Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 26 marzo 2011

SI AL CONFRONTO SULLA GIUSTIZIA , NO AI VETI


LA PREPARAZIONE DELLA REPUBBLICA DELLE PROCURE E DELLA SINISTRA

Non è male riprendere il discorso sulla Giustizia lì da dove esso nacque , anzi, da dove è stato fatto nascere. Perché, se oggi i P.M. urlano la loro opposizione alla proposta di riforma di Alfano senza avere alcun riguardo per l’articolo 101 della Costituzione; se il F L I si accoda loro nella speranza di ottenerne una qualche benevolenza nonché gli avanzi della lauta cena; se oggi il CSM , fregandosene altamente dei poteri ad esso attribuiti dalla Costituzione pretende, eppure con violenta ed inusitata arroganza, nel codino silenzio del suo “ capo” , di sostituirsi al Parlamento ed al potere legislativo; se la sinistra tutta non osa neanche lontanamente pronunciare quella parola che si chiama “libertà”, che si chiama “ autonomia dei poteri” , ossessionata com’è ormai da allora dalla speranza di sbarazzarsi “ dell’invasore” , così come a quel tempo essa riuscì a liberarsi di Craxi; tutto questo accade perché “un progetto politico-istituzionale”- che sarebbe meglio definire “ una lobby magistratocratica e politica di sinistra “- sta per essere scoperta, abbattuta, frantumata, distrutta da un libero Parlamento. Perché , dopo lo stupro delle guarentigie costituzionali del 1993, dopo che Craxi era stato abbattuto per via giudiziaria ( e con lui anche i suoi sodali politici ) , dopo che la “ gioiosa macchina da guerra del PCI” era stata ben oleata per le elezioni politiche del 1994 nelle quali – more sovietico – il PCI credeva d’essere tornato ai tempi di Breznev e di non avere, grazie alla complicità della Magistratura ideologizzata, alcun competitor sulla scena politica, mentre dunque era stata tutta ben agghindata la tavola per una bella “Repubblica delle Procure “, successe, inaspettatamente , che , tra i bei progetti codini dei P.M. d’assalto ed il PCI si misero di mezzo, irruppero , sgraditi peggio dei cani in chiesa ed inattesi peggio di tumori, sia la “politica” – risvegliata dalle melme tangentiste dal tenue accenno liberistico della breve campagna elettorale di F.I. – che, soprattutto, “ il popolo”che, ignobilmente, si lasciò soggiogare da Berlusconi e addirittura lo fece trionfare alle elezioni. Da qui il disprezzo della sinistra nei confronti del popolo, spesso definito dai suoi rappresentanti come “ stronzo”, “ bue”, “coglione” e simili squisitezze. Davanti allo scempio dell’uso immondo ed incivile degli “ arresti preventivi” del Pool di Milano, del “ carcere preventivo” usato come arma di tortura per estorcere confessioni da tempi dell’Inquisizione, nel 1994 ( non dimenticate che, proprio grazie alla “reclusione preventiva” usata alla Saint Just , i “poteri forti “della sinistra giustizialista riuscirono a “ rubare” al “ detenuto Angelo Rizzoli , oggi dichiarato prosciolto da ogni accusa del tempo, il Corriere della Sera ) il Governo Berlusconi I, nel tentativo di civilizzare quel viscerale giustizialismo del Terrore e per evitare altri “ suicidi eccellenti” ( ricordo solo Cagliari e Gardini), Il 13 Luglio 1994 emanò il Decreto Biondi , con il quale veniva stabilito che per i reati “politicamente sensibili”, anziché ricorrere agli arresti preventivi, andassero concessi gli arresti domiciliari. Con un comunicato letto dal P.M.- Di Pietro ,in diretta televisiva, i Magistrati contestarono il Decreto Biondi, ricattando lo Stato con la minaccia delle loro dimissioni dalla Magistratura. O.L.Scalfaro, Presidente della Repubblica, si rifiutò di firmare quel decreto.

L’OCCASIONE PERDUTA E LA ATTUALE REITERAZIONE DEL REATO DI RICATTO DEI MAGISTRATI

E dunque, invece che sferrare un devastante attacco a questa negazione dello Stato di Diritto, a questa nozione barbarica e contra legem del Diritto, la politica, la società civile, il Parlamento, si arresero al ricatto dei Magistrati del Pool di Milano sostenuti e spalleggiati da un Colle inqualificabile e dalla sinistra impresentabile. Fu una resa dello Stato, una sottomissione delle Istituzioni , vergognosa, illiberale, antidemocratica, anticostituzionale, che equivaleva ad un accordo fra lo Stato ed una forma di delinquenza, di malavita organizzata. Perché tutto quello che va contro la Costituzione – come andava il ricatto del Pool – è contro la legge e quindi è una forma di delinquenza, dunque di malavita. Lo Stato Italiano che aveva rifiutato con sdegno di trattare con le Brigate Rosse a costo di svariate, tante e note vittime, si piegò invece davanti al ricatto dei Magistrati eversivi, così come il Governo Ciampi, con Scalfaro al Colle e Conso Guardasigilli, si piegò al ricatto della mafia togliendo il “ carcere duro” ai mafiosi detenuti , ottenendo la sospensione degli attentati, un patto, una trattativa. Così lo Stato ha ceduto al ricatto del Pool consentendo che i P.M. del Pool proseguissero ad agire “ fuori della Legge”. Ecco, ed oggi si ricomincia, ci risiamo, daccapo. L’opposizione si sdraia davanti alla ANM con il solito mantra: che la personale responsabilità dei Magistrati, quando sia manifesta la violazione dei diritti del cittadino, è un tentativo di intimidazione contro chi vuole fare solo giustizia. Poco importa a questi incivili comizianti mascherati con toga e tocco che tale posizione significa un assurdo ed una bestemmia incivile: e cioè che la loro volontà è quella di fare giustizia violando sistematicamente i diritti dei cittadini ed il dettato della Costituzione. Tutti accodati ai comizianti P.M.,agli Spataro, agli Ingroia, ai Palamara, tutti proni e appecoronati davanti alle loro arroganti e violente intemerate, per ottenerne un briciolo di loro benevolenza, per ottenere gli avanzi del loro lauto pranzo e per continuare a sperare di eliminare, grazie alla loro esemplare Ingiustizia, il nemico: cioè, oggi, sia Berlusconi sia il popolo, cioè tutti coloro che votano per il centrodestra. Gli ipocriti comizianti, questi inquisitori barbarici e delinquenziali, questa lobby elitaria con sogni da “ ottimati” hanno da ridire anche contro la proposta della “ prescrizione breve” per gli incensurati. Qual è il motivo “ giuridico” che viene rivendicato da costoro a tale proposito? Nessuno. Questa norma – dicono questi ipocriti e gaglioffi giustizialisti “degli altri” – non va bene non perché sia ingiusta – perché anzi questa misura per gli incensurati è un segno di civiltà giuridica avanzata – ma perché “ potrebbe” essere utile a Berlusconi per alcuni dei suoi processi sotto il cui peso la Magistratura golpista lo ha schiacciato dopo che costui, nel 94, si era permesso di “ toglier loro l’osso dalla bocca!”. Ho già scritto e messo in rilievo, tempo fa, come la bellezza di ventotto dei ventinove processi a carico di Silvio Berlusconi siano relativi a presunti fatti illeciti compiuti dallo stesso “ prima “ di assumere una carica politica – il che è già un evidente ed incontrovertibile segno di accanimento personale e di uso della giustizia per finalità politiche ( solo il processo su Ruby riguarda presunti reati commessi da Berlusconi “ dopo “ l’assunzione di una carica politica ed istituzionale ) - ; ho già scritto tempo fa come in tutti i Paesi europei, con la civilissima Francia in pool position, i processi agli uomini delle istituzioni si celebrano solo “ dopo” che il personaggio abbia terminato il suo mandato istituzionale , come sta accadendo proprio nel Paese che mozzò il capo a nobili e reali con Mitterand; ho già spiegato, tempo fa, come la Repubblica Italiana , come sancisce dal 1948 il secondo comma del suo articolo 1, soggiaccia solo alla sovranità politica del popolo e non alle “ invasioni barbariche ed incostituzionali” della Magistratura; ho già spiegato, sempre tempo fa, che è ancora impunito, nel silenzio vile e spregevole della sinistra tutta e di questo impresentabile Colle, lo stupro della Costituzione commesso sempre dallo stesso Pool di Milano nel 1993 ai danni dell’articolo 68 della Costituzione stessa; ho già spiegato, tempo fa, come quella garanzia costituzionale fosse l’unico argine che i padri costituenti vollero ( in primis lo stesso Togliatti, giustamente sospettoso del potere della Magistratura e pieno sostenitore della sovranità politica del popolo ) porre per rendere la politica, che è un potere eletto dal popolo, indipendente dal potere della Magistratura, che è invece un semplice ordine di laureati non certo votati da nessuno, con la conseguenza che la sua cancellazione fu uno sfregio inqualificabile della Costituzione stessa, un’azione delinquenziale che consentì da allora alla Magistratura di assediare persone, cambiare governi, promuovere i bocciati, organizzare trasmissioni televisive, togliere scudetti di calcio e crearne di fasulli. È ora di urlare : Basta! Basta! Basta cazzo! Signori travestiti da pupazzi in tocco e toga, basta! Tornare a lavorare ed a rispettare le leggi. La ricreazione è finita. Il vostro golpe finisce qui. La riforma costituzionale della giustizia non nasce dal nulla né è una punizione o una controriforma “ contro” i Magistrati, perché non sono costoro i beneficiari della Riforma, ma i cittadini, quelli che pagano le tasse, quelli che si vedono negata la Giustizia. Saranno in grado gli oppositori di non svendere la ragionevolezza alle esigenze della propaganda ? Lanciamo una moratoria seria e difficile, la moratoria delle bugie. Misuriamoci pure col metro dell'onestà intellettuale, affinché ad avere la meglio non siano quelle sacche di resistenza al cambiamento , rumorose e minoritarie , che nel timore di dover rinunciare a qualche rendita di posizione non si fanno scrupoli di raccontare al Paese tutto un altro film. La separazione delle carriere serve per realizzare la parità fra accusa e difesa e una effettiva terzietà del giudizio , non per assoggettare i P.M. al potere esecutivo. Noi crediamo in un'azione penale che sia obbligatoria ma regolata da criteri oggettivi che rendano i cittadini uguali davanti alla legge, e non affidata all'arbitrio del singolo P.M.. Le indagini devono essere condotte con scrupolosa serietà , non gettando reti da pesca a strascico. Ritengo che se un magistrato compie un atto in violazione dei diritti di un cittadino, costui debba risponderne al pari di tutti gli altri funzionari e dipendenti dello Stato, non di meno e non di più. Si può essere in disaccordo, si può pensare che debba esserci una categoria più uguale degli altri, ma non si possono imputare al governo intenzioni punitive perché sarebbe semplicemente falso.



ANCORA SULL’INVADENZA DELLA MAGISRATURA

Secondo l’articolo 68 della Costituzione un Parlamentare non può essere perseguito per le opinione espresse durante il mandato parlamentare. E’ un principio costituzionale ben preciso e pacifico. Ma oggi, anzi da qualche tempo, le cose non stanno più così. Per la Corte Costituzionale quella norma deve subire una discriminazione della quale nella Costituzione non vi è traccia. Questo “discrimine” è il luogo dove l’eletto esprime le sue opinioni. Da ultimo, la Corte ha poi deliberato – dall’alto dei suoi undici membri di sinistra contro quattro del centrodestra – che tutte le dichiarazioni rese dai politici “ fuori” da Palazzo Montecitorio e Madama non rientrano nello scudo costituzionale. Questo significa semplicemente una cosa ridicola; se vuoi mandare a quel Paese una persona, precipitati in Senato o alla Camera e libera la tua bile. Sari salvo da denunce.


Cannigione sabato 26 marzo 2011

Gaetano Immé

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