista del Corriere della Sera,  Maurizio Breda stesso ha scritto, sullo specifico e non certo a caso " che la riunione fra Napolitano ed il Presidente della Repubblica non si è svolta all'insegna di quell'irritazione  e di quel gelo profetizzati da qualcuno". Il significato di tutto ciò è nel fatto che il " partito" Stasi-Repubblica usa ogni mezzo, sopratutto le menzogne - come in questo caso e come troppo spesso accade - per tentare un'opposizione aprioristica e demagogica , fuori del merito, alla riforma. Nel suo proprio esclusivo interesse che deriva dal famoso " tanto peggio, tanto meglio" di togliattiana memoria ma sempre attuale.  Insomma siamo con la Stasi-Repubblica in trepida attesa non di un qualche beneficio per il Paese, ma solo di riservare alla Magistratura i privilegi e le impunità delle quali illecitamente ed anticostituzionalmente essa gode dal 1993,  le quali possano consentire la stessa Magistratura di eliminare Berlusconi ma non ricorrendo come vuole la democrazia alle urne, ma con un golpe dei Magistrati. Roba vecchia di diciassette anni. Marciume.

Certo, un ritorno alla " vera politica" é non solo possibile, ma ovviamente auspicabile. Ma ci vorrebbe un centrosinistra non eterodiretto, un centrosinistra che non si facesse tenere al guinzaglio dalla  lobby elitaria, ricca e grottesca di Repubblica, un centrosinistra che - senza minimamente rinunciare, com'é suo dovere-diritto, a " fare una politica alternativa e di opposizione"- non si limiti a fare " il nulla di adesso" . In verità c'era da restare smarriti, sbigottiti, amareggiati ed anche sconvolti e disgustati nel leggere le dichiarazioni che P.L. Bersani, quale Segretario "labile" del P.D. ha rilasciato a proposito della riforma della Giustizia. Costui, ormai al guinzaglio corto  e letteralmente schiavo dell'IDV ,  del SEL e del Partito delle Procure e dei Magistrati ha dichiarato di " escludere ogni possibilità di discutere nel merito i temi della firma della giustizia". Dichiarazione depressive, banali, propagandistiche ed alla fin fine autolesionistiche con le quali il P.D. si autoesclude da ogni possibilità di contribuire a creare una giustizia migliore e più moderna con proposte che - come dice ieri il giovane direttore ( Stefano Cappellini)  di un piccolo ma interessante foglio di sinistra riformista come Il Riformista -  così vengono lasciate colpevolmente nelle sole mani del centrodestra mentre dovrebbero essere prodotte proprio dalla cultura del centrosinistra. "Fa tristezza sentire parlare dei Parlamentari eletti nel P.D. come fossero dei tirapiedi  o dei tifosi ultras dell'Associazione corporativa dei Magistrati", scrive Cappellini e noi ci uniamo alla ssdegnata protesta.

Così  una parte consistente dell’opposizione, in particolare quella rappresentata appunto  dal Pd,  a dispetto della propria disponibilità di principio ad una vera e seria riforma della giustizia, si è subito attestata su una posizione destinata a sconfessare la disponibilità attraverso la tesi secondo cui la riforma non può essere realizzata in quanto non esisterebbero né il clima politico né le condizioni di serenità per farlo. E' la tesi della Senatrice Finocchiaro che, spalleggiata dal Prof. Anais e dal Vicedirettore de La Stampa di Torino Dr Sorge , ha ieri sera sostenuto da Vespa , ma con un atteggiamento pontificale e saccentotrio assai sgradevole , colmo di sciocchi sorrisetti supponenti e dando uno spettacolo di inutile e  logorroica saccenza , atteggiamento che ha messo in una posizione sicuramente non positiva un Vespa incapace di frenare gli interruttivi intenti comiziali della Finocchiaro stessa. Alfano ha tenuto degnamente posizione , non scivolando sul piano inclinato delle polemiche preconcette messe in mostra dai tre invitati, tenendo il posto,  restando nel suo aplomb istituzionale. Ma resta il grosso scoglio del P.D. rappresentato dal comportamento della Senatrice Finocchiaro: siamo per una riforma della giustizia che sia tale per il cittadino purché corredata dalla giusta atmosfera. Tradotto: per il P.D. non è il momento di fare questa riforma. Senza spiegarne i motivi, ma trincerandosi dietro il solito
" benaltrismo"( sono ben altri i problemi del Paese....) arrivando addirittura a far fare una meschina figura al   Dr Sorge della Stampa il quale  si chiedeva ,con aria fintamente spaesata , sorpresa e tonta  da " dove scaturisse questa improvvisa necessità di questa riforma" sentendosi ricordare  da Alfano che la riforma della Giustizia non discendeva dal cielo , bensì - cma ome  può non ricordarlo un giornalista politico della sua fama? -  dagli impegni che questo Governo aveva elencato ( i famosi cinque punti) al Parlamento appena  il 14 dicembre scorso,  ottenendo una larga fiducia. Secondo  dunque i dirigenti del Pd, da Angela Finocchiaro fino a Luciano Violante, in sostanza, riformare la giustizia italiana che non funziona sarebbe certo necessario. Ma l’impresa è irrealizzabile perché il clima politico è reso irrespirabile ed il confronto impossibile dalla presenza in campo di Silvio Berlusconi e dalla sua pretesa di  non lasciarsi processare ( leggasi: " condannare") dalla Procura di Milano ma di pretendere addirittura di difendersi da sentenze di condanna non ancora scritte ma già pronte da tempo. Ora costoro sono stati letteralmente spiazzati, messi all'angolo, in clamoroso offside,  dalla dichiarazione di Berlusconi di voler presenziare a tutti i suoi processi. Un contropiede micidiale che svergogna platealmente il PD. Insomma, la posizione del Pd è allo sbando : la tesi che se la riforma non si fa la colpa è del Cavaliere che non si dimette e non si toglie di scena così come prima chiesto con ossessiva insistenza da mesi da Pierluigi Bersani ( quello che il federalismo è da buttar via ma che poi lo promette alla Lega come prezzo di un ricatto se la Lega abbandona Berlusconi ed il PDL ) e dall’intera opposizione è smembrata, smontata, distrutta . Perché poi,  una volta che Berlusconi dichiara invece di volersi difendere " nei processi", il PD. che fa? Sceglie la strada dei sorrisetti e della supponenza. Bella coerenza del cavoletto, bel  partito di governo.

E i Magistrati? Sono terrorizzati dalla riforma. Perché? I motivi sono sia svariati e variegati, sia del tutto ideologici. Esaminiamoli. Intanto essi stessi riconoscono che le idee guida della riforma non sono  solo  frutti di Berlusconi o del berlusconismo perché " alcune soluzioni proposte per la nuova giustizia si trovano in nprogetti di riforma prodotti anche dall'attuale centrosinistra"( di Mario Ardigò, rappresentante di Magistratura indipendente ) , tanto che anche un P.M. di Magistratura Democratica come il Dr. Spataro ha riconosciuto, ma invitando comunque la corporazione alla battaglia. Essi temono la applicazione della " responsabilità civile dei Magistrati "perché con quella norma riformista essi risponderanno al pari di tutti gli altri funzionari e dipendenti dello Stato  dei loro errori per di più in attuazione del principio costituzionale - dunque dal 1987 fino ad oggi impunemente da essi Magsitrati calpestato - che " la legge è uguale per tutti". Al riguardo si registrano gli entusiastici assensi dei radicali e dei socialisti e la nebulosa e prevedibile chiusura corporativistica dell'IDV. Una difesa dell'indifendibile Magistrato impunito viene ancora spudoratamente tentata dal Procuratore G.C. Caselli - noto per i suoi troppi processi finiti nel nulla ( uno su tutti: quello contro Andreotti ) e per questo " premiato" con la poltrona di Procuratore Capo di Torino - il quale vorrebbe che le cose restassero come sono oggi, salvo prevedere la " citabilità" da parte del cittadino svantaggiato dalla giustizia contro quel Magistrato. Quello che disgusta , in questa difesa delle prerogative e dell'impunità medioevale della Magistratura - è quello che il Dr. Caselli è così bravo da non dire: ma che vi dico io. Trovatemi oggi un Giudice che , davanti ad una denuncia per danni contro un suo collega ( stesso ordine, stesso ufficio, oggi faccio un piacere a te, domani tu lo fai a me, ecc) sposi la causa del " nemico". Caselli dovrebbe vergognarsi, perché i Magistrati sono responsabili dei loro errori IN TUTTO IL MONDO, ANCHE IN SUDAN! Una vergogna! Diciamo che da questa riforma riparte la lotta per Enzo Tortora e per tutti i successivi scempi impuniti dei magistrati.

La verità è che Berlusconi propone quella grande riforma della giustizia che, come la sinistra gli rimprovera, non ha mai fatto, cercando di  difendersi con  leggi ad personam. Ma la sinistra continuerà ad opporsi alla riforma fino a quando la magistratura milanese non avrà liquidato Berlusconi per via giudiziario ed il Cavaliere non si sarà tolto di mezzo lasciando finalmente campo libero ai propri avversari. Tanto più adesso che, con questa strada politica il centrodestra e, per converso anche lo stess Silvio Berlusconi, acquisiscono maggiore credito e credibilità .Tutto come sempre, allora? Niente affatto. Perché in questa situazione di apparente stallo, con la sinistra che si oppone alla riforma della giustizia perché teme di essere scavalcata sul terreno dell’antiberlusconismo dai magistrati fondamentalisti e dai giustizialisti professionali, una novità politica esiste ed è rappresentata dal fatto che la maggioranza di governo ha ripreso l’iniziativa politica dopo aver subito passivamente per mesi e mesi quella della sinistra spiona e bacchettona e di quella mediatico-giudiziaria. E l’ha ripresa proprio su quel terreno della giustizia su cui da sempre era apparsa in gravissima difficoltà a causa delle vicende personali del Premier ( vere o presunte poco conta). D’ora in avanti il centro destra non dovrà più impegnarsi a battaglie di retroguardia su questa o quella legge ad personam ormai superate o cancellate (dal lodo Alfano al legittimo impedimento) e sulla scelta del Cavaliere di difendersi dai processi. Potrà, al contrario, sfruttare la sfida aperta di Berlusconi ai magistrati che lo vogliono eliminare politicamente attraverso l’uso strumentale della giustizia.

Significa mettere con le spalle  al muro l’opposizione,  sul terreno della grande riforma della giustizia scaricando sulla stessa le colpe  di una mancata approvazione. Questa novità, legata alla convinzione generale che il momento della spallata antiberlusconiana è passato e che non ci saranno elezioni anticipate a breve, è destinata a rinforzare la maggioranza ed a creare crepe sempre più marcate sul fronte dell’opposizione, come la posizione sia dell'UDC che di quel che resta del FLI dimostrano..Infatti non è un caso che una parte consistente dei finiani, dell’Udc e della stessa sinistra moderata e riformista abbia evitato di seguire l’esempio di Antonio Di Pietro e dei giustizialisti più scatenati e non abbia innalzato barricate preventive. Ed è altrettanto significativo che anche all’interno della categoria dei magistrati la solita e pavloviana levata di scudi e chiamata alle armi non sia stata affatto compatta e convinta.
A conferma che solo seguendo la strada della politica vera ed alta e delle necessarie riforme , senza curarsi più di tanto delle tante Stasi esistenti ancora in Italia, si vince alla grande .


I MEZZI UOMINI ED I PIGLIAINCULO DI SCIASCIA

L'uomo dal cognome spaventoso, caratterizzato da un unico progetto politico che si riassume così:
" trovare finanziamenti anche illeciti o al limite del lecito - per esempio di Telekom Serbia - per "  Il Roma " di Napoli ( edito da lui stesso )  , contratti assai remunerativi per  mia moglie Gabriella Buontempo dal  carrozzone RAI pubblica e denunciare per stalking chiunque osi parlare di lui e di sua moglie"  ( uno insomma che invoca sempre la " libertà di stampa" quando ghli conviene e che quado i giornalisti invece si interessano a lui , invoca a gran voce, da buon ex fascista, un
" bel bavaglio"!) , si localizza, come un'azienda qualsivoglia, dovunque trovi la soddisfazione materiale  del suo progettino politico-familiare. Infatti dal PDL egli passa - che fortuna, signori! - con Fini nel F LI  e vi resta. Anche dopo che " Dagospia" lo ha accusato  di essere stato lui l'origine della macchina del fango del così detto " scandalo Noemi";  anche dopo che l'ex Senatore del PdL Nicola Di Girolamo - arrestato per il reato di riciclaggio di fondi neri Fastweb ed in procinto di pattegiare la sua pena -  proprio ieri abbia  dichiarato che " Fu proprio Gianfranco Fini a volermi ed a reclamare la mia candidatura come candidato al Senato nelle liste del PdL". Dio li fa e poi li accoppia: Fini e Bocchino, entrambi impresentabili, per totale mancanza di coerenza. L'uno, Fini, per essere sopratutto  un incapace che si lascia rigirare come un pupazzo da una donnina o da un imberbe mantenuto di venticinque anni, avendo pure la sfrontatezza di proporsi per la guida del Paese, uno che non sa neanche comandare  a casa sua e che vorrebbe comandare a casa nostra; che cita frasi tratte da libri che neanche ha letto, come quella ridicola sua citazione della frase tratta da un libro di Leonardo Sciascia, che ( " gli uomini si dividono in cinque categorie: ci sono uomini, mezzi uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà ")  conosce solo per sentito dire e  ndelle quali ne orecchia  sola una parte ,  dimenticando  proprio di quelle due categorie di uomini di Sciascia - guarda caso proprio dei " mezzi uomini e dei pigliainculo "- alle quali il suo movimento pseudo politico fa più direttamente pensare;   l'altro, parlo di Bocchino Italo da Napoli, perché non saprebbe dove andare a svernare  se dovesse lasciare il FLI.


Roma, venerdì 11 marzo 2011

Gaetano Immè

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